martedì 14 marzo 2017

Il Dopo

Oggi sono andata al controllo all'ospedale.
Questa volta siamo stati più fortunati, e abbiamo trovato una ginecologa e un'ostetrica molto più gentili.
Io e Carl ci siamo seduti nel corridoio, con il solito rumore dei tracciati in sottofondo, e dopo pochi minuti una delle ostetriche si è affacciata e ci ha detto se preferivamo aspettare nel corridoio in fondo, che ci avrebbe chiamato lei, in modo da non dover stare là a sentire i battiti dei piccoli cuori dei bimbi nelle pance.
E' stato un gesto di umanità, e l'abbiamo apprezzato molto.
Anche la dottoressa che mi ha visitato è stata delicata e affettuosa. Ci ha detto che era tutto già a posto, non c'era più niente e non dovevo fare nessun temutissimo raschiamento. Ha visto che le mie ovaie sono già di nuovo in funzione, la sinistra sta ovulando, e ha detto che dopo le prossime mestruazioni potremmo già riprovarci.
Ci ha fatto effetto a entrambi, questa cosa.
Carl quando siamo usciti ha messo subito in chiaro:"Io adesso non voglio riprovarci. Ho paura."
Ma anch'io rabbrividisco solo all'idea.
Adesso ci dobbiamo riprendere e basta.
Riprenderci noi, riprendere la nostra vita normale, è questa l'unica cosa di cui abbiamo bisogno adesso.
In realtà mi sembra che ce la stiamo facendo, siamo bravi.
La nostra medicina preferita si chiama Cesare, e non ha effetti collaterali.
E' un vulcano, chiacchiera tantissimo, ripete tutto quello che sente, sta entrando in pieno nei famosi "terribili due anni", cioè una specie di pre-pre-adolescenza durante la quale i bambini iniziano a provare a esprimere la loro volontà e a voler fare di testa loro. 
A volte è proprio faticoso e bisogna fare appello a tutte le nostre riserve infinite di pazienza, ma ci fa solo bene, ci trasmette la sua inesauribile vitalità e ci porta via dai pensieri. 
Con lui niente pensieri, solo azione, niente passato o futuro, solo presente.
"Tetè, ora. Tetè, solo. Tetè, pende. Tetè detto no."
Sono le frasi preferite del nostro Piccolo Capo Indiano Tetè (come lui chiama se stesso). 
Ogni giorno ci sono nuove conquiste di autonomia, e nuovi scontri tra la sua volontà e la nostra...ma è comunque sempre un incredibile miracolo e un privilegio enorme accompagnarlo in questo suo viaggio.
E' arrivata la primavera improvvisamente, sfacciata e profumata, con i fiori, gli uccellini che cantano e tutto il resto. 
Io non ero pronta, non corrisponde al mio stato interiore, dentro sono ancora in pieno, pienissimo inverno.
Tutto questo sole mi dà fastidio, mai successo prima d'ora, sento che avrei bisogno di un altro Febbraio freddo e piovoso, per starmene rintanata, riprendermi e leccarmi le ferite.
Questo Febbraio è stato un mese di follia, ve ne ho raccontato solo un aspetto, ma mentre scoprivamo di aspettare Stellina succedeva di tutto. 
Trovatello si è ammalato: la medicina che prende per la sua malattia (leismaniosi) gli ha causato i calcoli ai reni, quindi abbiamo dovuto sospenderla e adesso sembra che la leismaniosi stia peggiorando, e non si sa nè come ne se ne uscirà.
Contemporaneamente Cesare ha preso la sua prima malattia esantematica, la cosiddetta "Bocca mani piedi", per fortuna in forma molto leggera, ma sufficiente a farci preoccupare per qualche giorno.
Nel frattempo avevamo ordinato il soggiorno nuovo all'ikea, e ce l'hanno portato proprio il fine settimana in cui abbiamo perso Stellina.
Abbiamo passato una settimana tra scatole e scatoloni, con Carl stanchissimo ed esaurito che si divideva tra noi, Trovatello da portare dal veterinario, il vecchio soggiorno da smontare e quello nuovo da rimontare...
E infine a me scadeva il contratto a lavoro.
Me l'hanno rinnovato il giorno prima di perdere Stellina, ovviamente non avevo detto  ancora niente della gravidanza: il capo del personale mi ha messo davanti il foglio della proroga fino al 31 agosto, stesse condizioni di stipendio e soprattutto di orario (quello che mi premeva di più), e io ho firmato senza pensarci due volte.
In effetti questa è stata l'unica cosa positiva e "facile" di questo periodo...
Sabato scorso, a una settimana esatta da quando abbiamo perso Stellina, abbiamo celebrato il suo saluto nel bosco.
Siamo andati di mattina presto io, Carl e Cesare, abbiamo scelto il posto, su una collinetta vicino alla sorgente, e ci siamo seduti.
Abbiamo recitato un pò il nostro mantra, (Cesare è abituato e quando recitiamo se ne sta lì buono buono ad ascoltare il suono, oppure cerca di ripeterlo anche lui), poi a turno io e Carl abbiamo lasciato lì un oggetto in ricordo di Stellina e l'abbiamo salutata.
Dopo ci sentivamo più leggeri, ce ne siamo stati un bel pò nel parco tutti e tre, a correre nel sole e nel vento, ad andare in altalena e a tirare sassi nel fiume.
Credo che sia stato utile, sento di averla lasciata libera, o libero, non voglio tenerla legata a noi con il nostro dolore, è giusto che scelga presto un'altra vita da vivere, e che questa volta sia lunga e felice.

