Questo mese di Ottobre è fuggito via senza che me ne rendessi conto, presa come sono dal frullatore della mia vita di questo periodo.
L'8 Ottobre ho firmato il contratto a lavoro, anche se avevo iniziato già dai primi del mese ad andare lì qualche ora a settimana. Nel frattempo c'era da organizzare la nuova routine domestica, e trovare come sistemare Anita.
Dopo qualche settimana di rodaggio l'incastro è riuscito piuttosto bene: le settimane in cui Carl fa il turno di sera, la mattina c'è lui fino alle 11, poi arriva la Tata (una nuova, la Tata Fotografa non è più disponibile) che ci sta fino alle 13:30 quando torno io; le settimane in cui Carl fa il turno di mattina invece viene mio suocero (proprio come facevamo con Cesare) e ci sta anche lui fino alle 11, e poi arriva la Tata. Cesare la mattina lo porto io all'asilo alle 8:30 in macchina e poi vado direttamente a lavoro, mentre a riprenderlo alle 16 va Carl in motorino quando fa il turno di mattina, oppure io con Anita se Carl fa la sera.
La nuova Tata è una ragazza giovane che si sta laureando in Scienze dell'educazione, figlia di un'amica di Carl, che era già venuta quest'estate qualche sera ad aiutarmi con la cena e la messa a letto. E' molto allegra e vitale, mi piace molto e piace molto anche ai bambini. In ogni caso il tempo che passa con Anita è proprio poco, giusto due ore e mezza ogni giorno, durante le quali la porta un pò fuori e poi le dà il pranzo, così quando torno io la allatto e la faccio dormire insieme a me.
Quanto ad Anita, che ora ha otto mesi e mezzo, non ci ha messo tanto ad abituarsi. Con i nonni ci sta volentieri, e con la Tata, dopo un paio di giorni in cui è stata triste e ha un pò pianto, gradualmente è andata sempre meglio e ora è serena e anche io lo sono. La Tata ha anche imparato ad usare la fascia e a volte per tranquillizzarla ce la mette dentro e ballano insieme come faccio io...insomma, da questo punto di vista sono molto soddisfatta.
A lavoro invece è stata abbastanza dura: la modellista che ho sostituito ha improvvisamente deciso che non aveva più voglia di restare fino a fine novembre, come erano i patti, e il 19 ottobre ci ha salutato. Quindi mi sono ritrovata da sola in pieno campionario, con tantissimo lavoro da fare, in tempi strettissimi, e senza ancora padroneggiare bene il programma di cad.
E... niente, ce la sto facendo, i titolari sembrano soddisfatti per ora, ma io sono sempre in agitazione, e conoscendomi passerà qualche mese prima che mi possa sentire tranquilla riguardo al lavoro.
In realtà la cosa più faticosa è stato proprio questo cambio di ritmo improvviso e non preventivato: sono passata nel giro di pochi giorni dalle giornate lente e rilassate a casa con i bimbi agli incastri, agli orari, alle corse in macchina, al traffico, all'organizzazione dei pranzi e delle cene, a non vedere più Carl quasi per niente nelle settimane in cui fa la sera, a dover pianificare le settimane, a non avere più la stessa energia mentale e fisica da dedicare ai bimbi, al tempo per me stessa praticamente annullato.
Era successo anche con il rientro a lavoro quando avevo solo Cesare, ma adesso i bambini sono due, entrambi piccoli, ognuno con le sue esigenze.
Mi ripeto che è solo questione di tempo, che piano piano mi abituerò e tutto inizierà a scorrere liscio con un ritmo nuovo, più veloce, ma sicuramente un ritmo più umano di quello che avrei avuto se fossi tornata a lavorare al mio vecchio lavoro con l'orario full time.
In più in questo mese mi sono messa alla ricerca di una casa per mia madre, che piano piano sta decidendo di trasferirsi qui. Ovviamente riuscire a trovare il tempo per cercare gli annunci su internet, contattarli e andare a vedere le case è un'impresa titanica, per adesso ne abbiamo viste solo tre, portandoci dietro i bimbi lamentosi e annoiati.
Ah, e poi c'è da sistemare la stanzetta giochi di Cesare, che abbiamo deciso di organizzare nella mansarda, visto che tutti i nostri progetti di ampliamento spazi sono stati accantonati (o abbandonati?) per mancanza di energie e soldi. :) Quindi intanto sistemiamo lo spazio per lui, per dargli modo di poterci giocare anche un pò da solo (ci mettiamo pure un lettino, nel caso gli venisse un giorno voglia di dormirci...).
Poi ci sarebbero le mie questioni di salute..nell'ordine: dentista, oculista, e migliorare la situazione della mia schiena...roba noiosa ma bisogna occuparsene, visto che le ho rimandate per anni e come dice Carl non posso ritrovarmi cieca, gobba e senza denti a meno di quarant'anni!!!
Insomma, qui non ci si annoia!
Spero di riuscire ad aggiornare presto con un post meno frettoloso!!
Scrutiamo il cielo..e intanto viviamo intensamente!!! ...Finchè non l'abbiamo avvistata e intercettata, quella pennuta!!!
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martedì 30 ottobre 2018
domenica 22 gennaio 2017
Gennaio e tante novità
Domenica pomeriggio casalinga, tempo un pò meno freddo dei giorni precedenti.
Mentre Carl dormiva io e Cesare abbiamo fatto la torta di pere.
Ora è in forno e i miei ometti sono usciti per portare fuori Trovatello.
Io ne approfitto per raccontarvi un pò di novità, perchè l'anno è iniziato da poco ma già ne ha portate diverse.
Voglio iniziare scrivendo dell'Amica Endometriosi, che finalmente è stata riconosciuta come Malattia cronica e invalidante ed è stata inserita nel nuovi Lea, i livelli essenziali di assistenza.
E' solo un primo passo, del tutto formale, però spero che possa tradursi presto in cambiamenti reali per le donne che soffrono di endometriosi e per quelle che ne soffrono ma purtroppo ancora non lo sanno, come è successo a me per tanti anni.
E ora passiamo a noi!
Per prima cosa, abbiamo fatto un passo avanti sull'allattamento.
Dal 6 gennaio a volte la tetta, anzi la "puppa", in toscano, come la chiama Cesare, "fa la ninna".
Ho provato così, senza pensarci troppo.
Era già qualche settimana che Cesare chiedeva il latte anche a parole, non più solo esprimendosi con i gesti. Si avvicinava con il naso al mio collo, cercando di spostare i mille maglioni che porto d'inverno, e diceva chiaramente:"Puppa!".
Quindi mi sono detta che se era in grado di dirlo, forse poteva anche capire e accettare che la Puppa non fosse più così disponibile.
Era di pomeriggio e non era un momento di importanza particolare, quindi mi sono lanciata e
gli ho detto che la puppa stava facendo la ninna, che era molto stanca e che forse si sarebbe svegliata più tardi.
Lui ha pianto un pò, non se l'aspettava, e allora l'ho abbracciato dicendogli che dispiaceva tanto anche a me, che aveva ragione ad essere arrabbiato.
Dopo qualche minuto si è calmato e ha continuato a fare quello che stava facendo prima di chiedermi il latte.
Non ci potevo credere che fosse stato così facile!!!
Quindi adesso il latte lo riserviamo soltanto al momento di dormire (cioè la sera, e il sabato e la domenica che sono a casa anche per il sonnellino pomeridiano) e ovviamente alla notte. Lo chiede ancora in altri momenti, e ogni volta gli rispondo allo stesso modo e lui accetta la mia spiegazione, senza piangere e in modo abbastanza tranquillo.
A volte ci scherziamo anche sopra, gli dico:
"Adesso dorme, sssshhhhh, facciamo piano!!! Stasera quando la vuoi devi svegliarla, come fai?"
E lui grida tutto contento: "Puppaaaaaa!!!!" e ci facciamo un sacco di risate!
Anche se può sembrare un cambiamento molto lieve per me è importantissimo e sono veramente felice e fiera di noi.
Perchè è avvenuto in modo graduale, come volevo io. E al momento giusto, a giudicare dalla reazione di Cesare.
Manteniamo l'allattamento per la notte e per l'addormentarsi, che mi fa molto comodo e che non ho fretta di abbandonare, per i motivi che avevo già scritto qui.
E poi passiamo alla seconda novità: abbiamo iscritto Cesare al nido per Settembre prossimo!
Come vi ricorderete eravamo molto indecisi e dubbiosi, poi sono andata all'open day dell'asilo vicino casa, quello che avevamo già visitato ed è di proprietà delle suore.
Per mia fortuna sono capitata in un momento in cui ero l'unica mamma e ho potuto conoscere l'educatrice e farci una bella chiacchierata.
Il risultato è stato che mi sono ricreduta sugli aspetti che non mi avevano convinto alla prima visita, e dopo una breve consultazione con Carl abbiamo deciso di fare lì l'iscrizione, senza nemmeno andare a visitare gli altri asili della zona.
L'educatrice mi è piaciuta tantissimo, c'è stato subito feeling tra noi, e parlando con lei sono riuscita a chiarire tutti i dubbi che avevo.
A farci decidere per l'opzione asilo piuttosto che continuare con la tata come abbiamo fatto finora è stato anche il fatto che ci siamo resi conto che da settembre a oggi Cesare non si è quasi mai ammalato, mentre la Tata Fotografa si è ammalata quasi tutti i mesi, e i nonni diverse volte! Ci siamo quindi ritrovati a gestire varie emergenze senza sapere come fare e anche ad innervosirci un pò, anche se non è che la Tata Fotografa lo faccia apposta ad ammalarsi...è che è proprio delicata poverina!!!!
Insomma, diciamo che la prospettiva dell'asilo ha cominciato a sembrarci quasi più semplice da gestire...Inoltre nelle ultime settimane abbiamo notato che Cesare è tanto cambiato, che è molto più autonomo e sembra diventato improvvisamente un bambino grande. Sicuramente il fatto che adesso si esprime verbalmente ha contribuito a questo cambiamento..ora dice tantissime parole, ogni giorno ne tira fuori qualcuna nuova e chiacchiera praticamente tutto il tempo! Anche per questo pensiamo che a settembre possa essere il momento giusto per iniziare la sua vita "scolastica". Per adesso abbiamo fatto solo l'iscrizione, ma ci sentiamo convinti della decisione, e non credo che questa volta cambieremo di nuovo idea.
A parte queste due belle novità la nostra vita continua a scorrere tranquilla..io sempre di corsa, che cerco di scappare dal lavoro il prima possibile e mi ritrovo a fare sempre più tardi, Carl che fa i turni ed è lui a gestire Cesare ogni mattina...,"Noidue" che a volte non riusciamo a dirci due parole per giorni..ma che poi appena abbiamo un momento libero ci precipitiamo ad abbracciarci stretti stretti sul divano per ritrovarci almeno un pò....e il desiderio di un altro bambino che si fa sempre più presente, anche se ne parliamo poco, perchè sappiamo che non è detto se arriverà mai...
Il mio ciclo da quando si è riaffacciato ad ottobre è tornato ad essere regolarissimo come prima della gravidanza, e con lui sono tornati i vecchi pensieri, il timore dell'endometriosi, del dolore, e la consapevolezza della nostra difficoltà a rimanere "incinti". Ogni mese ci rimaniamo un pò male, e poi subito ringraziamo la nostra vita per quella "gravidanza più che preziosa", (come l'aveva chiamata il nostro adorato Super-gine) che invece ci è stata regalata.
Ho deciso di voler essere fiduciosa nella vita, nella saggezza del fratellino o sorellina di Cesare che saprà lui o lei quando venire a conoscerci. In fondo anche con Cesare è stato così, ha deciso lui quando arrivare, e ci ha "scelto" come sua famiglia nel momento che sicuramente era il migliore per noi e per lui.
L'attesa per lui è stata lunga,il ricordo di ogni momento difficile ci è rimasto inciso sulla pelle e nel cuore.
Ma ne è valsa la pena, e se per noi il destino ha in serbo un altro regalo voglio aspettarlo serena e comunque grata per quello che già ho.
Mentre Carl dormiva io e Cesare abbiamo fatto la torta di pere.
Ora è in forno e i miei ometti sono usciti per portare fuori Trovatello.
Io ne approfitto per raccontarvi un pò di novità, perchè l'anno è iniziato da poco ma già ne ha portate diverse.
Voglio iniziare scrivendo dell'Amica Endometriosi, che finalmente è stata riconosciuta come Malattia cronica e invalidante ed è stata inserita nel nuovi Lea, i livelli essenziali di assistenza.
E' solo un primo passo, del tutto formale, però spero che possa tradursi presto in cambiamenti reali per le donne che soffrono di endometriosi e per quelle che ne soffrono ma purtroppo ancora non lo sanno, come è successo a me per tanti anni.
E ora passiamo a noi!
Per prima cosa, abbiamo fatto un passo avanti sull'allattamento.
Dal 6 gennaio a volte la tetta, anzi la "puppa", in toscano, come la chiama Cesare, "fa la ninna".
Ho provato così, senza pensarci troppo.
Era già qualche settimana che Cesare chiedeva il latte anche a parole, non più solo esprimendosi con i gesti. Si avvicinava con il naso al mio collo, cercando di spostare i mille maglioni che porto d'inverno, e diceva chiaramente:"Puppa!".
Quindi mi sono detta che se era in grado di dirlo, forse poteva anche capire e accettare che la Puppa non fosse più così disponibile.
Era di pomeriggio e non era un momento di importanza particolare, quindi mi sono lanciata e
gli ho detto che la puppa stava facendo la ninna, che era molto stanca e che forse si sarebbe svegliata più tardi.
Lui ha pianto un pò, non se l'aspettava, e allora l'ho abbracciato dicendogli che dispiaceva tanto anche a me, che aveva ragione ad essere arrabbiato.
Dopo qualche minuto si è calmato e ha continuato a fare quello che stava facendo prima di chiedermi il latte.
Non ci potevo credere che fosse stato così facile!!!
Quindi adesso il latte lo riserviamo soltanto al momento di dormire (cioè la sera, e il sabato e la domenica che sono a casa anche per il sonnellino pomeridiano) e ovviamente alla notte. Lo chiede ancora in altri momenti, e ogni volta gli rispondo allo stesso modo e lui accetta la mia spiegazione, senza piangere e in modo abbastanza tranquillo.
A volte ci scherziamo anche sopra, gli dico:
"Adesso dorme, sssshhhhh, facciamo piano!!! Stasera quando la vuoi devi svegliarla, come fai?"
E lui grida tutto contento: "Puppaaaaaa!!!!" e ci facciamo un sacco di risate!
Anche se può sembrare un cambiamento molto lieve per me è importantissimo e sono veramente felice e fiera di noi.
Perchè è avvenuto in modo graduale, come volevo io. E al momento giusto, a giudicare dalla reazione di Cesare.
Manteniamo l'allattamento per la notte e per l'addormentarsi, che mi fa molto comodo e che non ho fretta di abbandonare, per i motivi che avevo già scritto qui.
E poi passiamo alla seconda novità: abbiamo iscritto Cesare al nido per Settembre prossimo!
Come vi ricorderete eravamo molto indecisi e dubbiosi, poi sono andata all'open day dell'asilo vicino casa, quello che avevamo già visitato ed è di proprietà delle suore.
Per mia fortuna sono capitata in un momento in cui ero l'unica mamma e ho potuto conoscere l'educatrice e farci una bella chiacchierata.
Il risultato è stato che mi sono ricreduta sugli aspetti che non mi avevano convinto alla prima visita, e dopo una breve consultazione con Carl abbiamo deciso di fare lì l'iscrizione, senza nemmeno andare a visitare gli altri asili della zona.
L'educatrice mi è piaciuta tantissimo, c'è stato subito feeling tra noi, e parlando con lei sono riuscita a chiarire tutti i dubbi che avevo.
A farci decidere per l'opzione asilo piuttosto che continuare con la tata come abbiamo fatto finora è stato anche il fatto che ci siamo resi conto che da settembre a oggi Cesare non si è quasi mai ammalato, mentre la Tata Fotografa si è ammalata quasi tutti i mesi, e i nonni diverse volte! Ci siamo quindi ritrovati a gestire varie emergenze senza sapere come fare e anche ad innervosirci un pò, anche se non è che la Tata Fotografa lo faccia apposta ad ammalarsi...è che è proprio delicata poverina!!!!
