venerdì 30 novembre 2018

Cuccioli

E' la terza volta che provo a scrivere un post e non riesco mai a finirlo...Ultimamente sono così occupata a VIVERE che non trovo il tempo nemmeno per soffermarmi un attimo a pensare, figuriamoci a scrivere! Comunque, ci riprovo..eccomi qui.
Ho tante cose da raccontarvi.
Partiamo da Cesare. C'è stato il primo colloquio con la maestra dell'asilo: il nostro bimbo "grande" di tre anni e mezzo si trova bene, si è ambientato, ha molti amici, è il solito curiosone che fa mille domande, chiacchiera senza sosta, si entusiasma per tutto. Come succedeva anche al nido gioca più volentieri con le bambine ai giochi di "finzione" (al supermercato, a pulire casa, a cucinare, con le bambole..), ma si diverte anche con i trenini e le macchinine. 
L'unico tasto un po' dolente è la nanna: dopo qualche settimana in cui aveva preso il via a dormire, da inizio novembre ha smesso e non dorme quasi mai, tranne quando c'è la  sua maestra. Noi lo sapevamo già: i pomeriggi dei giorni in cui non dorme esce sempre stanchissimo da scuola, nervoso, super eccitato, sembra una pentola a pressione pronta ad esplodere. Tra l'altro ha iniziato a dire che non vuole andare a scuola se deve dormire, che lui vuole stare con i bimbi di quattro e cinque anni che non dormono, che gli manca la mamma, il papà e Anita...insomma, questa cosa non la sta vivendo affatto bene.
Parlandoci siamo riusciti a capire che il problema è dover dormire con le maestre diverse dalla sua: infatti nel suo asilo fanno a turno, una settimana al mese una delle maestre sta con i piccoli nella classe dove si fa la nanna, le altre stanno con i più grandi a seguire le varie attività.
Cesare con la sua maestra riesce ad addormentarsi (anche se dopo mooolto tempo, molte carezze e coccole da parte sua...del resto anche a casa non è mai stato semplice far si che si abbandonasse al sonno), ma con le altre non c'è storia: sta sveglio, si agita, chiede cento volte di andare a fare pipì, cerca di svegliare gli altri bambini. In realtà questo mi sembra normalissimo, quale bambino di tre anni e mezzo se ne starebbe buono, zitto e fermo sdraiato sul letto senza fare niente mentre tutti gli altri dormono per un'ora???
Con le maestre abbiamo deciso di aspettare un altro pò, perchè secondo loro potrebbe essere solo una fase, e piano piano  si abituera' anche con le altre, ma io sono dubbiosa...sarà che ho un ricordo vivissimo del momento della nanna alla MIA scuola materna, e me lo ricordo come un incubo, perchè neanch'io riuscivo a dormire!
Di sicuro so che non voglio costringerlo a subire per tutto l'anno quella che per lui è una punizione, tra l'altro una punizione non necessaria: non mi sembra così urgente che "impari a dormire da solo", per quello c'è ancora tempo! Se tra qualche settimana non migliorerà, a gennaio troverò il modo di farlo uscire dopo pranzo, come faceva al nido, se la nonna è disponibile ad aiutarci. Se invece riuscirà a tranquillizzarsi e a lasciarsi andare anche con le altre maestre, tanto meglio per tutti.
Quindi vedremo, senza drammi, una soluzione si troverà.
A parte questo Cesare è cresciutissimo, anche grazie alla scuola materna. In molti momenti lo vedo più sicuro di sè, quasi spavaldo e temerario, sta scoprendo i giochi "da maschi" (le armi, i supereroi, le battaglie...), quando siamo ai giardini fa mille acrobazie e si cimenta in esercizi pericolosissimi, sempre seguiti da un orgoglioso:"Mamma guarda che so fare??" e poi sono comparse nel suo vocabolario cose divertentissime come "la cacca sulla testa", "il sedere puzzolente", e altre meraviglie del genere.
Altre volte invece vuole tornare piccolo, e allora dice con la vocetta lamentosa:"Anch'io sono un bambino appena nato come Anita!" oppure "Voglio prendere il latte come Anita!", o anche si mette a gattonare, o si fa male per finta per essere coccolato.
Da ottobre c'è anche la novità della piscina: lo sto portando, insieme ad un suo amichetto, alla piscina comunale una volta a settimana, di lunedì, quando c'è il prenuoto per i bimbi della sua età, e incredibilmente (per me) gli piace moltissimo!
Stanno a mollo, prendono confidenza con l'acqua alta, imparano a non avere paura di bagnarsi gli occhi o di andare con la testa sotto, si tuffano in braccio all'istruttrice dal bordo della piscina o dallo scivolo.
