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lunedì 28 aprile 2014

Un gioco

Come avete passato le feste? Io maluccio...qual'è il colmo per una Cercatrice che fa due mesi di dieta purificante grazie alla quale si sente "in formissima, sanissima, depuratissima"? Beccarsi un batterio intestinale di quelli tenaci e antipatici che mi ha fatto passare le feste non vi dico dove tanto lo immaginate!!!E che dopo una settimana di antibiotico non è ancora del tutto passato, sigh!
A questo proposito la dottoressa mi ha segnato le analisi del sangue per la celiachia, visto che spesso celiachia e endometriosi sono collegate...ci mancherebbe solo la celiachia, già non mangio praticamente niente!!!!! Vedremo...
Ah già, e tanto per gradire, anche il secondo tentativo ce lo siamo giocato.
Nel senso che le Rosse sono arrivate puntuali come sempre, avevo anche stickato, quindi le aspettavo per giovedì, e giovedì sono arrivate.
Stavolta non mi ero minimamente illusa, ci credete? Credeteci perchè è vero: ho deciso che dopo 2 anni e mezzo di fantasintomi (li ho avuti tutti e il contrario di tutti) ora l'UNICO sintomo che mi farà sperare di averla beccata sarà il "seno gonfio e dolente" ( o almeno gonfio o almeno dolente) dal secondo giorno P.O. FINO alla data presunta delle Rosse.
Non scomoderò la mia immaginazione per niente di meno.
C'è una sola cosa positiva: posso festeggiare il primo ciclo mestruale della mia vita SENZA ANTIDOLORIFICI!!!! Forse il secondo, se contiamo il primo primo, a undici anni e mezzo. 
Direi che è un grande risultato: solo un pò di mal di pancia il primo giorno, molto sopportabile, sangue rosso vivo e abbondante. Anche solo per questo, devo ringraziare il Super-gine e la laparoscopia.
Nel frattempo sto assistitendo impotente a un fenomeno difficile da gestire: Carl sta accusando il colpo.
Vi avevo raccontato che dopo la laparoscopia era partito in quarta con i progetti di ristrutturazione della casa, che girava con il metro intorno al collo prendendo misure in ogni angolo e ogni pomeriggio aveva appuntamenti per i preventivi..insomma che si era lanciato nella sistemazione del "nido" in attesa di vederlo presto riempito da un pargoletto... adesso ha smesso.
Ha smesso di parlarne in continuazione, e comunque sono sorti problemi tecnici, e comunque questi preventivi sono troppo alti, e in fondo non è che stiamo poi così stretti, in effetti la casa va bene anche così, per ora siamo solo noi due con Trovatello e "quando sarà" ci penseremo...
La verità è che ci è rimasto male, perchè stavolta ci sperava sul serio anche lui. Sperava che la laparoscopia fosse il nostro scoglio da affrontare, e che una volta superato tutto sarebbe stato facile e sarei rimasta incinta come per magia. Sono bastati due mesi per far capire anche a lui che per noi niente è così scontato. E si sente stanco e sfiduciato.
Qualche giorno fa mi ha confessato di aver capito per la prima volta come mi sento io da due anni a questa parte: ha ricevuto la telefonata di un suo ex- collega che non sentiva da tempo. Entrambi più che quarantenni, lui e la compagna stavano cercando una gravidanza da qualche mese...e gli ha telefonato per dargli la bella notizia che avranno una bella bambina e la chiameranno...guarda che caso..proprio come me! 
Carl mi ha raccontato di essersi complimentato con lui..e poi una volta chiusa la comunicazione di essere scoppiato a piangere. 
All'inizio non voleva dirmi niente..ma poi è capitato uno di quei viaggi lunghi in macchina durante i quali di solito parliamo tantissimo a ruota libera e me l'ha detto. 