Insomma, diciamo che la prospettiva dell'asilo ha cominciato a sembrarci quasi più semplice da gestire...Inoltre nelle ultime settimane abbiamo notato che Cesare è tanto cambiato, che è molto più autonomo e sembra diventato improvvisamente un bambino grande. Sicuramente il fatto che adesso si esprime verbalmente ha contribuito a questo cambiamento..ora dice tantissime parole, ogni giorno ne tira fuori qualcuna nuova e chiacchiera praticamente tutto il tempo! Anche per questo pensiamo che a settembre possa essere il momento giusto per iniziare la sua vita "scolastica". Per adesso abbiamo fatto solo l'iscrizione, ma ci sentiamo convinti della decisione, e non credo che questa volta cambieremo di nuovo idea.
A parte queste due belle novità la nostra vita continua a scorrere tranquilla..io sempre di corsa, che cerco di scappare dal lavoro il prima possibile e mi ritrovo a fare sempre più tardi, Carl che fa i turni ed è lui a gestire Cesare ogni mattina...,"Noidue" che a volte non riusciamo a dirci due parole per giorni..ma che poi appena abbiamo un momento libero ci precipitiamo ad abbracciarci stretti stretti sul divano per ritrovarci almeno un pò....e il desiderio di un altro bambino che si fa sempre più presente, anche se ne parliamo poco, perchè sappiamo che non è detto se arriverà mai...
Il mio ciclo da quando si è riaffacciato ad ottobre è tornato ad essere regolarissimo come prima della gravidanza, e con lui sono tornati i vecchi pensieri, il timore dell'endometriosi, del dolore, e la consapevolezza della nostra difficoltà a rimanere "incinti". Ogni mese ci rimaniamo un pò male, e poi subito ringraziamo la nostra vita per quella "gravidanza più che preziosa", (come l'aveva chiamata il nostro adorato Super-gine) che invece ci è stata regalata.
Ho deciso di voler essere fiduciosa nella vita, nella saggezza del fratellino o sorellina di Cesare che saprà lui o lei quando venire a conoscerci. In fondo anche con Cesare è stato così, ha deciso lui quando arrivare, e ci ha "scelto" come sua famiglia nel momento che sicuramente era il migliore per noi e per lui.
L'attesa per lui è stata lunga,il ricordo di ogni momento difficile ci è rimasto inciso sulla pelle e nel cuore.
Ma ne è valsa la pena, e se per noi il destino ha in serbo un altro regalo voglio aspettarlo serena e comunque grata per quello che già ho.
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venerdì 23 dicembre 2016
Aspettando "BabbU"!
Nonostante la stanchezza di questo faticosissimo venerdì pre natalizio ho deciso che dovevo assolutamente aggiornare il blog!
Troppe cose da raccontarvi!
Dicembre per noi è il mese dei Compleanni, il mio e quello di Carl a pochi giorni di distanza, e quest'anno c'era un bellissimo ponte di quattro giorni, quindi abbiamo festeggiato veramente in grande!
Il giorno del mio compleanno (l'otto dicembre) c'era il sole, quindi nonostante il freddo abbiamo fatto una bella passeggiata nel bosco noi tre soli di prima mattina. Poi nel pomeriggio siamo andati a Firenze a prendere mia mamma alla stazione e con l'occasione abbiamo fatto un bel giro per le vie illuminate, gironzolato per un mercatino e soprattutto corso dietro a Cesare super eccitato per tutte quelle cose nuove. Il giorno dopo abbiamo lasciato Cesare con la nonna e per la prima volta dopo secoli siamo andati da soli NOI DUE in un centro benessere che ha aperto da poco qui vicino e abbiamo passato due ore tra saune, bagni turchi e piscine con le bolle!
Poi pranzetto in un caffè carino e siamo tornati alla base.
Sabato passato con mia mamma tra giardinetti e mercato, mentre domenica, che era il compleanno di Carl, abbiamo concluso in bellezza il nostro week end lungo festeggiando dai suoceri a pranzo e poi mollando di nuovo Cesaretto per andare a teatro a vedere "Evita" con Malika Ayane.
Insomma, ci siamo scatenati!!!
Di solito non mi piace lasciare Cesare con i nonni nel fine settimana, perchè mi sembra già di vederlo così poco durante la settimana che nei week end voglio godermelo io e cercare di passare del tempo tutti e tre insieme... ma in questo caso avendo quattro giorni a disposizione ci siamo potuti concedere anche un pò di tempo per noi due soli, come non facevamo da tanto.
In questo ultimo mese Cesare ha iniziato a cercare di parlare, ed è proprio uno spasso. Imita tutti i suoni che sente da noi e tenta di fare dei veri e propri discorsi con soggetto e complemento oggetto (i verbi ovviamente non li conosce), e anche se a volte il risultato è incomprensibile io cerco di sforzarmi più che posso a decodificare il suo linguaggio, perchè mi dispiace dirgli che non capisco!
Le sue parole preferite al momento sono: brumbrum (macchina), miaaa (gatto), dindon (campane), tardi, tapiii (peppa pig), talpa, gòòòl (pallone), tappo, uovo e uva. Alcune non sono di grande utilità (come Talpa, che ha imparato dal suo libro preferito con gli animali), ma a lui piacciono i suoni più che i significati!
Stare in sua compagnia è sempre più divertente, mi riempie di meraviglia e lo vedo crescere e trasformarsi sotto i miei occhi di giorno in giorno: il fatto di poter avere una comunicazione con lui è l'ultimo degli incredibili cambiamenti che ha fatto, e il bello è che non si sa mai cosa aspettarsi dopo!
Anche con i suoi amichetti interagisce molto di più: con le mamme del gruppo dell'associazione (con tre o quattro siamo rimaste molto in contatto) cerchiamo di farli incontrare spesso, adesso che è inverno a casa dell'una o dell'altra, e loro sono felicissimi di ritrovarsi ogni volta, si corrono incontro, gridano tutti contenti, e si vede proprio che sono affezionati.
Con una decina di famiglie abbiamo anche organizzato una festicciola di Natale prendendo in affitto la stanza di una ludoteca e portando noi da mangiare, ed è stato un successo. I bimbi si sono divertiti come matti e noi anche in realtà...
A proposito di questo ogni tanto si riaffaccia l'argomento Asilo Nido...ormai per l'anno prossimo a settembre. Sono molto combattuta, a volte penso che a lui piacerebbe stare tutti i giorni con gli altri bambini, altre però mi ritornano i vecchi dubbi: sul fatto che le educatrici sono troppo poche per troppi bambini, sul fatto che gli asili nido che vado a visitare mi sembrano un pò dei "parcheggi", sul fatto delle regole e della routine, che mi dà l'idea di tanti piccoli "soldatini", e poi tutte le considerazioni organizzative della nostra famiglia, cioè che non avremmo nessuno per andarlo a prendere e così via. Insomma, la verità è che ci troviamo veramente bene con questo sistema Nonno/Papà + Tata Fotografa che l'idea di dover trovare una nuova organizzazione e un nuovo equilibrio mi mette abbastanza ansia. Vedremo...a gennaio ci sono un pò di giornate open day degli asili nido, magari andrò a dare un'occhiata...
Altro argomento da affrontare nel 2017..la fine dell'allattamento. O meglio la domanda è: ci sarà mai una fine? Io al momento non so proprio come fare. La verità è che non sono decisa a smettere perchè allattare è comodissimo: la notte dormiamo e anche di giorno è la soluzione ideale per nervosismo/mal di denti/febbre/pianti inconsolabili eccetera.
A volte mi sento stanca e mi dà fastidio quando Cesare lo chiede in pubblico, più che altro perchè so che qualcuno sicuramente mi guarderà strano pensando o chiedendomi :"Così grande prende ancora il latte???"...ma a parte questo non sono così motivata.
Anche perchè so anche che il mio latte gli fa benissimo, che gli dà tanti anticorpi e lo rinforza, che anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l'ideale sarebbe allattare almeno fino ai due anni del bambino ( quello che dicevano ai tempi delle nostre mamme, che "il latte dopo i sei mesi è solo acqua", è assolutamente falso)....
Insomma, bò????
Non so quando smetterò, non so come fare, non ho le energie nè la voglia di pensarci. Per il momento continuo così, finchè o io o lui non ci stuferemo.
E adesso siamo arrivati a Natale!!!!
Questo è il primo vero Natale di Cesare, che l'anno scorso aveva sei mesi e non si rendeva conto di gran che...e io sono emozionatissima!!!
Dato che è l'anno dei suoceri (abbiamo stabilito di fare a turno per evitare conflitti familiari), passeremo il 24 e il 25 qui, poi il 25 sera io e Cesare partiremo per Roma dove staremo qualche giorno con i miei mentre Carl lavora (nella mia azienda chiudono una settimana, che grandissima botta di fortuna!!!!) e ci riuniremo per l'ultimo dell'anno.
Abbiamo organizzato anche l'arrivo di Babbo Natale (mio cognato) per domani sera, e sono troppo curiosa di vedere la reazione di Cesare!!! Intanto ha imparato a dire "babbu"e gli ho raccontato un milione di volte che è vestito di rosso e porta i regali...speriamo che non gli faccia paura!!!
Buon Natale a tutte voi, e prometto di scrivere presto per raccontarvi!!!
Troppe cose da raccontarvi!
Dicembre per noi è il mese dei Compleanni, il mio e quello di Carl a pochi giorni di distanza, e quest'anno c'era un bellissimo ponte di quattro giorni, quindi abbiamo festeggiato veramente in grande!
Il giorno del mio compleanno (l'otto dicembre) c'era il sole, quindi nonostante il freddo abbiamo fatto una bella passeggiata nel bosco noi tre soli di prima mattina. Poi nel pomeriggio siamo andati a Firenze a prendere mia mamma alla stazione e con l'occasione abbiamo fatto un bel giro per le vie illuminate, gironzolato per un mercatino e soprattutto corso dietro a Cesare super eccitato per tutte quelle cose nuove. Il giorno dopo abbiamo lasciato Cesare con la nonna e per la prima volta dopo secoli siamo andati da soli NOI DUE in un centro benessere che ha aperto da poco qui vicino e abbiamo passato due ore tra saune, bagni turchi e piscine con le bolle!
Poi pranzetto in un caffè carino e siamo tornati alla base.
Sabato passato con mia mamma tra giardinetti e mercato, mentre domenica, che era il compleanno di Carl, abbiamo concluso in bellezza il nostro week end lungo festeggiando dai suoceri a pranzo e poi mollando di nuovo Cesaretto per andare a teatro a vedere "Evita" con Malika Ayane.
Insomma, ci siamo scatenati!!!
Di solito non mi piace lasciare Cesare con i nonni nel fine settimana, perchè mi sembra già di vederlo così poco durante la settimana che nei week end voglio godermelo io e cercare di passare del tempo tutti e tre insieme... ma in questo caso avendo quattro giorni a disposizione ci siamo potuti concedere anche un pò di tempo per noi due soli, come non facevamo da tanto.
In questo ultimo mese Cesare ha iniziato a cercare di parlare, ed è proprio uno spasso. Imita tutti i suoni che sente da noi e tenta di fare dei veri e propri discorsi con soggetto e complemento oggetto (i verbi ovviamente non li conosce), e anche se a volte il risultato è incomprensibile io cerco di sforzarmi più che posso a decodificare il suo linguaggio, perchè mi dispiace dirgli che non capisco!
Le sue parole preferite al momento sono: brumbrum (macchina), miaaa (gatto), dindon (campane), tardi, tapiii (peppa pig), talpa, gòòòl (pallone), tappo, uovo e uva. Alcune non sono di grande utilità (come Talpa, che ha imparato dal suo libro preferito con gli animali), ma a lui piacciono i suoni più che i significati!
Stare in sua compagnia è sempre più divertente, mi riempie di meraviglia e lo vedo crescere e trasformarsi sotto i miei occhi di giorno in giorno: il fatto di poter avere una comunicazione con lui è l'ultimo degli incredibili cambiamenti che ha fatto, e il bello è che non si sa mai cosa aspettarsi dopo!
Anche con i suoi amichetti interagisce molto di più: con le mamme del gruppo dell'associazione (con tre o quattro siamo rimaste molto in contatto) cerchiamo di farli incontrare spesso, adesso che è inverno a casa dell'una o dell'altra, e loro sono felicissimi di ritrovarsi ogni volta, si corrono incontro, gridano tutti contenti, e si vede proprio che sono affezionati.
Con una decina di famiglie abbiamo anche organizzato una festicciola di Natale prendendo in affitto la stanza di una ludoteca e portando noi da mangiare, ed è stato un successo. I bimbi si sono divertiti come matti e noi anche in realtà...
A proposito di questo ogni tanto si riaffaccia l'argomento Asilo Nido...ormai per l'anno prossimo a settembre. Sono molto combattuta, a volte penso che a lui piacerebbe stare tutti i giorni con gli altri bambini, altre però mi ritornano i vecchi dubbi: sul fatto che le educatrici sono troppo poche per troppi bambini, sul fatto che gli asili nido che vado a visitare mi sembrano un pò dei "parcheggi", sul fatto delle regole e della routine, che mi dà l'idea di tanti piccoli "soldatini", e poi tutte le considerazioni organizzative della nostra famiglia, cioè che non avremmo nessuno per andarlo a prendere e così via. Insomma, la verità è che ci troviamo veramente bene con questo sistema Nonno/Papà + Tata Fotografa che l'idea di dover trovare una nuova organizzazione e un nuovo equilibrio mi mette abbastanza ansia. Vedremo...a gennaio ci sono un pò di giornate open day degli asili nido, magari andrò a dare un'occhiata...
Altro argomento da affrontare nel 2017..la fine dell'allattamento. O meglio la domanda è: ci sarà mai una fine? Io al momento non so proprio come fare. La verità è che non sono decisa a smettere perchè allattare è comodissimo: la notte dormiamo e anche di giorno è la soluzione ideale per nervosismo/mal di denti/febbre/pianti inconsolabili eccetera.
A volte mi sento stanca e mi dà fastidio quando Cesare lo chiede in pubblico, più che altro perchè so che qualcuno sicuramente mi guarderà strano pensando o chiedendomi :"Così grande prende ancora il latte???"...ma a parte questo non sono così motivata.
Anche perchè so anche che il mio latte gli fa benissimo, che gli dà tanti anticorpi e lo rinforza, che anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l'ideale sarebbe allattare almeno fino ai due anni del bambino ( quello che dicevano ai tempi delle nostre mamme, che "il latte dopo i sei mesi è solo acqua", è assolutamente falso)....
Insomma, bò????
Non so quando smetterò, non so come fare, non ho le energie nè la voglia di pensarci. Per il momento continuo così, finchè o io o lui non ci stuferemo.
E adesso siamo arrivati a Natale!!!!
Questo è il primo vero Natale di Cesare, che l'anno scorso aveva sei mesi e non si rendeva conto di gran che...e io sono emozionatissima!!!
Dato che è l'anno dei suoceri (abbiamo stabilito di fare a turno per evitare conflitti familiari), passeremo il 24 e il 25 qui, poi il 25 sera io e Cesare partiremo per Roma dove staremo qualche giorno con i miei mentre Carl lavora (nella mia azienda chiudono una settimana, che grandissima botta di fortuna!!!!) e ci riuniremo per l'ultimo dell'anno.
Abbiamo organizzato anche l'arrivo di Babbo Natale (mio cognato) per domani sera, e sono troppo curiosa di vedere la reazione di Cesare!!! Intanto ha imparato a dire "babbu"e gli ho raccontato un milione di volte che è vestito di rosso e porta i regali...speriamo che non gli faccia paura!!!
Buon Natale a tutte voi, e prometto di scrivere presto per raccontarvi!!!
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sabato 19 novembre 2016
Sweet November
Novembre è un mese che non non mi è mai piaciuto gran che: fa buio presto, cominciano quei fine settimana piovosi in cui non si sa che fare, e di solito con l'abbassamento delle temperature le mie difese immunitarie vanno in vacanza e mi abbandonano alla mercè di raffreddori e influenze varie.
