Visualizzazione post con etichetta felicità imperfetta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta felicità imperfetta. Mostra tutti i post

lunedì 7 ottobre 2019

Ottobre

Mi ero ripromessa di scrivere più spesso, ma alla fine è passato un altro mese...Siamo ormai immersi nella routine quotidiana autunnale, che mi piace e mi dà sicurezza. 
Cesare è tornato all'asilo, tutto felice perchè finalmente non deve più dormire il pomeriggio e fa parte dei "grandi" di quattro e cinque anni. Fanno molte più attività dell'anno scorso e si diverte tanto, era felice di ritrovare gli amici e quando lo prendo da scuola è sempre allegro e mi racconta un sacco di cose. Dalla fine dell'anno scorso ha iniziato anche ad avere delle "fidanzate", alcune cambiano ma altre restano costanti, mi racconta che è innamorato e un giorno mi ha anche chiesto di fargli vedere come si scriveva il nome della sua preferita per provare a scriverle lui un bigliettino con un disegno.
Tenerezza e commozione!!!
Fa tantissime cose da solo adesso, devo dire che i quattro anni per noi hanno segnato proprio una svolta: soprattutto si lava e si veste da solo (se ne ha voglia ovviamente..), lui che prima era una tragedia ogni mattina e ogni sera , si mette da solo anche i calzini (altra fonte di tragedie...) e si fa il bagno e i capelli senza più protestare. Per questo è stata molto utile la piscina, e infatti quest'anno abbiamo già riniziato, con un nuovo maestro maschio molto simpatico che segue i più grandicelli.
Poi ovviamente resta Cesare..quindi super lagnoso lo è sempre..ma in questi ultimi mesi è diventato anche particolarmente energico ed esplosivo, spesso si fa male o fa male agli altri, e in questo ci vedo una bella rabbia repressa nei confronti della sorella. Vorrebbe picchiarla ma sa che non deve , quindi picchia me a volte, oppure si scalmana facendo delle cose assurde e pericolose finchè non si fa male.
Per fortuna suo padre lo fa sfogare parecchio, gli fa fare la lotta e un sacco di giochi fisici quando c'è, e vedo che gli fa bene, dopo è come "purificato".
Purtroppo Anita metterebbe a dura prova anche il più santo dei fratelli maggiori. Urla, urla, urla. Dà i pizzichi, gli spintoni, tira i capelli, tutto per attirare l'attenzione del fratello. Parla molto di più, cerca di ripetere tutte le parole che sente e di farsi capire, ma ancora i risultati lasciano a desiderare e lei è molto frustrata dal non riuscire a comunicare con Cesare... poi in ogni caso non è una tipa delicata. Per fortuna mi sembra che stia smettendo di mordere, già è qualcosa...
Anche se ha solo venti mesi mi sembra in pieni "terribili due" e non sopporta i divieti: si butta a terra a faccia in giù e resta lì a piangere anche dieci minuti e più, finchè non ne possiamo più e la raccattiamo cercando di distrarla o consolarla, ma non è semplice, ti scaccia dicendo "No! No!" come Rossella O'Hara. Entra nel personaggio, l'ho sempre detto che ha doti drammatiche ed espressive particolari. Però è anche adorabile, simpatica, super socievole e molto molto intelligente. Prende ancora tanto latte, e non so come e quando smetterà. Mangia tanto e di gusto, e ormai in questa casa non basta più la spesa settimanale, tutto finisce in pochissimo tempo perchè siamo quattro a tutti gli effetti.
Le sue attività preferite sono i libri, giocare con le bambole e i pupazzi che ha portandoli in giro con la carrozzina, o dandogli la pappa con i pentolini, e soprattutto agghindarsi con braccialetti, orologi, collane, borse e vestiti vecchi, e qualsiasi cosa faccia da ornamento. Le ho dato una scatola per i suoi "gioielli", le ho messo dentro un pò di tutto, e ci passa tantissimo tempo.
Questa cosa è proprio buffa: nonostante in casa sia pieno di macchine, camion, scavatori, mostri e supereroi di ogni genere, lei se può scegliere preferisce altre attività. Non credevo che i giochi si differenziassero così tanto tra maschi e femmine, pensavo che fosse più un'orientamento dato dai genitori, invece osservando Anita mi sono dovuta ricredere. Ovviamente se c'è Cesare le va bene  qualsiasi cosa , basta stare con lui, che invece spesso la ignora o la scaccia.
Spero che anche questa sia una fase, e che presto possano riuscire a comunicare meglio ...
Quanto a noi, il lavoro è riniziato, abbiamo sempre pochissimo tempo per stare insieme, ma ultimamente ci sentiamo più uniti e ci cerchiamo di più. Forse anche perchè finalmente anche il sonno di Anita è diventato più pesante e ci concede un pò più di spazio rispetto a qualche mese fa, comunque mi sembra che il peggio stia passando.
 Poi sono tornate le Rosse, quindi adesso si riapre tutta una serie di capitoli lasciati in stand by...l'Endometriosi, la (eventuale) contraccezione, la possibilità /desiderio/paura di avere un terzo figlio.
Ho preso appuntamento con il Super-gine a dicembre, nel frattempo non ci pensiamo più di tanto, a parte che stiamo abbastanza attenti perchè in questo momento un terzo figlio non è proprio nei nostri progetti. In via ipotetica e in un mondo ideale ci piacerebbe, ma nella nostra realtà fatta di casa minuscola, zero soldi, figli ancora piccoli, equilibrio familiare ancora da ritrovare, direi che va bene così.
Non mettiamo limiti alla nostra vita, non lo escludiamo al 100%, ma se dovrò iniziare la pillola per curare l'Endometriosi credo che la nostra famiglia smetterà di crescere. Lo scrivo senza dispiacere, con molta serenità, perchè io così com'è la adoro, e se questa non è la Felicità con la F maiuscola non so proprio come altro chiamarla.