lunedì 6 marzo 2017

Succede

La notte del 2 febbraio scorso, circa una settimana prima di scoprire che ero incinta, avevo fatto un sogno.
Mi guardavo le mani e mi si staccavano le unghie, una ad una. Ero molto spaventata ma non potevo farci niente.
Quando mi sono svegliata ero piena di agitazione, ho pensato subito che fosse un cattivo presagio, ero preoccupata per i miei genitori.
Poi sono passati i giorni, non è successo niente di negativo, e ho cercato di non pensarci più, a quel sogno, soprattutto da quando avevo scoperto di essere incinta.
Ora ho capito cosa significava.
Una parte di me che se ne va via, che mi lascia, e io non posso fare niente per fermarla.
E ora cercherò di raccontarvi com'è finita la storia di Stellina, perchè metterlo per iscritto fa bene anche a me.
L'ultima volta che ho scritto avevo appena fatto le seconde beta, erano cresciute, e aspettavamo fiduciosi di andare all'appuntamento con il Super-gine, fissato per il 21 febbraio, dopo dieci giorni dal test positivo e dalle prime beta. 
Ero spaventata ma anche piena di speranza, cominciavo ad avere qualche nausea, anche se per il resto i sintomi erano sempre pochissimi.
Al controllo però c'è stata la seconda delusione: si vedeva la camera gestazionale, il sacco vitellino, ma non l'embrione.
Secondo il Super-gine poteva essere un pò indietro e ci ha rassicurati, confermando la terapia (aspirinetta, progesterone, magnesio e acido folico) e dicendoci di dare fiducia a questo bambino, di dargli il tempo di crescere.
Abbiamo preso appuntamento dopo altri dieci giorni, il 2 marzo, ma non ha voluto fare nessuna datazione della gravidanza, e mi ha detto anche di aspettare a fare il libretto della asl.
Io ero preoccupata, mi sembrava assurdo che Stellina fosse così indietro, non mi tornavano i conti, ma ho deciso di continuare a crederci e di aspettare  la seconda ecografia.
Non ho più scritto sul blog, perchè mi sentivo in sospeso, con un senso di inquietudine che cresceva, ma al quale non volevo dare spazio.
Sono passati altri dieci giorni, avevo le nausee ogni giorno che mi davano speranza, ma c'erano altre mille sensazioni contrastanti che non mi facevano stare tranquilla.
La mattina del 2 marzo, il giorno dell'appuntamento, giovedì scorso, ho iniziato ad avere delle piccole perdite marroncine mentre ero a lavoro, e così sono arrivata dal Super-gine ancora più in agitazione della volta precedente.
Carl invece era felice, pieno di entusiasmo e fiducia. All'appuntamento si è presentato con in mano il giornale delle macchine, dicendo che voleva "farsi un'idea " perchè nella nostra due seggiolini non c'entravano....mi faceva una tenerezza infinita, ma non riuscivo a condividere la sua beatitudine.
Le mie sensazioni erano ben altre.
Ho detto subito al Super-gine delle perdite, lui mi ha visitato e ha sentenziato che era tutto a posto, il bimbo c'era e si vedeva anche il battito.
Ci siamo emozionati entrambi nel vedere quel minuscolo puntino che batteva, ma si vedeva veramente poco.
Non aveva la forma di un bambino, come era successo con la prima ecografia di Cesare, fatta anche quella a otto settimane. 
Mi sembrava solo un piccolo mucchietto di vita, accucciato in un angolo della sua casetta.
Però era una vita che pulsava, almeno quello. 
Il Super-gine non l'ha misurato, non mi ha fatto la datazione nemmeno questa volta.
Ha sentenziato:"Per me è di cinque, massimo sei settimane." e io ero così frastornata che non sono riuscita a fargli nemmeno una domanda.
Mi ha ridato appuntamento a due settimane dopo, per un'ennesima ecografia. E mi ha aumentato il progesterone da uno a tre al giorno, per via delle perdite. 
Siamo tornati a casa moderatamente felici, io dentro però ero sempre più scombussolata.
Quella notte non riuscivo a dormire, mi sono alzata, ho preso l'agenda, ho rifatto i conti. Non tornavano. Non poteva essere di cinque o sei settimane come diceva il Super-gine, era troppo indietro.
Sono tornata a dormire dicendomi che volevo provare gratitudine per quel piccolo cuoricino che batteva dentro di me, a prescindere da come fosse andata a finire.
Il venerdì avevo un mal di testa terribile ma almeno le perdite sembravano finite. 
