Visualizzazione post con etichetta sfogo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sfogo. Mostra tutti i post

martedì 11 novembre 2014

Ormoni impazziti

Oggi è proprio un Giorno No.
Scombussolata, spaventata, un pò impaurita.
Ecco che gli ormoni stanno facendo quello che gli pare con me, e ho perso un pò della mia tranquillità delle prime settimane. Sono totalmente instabile, piango per niente, faccio brutti sogni, vorrei nascondermi in una caverna buia e silenziosa dove passare al sicuro i prossimi 8 mesi. Il mondo esterno mi sembra una minaccia e qualsiasi commento o frase poco meno che gentile sulla gravidanza mi fa l'effetto di una pistola puntata, vorrei scappare lontano da tutti per proteggere l'Esserino che sta qui dentro da qualsiasi cosa. La nausea da un paio di giorni è meno forte, e questo a volte mi terrorizza. Passo dalla felicità alla paura nel giro di pochi minuti.
L'idea di dover aspettare ancora fino al 27 novembre per rivederlo/a mi rende nervosa e mi sembra che in questi giorni potrebbe accadere di tutto.
Nel frattempo sono un vero disastro: ho avuto il raffreddore e il mal di gola, poi l'herpes sulle labbra e nel naso che mi è già venuto tre volte e stamattina me n'è uscito un altro. Non posso metterci la solita crema antibiotica perchè il Super-gine ha detto di no, quindi ci metto un pò di Calendula ma non fa un gran che. Per non parlare dei miei capelli: da quando ho scoperto che c'è Lenticchiotto/a non ho più fatto il colore (è la mia condanna: già qualche anno sono piena di capelli bianchi che mi obbligano a farlo ogni mese).
Ho trovato una tinta naturale in erboristeria e l'ho provata, ma dopo qualche settimana sono piena un'altra volta e devo assolutamente rifarmela. Mi sento proprio orribile e anche per questo vorrei nascondermi e isolarmi dal mondo. Forse avrei bisogno di stare un pò a casa, di coccolarmi un pò, di fermarmi..ma non so se sarebbe una buona idea, magari stando da sola tutto il giorno le paranoie prenderebbero il sopravvento...nonostante la stanchezza continuo a pensare che andare a lavoro sia una salvezza contro l'ansia e i cattivi pensieri.
Ieri sera ho discusso con Carl perchè lui dice che mi strapazzo troppo e devo stare più a casa, e dicendomi così mi fa sentire in colpa, come se fossi una ragazzina irresponsabile che non si preoccupa di essere incinta. Però capisco che gli scombussolamenti che vivo io li stia vivendo anche lui in modo diverso, e questo essere iperprotettivo fa parte della sua reazione.  
Stanotte ho fatto un sogno orribile: ero al mare con una mia collega e lei si comportava normalmente, finchè non mi attirava in una capanna e mi colpiva sulla pancia con qualcosa, forse un bastone. Volevo urlare e scappare ma non ci riuscivo, ero paralizzata! Mi sono svegliata piangendo, e ci ho messo un pò a calmarmi.
In questi giorni non mi piace nemmeno parlare del mio Essere Incinta, ho sempre l'impressione che gli altri possano dirmi:"Non è vero, imbrogliona, stai fingendo!!" E' una bruttissima sensazione....Forse dovrei chiamare Morgana, magari ho bisogno di essere un pò rassicurata da lei....
Questa è Ellie con Lenticchiotto/a a 9+6.
Figlietto mio o Figlietta mia, abbi pazienza e fammi sentire che ci sei sempre e stai bene, perchè mamma tua sta un pò perdendo la testa... 