Io ho sdrammatizzato, ma vedere la sua delusione mi fa più male di quanto pensassi..sono abituata a combattere i miei pensieri negativi, a spronare me stessa, perchè lui è sempre stato quello che viveva la Ricerca con maggiore distacco e leggerezza, che mi ha sempre  incoraggiata e rassicurata dicendomi che lui essendo un uomo la sentiva diversamente...che in ogni caso a lui importava di stare bene con me e tutto il resto non contava....
Invece ora vedo che anche lui comincia a sentire la fatica di questa Ricerca e mi sento mancare la terra sotto i piedi.  
C'è da dire però che la sofferenza di Carl è anche più "intelligente e pratica" della mia.
Quando la vede nera, lui si ributta a capofitto nel progetto adozione. E' una sua ancora di salvezza: pensa che se una volta provata la fivet (perchè gli ho spiegato che dovremo passarci, da lì, anche se non ci piace, anche se come ho già scritto non ci ispira fiducia) anche quella non dovesse andare, avremo una possibilità che non dipende dalle nostre caratteristiche fisiche (essere fertili o no) ma da altri parametri. E si dà coraggio pensando che forse il nostro destino sarà di dare una famiglia ad un bambino che viene da lontano. Se fosse per lui a settembre inizierebbe già le pratiche per chiedere l'idoneità.
In questo è più bravo di me, è più realista e più concreto. 
Sempre quel pomeriggio in macchina abbiamo fatto un gioco, che mi era stato suggerito da mia zia: descrivere la nostra vita tra cinque anni, raccontando la nostra giornata così come la vorremmo. E' un gioco che serve a focalizzare i propri obbiettivi, e a capire cosa fare per raggiungerli.
Io mi sono lanciata in una descrizione della nostra futura famiglia, formata da noi due, Trovatello, una bimba di 4 anni e il suo fratellino in arrivo (ovviamente entrambi naturalmente, senza la fivet, anzi il secondo arrivato "per caso"), che viviamo in un'agriturismo che abbiamo comprato grazie a una vincita o a un'eredità inattesa (diciamo che su questo punto sono stata un pò vaga, non sapendo a quale ricco parente sconosciuto attribuire la donazione...) nel quale io mi occupo dei bambini, dell'orto e di cucinare torte per gli ospiti e lui li intrattiene ogni sera a cena con le sue chiacchiere e i suoi racconti oltre a lavorare nel frutteto e con gli animali. Una specie di famiglia del Mulino Bianco, diciamo.
Ecco invece come Carl ha raccontato la sua Giornata Ideale fra Cinque anni: "Viviamo nella stessa casa di adesso e facciamo gli stessi lavori. Mi sveglio alla solita ora, porto fuori Trovatello, poi faccio fare colazione al nostro bimbo sudamericano adottato, lo preparo e lo porto all'asilo. Poi vado a lavorare, torno e lo vado a riprendere da mia madre che lo ha preso dall'asilo (perchè gli facciamo fare mezza giornata e basta dato che non possiamo permetterci la giornata intera che costa troppo). Poi se è bel tempo andiamo al giardino a giocare a pallone io e lui con Trovatello, nel frattempo tu torni dal lavoro, prepari la cena, ceniamo tutti insieme, giochiamo un pò con lui e lo mettiamo a letto, poi stiamo un pò insieme noi due e andiamo a dormire."
Questa è la sua Giornata Ideale della sua Vita Ideale tra Cinque anni.
E' di una semplicità disarmante, di una bellezza disarmante, e mi ha fatto sentire nell'ordine: illusa, confusa, stupida.
Perchè cerco una Felicità perfetta che non esiste, perchè in realtà non sono nemmeno sicura di quello che voglio veramente, perchè non riesco a vedere la fortuna e la meraviglia di quello che ho.
Riflettiamo, gente, riflettiamo.

