La notte del 2 febbraio scorso, circa una settimana prima di scoprire che ero incinta, avevo fatto un sogno.
Mi guardavo le mani e mi si staccavano le unghie, una ad una. Ero molto spaventata ma non potevo farci niente.
Quando mi sono svegliata ero piena di agitazione, ho pensato subito che fosse un cattivo presagio, ero preoccupata per i miei genitori.
Poi sono passati i giorni, non è successo niente di negativo, e ho cercato di non pensarci più, a quel sogno, soprattutto da quando avevo scoperto di essere incinta.
Ora ho capito cosa significava.
Una parte di me che se ne va via, che mi lascia, e io non posso fare niente per fermarla.
E ora cercherò di raccontarvi com'è finita la storia di Stellina, perchè metterlo per iscritto fa bene anche a me.
L'ultima volta che ho scritto avevo appena fatto le seconde beta, erano cresciute, e aspettavamo fiduciosi di andare all'appuntamento con il Super-gine, fissato per il 21 febbraio, dopo dieci giorni dal test positivo e dalle prime beta.
Ero spaventata ma anche piena di speranza, cominciavo ad avere qualche nausea, anche se per il resto i sintomi erano sempre pochissimi.
Al controllo però c'è stata la seconda delusione: si vedeva la camera gestazionale, il sacco vitellino, ma non l'embrione.
Secondo il Super-gine poteva essere un pò indietro e ci ha rassicurati, confermando la terapia (aspirinetta, progesterone, magnesio e acido folico) e dicendoci di dare fiducia a questo bambino, di dargli il tempo di crescere.
Abbiamo preso appuntamento dopo altri dieci giorni, il 2 marzo, ma non ha voluto fare nessuna datazione della gravidanza, e mi ha detto anche di aspettare a fare il libretto della asl.
Io ero preoccupata, mi sembrava assurdo che Stellina fosse così indietro, non mi tornavano i conti, ma ho deciso di continuare a crederci e di aspettare la seconda ecografia.
Non ho più scritto sul blog, perchè mi sentivo in sospeso, con un senso di inquietudine che cresceva, ma al quale non volevo dare spazio.
Sono passati altri dieci giorni, avevo le nausee ogni giorno che mi davano speranza, ma c'erano altre mille sensazioni contrastanti che non mi facevano stare tranquilla.
La mattina del 2 marzo, il giorno dell'appuntamento, giovedì scorso, ho iniziato ad avere delle piccole perdite marroncine mentre ero a lavoro, e così sono arrivata dal Super-gine ancora più in agitazione della volta precedente.
Carl invece era felice, pieno di entusiasmo e fiducia. All'appuntamento si è presentato con in mano il giornale delle macchine, dicendo che voleva "farsi un'idea " perchè nella nostra due seggiolini non c'entravano....mi faceva una tenerezza infinita, ma non riuscivo a condividere la sua beatitudine.
Le mie sensazioni erano ben altre.
Ho detto subito al Super-gine delle perdite, lui mi ha visitato e ha sentenziato che era tutto a posto, il bimbo c'era e si vedeva anche il battito.
Ci siamo emozionati entrambi nel vedere quel minuscolo puntino che batteva, ma si vedeva veramente poco.
Non aveva la forma di un bambino, come era successo con la prima ecografia di Cesare, fatta anche quella a otto settimane.
Mi sembrava solo un piccolo mucchietto di vita, accucciato in un angolo della sua casetta.
Però era una vita che pulsava, almeno quello.
Il Super-gine non l'ha misurato, non mi ha fatto la datazione nemmeno questa volta.
Ha sentenziato:"Per me è di cinque, massimo sei settimane." e io ero così frastornata che non sono riuscita a fargli nemmeno una domanda.
Mi ha ridato appuntamento a due settimane dopo, per un'ennesima ecografia. E mi ha aumentato il progesterone da uno a tre al giorno, per via delle perdite.
Siamo tornati a casa moderatamente felici, io dentro però ero sempre più scombussolata.
Quella notte non riuscivo a dormire, mi sono alzata, ho preso l'agenda, ho rifatto i conti. Non tornavano. Non poteva essere di cinque o sei settimane come diceva il Super-gine, era troppo indietro.
Sono tornata a dormire dicendomi che volevo provare gratitudine per quel piccolo cuoricino che batteva dentro di me, a prescindere da come fosse andata a finire.
Il venerdì avevo un mal di testa terribile ma almeno le perdite sembravano finite.
Sabato sono venuti a trovarmi mio padre e la moglie e anche mio fratello dal Kosovo, che non vedevo da Natale. Gli abbiamo dato la bella notizia, spiegandogli però che ancora non si sapeva bene di quante settimane ero e che volevamo aspettare a festeggiare.