lunedì 24 dicembre 2018

Questo non è un post natalzio

L'8 dicembre ho compiuto 36 anni, e per la prima volta nella mia vita me li sento tutti.
Non è una cosa negativa però, anzi.
In questi 36 anni tondi e panciuti ci sto comoda e a mio agio come in un vestito su misura, e allo stesso tempo sento che mi donano e mi si addicono.
Per la prima volta nella mia vita dentro di me c'è un senso di completezza, di "aver chiuso il cerchio".
Soprattutto mi è passata quell'eterna sensazione di essere l'ultima arrivata, quella inesperta, o come dice la mia amica siciliana: "la scappata di casa".
E' buffo perchè probabilmente non lo sono mai stata, anzi, tutti mi hanno sempre considerata matura, saggia, senza grilli per la testa. Però ero io il mio giudice più severo, e non andavo mai bene, non avevo mai l'età, non ero mai abbastanza, ero sempre meno degli altri.
E come ci sentiamo dentro determina come ci comportiamo fuori. Dipende tutto da lì.
Bè, vi annuncio che quella Ellie antipatica e giudicante non c'è più, se n'è andata zitta zitta con la coda tra le gambe, perchè non c'è più storia, io adesso lo so che sono Grande, che sono la Mamma di due bambini, che sono una Donna e non più una ragazza, che ho costruito tanto e continuerò a farlo e a farlo bene. 
Forse è stata la seconda maternità, forse il nuovo lavoro, fatto sta che quella maestrina che non me ne faceva passare una si è finalmente tolta di mezzo, o per meglio dire si è rilassata un pò, si è resa conto di non avere più argomenti e ha finalmente taciuto.
E sono rimasta IO. Io con i miei 36 anni, che però mi stanno bene.
Io che sono la mamma di un bambino di tre anni e mezzo che si commuove vedendo Snoopy perchè è dispiaciuto per Charlie Brown. E di una bambina di dieci mesi che scopre il mondo a quattro zampe e lo affronta armata solo dei suoi immensi e fiduciosi sorrisi. E che sono la moglie  di un uomo stanco, a volte rabbuiato, spesso in debito di energie, che però riesce comunque a trovarne per fare la spesa, andare a lavorare, giocare con i figli, discutere (quasi sempre) con me..e quindi bè, forse è comprensibile che sia stanco. Un marito con il quale non riusciamo ancora a organizzare un'uscita pomeridiana al cinema, e..niente, speriamo di farcela prima o poi.
Io che ho un lavoro nuovo, che qualche anno fa non avrei mai avuto il coraggio di accettare. Un lavoro dove sono l'unica responsabile. Il lavoro desiderato, chiamato, ottenuto, quello che mi permette di andare a prendere mio figlio all'asilo e portarli tutti e due ai giardini mezz'ora prima che faccia buio, quando d'inverno fa buio alle cinque.
Io che in queste ultime settimane sto ricominciando a guardare le vetrine e desiderando di comprarmi dei vestiti. Segno che forse non sono più solo una mamma-mucca, ma che sto ritornando un essere umano.
Io che adesso adoro la nostra casa, che è piccolissima, ma ci stiamo troppo bene, è luminosa, accogliente, e abbiamo l'Alma come dirimpettaia che mette da parte i cioccolatini per i miei bambini. E l'aver cercato casa per mia madre negli ultimi due mesi (ricerca conclusa, perchè per il momento non se ne fa niente, pochi soldi e poco lavoro per lei qui...non è ancora il momento) me l'ha fatta rivalutare e apprezzare molto di più.
Io che non ho una vita perfetta, ma veramente è quello che più si avvicina alla felicità per come la intendo io. E comunque sono sempre in viaggio, e in evoluzione. Voglio di nuovo impegnarmi  nella società, dopo questa lunga parentesi di ripiegamento familiare, perchè voglio fare qualcosa per salvare il salvabile, almeno per poter dire ai miei figli, un giorno, che mamma ci ha provato.
Questo non è un post natalizio, però dato che è il 24 dicembre gli auguri ci vogliono! AUGURI!!!!