giovedì 27 marzo 2014

Tentativo numero due

Aggiornamento necessario: Rosse arrivate oggi, con UNA SETTIMANA di ritardo rispetto a quando IO pensavo che dovessero arrivare. Con conseguenti paranoie, illusioni, sogni ad occhi aperti, test di gravidanza negativo e tutto ciò che potete immaginare. Quindi. 
Da questo mese ricomincio a stickare. Non ce la posso fare al pensiero di sbagliare di nuovo l'ovulazione, di credere di nuovo in un ritardo e tutto il resto. Meglio, molto meglio andare sul sicuro.
Voglio sapere quando aspettarmi l'arrivo delle Malefiche e voglio limitare al massimo i danni al mio sistema nervoso. 
E poi siamo a meno uno. Di tentativi. Cioè, abbiamo sei mesi di tentativi "naturali", e uno è andato. 
Lo so che non devo farmi venire l'ansia, ma non mi sembra il caso di sprecarne altri, ok?
E ora passiamo alle cose positive. Le Rosse sono arrivate quasi senza dolore. E il flusso è bello abbondante e rosso come dovrebbe essere.
Per me tutto questo non è scontato, anzi mi sembra quasi un miracolo. E' la seconda controprova che l'Endometriosi era la responsabile delle mie sofferenze mensili, e che ora NON C'E' PIU'! :) 
Io e Carl abbiamo fatto il punto della situazione, e i nostri programmi per i prossimi mesi sono quindi di PROVARE, PROVARE, PROVARE, e aspettare fino a dopo l'estate. 
La verità è che io non muoio dalla voglia di fare la Fivet. Non perchè io abbia paura, ma perchè dentro di me credo che con noi non funzionerebbe. 
In questi anni in cui ho conosciuto tante Cercatrici (nella vita reale e in quella virtuale), e ho cominciato a capire come funziona la pma, mi sono convinta che la fivet ha più probabilità di successo se ci sono problemi "meccanici": cioè se c'è un problema maschile, oppure se le tube sono chiuse o fuori gioco.
Ma nel nostro caso, fino a prova contraria quello che non va è nell'ambiente uterino, e per questo secondo me la fivet può fare veramente poco. Le probabilità di successo sono basse in generale (30%), e la mia opinione è che nel nostro caso quello che può dare la fivet in più rispetto ad un rapporto naturale non ci aiuterebbe gran che. In più sento che non è una cosa che ci appartiene, che fa per noi...
Intendiamoci, questo pensiero riguarda solo ed esclusivamente noi, la nostra situazione. Ogni storia di infertilità è diversa ed ogni coppia affronta la Ricerca a modo suo.
Carl la pensa come me, lui è sempre stato più favorevole all'adozione che alla pma.
Quindi per ora non voglio proprio pensarci, mi prenderò tutti questi sei mesi di tentativi naturali, forse anche qualcosa in più, se vorremo, e se proprio non andrà, ne riparleremo. Magari ora la penso così e poi cambierò idea, chissà....
Però come sempre quando arriva un Nuovo Ciclo mi sento piena di nuove speranze, convinta che Questa Volta ce la faremo. 
Siamo prontissimi, Signora Cicogna, più pronti che mai. Ora tocca a lei.