Sabato sono venuti a trovarmi mio padre e la moglie e anche mio fratello dal Kosovo, che non vedevo da Natale. Gli abbiamo dato la bella notizia, spiegandogli però che ancora non si sapeva bene di quante settimane ero e che volevamo aspettare a festeggiare.
Dopo pranzo sono ricominciate le perdite, e questa volta ho visto rosso. Rosso. E altre cose.
Mi sono tolta la collanina con il chiama angeli, perchè ho capito che Stellina se ne stava andando, ma non l'ho detto a nessuno, nemmeno a Carl che stava uscendo per andare a fare la spesa.
Poi le perdite sono diventate una vera emorragia, ho iniziato ad avere dolori forti, come il ciclo dei vecchi tempi. 
Ho chiamato il Super-gine, che mi ha consigliato di andare subito al Pronto Soccorso.
Allora improvvisamente mi sono svegliata e ho preso in mano la situazione.
Ho telefonato a Carl, lui ha mollato il carrello mezzo pieno al supermercato ed è corso a casa.
I miei sono partiti perchè avevano il treno, con uno stato d'animo che potete immaginare, e io, Carl e Cesare siamo andati al Pronto Soccorso.
Ci hanno fatto passare subito alla maternità, proprio dove è nato Cesare quasi due anni fa.
Un'ostetrica mi ha fatto la domanda di rito:
"Ultime mestruazioni?" "Sei gennaio"
 "Otto+uno" , ha risposto.
Ho aspettato su una sedia nel corridoio, i dolori erano sempre più forti e Cesare mi faceva le carezze sulla testa e mi diceva "Mamma, cara, bene".
Poi per fortuna sono venuti a prenderlo i miei suoceri, non volevo che mi vedesse stare male.
Mentre aspettavo ascoltavo i rumori del reparto in sottofondo, il pianto dei neonati e il suono inconfondibile del battito del cuore amplificato dalle macchine per i tracciati. Vedevo passare le neomamme con le loro cullette di vetro, e riuscivo solo a pensare a come sarebbe stato infinitamente più terribile vivere quell'esperienza senza avere Cesare. Se mi fosse capitato con il primo figlio.
Ecco, a quello pensavo.
Poi finalmente sono entrata, quando ormai stavo veramente malissimo, quasi per svenire. Mi hanno fatto sedere, l'ostetrica gentile mi ha portato una bustina di zucchero, un'altra antipatica mi diceva di non fare tante storie perchè la pressione non ce l'avevo poi così bassa, e intanto la ginecologa guardava il cellulare. 
Quando mi sono ripresa un pò mi ha visitata, e subito ha detto:" Non c'è più niente. Nemmeno la camera gestazionale."
La visita è stata dolorosa, ma per fortuna è durata poco.
Carl non c'era, perchè stava accompagnando Cesare dai nonni fuori dall'ospedale, e quando è tornato avevo già finito.
La dottoressa mi ha detto di aspettare di là, che mi avrebbero dato una flebo per il dolore, e che mi avrebbe rivista dopo un paio d'ore. 
Sono uscita scortata dall'ostetrica gentile che mi ha fatto sedere in una saletta dove c'erano altre due donne non incinte, in attesa di avere delle risposte ad alcuni esami.
Ho detto a Carl che Stellina non c'era più e di avvisare i miei. 
Lui è uscito, e dopo mi ha raccontato che solo in quel momento ha capito che avevamo perso il bambino, perchè fino ad allora si era illuso che fossero solo dei dolori o delle perdite legate alla gravidanza, ma sperava che non fosse niente di grave.
Ha pianto, e dopo ha avvisato i miei genitori.
Io sono rimasta lì sulla sedia senza pensare a niente, e mi si è avvicinata una di quelle due donne.
"L'hai perso vero?" mi ha chiesto.
E poi mi ha raccontato di aver perso anche lei il suo secondo figlio, un maschietto, al terzo mese di gravidanza. Le avevano dovuto anche fare il raschiamento. Anche lei se lo sentiva che qualcosa non andava.
Poi l'hanno chiamata perchè i suoi esami erano pronti ed è uscita dalla stanza, ma prima l'ho ringraziata. 
Non credo che la rivedrò mai più, ma comunque quelle poche parole scambiate con lei mi hanno fatto sentire meno sola.
Quando è tornato Carl siamo stati un pò lì tenendoci per mano, non abbiamo parlato molto.
Poi la dottoressa mi ha richiamata, ha detto che l'utero era pulito, ma avevo ancora del "materiale" nel collo dell'utero e quindi sarei dovuta tornare tra due settimane lì all'ospedale per un controllo.
Sul referto ha scritto "Aborto completo", e ha detto che non c'era bisogno di nessun raschiamento.
Ora che c'era Carl si è comportata in modo leggermente più gentile.
Ha detto:" Sono cose che dispiacciono." e poi "Suo marito è ancora più dispiaciuto di lei!"
Non mi ricordo cosa le ho risposto.