sabato 19 novembre 2016

Sweet November

Novembre è un mese che non non mi è mai piaciuto gran che: fa buio presto, cominciano quei fine settimana piovosi in cui non si sa che fare, e di solito con l'abbassamento delle temperature le mie difese immunitarie vanno in vacanza e mi abbandonano alla mercè di raffreddori e influenze varie. 
Quest'anno però gli voglio un pò bene, a questo Novembre.
Avete presente quei periodi della vita in cui vi ritrovate a pensare:" Questi momenti me li ricorderò per sempre come i più felici della mia vita?"
A me a volte capita.
E questo Autunno è stato proprio così.
A cominciare dalle mattine in cui esco di casa accompagnata dalla manina di Cesare che mi fa ciao dalla finestra, facendomi partire già col sorriso sulle labbra e il cuore gonfio di felicità e tenerezza. 
Poi percorro il mio tragitto in macchina, quaranta minuti di una strada poco trafficata, che mi porta ad attraversare una zona periferica della città e poi un paesino che collega la città dove viviamo con quella dove lavoro. Vado piano, perchè è piena di curve e un pò dissestata, ma intanto ascolto la radio e guardo il panorama, la città che si risveglia e la campagna invernale tutto intorno. 
Poi ci sono le sei ore di lavoro, sette contando anche il pranzo. Per fortuna passano veloci, il lavoro mi assorbe completamente, non chiacchiero quasi mai, sto concentrata sul mio computer e in men che non si dica arriva l'ora di uscire, anche se capita spesso di dover fare più tardi e le sei ore diventano sei e mezzo o sette..ma se è necessario rimango, anche per rispetto delle mie colleghe che fanno tutte otto ore e che a volte risolvono qualche mio problema quando non ci sono.
Al ritorno vado più veloce, perchè non vedo l'ora di arrivare dal mio piccolo, mi sento come un'innamorata che va all'appuntamento col suo Amore, è buffo ma è proprio così, sento la sua mancanza tutto il giorno e mentre guido penso a come mi saluterà  e a quello che faremo una volta arrivata a casa.
Con il ritorno all'ora solare adesso la sera non possiamo più uscire: arrivo a casa verso le cinque e fa subito buio. Però ci divertiamo lo stesso in casa: giochiamo, leggiamo i libri sul divano e poi arriva il momento del bagnetto e della cena. Con lui ritrovo il ritmo lento che avevo prima di tornare a lavorare, e mi ci adeguo subito, perchè fa bene alla mente e al cuore.
Se c'è Carl facciamo qualcosa tutti insieme, a volte semplicemente la spesa al supermercato (anche per quella non c'è mai tempo), e almeno una volta a settimana cerco di portare Cesare a giocare  a casa di qualche amichetto, o invito gli amichetti da noi.
Ho anche preso l'impegno, dopo tanta riflessione, di seguire un corso di acquagym alla piscina comunale. Ho acquistato gli ingressi, così posso usarli quando posso, e ci vado subito dopo il lavoro, visto che la piscina è di strada. In realtà non sono molto costante, fino ad ora sono riuscita ad andarci solo una volta ogni due settimane...ma più di così non riesco a fare!!!
La sera per fortuna Cesare ha sonno presto, e una volta messo a letto riesco a fare parecchie cose, mi occupo di preparare il pranzo per il giorno dopo, scrivo il messaggio per la baby sitter, sistemo un pò casa. Poi arriva Carl e se non è troppo tardi riusciamo a fare due chiacchiere prima di dormire, anche se a volte crollo prima.
Non è una vita perfetta, lo so.
Mi perdo tanto della crescita di Cesare.
Sono consapevole che la maggior parte della giornata la passa lontano da me, e che spesso i suoi progressi sono notati prima dalla baby sitter o dai nonni, e se ci penso mi sento una stretta allo stomaco. 
Non posso fare di meglio, è il miglior compromesso che ho trovato, per il momento, e mi sembra un buon equilibrio tra le varie necessità.
Una volta scrissi di Felicità Imperfetta, di cui avevo letto in un libro che avevo amato molto.
Eravamo Cercatori, era un altro periodo, un'altra vita. Era faticosa, la nostra Felicità Imperfetta di allora. 
Questo Novembre è molto più leggero.
E' un miscuglio di malinconia e gioia, di soddisfazione e mancanza....la felicità fa da sfondo, perchè la nostra vita Dopo Cesare ne sarà sempre piena, pur con le sue inevitabili e naturali imperfezioni....
Questo Novembre me lo ricorderò così, come un periodo sereno e dolce della nostra vita. 