Quest'anno però gli voglio un pò bene, a questo Novembre.
Avete presente quei periodi della vita in cui vi ritrovate a pensare:" Questi momenti me li ricorderò per sempre come i più felici della mia vita?"
A me a volte capita.
E questo Autunno è stato proprio così.
A cominciare dalle mattine in cui esco di casa accompagnata dalla manina di Cesare che mi fa ciao dalla finestra, facendomi partire già col sorriso sulle labbra e il cuore gonfio di felicità e tenerezza.
Poi percorro il mio tragitto in macchina, quaranta minuti di una strada poco trafficata, che mi porta ad attraversare una zona periferica della città e poi un paesino che collega la città dove viviamo con quella dove lavoro. Vado piano, perchè è piena di curve e un pò dissestata, ma intanto ascolto la radio e guardo il panorama, la città che si risveglia e la campagna invernale tutto intorno.
Poi ci sono le sei ore di lavoro, sette contando anche il pranzo. Per fortuna passano veloci, il lavoro mi assorbe completamente, non chiacchiero quasi mai, sto concentrata sul mio computer e in men che non si dica arriva l'ora di uscire, anche se capita spesso di dover fare più tardi e le sei ore diventano sei e mezzo o sette..ma se è necessario rimango, anche per rispetto delle mie colleghe che fanno tutte otto ore e che a volte risolvono qualche mio problema quando non ci sono.
Al ritorno vado più veloce, perchè non vedo l'ora di arrivare dal mio piccolo, mi sento come un'innamorata che va all'appuntamento col suo Amore, è buffo ma è proprio così, sento la sua mancanza tutto il giorno e mentre guido penso a come mi saluterà e a quello che faremo una volta arrivata a casa.
Con il ritorno all'ora solare adesso la sera non possiamo più uscire: arrivo a casa verso le cinque e fa subito buio. Però ci divertiamo lo stesso in casa: giochiamo, leggiamo i libri sul divano e poi arriva il momento del bagnetto e della cena. Con lui ritrovo il ritmo lento che avevo prima di tornare a lavorare, e mi ci adeguo subito, perchè fa bene alla mente e al cuore.
Se c'è Carl facciamo qualcosa tutti insieme, a volte semplicemente la spesa al supermercato (anche per quella non c'è mai tempo), e almeno una volta a settimana cerco di portare Cesare a giocare a casa di qualche amichetto, o invito gli amichetti da noi.
Ho anche preso l'impegno, dopo tanta riflessione, di seguire un corso di acquagym alla piscina comunale. Ho acquistato gli ingressi, così posso usarli quando posso, e ci vado subito dopo il lavoro, visto che la piscina è di strada. In realtà non sono molto costante, fino ad ora sono riuscita ad andarci solo una volta ogni due settimane...ma più di così non riesco a fare!!!
La sera per fortuna Cesare ha sonno presto, e una volta messo a letto riesco a fare parecchie cose, mi occupo di preparare il pranzo per il giorno dopo, scrivo il messaggio per la baby sitter, sistemo un pò casa. Poi arriva Carl e se non è troppo tardi riusciamo a fare due chiacchiere prima di dormire, anche se a volte crollo prima.
Non è una vita perfetta, lo so.
Mi perdo tanto della crescita di Cesare.
Sono consapevole che la maggior parte della giornata la passa lontano da me, e che spesso i suoi progressi sono notati prima dalla baby sitter o dai nonni, e se ci penso mi sento una stretta allo stomaco.
Non posso fare di meglio, è il miglior compromesso che ho trovato, per il momento, e mi sembra un buon equilibrio tra le varie necessità.
Una volta scrissi di Felicità Imperfetta, di cui avevo letto in un libro che avevo amato molto.
Eravamo Cercatori, era un altro periodo, un'altra vita. Era faticosa, la nostra Felicità Imperfetta di allora.
Questo Novembre è molto più leggero.
E' un miscuglio di malinconia e gioia, di soddisfazione e mancanza....la felicità fa da sfondo, perchè la nostra vita Dopo Cesare ne sarà sempre piena, pur con le sue inevitabili e naturali imperfezioni....
Questo Novembre me lo ricorderò così, come un periodo sereno e dolce della nostra vita.
Quest'anno però gli voglio un pò bene, a questo Novembre.
Avete presente quei periodi della vita in cui vi ritrovate a pensare:" Questi momenti me li ricorderò per sempre come i più felici della mia vita?"
A me a volte capita.
E questo Autunno è stato proprio così.
A cominciare dalle mattine in cui esco di casa accompagnata dalla manina di Cesare che mi fa ciao dalla finestra, facendomi partire già col sorriso sulle labbra e il cuore gonfio di felicità e tenerezza.
Poi percorro il mio tragitto in macchina, quaranta minuti di una strada poco trafficata, che mi porta ad attraversare una zona periferica della città e poi un paesino che collega la città dove viviamo con quella dove lavoro. Vado piano, perchè è piena di curve e un pò dissestata, ma intanto ascolto la radio e guardo il panorama, la città che si risveglia e la campagna invernale tutto intorno.
Poi ci sono le sei ore di lavoro, sette contando anche il pranzo. Per fortuna passano veloci, il lavoro mi assorbe completamente, non chiacchiero quasi mai, sto concentrata sul mio computer e in men che non si dica arriva l'ora di uscire, anche se capita spesso di dover fare più tardi e le sei ore diventano sei e mezzo o sette..ma se è necessario rimango, anche per rispetto delle mie colleghe che fanno tutte otto ore e che a volte risolvono qualche mio problema quando non ci sono.
Al ritorno vado più veloce, perchè non vedo l'ora di arrivare dal mio piccolo, mi sento come un'innamorata che va all'appuntamento col suo Amore, è buffo ma è proprio così, sento la sua mancanza tutto il giorno e mentre guido penso a come mi saluterà e a quello che faremo una volta arrivata a casa.
Con il ritorno all'ora solare adesso la sera non possiamo più uscire: arrivo a casa verso le cinque e fa subito buio. Però ci divertiamo lo stesso in casa: giochiamo, leggiamo i libri sul divano e poi arriva il momento del bagnetto e della cena. Con lui ritrovo il ritmo lento che avevo prima di tornare a lavorare, e mi ci adeguo subito, perchè fa bene alla mente e al cuore.
Se c'è Carl facciamo qualcosa tutti insieme, a volte semplicemente la spesa al supermercato (anche per quella non c'è mai tempo), e almeno una volta a settimana cerco di portare Cesare a giocare a casa di qualche amichetto, o invito gli amichetti da noi.
Ho anche preso l'impegno, dopo tanta riflessione, di seguire un corso di acquagym alla piscina comunale. Ho acquistato gli ingressi, così posso usarli quando posso, e ci vado subito dopo il lavoro, visto che la piscina è di strada. In realtà non sono molto costante, fino ad ora sono riuscita ad andarci solo una volta ogni due settimane...ma più di così non riesco a fare!!!
La sera per fortuna Cesare ha sonno presto, e una volta messo a letto riesco a fare parecchie cose, mi occupo di preparare il pranzo per il giorno dopo, scrivo il messaggio per la baby sitter, sistemo un pò casa. Poi arriva Carl e se non è troppo tardi riusciamo a fare due chiacchiere prima di dormire, anche se a volte crollo prima.
Non è una vita perfetta, lo so.
Mi perdo tanto della crescita di Cesare.
Sono consapevole che la maggior parte della giornata la passa lontano da me, e che spesso i suoi progressi sono notati prima dalla baby sitter o dai nonni, e se ci penso mi sento una stretta allo stomaco.
Non posso fare di meglio, è il miglior compromesso che ho trovato, per il momento, e mi sembra un buon equilibrio tra le varie necessità.
Una volta scrissi di Felicità Imperfetta, di cui avevo letto in un libro che avevo amato molto.
Eravamo Cercatori, era un altro periodo, un'altra vita. Era faticosa, la nostra Felicità Imperfetta di allora.
Questo Novembre è molto più leggero.
E' un miscuglio di malinconia e gioia, di soddisfazione e mancanza....la felicità fa da sfondo, perchè la nostra vita Dopo Cesare ne sarà sempre piena, pur con le sue inevitabili e naturali imperfezioni....
Questo Novembre me lo ricorderò così, come un periodo sereno e dolce della nostra vita.
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domenica 11 settembre 2016
Scorta di felicità
Ho così tante cose da raccontarvi che ho il cervello vuoto e non so da dove cominciare.
Non che sia successo niente di sconvolgente in queste settimane, ma sono successe TANTE piccole cose, che viste tutte insieme mi sembrano impossibili da raccontare in un solo post.
Da quando c'è Cesare la nostra vita è un pò sempre così: un'ora sembra durare un giorno, un giorno sembra lungo una settimana, le settimane sembrano mesi per quanto sono piene di emozioni.
Il tempo con un bambino piccolo si dilata, non segue più l'orologio e mentre il resto del mondo continua a andare col suo ritmo tu ti perdi e non riesci più ad adeguarti. E forse nemmeno vuoi.
Comunque ci provo, a riassumervi in poche parole queste settimane di fine estate.
I giorni intorno a Ferragosto li abbiamo passati con mia mamma in montagna, solo io e Cesare (Carl lavorava). E' stato faticoso per molti versi (mia mamma non era molto in forma fisicamente, e la casa era piena di scale e pericoli quindi non molto adatta ad un bambino vivacissimo di un anno), ma ci siamo divertiti e abbiamo fatto tante esperienze importanti: ogni sera ammiravamo il cielo stellato e la luna dal balcone di casa, facevamo colazione fuori ogni mattina, abbiamo conosciuto tantissimi bambini nei vari giardinetti del paese, visto i cavalli e le pecore, fatto un giro sul trenino e, infine, preso il nostro primo virus intestinale.
Già.
La notte di Ferragosto l'abbiamo passata con Cesare che vomitava, poi sono seguiti diarrea e febbre, e la cosa peggiore è stata che dopo di lui il virus ha colpito anche me e mia mamma.
Ho scoperto che c'è una cosa peggiore di un bambino con il virus intestinale: prendertelo te quando lui è guarito (e quindi bello arzillo e pieno di voglia di fare...).
Ma non è finita qui: siamo tornati in Toscana, e lì il temibile virus lo abbiamo passato nell'ordine a Carl, agli altri nonni e alla baby sitter!!!!!! Non ne uscivamo più!!!
Mentre noi combattevamo con questi problemini di salute è arrivato il terremoto, e mia mamma a Roma l'ha sentito bello forte e si è spaventata un bel pò. Per fortuna non eravamo più nella casetta in montagna, dove si sarebbe sentito ancora di più.
Poi ci siamo rimessi in sesto, giusto in tempo per la partenza per l'Albania, la prima settimana di settembre.
Eravamo emozionatissimi per il primo volo in aereo di Cesare, e anche un pò preoccupati...nei giorni precedenti gli avevamo spiegato più volte che avremmo preso l'aereo "come Pimpa" (nel suo libretto preferito Pimpa vola con un razzo e va a trovare la Luna!) e gli facevamo il segno dell'aereo che vola con la mano e il rumore, nella speranza di farlo abituare all'idea...non so se è stato quello, comunque Cesare non ha avuto paura e si è molto divertito!
Alla partenza il volo aveva tre ore di ritardo, quindi abbiamo potuto fare l'esperienza di una bella attesa in aereoporto con Cesare, che devo dire si è comportato anche troppo bene, vista la mancanza di qualsiasi diversivo! Per fortuna avevamo portato una pallina, e lui e Carl hanno ingannato l'attesa giocando a calcio davanti ai duty-free!
Una volta a bordo, stanchi morti noi e super-elettrizzato lui, le hostess lo hanno legato con una cintura alla mia cintura e quindi l'ho tenuto sulle mie ginocchia. Ha guardato fuori dal finestrino durante il decollo ridendo tutto contento, poi ha preso un pò di latte e poi ha giocato con il tavolinetto del sedile di fronte.
Per fortuna il volo durava solo un'ora e mezza, credo che sia il tempo massimo per un bambino dell'età di Cesare, di più non avremmo saputo proprio come intrattenerlo!
La vacanza è andata benissimo. I nonni erano pazzi di felicità di potersi godere il nipotino che non vedevano da un bel pò (passano lì tutta l'estate) e io e Carl ci siamo veramente potuti riposare: abbiamo fatto qualche bagno insieme solo io e lui, per esempio, cosa che non ci capitava da prima della sua nascita.
Cesare si è divertito tanto, ha preso confidenza con l'acqua (nella vacanza fatta a luglio era un pò diffidente e non si avvicinava volentieri alle onde), ha giocato tanto con secchielli e formine, e ovviamente con l'onnipresente pallone (ancora non ci siamo liberati da questa ossessione...). Abbiamo tutti e tre mangiato tantissimo nei numerosi pranzi e cene organizzati per festeggiare la presenza di Cesare, e così abbiamo ripreso il peso perso per colpa del virus!
Io sono stata felicissima di poter salutare degnamente questa estate fantastica che come ho già scritto mi è stata proprio "regalata" dal destino...un'estate tutta per NOI, che abbiamo passato nel modo migliore possibile, all'aria aperta, con i nostri familiari, e soprattutto stando tanto tempo insieme!
Fatta la "scorta di felicità" ecco che mi aspettava il NUOVO LAVORO.
Ho iniziato mercoledì scorso.
Le mie prime impressioni sono positive, almeno per quanto riguarda le colleghe: siamo in sei modelliste, alcune più anziane e altre della mia età, molte con famiglia, ma in ogni caso mi sembrano tutte persone molto gentili, disponibili, semplici e senza la puzza sotto il naso.
Ho trovato ad aspettarmi una scrivania vuota col computer, posizionata all'interno di una fila di scrivanie tutte uguali, in un'open space dove si trovano anche le macchine da cucire e dei tavoloni per il taglio. Oltre alle modelliste c'è una signora che cuce e poi la mia ex-capa, che qui è diventata "grande capa", cioè supervisiona il lavoro di tutte e fa da tramite con gli stilisti.
La ditta è molto più piccola della mia precedente, che era una multinazionale, e il lavoro sembra un pò caotico, molto veloce e mi sembra anche che non ci sia grande attenzione alla qualità.
Però è una ditta che sta crescendo, e quindi i titolari vogliono investire per migliorare e riorganizzarsi meglio, e questo è positivo.
E ora il tasto dolente: il lavoro è tutto al computer, mentre io ero abituata a lavorare a mano, con matita, squadra e forbici. La ditta mi dà la possibilità di fare un corso (pagato da loro) per imparare il programma di cad che usano, e con il quale lavorerò, e questa è sicuramente una grande opportunità.
E' un grandissimo cambiamento per me, e non so se mi piacerà.
Mi spaventa un pò, ma voglio sfidarmi e impegnarmi per far si che questo lavoro sia "il Mio Nuovo Lavoro".
In modo che anche il fatto di dover stare tante ore lontana dal mio Cicciolo non mi pesi troppo.
Voglio starci volentieri, a lavoro, voglio che non sia solo per guadagnarmi lo stipendio.
Ci proverò e mi impegnerò.
Con la Tata Fotografa sembra andare tutto bene.
Cesare sembra sereno, anche se siamo tornati in modalità "tetta forever" (cioè la chiede in continuazione nelle ore in cui sto con lui)...ma credo che sia un pò fisiologico, e cerco di assecondarlo.
A togliere la tetta ci penseremo quando questa fase di assestamento sarà passata.
Ieri era il nostro Anniversario di matrimonio e nonostante fossimo stanchi e con poca energia mentale e fisica abbiamo deciso di festeggiare un pò.
Abbiamo organizzato di andare il pomeriggio a passeggiare nella città in cui io e Carl ci siamo conosciuti e poi a cena al ristorante greco.
Ovviamente non da soli, ma in tre.
Non ce la sentivamo di lasciare Cesare coi nonni proprio nella settimana del mio rientro a lavoro e quindi del nostro distacco dopo mesi di "simbiosi".
E' stato un Anniversario poco romantico, per niente rilassante, ma alla fine non è andato male.