Siamo tornati a casa, ho tirato fuori i mega assorbenti da post parto che mi erano avanzati, e mi sono messa a letto. 
Mi mancava Cesare, e non vedevo l'ora che i miei suoceri lo riportassero a casa.
Quando è tornato l'ho allattato e poi mi sono addormentata con il naso tra i suoi capelli.
La notte è passata abbastanza bene, ogni tanto mi svegliavo per il dolore, ma non è stato mai insopportabile.
Ho preso due giorni di malattia e tornerò mercoledì a lavoro, dove ovviamente non avevo detto niente.
Ho pensato che Stellina è stata bravissima a far succedere tutto di sabato. Perchè se fosse successo il giorno prima sarebbe stato mille volte più terribile e difficile.
Oggi siamo stati a casa tutti e tre insieme, per fortuna anche Carl aveva preso ferie perchè la Tata fotografa non c'è in questi giorni.
Carl sta soffrendo tantissimo, non era preparato e il colpo lo ha sentito più di me.
Ha detto che vorrebbe fare una specie di cerimonia di saluto per il bambino, così abbiamo deciso che lo faremo questo fine settimana nel bosco, vicino alla sorgente, in un posto a cui vogliamo bene, e dove possiamo tornare sempre a ricordarlo/a.

"Succede", ci hanno detto. "Sono cose che succedono".
Stavolta è successo a noi, forse diventeremo un pò più saggi dopo aver vissuto anche questa esperienza.

Staremo bene, comunque.
C'è Cesare, ci siamo Noi2, e staremo bene.

Ciao Stellina, è stato bello portarti dentro di me per un pò.


mercoledì 15 febbraio 2017

Stellina c'è!!!!!!!

                       

                            1852,26 !!!!!

Stellina c'è, sta crescendo!!!
Ho resistito fino a stamattina (mercoledì) per rifare le Beta, dopo aver passato un fine settimana di follia durante il quale un minuto prima ero sicura che fosse già tutto finito, e un minuto dopo ricominciavo a sperare...sbalzi ormonali, dice Carl, o semplicemente paura di perdere la nostra Stellina a cui mi sono già immensamente affezionata.
Ieri poi mi aveva anche risposto il Super-gine, tranquillizzandomi come suo solito: " Ottime notizie! I valori hcg vanno bene. Incomincia a prendere l'acido folico, il progesterone e l'aspirinetta e ci vediamo martedì 21 alle 19.30"
E così martedì prossimo già potremmo vedere la Stellina, anche se ho l'idea che si vedrà molto poco, visto che secondo me sono un pò più indietro del previsto come vi avevo scritto. Ma l'importante è vedere che sia in utero e che vada tutto bene...poi procediamo giorno per giorno!
Intanto pochissimi sintomi..qualche doloretto tipo ciclo, un pò di stanchezza (ma quella con un Cesare di venti mesi super energetico è più che legittima no?) e poco altro. Era anche per questo che mi sentivo così sfiduciata in questi giorni...e invece le analisi di oggi mi hanno ridato speranza!!!
Ancora non ci rendiamo conto, io e Carl, e forse per un pò sarà così...è che mi sembra un miracolo essere rimasta incinta dopo solo tre mesi di tentativi, nemmeno troppo mirati...mi sembra un miracolo quasi più grande di quello del nostro Cesaretto, arrivato dopo tanti anni e vicissitudini!!!
Ora vado a dormire, giornate intense queste, a lavoro combino un casino dopo l'altro, non ci sto con la testa...e il 6 marzo mi scade anche il contratto....devo capire come comportarmi, se dirlo o no.....
Ma ora non riesco a pensarci, per ora mi godo solo la mia gioia presente, e piano piano faremo tutto.
Buonanotte amiche, e grazie del sostegno, mi è servito tanto!!!!