mercoledì 23 luglio 2014

Facciamo un gioco

Il Super-gine è proprio come Clark Kent: nel momento in cui le cose precipitano interviene vestendo i panni del supereroe e risolve la situazione in quattro e quattr'otto!
Gli ho scritto spiegandogli la situazione e chiedendogli se potevo rimandare la visita a settembre o se preferiva vedermi prima delle ferie. Lui mi ha risposto di "chiamare Silvia A NOME SUO e farmi dare un appuntamento per i prossimi giorni".
Così ho fatto, e magicamente la segretaria dello studio, Silvia appunto, mi ha trovato un posto per lunedì prossimo alle 18:30, così non dovrò nemmeno prendere permesso dal lavoro e anche Carl potrà venire. E non avrò il ciclo. PERFETTO! Quindi, amiche, lunedì è il giorno della verità: quello che ci dirà determinerà il futuro della nostra Ricerca da settembre in poi. 
Verso il Super-gine mantengo una fiducia cieca e incondizionata, e questo è molto riposante.
Almeno di lui so che posso fidarmi.
Per il resto il mio cervello ha continuato a rimuginare giorno e notte sulla situazione, sul nostro futuro, sulle mie paure....più mi sforzo di metterlo a tacere e più mi tormenta.
Oggi però voglio fare un GIOCO.
Giochiamo che io e Carl siamo sposati da quasi tre anni, viviamo nella nostra casetta, insieme a Trovatello, e NON vogliamo fare un bambino. Non lo vogliamo perchè ci bastiamo noi, siamo felici così e non abbiamo bisogno di nient'altro.
Giochiamo che io non so nemmeno di avere l'amica Endometriosi, non lo so perchè non ho mai fatto indagini, mi prendo il mio Oki ogni mese per il dolore senza ragionarci troppo.
Anzi, sai che c'è, ho ricominciato la pillola.
Così almeno ho risolto il problema del dolore e non devo preoccuparmi di un'eventuale gravidanza. Niente dolori ogni mese, niente pianti, niente maledizioni. Una favola.
La nostra vita è piena di cose belle: abbiamo scoperto la passione per il ballo, andiamo a ballare insieme e ci ritroviamo tutti i venerdì sera con il nostro gruppo di amici ballerini.
Ogni tanto facciamo qualche viaggetto,qualche gita nei dintorni, e d'estate ci concediamo sempre una vacanza speciale.
Ci amiamo tantissimo, ce la godiamo, siamo liberi, pieni di amici e di interessi.
Siamo riusciti anche a occuparci delle nostre aspirazioni: io sto frequentando un corso di Counseling, e spero di cambiare lavoro un giorno, Carl va a fare volontariato sulle ambulanze. 
Il Super-gine non l'ho mai incontrato, mi limito al mio controllo annuale dalla ginecologa, qualche esame del sangue, il pap test.
Non so niente di infertilità, di ricerca dell'ovulazione, di tecniche di procreazone assistita. 
Questo blog in effetti non esiste, non vi conosco, nessuna di voi. Quando incontro una donna incinta non faccio nessun pensiero,la questione riguarda la sua vita, non la mia.
Se la conosco sono felice per lei, felice di avere presto un altro nipotino a cui fare da zia. I figli dei nostri amici ci adorano e spesso ce li lasciano quando vogliono uscire da soli la sera. Noi li facciamo giocare, li portiamo al cinema o al giardino, ma poi siamo sollevati quando i loro genitori se li vengono a prendere, perchè finalmente siamo di nuovo soli e in pace.
E' solo un gioco, dura un attimo, e non è la realtà....ma cosa vi trasmette?
LEGGEREZZA? SERENITA'? PACE? 
Leggerezza, si.... ma anche un senso di vuoto e solitudine. No, scelgo comunque la nostra realtà.
Scelgo i NOI che siamo adesso, stanchi e a volte disperati, i nostri scontri e i nostri pianti, e il nostro ritrovarci ogni volta. 
Va bene così.