E' un pò una faticaccia per Carl perchè quando fa il turno di sera deve tornare apposta durante la pausa per stare con Anita mentre io accompagno Cesare, ma per ora sembra valerne la pena, sicuramente gli fa molto bene. 
Un'altra grande novità nella sua vita di treenne è che finalmente ha una cameretta!! Meglio tardi che mai siamo riusciti a sistemargli la stanzina nel sottotetto con una scrivania e uno scaffale che già avevamo, un lettino basso costruito su misura da Carl (in pratica una tavola con sei piedini su cui appoggia il materasso), un bel tappetino e il fantastico mobile a scaletta dell'Ikea, quello con i cassetti contenitori per metterci dentro tutti i giocattoli. Cesare ne è felicissimo, anche se ovviamente non ci dorme e ha paura a starci da solo se noi siamo giù. Però quando viene qualche amico a trovarci lo porta subito su e stanno qualche decina di minuti a giocare, e già questo mi sembra un bel risultato. Sono felice, mi dispiaceva troppo che non avesse un suo spazio e spero che a poco a poco riesca a goderselo sempre di più.
Della scuola ci racconta tanto: sia cose belle (le canzoncine che impara, i disegni che fa, la gita a raccogliere castagne, la recita che stanno preparando...), ma anche cose che non gli piacciono: che deve stare tanto seduto, che non si può giocare tutti allo stesso gioco, che i bimbi più grandi spesso non vogliono giocare con lui o gli prendono i giochi, e lui ci resta molto male, si sente ferito e rifiutato.
Insomma il nostro Cesaretto sta iniziando a misurarsi con un "mondo esterno" fatto di regole e relazioni complesse e mutevoli, non più soltanto quelle semplici e inequivocabili con mamma e papà.
Sono orgogliosa di lui, e spero con tutto il mio cuore di riuscire ad accompagnarlo nel modo giusto, standogli vicino ma senza soffocare la sua voglia di autonomia. Credo che sia la cosa più difficile con cui dobbiamo misurarci noi mamme.
Quanto alla sua sorellina, sempre più mi sembra una tipetta tosta.
Adesso ha nove mesi e mezzo, tre denti (i due sotto e un canino da vampiretta), chiacchiera tanto (sempre usando suoni incomprensibili, a parte Papapapapa' e TETETETETE, che sarebbe Cesare), sa lanciare i baci e fare le pernacchie.
E' molto autonoma, se c'è qualcuno vicino a lei se ne sta a giocare da sola con i giocattoli suoi o del fratello (lui invece si stufava molto prima e voleva sempre qualcuno con cui interagire); l'importante è non lasciarla mai sola perchè protesta e ti segue gattonando velocissima. Anche lei è molto sensibile, si offende moltissimo per i NO che iniziamo a dirle, e quando cade o si fa male (spesso, perchè gattonando esplora dappertutto senza paura, si alza in piedi appoggiandosi ai mobili, apre tutti gli sportelli, si rovescia addosso tutto ciò che può raggiungere...) scoppia in un pianto inconsolabile e molto teatrale a cui ormai ci siamo abituati. In generale però è allegra, solare, giocherellona, curiosa e molto espressiva. 
Adoro scoprire giorno per giorno com'è diversamente bello avere una figlia femmina..il senso di "sorellanza" che c'è naturalmente tra noi, e che non ci sarà mai, per forza di cose, tra me e Cesare.
E' come se dentro di me io sapessi con certezza che lei se la saprà cavare, perchè è una donna. Sento che ci intendiamo, che parliamo la stessa lingua. Mi incanto a guardarla e a vedere nella bambina che è oggi la donna che sarà..e ci sono istanti in cui la vedo, ne colgo dei tratti e delle espressioni che mi riempiono di tenerezza e di commozione. 
Quanto alla fratellanza...ci sono alti e bassi. 
I momenti peggiori sono quando piangono tutti e due in stereo, cosa che succede spesso la sera oppure quando siamo in macchina. Al problema macchina in particolare non ci sono soluzioni...sto cercando di evitare di usarla da sola il più possibile, almeno finchè Anita non avrà passato questa sua fase di odio profondo.
I momenti migliori sono la mattina e la sera, quando si cercano rotolandosi sul letto, come due cagnolini, si chiamano, si fanno gli scherzi e le coccole. Anita cerca di imitare in tutto il fratello maggiore, e adesso gli prende spesso i giocattoli di mano per partecipare anche lei. Cesare si arrabbia, urla, le toglie il gioco di mano, lei a volte ci resta male e piange, altre volte insiste e ci riprova.
Io adoro stare a guardarli: insieme sono una meraviglia, non ci sono dubbi.
Pienezza e felicità perfetta:ecco cos'è la mia vita in quei momenti.