domenica 12 febbraio 2017

Stellina

Dunque. 
In questo post parlerò di un test di gravidanza positivo.
Quello che ho fatto ieri mattina, dopo circa una settimana di presunto ritardo.
Vi parlerò dell'emozione di fare il test e poi chiamare a raccolta tutta la famiglia, con Cesare che tutto insonnolito afferra il "bastoncino" e se lo rigira tra le mani come un trofeo, dell'abbraccio che ci siamo dati tutti insieme, in pigiama, in bagno, delle risate come due matti mie e di Carl, della corsa a prepararci per poter fare le beta di mattina in modo da poter avere il risultato nel pomeriggio.
Vi parlerò di una sensazione che avevamo entrambi, io e Carl, che durava da giorni, nonostante i sintomi fossero, come al solito, contrastanti: dolore del ciclo ("ecco, mi stanno per venire"), poi niente, poi di nuovo doloretti e mal di testa, poi ancora niente. 
Poi vi parlerò delle beta: 501, 37
E vi parlerò della delusione e della paura, e dei mille pensieri negativi che invadono la mia mente in un istante, e dei miei tentativi per farli tacere, di non fare paragoni con il tremila e più che erano quelle di Cesare, fatte più o meno nella stesso periodo, 35°-37° giorno pm.
E vi parlerò della spiegazione che mi sono data, cioè che forse l'ovulazione, e quindi il concepimento, sono avvenuti più tardi del mio solito e quindi non sono di cinque settimane ma qualche giorno meno, e insomma, ecco, questa Stellina c'è, e io sono incinta, e deve solo crescere e diventare forte e stare bella attaccata lì al calduccio e rimanere con noi.
E poi volevo raccontarvi un sacco di altre cose, emozioni, pensieri, tutti concentrati nelle ultime ventiquattr'ore...ma davvero non ce la faccio, è già stato terribilmente faticoso parlarvi della Stellina, e l'ho fatto perchè ho bisogno di pensieri positivi, di incoraggiamento e di tanta energia a distanza.
Ho scritto al Super-gine, e se lo conosco un pò mi dirà di rifare le Beta in settimana.
In ogni caso le farò, e se saranno cresciute allora festeggiamo.
Sto continuando a ripetere quello che mi diceva sempre Morgana, me lo ripeto come un mantra: "Lascia andare. Lascia andare. Molla la presa."
Perchè le cose sanno da sole come devono andare, non serve spingere il fiume, lui scorre già da solo.
La vita sa.
Fiducia.
Fede.
Chiamatela come volete.
E' quello che sto cercando di tirare fuori dentro di me, cacciando via l'ansia e i pensieri negativi, affidandomi a questa Stellina e a quello che sceglierà di fare, e intanto le ripeto che noi la aspettiamo e le vogliamo già bene.


domenica 22 gennaio 2017

Gennaio e tante novità

Domenica pomeriggio casalinga, tempo un pò meno freddo dei giorni precedenti. 
Mentre Carl dormiva io e Cesare abbiamo fatto la torta di pere.
Ora è in forno e i miei ometti sono usciti per portare fuori Trovatello.
Io ne approfitto per raccontarvi un pò di novità, perchè l'anno è iniziato da poco ma già ne ha portate diverse.
Voglio iniziare scrivendo dell'Amica Endometriosi, che finalmente è stata riconosciuta come Malattia cronica e invalidante ed è stata inserita nel nuovi Lea, i livelli essenziali di assistenza.
E' solo un primo passo, del tutto formale, però spero che possa tradursi presto in cambiamenti reali per le donne che soffrono di endometriosi e per quelle che ne soffrono ma purtroppo ancora non lo sanno, come è successo a me per tanti anni.
E ora passiamo a noi!
Per prima cosa, abbiamo fatto un passo avanti sull'allattamento. 
Dal 6 gennaio a volte la tetta, anzi la "puppa", in toscano, come la chiama Cesare, "fa la ninna".
Ho provato così, senza pensarci troppo.
Era già qualche settimana che Cesare chiedeva il latte anche a parole, non più solo esprimendosi con i gesti. Si avvicinava con il naso al mio collo, cercando di spostare i mille maglioni che porto d'inverno, e diceva chiaramente:"Puppa!".
Quindi mi sono detta che se era in grado di dirlo, forse poteva anche capire e accettare che la Puppa non fosse più così disponibile.
Era di pomeriggio e non era un momento di importanza particolare, quindi mi sono lanciata e
gli ho detto che la puppa stava facendo la ninna, che era molto stanca e che forse si sarebbe svegliata più tardi.
Lui ha pianto un pò, non se l'aspettava, e allora l'ho abbracciato dicendogli che dispiaceva tanto anche a me, che aveva ragione ad essere arrabbiato.
Dopo qualche minuto si è calmato e ha continuato a fare quello che stava facendo prima di chiedermi il latte. 
Non ci potevo credere che fosse stato così facile!!!