Dopo pranzo sono ricominciate le perdite, e questa volta ho visto rosso. Rosso. E altre cose.
Mi sono tolta la collanina con il chiama angeli, perchè ho capito che Stellina se ne stava andando, ma non l'ho detto a nessuno, nemmeno a Carl che stava uscendo per andare a fare la spesa.
Poi le perdite sono diventate una vera emorragia, ho iniziato ad avere dolori forti, come il ciclo dei vecchi tempi.
Ho chiamato il Super-gine, che mi ha consigliato di andare subito al Pronto Soccorso.
Allora improvvisamente mi sono svegliata e ho preso in mano la situazione.
Ho telefonato a Carl, lui ha mollato il carrello mezzo pieno al supermercato ed è corso a casa.
I miei sono partiti perchè avevano il treno, con uno stato d'animo che potete immaginare, e io, Carl e Cesare siamo andati al Pronto Soccorso.
Ci hanno fatto passare subito alla maternità, proprio dove è nato Cesare quasi due anni fa.
Un'ostetrica mi ha fatto la domanda di rito:
"Ultime mestruazioni?" "Sei gennaio"
"Otto+uno" , ha risposto.
Ho aspettato su una sedia nel corridoio, i dolori erano sempre più forti e Cesare mi faceva le carezze sulla testa e mi diceva "Mamma, cara, bene".
Poi per fortuna sono venuti a prenderlo i miei suoceri, non volevo che mi vedesse stare male.
Mentre aspettavo ascoltavo i rumori del reparto in sottofondo, il pianto dei neonati e il suono inconfondibile del battito del cuore amplificato dalle macchine per i tracciati. Vedevo passare le neomamme con le loro cullette di vetro, e riuscivo solo a pensare a come sarebbe stato infinitamente più terribile vivere quell'esperienza senza avere Cesare. Se mi fosse capitato con il primo figlio.
Ecco, a quello pensavo.
Poi finalmente sono entrata, quando ormai stavo veramente malissimo, quasi per svenire. Mi hanno fatto sedere, l'ostetrica gentile mi ha portato una bustina di zucchero, un'altra antipatica mi diceva di non fare tante storie perchè la pressione non ce l'avevo poi così bassa, e intanto la ginecologa guardava il cellulare.
Quando mi sono ripresa un pò mi ha visitata, e subito ha detto:" Non c'è più niente. Nemmeno la camera gestazionale."
La visita è stata dolorosa, ma per fortuna è durata poco.
Carl non c'era, perchè stava accompagnando Cesare dai nonni fuori dall'ospedale, e quando è tornato avevo già finito.
La dottoressa mi ha detto di aspettare di là, che mi avrebbero dato una flebo per il dolore, e che mi avrebbe rivista dopo un paio d'ore.
Sono uscita scortata dall'ostetrica gentile che mi ha fatto sedere in una saletta dove c'erano altre due donne non incinte, in attesa di avere delle risposte ad alcuni esami.
Ho detto a Carl che Stellina non c'era più e di avvisare i miei.
Lui è uscito, e dopo mi ha raccontato che solo in quel momento ha capito che avevamo perso il bambino, perchè fino ad allora si era illuso che fossero solo dei dolori o delle perdite legate alla gravidanza, ma sperava che non fosse niente di grave.
Ha pianto, e dopo ha avvisato i miei genitori.
Io sono rimasta lì sulla sedia senza pensare a niente, e mi si è avvicinata una di quelle due donne.
"L'hai perso vero?" mi ha chiesto.
E poi mi ha raccontato di aver perso anche lei il suo secondo figlio, un maschietto, al terzo mese di gravidanza. Le avevano dovuto anche fare il raschiamento. Anche lei se lo sentiva che qualcosa non andava.
Poi l'hanno chiamata perchè i suoi esami erano pronti ed è uscita dalla stanza, ma prima l'ho ringraziata.
Non credo che la rivedrò mai più, ma comunque quelle poche parole scambiate con lei mi hanno fatto sentire meno sola.
Quando è tornato Carl siamo stati un pò lì tenendoci per mano, non abbiamo parlato molto.
Poi la dottoressa mi ha richiamata, ha detto che l'utero era pulito, ma avevo ancora del "materiale" nel collo dell'utero e quindi sarei dovuta tornare tra due settimane lì all'ospedale per un controllo.
Sul referto ha scritto "Aborto completo", e ha detto che non c'era bisogno di nessun raschiamento.
Ora che c'era Carl si è comportata in modo leggermente più gentile.