lunedì 28 aprile 2014

Un gioco

Come avete passato le feste? Io maluccio...qual'è il colmo per una Cercatrice che fa due mesi di dieta purificante grazie alla quale si sente "in formissima, sanissima, depuratissima"? Beccarsi un batterio intestinale di quelli tenaci e antipatici che mi ha fatto passare le feste non vi dico dove tanto lo immaginate!!!E che dopo una settimana di antibiotico non è ancora del tutto passato, sigh!
A questo proposito la dottoressa mi ha segnato le analisi del sangue per la celiachia, visto che spesso celiachia e endometriosi sono collegate...ci mancherebbe solo la celiachia, già non mangio praticamente niente!!!!! Vedremo...
Ah già, e tanto per gradire, anche il secondo tentativo ce lo siamo giocato.
Nel senso che le Rosse sono arrivate puntuali come sempre, avevo anche stickato, quindi le aspettavo per giovedì, e giovedì sono arrivate.
Stavolta non mi ero minimamente illusa, ci credete? Credeteci perchè è vero: ho deciso che dopo 2 anni e mezzo di fantasintomi (li ho avuti tutti e il contrario di tutti) ora l'UNICO sintomo che mi farà sperare di averla beccata sarà il "seno gonfio e dolente" ( o almeno gonfio o almeno dolente) dal secondo giorno P.O. FINO alla data presunta delle Rosse.
Non scomoderò la mia immaginazione per niente di meno.
C'è una sola cosa positiva: posso festeggiare il primo ciclo mestruale della mia vita SENZA ANTIDOLORIFICI!!!! Forse il secondo, se contiamo il primo primo, a undici anni e mezzo. 
Direi che è un grande risultato: solo un pò di mal di pancia il primo giorno, molto sopportabile, sangue rosso vivo e abbondante. Anche solo per questo, devo ringraziare il Super-gine e la laparoscopia.
Nel frattempo sto assistitendo impotente a un fenomeno difficile da gestire: Carl sta accusando il colpo.
Vi avevo raccontato che dopo la laparoscopia era partito in quarta con i progetti di ristrutturazione della casa, che girava con il metro intorno al collo prendendo misure in ogni angolo e ogni pomeriggio aveva appuntamenti per i preventivi..insomma che si era lanciato nella sistemazione del "nido" in attesa di vederlo presto riempito da un pargoletto... adesso ha smesso.
Ha smesso di parlarne in continuazione, e comunque sono sorti problemi tecnici, e comunque questi preventivi sono troppo alti, e in fondo non è che stiamo poi così stretti, in effetti la casa va bene anche così, per ora siamo solo noi due con Trovatello e "quando sarà" ci penseremo...
La verità è che ci è rimasto male, perchè stavolta ci sperava sul serio anche lui. Sperava che la laparoscopia fosse il nostro scoglio da affrontare, e che una volta superato tutto sarebbe stato facile e sarei rimasta incinta come per magia. Sono bastati due mesi per far capire anche a lui che per noi niente è così scontato. E si sente stanco e sfiduciato.
Qualche giorno fa mi ha confessato di aver capito per la prima volta come mi sento io da due anni a questa parte: ha ricevuto la telefonata di un suo ex- collega che non sentiva da tempo. Entrambi più che quarantenni, lui e la compagna stavano cercando una gravidanza da qualche mese...e gli ha telefonato per dargli la bella notizia che avranno una bella bambina e la chiameranno...guarda che caso..proprio come me! 
Carl mi ha raccontato di essersi complimentato con lui..e poi una volta chiusa la comunicazione di essere scoppiato a piangere. 
All'inizio non voleva dirmi niente..ma poi è capitato uno di quei viaggi lunghi in macchina durante i quali di solito parliamo tantissimo a ruota libera e me l'ha detto. 