Quindi adesso il latte lo riserviamo soltanto al momento di dormire (cioè la sera, e il sabato e la domenica che sono a casa anche per il sonnellino pomeridiano) e ovviamente alla notte. Lo chiede ancora in altri momenti, e ogni volta gli rispondo allo stesso modo e lui accetta la mia spiegazione, senza piangere e in modo abbastanza tranquillo.
A volte ci scherziamo anche sopra, gli dico:
"Adesso dorme, sssshhhhh, facciamo piano!!! Stasera quando la vuoi devi svegliarla, come fai?"
E lui grida tutto contento: "Puppaaaaaa!!!!" e ci facciamo un sacco di risate!
Anche se può sembrare un cambiamento molto lieve per me è importantissimo e sono veramente felice e fiera di noi.
Perchè è avvenuto in modo graduale, come volevo io. E al momento giusto, a giudicare dalla reazione di Cesare. 
Manteniamo l'allattamento per la notte e per l'addormentarsi, che mi fa molto comodo e che non ho fretta di abbandonare, per i motivi che avevo già scritto qui.
E poi passiamo alla seconda novità: abbiamo iscritto Cesare al nido per Settembre prossimo!
Come vi ricorderete eravamo molto indecisi e dubbiosi, poi sono andata all'open day dell'asilo vicino casa, quello che avevamo già visitato ed è di proprietà delle suore.
Per mia fortuna sono capitata in un momento in cui ero l'unica mamma e ho potuto conoscere l'educatrice e farci una bella chiacchierata.
Il risultato è stato che mi sono ricreduta sugli aspetti che non mi avevano convinto alla prima visita, e dopo una breve consultazione con Carl abbiamo deciso di fare lì l'iscrizione, senza nemmeno andare a visitare gli altri asili della zona. 
L'educatrice mi è piaciuta tantissimo, c'è stato subito feeling tra noi, e parlando con lei sono riuscita a chiarire tutti i dubbi che avevo.
A farci decidere per l'opzione asilo piuttosto che continuare con la tata come abbiamo fatto finora è stato anche il fatto che ci siamo resi conto che da settembre a oggi Cesare non si è quasi mai ammalato, mentre la Tata Fotografa si è ammalata quasi tutti i mesi, e i nonni diverse volte! Ci siamo quindi ritrovati a gestire varie emergenze senza sapere come fare e anche ad innervosirci un pò, anche se non è che la Tata Fotografa lo faccia apposta ad ammalarsi...è che è proprio delicata poverina!!!!
Insomma, diciamo che la prospettiva dell'asilo ha cominciato a sembrarci quasi più semplice da gestire...Inoltre nelle ultime settimane abbiamo notato che Cesare è tanto cambiato, che è molto più autonomo e sembra diventato improvvisamente un bambino grande. Sicuramente il fatto che adesso si esprime verbalmente ha contribuito a questo cambiamento..ora dice tantissime parole, ogni giorno ne tira fuori qualcuna nuova e chiacchiera praticamente tutto il tempo! Anche per questo pensiamo che a settembre possa essere il momento giusto per iniziare la sua vita "scolastica". Per adesso abbiamo fatto solo l'iscrizione, ma ci sentiamo convinti della decisione, e non credo che questa volta cambieremo di nuovo idea. 
A parte queste due belle novità la nostra vita continua a scorrere tranquilla..io sempre di corsa, che cerco di scappare dal lavoro il prima possibile e mi ritrovo a fare sempre più tardi, Carl che fa i turni ed è lui a gestire Cesare ogni mattina...,"Noidue" che a volte non riusciamo a dirci due parole per giorni..ma che poi appena abbiamo un momento libero ci precipitiamo ad abbracciarci stretti stretti sul divano per ritrovarci almeno un pò....e il desiderio di un altro bambino che si fa sempre più presente, anche se ne parliamo poco, perchè sappiamo che non è detto se arriverà mai...
Il mio ciclo da quando si è riaffacciato ad ottobre è tornato ad essere regolarissimo come prima della gravidanza, e con lui sono tornati i vecchi pensieri, il timore dell'endometriosi, del dolore, e la consapevolezza della nostra difficoltà a rimanere "incinti". Ogni mese ci rimaniamo un pò male, e poi subito ringraziamo la nostra vita per quella "gravidanza più che preziosa", (come l'aveva chiamata il nostro adorato Super-gine) che invece ci è stata regalata.
Ho deciso di voler essere fiduciosa nella vita, nella saggezza del fratellino o sorellina di Cesare che saprà lui o lei quando venire a conoscerci. In fondo anche con Cesare è stato così, ha deciso lui quando arrivare, e ci ha "scelto" come sua famiglia nel momento che sicuramente era il migliore per noi e per lui.
L'attesa per lui è stata lunga,il ricordo di ogni momento difficile ci è rimasto inciso sulla pelle e nel cuore.
Ma ne è valsa la pena, e se per noi il destino ha in serbo un altro regalo voglio aspettarlo serena e comunque grata per quello che già ho.