Alle 20:30 avevamo già finito di mangiare e portavamo per mano il nostro Scimmiotto che non voleva saperne di stare nel passeggino e voleva per forza stare in mezzo a noi due e camminare come un grande.
Mentre tornavamo alla macchina ho guadato le nostre ombre sul muro del palazzo accanto: noi due lunghi lunghi e un piccoletto al centro.....e ho pensato ancora una volta, come mi succede quasi ogni giorno...
......................: "GRAZIE."
Non che sia successo niente di sconvolgente in queste settimane, ma sono successe TANTE piccole cose, che viste tutte insieme mi sembrano impossibili da raccontare in un solo post.
Da quando c'è Cesare la nostra vita è un pò sempre così: un'ora sembra durare un giorno, un giorno sembra lungo una settimana, le settimane sembrano mesi per quanto sono piene di emozioni.
Il tempo con un bambino piccolo si dilata, non segue più l'orologio e mentre il resto del mondo continua a andare col suo ritmo tu ti perdi e non riesci più ad adeguarti. E forse nemmeno vuoi.
Comunque ci provo, a riassumervi in poche parole queste settimane di fine estate.
I giorni intorno a Ferragosto li abbiamo passati con mia mamma in montagna, solo io e Cesare (Carl lavorava). E' stato faticoso per molti versi (mia mamma non era molto in forma fisicamente, e la casa era piena di scale e pericoli quindi non molto adatta ad un bambino vivacissimo di un anno), ma ci siamo divertiti e abbiamo fatto tante esperienze importanti: ogni sera ammiravamo il cielo stellato e la luna dal balcone di casa, facevamo colazione fuori ogni mattina, abbiamo conosciuto tantissimi bambini nei vari giardinetti del paese, visto i cavalli e le pecore, fatto un giro sul trenino e, infine, preso il nostro primo virus intestinale.
Già.
La notte di Ferragosto l'abbiamo passata con Cesare che vomitava, poi sono seguiti diarrea e febbre, e la cosa peggiore è stata che dopo di lui il virus ha colpito anche me e mia mamma.
Ho scoperto che c'è una cosa peggiore di un bambino con il virus intestinale: prendertelo te quando lui è guarito (e quindi bello arzillo e pieno di voglia di fare...).
Ma non è finita qui: siamo tornati in Toscana, e lì il temibile virus lo abbiamo passato nell'ordine a Carl, agli altri nonni e alla baby sitter!!!!!! Non ne uscivamo più!!!
Mentre noi combattevamo con questi problemini di salute è arrivato il terremoto, e mia mamma a Roma l'ha sentito bello forte e si è spaventata un bel pò. Per fortuna non eravamo più nella casetta in montagna, dove si sarebbe sentito ancora di più.
Poi ci siamo rimessi in sesto, giusto in tempo per la partenza per l'Albania, la prima settimana di settembre.
Eravamo emozionatissimi per il primo volo in aereo di Cesare, e anche un pò preoccupati...nei giorni precedenti gli avevamo spiegato più volte che avremmo preso l'aereo "come Pimpa" (nel suo libretto preferito Pimpa vola con un razzo e va a trovare la Luna!) e gli facevamo il segno dell'aereo che vola con la mano e il rumore, nella speranza di farlo abituare all'idea...non so se è stato quello, comunque Cesare non ha avuto paura e si è molto divertito!
Alla partenza il volo aveva tre ore di ritardo, quindi abbiamo potuto fare l'esperienza di una bella attesa in aereoporto con Cesare, che devo dire si è comportato anche troppo bene, vista la mancanza di qualsiasi diversivo! Per fortuna avevamo portato una pallina, e lui e Carl hanno ingannato l'attesa giocando a calcio davanti ai duty-free!
Una volta a bordo, stanchi morti noi e super-elettrizzato lui, le hostess lo hanno legato con una cintura alla mia cintura e quindi l'ho tenuto sulle mie ginocchia. Ha guardato fuori dal finestrino durante il decollo ridendo tutto contento, poi ha preso un pò di latte e poi ha giocato con il tavolinetto del sedile di fronte.
Per fortuna il volo durava solo un'ora e mezza, credo che sia il tempo massimo per un bambino dell'età di Cesare, di più non avremmo saputo proprio come intrattenerlo!
La vacanza è andata benissimo. I nonni erano pazzi di felicità di potersi godere il nipotino che non vedevano da un bel pò (passano lì tutta l'estate) e io e Carl ci siamo veramente potuti riposare: abbiamo fatto qualche bagno insieme solo io e lui, per esempio, cosa che non ci capitava da prima della sua nascita.
Cesare si è divertito tanto, ha preso confidenza con l'acqua (nella vacanza fatta a luglio era un pò diffidente e non si avvicinava volentieri alle onde), ha giocato tanto con secchielli e formine, e ovviamente con l'onnipresente pallone (ancora non ci siamo liberati da questa ossessione...). Abbiamo tutti e tre mangiato tantissimo nei numerosi pranzi e cene organizzati per festeggiare la presenza di Cesare, e così abbiamo ripreso il peso perso per colpa del virus!
Io sono stata felicissima di poter salutare degnamente questa estate fantastica che come ho già scritto mi è stata proprio "regalata" dal destino...un'estate tutta per NOI, che abbiamo passato nel modo migliore possibile, all'aria aperta, con i nostri familiari, e soprattutto stando tanto tempo insieme!
Fatta la "scorta di felicità" ecco che mi aspettava il NUOVO LAVORO.
Ho iniziato mercoledì scorso.
Le mie prime impressioni sono positive, almeno per quanto riguarda le colleghe: siamo in sei modelliste, alcune più anziane e altre della mia età, molte con famiglia, ma in ogni caso mi sembrano tutte persone molto gentili, disponibili, semplici e senza la puzza sotto il naso.
Ho trovato ad aspettarmi una scrivania vuota col computer, posizionata all'interno di una fila di scrivanie tutte uguali, in un'open space dove si trovano anche le macchine da cucire e dei tavoloni per il taglio. Oltre alle modelliste c'è una signora che cuce e poi la mia ex-capa, che qui è diventata "grande capa", cioè supervisiona il lavoro di tutte e fa da tramite con gli stilisti.
La ditta è molto più piccola della mia precedente, che era una multinazionale, e il lavoro sembra un pò caotico, molto veloce e mi sembra anche che non ci sia grande attenzione alla qualità.
Però è una ditta che sta crescendo, e quindi i titolari vogliono investire per migliorare e riorganizzarsi meglio, e questo è positivo.
E ora il tasto dolente: il lavoro è tutto al computer, mentre io ero abituata a lavorare a mano, con matita, squadra e forbici. La ditta mi dà la possibilità di fare un corso (pagato da loro) per imparare il programma di cad che usano, e con il quale lavorerò, e questa è sicuramente una grande opportunità.
E' un grandissimo cambiamento per me, e non so se mi piacerà.
Mi spaventa un pò, ma voglio sfidarmi e impegnarmi per far si che questo lavoro sia "il Mio Nuovo Lavoro".
In modo che anche il fatto di dover stare tante ore lontana dal mio Cicciolo non mi pesi troppo.
Voglio starci volentieri, a lavoro, voglio che non sia solo per guadagnarmi lo stipendio.
Ci proverò e mi impegnerò.
Con la Tata Fotografa sembra andare tutto bene.
Cesare sembra sereno, anche se siamo tornati in modalità "tetta forever" (cioè la chiede in continuazione nelle ore in cui sto con lui)...ma credo che sia un pò fisiologico, e cerco di assecondarlo.
A togliere la tetta ci penseremo quando questa fase di assestamento sarà passata.
Ieri era il nostro Anniversario di matrimonio e nonostante fossimo stanchi e con poca energia mentale e fisica abbiamo deciso di festeggiare un pò.
Abbiamo organizzato di andare il pomeriggio a passeggiare nella città in cui io e Carl ci siamo conosciuti e poi a cena al ristorante greco.
Ovviamente non da soli, ma in tre.
Non ce la sentivamo di lasciare Cesare coi nonni proprio nella settimana del mio rientro a lavoro e quindi del nostro distacco dopo mesi di "simbiosi".
E' stato un Anniversario poco romantico, per niente rilassante, ma alla fine non è andato male.
Alle 20:30 avevamo già finito di mangiare e portavamo per mano il nostro Scimmiotto che non voleva saperne di stare nel passeggino e voleva per forza stare in mezzo a noi due e camminare come un grande.
Mentre tornavamo alla macchina ho guadato le nostre ombre sul muro del palazzo accanto: noi due lunghi lunghi e un piccoletto al centro.....e ho pensato ancora una volta, come mi succede quasi ogni giorno...
......................: "GRAZIE."
mercoledì 10 agosto 2016
Inserimento seconda puntata
Domani si riparte, per un altro pezzettino delle nostre lunghe vacanze di quest'estate. Io e Cesare riprenderemo il treno (ormai siamo degli abituè) e andremo a passare qualche giorno in montagna con la nonna (mia mamma).
Andiamo a stare nella stessa casetta dell'anno scorso, solo che quest'anno Cesare cammina, e non so come andrà con tutte quelle scale, scalette, discese ripide, gradini, eccetera. Però ci sarà aria buona e fresca, e questa è la cosa più importante.
Nel frattempo ci stiamo dando da fare per la missione "Inserimento nuova baby sitter", che va portata a termine prima di settembre. Come vi avevo scritto la nostra Tata aveva trovato un altro lavoro, e così abbiamo ricontattato la Tata Fotografa, che per fortuna era disponibile.
La Tata Fotografa è una ragazza di venticinque anni con una storia familiare faticosa e impegnativa.
La conosco da parecchi anni perchè pratica anche lei il nostro buddismo e l'ho sempre apprezzata per la sua maturità e la sua saggezza. Mi ha ispirato tanta fiducia fin dal primo incontro, e anche Cesare deve aver avuto la stessa impressione, perchè non ha avuto difficoltà a darle confidenza e ad andarle in braccio quasi subito. Mi piace molto come si comporta con lui, è dolcissima e calma, si diverte insieme a lui e lo tratta come un grande.
Abbiamo stabilito la stessa cifra che davamo alla prima tata, e in questo mese di agosto sta venendo a ore per far abituare Cesare gradualmente a stare con lei.
Devo dire che questo nuovo inserimento lo sto vivendo in modo più tranquillo e rilassato del precedente: sia perchè ormai avevamo rotto il ghiaccio, sia perchè Cesare è più grande ed è molto più semplice stare con lui di quanto non fosse quando aveva sette mesi.
La difficoltà piuttosto è che in questo mese abbiamo tante interruzioni dovute alle vacanze, quindi non è possibile fare un inserimento continuativo come avevamo fatto nel mese di gennaio con l'altra tata. Abbiamo iniziato la prima settimana di agosto, in cui non li ho lasciati mai da soli, poi questa settimana in cui li ho lasciati prima un'oretta e poi diverse ore, anche per il pranzo; poi ci sarà una settimana di stacco, un'altra settimana in cui lei potrà venire e stare le giornate piene, poi di nuovo una settimana di stacco e infine sarà settembre e bisognerà iniziare a fare sul serio.
Come era successo anche con la prima baby sitter la prima volta da soli è andata benissimo, senza pianti, mentre la seconda è stata una tragedia, come se Cesare si fosse reso conto tutto insieme che effettivamente "non è un caso, ma ci devo proprio stare con questa qui!"....
Ieri infatti sono uscita di casa e si è subito disperato...ho aspettato un bel pò sotto al portone sperando che smettesse di piangere, ma dopo dieci minuti in cui i suoi singhiozzi si sentivano per tutta la strada sono tornata su e abbiamo lasciato stare. Sono stata insieme a loro, la tata è rimasta per il pranzo e poi è andata via.
Ero un pò preoccupata, anche se mi ricordavo che anche con la prima tata era successo lo stesso.
Quindi stamattina quando ci siamo svegliati, mentre eravamo ancora a letto a farci le coccole ho fatto a Cesare un bel discorso: gli ho detto che sarebbe venuta la Tata, che mi dispiaceva tanto lasciarlo ma che sarei tornata presto, e che lui si sarebbe divertito insieme a lei.
Non so se sia stato quello, ma fatto sta che non appena la Tata è arrivata Cesare è uscito dalla porta e ha preso le sue scarpette per uscire insieme a lei! Sono stati al giardino, hanno giocato sulle altalene e sullo scivolo, poi sono tornati a casa, hanno cambiato il pannolino, visto un pò di cartoni e pranzato, e quando sono tornata non ha versato nemmeno una lacrima, è venuto in braccio a me tutto felice e sorridente.
La Tata Fotografa mi ha raccontato che è stato tranquillissimo, canticchiava e chiacchierava e le dava istruzioni su dove si trovassero le varie cose (pannolini per il cambio, bavaglino per la pappa eccetera) indicandogliele col ditino.
Mi sono sentita così fiera di lui!!!
Spero che continueremo così in modo da arrivare pronti per settembre con la nostra nuova organizzazione familiare!
Ogni tanto ripenso all'esperienza asilo nido, che è stata così fallimentare per noi. So che adesso sarebbe diverso, perchè Cesare è molto più grande e apprezza stare con gli altri bambini, ma ancora non devo aver superato lo choc, perchè non mi viene per niente voglia di riprovarci. Magari tra un anno, quando Cesare avrà due anni, la vedrò in modo diverso, ma per adesso mi sento molto più tranquilla a saperlo a casa sua tra le sue cose, con la Tata, il nonno e il papà, con Trovatello a fargli compagnia, con i suoi ritmi ed orari.
Andiamo a stare nella stessa casetta dell'anno scorso, solo che quest'anno Cesare cammina, e non so come andrà con tutte quelle scale, scalette, discese ripide, gradini, eccetera. Però ci sarà aria buona e fresca, e questa è la cosa più importante.
Nel frattempo ci stiamo dando da fare per la missione "Inserimento nuova baby sitter", che va portata a termine prima di settembre. Come vi avevo scritto la nostra Tata aveva trovato un altro lavoro, e così abbiamo ricontattato la Tata Fotografa, che per fortuna era disponibile.
La Tata Fotografa è una ragazza di venticinque anni con una storia familiare faticosa e impegnativa.
La conosco da parecchi anni perchè pratica anche lei il nostro buddismo e l'ho sempre apprezzata per la sua maturità e la sua saggezza. Mi ha ispirato tanta fiducia fin dal primo incontro, e anche Cesare deve aver avuto la stessa impressione, perchè non ha avuto difficoltà a darle confidenza e ad andarle in braccio quasi subito. Mi piace molto come si comporta con lui, è dolcissima e calma, si diverte insieme a lui e lo tratta come un grande.
Abbiamo stabilito la stessa cifra che davamo alla prima tata, e in questo mese di agosto sta venendo a ore per far abituare Cesare gradualmente a stare con lei.
Devo dire che questo nuovo inserimento lo sto vivendo in modo più tranquillo e rilassato del precedente: sia perchè ormai avevamo rotto il ghiaccio, sia perchè Cesare è più grande ed è molto più semplice stare con lui di quanto non fosse quando aveva sette mesi.
La difficoltà piuttosto è che in questo mese abbiamo tante interruzioni dovute alle vacanze, quindi non è possibile fare un inserimento continuativo come avevamo fatto nel mese di gennaio con l'altra tata. Abbiamo iniziato la prima settimana di agosto, in cui non li ho lasciati mai da soli, poi questa settimana in cui li ho lasciati prima un'oretta e poi diverse ore, anche per il pranzo; poi ci sarà una settimana di stacco, un'altra settimana in cui lei potrà venire e stare le giornate piene, poi di nuovo una settimana di stacco e infine sarà settembre e bisognerà iniziare a fare sul serio.
Come era successo anche con la prima baby sitter la prima volta da soli è andata benissimo, senza pianti, mentre la seconda è stata una tragedia, come se Cesare si fosse reso conto tutto insieme che effettivamente "non è un caso, ma ci devo proprio stare con questa qui!"....
Ieri infatti sono uscita di casa e si è subito disperato...ho aspettato un bel pò sotto al portone sperando che smettesse di piangere, ma dopo dieci minuti in cui i suoi singhiozzi si sentivano per tutta la strada sono tornata su e abbiamo lasciato stare. Sono stata insieme a loro, la tata è rimasta per il pranzo e poi è andata via.