venerdì 15 novembre 2013

Sull'adozione

Lo scorso fine settimana siamo stati a trovare la coppia di nostri amici che sono appena tornati a casa con il loro "nuovo" bimbo adottato. 
Eravamo emozionatissimi, perchè anche se li avevamo già visti più volte tramite skype mentre erano in Equador, questa era la prima volta che li incontravamo da quando sono tornati in Italia.
 In TRE. 
Il piccolo ha appena compiuto cinque anni, è bellissimo e vivacissimo, un vero terremoto sudamericano, e ha passato la sera a cantare e ballare dando mostra di tutte le sue doti da protagonista. Capisce già perfettamente l'italiano, e parla un incrocio buffissimo di italiano e spagnolo.
E' stato commovente vedere questa nuova famiglia appena nata.  Dopo tutti questi anni in cui le nostre conversazioni sono state incentrate sugli ostacoli del percorso adottivo, sulle false speranze, sulle innumerevoli delusioni e arrabbiature, ora finalmente il sogno si è avverato, il tanto desiderato bambino è lì, vero, reale, una piccola persona che li chiama Mamma e Papà, che resterà per sempre con loro, che crescerà e che dovranno sostenere e accudire per tutta la vita. 
E' stata una serata che ci ha fatto riflettere, a me e a Carl, che abbiamo il privilegio di poter assistere a questa avventura coraggiosa, da vicino ma senza esserne coinvolti in prima persona. 
I nostri amici ci sono apparsi molto scombussolati. Lei è entrata perfettamente nel ruolo di mamma, come se non avesse fatto altro in tutti questi anni. Con il piccolo sa essere calma, affettuosa ma anche severa. Mi è sembrata felice, sicura, e l'ho ammirata tantissimo. E' molto preoccupata però all'idea di dover tornare a lavoro, perchè dopo tutta questa fatica fatta per averlo non può sopportare l'idea di doverlo affidare ad una baby sitter e di non poterlo seguire come vorrebbe.
Lui è un pò in difficoltà. Questo terremoto d'amore lo ha travolto, non sa bene come rapportarsi con il nuovo "terzo" membro della famiglia che improvvisamente ha calamitato tutte le attenzioni di sua moglie  e che ha sconvolto completamente le loro abitudini e il loro modo di vivere. Lo adora, ma vorrebbe essere allo stesso tempo severo e affettuoso e non si sente ancora in grado di gestire la situazione. 
Sicuramente le cose piano piano si normalizzeranno, ma forse avranno anche bisogno dell'aiuto di uno psicologo.
Ci siamo resi conto di quanto è enorme l'impatto dell'arrivo di un figlio adottivo per una coppia. 
Dopo anni e anni di vita in due da un giorno all'altro ecco che un piccolo individuo (piccolo, ma non neonato) diventa da un giorno all'altro IL FIGLIO. Prima non c'era e ora c'è, e tutto viene sconvolto. 
Chi ha avuto figli naturalmente potrà obiettare che l'arrivo di un bimbo è comunque un terremoto che sconvolge la vita, ma se questo bimbo arriva che ha già cinque anni, ha già un vissuto di esperienze più o meno difficili (di cui la prima è quella di essere stato abbandonato), e i genitori in questione hanno a loro volta più di quarant'anni ( e dopo anni e anni di tentativi falliti si sono giustamente costruiti la loro vita SENZA FIGLI che gli dà comunque gioie e soddisfazioni) secondo me le difficoltà raddoppiano.
Sono ancora più convinta che l'adozione sia un atto di immenso coraggio e generosità. Coraggio e generosità  che vengono prima testati, valutati e messi a dura prova durante tutto il lungo percorso per arrivare all'adozione (dai colloqui con gli psicologi per avere l'idoneità, alle mille pratiche burocratiche, dagli innumerevoli intoppi, alle litigate con l'ente che fa da tramite con il paese del bambino) e infine, se il sogno si realizza, ecco che arriva la parte VERAMENTE difficile in cui si ha la responsabilità di crescere un essere umano che ha già iniziato da solo il suo percorso nel mondo, e allora quello che si può fare è fare del proprio meglio e condividere il resto del percorso con lui, sperando che i propri sforzi portino a far sbocciare un individuo sano, felice, in grado di vivere nel modo migliore la sua vita.
Nonostante queste riflessioni però, non ci siamo spaventati. Non ci siamo detti: "Non fa per noi, è troppo difficile". Anzi. Siamo entrambi convinti, che se i nostri tentativi di avere un figlio naturalmente non avessero successo, allora proveremo anche la strada dell'adozione. E nemmeno vogliamo aspettare tanto, visti i tempi lunghissimi che ci sono. 
Sappiamo di avere molti svantaggi dalla nostra parte (pochi soldi, casa piccolissima, depressioni avute da Carl che potrebbero essere valutate negativamente nei colloqui per l'idoneità) ma siamo giovani, quindi almeno questo cercheremo di sfruttarlo.
Sapere che davanti a noi c'è un percorso a gradini mi fa sentire meglio. 
Procediamo piano, un gradino alla volta: dietro di noi ci sono i rapporti mirati, il controllo dell'ovulazione, le analisi e le cure già fatte..davanti a noi forse c'è un'operazione (se dovrò fare la laparoscopia), o forse direttamente la pma..e poi ancora più in alto c'è l'adozione. 
L'avventura continua...