Ha detto:" Sono cose che dispiacciono." e poi "Suo marito è ancora più dispiaciuto di lei!"
Non mi ricordo cosa le ho risposto.
Siamo tornati a casa, ho tirato fuori i mega assorbenti da post parto che mi erano avanzati, e mi sono messa a letto.
Mi mancava Cesare, e non vedevo l'ora che i miei suoceri lo riportassero a casa.
Quando è tornato l'ho allattato e poi mi sono addormentata con il naso tra i suoi capelli.
La notte è passata abbastanza bene, ogni tanto mi svegliavo per il dolore, ma non è stato mai insopportabile.
Ho preso due giorni di malattia e tornerò mercoledì a lavoro, dove ovviamente non avevo detto niente.
Ho pensato che Stellina è stata bravissima a far succedere tutto di sabato. Perchè se fosse successo il giorno prima sarebbe stato mille volte più terribile e difficile.
Oggi siamo stati a casa tutti e tre insieme, per fortuna anche Carl aveva preso ferie perchè la Tata fotografa non c'è in questi giorni.
Carl sta soffrendo tantissimo, non era preparato e il colpo lo ha sentito più di me.
Ha detto che vorrebbe fare una specie di cerimonia di saluto per il bambino, così abbiamo deciso che lo faremo questo fine settimana nel bosco, vicino alla sorgente, in un posto a cui vogliamo bene, e dove possiamo tornare sempre a ricordarlo/a.
"Succede", ci hanno detto. "Sono cose che succedono".
Stavolta è successo a noi, forse diventeremo un pò più saggi dopo aver vissuto anche questa esperienza.
Staremo bene, comunque.
C'è Cesare, ci siamo Noi2, e staremo bene.
Ciao Stellina, è stato bello portarti dentro di me per un pò.
Scrutiamo il cielo..e intanto viviamo intensamente!!! ...Finchè non l'abbiamo avvistata e intercettata, quella pennuta!!!
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lunedì 6 marzo 2017
venerdì 10 aprile 2015
Poche nuove, buone nuove!
10 aprile 2015, da oggi entro ufficialmente in maternità!
Lo so che sono già due settimane che sto a casa e in particolare a letto, ma attendevo questa data con grandi aspettative, e quindi vale la pena ricordarla.
Sempre ufficialmente mancherebbero due mesi esatti alla data prevista per il parto, ma anche questa previsione credo che subirà qualche variazione, dato che ormai siamo nelle mani di Cesaretto e della sua voglia di nascere.
Stamattina mentre stavo ancora nel dormiveglia sotto le coperte gli ho detto che maggio andrebbe benissimo per nascere, se proprio non gli piace giugno. Che potrebbe stare giusto un altro mesetto qui dentro di me e poi potremmo finalmente conoscerci di persona. Chissà se avrà capito...
Il suo modo di muoversi ora è cambiato, non so se è il fatto che sto sempre sdraiata, o forse che lui è più grosso e ha meno spazio per giocare, ma tira molti meno calci di prima, piuttosto si vedono i suoi movimenti da fuori in un modo buffissimo che fa assomigliare la mia pancia a Alien, con bozzi e avvallamenti che cambiano in continuazione.
Oggi siamo a 31+2, quindi siamo entrati nella trentaduesima settimana, e direi che stiamo procedendo bene.
Le contrazioni vanno a giorni: all'inizio della settimana mi hanno svegliato nel cuore della notte facendomi venire un'ansia tremenda, non volevo svegliare Carl perché avevo paura che mi dicesse di andare all'ospedale, e sono durate anche diversi minuti. Invece le ultime notti ho dormito sempre bene, e anche durante il giorno ho avuto doloretti qua e là ma sempre di breve durata.
Ormai ho imparato a "navigare a vista", prendendo ogni giorno come un giorno in più in cui Cesare può crescere e rinforzarsi.
La dieta bene o male la sto seguendo, i valori sono quasi sempre regolari, quindi spero che questa volta la terribile diabetologa non abbia niente da ridire. A volte mi prendono delle voglie tremende di dolci, ma me le devo far passare. Stanotte ho sognato che invitavo il Super-gine a casa mia e gli avevo preparato tre, dico tre torte: una di mele, una alla zucca e una al cioccolato. E ovviamente le mangiavo anch'io!!!! Credo che il mio inconscio mi stia lanciando dei segnali molto chiari, ma purtroppo non posso accontentarlo...
A proposito di sogni, prima di essere incinta ho sognato di esserlo tantissime volte, e altrettante volte ho sognato quello che sarebbe stato il mio futuro bambino....invece la cosa strana è che da quando sono veramente incinta, se si escludono le prime settimane in cui avevo degli incubi tremendi, non ho sognato quasi mai ne' me stessa con la pancia, ne' tanto meno Cesare!