lunedì 21 ottobre 2013

Mollare tutto e andarsene da qui

Vi è mai venuta voglia di farlo? Sono sicura di si, mille volte. Io non so quante volte l'ho detto, pensato, sognato: solo io e lui, ricominciare da capo da qualche altra parte, cambiare vita.
Poi si sa che nessuno lo fa mai veramente. E' una specie di sfogo, un sogno che ogni tanto fa capolino nella routine quotidiana.
Ma io, da quando la Ricerca ha dato risultati così fallimentari, ci penso sempre più spesso. E non mi ritrovo solo a pensarlo, ma anche a progettarlo nei dettagli, in modo pericolosamente realistico. 
Sarà perchè tutto quello che abbiamo costruito io e Carl fino a adesso, frutto di grandi sacrifici e fonte di altrettanta soddisfazione, lo abbiamo fatto perchè faceva parte del Nostro Progetto. L'idea di costruire qualcosa che avesse basi solide, di mettere radici, di "diventare grandi", tutto questo per creare una FAMIGLIA. La voglia di scommettere su noi due, sulla nostra forza e il nostro Amore, la capacità di superare tutti gli ostacoli che abbiamo incontrato, le scelte lavorative e di vita, tutto questo è stato la conseguenza di un sogno, che prevedeva l'immagine di noi due più un numero variabile di marmocchi da uno a tre, nella nostra casetta piccola piccola, poveri (perchè poveri siamo) ma molto molto felici. 
Poi però succede che le cose vanno diversamente: alcuni sogni non si realizzano proprio come tu avevi pensato, altri non si realizzano affatto. Succedono delle cose impreviste bellissime (tipo l'arrivo di Trovatello) e altre impreviste orribili, che ne avresti fatto molto volentieri a meno (le depressioni di Carl, i problemi col lavoro, la scoperta dell'infertilità...). 
E a me succede che metto tutto in discussione, e la mia mente comincia a viaggiare:"Ma che ci facciamo qui, incatenati al mutuo, a fare una vita di lavoro, lavoro, lavoro, non ci vediamo mai, un sacco di sacrifici..sarà così per sempre? Ma ne vale veramente la pena??? Perchè non ce ne siamo andati in Inghilterra, in Brasile, in Australia, a vivere in campagna, al mare, ad aprire il famoso agriturismo in Maremma, o perchè non possiamo fare i girovaghi in giro per il mondo? Tanto, a chi dobbiamo rendere conto, se non a noi stessi? Non dobbiamo occuparci di nessuno, e Trovatello può seguirci ovunque! Forse la nostra vita NON è questa..."
Lo so che non sono pensieri ragionevoli. Ma l'infertilità ha scombussolato tutto il castello che mi ero costruita come un terremoto..non l'ha fatto crollare (ci è mancato poco) ma ha creato un sacco di crepe nei muri...e  da queste crepe entrano pensieri davvero poco ragionevoli. 
Se poi ci aggiungiamo che venerdì Carl è venuto a sapere da un collega che il responsabile gli ha detto che a lui e al suo amico non gli rinnoveranno il contratto a gennaio, capite perchè questi pensieri di fuga si sono riaffacciati negli ultimi giorni. Dopo quattro anni di lavoro a contratto, in cui ha detto sempre di si a tutto, ha fatto gli orari più improbabili (part time a tre ore, a cinque ore, part-time spezzato, full- time serale e chi più ne ha più ne metta), non ha MAI preso un solo giorno di malattia, è andato a lavorare pure con la neve, per quei benedetti/maledetti MILLE EURO.......e ora lo buttano via come un straccio inutile, perchè non possono più fargli altri rinnovi, e dovrebbero per forza assumerlo. Carl e il suo amico proveranno a fare vertenza, e ad essere reintegrati..ma se non dovessero  riuscirci ci ritroveremo di nuovo con un solo stipendio, a contare ogni centesimo, a dover di nuovo cercare lavoro, di nuovo le agenzie interinali, i colloqui, la paura e la preoccupazione.
E io penso....
La mia migliore amica vive in Casentino, sulle montagne, in un paesino di venticinque abitanti. Ha due bimbe, suo marito lavora in una falegnameria, lei sta a casa con le bimbe e arrotonda facendo l'estetista in casa. Pagano pochissimo di affitto, fanno una vita sana, mangiano bene, bevono l'acqua della fonte, sono sereni. Ogni volta che li andiamo a trovare ci diciamo che quel tipo di vita non farebbe per noi, che è troppo radicale.....ma forse ci sto ripensando, perchè mi sembra che  a trent'anni siamo già incastrati in un sistema che ci sta stritolando, che ci masticherà e ci sputerà via e che ci rende stressati e infertili. Quante volte avrò letto che le cause dell'aumento dell'infertilità nei paesi del nord del mondo sono lo stress, l'inquinamento, lo stile di vita? 