Ero un pò preoccupata, anche se mi ricordavo che anche con la prima tata era successo lo stesso.
Quindi stamattina quando ci siamo svegliati, mentre eravamo ancora a letto a farci le coccole ho fatto a Cesare un bel discorso: gli ho detto che sarebbe venuta la Tata, che mi dispiaceva tanto lasciarlo ma che sarei tornata presto, e che lui si sarebbe divertito insieme a lei.
Non so se sia stato quello, ma fatto sta che non appena la Tata è arrivata Cesare è uscito dalla porta e ha preso le sue scarpette per uscire insieme a lei! Sono stati al giardino, hanno giocato sulle altalene e sullo scivolo, poi sono tornati a casa, hanno cambiato il pannolino, visto un pò di cartoni e pranzato, e quando sono tornata non ha versato nemmeno una lacrima, è venuto in braccio a me tutto felice e sorridente.
La Tata Fotografa mi ha raccontato che è stato tranquillissimo, canticchiava e chiacchierava e le dava istruzioni su dove si trovassero le varie cose (pannolini per il cambio, bavaglino per la pappa eccetera) indicandogliele col ditino.
Mi sono sentita così fiera di lui!!!
Spero che continueremo così in modo da arrivare pronti per settembre con la nostra nuova organizzazione familiare!
Ogni tanto ripenso all'esperienza asilo nido, che è stata così fallimentare per noi. So che adesso sarebbe diverso, perchè Cesare è molto più grande e apprezza stare con gli altri bambini, ma ancora non devo aver superato lo choc, perchè non mi viene per niente voglia di riprovarci. Magari tra un anno, quando Cesare avrà due anni, la vedrò in modo diverso, ma per adesso mi sento molto più tranquilla a saperlo a casa sua tra le sue cose, con la Tata, il nonno e il papà, con Trovatello a fargli compagnia, con i suoi ritmi ed orari.
sabato 30 luglio 2016
Su di me, sul lavoro, sui progetti di vita!!
La settimana scorsa è stata faticosa, un pò perchè il rientro dalle vacanze è sempre difficile, e un pò perchè come vi avevo scritto il tema "lavoro" è tornato a riaffacciarsi in modo abbastanza pressante.
Mi sono ritrovata ad avere due colloqui: uno mercoledì con una piccola ditta della mia città, e giovedì un altro, il secondo con la ditta di cui vi avevo già parlato e che mi interessava molto: ci ero già stata a giugno insieme alla mia ex-capa, ma eravamo rimasti molto sul generico, non avevamo parlato nè di stipendio nè di orario.
Ho deciso di andare determinata a entrambi i colloqui, e di fare di questa esperienza l'occasione per ottenere un miglioramento reale nella nostra vita: volevo chiedere l'orario part-time, il mio obiettivo irrinunciabile.
Del resto, come mi ha detto Carl, in questo momento posso permettermi di cercare il lavoro giusto con le condizioni giuste, perchè grazie alla mobilità ho un piccolo "stipendio" di sicurezza.
E così è stato un doppio successo!!!
Al colloquio di mercoledì , dopo un iniziale rifiuto, ho ottenuto un ok alle sei ore, e la proposta di fare qualche giorno di prova; a quello di giovedì idem: all'inizio il titolare ha storto il naso, ma di fronte alle mie spiegazioni (" Ho un bambino di un anno, ti dò la mia parola che lavorerò e renderò come se facessi otto ore, in fondo si tratta di una prova, se poi vedi che non ti vado bene puoi sempre ripensarci!") ha accettato e si è anche offerto di pagarmi un corso del programma cad che usano loro, che io non conosco.
Entrambe le ditte non hanno fatto problemi sullo stipendio (ho presentato la mia ultima busta paga e non ho chiesto niente di più) e mi hanno chiesto disponibilità da settembre.
Insomma, mi sono ritrovata a poter scegliere tra due possibilità, entrambe part-time.
Un vero successo!!!!!! :)
A malincuore (perchè è sempre difficile scegliere, e anche perchè nella prima ditta c'era una bella atmosfera e mi sarebbe piaciuto provare) ho scelto la seconda azienda, che si trova più lontano, ma che è una realtà più grande e più sicura, e in più ci verrà a lavorare anche la mia vecchia capa, grazie alla quale ho avuto il contatto con questo lavoro.
Dovrei iniziare il 7 settembre, e anche se ancora non c'è niente di scritto dovrebbe essere tutto confermato.
Questi sono i fatti....ma le emozioni?
Bè, mettiamola così.
L'ideale sarebbe starmene a casa col mio cucciolo, ma nel mondo reale questo per me non è possibile. Ne ho riparlato con Carl, e proprio non ce la facciamo. Quindi ho intenzione di far sì che questo lavoro sia bello, gratificante, che mi renda felice e che mi permetta di vivere serenamente anche la dimensione di mamma, che resta comunque quella fondamentale della mia vita.
L'aver ottenuto il part-time è un primo obiettivo raggiunto, il punto di partenza per costruire questo progetto.
A settembre voglio essere carica e positiva, e piena di curiosità ed entusiasmo per questa nuova avventura.
Nel frattempo c'è agosto, e anche se Carl lavorerà quasi sempre noi avremo tante cose da fare: prima di tutto l'inserimento della nuova baby sitter per Cesare (la nostra Tata purtroppo ha trovato un lavoro fisso; sono contenta per lei, anche se ci eravamo molto affezionati...adesso proviamo con la Tata Fotografa, la ragazza che avevamo contattato a gennaio e che era la nostra "seconda scelta"), poi passeremo qualche giorno con mia mamma in montagna sotto ferragosto, e l'ultima settimana del mese...un bel viaggetto tutti e tre! Abbiamo prenotato il primo biglietto aereo di Cesare, andremo in Albania a trovare mio padre e sua moglie.
Insomma, non ci annoieremo!
Mi sono ritrovata ad avere due colloqui: uno mercoledì con una piccola ditta della mia città, e giovedì un altro, il secondo con la ditta di cui vi avevo già parlato e che mi interessava molto: ci ero già stata a giugno insieme alla mia ex-capa, ma eravamo rimasti molto sul generico, non avevamo parlato nè di stipendio nè di orario.
Ho deciso di andare determinata a entrambi i colloqui, e di fare di questa esperienza l'occasione per ottenere un miglioramento reale nella nostra vita: volevo chiedere l'orario part-time, il mio obiettivo irrinunciabile.
Del resto, come mi ha detto Carl, in questo momento posso permettermi di cercare il lavoro giusto con le condizioni giuste, perchè grazie alla mobilità ho un piccolo "stipendio" di sicurezza.
E così è stato un doppio successo!!!
Al colloquio di mercoledì , dopo un iniziale rifiuto, ho ottenuto un ok alle sei ore, e la proposta di fare qualche giorno di prova; a quello di giovedì idem: all'inizio il titolare ha storto il naso, ma di fronte alle mie spiegazioni (" Ho un bambino di un anno, ti dò la mia parola che lavorerò e renderò come se facessi otto ore, in fondo si tratta di una prova, se poi vedi che non ti vado bene puoi sempre ripensarci!") ha accettato e si è anche offerto di pagarmi un corso del programma cad che usano loro, che io non conosco.
Entrambe le ditte non hanno fatto problemi sullo stipendio (ho presentato la mia ultima busta paga e non ho chiesto niente di più) e mi hanno chiesto disponibilità da settembre.
Insomma, mi sono ritrovata a poter scegliere tra due possibilità, entrambe part-time.
Un vero successo!!!!!! :)
A malincuore (perchè è sempre difficile scegliere, e anche perchè nella prima ditta c'era una bella atmosfera e mi sarebbe piaciuto provare) ho scelto la seconda azienda, che si trova più lontano, ma che è una realtà più grande e più sicura, e in più ci verrà a lavorare anche la mia vecchia capa, grazie alla quale ho avuto il contatto con questo lavoro.
Dovrei iniziare il 7 settembre, e anche se ancora non c'è niente di scritto dovrebbe essere tutto confermato.
Questi sono i fatti....ma le emozioni?
Bè, mettiamola così.
L'ideale sarebbe starmene a casa col mio cucciolo, ma nel mondo reale questo per me non è possibile. Ne ho riparlato con Carl, e proprio non ce la facciamo. Quindi ho intenzione di far sì che questo lavoro sia bello, gratificante, che mi renda felice e che mi permetta di vivere serenamente anche la dimensione di mamma, che resta comunque quella fondamentale della mia vita.
L'aver ottenuto il part-time è un primo obiettivo raggiunto, il punto di partenza per costruire questo progetto.
A settembre voglio essere carica e positiva, e piena di curiosità ed entusiasmo per questa nuova avventura.
Nel frattempo c'è agosto, e anche se Carl lavorerà quasi sempre noi avremo tante cose da fare: prima di tutto l'inserimento della nuova baby sitter per Cesare (la nostra Tata purtroppo ha trovato un lavoro fisso; sono contenta per lei, anche se ci eravamo molto affezionati...adesso proviamo con la Tata Fotografa, la ragazza che avevamo contattato a gennaio e che era la nostra "seconda scelta"), poi passeremo qualche giorno con mia mamma in montagna sotto ferragosto, e l'ultima settimana del mese...un bel viaggetto tutti e tre! Abbiamo prenotato il primo biglietto aereo di Cesare, andremo in Albania a trovare mio padre e sua moglie.
Insomma, non ci annoieremo!
domenica 13 marzo 2016
A piccoli passi...si torna a lavoro!
E' una domenica pomeriggio fredda e ventosa, Cesare e Carl dormono sulla sedia a dondolo coperti dal plaid a quadri, Trovatello russa nella sua cuccia sotto la scala, e io dopo aver messo su l'ennesimo brodo vegetale (ultimamente è un pò un'ossessione...) mi dedico ad aggiornare il blog davanti a una tazza di tè bollente.
E così sono tornata a lavoro.
Nonostante tutti i miei buoni propositi martedì sera ero nervosissima e mi era venuto un terribile raffreddore (sicuramente psicologico..) a peggiorare il mio stato d'animo.
Poi mercoledì mattina la sveglia è suonata alle 06:15 e si è messo in moto tutto il meccanismo: prima mi sono lavata e ho fatto colazione lasciando Carl e Cesare a letto, poi ho svegliato Carl che ha portato fuori Trovatello mentre io prendevo il suo posto sotto le coperte per non far svegliare Cesare e dargli un pò di latte mentre sonnecchiava, poi lui è tornato e io ho finito di vestirmi e prepararmi e alle 7:40 sono uscita di casa. Alle 8 sarebbe arrivato il Nonno per dare modo a Carl di prepararsi e uscire, e poi sarebbe rimasto con Cesare fino alle 11, quando sarebbe arrivata la baby sitter. Io sarei tornata verso le 15:30 e poco dopo anche Carl.
Quando sono arrivata davanti all'azienda mi sembrava che non ce l'avrei mai fatta ad entrare..c'era una vocina che continuava a ripetermi:"Dai adesso fermati e torna indietro. E non metterci più piede!!!"
Ma non le ho dato ascolto e sono entrata.
Ho marcato, ho salito le scale, e quando ho varcato la soglia dell'open space mi è sembrato di non essere mai andata via. Tutto si era come congelato, quegli undici mesi lontano da lì erano trascorsi solo per me, mentre lì dentro era rimasto tutto immutato.
Una specie di castello della Bella Addormentata Nel Bosco.
La mia scrivania, il mio computer, le mie forbici cigolanti, le matite, le squadrette, il cartoncino, i miei post-it sparsi ovunque.
La ragazza che mi aveva sostituito aveva finito esattamente il giorno prima, e a parte un maglione sulla spalliera della sedia, non aveva lasciato altri segni della sua presenza.
E così la giornata lavorativa è iniziata. Ho salutato le colleghe e la mia capa, tutte sono state gentilissime e carine; abbiamo preso il caffè, poi ho cominciato a lavorare ed era come se avessi smesso solo il giorno prima. Mi ricordavo tutto. Come andare in bicicletta. :)
In realtà durante il giorno e nei giorni successivi ho capito che quella sensazione di immutabilità era vera solo per me, perchè lì dentro le cose erano cambiate, e anche un bel pò.
Le colleghe mi hanno aggiornato sulla situazione: l'azienda sta delocalizzando all'estero, tante persone le hanno mandate via, tante sono state spostate (o per meglio dire "spalmate" in altri uffici), tanti contratti a termine non rinnovati, alcune andate in pensione anticipata.
Il sindacato interno ha proclamato lo stato di agitazione, hanno già fatto una manifestazione e se ne prevedono altre, ma i piani dei vertici aziendali (c'è un nuovo Grande Capo, che a quanto pare dà importanza solo ai bilanci e ai numeri) sembrano ormai definitivi. L'atmosfera è tesa e nessuno sa chi sarà il prossimo a essere chiamato all'ufficio del personale.
Insomma, un bel casino.
Io ho ascoltato i racconti, commentato, esternato una preoccupazione che non ho, perchè in realtà mi sento ancora del tutto distaccata, come se non mi riguardasse, anche se razionalmente so che non è così.
Ho invece molto apprezzato di riprendere in mano il mio lavoro, di chiacchierare con le colleghe, di essere fermata in corridoio per sentirmi dire:"Bentornata!" "E il piccino come sta? Con chi l'hai lasciato?" e soprattutto ho apprezzato di spegnere il computer alle 15, salutare tutti e andarmene a casa.
Di aprire la porta chiedendomi come mi avrebbe accolta Cesare, se avrebbe pianto oppure no, e poi vedere la gioia nei suoi occhi e abbracciarlo forte, e accoccolarci sul divano io e lui per dargli un pò di latte, momento solo nostro, e poi avere ancora il pomeriggio davanti per stare insieme.
Il part-time è veramente una condizione privilegiata, ne sono sempre più convinta.
Insomma, è andata bene. Sono passati solo tre giorni, non voglio cantare vittoria troppo presto, ma il nostro ometto coraggioso non ha pianto, è stato buono sia con il Nonno che con la Tata, e la nostra organizzazione sembra funzionare.
Ora ci aspetta una settimana più impegnativa, perchè Carl fa la sera e saremo soli a gestire ogni cosa, ma sono fiduciosa. Se vedo che Cesare è sereno va tutto bene, la sua serenità è il nostro premio per le fatiche e gli equilibrismi.
E così andiamo avanti, a piccoli passi, e ogni giorno cresciamo un pò insieme.
PS: Ehi, aggiunta importante!!!!! Non vi ho raccontato com'è andata la visita dal Super-gine!!! Qui dentro tutto tace, ovaie e utero ancora addormentati, dell'Amica Endometriosi nessuna traccia!!! La stiamo fregando ben bene!!! Finchè il ciclo non mi torna è la condizione ideale, perchè è come se la stessi curando senza medicine!!! Potete immaginare la mia felicità! Quindi si continua con l'allattamento finchè posso, spero il più a lungo possibile!!!!!
E così sono tornata a lavoro.
Nonostante tutti i miei buoni propositi martedì sera ero nervosissima e mi era venuto un terribile raffreddore (sicuramente psicologico..) a peggiorare il mio stato d'animo.
Poi mercoledì mattina la sveglia è suonata alle 06:15 e si è messo in moto tutto il meccanismo: prima mi sono lavata e ho fatto colazione lasciando Carl e Cesare a letto, poi ho svegliato Carl che ha portato fuori Trovatello mentre io prendevo il suo posto sotto le coperte per non far svegliare Cesare e dargli un pò di latte mentre sonnecchiava, poi lui è tornato e io ho finito di vestirmi e prepararmi e alle 7:40 sono uscita di casa. Alle 8 sarebbe arrivato il Nonno per dare modo a Carl di prepararsi e uscire, e poi sarebbe rimasto con Cesare fino alle 11, quando sarebbe arrivata la baby sitter. Io sarei tornata verso le 15:30 e poco dopo anche Carl.
Quando sono arrivata davanti all'azienda mi sembrava che non ce l'avrei mai fatta ad entrare..c'era una vocina che continuava a ripetermi:"Dai adesso fermati e torna indietro. E non metterci più piede!!!"
Ma non le ho dato ascolto e sono entrata.