martedì 30 ottobre 2018

Frullatore

Questo mese di Ottobre è fuggito via senza che me ne rendessi conto, presa come sono dal frullatore della mia vita di questo periodo.
L'8 Ottobre ho firmato il contratto a lavoro, anche se avevo iniziato già dai primi del mese ad andare lì qualche ora a settimana. Nel frattempo c'era da organizzare la nuova routine domestica, e trovare come sistemare Anita.
Dopo qualche settimana di rodaggio l'incastro è riuscito piuttosto bene: le settimane in cui Carl fa il turno di sera, la mattina c'è lui fino alle 11, poi arriva la Tata (una nuova, la Tata Fotografa non è più disponibile) che ci sta fino alle 13:30 quando torno io; le settimane in cui Carl fa il turno di mattina invece viene mio suocero (proprio come facevamo con Cesare) e ci sta anche lui fino alle 11, e poi arriva la Tata. Cesare la mattina lo porto io all'asilo alle 8:30 in macchina e poi vado direttamente a lavoro, mentre a riprenderlo alle 16 va Carl in motorino quando fa il turno di mattina, oppure io con Anita se Carl fa la sera. 
La nuova Tata è una ragazza giovane che si sta laureando in Scienze dell'educazione, figlia di un'amica di Carl, che era già venuta quest'estate qualche sera ad aiutarmi con la cena e la messa a letto. E' molto allegra e vitale, mi piace molto e piace molto anche ai bambini. In ogni caso il tempo che passa con Anita è proprio poco, giusto due ore e mezza ogni giorno, durante le quali la porta un pò fuori e poi le dà il pranzo, così quando torno io la allatto e la faccio dormire insieme a me.
Quanto ad Anita, che ora ha otto mesi e mezzo, non ci ha messo tanto ad abituarsi. Con i nonni ci sta volentieri, e con la Tata, dopo un paio di giorni in cui è stata triste e ha un pò pianto, gradualmente è andata sempre meglio e ora è serena e anche io lo sono. La Tata ha anche imparato ad usare la fascia e a volte per tranquillizzarla ce la mette dentro e ballano insieme come faccio io...insomma, da questo punto di vista sono molto soddisfatta.
A lavoro invece è stata abbastanza dura: la modellista che ho sostituito ha improvvisamente deciso che non aveva più voglia di restare fino a fine novembre, come erano i patti, e il 19 ottobre ci ha salutato. Quindi mi sono ritrovata da sola in pieno campionario, con tantissimo lavoro da fare, in tempi strettissimi, e senza ancora padroneggiare bene il programma di cad.
E... niente, ce la sto facendo, i titolari sembrano soddisfatti per ora, ma io sono sempre in agitazione, e conoscendomi passerà qualche mese prima che mi possa sentire tranquilla riguardo al lavoro.
In realtà la cosa più faticosa è stato proprio questo cambio di ritmo improvviso e non preventivato: sono passata nel giro di pochi giorni dalle giornate lente e rilassate a casa con i bimbi agli incastri, agli orari, alle corse in macchina, al traffico, all'organizzazione dei pranzi e delle cene, a non vedere più Carl quasi per niente nelle settimane in cui fa la sera, a dover pianificare le settimane, a non avere più la stessa energia mentale e fisica da dedicare ai bimbi, al tempo per me stessa praticamente annullato.
Era successo anche con il rientro a lavoro quando avevo solo Cesare, ma adesso i bambini sono due, entrambi piccoli, ognuno con le sue esigenze. 
Mi ripeto che è solo questione di tempo, che piano piano mi abituerò e tutto inizierà a scorrere liscio con un ritmo nuovo, più veloce, ma sicuramente un ritmo più umano di quello che avrei avuto se fossi tornata a lavorare al mio vecchio lavoro con l'orario full time. 
In più in questo mese mi sono messa alla ricerca di una casa per mia madre, che piano piano sta decidendo di trasferirsi qui. Ovviamente riuscire a trovare il tempo per cercare gli annunci su internet, contattarli e andare a vedere le case è un'impresa titanica, per adesso ne abbiamo viste solo tre, portandoci dietro i bimbi lamentosi e annoiati. 
Ah, e poi c'è da sistemare la stanzetta giochi di Cesare, che abbiamo deciso di organizzare nella mansarda, visto che tutti i nostri progetti di ampliamento spazi sono stati accantonati (o abbandonati?) per mancanza di energie e soldi. :) Quindi intanto sistemiamo lo spazio per lui, per dargli modo di poterci giocare anche un pò da solo (ci mettiamo pure un lettino, nel caso gli venisse un giorno voglia di dormirci...).
