A questo proposito la dottoressa mi ha segnato le analisi del sangue per la celiachia, visto che spesso celiachia e endometriosi sono collegate...ci mancherebbe solo la celiachia, già non mangio praticamente niente!!!!! Vedremo...
Ah già, e tanto per gradire, anche il secondo tentativo ce lo siamo giocato.
Nel senso che le Rosse sono arrivate puntuali come sempre, avevo anche stickato, quindi le aspettavo per giovedì, e giovedì sono arrivate.
Stavolta non mi ero minimamente illusa, ci credete? Credeteci perchè è vero: ho deciso che dopo 2 anni e mezzo di fantasintomi (li ho avuti tutti e il contrario di tutti) ora l'UNICO sintomo che mi farà sperare di averla beccata sarà il "seno gonfio e dolente" ( o almeno gonfio o almeno dolente) dal secondo giorno P.O. FINO alla data presunta delle Rosse.
Non scomoderò la mia immaginazione per niente di meno.
C'è una sola cosa positiva: posso festeggiare il primo ciclo mestruale della mia vita SENZA ANTIDOLORIFICI!!!! Forse il secondo, se contiamo il primo primo, a undici anni e mezzo.
Direi che è un grande risultato: solo un pò di mal di pancia il primo giorno, molto sopportabile, sangue rosso vivo e abbondante. Anche solo per questo, devo ringraziare il Super-gine e la laparoscopia.
Nel frattempo sto assistitendo impotente a un fenomeno difficile da gestire: Carl sta accusando il colpo.
Vi avevo raccontato che dopo la laparoscopia era partito in quarta con i progetti di ristrutturazione della casa, che girava con il metro intorno al collo prendendo misure in ogni angolo e ogni pomeriggio aveva appuntamenti per i preventivi..insomma che si era lanciato nella sistemazione del "nido" in attesa di vederlo presto riempito da un pargoletto... adesso ha smesso.
Ha smesso di parlarne in continuazione, e comunque sono sorti problemi tecnici, e comunque questi preventivi sono troppo alti, e in fondo non è che stiamo poi così stretti, in effetti la casa va bene anche così, per ora siamo solo noi due con Trovatello e "quando sarà" ci penseremo...
La verità è che ci è rimasto male, perchè stavolta ci sperava sul serio anche lui. Sperava che la laparoscopia fosse il nostro scoglio da affrontare, e che una volta superato tutto sarebbe stato facile e sarei rimasta incinta come per magia. Sono bastati due mesi per far capire anche a lui che per noi niente è così scontato. E si sente stanco e sfiduciato.
Qualche giorno fa mi ha confessato di aver capito per la prima volta come mi sento io da due anni a questa parte: ha ricevuto la telefonata di un suo ex- collega che non sentiva da tempo. Entrambi più che quarantenni, lui e la compagna stavano cercando una gravidanza da qualche mese...e gli ha telefonato per dargli la bella notizia che avranno una bella bambina e la chiameranno...guarda che caso..proprio come me!
Carl mi ha raccontato di essersi complimentato con lui..e poi una volta chiusa la comunicazione di essere scoppiato a piangere.
All'inizio non voleva dirmi niente..ma poi è capitato uno di quei viaggi lunghi in macchina durante i quali di solito parliamo tantissimo a ruota libera e me l'ha detto.
Io ho sdrammatizzato, ma vedere la sua delusione mi fa più male di quanto pensassi..sono abituata a combattere i miei pensieri negativi, a spronare me stessa, perchè lui è sempre stato quello che viveva la Ricerca con maggiore distacco e leggerezza, che mi ha sempre incoraggiata e rassicurata dicendomi che lui essendo un uomo la sentiva diversamente...che in ogni caso a lui importava di stare bene con me e tutto il resto non contava....
Invece ora vedo che anche lui comincia a sentire la fatica di questa Ricerca e mi sento mancare la terra sotto i piedi.
C'è da dire però che la sofferenza di Carl è anche più "intelligente e pratica" della mia.
Quando la vede nera, lui si ributta a capofitto nel progetto adozione. E' una sua ancora di salvezza: pensa che se una volta provata la fivet (perchè gli ho spiegato che dovremo passarci, da lì, anche se non ci piace, anche se come ho già scritto non ci ispira fiducia) anche quella non dovesse andare, avremo una possibilità che non dipende dalle nostre caratteristiche fisiche (essere fertili o no) ma da altri parametri. E si dà coraggio pensando che forse il nostro destino sarà di dare una famiglia ad un bambino che viene da lontano. Se fosse per lui a settembre inizierebbe già le pratiche per chiedere l'idoneità.
In questo è più bravo di me, è più realista e più concreto.
Sempre quel pomeriggio in macchina abbiamo fatto un gioco, che mi era stato suggerito da mia zia: descrivere la nostra vita tra cinque anni, raccontando la nostra giornata così come la vorremmo. E' un gioco che serve a focalizzare i propri obbiettivi, e a capire cosa fare per raggiungerli.
Io mi sono lanciata in una descrizione della nostra futura famiglia, formata da noi due, Trovatello, una bimba di 4 anni e il suo fratellino in arrivo (ovviamente entrambi naturalmente, senza la fivet, anzi il secondo arrivato "per caso"), che viviamo in un'agriturismo che abbiamo comprato grazie a una vincita o a un'eredità inattesa (diciamo che su questo punto sono stata un pò vaga, non sapendo a quale ricco parente sconosciuto attribuire la donazione...) nel quale io mi occupo dei bambini, dell'orto e di cucinare torte per gli ospiti e lui li intrattiene ogni sera a cena con le sue chiacchiere e i suoi racconti oltre a lavorare nel frutteto e con gli animali. Una specie di famiglia del Mulino Bianco, diciamo.
Ecco invece come Carl ha raccontato la sua Giornata Ideale fra Cinque anni: "Viviamo nella stessa casa di adesso e facciamo gli stessi lavori. Mi sveglio alla solita ora, porto fuori Trovatello, poi faccio fare colazione al nostro bimbo sudamericano adottato, lo preparo e lo porto all'asilo. Poi vado a lavorare, torno e lo vado a riprendere da mia madre che lo ha preso dall'asilo (perchè gli facciamo fare mezza giornata e basta dato che non possiamo permetterci la giornata intera che costa troppo). Poi se è bel tempo andiamo al giardino a giocare a pallone io e lui con Trovatello, nel frattempo tu torni dal lavoro, prepari la cena, ceniamo tutti insieme, giochiamo un pò con lui e lo mettiamo a letto, poi stiamo un pò insieme noi due e andiamo a dormire."
Questa è la sua Giornata Ideale della sua Vita Ideale tra Cinque anni.
E' di una semplicità disarmante, di una bellezza disarmante, e mi ha fatto sentire nell'ordine: illusa, confusa, stupida.
Perchè cerco una Felicità perfetta che non esiste, perchè in realtà non sono nemmeno sicura di quello che voglio veramente, perchè non riesco a vedere la fortuna e la meraviglia di quello che ho.
Riflettiamo, gente, riflettiamo.