martedì 27 agosto 2013

Back home

Eccoci tornati, purtroppo...una settimana in Maremma e una a casa mia...il tempo è volato e devo dire che me lo sono gustato completamente, attimo per attimo! Queste due settimane sono state piene di tutto quello che mi aspettavo: posti bellissimi, nuotate, lunghe dormite, libri, passeggiate nella natura, coccole, grandi mangiate, amici vecchi e nuovi, chiacchierate e momenti di pura solitudine. Insomma , quello che ci voleva. 
Mi sono ritrovata a pensare a un anno fa..perchè questa è la mia seconda estate di Ricerca. 
Un anno fa ero ancora convinta che fosse così facile. Ero convinta che la colpa fosse dello stress. Ero convinta che bastasse seguire  scrupolosamente le indicazioni degli stick e prima o dopo avrei visto quelle due lineette comparire su un test di gravidanza. Ho passato l'estate a sperare, ho espresso mille volte lo stesso desiderio guardando le stelle cadenti e poi sono rimasta delusa.
Quest'anno no. 
Quest'anno ho voluto con tutte le mie forze GODERE di ogni attimo di felicità, senza sprecare un solo pensiero che non fosse sereno e grato per la mia vita. Ho lasciato a casa le frasi negative, l'invidia delle pance altrui, la tristezza e la paura del futuro. Ma soprattutto non ho messo nessuna speranza nella valigia e non ho espresso nessun desiderio. Quando ho visto le mie stelle cadenti, ho solo pensato:"Grazie, va bene così". 
NOI TRE. Io, Carl e Trovatello. La nostra famiglia. Quanta felicità riusciamo a creare, se solo le dò la possibilità di farsi spazio dentro di me. Senza aspettarmi nient'altro che quello che ho. 
E così è stata una vacanza fantastica.
Grazie al progesterone il ciclo mi è venuto il giorno dopo che siamo tornati a casa, così mi sono goduta il mio mare fino all'ultimo. 
Adesso lo so che non sarà così facile mantenere questo stato di grazia. Lavoro, casa, orari impossibili, più nessun momento per stare insieme, e poi tutto quello che ci aspetta: esami, visite, responsi. 
Vorrei continuare a sentirmi così bene il più a lungo possibile, mi ci impegnerò con tutta me stessa. Mi dico che questa nuova forza non deriva solo dal riposo e dalle vacanze..ma che è il risultato di un anno intero di fatica, di pianti e sconfitte e di duro lavoro su me stessa. Spero che il percorso che ho fatto stia cominciando a dare i suoi frutti. 
Oggi ho fatto le mille analisi del sangue che mi ha prescritto il Super-gine, i risultati saranno pronti tra un mese (tantissimo, meno male che mi sono mossa in tempo) e nel frattempo Carl rifarà lo spermiogramma e poi a novembre abbiamo di nuovo appuntamento. Nel frattempo prendo questo progesterone, che per ora non mi ha dato nessun fastidio, a parte la pancia gonfia, ma magari è solo perchè ho mangiato come un cinghiale maremmano (per rimanere in tema).
La cosa buffa è che stamattina mentre eravamo in coda allo sportello delle analisi all'ospedale sono passati una coppia di amici di Carl: lei con panciona di nove mesi e lui con valigia sulle spalle. Andavano a "far nascere" il secondo figlio, dato che lei ha finito il tempo da un pò e quindi le avrebbero indotto il parto. Mi è sembrata una scena veramente comica..o forse grottesca, a voi il giudizio. 
Invece ho una cosa bella sul serio da raccontarvi: i nostri amici sono arrivati in Equador e hanno preso il loro "nino"....ieri sera li abbiamo visti su Skype e abbiamo conosciuto anche lui. Siamo stati un'ora a parlare con loro, non volevamo più staccarci dal video, erano uno spettacolo meraviglioso tutti e tre!!! Il piccolino è una forza, vispo, allegro, affettuoso, e molto autonomo e indipendente! Già li chiama Mami e Papi e li riempie di baci e coccole.....inutile dire che mi sono commossa!!! Sono così felice per loro e non vedo l'ora che possano tornare in Italia! La loro storia mi dà tantissimo coraggio e il pensiero dell'adozione si fa sempre più presente dentro di me, anzi di noi, dato che Carl è sempre stato favorevole. Chissà che non sia quella la nostra strada....