Poi ci sarebbero le mie questioni di salute..nell'ordine: dentista, oculista, e migliorare la situazione della mia schiena...roba noiosa ma bisogna occuparsene, visto che le ho rimandate per anni e come dice Carl non posso ritrovarmi cieca, gobba e senza denti a meno di quarant'anni!!!
Insomma, qui non ci si annoia!
Spero di riuscire ad aggiornare presto con un post meno frettoloso!!

martedì 25 settembre 2018

Volere è potere!

Nel mio Buddismo c'è l'idea che per cambiare il mondo fuori di noi bisogna per prima cosa cambiare noi stessi, decidendo con convinzione di trasformare quello che ci provoca sofferenza in qualcosa di grande valore. E ancora una volta, la mia vita mi dimostra con i fatti quanto sia profondamente vera questa visione...
Nell'ultimo post vi avevo raccontato della proposta della mia vecchia azienda, ero piena di dubbi e non sapevo se accettare o meno. 
Ho passato una settimana a riflettere, cambiando idea mille volte nello stesso giorno, dormendo poco la notte, parlando con qualsiasi persona mi capitasse a tiro per farmi dare suggerimenti. Dicevo:" Possibile che non posso fare il mio lavoro, che amo, senza rinunciare alla mia famiglia? Non è giusto...perchè non posso trovare una soluzione che mi faccia conciliare tutto?"...insomma, mi ero proprio incastrata il cervello. 
Poi mi sono ritrovata un libro tra le mani, lo avevo letto tempo fa e l'ho riletto in due pomeriggi, mentre i bimbi dormivano, ritrovando la strada smarrita nei meandri della mia mente. Me lo aveva riportato una mia ex collega, incontrata per caso una sera in centro, glie lo avevo prestato anni fa e non ci eravamo più riviste. E' un libro che parla di Buddismo, appunto.
Lei me lo ha riportato, e in quell'occasione mi ha detto, andando via di corsa:" Ho il contatto di un'azienda che so che cerca una modellista, prova a chiamare, non si sa mai." 
Lì per lì non ho chiamato subito, mi sentivo troppo piena di dubbi per aggiungere un'altro filo a questa matassa da dipanare. Però ho riletto il libro, e mi sono rimessa a praticare il mio mantra con la mente più sgombra, il cuore aperto alle possibilità che la vita mi avrebbe offerto. Ho alzato il mio stato vitale, e martedì scorso ho invitato un'altra amica a praticare a casa mia, perchè insieme l'energia aumenta, e ci si aiuta a vicenda. 
E infine, quello stesso pomeriggio, mentre i bambini dormivano, ho chiamato quel numero, così tanto per togliermi il pensiero.
Al telefono il titolare mi ha detto che cercavano una modellista PART-TIME...."Le interessa?"......Certo che mi interessava!!!! Mi ha chiesto di mandargli il curriculum, e in pochi minuti ho acceso il computer e glie l'ho mandato per mail, mentre i bambini continuavano miracolosamente a dormire entrambi.
Dopo dieci minuti mi ha richiamato, e mi ha chiesto di andare lì per un colloquio, anche quel pomeriggio stesso. 
E così non appena Carl è tornato da lavoro mi sono messa il rossetto e una collana, ho tirato fuori dall'armadio l'unico pantalone e l'unica camicia decenti (senza macchie di latte o di pappa) e sono corsa lì in macchina.
Distanza da casa: meno di un quarto d'ora.
Gli sono piaciuta, e insomma, per farvela breve mi hanno offerto un lavoro part time 4 ORE LA MATTINA, dalle 9 alle 13. Contratto a TEMPO INDETERMINATO. 
Ovviamente ci sono anche lati negativi: è una ditta piccola, a conduzione familiare, in cui sarò l'unica dipendente. Quindi tanta responsabilità in più, perchè gestirò io tutto il lavoro da sola. Però la modellista di cui prenderò il posto è disponibile a farmi affiancamento fino a fine novembre, perchè non ha fretta di andare via, dato che andrà ad insegnare, non deve entrare in un'altra azienda. Questo mi fa sentire meglio, anche perchè il programma che usano è diverso da quello che usavano nella mia vecchia ditta, quindi dovrò impararlo.
Entrerò a metà ottobre, giusto il tempo per organizzarmi con Anita (tra nonni, baby-sitter e Carl).
Insomma, mi sono presa qualche giorno per decidere, ma ieri gli ho detto di si.
E' un'occasione unica, voglio essere coraggiosa e dare il meglio di me. Lo faccio per i bambini, soprattutto, perchè mi sembra un sogno essere a casa alle 13:30 ogni giorno, ma anche per me, perchè è una sfida dal punto di vista lavorativo. 
Ho paura ma ce la farò. E sarà una grande vittoria.