Solo pochi giorni fa mi è successo di sognarlo,proprio la notte dopo aver saputo di essere a rischio di parto pre termine: lui era bello cicciotto nella sua tutina azzurra, e io gli dicevo: " Visto che anche se sei nato prima sei comunque bello grosso e i vestitini ti stanno tutti stretti?" Ed ero proprio felice e soddisfatta. Dopo un po' lui si alzava e anche se era appena nato cominciava a camminare!!!! Ovviamente avevo bisogno di auto rassicurarmi che sarebbe andato tutto bene, e infatti mi sono svegliata più tranquilla. Però a parte queste poche occasioni non sogno mai ne' il parto ne' di avere Cesare nella pancia....Avevo letto da qualche parte che invece le donne incinte hanno un'attività onirica super accentuata!!!Bo?
Questa settimana è passata bene, sia perché mi sono un po' abituata alla mia nuova vita, sia perché Carl lavorava solo fino alle tre, e sia per questo bel tempo, che mi ha permesso di prendere un po' d'aria e di sole sul balcone.
E poi ho fatto molte cose utili, quelle cose che avevo sempre rimandato per mancanza di tempo.
Per ovviare al fatto che non potrò partecipare agli incontri del corso pre parto in cui spiegheranno gli esercizi di rilassamento, mi sono arrangiata da sola: ho trovato su un libro sulla gravidanza che mi aveva prestato mia cugina una visualizzazione per imparare il rilassamento, una specie di training autogeno apposta per il parto. Quindi l'ho registrato sul cellulare leggendolo ad alta voce (mi sentivo un po' ridicola ma tanto devo ascoltarlo solo io!) e me lo riascolto tutti i giorni. Non so se servirà veramente a qualcosa, ma di sicuro è rilassante!!! La noia aguzza l'ingegno!!!! :)
Vedremo come andrà la prossima settimana , con l'obiettivo di arrivare a venerdì 17, quando c'è il controllo dal Super-gine e sapremo quanto è cresciuto il nostro ometto!!!
Lo so che sono già due settimane che sto a casa e in particolare a letto, ma attendevo questa data con grandi aspettative, e quindi vale la pena ricordarla.
Sempre ufficialmente mancherebbero due mesi esatti alla data prevista per il parto, ma anche questa previsione credo che subirà qualche variazione, dato che ormai siamo nelle mani di Cesaretto e della sua voglia di nascere.
Stamattina mentre stavo ancora nel dormiveglia sotto le coperte gli ho detto che maggio andrebbe benissimo per nascere, se proprio non gli piace giugno. Che potrebbe stare giusto un altro mesetto qui dentro di me e poi potremmo finalmente conoscerci di persona. Chissà se avrà capito...
Il suo modo di muoversi ora è cambiato, non so se è il fatto che sto sempre sdraiata, o forse che lui è più grosso e ha meno spazio per giocare, ma tira molti meno calci di prima, piuttosto si vedono i suoi movimenti da fuori in un modo buffissimo che fa assomigliare la mia pancia a Alien, con bozzi e avvallamenti che cambiano in continuazione.
Oggi siamo a 31+2, quindi siamo entrati nella trentaduesima settimana, e direi che stiamo procedendo bene.
Le contrazioni vanno a giorni: all'inizio della settimana mi hanno svegliato nel cuore della notte facendomi venire un'ansia tremenda, non volevo svegliare Carl perché avevo paura che mi dicesse di andare all'ospedale, e sono durate anche diversi minuti. Invece le ultime notti ho dormito sempre bene, e anche durante il giorno ho avuto doloretti qua e là ma sempre di breve durata.
Ormai ho imparato a "navigare a vista", prendendo ogni giorno come un giorno in più in cui Cesare può crescere e rinforzarsi.
La dieta bene o male la sto seguendo, i valori sono quasi sempre regolari, quindi spero che questa volta la terribile diabetologa non abbia niente da ridire. A volte mi prendono delle voglie tremende di dolci, ma me le devo far passare. Stanotte ho sognato che invitavo il Super-gine a casa mia e gli avevo preparato tre, dico tre torte: una di mele, una alla zucca e una al cioccolato. E ovviamente le mangiavo anch'io!!!! Credo che il mio inconscio mi stia lanciando dei segnali molto chiari, ma purtroppo non posso accontentarlo...
