Una sera, era luglio, sono venuti a trovarci una coppia di amici di Carl con la loro bambina di un anno. Cesare aveva poco più di un mese e in quell'occasione doveva avere una serata storta perchè piangeva tanto.
Lei dopo un pò, di fronte ai miei tentativi infruttuosi di calmarlo, mi ha chiesto in tono accusatorio:
"Ma non è che forse non hai abbastanza latte? No perchè anche la mia piangeva così, e infatti io avevo poco latte, e solo quando ho iniziato a dargli l'aggiunta finalmente ha smesso di piangere e da allora ha dormito tutta la notte nella sua culla! Devi fargli la doppia pesata, solo così capirai se mangia abbastanza!!!" E per tutta la sera non ha fatto altro che elencare le prodigiose abilità della figlia, che ovviamente non aveva mai visto il lettone dei genitori, adorava dormire da sola nella sua cameretta e non stava mai in braccio.
Se c'è una cosa che non si deve dire a una neo mamma insicura e stanca è che forse non ha abbastanza latte! Quella notte non ho dormito pensando che forse aveva ragione e che stavo facendo soffrire la fame a Cesare, e che comunque sicuramente non ero in grado di educarlo e che ero una mamma incapace...poi per fortuna la mattina dopo ho resettato il cervello e ho continuato per la mia strada.
Però ho pensato:"Alla faccia della solidarietà tra mamme!!!" e da allora sono sempre stata diffidente.
Quando capivo che la mammina di turno era di quelle "attenta a non fargli prendere il vizio" o "mio figlio ha sempre dormito tutta la notte" e così via, mi tappavo le orecchie e non registravo neanche mezza parola.
Però questa cosa aveva rappresentato un pò una delusione.
Ero molto curiosa di come sarei stata "tra le mie pari" una volta diventata mamma, forse perchè Prima avevo sempre evitato quelle situazioni per ovvi motivi, e non avendo nemmeno partecipato al corso Pre-parto non ho potuto condividere il periodo della maternità con altre ragazze appanzate.
Invece i primi tempi dopo la nascita di Cesare avevo scoperto un mondo ostile: mi sentivo "al sicuro" solo tra le mura di casa nostra, con Carl, ma per il resto mi sembrava che tutti, o meglio tuttE, non avessero altro da fare che giudicare le mie scelte e il mio modo di essere mamma.
Per fortuna sulla mia strada è capitata Minnie, più giovane di me di qualche anno, piccola e determinata, consulente "del portare", mamma "ad alto contatto" di due bellissimi bambini.
Lei mi ha insegnato a usare la fascia, mi ha dato consigli sull'allattamento via whatsup anche di domenica e a tarda notte, mi ha consigliato libri e iniziative, e mi ha coinvolto nei suoi gruppi di Mamme Portatrici.
I gruppi si ritrovano al parco (finora è stato sempre bel tempo), ogni mamma con la sua fascia e il suo bambino, lei porta una coperta colorata e il suo bambolotto per le dimostrazioni delle legature.
Prima ce le fa vedere, poi ognuna di noi prova col bambolotto, e poi con i bambini veri.
Quindi si passeggia e si chiacchiera e di solito i bimbi si addormentano nelle fasce e io torno a casa tutta rilassata e piena di fiducia in me stessa.
Finalmente mi trovo in ambiente amico: nessuna giudica nessuna, non ci sono saputelle o super-mamme, e con loro mi sembra di poter essere finalmente me stessa.
E così ora, sulla scia di questa ritrovata fiducia nel genere "mammesco", sto incredibilmente apprezzando le occasioni di incontro, anzi me le vado proprio a cercare.
Ieri pomeriggio sono andata al consultorio con Cesare, dove le ostetriche avevano organizzato uno spazio per le mamme per parlare del tema "Ritrovare il proprio corpo dopo il parto".
Oltre a me c'erano altre tre mamme con bimbi nei passeggini che andavano dai due ai sei mesi, tre mamme senza bimbi, e un'altra mamma con il bimbo in fascia, che già conoscevo perchè abbiamo fatto insieme il corso per le legature.
Ci siamo sedute nella saletta per il sostegno all'allattamento (io e l'altra mamma portatrice in piedi dondolando per far addormentare i marmocchi) e l'ostetrica, una simpaticona cicciotta, ha subito introdotto l'argomento e ci ha chiesto di parlare delle nostre esperienze con il sesso dopo il parto.
Tutte erano intimidite, io ho iniziato il giro raccontando che abbiamo ripreso i rapporti ma senza un grande "divertimento" da parte mia, e a poco a poco ognuna stava raccontando la sua storia: chi sentiva dolore, chi non era per niente interessata al sesso, chi era troppo stanca e preferiva farsi una doccia o una dormita piuttosto che le coccole con il marito. Abbiamo chiacchierato per più di due ore; chi allattava, chi cullava il bambino, chi lo cambiava, mentre l'ostetrica spiegava, rassicurava e dava consigli. E' stato un incontro bellissimo, e spero che ne faranno altri. L'argomento iniziale è stato solo lo spunto, perchè poi alla fine si è parlato di tantissimi aspetti dell'essere mamme, e anche qui il dialogo è stato portato avanti sempre con un atteggiamento di aiuto reciproco e conforto.
Sono tornata a casa tutta contenta, e sabato mattina sarò di nuovo lì perchè l'ostetrica mi ha promesso un incontro sullo svezzamento, tema sul quale ho molti dubbi.
Ma non mi fermo qui, perchè mercoledì prossimo vicino casa mia apre un altro spazio di incontro dove insieme a una psicologa tutte le settimane si svolgeranno le "colazioni tra mamme", e ovviamente non me ne perderò una! Voglio approfittare di questa incredibile quantità di tempo libero che non ho mai avuto, e che avrò fino a marzo dell'anno prossimo (ho deciso di prendere tutta la facoltativa, e tornerò a lavoro quando Cesare avrà nove mesi), e piano piano sta tornando fuori la Ellie iperattiva che conoscete!!!