Ho marcato, ho salito le scale, e quando ho varcato la soglia dell'open space mi è sembrato di non essere mai andata via. Tutto si era come congelato, quegli undici mesi lontano da lì erano trascorsi solo per me, mentre lì dentro era rimasto tutto immutato.
Una specie di castello della Bella Addormentata Nel Bosco.
La mia scrivania, il mio computer, le mie forbici cigolanti, le matite, le squadrette, il cartoncino, i miei post-it sparsi ovunque.
La ragazza che mi aveva sostituito aveva finito esattamente il giorno prima, e a parte un maglione sulla spalliera della sedia, non aveva lasciato altri segni della sua presenza.
E così la giornata lavorativa è iniziata. Ho salutato le colleghe e la mia capa, tutte sono state gentilissime e carine; abbiamo preso il caffè, poi ho cominciato a lavorare ed era come se avessi smesso solo il giorno prima. Mi ricordavo tutto. Come andare in bicicletta. :)
In realtà durante il giorno e nei giorni successivi ho capito che quella sensazione di immutabilità era vera solo per me, perchè lì dentro le cose erano cambiate, e anche un bel pò.
Le colleghe mi hanno aggiornato sulla situazione: l'azienda sta delocalizzando all'estero, tante persone le hanno mandate via, tante sono state spostate (o per meglio dire "spalmate" in altri uffici), tanti contratti a termine non rinnovati, alcune andate in pensione anticipata.
Il sindacato interno ha proclamato lo stato di agitazione, hanno già fatto una manifestazione e se ne prevedono altre, ma i piani dei vertici aziendali (c'è un nuovo Grande Capo, che a quanto pare dà importanza solo ai bilanci e ai numeri) sembrano ormai definitivi. L'atmosfera è tesa e nessuno sa chi sarà il prossimo a essere chiamato all'ufficio del personale.
Insomma, un bel casino.
Io ho ascoltato i racconti, commentato, esternato una preoccupazione che non ho, perchè in realtà mi sento ancora del tutto distaccata, come se non mi riguardasse, anche se razionalmente so che non è così.
Ho invece molto apprezzato di riprendere in mano il mio lavoro, di chiacchierare con le colleghe, di essere fermata in corridoio per sentirmi dire:"Bentornata!" "E il piccino come sta? Con chi l'hai lasciato?" e soprattutto ho apprezzato di spegnere il computer alle 15, salutare tutti e andarmene a casa.
Di aprire la porta chiedendomi come mi avrebbe accolta Cesare, se avrebbe pianto oppure no, e poi vedere la gioia nei suoi occhi e abbracciarlo forte, e accoccolarci sul divano io e lui per dargli un pò di latte, momento solo nostro, e poi avere ancora il pomeriggio davanti per stare insieme.
Il part-time è veramente una condizione privilegiata, ne sono sempre più convinta.
Insomma, è andata bene. Sono passati solo tre giorni, non voglio cantare vittoria troppo presto, ma il nostro ometto coraggioso non ha pianto, è stato buono sia con il Nonno che con la Tata, e la nostra organizzazione sembra funzionare.
Ora ci aspetta una settimana più impegnativa, perchè Carl fa la sera e saremo soli a gestire ogni cosa, ma sono fiduciosa. Se vedo che Cesare è sereno va tutto bene, la sua serenità è il nostro premio per le fatiche e gli equilibrismi.
E così andiamo avanti, a piccoli passi, e ogni giorno cresciamo un pò insieme.
PS: Ehi, aggiunta importante!!!!! Non vi ho raccontato com'è andata la visita dal Super-gine!!! Qui dentro tutto tace, ovaie e utero ancora addormentati, dell'Amica Endometriosi nessuna traccia!!! La stiamo fregando ben bene!!! Finchè il ciclo non mi torna è la condizione ideale, perchè è come se la stessi curando senza medicine!!! Potete immaginare la mia felicità! Quindi si continua con l'allattamento finchè posso, spero il più a lungo possibile!!!!!
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mercoledì 24 febbraio 2016
Progetti, distacchi, pensieri...
Ho un'ora di tempo prima che Carl e Cesare tornino con le pizze, e ho deciso di usarla per scrivere qui, dato che poi chissà quando riuscirò a farlo di nuovo. Quindi i panni da ritirare, e tutto il resto delle faccende domestiche che ormai ci trasciniamo da settimane e che si accumulano sempre di più dovranno aspettare ancora! :)
Tra due settimane tornerò a lavoro. Era di questo che volevo raccontarvi...
Da quando è iniziato il Nuovo Anno il pensiero di questa scadenza è diventato improvvisamente pressante..ho cominciato a pensarci sempre, anche di notte. Ho passato qualche nottata in bianco e Carl si è preoccupato, e ha cercato di tranquillizzarmi nel modo più ragionevole possibile, ma come potrete immaginare il mio cuore di Ellie-Mamma non è affatto ragionevole, sa solo che non vuole separarsi dal suo cucciolo, punto e basta. E poi in realtà anche la Ellie-donna non fa esattamente i salti di gioia all'idea di ricominciare con le corse, le scadenze, la pressione continua, uscire la mattina prestissimo, traffico in autostrada, colleghe antipatiche, e così via. Insomma, la mia ambizione lavorativa, che è sempre stata ai minimi termini, adesso è proprio scomparsa. Per quanto il mio lavoro mi piaccia, non c'è niente che possa competere con lo stile di vita che ho fatto in quest'ultimo anno: svegliarsi tra le coccole del mio Scimmiotto, cambiarlo e giocare con lui, fare colazione con calma, passare la giornata insieme in modo rilassato, seguendo i nostri ritmi e i nostri bisogni.
Per i primi tre mesi avrò ancora un orario ridotto, grazie ai permessi di allattamento, e potrò uscire alle 15, ma dal 29 maggio, quando Cesare compirà un anno, dovrò tornare a fare le otto ore, il che vuol dire stare undici ore fuori casa ogni giorno.
La verità è che a lavorare devo tornarci, perchè abbiamo bisogno del mio stipendio. Carl come sapete lavora part-time, da quando gli hanno ridotto l'orario due anni fa, e abbiamo il mutuo, per quanto basso. Quindi con il suo solo stipendio è impensabile farcela.
Ma io non mi rassegno....perciò dopo un pò di notti insonni e un bel pò di pratica buddista, sono arrivata a elaborare un piano.
Il 9 marzo tornerò a lavoro come previsto, e ci tornerò più battagliera e grintosa che mai. Niente lamentele nè umore negativo. Ho tre mesi di tempo per dimostrare a tutti, soprattutto alla mia capa e al mio responsabile, che io posso fare in sei ore il lavoro che prima facevo in otto. Che lo posso fare perfettamente e anche meglio. Talmente saranno soddisfatti di me che quando alla fine di maggio gli chiederò di prolungarmi il part time per un altro pò di tempo, utilizzando le ferie residue che ho (ben 250 ore a oggi, che aumenteranno da qui a maggio, e che potrei utilizzare per uscire due ore prima ogni giorno), non potranno che accettare.
Ecco il mio piano.
:)
E se mi diranno di no, perchè la nostra azienda non concede il part-time se non in casi particolari..........bè, allora bisognerà fare una valutazione seria sulla mia situazione lavorativa...perchè io non ci sto a vedere Cesare solo due ore al giorno, e l'orario pieno non lo voglio più fare. Forse cercherò un altro lavoro. Part-time.
Non mi importa se tante donne lo fanno e riescono a gestirsi bene la loro vita, io NON LO VOGLIO FARE.
Cesare è piccolo ADESSO. Ogni giorno fa dei cambiamenti, e io non voglio perdermi tutto.
L'ho aspettato e cercato tanto, e ora voglio dedicare a lui più tempo che posso. Stare senza lavorare non è possibile, ma con un part-time avrei comunque un pò di stipendio e potrei almeno vederlo il pomeriggio oltre che la sera.
E' un piano ambizioso, nel senso che so che è quasi impossibile, però è il mio unico obiettivo, e ci proverò con tutta me stessa.
Nel frattempo che ci avviciniamo alla data X stiamo procedendo con l'inserimento della baby-sitter, aumentando a poco a poco le ore in cui resta sola con lui fino a lunedì scorso quando è rimasta per tutte le cinque ore previste.
Direi che sta andando bene: riesce ad addormentarlo, lo fa giocare e gli dà da mangiare.
Anche con il nonno, che dovrà stare con lui un paio d'ore la mattina, abbiamo fatto diverse prove.
Con loro sta abbastanza tranquillo, però ho notato che quando torno a casa è molto più appiccicoso, vuole stare tanto in braccio e a volte ha dei momenti di pianto inconsolabile senza motivo, che passano dopo un pò se lo coccolo e lo rassicuro.
Sicuramente il cambiamento lo ha registrato, e sa che lo sto lasciando sempre più spesso...immagino che quando questo accadrà tutti i giorni ne risentirà ancora di più, però ho la consapevolezza che stiamo facendo il possibile perchè sia un cambiamento graduale e dolce, e più di così davvero non possiamo fare.
Il nostro Scimmiotto è cresciuto tanto, sia fisicamente che nel comportamento, ed è incredibile come sia già così diverso rispetto a quando abbiamo tentato l'inserimento all'asilo nido a gennaio.
Ora lo addormentiamo con il ciuccio tenendolo in braccio sulla sedia a dondolo, cosa che è molto più riposante per noi e anche più facile per la baby sitter e i nonni. Dopo una mezz'oretta che dorme lo poggiamo sul lettone e lì dorme un altro pò, senza svegliarsi immediatamente come faceva fino a pochi mesi fa. Va volentieri a spasso nel passeggino, anche se ancora è tutto contento quando ci vede prendere la fascia, e gattona velocissimo verso di noi per farsi mettere dentro. Anche essere portato nel marsupio gli piace molto, perchè sulla schiena può guardare il mondo da un'altezza notevole!
Ha iniziato a esprimere la sua volontà sempre più chiaramente, quando gli impediamo di andare dove vuole lui, (ad esempio a immergere le sue manine cicciotte nella ciotola dell'acqua di Trovatello!) si arrabbia e protesta! E' un coccolone, adora il solletico e gli scherzi, e da buon Gemelli è curioso e vuole fare cento cose contemporaneamente.
Mangia di tutto, ho introdotto quasi tutti gli alimenti, e a parte la carne e il formaggio è un buongustaio e non dà problemi da questo punto di vista.
Continuo ad allattarlo la notte, dato che dorme sempre con noi, e durante il giorno quando me lo chiede. Finchè posso cercherò di continuare, lavoro permettendo. Lo faccio per lui ma anche per me, dato che ancora il ciclo non è tornato, e la mia speranza è che torni il più tardi possibile. A questo proposito venerdì andrò a fare un controllo dal Super-gine...dobbiamo fare il punto sul da farsi con l'Amica Endometriosi, ve la ricordate? Poi vi racconterò...
Tra due settimane tornerò a lavoro. Era di questo che volevo raccontarvi...
Da quando è iniziato il Nuovo Anno il pensiero di questa scadenza è diventato improvvisamente pressante..ho cominciato a pensarci sempre, anche di notte. Ho passato qualche nottata in bianco e Carl si è preoccupato, e ha cercato di tranquillizzarmi nel modo più ragionevole possibile, ma come potrete immaginare il mio cuore di Ellie-Mamma non è affatto ragionevole, sa solo che non vuole separarsi dal suo cucciolo, punto e basta. E poi in realtà anche la Ellie-donna non fa esattamente i salti di gioia all'idea di ricominciare con le corse, le scadenze, la pressione continua, uscire la mattina prestissimo, traffico in autostrada, colleghe antipatiche, e così via. Insomma, la mia ambizione lavorativa, che è sempre stata ai minimi termini, adesso è proprio scomparsa. Per quanto il mio lavoro mi piaccia, non c'è niente che possa competere con lo stile di vita che ho fatto in quest'ultimo anno: svegliarsi tra le coccole del mio Scimmiotto, cambiarlo e giocare con lui, fare colazione con calma, passare la giornata insieme in modo rilassato, seguendo i nostri ritmi e i nostri bisogni.
Per i primi tre mesi avrò ancora un orario ridotto, grazie ai permessi di allattamento, e potrò uscire alle 15, ma dal 29 maggio, quando Cesare compirà un anno, dovrò tornare a fare le otto ore, il che vuol dire stare undici ore fuori casa ogni giorno.
La verità è che a lavorare devo tornarci, perchè abbiamo bisogno del mio stipendio. Carl come sapete lavora part-time, da quando gli hanno ridotto l'orario due anni fa, e abbiamo il mutuo, per quanto basso. Quindi con il suo solo stipendio è impensabile farcela.
Ma io non mi rassegno....perciò dopo un pò di notti insonni e un bel pò di pratica buddista, sono arrivata a elaborare un piano.
Il 9 marzo tornerò a lavoro come previsto, e ci tornerò più battagliera e grintosa che mai. Niente lamentele nè umore negativo. Ho tre mesi di tempo per dimostrare a tutti, soprattutto alla mia capa e al mio responsabile, che io posso fare in sei ore il lavoro che prima facevo in otto. Che lo posso fare perfettamente e anche meglio. Talmente saranno soddisfatti di me che quando alla fine di maggio gli chiederò di prolungarmi il part time per un altro pò di tempo, utilizzando le ferie residue che ho (ben 250 ore a oggi, che aumenteranno da qui a maggio, e che potrei utilizzare per uscire due ore prima ogni giorno), non potranno che accettare.
Ecco il mio piano.
:)
E se mi diranno di no, perchè la nostra azienda non concede il part-time se non in casi particolari..........bè, allora bisognerà fare una valutazione seria sulla mia situazione lavorativa...perchè io non ci sto a vedere Cesare solo due ore al giorno, e l'orario pieno non lo voglio più fare. Forse cercherò un altro lavoro. Part-time.
Non mi importa se tante donne lo fanno e riescono a gestirsi bene la loro vita, io NON LO VOGLIO FARE.
Cesare è piccolo ADESSO. Ogni giorno fa dei cambiamenti, e io non voglio perdermi tutto.
L'ho aspettato e cercato tanto, e ora voglio dedicare a lui più tempo che posso. Stare senza lavorare non è possibile, ma con un part-time avrei comunque un pò di stipendio e potrei almeno vederlo il pomeriggio oltre che la sera.
E' un piano ambizioso, nel senso che so che è quasi impossibile, però è il mio unico obiettivo, e ci proverò con tutta me stessa.
Nel frattempo che ci avviciniamo alla data X stiamo procedendo con l'inserimento della baby-sitter, aumentando a poco a poco le ore in cui resta sola con lui fino a lunedì scorso quando è rimasta per tutte le cinque ore previste.
Direi che sta andando bene: riesce ad addormentarlo, lo fa giocare e gli dà da mangiare.
Anche con il nonno, che dovrà stare con lui un paio d'ore la mattina, abbiamo fatto diverse prove.
Con loro sta abbastanza tranquillo, però ho notato che quando torno a casa è molto più appiccicoso, vuole stare tanto in braccio e a volte ha dei momenti di pianto inconsolabile senza motivo, che passano dopo un pò se lo coccolo e lo rassicuro.
Sicuramente il cambiamento lo ha registrato, e sa che lo sto lasciando sempre più spesso...immagino che quando questo accadrà tutti i giorni ne risentirà ancora di più, però ho la consapevolezza che stiamo facendo il possibile perchè sia un cambiamento graduale e dolce, e più di così davvero non possiamo fare.
Il nostro Scimmiotto è cresciuto tanto, sia fisicamente che nel comportamento, ed è incredibile come sia già così diverso rispetto a quando abbiamo tentato l'inserimento all'asilo nido a gennaio.
Ora lo addormentiamo con il ciuccio tenendolo in braccio sulla sedia a dondolo, cosa che è molto più riposante per noi e anche più facile per la baby sitter e i nonni. Dopo una mezz'oretta che dorme lo poggiamo sul lettone e lì dorme un altro pò, senza svegliarsi immediatamente come faceva fino a pochi mesi fa. Va volentieri a spasso nel passeggino, anche se ancora è tutto contento quando ci vede prendere la fascia, e gattona velocissimo verso di noi per farsi mettere dentro. Anche essere portato nel marsupio gli piace molto, perchè sulla schiena può guardare il mondo da un'altezza notevole!