A proposito di sogni, prima di essere incinta ho sognato di esserlo tantissime volte, e altrettante volte ho sognato quello che sarebbe stato il mio futuro bambino....invece la cosa strana è che da quando sono veramente incinta, se si escludono le prime settimane in cui avevo degli incubi tremendi, non ho sognato quasi mai ne' me stessa con la pancia, ne' tanto meno Cesare!
Solo pochi giorni fa mi è successo di sognarlo,proprio la notte dopo aver saputo di essere a rischio di parto pre termine: lui era bello cicciotto nella sua tutina azzurra, e io gli dicevo: " Visto che anche se sei nato prima sei comunque bello grosso e i vestitini ti stanno tutti stretti?" Ed ero proprio felice e soddisfatta. Dopo un po' lui si alzava e anche se era appena nato cominciava a camminare!!!! Ovviamente avevo bisogno di auto rassicurarmi che sarebbe andato tutto bene, e infatti mi sono svegliata più tranquilla. Però a parte queste poche occasioni non sogno mai ne' il parto ne' di avere Cesare nella pancia....Avevo letto da qualche parte che invece le donne incinte hanno un'attività onirica super accentuata!!!Bo?
Questa settimana è passata bene, sia perché mi sono un po' abituata alla mia nuova vita, sia perché Carl lavorava solo fino alle tre, e sia per questo bel tempo, che mi ha permesso di prendere un po' d'aria e di sole sul balcone.
E poi ho fatto molte cose utili, quelle cose che avevo sempre rimandato per mancanza di tempo.
Per ovviare al fatto che non potrò partecipare agli incontri del corso pre parto in cui spiegheranno gli esercizi di rilassamento, mi sono arrangiata da sola: ho trovato su un libro sulla gravidanza che mi aveva prestato mia cugina una visualizzazione per imparare il rilassamento, una specie di training autogeno apposta per il parto. Quindi l'ho registrato sul cellulare leggendolo ad alta voce (mi sentivo un po' ridicola ma tanto devo ascoltarlo solo io!) e me lo riascolto tutti i giorni. Non so se servirà veramente a qualcosa, ma di sicuro è rilassante!!! La noia aguzza l'ingegno!!!! :)
Vedremo come andrà la prossima settimana , con l'obiettivo di arrivare a venerdì 17, quando c'è il controllo dal Super-gine e sapremo quanto è cresciuto il nostro ometto!!!
mercoledì 5 giugno 2013
Ipotesi B
Stanotte ho fatto uno strano sogno, confuso e cupo. Ricordo solo che avevo appena fatto il mio bambino..non ricordo niente del parto, ma lui era appena nato. Lo tenevo tra le braccia, in silenzio. Ero calma, gli davo il latte, sapevo quello che dovevo fare. Non c'era nessuno con me, a parte mio padre, che mi osservava a distanza, aveva fiducia che me la sapessi cavare. Restavo calma anche quando il bambino rigurgitava un pò di latte sulle mie mani..dicevo ad alta voce (non so a chi, visto che ero sola) "Il suo primo rigurgito!" e mi sentivo quasi emozionata per questa cosa. Poi improvvisamente tutto quel silenzio e quella solitudine mi colpivano e mi guardavo intorno, chiedendo "Ma questo bambino a che ora è nato? Quanto pesa?" e nessuno mi rispondeva. Lo chiedevo di nuovo, e qualcuno, forse mio padre, mi diceva che era nato alle 12:10. "Allora dobbiamo avvisare tutti, non è stato avvisato nessuno." e cercavo il cellulare per mandare un messaggio. Intanto sentivo che mio padre parlava al telefono con mia madre e si arrabbiava perchè lei non c'era, perchè si era trattenuta da qualche parte. Prendevo il cellulare e volevo scrivere il messaggio e mi accorgevo di non sapere il nome del bambino. Mi sforzavo di trovargli un nome nella mia mente ma non veniva fuori niente. Pensavo di scrivere: "Simone è nato alle ore...." poi mi dicevo che no, Simone non era lui, non era il suo nome. Allora dicevo: "Trovatello è nato alle ore...." ma no, con orrore mi rendevo conto che quello era il nome del mio cane, non del mio bambino! E lui non aveva nome.
E così mi sono svegliata di scatto, piena di tristezza. E di mal di pancia. Erano le 6, sono andata in bagno, ma già lo sapevo cosa avrei visto. Poi sono andata in cucina a mettere sul fuoco l'acqua per la borsa calda.
IPOTESI B.
E così mi sono svegliata di scatto, piena di tristezza. E di mal di pancia. Erano le 6, sono andata in bagno, ma già lo sapevo cosa avrei visto. Poi sono andata in cucina a mettere sul fuoco l'acqua per la borsa calda.
IPOTESI B.
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