venerdì 14 settembre 2018

Pensieri di settembre

Quante cose da raccontare di questo settembre!!!
Partiamo dall'ultima: novità sul fronte lavoro. 
Ieri sono andata a parlare con la compagna del titolare della mia ex ditta (è lei che decide sul personale) e le ho chiesto se erano ancora interessati ad avermi a lavorare con loro.
La risposta è stata SI, MA...non più con il contratto part-time a sei ore che avevo prima.
Vorrebbero che facessi almeno due giornate piene a settimana, il che significherebbe uscire dal lavoro alle 18 e arrivare a casa dopo le 19.
Lì per lì mi sono sentita morire, non avevo pensato a questa possibilità...ho almeno avuto la lucidità per proporle di fare un primo contratto come chiedo io a sei ore, e poi dal prossimo rinnovo, se tutto andasse bene, potrei fare come mi chiedono...e le ho detto che comunque non posso tornare prima di gennaio. Lei ha detto che si potrebbe fare, e io che ci avrei pensato su. 
Sono molto confusa e anche un pò triste e arrabbiata. L'unica cosa veramente importante per me era l'orario part-time: la ditta è lontana, ci metto sempre tre quarti d'ora almeno di macchina..facendo sei ore riuscivo a uscire di casa alle 8 di mattina e tornare alle 17.
Ce la facevo a malapena a far quadrare tutto con un bambino, e adesso con due figli dovrei riuscirci lavorando più ore.
Mi preoccupa soprattutto quando Carl fa il turno di sera: per due giorni a settimana i bambini sarebbero senza di noi praticamente tutto il giorno, dalla mattina finchè non torno io alle sette di sera. Mi sembra troppo, sono ancora così piccoli...
Lo so che molte mamme fanno questo orario tutti i giorni..ma io non volevo essere una mamma così. Voglio essere presente, voglio esserci, almeno finchè i miei figli sono così piccoli.
Posso accettare...potrei  chiedergli di farmi il primo contratto il più lungo possibile, magari di otto, dieci mesi, e intanto prendermi le sei ore e poi vedere (ovviamente questo significa trovare una Tata per Anita, e poi magari da settembre prossimo il Nido..)...oppure posso dirgli di no e restare a casa un altro pò finchè non finisco tutta la disoccupazione, ovviamente sapendo di dover cercare un altro lavoro, prima o poi. 
Per ora non ho deciso niente, con Carl ci siamo detti di prenderci tutto il tempo necessario per capire qual'è la scelta migliore.
E adesso passiamo alle cose più leggere...
Cesare ha iniziato la Scuola dell'Infanzia!!!
Martedì mattina è partito in bici con il papà con il suo grembiulino a quadretti bianchi e azzurri e il casco in testa, tutto orgoglioso ed emozionato!
Io commossa, ovviamente. Non mi sembra vero che sia già così grande.
Siamo stati fortunatissimi, e alla fine si trova nell'unica classe con 21 bambini (le altre sono di 28), perchè è quella più piccola, ma ha il vantaggio enorme (ai suoi occhi) di essere a forma di CASTELLO!!! Quando ha saputo che sarebbe andato nel Castello è stato felicissimo, e anche noi, dato che ci sono meno bambini! La maestra invece la sapevamo già, perchè ci avevano indirizzato a lei le tate del nido. Per adesso sta andando tutto bene, ha fatto la prima settimana solo due ore al giorno, mentre da lunedì mangerà a scuola, e dalla settimana seguente resterà anche a dormire.
Io sono contenta, il fatto che sia rimasto nella stessa scuola dove ha fatto il nido ci ha facilitato enormemente, e anche per lui è stato sicuramente un cambiamento più piccolo, anche se sempre un cambiamento.
Quanto ad Anita, ha quasi sette mesi, e in questo Settembre ha fatto un gigantesco scatto di crescita che ci ha lasciati a bocca aperta: nel giro di pochi giorni ha iniziato a gattonare, le è spuntato il suo primo dentino e ha cominciato a chiacchierare con i suoi primi "lallalla", "mammmammam", "papà", "mbumbu", eccetera!
Anche il rapporto tra fratelli sta cambiando: adesso che Anita si sposta cerca sempre di raggiungere Cesare che gioca (e ovviamente ci riesce, visto che lo spazio è quello che è..) e di "giocare con lui", cioè gli prende i giochi e se li mette in bocca. Lui si arrabbia e si lamenta e io dal canto mio cerco di distrarla con i suoi giochi "da piccola", ma niente, quelli di suo fratello sono infinitamente più interessanti.
Quest'estate l'hanno passata praticamente in simbiosi, e quando non la vede Cesare chiede subito:"Dov'è Anita?". La cerca tanto per farle le coccole, giocare e rotolarsi insieme sul lettone, e poi non fa altro che dirmi:"Mamma, fai parlare Anita." e io faccio la vocetta:"Dimmi Cesare", e lui si mette a raccontarle dei suoi giochi, delle cose che sa fare, di quello che gli è successo...è troppo tenero...
Sono bellissimi insieme, e quando ho il tempo e la calma di osservarli "da fuori", mi rendo conto del dono meraviglioso che abbiamo ricevuto.