Ha iniziato a esprimere la sua volontà sempre più chiaramente, quando gli impediamo di andare dove vuole lui, (ad esempio a immergere le sue manine cicciotte nella ciotola dell'acqua di Trovatello!) si arrabbia e protesta! E' un coccolone, adora il solletico e gli scherzi, e da buon Gemelli è curioso e vuole fare cento cose contemporaneamente.
Mangia di tutto, ho introdotto quasi tutti gli alimenti, e a parte la carne e il formaggio è un buongustaio e non dà problemi da questo punto di vista.
Continuo ad allattarlo la notte, dato che dorme sempre con noi, e durante il giorno quando me lo chiede. Finchè posso cercherò di continuare, lavoro permettendo. Lo faccio per lui ma anche per me, dato che ancora il ciclo non è tornato, e la mia speranza è che torni il più tardi possibile. A questo proposito venerdì andrò a fare un controllo dal Super-gine...dobbiamo fare il punto sul da farsi con l'Amica Endometriosi, ve la ricordate? Poi vi racconterò...
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venerdì 22 gennaio 2016
Missione Tata
Eccomi qui per raccontarvi come è andata la "Missione Tata"!
Subito dopo aver preso la nostra decisione sull'asilo ci siamo messi in moto e la settimana successiva avevamo già tre possibili candidate, più altri contatti avuti tramite amici e conoscenti.
Devo dire che mi sono quasi divertita a fare le "selezioni", era la prima volta che mi trovavo in veste di datrice di lavoro!!!
Il mio modello ideale di Tata è un incrocio tra Mary Poppis e Mrs Doubtfire, decisamente più tendente verso la seconda...Mary Poppins è un pò troppo perfettina per i miei gusti.
Mrs Doubtfire la adoravo: a parte il fatto che in realtà era un uomo (il mai dimenticato Robin Williams), aveva tutte le caratteristiche per farsi adorare da ogni bambino. Era energica, bella grossa, un pò severa ma anche affettuosa, giocava a pallone e sapeva cucinare, era buffa e conosceva perfettamente la manovre salvavita di disostruzione! E poi il film di Mrs Doubtfire ha segnato in qualche modo l'infanzia anni '90 mia e di mio fratello, profetizzandoci quella che sarebbe stata la nostra situazione familiare di lì a poco...
Al contrario non mi piacciono per niente le Tate della tv di ora, quelle tecnologiche e severissime di SOS TATA, inflessibili e gelide, con le loro divise all'inglese e i loro metodi parecchio discutibili...
Tornando a noi, con Carl abbiamo buttato giù un pò di idee e al primo colloquio mi sono fatta trovare munita di un bell'elenco: in cima c'era scritto "La Tata di Cesare dovrebbe" e sotto tutte le nostre esigenze e le caratteristiche che per noi erano importanti.
Si andava da "essere forte fisicamente", a "togliersi le scarpe prima di entrare in casa", da "andare d'accordo con i cani", a "essere affettuosa e calma".
La prima persona con cui abbiamo parlato è stata una signora che faceva danza con me, prossima alla pensione ma rimasta disoccupata da circa un anno. Percepisce il sussidio di disoccupazione ma ha bisogno di altri lavoretti per arrotondare, e quando l'ho contattata era sembrata subito entusiasta.
E' una donna molto dolce e gentile, energica, che ha cresciuto due figli da sola e che nel passato aveva avuto altre esperienze come baby sitter.
Gli abbiamo spiegato tutto, e sembrava molto convinta, ma quando siamo arrivati agli aspetti economici ha fatto un pò marcia indietro, dicendoci che non sapeva se riusciva a incastrare questo lavoro con i suoi altri impegni (fa anche le pulizie) e che certo Cesare è molto piccolo, insomma, abbiamo capito che voleva guadagnare di più di quello che le avevamo proposto.
Due giorni dopo abbiamo parlato con la candidata n. 2, una psicologa di qualche anno più grande di noi, che conosciamo da qualche anno tramite altri amici. Avevo contattato questa ragazza senza troppe speranze, nel senso che sapevo che lavorava (fa parte di un'associazione che si occupa di sostegno scolastico a bambini e ragazzi, e organizza centri estivi e doposcuola), più che altro volevo sapere se aveva altri contatti da passarmi.
In realtà lei si è detta subito interessata in prima persona, perchè con la sua associazione stanno lavorando poco e prevalentemente nel tardo pomeriggio, quindi aveva tutte le mattine libere. E' arrivata con il suo maggiolino bianco (proprio quello di Erbie il Maggiolino matto...altro pilastro cinematografico della mia infanzia!!!) e mi ha dato subito un senso di sicurezza: grassottella, sorridente, vestita "da battaglia", senza troppi fronzoli.
Le ho offerto un tè bollente e abbiamo chiacchierato un bel pò, intanto che Cesare dormiva: io sempre impugnando la mia lista dei "dovrebbe", lei calma e pacifica. Quando le ho detto dei soldi non ha battuto ciglio, e quando ha conosciuto Cesare c'è stato subito feeling tra di loro: lei ha teso le mani e lui si è sporto per andarle in braccio, cosa che fa con pochissime persone! Insomma, impressione positivissima!!!
Ci ha salutato con l'impegno di farci sapere, dato che doveva verificare di poter spostare alcuni impegni presi in precedenza.
Il giorno successivo è stato il turno della candidata n.3, una ragazza più giovane che conosco tramite il buddismo. Anche lei molto calma e responsabile, con esperienza con i bambini piccoli, alla ricerca di un lavoretto per guadagnare qualcosa nel frattempo che fa pratica con la sua passione, la fotografia. Disponibilità assoluta a cominciare subito e nessun problema sul salario. Unici punti a suo sfavore: la mancanza della macchina e il fatto che fuma, anche se poco.
Siamo stati un pò dubbiosi qualche giorno, perchè anche la candidata n.3 ci piaceva molto e comunque non sapevamo ancora se la n.2 ci avrebbe detto si o no. La numero 1 nel frattempo si era già autoeliminata, perchè mi aveva telefonato il giorno dopo l'incontro per chiedermi se le avremmo pagato anche il mese di agosto completo e se le avremmo dato anche il pranzo...ho risposto si a entrambe le richieste, ma mi è sembrato che per lei fosse soprattutto una questione di soldi, e questo non mi è piaciuto tanto.
Insomma, come avrete già immaginato abbiamo scelto la n.2! Quando mi ha telefonato per darmi la sua risposta sono stata così felice che mi è passato ogni dubbio e le ho subito detto che anche per noi andava bene e che potevamo iniziare subito con la "conoscenza"!
Infatti abbiamo pensato di sfruttare queste sette settimane che abbiamo prima del mio rientro a lavoro per fare una sorta di "inserimento" anche con lei.
E' già venuta lunedì e mercoledì mattina, è stata circa due ore durante le quali ha giocato un pò con Cesare e ha assistito al momento del cambio e della pappa. Andiamo per gradi, a febbraio proverò a lasciarli un pò da soli. L'impressione positiva dell'inizio è confermata, Cesare lo vedo a suo agio con lei e mi sento veramente sollevata di aver risolto la questione in questo modo.
Nel frattempo stiamo anche facendo un pò di "inserimento" dai nonni, lasciando Cesare con loro per qualche ora nel fine settimana e qualche pomeriggio. Per ora è andata sempre bene, si è addirittura addormentato in braccio alla nonna, continuando a dormire una volta messo giù,cosa che per noi è un grandissimo risultato! Sono sicura che da qui al mio rientro a lavoro saremo pronti per il distacco..e sono convintissima che il nostro ometto darà prova di grande autonomia.
"L'indipendenza si costruisce dalla dipendenza", questo è il nostro motto!
Subito dopo aver preso la nostra decisione sull'asilo ci siamo messi in moto e la settimana successiva avevamo già tre possibili candidate, più altri contatti avuti tramite amici e conoscenti.
Devo dire che mi sono quasi divertita a fare le "selezioni", era la prima volta che mi trovavo in veste di datrice di lavoro!!!
Il mio modello ideale di Tata è un incrocio tra Mary Poppis e Mrs Doubtfire, decisamente più tendente verso la seconda...Mary Poppins è un pò troppo perfettina per i miei gusti.
Mrs Doubtfire la adoravo: a parte il fatto che in realtà era un uomo (il mai dimenticato Robin Williams), aveva tutte le caratteristiche per farsi adorare da ogni bambino. Era energica, bella grossa, un pò severa ma anche affettuosa, giocava a pallone e sapeva cucinare, era buffa e conosceva perfettamente la manovre salvavita di disostruzione! E poi il film di Mrs Doubtfire ha segnato in qualche modo l'infanzia anni '90 mia e di mio fratello, profetizzandoci quella che sarebbe stata la nostra situazione familiare di lì a poco...
Al contrario non mi piacciono per niente le Tate della tv di ora, quelle tecnologiche e severissime di SOS TATA, inflessibili e gelide, con le loro divise all'inglese e i loro metodi parecchio discutibili...
Tornando a noi, con Carl abbiamo buttato giù un pò di idee e al primo colloquio mi sono fatta trovare munita di un bell'elenco: in cima c'era scritto "La Tata di Cesare dovrebbe" e sotto tutte le nostre esigenze e le caratteristiche che per noi erano importanti.
Si andava da "essere forte fisicamente", a "togliersi le scarpe prima di entrare in casa", da "andare d'accordo con i cani", a "essere affettuosa e calma".
La prima persona con cui abbiamo parlato è stata una signora che faceva danza con me, prossima alla pensione ma rimasta disoccupata da circa un anno. Percepisce il sussidio di disoccupazione ma ha bisogno di altri lavoretti per arrotondare, e quando l'ho contattata era sembrata subito entusiasta.
E' una donna molto dolce e gentile, energica, che ha cresciuto due figli da sola e che nel passato aveva avuto altre esperienze come baby sitter.
Gli abbiamo spiegato tutto, e sembrava molto convinta, ma quando siamo arrivati agli aspetti economici ha fatto un pò marcia indietro, dicendoci che non sapeva se riusciva a incastrare questo lavoro con i suoi altri impegni (fa anche le pulizie) e che certo Cesare è molto piccolo, insomma, abbiamo capito che voleva guadagnare di più di quello che le avevamo proposto.
Due giorni dopo abbiamo parlato con la candidata n. 2, una psicologa di qualche anno più grande di noi, che conosciamo da qualche anno tramite altri amici. Avevo contattato questa ragazza senza troppe speranze, nel senso che sapevo che lavorava (fa parte di un'associazione che si occupa di sostegno scolastico a bambini e ragazzi, e organizza centri estivi e doposcuola), più che altro volevo sapere se aveva altri contatti da passarmi.
In realtà lei si è detta subito interessata in prima persona, perchè con la sua associazione stanno lavorando poco e prevalentemente nel tardo pomeriggio, quindi aveva tutte le mattine libere. E' arrivata con il suo maggiolino bianco (proprio quello di Erbie il Maggiolino matto...altro pilastro cinematografico della mia infanzia!!!) e mi ha dato subito un senso di sicurezza: grassottella, sorridente, vestita "da battaglia", senza troppi fronzoli.
Le ho offerto un tè bollente e abbiamo chiacchierato un bel pò, intanto che Cesare dormiva: io sempre impugnando la mia lista dei "dovrebbe", lei calma e pacifica. Quando le ho detto dei soldi non ha battuto ciglio, e quando ha conosciuto Cesare c'è stato subito feeling tra di loro: lei ha teso le mani e lui si è sporto per andarle in braccio, cosa che fa con pochissime persone! Insomma, impressione positivissima!!!
Ci ha salutato con l'impegno di farci sapere, dato che doveva verificare di poter spostare alcuni impegni presi in precedenza.
Il giorno successivo è stato il turno della candidata n.3, una ragazza più giovane che conosco tramite il buddismo. Anche lei molto calma e responsabile, con esperienza con i bambini piccoli, alla ricerca di un lavoretto per guadagnare qualcosa nel frattempo che fa pratica con la sua passione, la fotografia. Disponibilità assoluta a cominciare subito e nessun problema sul salario. Unici punti a suo sfavore: la mancanza della macchina e il fatto che fuma, anche se poco.
Siamo stati un pò dubbiosi qualche giorno, perchè anche la candidata n.3 ci piaceva molto e comunque non sapevamo ancora se la n.2 ci avrebbe detto si o no. La numero 1 nel frattempo si era già autoeliminata, perchè mi aveva telefonato il giorno dopo l'incontro per chiedermi se le avremmo pagato anche il mese di agosto completo e se le avremmo dato anche il pranzo...ho risposto si a entrambe le richieste, ma mi è sembrato che per lei fosse soprattutto una questione di soldi, e questo non mi è piaciuto tanto.
Insomma, come avrete già immaginato abbiamo scelto la n.2! Quando mi ha telefonato per darmi la sua risposta sono stata così felice che mi è passato ogni dubbio e le ho subito detto che anche per noi andava bene e che potevamo iniziare subito con la "conoscenza"!
Infatti abbiamo pensato di sfruttare queste sette settimane che abbiamo prima del mio rientro a lavoro per fare una sorta di "inserimento" anche con lei.
E' già venuta lunedì e mercoledì mattina, è stata circa due ore durante le quali ha giocato un pò con Cesare e ha assistito al momento del cambio e della pappa. Andiamo per gradi, a febbraio proverò a lasciarli un pò da soli. L'impressione positiva dell'inizio è confermata, Cesare lo vedo a suo agio con lei e mi sento veramente sollevata di aver risolto la questione in questo modo.
Nel frattempo stiamo anche facendo un pò di "inserimento" dai nonni, lasciando Cesare con loro per qualche ora nel fine settimana e qualche pomeriggio. Per ora è andata sempre bene, si è addirittura addormentato in braccio alla nonna, continuando a dormire una volta messo giù,cosa che per noi è un grandissimo risultato! Sono sicura che da qui al mio rientro a lavoro saremo pronti per il distacco..e sono convintissima che il nostro ometto darà prova di grande autonomia.
"L'indipendenza si costruisce dalla dipendenza", questo è il nostro motto!
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lunedì 11 gennaio 2016
Anno Nuovo e...il coraggio di cambiare idea.
Intanto auguri....è finito il nostro amato 2015, l'anno che ci ha fatto diventare genitori e ci ha regalato infinite gioie..ed è arrivato il 2016, che non so perchè ma lo vedo con molto meno affetto.
Forse perchè è l'anno del mio rientro al lavoro, forse perchè non è cominciato proprio benissimo, o forse perchè nell'oroscopo dice che arriverà Saturno che ai Sagittari porta sempre rogne.
Forse perchè è l'anno del mio rientro al lavoro, forse perchè non è cominciato proprio benissimo, o forse perchè nell'oroscopo dice che arriverà Saturno che ai Sagittari porta sempre rogne.
Non è cominciato bene perchè Carl ha avuto uno dei suoi periodi neri...erano anni che non capitava, e NON doveva più capitare..ma chi conosce la depressione sa che non si smette mai di farci i conti, e infatti è tornata a trovarci, un pò per colpa del suo medico che gli ha abbassato la cura forse con troppa leggerezza, un pò per una situazione generale di stress a lavoro e a casa.
Ora va lentamente un pò meglio, anche se ogni volta è un'enorme fatica per lui e per me, e questa volta lo è stata molto di più, perchè ovviamente non siamo più due adulti soli, ma c'è un Piccolo che ha bisogno di tutte le nostre energie e risorse.
E poi arriviamo a parlare della Questione.
Il NIDO.
Abbiamo iniziato l'inserimento il 4 gennaio, come previsto:
Primo giorno insieme a me
Secondo giorno sono stata un pò lì con lui e poi l'ho lasciato mezz'ora
Terzo giorno l'ho lasciato subito ed è stato per quaranta minuti
Quarto giorno l'ho lasciato per due ore.
I primi tre giorni è andata bene, l'ho trovato tranquillo che giocava, e non ha pianto al momento del saluto, anche se in macchina, al ritorno, ha dato sfogo a tutta la sua frustrazione piangendo per tutto il tragitto fino a casa.