sabato 7 gennaio 2017

Il cerchio della vita

Eccomi, e Buon Anno!!!! 
Per la prima volta in vita mia non ho ancora consultato un oroscopo per sapere cosa aspettarmi dall'anno appena iniziato, e questo è uno dei tanti segnali di come sia cambiata la mia vita con l'arrivo di Cesare...
Perciò, non scriverò il mio solito post di propositi per l'Anno Nuovo e bilanci di quello vecchio....semplicemente, siamo scivolati in un nuovo anno senza quasi accorgercene, abbiamo festeggiato con amici cari (ex Cercatori anche loro, il loro bimbo è nato sei mesi dopo Cesare) in modo tranquillo, con il cuore sereno di chi non deve riempire nessun vuoto, perchè è già pieno di tutto quello che gli serve per essere felice.
Abbiamo preparato la cena, fatto mangiare i bimbi, poi li abbiamo addormentati e abbiamo cenato noi, e a mezzanotte ci siamo fatti gli auguri senza alzare troppo al voce, per non svegliarli.
Ci siamo abbracciati e abbiamo brindato, e non c'è stato bisogno di altro.
Ed ora voglio raccontarvi delle feste di Cesare, che sono state intense e piene di emozioni, come mi aspettavo. 
L'incontro tanto atteso (da me!) con Babbo Natale è stato un successo: nonostante il costume poco credibile lo zio ha fatto un ottimo lavoro e Cesare è rimasto colpitissimo!
Non appena ha sentito le campanelle (suonate dalla nonna sotto mie istruzioni) che annunciavano l'arrivo delle renne si è accucciato vicino al papà con gli occhi spalancati e quando Babbo Natale ha fatto il suo ingresso nel salotto dei miei suoceri è rimasto colpitissimo!
Era emozionato e spaventato allo stesso tempo, è rimasto stretto stretto a Carl e a me e non ha voluto avvicinarsi troppo a "Babbu", che gli chiedeva se era stato buono e gli depositava davanti un sacco di pacchetti.
Poi una volta scomparso Babbo Natale e riaccese le luci tutto è tornato tranquillo, e si è sentito abbastanza sicuro per poter andare a scartare tutti quei regali.
Ha ricevuto tanti, troppi giocattoli, ovviamente...ma il gusto con cui ha scartato ogni pacchetto è stata la ricompensa per tutti noi! 
Questo suo Primo vero Natale purtroppo non se lo ricorderà, però spero che gli rimangano impressi nel cuore il senso di meraviglia e di magia che ho visto nei suoi occhi!!!
Anche con la Befana mi sono data da fare a prepararlo prima, raccontandogli di questa vecchietta che anche lei portava i regali e i dolci ai bambini, ma che al contrario di Babbu non voleva essere vista da nessuno!
La sera del 5 gennaio io e Cesare abbiamo lasciato la "cena" per la Befana sul tavolo, e un suo calzino appeso allo sportello del forno con una molletta, proprio come ho sempre fatto io da piccola. 
Avevo deciso di non lasciargli dolci nella calza, perchè penso che sia ancora piccolo per mangiare "schifezze", quindi quando si è addormentato ho preparato i biscotti di pasta frolla e gli ho messo un pò di quelli, più un sacchettino di uvetta, che in questo periodo adora. 
Poi mi sono divertita a "smangiucchiare" la cena della Befana, a spargere biscotti, uvetta e bucce di mandarino un pò ovunque in cucina (si sa che la Befana è pasticciona!) e finalmente me ne sono andata a letto! 
Carl ha partecipato solo come osservatore, dato che per lui tutti questi preparativi erano del tutto nuovi: la sua infanzia non è stata proprio idilliaca, e purtroppo di magia e spensieratezza ce n'è stata ben poca...
Proprio per questo forse mi sono data tanto da fare: volevo far sognare un pò anche lui, e restituirgli tramite nostro figlio quello che non ha potuto vivere quando sarebbe stato il suo momento...
La mattina dopo è stato divertentissimo alzarsi  presto tutti e tre, e vedere la faccia di Cesare nello scoprire i "segnali" lasciati qua e là dal passaggio della Befana, e infine la sua felicità nello svuotare la calza piena di "...Uva!!!"
I miei racconti sicuramente non possono rendere l'emozione che mi fa sorridere mentre scrivo, e la bellezza di questi momenti da incorniciare per sempre...dopo tanti anni vissuti da Figlia, nei quali ho potuto godere la gioia e la magia di queste sorprese create dai miei genitori..adesso che per la prima volta vivo le stesse sorprese da Mamma, e sono io l'artefice di quelle magie...è come se si chiudesse un cerchio, il cerchio della vita.
E' così che deve andare, è così che dovrebbe andare per tutti e tutte....

venerdì 23 dicembre 2016

Aspettando "BabbU"!