giovedì 23 agosto 2018

Agosto in città: quattro sotto un tetto

Questo mese di agosto umidissimo sta passando, in un modo o nell'altro. 
Qui abbiamo preso una certa routine e ce la caviamo, anche se soffriamo tanto il caldo e gli spazi ristretti di casa nostra.
Di solito la mattina andiamo ai giardinetti, quasi deserti in questo periodo.
Parto armata di borsa del cambio, acqua, merenda per entrambi, fascia, tutto messo nel passeggino con Anita dentro e Cesare sull'amaca.
L'amaca è la geniale invenzione di una nostra amica anche lei bis-mamma, e consiste in una sciarpa legata sul manubrio del passeggino a formare una specie di altalena, su cui il bimbo più grande si siede comodamente. Ha il vantaggio che così i due fratelli si guardano e Cesare è tutto felice perchè è come se anche lui andasse sul passeggino, cioè fosse ancora un pò piccolo.
La usiamo solo per il brevissimo tragitto casa-giardinetti (dieci minuti a piedi sotto il sole cocente), perchè poi di solito Anita si mette a piangere e non sempre riusciamo ad arrivare a destinazione con questo assetto.
A volte arriviamo con lei in braccio e Cesare per mano a me, che con la terza mano spingo il passeggino. Al ritorno invece al 99% Anita è in fascia e Cesare a volte cammina, altre prende possesso del passeggino della sorella e io lo spingo.
Ai giardinetti ci passiamo un paio d'ore allegre: Anita ha imparato ad apprezzare l'altalena sia in braccio a suo fratello che da sola (ovviamente va pianissimo e la tengo ), Cesare gioca ormai super autonomo mentre io allatto Anita, facciamo merenda e poi la addormento in fascia, e verso le 11:30 ci imbarchiamo nel ritorno.
A casa metto un cartone a Cesare al piano di sopra (il computer che usiamo per fargli vedere i cartoni sta in mansarda), Anita sul tappeto accanto a me, preparo il pranzo e mangiamo tutti e tre.
E qui si apre il capitolo SVEZZAMENTO DI ANITA che meriterebbe un post a parte! Come vi avevo già raccontato lei ha iniziato di sua spontanea volontà a mangiare cibi solidi già da un mesetto, ma da quando siamo tornati a casa abbiamo iniziato ufficialmente con brodini vegetali, pappine, creme di verdure...e poi pastina, fette di melone, di pesca, pere da ciucciare, mele grattuggiate e assaggi vari.
Dato che il seggiolone di Cesare non c'entra più in cucina (cioè se entra lui usciamo noi) ci siamo fatti prestare uno di quei seggioloni che si attaccano al tavolo, così io e Anita occupiamo il lato stretto del tavolo, Cesare e Carl (quando c'è) il lato lungo. Gli altri due lati sono occupati dalla scala e dal muro, e il tavolo non può essere spostato da quella posizione altrimenti Cesare va addosso al frigorifero.
All'inizio lasciavo il piatto con la pappa alla portata di Anita, per farla giocare un pò come facevo a suo tempo con Cesare, ma poi ho capito che era una pessima idea, perchè dopo pranzo sembrava che fosse esplosa una bomba in cucina, quindi adesso le lascio solo afferrare il cucchiaio con la pappa e la aiuto a metterselo in bocca. Lei vuole assolutamente fare da sola, non esiste che se ne stia lì a farsi imboccare. Nel frattempo cerco di mangiare io e controllare che mangi qualcosa anche Cesare, perchè adesso lui cerca di attirare l'attenzione su di sè durante i pasti facendone di tutti i colori: sparge il cibo "come Anita", lo mangia con le mani, mette le mani nel bicchiere pieno d'acqua, ci mette le posate, o il tovagliolo, insomma, ne inventa una nuova ad ogni pasto. Se faccio pause troppo lunghe tra una cucchiaiata e l'altra Anita protesta, quindi le metto lì davanti tre o quattro cucchiaini da afferrare per ingannarla un pò.
Quando abbiamo finito ho dieci minuti di relativa calma in cui giocano entrambi sul tappeto per sistemare la cucina.
Il problema è che tra il tavolo e il tappeto gioco c'è poco più di una mattonella, quindi mi devo precipitare  a pulire se non voglio che giochino in mezzo alla pastina sparsa ovunque.
Dopo pranzo c'è il momento dell'addormentamento di entrambi, sul quale adesso siamo molto migliorati: prima faccio il biberon a Cesare, mentre lui lo beve sul letto io addormento Anita in fascia (per fortuna abbiamo superato la fase del rock&roll, ora è sufficiente cullarla un pò facendo Sh-sh-sh-sh e dandole piccole pacche sul sedere). Quando lei dorme profondamente salgo sul nostro megaletto, sciolgo la fascia e la metto giù e mi metto accanto a lei per farla ciucciare (altrimenti si risveglia subito). Cesare sa che i primi cinque minuti dobbiamo stare zitti zitti, poi mi metto a raccontargli le storie sussurrando piano, finchè non si addormenta anche lui. E se tutto va bene e io resto lì sul letto, dormono entrambi un paio d'ore.
Il pomeriggio se Carl è libero posso respirare un pò, almeno la cena la facciamo tutti insieme , a volte usciamo per un gelato o una passeggiata serale..e soprattutto addormenta lui Anita in fascia. Se invece fa la sera la giornata è lunga, ci siamo attrezzati con la piscinetta in terrazzo, oppure torniamo ai giardini. Per fortuna sono tornati i miei suoceri, così qualche sera vado a cena da loro e mi rilasso un pò. E per fortuna stanno piano piano tornando tutti gli amichetti di Cesare, così riesco a farmi anche qualche chiacchierata con altre mamme.
Devo dire che a rendere tutto più faticoso e difficile c'è l'aspetto "casa piccola e su due piani".
Trovatello ha definitivamente traslocato dai nonni in pianta stabile: lì ha giardino e tranquillità. Lo vediamo comunque quasi tutti i giorni e Carl lo porta fuori dividendosi l'impegno con il fratello, come già facevano prima.
Ma da quando Anita ha iniziato ad occupare anche lei uno spazio, seduta o a pancia in giù, o a quattro zampe (ancora non gattona ma mi sa che è questione di poco perchè già striscia all'indietro) ci siamo improvvisamente resi conto che non c'entriamo più. Vivere tutti nei pochi metri quadri della cucina, che fa anche da salotto e stanza dei giochi, è diventato impossibile, ci calpestiamo e scontriamo, per non parlare dei potenziali pericoli. Anche Carl dopo un paio di cene tutti e quattro insieme, ha capito che bisogna trovare una soluzione. 
Cambiare casa non si può.
Ci sarebbero le stanze della mansarda, una più grande e una più piccola, entrambe con il tetto spiovente, dove già adesso abbiamo trasferito parte dei giochi di Cesare. Dobbiamo capire se sia realmente fattibile spostare la zona notte tutta al piano di sopra per trasformare la nostra stanza in un soggiorno. Il mio cervello si è già messo in moto e ragiona tutto il tempo su metri quadri e combinazioni di mobili. Poi c'è la questione condizionatori, che forse potrebbero aiutarci, ma costano uno sproposito...Vedremo...