La procedura prevede che il primo giorno la mamma parli con le educatrici per raccontare le abitudini del bimbo, il suo carattere, cosa mangia e come dorme, e tutto viene scritto sulla scheda del bambino.
Mentre parlavo con loro e Cesare giocava sul tappetino ho osservato gli altri bambini che già erano inseriti da settembre, il comportamento loro e delle educatrici: insomma, ho annusato un pò l'aria che si respirava.
E non è che ne fossi entusiasta.
Se devo essere sincera, non mi sembrava che nessun bambino fosse particolarmente felice di essere lì. Erano silenziosi e qualcuno ogni tanto piagnucolava o si lamentava. Chiedevano spesso di essere coccolati, e loro li facevano sedere sulle ginocchia, gli davano un giochino da fare, gentili, ma non li prendevano mai in braccio. Al momento di fare la nanna l'educatrice diceva:" Camilla, hai sonno! Vuoi fare la nanna? Vieni!" Ovviamente Camilla non sa parlare quindi non dice nè si nè no...si avvicina, l'educatrice le dà il suo ciuccio, le toglie il bavaglino e la porta nella stanza della nanna, la mette nel lettino e dopo cinque minuti riappare di là. I bambini dormivano tutti in questa stanza al buio, ognuno nel suo lettino. Ho tenuto per me le mie perplessità, la mia sensazione che quei bambini, che andavano dai sei mesi a un anno e mezzo d'età, sembrassero tutti dei piccoli "soldatini", i miei dubbi sul fatto che non ce lo vedevo proprio Cesare che si adeguava docilmente a quest'ordine silenzioso.
Mi sono detta che dovevo fidarmi di loro, che se dicevano che anche lui avrebbe trovato piacevole la "routine" dell'asilo doveva essere vero. Ovviamente avevo spiegato loro che nostro figlio è abituato a dormire in braccio, o al seno, oppure in fascia, che non prende il ciuccio più di tanto, che è un bambino cresciuto ad alto contatto con noi, che non lo facciamo piangere e così via. Ma le educatrici sembravano sembravano tranquille rispetto a questo.
Il quarto giorno quando sono andata a prenderlo l'ho trovato tutto sudato e singhiozzante. Mi hanno detto che aveva pianto parecchio (ma si vedeva benissimo) e che non si era addormentato. Io l'ho preso in braccio per consolarlo, dicendo qualcosa del tipo:
"Povero cucciolo, vieni.."
Insomma, una frase che avrebbe detto qualsiasi mamma al mio posto.
Ma a quel punto l'educatrice esclama:
" Tu sei troppo ansiosa! Guarda che glie la trasmetti quest'ansia! " Mi ha dato fastidio ma non ho protestato più di tanto... è vero, sono ansiosa, ma credo sia normale quando si lascia il proprio bimbo di sette mesi con degli estranei, per quanto gentili e competenti!
Cesare intanto aveva ricominciato a piangere, e mentre lo vestivo l'educatrice continuava a dirmi frasi tipo:
" Eh, ma sai, lui dorme solo a contatto con voi...e poi, non vuole il ciuccio...è normale che pianga..." come per giustificarsi, anche se non ce n'era bisogno, perchè era ovvio che il cambiamento non gli sarebbe piaciuto.
Sono tornata a casa (non prima di avergli dato un pò di latte in macchina, per calmarlo un pò) e ho raccontato tutto a Carl. E ci siamo messi a parlare di questa cosa. Ci siamo chiesti cosa non ci faceva stare tranquilli.
Abbiamo ripensato a tutte le nostre motivazioni. Abbiamo parlato un bel pò, ed è venuto fuori che nessuno di noi era convinto fino in fondo di portarlo lì.
Tanti i motivi: organizzativi, economici, educativi, psicologici.
Di testa, di portafoglio, di cuore e di pancia.
Abbiamo una sola macchina, che uso io per andare a lavoro, Carl va in motorino. Entrambi lavoriamo in un'altra città, distante circa mezz'ora dalla nostra. La mattina avremmo dovuto svegliare Cesare prestissimo e fare tutti le corse per portarlo al nido, anche se lui ama molto dormire la mattina. All'uscita bisognava trovare una baby sitter che lo andasse a prendere, perchè alle 14 sia io che Carl siamo a lavorare e i suoceri idem.
Questa baby sitter, automunita, avrebbe dovuto portarlo a casa, e stare con lui per un pò di ore fino al mio arrivo. Perciò si aggiungeva oltre alla retta del nido, anche la spesa per la baby sitter, pagata a ore.
In caso di malattia, dall'asilo ti chiamano e devi andare a prendere subito il bimbo, ovviamente. Quindi io sarei dovuta scappare via dal lavoro ogni volta per portarlo a casa e poi per i giorni successivi avrei dovuto chiamare la baby sitter. Quindi ansia, problemi a lavoro, e doppia spesa.
Questo castello di carte ci è sembrato troppo fragile per non crollare miseramente al primo imprevisto, alla prima coda in autostrada, alla prima influenza.
Un disegno basato su un equilibrio perfetto che ci stava mettendo agitazione ancora prima di iniziare.
Inoltre le due settimane al mese che Carl fa il turno di sera entra tardi la mattina e torna dopo le 22, quando Cesare è già a letto, quindi il risultato sarebbe stato che per quelle due settimane al mese loro due non si sarebbero praticamente mai visti.
Infine, c'è un'ultima motivazione.
Crediamo in una genitorialità ad alto contatto, e non abbiamo mai fatto piangere Cesare "volontariamente" per "educarlo" o insegnargli qualcosa. Secondo noi il pianto è un segnale di disagio e abbiamo sempre cercato di rispondere per alleviare questo disagio, quando era possibile. E adesso, dopo sette mesi, devo lasciare mio figlio con persone per lui totalmente estranee, che applicano proprio questi metodi che noi non approviamo per insegnargli ad adeguarsi a una certa routine. E noi li paghiamo per farlo.
Non ha senso! Se Cesare potesse parlare mi direbbe: "Mamma, ma non ti sembra un pò incoerente? Potevate farmi piangere voi allora, e insegnarmi a dormire da solo e ad essere un Bravo Bambino!"
Sicuramente PRIMA O POI si sarebbe abituato. Come si abituano tutti i bambini. Ma ne valeva veramente la pena?
Abbiamo cambiato idea.
Dopo un consulto con i miei suoceri abbiamo stabilito che Cesare starà con una baby sitter per cinque ore al giorno, dalle 11 alle 16, mentre nel resto del tempo si alterneranno Carl e suo padre, che hanno i turni sfalsati (quando uno è di mattina, l'altro lavora la sera e così via). La baby-sitter la pagheremo con un for fait, e alla fine forse risparmieremo pure.
Cesare starà a casa sua, con i suoi giochi, i suoi orari, le persone che gli vogliono bene.
Ci sarà tutto il tempo per "inserirlo nel sistema".
Ha tutta la vita per diventare un perfetto scolaro, un perfetto cittadino, un perfetto lavoratore eccetera eccetera.
Voglio lasciarlo nel suo mondo senza orologi e regole per un altro pò, finchè è possibile.
Non ci importa dei soldi persi, una volta presa la nostra decisione eravamo tutti e due più tranquilli, finalmente ci siamo tolti questo peso che stazionava dentro le nostre teste già da qualche mese, rendendoci nervosi e preoccupati.
Perchè non l'abbiamo capito prima non lo so, che quella dell'asilo non era un'idea che faceva per noi. Forse siamo stati ingenui, sicuramente inesperti.
Comunque sbagliando si impara, l'importante è avere il coraggio di cambiare strada. E quando ritorni sulla Tua Strada, lo senti.
Così adesso ecco la missione 2016: trovare la nostra Mary Poppins, la Persona Giusta.
Ora va lentamente un pò meglio, anche se ogni volta è un'enorme fatica per lui e per me, e questa volta lo è stata molto di più, perchè ovviamente non siamo più due adulti soli, ma c'è un Piccolo che ha bisogno di tutte le nostre energie e risorse.
E poi arriviamo a parlare della Questione.
Il NIDO.
Abbiamo iniziato l'inserimento il 4 gennaio, come previsto:
Primo giorno insieme a me
Secondo giorno sono stata un pò lì con lui e poi l'ho lasciato mezz'ora
Terzo giorno l'ho lasciato subito ed è stato per quaranta minuti
Quarto giorno l'ho lasciato per due ore.
I primi tre giorni è andata bene, l'ho trovato tranquillo che giocava, e non ha pianto al momento del saluto, anche se in macchina, al ritorno, ha dato sfogo a tutta la sua frustrazione piangendo per tutto il tragitto fino a casa.
La procedura prevede che il primo giorno la mamma parli con le educatrici per raccontare le abitudini del bimbo, il suo carattere, cosa mangia e come dorme, e tutto viene scritto sulla scheda del bambino.
Mentre parlavo con loro e Cesare giocava sul tappetino ho osservato gli altri bambini che già erano inseriti da settembre, il comportamento loro e delle educatrici: insomma, ho annusato un pò l'aria che si respirava.
E non è che ne fossi entusiasta.
Se devo essere sincera, non mi sembrava che nessun bambino fosse particolarmente felice di essere lì. Erano silenziosi e qualcuno ogni tanto piagnucolava o si lamentava. Chiedevano spesso di essere coccolati, e loro li facevano sedere sulle ginocchia, gli davano un giochino da fare, gentili, ma non li prendevano mai in braccio. Al momento di fare la nanna l'educatrice diceva:" Camilla, hai sonno! Vuoi fare la nanna? Vieni!" Ovviamente Camilla non sa parlare quindi non dice nè si nè no...si avvicina, l'educatrice le dà il suo ciuccio, le toglie il bavaglino e la porta nella stanza della nanna, la mette nel lettino e dopo cinque minuti riappare di là. I bambini dormivano tutti in questa stanza al buio, ognuno nel suo lettino. Ho tenuto per me le mie perplessità, la mia sensazione che quei bambini, che andavano dai sei mesi a un anno e mezzo d'età, sembrassero tutti dei piccoli "soldatini", i miei dubbi sul fatto che non ce lo vedevo proprio Cesare che si adeguava docilmente a quest'ordine silenzioso.
Mi sono detta che dovevo fidarmi di loro, che se dicevano che anche lui avrebbe trovato piacevole la "routine" dell'asilo doveva essere vero. Ovviamente avevo spiegato loro che nostro figlio è abituato a dormire in braccio, o al seno, oppure in fascia, che non prende il ciuccio più di tanto, che è un bambino cresciuto ad alto contatto con noi, che non lo facciamo piangere e così via. Ma le educatrici sembravano sembravano tranquille rispetto a questo.
Il quarto giorno quando sono andata a prenderlo l'ho trovato tutto sudato e singhiozzante. Mi hanno detto che aveva pianto parecchio (ma si vedeva benissimo) e che non si era addormentato. Io l'ho preso in braccio per consolarlo, dicendo qualcosa del tipo:
"Povero cucciolo, vieni.."
Insomma, una frase che avrebbe detto qualsiasi mamma al mio posto.
Ma a quel punto l'educatrice esclama:
" Tu sei troppo ansiosa! Guarda che glie la trasmetti quest'ansia! " Mi ha dato fastidio ma non ho protestato più di tanto... è vero, sono ansiosa, ma credo sia normale quando si lascia il proprio bimbo di sette mesi con degli estranei, per quanto gentili e competenti!
Cesare intanto aveva ricominciato a piangere, e mentre lo vestivo l'educatrice continuava a dirmi frasi tipo:
" Eh, ma sai, lui dorme solo a contatto con voi...e poi, non vuole il ciuccio...è normale che pianga..." come per giustificarsi, anche se non ce n'era bisogno, perchè era ovvio che il cambiamento non gli sarebbe piaciuto.
Sono tornata a casa (non prima di avergli dato un pò di latte in macchina, per calmarlo un pò) e ho raccontato tutto a Carl. E ci siamo messi a parlare di questa cosa. Ci siamo chiesti cosa non ci faceva stare tranquilli.
Abbiamo ripensato a tutte le nostre motivazioni. Abbiamo parlato un bel pò, ed è venuto fuori che nessuno di noi era convinto fino in fondo di portarlo lì.
Tanti i motivi: organizzativi, economici, educativi, psicologici.
Di testa, di portafoglio, di cuore e di pancia.
Abbiamo una sola macchina, che uso io per andare a lavoro, Carl va in motorino. Entrambi lavoriamo in un'altra città, distante circa mezz'ora dalla nostra. La mattina avremmo dovuto svegliare Cesare prestissimo e fare tutti le corse per portarlo al nido, anche se lui ama molto dormire la mattina. All'uscita bisognava trovare una baby sitter che lo andasse a prendere, perchè alle 14 sia io che Carl siamo a lavorare e i suoceri idem.
Questa baby sitter, automunita, avrebbe dovuto portarlo a casa, e stare con lui per un pò di ore fino al mio arrivo. Perciò si aggiungeva oltre alla retta del nido, anche la spesa per la baby sitter, pagata a ore.
In caso di malattia, dall'asilo ti chiamano e devi andare a prendere subito il bimbo, ovviamente. Quindi io sarei dovuta scappare via dal lavoro ogni volta per portarlo a casa e poi per i giorni successivi avrei dovuto chiamare la baby sitter. Quindi ansia, problemi a lavoro, e doppia spesa.
Questo castello di carte ci è sembrato troppo fragile per non crollare miseramente al primo imprevisto, alla prima coda in autostrada, alla prima influenza.
Un disegno basato su un equilibrio perfetto che ci stava mettendo agitazione ancora prima di iniziare.
Inoltre le due settimane al mese che Carl fa il turno di sera entra tardi la mattina e torna dopo le 22, quando Cesare è già a letto, quindi il risultato sarebbe stato che per quelle due settimane al mese loro due non si sarebbero praticamente mai visti.
Infine, c'è un'ultima motivazione.
Crediamo in una genitorialità ad alto contatto, e non abbiamo mai fatto piangere Cesare "volontariamente" per "educarlo" o insegnargli qualcosa. Secondo noi il pianto è un segnale di disagio e abbiamo sempre cercato di rispondere per alleviare questo disagio, quando era possibile. E adesso, dopo sette mesi, devo lasciare mio figlio con persone per lui totalmente estranee, che applicano proprio questi metodi che noi non approviamo per insegnargli ad adeguarsi a una certa routine. E noi li paghiamo per farlo.
Non ha senso! Se Cesare potesse parlare mi direbbe: "Mamma, ma non ti sembra un pò incoerente? Potevate farmi piangere voi allora, e insegnarmi a dormire da solo e ad essere un Bravo Bambino!"
Sicuramente PRIMA O POI si sarebbe abituato. Come si abituano tutti i bambini. Ma ne valeva veramente la pena?
Abbiamo cambiato idea.
Dopo un consulto con i miei suoceri abbiamo stabilito che Cesare starà con una baby sitter per cinque ore al giorno, dalle 11 alle 16, mentre nel resto del tempo si alterneranno Carl e suo padre, che hanno i turni sfalsati (quando uno è di mattina, l'altro lavora la sera e così via). La baby-sitter la pagheremo con un for fait, e alla fine forse risparmieremo pure.
Cesare starà a casa sua, con i suoi giochi, i suoi orari, le persone che gli vogliono bene.
Ci sarà tutto il tempo per "inserirlo nel sistema".
Ha tutta la vita per diventare un perfetto scolaro, un perfetto cittadino, un perfetto lavoratore eccetera eccetera.
Voglio lasciarlo nel suo mondo senza orologi e regole per un altro pò, finchè è possibile.
Non ci importa dei soldi persi, una volta presa la nostra decisione eravamo tutti e due più tranquilli, finalmente ci siamo tolti questo peso che stazionava dentro le nostre teste già da qualche mese, rendendoci nervosi e preoccupati.
Perchè non l'abbiamo capito prima non lo so, che quella dell'asilo non era un'idea che faceva per noi. Forse siamo stati ingenui, sicuramente inesperti.
Comunque sbagliando si impara, l'importante è avere il coraggio di cambiare strada. E quando ritorni sulla Tua Strada, lo senti.
Così adesso ecco la missione 2016: trovare la nostra Mary Poppins, la Persona Giusta.
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