Io ho sdrammatizzato, ma vedere la sua delusione mi fa più male di quanto pensassi..sono abituata a combattere i miei pensieri negativi, a spronare me stessa, perchè lui è sempre stato quello che viveva la Ricerca con maggiore distacco e leggerezza, che mi ha sempre  incoraggiata e rassicurata dicendomi che lui essendo un uomo la sentiva diversamente...che in ogni caso a lui importava di stare bene con me e tutto il resto non contava....
Invece ora vedo che anche lui comincia a sentire la fatica di questa Ricerca e mi sento mancare la terra sotto i piedi.  
C'è da dire però che la sofferenza di Carl è anche più "intelligente e pratica" della mia.
Quando la vede nera, lui si ributta a capofitto nel progetto adozione. E' una sua ancora di salvezza: pensa che se una volta provata la fivet (perchè gli ho spiegato che dovremo passarci, da lì, anche se non ci piace, anche se come ho già scritto non ci ispira fiducia) anche quella non dovesse andare, avremo una possibilità che non dipende dalle nostre caratteristiche fisiche (essere fertili o no) ma da altri parametri. E si dà coraggio pensando che forse il nostro destino sarà di dare una famiglia ad un bambino che viene da lontano. Se fosse per lui a settembre inizierebbe già le pratiche per chiedere l'idoneità.
In questo è più bravo di me, è più realista e più concreto. 
Sempre quel pomeriggio in macchina abbiamo fatto un gioco, che mi era stato suggerito da mia zia: descrivere la nostra vita tra cinque anni, raccontando la nostra giornata così come la vorremmo. E' un gioco che serve a focalizzare i propri obbiettivi, e a capire cosa fare per raggiungerli.
Io mi sono lanciata in una descrizione della nostra futura famiglia, formata da noi due, Trovatello, una bimba di 4 anni e il suo fratellino in arrivo (ovviamente entrambi naturalmente, senza la fivet, anzi il secondo arrivato "per caso"), che viviamo in un'agriturismo che abbiamo comprato grazie a una vincita o a un'eredità inattesa (diciamo che su questo punto sono stata un pò vaga, non sapendo a quale ricco parente sconosciuto attribuire la donazione...) nel quale io mi occupo dei bambini, dell'orto e di cucinare torte per gli ospiti e lui li intrattiene ogni sera a cena con le sue chiacchiere e i suoi racconti oltre a lavorare nel frutteto e con gli animali. Una specie di famiglia del Mulino Bianco, diciamo.
Ecco invece come Carl ha raccontato la sua Giornata Ideale fra Cinque anni: "Viviamo nella stessa casa di adesso e facciamo gli stessi lavori. Mi sveglio alla solita ora, porto fuori Trovatello, poi faccio fare colazione al nostro bimbo sudamericano adottato, lo preparo e lo porto all'asilo. Poi vado a lavorare, torno e lo vado a riprendere da mia madre che lo ha preso dall'asilo (perchè gli facciamo fare mezza giornata e basta dato che non possiamo permetterci la giornata intera che costa troppo). Poi se è bel tempo andiamo al giardino a giocare a pallone io e lui con Trovatello, nel frattempo tu torni dal lavoro, prepari la cena, ceniamo tutti insieme, giochiamo un pò con lui e lo mettiamo a letto, poi stiamo un pò insieme noi due e andiamo a dormire."
Questa è la sua Giornata Ideale della sua Vita Ideale tra Cinque anni.
E' di una semplicità disarmante, di una bellezza disarmante, e mi ha fatto sentire nell'ordine: illusa, confusa, stupida.
Perchè cerco una Felicità perfetta che non esiste, perchè in realtà non sono nemmeno sicura di quello che voglio veramente, perchè non riesco a vedere la fortuna e la meraviglia di quello che ho.
Riflettiamo, gente, riflettiamo.