giovedì 1 agosto 2013

A lavoro

A lavoro sono state due settimane di fuoco in cui non mi sono fermata un attimo...adesso finalmente c'è un pò più di calma..e poi tra 10 giorni vado in ferie, anche se ancora non ci credo...due settimane in cui finalmente io e Carl ci vedremo non solo darci la buonanotte o il buongiorno, ma due settimane per VIVERE finalmente insieme. Con Trovatello, ovviamente, che ci seguirà ovunque andremo! 
Io lavoro in una azienda di abbigliamento, una multinazionale, e faccio la modellista (creo i cartamodelli sulla base dei disegni degli stilisti..). Siamo più di duecento dipendenti per l'80% donne. Di cui la maggior parte dai venti ai quarant' anni.
Avete idea di quello che può succedere quando così tante donne vivono e lavorano a stretto contatto dieci ore al giorno cinque giorni su sette?? A volte è divertente, ma come potete immaginare, la vita di una Cercatrice qui è messa a dura prova.


Anche se lavoriamo in uffici diversi, tutte più o meno si conoscono, almeno di vista. Nulla sfugge a nessuno, e le notizie e i pettegolezzi viaggiano alla velocità della luce.
Di solito in ogni periodo dell'anno ci sono almeno tre o quattro  ragazze incinte, in alcuni periodi particolarmente prolifici anche di più. A mensa si fa il "toto incinta"..si scruta la maglietta o il vestito di tutte per scoprire un rigonfiamento sospetto, si nota se una collega si veste da troppi giorni con abiti più larghi e cadenti (forse tenta di nascondere la pancia!), se qualcuna si assenta per troppi giorni, e così via. Nessuna può sfuggire. Se per i corridoi si sentono improvvisamente gridolini e urletti ("Che amoooreeee..quanto è belloooooo..." e così via) tutte corrono a vedere perchè sicuramente c'è qualche collega in maternità che è venuta  "a salutare" portando in trionfo il frugoletto per farlo ammirare da tutte. Giustamente..lo farei anch'io!
E quando qualcuna annuncia (rigorosamente dopo il terzo mese, per scaramanzia) la lieta notizia, si sentono per tutta l'azienda applausi, festeggiamenti ed esclamazioni di gioia ("Io me n'ero già accorta, eri diversa..").
L'anno in cui mi sono sposata ci sono stati altri sei matrimoni...e ovviamente pochi mesi dopo sono cominciati gli annunci di gravidanze. Inutile dire che le colleghe che si sono sposate nel mio stesso periodo hanno già tutte partorito o sono agli ultimi mesi...Le domande curiose e indiscrete, che prima di sposarmi erano quasi assenti, si sono moltiplicate non appena dato l'annuncio delle nozze: "Allora adesso vi manca solo un bambino eh?" "E quando ce lo fai un bel bambino?" e tutto il repertorio che conoscete. Sono proseguite per molti mesi dopo il matrimonio, via via che le mie coetanee davano i loro annunci, via via che lo loro pance crescevano, via via che andavano in maternità.."E adesso manchi solo te!! Cosa aspetti?"...
Poi finalmente, hanno smesso. Adesso hanno capito che No, non sono incinta. No, non sta arrivando nessun bambino. No, non mi sono messa questo vestitino con il taglio sotto il seno per nascondere la pancia. No, non ho mal di stomaco perchè ho le nausee mattutine.