martedì 7 agosto 2018

Vacanze con i Ciccioli

Approfitto del momento magico del sonnellino pomeridiano "in contemporanea" dei miei due scimmiotti per raccontarvi delle nostre vacanze, purtroppo già finite.
Sono state tre settimane di fila, eppure sono volate!
La prima settimana l'abbiamo passata in un paesino del Parco Nazionale d'Abruzzo, a 1300 mt.
A parte gli spostamenti in macchina a dir poco tragici (Anita ha pianto tantissimo, sia nel seggiolino che in braccio a me...questo suo odio per la macchina non accenna a passare purtroppo...) una volta arrivati siamo stati benissimo.
Faceva un bel freschetto che ha subito rinvigorito Carl, che odia il caldo, e la casa che avevamo affittato su Airbnb era carinissima e molto comoda, perchè posizionata al centro del paesino. Una volta ambientati abbiamo preso un bel ritmo: passeggiata la mattina (con breve nanna di Anita in fascia), pranzo al sacco, ritorno in tempo per il sonnellino dei Ciccioli (e del loro padre), e pomeriggio riposante al parco giochi del paesino. Cena a volte a casa a volte fuori, passeggiatina serale, nanna dei Ciccioli, miracoloso tempo per noi (circa un'oretta o due di autonomia di Anita da sola sul letto).
Stare in mezzo alla natura e in un posto così tranquillo ha fatto bene a tutti, e alla fine della settimana Carl avrebbe voluto prolungare il soggiorno nella casetta col camino alla quale ci eravamo già affezionati.
A quel punto però siamo partiti alla volta del mare, diretti alla solita casa in campagna della mia infanzia. Ad attenderci polvere, ragnatele, milioni di zanzare, ma anche il fantastico giardino selvaggio che fa di quella casa il posto ideale per un treenne scalmanato. Il mare con i bambini è più faticoso della montagna, e infatti ci è voluto un po' più di tempo per prendere le misure, però la possibilità di farli stare tutto il giorno all'aria aperta, facendo movimento e sfogando tutta la loro energia ci ha ripagato della faticaccia.
La seconda settimana poi sono venuti a darci manforte prima mia mamma per un paio di giorni e poi i miei suoceri, che sono rimasti un bel pò e hanno passato la loro prima vacanza con i nipoti.
Abitano a pochi minuti di strada da casa nostra, li vediamo praticamente tutti i giorni, ma vacanze insieme a loro non ne avevamo mai fatte.
Ero un pò preoccupata di come sarebbe andata la convivenza, invece stranamente tutto è filato liscio e abbiamo approfittato parecchio del loro aiuto: quattro braccia in più fanno veramente comodo, soprattutto per portare su e giù le mille cose del mare, per cucinare i pasti mentre lavavamo i piccoli, per intrattenerli nei momenti più difficili, come ad esempio le pulizie finali prima di andarcene.
E poi sono stata felice di vedere i miei suoceri "fare i nonni in vacanza", senza orari di lavoro, senza impegni se non quello di passare il tempo con i loro nipoti adorati. Li ho rivalutati per molti aspetti...mi hanno sorpreso e sono felice di aver fatto questa esperienza, che credo ripeteremo, anche se forse una settimana è il tempo massimo di permanenza nella stessa casa. Del resto anche io e Carl siamo decisamente una coppia migliore  e quindi dei genitori migliori in vacanza, non litighiamo, siamo sereni e pazienti...e sicuramente i nostri Ciccioli ne hanno beneficiato...soprattutto Cesare si vedeva che era al settimo cielo di averci tutti per lui 24 ore su 24, ha fatto pochissime lagne e capricci. Sicuramente la possibilità di sfogarsi, di correre, di essere libero, di muoversi autonomamente in mezzo alla natura gli ha fatto benissimo, era infinitamente più tranquillo e calmo che a casa...e poi è cresciuto, ha acquisito tanta sicurezza sia dal punto di vista motorio che sociale. Ci ha stupito camminando tanto in montagna, ha attraversato i torrenti saltando sui sassi, ha fatto mille bagni in mare senza paura con i braccioli o con la ciambella e a volte anche senza niente...e poi andava da solo al bar a chiedere il gelato, ha fatto tantissime amicizie ai giardini o al ristorante, insomma dove capitava...l'ultima sera di vacanza eravamo a mangiare la pizza in una piazzetta e lui correva come un matto in tutto questo spazio libero, senza paura del buio, e poi è sparito dietro degli alberi e quando è tornato mi ha raccontato:"Mamma, ho conosciuto delle RAGAZZE che si chiamano Martina e Elisa e ho giocato con loro a saltare sui gradini..."...mi ha fatto così ridere...e anche tanto piacere, perchè mi sembra che la sua timidezza di qualche mese fa abbia lasciato il posto a una nuova sicurezza di sè.
Anche Anita ha fatto grandi passi avanti: durante i nostri pranzi al sacco in montagna ha iniziato a chiedere il cibo a gran voce, e non ci ha dato pace finchè non ha avuto anche lei il suo pezzo di pane da mordicchiare tutta contenta. Poi ha assaggiato la pera e la pesca, le croste della pizza...insomma, ha deciso lei che a cinque mesi era pronta per lo svezzamento! Io non ero per niente attrezzata con seggiolone e pappette, e volevo comunque aspettare i sei mesi, come avevo fatto con Cesare...ma di fronte alla sua insistenza mi sono adeguata e abbiamo iniziato una sorta di autosvezzamento casuale...ma adesso che siamo tornati a casa vorrei mettermi d'impegno, anche perchè altrimenti i nostri pasti diventano un casino! Non so come andrà, mi sembra che questa figlia decide tutto lei e quando le pare a lei! Adesso sta seduta bene e ha iniziato anche a mettersi a quattro zampe muovendo il sedere su e giù come se facesse le prove di gattonamento....a solo cinque mesi e mezzo! La sua ultima scoperta sono le pernacchie, glie le ha insegnate Cesare e ci si diverte un mondo!
Insomma, una meraviglia...l'unico non molto in forma è Trovatello. Quest'estate il cambiamento l'abbiamo notato di più perchè è stato quasi sempre sdraiato nel giardino o in casa senza scavare buche  o andarsene in giro come faceva gli altri anni...ormai l'età e gli acciacchi si fanno sentire, è diventato pure un pò sordo poverino...speriamo che con il fresco ritrovi un pò di verve...
In ogni caso il rientro stato traumatico per tutti.
Fa un caldo terribile, Carl è tornato a lavoro e la nostra casa mi sembra più che mai minuscola e soffocante. Ho l'impressione che i bambini non abbiano spazio, che tutto sia scomodo e faticoso...sto meditando di fuggire a Roma da mia mamma per una settimana, farà caldo anche lì ma almeno la casa è più grande e Cesare e Anita possono stare nella stessa stanza senza calpestarsi a vicenda!