Nonostante la stanchezza di questo faticosissimo venerdì pre natalizio ho deciso che dovevo assolutamente aggiornare il blog! 
Troppe cose da raccontarvi!
Dicembre per noi è il mese dei Compleanni, il mio e quello di Carl a pochi giorni di distanza, e quest'anno c'era un bellissimo ponte di quattro giorni, quindi abbiamo festeggiato veramente in grande!
Il giorno del mio compleanno (l'otto dicembre) c'era il sole, quindi nonostante il freddo abbiamo fatto una bella passeggiata nel bosco noi tre soli di prima mattina. Poi nel pomeriggio siamo andati a Firenze a prendere mia mamma alla stazione e con l'occasione abbiamo fatto un bel giro per le vie illuminate, gironzolato per un mercatino e soprattutto corso dietro a Cesare super eccitato per tutte quelle cose nuove. Il giorno dopo abbiamo lasciato Cesare con la nonna e per la prima volta dopo secoli siamo andati da soli NOI DUE in un centro benessere che ha aperto da poco qui vicino e abbiamo passato due ore tra saune, bagni turchi e piscine con le bolle!
Poi pranzetto in un caffè carino e siamo tornati alla base. 
Sabato passato con mia mamma tra giardinetti e mercato, mentre domenica, che era il compleanno di Carl,  abbiamo concluso in bellezza il nostro week end lungo festeggiando dai suoceri a pranzo e poi mollando di nuovo Cesaretto per andare a teatro a vedere "Evita" con Malika Ayane. 
Insomma, ci siamo scatenati!!!
Di solito non mi piace lasciare Cesare con i nonni nel fine settimana, perchè mi sembra già di vederlo così poco durante la settimana che nei week end voglio godermelo io e cercare di passare del tempo tutti e tre insieme... ma in questo caso avendo quattro giorni a disposizione ci siamo potuti concedere anche un pò di tempo per noi due soli, come non facevamo da tanto. 
In questo ultimo mese Cesare ha iniziato a cercare di parlare, ed è proprio uno spasso. Imita tutti i suoni che sente da noi e tenta di fare dei veri e propri discorsi con soggetto e complemento oggetto (i verbi ovviamente non li conosce), e anche se a volte il risultato è incomprensibile io cerco di sforzarmi più che posso a decodificare il suo linguaggio, perchè mi dispiace dirgli che non capisco! 
Le sue parole preferite al momento sono: brumbrum (macchina), miaaa (gatto), dindon (campane), tardi, tapiii (peppa pig), talpa, gòòòl (pallone), tappo, uovo e uva. Alcune non sono di grande utilità (come Talpa, che ha imparato dal suo libro preferito con gli animali), ma a lui piacciono i suoni più che i significati!
Stare in sua compagnia è sempre più divertente, mi riempie di meraviglia e lo vedo crescere e trasformarsi sotto i miei occhi di giorno in giorno: il fatto di poter avere una comunicazione con lui è l'ultimo degli incredibili cambiamenti che ha fatto, e il bello è che non si sa mai cosa aspettarsi dopo!
Anche con i suoi amichetti interagisce molto di più: con le mamme del gruppo dell'associazione (con tre o quattro siamo rimaste molto in contatto) cerchiamo di farli incontrare spesso, adesso che è inverno a casa dell'una o dell'altra, e loro sono felicissimi di ritrovarsi ogni volta, si corrono incontro, gridano tutti contenti, e si vede proprio che sono affezionati. 
Con una decina di famiglie abbiamo anche organizzato una festicciola di Natale prendendo in affitto la stanza di una ludoteca e portando noi da mangiare, ed è stato un successo. I bimbi si sono divertiti come matti e noi anche in realtà...
A proposito di questo ogni tanto si riaffaccia l'argomento Asilo Nido...ormai per l'anno prossimo a settembre. Sono molto combattuta, a volte penso che a lui piacerebbe stare tutti i giorni con gli altri bambini, altre però mi ritornano i vecchi dubbi: sul fatto che le educatrici sono troppo poche per troppi bambini, sul fatto che gli asili nido che vado a visitare mi sembrano un pò dei "parcheggi", sul fatto delle regole e della routine, che mi dà l'idea di tanti piccoli "soldatini", e poi tutte le considerazioni organizzative della nostra famiglia, cioè che non avremmo nessuno per andarlo a prendere e così via. Insomma, la verità è che ci troviamo veramente bene con questo sistema Nonno/Papà + Tata Fotografa che l'idea di dover trovare una nuova organizzazione e un nuovo equilibrio mi mette abbastanza ansia. Vedremo...a gennaio ci sono un pò di giornate open day degli asili nido, magari andrò a dare un'occhiata...
Altro argomento da affrontare nel 2017..la fine dell'allattamento. O meglio la domanda è: ci sarà mai una fine? Io al momento non so proprio come fare. La verità è che non sono decisa a smettere perchè allattare è comodissimo: la notte dormiamo e anche di giorno è la soluzione ideale per nervosismo/mal di denti/febbre/pianti inconsolabili eccetera.
A volte mi sento stanca e mi dà fastidio quando Cesare lo chiede in pubblico, più che altro perchè so che qualcuno sicuramente mi guarderà strano pensando o chiedendomi :"Così grande prende ancora il latte???"...ma a parte questo non sono così motivata.
Anche perchè so anche che il mio latte gli fa benissimo, che gli dà tanti anticorpi e lo rinforza, che anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l'ideale sarebbe allattare almeno fino ai due anni del bambino ( quello che dicevano ai tempi delle nostre mamme, che "il latte dopo i sei mesi è solo acqua", è assolutamente falso).... 
Insomma, bò????
Non so quando smetterò, non so come fare, non ho le energie nè la voglia di pensarci. Per il momento continuo così, finchè o io o lui non ci stuferemo.
E adesso siamo arrivati a Natale!!!!
Questo è il primo vero Natale di Cesare, che l'anno scorso aveva sei mesi e non si rendeva conto di gran che...e io sono emozionatissima!!!
Dato che è l'anno dei suoceri (abbiamo stabilito di fare a turno per evitare conflitti familiari), passeremo il 24 e il 25 qui, poi il 25 sera io e Cesare partiremo per Roma dove staremo qualche giorno con i miei mentre Carl lavora (nella mia azienda chiudono una settimana, che grandissima botta di fortuna!!!!) e ci riuniremo per l'ultimo dell'anno.
Abbiamo organizzato anche l'arrivo di Babbo Natale (mio cognato) per domani sera, e sono troppo curiosa di vedere la reazione di Cesare!!! Intanto ha imparato a dire "babbu"e gli ho raccontato un milione di volte che è vestito di rosso e porta i regali...speriamo che non gli faccia paura!!!
Buon Natale a tutte voi, e prometto di scrivere presto per raccontarvi!!!