FUGA, RIBELLIONE, RIVOLUZIONE!!!!






mercoledì 11 settembre 2013

Sopravvivenza..gita con amici incinti

Ieri, 10 settembre, era il nostro anniversario di matrimonio. Due anni. Non ci fa tanto effetto perchè avendo convissuto prima abbiamo tante altre ricorrenze da ricordare...il nostro Primo Incontro, il Primo Bacio, la Convivenza, la firma del mutuo per la Nostra Casa, e infine, per ultimo, il matrimonio, che per quanto mi riguarda non ha segnato nessun cambiamento "radicale", dato che il giorno dopo ci sentivamo esattamente gli stessi, solo contenti di poterci chiamare l'un l'altra Marito e Moglie. Non ci sono altre ricorrenze, per ora, lo sappiamo.
 Comunque abbiamo festeggiato, ci siamo presi la giornata libera e abbiamo fatto un giro in motorino sugli Appennini, "scollinando" in Emilia Romagna, dove abbiamo pranzato con dei buonissimi tortelli! Il fatto che questi due anni segnino anche i due anni di Ricerca non lo abbiamo sottolineato. Non ci siamo rattristati, non ne abbiamo parlato, non ce n'era bisogno. Ci siamo semplicemente goduti la giornata insieme, noi due soli, ed è andata bene così. Siamo stati bravi, e sono contenta.

 

Per il resto non è che le cose siano sempre  così semplici, la sopravvivenza della Cercatrice è un percorso a ostacoli che ogni giorno riserva nuovi trabocchetti da aggirare.
Ad esempio domenica siamo stati invitati da una coppia di amici "incinti" ad andare con loro a Genova, per una gita all'acquario. Non ero certa di riuscire a passare tutta giornata con loro, ma poi mi sono detta che dovrò cominciare ad abituarmi, perchè lui è una grande amico e collega di Carl (sposati da un anno, gravidanza arrivata PER SBAGLIO, ovvio) e non posso continuare ad evitarli per sempre. E così siamo andati.
 Un'intera giornata accanto ad amica appanzata è una grande prova, lo sapevo. La pancia ora si vede tanto, non si può fare finta che non esista. E neanche potevo non chiederle niente. Perciò mi sono sforzata, le ho detto "Quanto è cresciuto!" le ho accarezzato la pancia, le ho chiesto come stava, ho chiacchierato con lei di ospedali, congedo di maternità, ginecologhe. Io e Carl ci siamo anche offerti di fargli da baby -sitter, quando nascerà e non avranno nessuno a cui affidare il bimbo (dato che i loro genitori vivono in un'altra regione). Non ho aggiunto a voce alta quello che ho pensato: "Tanto saremo ancora noi due da soli e l'unico bambino che potremo cullare sarà il vostro". Non ho dato segni di malinconia nè mi è venuto da piangere. Ce l'ho fatta, e a fine giornata ero fiera di me. Ma CHE FATICA. Ogni frase, ogni sguardo, ogni sorriso mi è costato uno sforzo che mi è parso sovrumano. La cosa peggiore non è stata vedere la mano di lui sulla pancia di lei, come pensavo..la cosa peggiore è stata rendermi conto di quanto è tutto così FACILE per chi la maternità non l'ha cercata. E' una maternità talmente non voluta che da ogni parola e da ogni gesto traspare spensieratezza e noncuranza. Va a fare i controlli, certo, segue i consigli della ginecologa, ma niente di più. Va in motorino, mangia qualsiasi cosa, è andata in vacanza in Sicilia, domenica è stata tutto il giorno in giro e in piedi, come se niente fosse. Ed è così che dev'essere!!!! Questa spensieratezza mi ha colpito più di ogni altra cosa, perchè io non l'ho avuta e so che se anche un giorno riusciremo ad avere un bambino, non l'avrò comunque, perchè sarò preoccupatissima dal primo giorno all'ultimo.
Ma questa è la nostra storia, è inutile rimuginarci sopra. E farò bene ad abituarmi a situazioni come questa, perchè faranno parte della normalità in futuro. Il pensiero di pance, nascite, battesimi di solito lo tengo il più lontano possibile da me, e per fortuna abbiamo anche tanti amici che non stanno procreando e non lo faranno nei prossimi mesi. Circondarsi di persone che hanno tanti interessi e che parlano di tutt'altre cose rispetto alla maternità è una delle strategie di sopravvivenza che ho, è una tutela per me  e per il mio equilibrio mentale e emotivo. Mi proteggo, perchè so che su questo punto non ho molte difese. Ma a poco a poco devo imparare a diventare più forte e a tenermi salda anche in queste situazioni.