Il fatto che non mi chiedano più niente da una parte è un sollievo, dall'altra mi preoccupa. Sento di avvicinarmi pericolosamente a far parte del gruppo di quelle "che non hanno fatto figli". Solo la mia giovane età mi salva, perchè "ho ancora tempo". Ma il gruppo c'è, e ora ho imparato a riconoscerlo anch'io.
Con le donne di questo gruppo non si tira fuori l'argomento "bambini", perchè loro non hanno niente di personale da dire, a parte parlare dei nipoti. Le donne di questo gruppo non comunicano tra di loro, per un misto di pudore e paura che gli impedisce di fidarsi delle altre, anche se sanno che stanno vivendo le loro stesse emozioni. C'è solo una muta complicità, che però è troppo silenziosa e debole per essere di conforto. Eppure sarebbe così liberatorio parlarne!!! Confrontarsi sulle esperienze comuni, sulle emozioni e sulle difficoltà...
 Io sono fortunata però , perchè una di queste donne è la mia capa. Ad occuparci dei modelli dell'area "donna" siamo solo io e lei, quindi lavoriamo a strettissimo contatto. Ha poco più di cinquant'anni, ed è una Cercatrice che ha smesso di cercare. A suo tempo ha provato tutte le fasi della pma, e poi ha rinunciato. La cosa peggiore della sua storia è che non ha mai avuto una causa: fino all'ultimo i medici non hanno fatto altro che ripeterle che lei e suo marito "avrebbero potuto mettere su una squadra di calcio", e questo, come potete ben immaginare, ha reso tutto ancora più doloroso. Non hanno voluto provare con l'adozione, perchè dal punto di vista economico non potevano permettersela, e probabilmente erano già molto provati dal fallimento della pma e non se la sono sentita.
Fino a che non ho iniziato la Ricerca non ho mai voluto conoscere i dettagli della sua esperienza, che spensieratamente pensavo non mi riguardasse....e invece il destino ha voluto che ci ritrovassimo a parlarne più di una volta, perchè ormai la sua vicenda è anche la mia. Parlare con lei da un lato mi ha dato sollievo, perchè mi rendo conto di essere perfettamente capita, e non è cosa da poco potersi confidare con la propria capa su argomenti così personali...ma dall'altro mi ha messo di fronte al mio incubo peggiore: quello di una Cercatrice come me, come noi, che ha dovuto rassegnarsi e smettere di cercare.
Lei è la prova vivente che a volte tutte le speranze si infrangono e che per quanto si desideri qualcosa con tutte noi stesse, questo non è sufficiente per ottenerlo.
Averla davanti tutti i giorni, riconoscere la sua sofferenza che traspare ancora oggi da alcune frasi, cogliere alcuni sguardi dei suoi occhi quando le altre colleghe parlano delle loro esperienze di mamme, avere a che fare con le sue risposte taglienti, tipiche di una persona che è stata profondamente delusa dalla vita, mi spaventa e mi angoscia.
Razionalmente so che la vita di ognuno di noi ha valore a prescindere dal numero di figli che ha..so che la sua vita è comunque piena di amore (quello del marito e dei nipoti che la adorano)...ma  ammetto che tante e tante volte mi sono ritrovata a pensare dentro di me:" Non voglio diventare come lei". E negli ultimi tempi, mi è anche balenata nella mente l'idea che se lavorassi in un altro posto, se non l'avessi mai conosciuta, forse avrei vissuto in modo diverso la Ricerca. E' un pensiero brutto, e lo scaccio subito. Anche perchè le voglio bene, e riconosco che sono fortunata ad avere accanto nell'ambiente di lavoro una persona forte e coraggiosa come lei, che è riuscita a darsi una ragione e ad andare avanti.
L'unica cosa che riesco a contrapporre al panico che mi prende quando penso a lei e alla sua storia è che noi non rinunceremo, e proveremo anche l'adozione..perchè ho l'esempio di altre persone meravigliose che non si sono arrese quando tutte le loro strade si sono interrotte e hanno cambiato direzione...le persone che tra pochi giorni conosceranno il loro bambino adottivo che arriva dall'Equador. 
Non so perchè vi ho raccontato questa storia..forse perchè raccontandola qui mi sembra di renderla meno triste e angosciante di come la percepisco.....
PS: Ovviamente il ciclo è arrivato sabato, e non era in ritardo, sono io che non facendo più gli stick non ci capisco un bel niente e non azzecco l'ovulazione.....vabbè, tanto ormai si avvicina lunedì e l'appuntamento con il Super-gine!!!!  Avanti così!!!