mercoledì 16 aprile 2014

Presente

A volte ho bisogno di fermarmi un attimo e fare il punto della situazione. Mi serve per capire dove sto sbagliando, perchè se non sono serena vuol dire che sto sbagliando qualcosa.  
Riflettendo su questi ultimi due mesi, in cui sono di nuovo "a caccia", ho capito cos'è che mi fa soffrire. Vivere nell'attesa. Sperare. Concentrarmi su un ipotetico futuro.
Il solo fatto di sperare di nuovo, di sapere di avere una possibilità mi proietta immediatamente in un mondo illusorio di speranza e fantasticherie, facendomi perdere di vista il presente.
Di fronte alla possibilità di quello che potrebbe accadere tutto quello che accade effettivamente oggi perde di importanza e impallidisce al confronto.
E così mi perdo la mia vita. Me la sento sfuggire tra le mani e la cosa brutta è che non importa nemmeno più di tanto, perchè tengo stretto il fantasma dell'illusione, me lo coccolo, lo accarezzo, lo nutro di sogni e di attenzioni. Poi succede che arriva il ciclo, arriva la delusione, il fantasma scompare e mi ritrovo con un NIENTE tra le mani che non è altro che un NIENTE.
Mi sono resa conto che da qualche tempo quando le amiche al telefono mi chiedono:
"E tu? Cosa mi racconti?"
allora io scavo affannosamente dentro di me cercando qualcosa di interessante, di nuovo, di degno di nota, un progetto, un'idea, un desiderio, un avvenimento. E non li trovo.
"Niente. Nessuna novità. Tutto tranquillo."
Perchè quello che penso è che l'unica novità che vorrei raccontare non è avvenuta, e se non è avvenuta allora non c'è altro da dire.
Come se nella mia vita non accadesse veramente niente di bello!!! Come se gli unici argomenti di cui mi interessi parlare siano l'infertilità e la Ricerca!!!Ma non è così!!!!! In cosa mi sto trasformando???
Mi sembra che nei mesi precedenti invece ero riuscita a fare un passo importante: avevo accettato la nostra infertilità, avevo preso atto che Nostro Figlio non sarebbe arrivato tanto presto e avevo ricominciato a dedicare tempo, energie e pensieri alla mia vita REALE, dato che quella della possibilità era temporaneamente sospesa fino a data da destinarsi.
Quindi niente panico. Come mi insegna il mio Buddismo, si riparte da oggi.
E così ecco che riparto da qui.
Dalla volontà che la nostra infertilità non renda  tutto il resto inutile o privo di senso.
E' un aspetto della nostra vita, ma non la include tutta. Quella c'è, e va bene. Ma c'è e ci deve essere anche altro. Io sono altro, non sono solo una Cercatrice...sono una donna di 31 anni, una moglie, una figlia, una sorella, un'amica, una modellista, una danzatrice del ventre, una praticante buddista, una viaggiatrice,una blogger...e altre mille cose che posso ancora diventare.
Voglio di nuovo nutrire il mio presente e dedicare a lui le mie energie. So che posso riuscirci, perchè ci sono già riuscita.