giovedì 5 luglio 2018

Emozioni estive: gite, mare...e pensieri sul lavoro

Siamo a luglio, è arrivato il caldo, quello vero, e stiamo facendo il conto alla rovescia per le nostre vacanze!
Il 14 luglio partiremo per una settimana in Abruzzo, nel paesino in montagna dove siamo stati l'anno scorso con Cesare e mia mamma, ma questa volta saremo tutti e quattro!
Da lì ci sposteremo al mare, alla solita casetta dove ormai andiamo tutti gli anni, e dove resteremo altre due settimane, la prima da soli, la seconda con i miei suoceri, che ci porteranno anche Trovatello.
Sarà la prima volta che faremo una vacanza con loro, non so cosa aspettarmi, poi vi dirò...ma in ogni caso sono felicissima perchè Carl quest'anno ha tre settimane di fila, dato che ha preso una settimana di "congedo parentale" più due di ferie..per noi è proprio un lusso!!! Devo ancora organizzare tutto per la partenza, per ora ho fatto solo la lista delle cose da mettere in valigia, non so quando riuscirò a passare all'atto pratico...ma oggi volevo aggiornare assolutamente il blog, Anita è uscita in fascia con Carl e ho un'oretta libera.
Questo mese di giugno è stato proprio pieno di cose!
Oltre al compleanno e alla recita, di cui vi ho già parlato, il 15 giugno Cesare aveva la sua prima Gita Scolastica, organizzata dall'asilo ad un parco divertimenti sulla costa toscana, a circa due ore dalla nostra città, da raggiungere in pullman tutti insieme, bambini, maestre e genitori. Avevamo deciso di andarci tutti e quattro, ma come vi avevo scritto nell'ultimo post io mi ero ammalata e il giorno prima della gita avevo ancora la febbre..perciò a malincuore ho deciso di restare a casa con Anita e lasciar andare Cesare e Carl da soli.
In realtà è stato molto meglio così: loro si sono divertiti come matti, è stata la prima volta che passavano un'intera "giornata padre-figlio" solo loro due, e ovviamente si sono scatenati a fare le giostre più spericolate (anche se comunque adatte all'età di Cesare) senza mamme ansiose e sorelline urlanti a rovinargli la festa!
Il sabato successivo, ormai tutti guariti, siamo invece andati al mare per una giornata, insieme ad una coppia di amici con un bimbo poco più piccolo di Cesare. 
Il nostro primogenito si è divertito molto, ma per noi è stato parecchio faticoso, dato che Anita si è molto innervosita per il caldo e forse per i troppi stimoli: il rumore del mare, il vento, la sabbia, tutte quelle cose nuove..perciò non appena piangeva io la mettevo in fascia e me ne andavo a fare una camminata sul bagnasciuga per farla addormentare. Dormiva una mezz'oretta e poi si risvegliava, voleva di nuovo toccare la sabbia e giocare a modo suo..e poi si ricominciava. In pratica ho passato così quasi tutta la giornata, di fare il bagno non se ne è parlato...Abbiamo capito che quando andremo al mare a fine luglio ci limiteremo al pomeriggio, in modo da prendere le ore più fresche, la mattina non è proprio fattibile.
Anita ora ha fatto quattro mesi e mezzo, ha imparato a girarsi da sola e resta a pancia in giù come una tartaruga cercando di raggiungere gli oggetti che attirano la sua attenzione, e si mette a fare "l'orologio" girando qua e là con la testa e il busto, mentre le gambe le tiene sollevate! Buffissima! Ci sta un bel pò, poi quando si stufa comincia a protestare con la sua vocetta acuta da acquilotta! Afferra gli oggetti e li porta alla bocca, e credo che abbia già un pò di fastidio alle gengive, perchè morde tutto con grande impegno. 
Si addormenta prevalentemente in fascia, ballando con il suo cd di rock&roll in sottofondo. 
La mia schiena è già a pezzi, ma non riesco a trovare un altro sistema purtroppo...come suo fratello non vuole accorgersi che si sta addormentando, e così quando ha sonno si innervosisce, piange, ma non molla. Cesare almeno prendeva il ciuccio, e poi anche la Tetta lo calmava molto...invece Anita quando è così stanca non riesce nemmeno a ciucciare, si arrabbia ancora di più se provo a offrirgliela. Così di solito la metto in fascia, balliamo un pò, e poi quando è nel sonno profondo la metto sul letto, le dò un pò di Puppa per "rinforzo" e la lascio lì che dorme. Se siamo sole e c'è silenzio dorme anche un'oretta a volte...ovviamente se c'è Cesare tutto questo è impossibile. Perciò il pomeriggio dorme molto meno, o solo una mezz'oretta in fascia. Di positivo c'è che la notte dormiamo tutti felicemente nel nostro mega-letto- isola, e quindi non ci possiamo proprio lamentare.
Cesare si sta comportando molto bene con lei, è anche troppo paziente per essere un bambino di tre anni. E' molto affettuoso, la riempie di baci e carezze (non molto delicate, ma vabbè..) e le parla chiamandola Anituzza o Anituccina.
Gli piace molto se io parlo con la vocina facendo finta di essere Anita, così può dialogare con lei raccontandole cosa fa a scuola, i giochi che gli piacciono, eccetera. Mi sembra un modo molto dolce di farli comunicare, visto che ancora Anita non può rispondergli a parole! In ogni caso gli manifesta il suo amore già in molti modi, cerca di afferrarlo, gli tocca la faccia e i capelli e quando lui si avvicina con il viso apre la bocca come per dargli dei baci (o dei morsi?) gorgogliando tutta contenta.
Sono una meraviglia in quei momenti, veramente.
Poi ovviamente ci sono anche i momenti in cui Cesare fa il "piccolo", parla con la vocina lamentosa o storpiando le parole come se avesse disimparato a parlare, o anche quando dice."Mamma, vedi che era meglio se Anita non c'era, così non piangeva?"....ma mi sembra tutto legittimo e normalissimo.
E infine parliamo del mio lavoro...ho sentito al telefono la mia capa, che mi ha chiesto cosa penso di fare. Sono stata in agitazione per un pò, poi con Carl abbiamo deciso che a settembre andrò a parlare con i titolari (la mia capa non decide niente, anche se ovviamente può metterci una buona parola) e chiederò prima di tutto se mi rivogliono lì e soprattutto se mi vogliono sempre a sei ore, com'ero prima.
Questa è la condizione necessaria per me per tornare a lavorare e non si discute. 
Poi nel caso bisognerà capire il quando: il mio desiderio sarebbe tornare direttamente ad un anno di Anita, o al massimo un mese prima, in modo da rientrare a sei ore. Altrimenti se loro mi volessero da prima ho diritto a due ore di allattamento ogni giorno, e non voglio rinunciarci.
Queste sono solo ipotesi mie, ovviamente, magari non hanno nessuna intenzione di riprendermi e allora arrivederci e grazie....ma mi sento serena perchè ho chiaro in mente quello che voglio. Se a loro va bene, meglio così, altrimenti vuol dire che dovrò cercare altro, e nel frattempo ho ancora la disoccupazione. 
Adesso però non ci voglio più pensare, tra poco si parteeeeeeee!!!!!!!