   




venerdì 10 gennaio 2014

Felicità imperfetta


Il Nuovo Anno è iniziato con un bambino Nuovo, nato il Primo Gennaio, il figlio del collega di Carl che è stato mandato a casa insieme a lui. 
Scherzavamo sul fatto che se fosse nato un giorno prima almeno non avrebbe avuto il padre disoccupato. 
Siamo andati a vederlo in ospedale, poi a casa. 
Gli ho comprato regalini che ho scelto con amore, come sempre..ovviamente scelgo pensando ad un altro bambino, un ipotetico bambino NOSTRO, e a quello che comprerei per lui...
Abbiamo ammirato lui, la cameretta tutta dipinta di giallo e verde, il carillon a forma di scimmietta...abbiamo ascoltato i racconti della mamma sul parto e fatto gli auguri agli orgogliosissimi nonni.
Tornando a casa dalla visita a questa nuova famiglia siamo rimasti in silenzio per un bel pò. 
Non ce la facevo ad essere chiacchierona, ero solo stanca. 
Quando Carl mi vede così reagisce arrabbiandosi con il mondo e sparando a zero su tutto. Comincia a dire cose senza pensarci, e di solito peggiora la situazione. Dice: "ma chi lo vuole un figlio, stiamo proprio bene così con Trovatello..e poi ti pare che la donna deve soffrire così, e il parto, e il dolore, e ora le ragadi per l'allattamento, e non dormire la notte...e poi, se dopo l'intervento non arriva da solo io basta, non voglio più impazzire, e poi chi ce lo fa fare di finire nelle mani di quelle sanguisughe dei centri per la fertilità, quelli vogliono solo prenderti i soldi, non glie ne frega niente di noi e dei nostri sogni..e poi questi medici del cazzo, nessuno che avesse capito quello che avevi, abbiamo passato mesi a girare senza che nessuno ci capisse niente..." e così via, finchè io non lo faccio ragionare e piano piano si calma e ci abbracciamo, e siamo di nuovo fiduciosi. Lui dice: "E' che noi non ci dobbiamo andare a vedere i neonati, non ci fa bene......e poi quando vedo che stai male vorrei poter soffrire io al posto tuo..."
La Ricerca è anche questo. Ognuno si tiene il suo pezzetto di sofferenza, e mettendoli insieme esce fuori stranamente qualcosa di buono, che siamo NOI e la nostra Famiglia.
Gennaio di solito io lo odio, è il mese in cui faccio più fatica ad essere positiva. Di solito mi sembra interminabile e ogni anno penso che la primavera non arriverà mai.
Quest'anno è un pò diverso. Gennaio ha un gusto nuovo, il gusto dell'attesa. Me lo rigiro in bocca come una caramella, so che durerà poco, perchè a giorni arriverà la telefonata dalla clinica per comunicarmi la data dell'intervento. Nel frattempo raccolgo informazioni, parlo con chi l'ha fatto prima di me, colleziono storie di donne che "dopo la laparoscopia ZAC..incinte". Mi carico di aspettative, così almeno la paura se ne sta lì in un angolino e non si fa sentire più di tanto.
Oggi quando sono tornata a casa dal lavoro Carl aveva fatto degli spostamenti. Aveva svuotato un ripiano dove prima teneva un sacco di cose sue, regali fatti da me, biglietti, ricordi. Gli ho chiesto il perchè.
Ha detto:" così, dovevo farlo. Sento che dobbiamo fare spazio, perchè tra un pò..lo riempiremo."
La Ricerca è anche questo. Attimi minuscoli di luce, frammenti di Felicità Imperfetta.