lunedì 3 giugno 2013

Sfogo libero in attesa di verificare l'Ipotesi

E' lunedì sera, ma non vedevo l'ora di rifugiarmi qua per raccontare e un pò sfogarmi...oggi visita dalla gine numero2, quella che è anche omeopata. 
Premetto che l'organizzazione della giornata era un pò folle: andata e ritorno in giornata a Roma col treno (io sono romana emigrata in Toscana, e la gine numero 2 era la mia gine da quando ero fanciulla, perciò continuo ad andare da lei ogni tanto...) con annesso sciopero dei mezzi quindi caos indicibile per le strade e necessità di mobilitare tutta la famiglia per accompagnarmi/riportarmi dato che la gine-omeopata sta dall'altra parte di Roma rispetto a dove stanno i miei. 
Detto questo, la visita è stata abbastanza inutile, diciamo che si è avvicinata molto all'IPOTESI B (quella del Ritorno sulla Terra). Mi ha cambiato i rimedi omeopatici, mi ha visitato e ha detto che è tutto bellissimo là dentro, ha riguardato le analisi, mi ha fatto di nuovo un milione di domande sulle cose più disparate (come sono i miei sogni, come vado in bagno, cosa mi piace mangiare eccetera, ma chi conosce gli omeopati sa che è una prassi..) e poi se n'è uscita con due perle di saggezza che mi hanno fatto pentire di essermi fatta tutto quel viaggio per andare da lei. La prima è stata: "...Bene, ADESSO è proprio il momento per voi di cercare una gravidanza!!!".........mio sguardo basito...si è corretta dicendo:"Si, lo so che è un anno e mezzo che già la cercate..ma ora è proprio il momento di darsi da fare perchè le condizioni sono buone!"...Sorvolando su questo, siamo andate avanti a parlare....e mentre le parlavo della difficoltà/tristezza di programmare i rapporti, anche a causa dei nostri orari di lavoro sballati, lei ha rincarato la dose dicendo che "bisogna incrementare questi rapporti, devi ravvivare tu la cosa, cerca di "prenderlo di mattina"!!!!!"
Cara gine - omeopatica, che oltretutto mi conosci da 10 anni, pensi che io non sappia come si fa per far nascere i bambini?????? Secondo te cosa abbiamo fatto fino a adesso, abbiamo veramente scrutato il cielo sperando di veder volteggiare le grandi ali di una cicogna con il suo bel fagottino nel becco????
Ma io un pò me lo aspettavo che sarebbe stata una visita senza senso....faceva parte dell'ipotesi B.
La cosa che mi ha più rattristato di oggi però è stato parlare con mia madre di Questa Cosa. Quando ci vediamo lei di solito mi chiede, sempre con le stesse parole: "Allora come stai? Ti sei un pò tranquillizzata?"  E ogni volta mi fa innervosire perchè mi rendo conto che non capisce assolutamente quello che provo. Provo a spiegarglielo, e ci ho provato anche stavolta. Ma quello che viene fuori è che io sono stressata, che sicuramente è per questo che non viene, e che devo solo "aspettare fiduciosa, visto che non ho niente che non va, andare avanti con la mia vita e non fissarmi". Questa volta mi sono un pò accalorata, perchè ho cercato di spiegarle che il fatto che ancora non è uscita una causa non vuol dire che non ci sia e che sia tutto a posto. Io CI SPERO, ovvio, ogni volta ci spero, ma non posso essere tranquilla al 100%, perchè so anche che ci sono moltissime coppie che non trovano mai la causa della loro sterilità, o che comunque ci possono essere tantissime cause che noi non abbiamo ancora indagato. Io NON vorrei dover spiegare queste cose a mia mamma per farle capire il perchè mi sento così. Vorrei che lei lo capisse da sola. Vorrei solo uno sguardo di comprensione vera, non molto di più. Ma più le parlo, più sento quanto siamo distanti su Questa Cosa. 
Lei mi ha anche detto che non capisce forse perchè lei e le sue amiche  non ci pensavano proprio ad avere figli a 30 anni, anzi si preoccupavano di non averne. Ha detto anche che "a lei è capitato" (e sarei io), ma è stata l'unica delle sue amiche ad avere un figlio a 27 anni. Mia mamma è stata giovane negli anni '70, io rispetto e ammiro le idee di libertà e di emancipazione che lei e le sue compagne hanno portato avanti coraggiosamente, sono una donna libera e indipendente anche grazie a loro. Ma mi rendo conto che su Questa Cosa non parliamo la stessa lingua. 
Io non sono una che sta chiusa in casa, che non ha interessi, che non pensa ad altro che a sfornare figli come unica realizzazione. Ho il mio lavoro, la mia vita, ho un sacco di amiche, di amici, di interessi. Amo la mia vita e ne sono felice. Però so che desidero che io e Carl possiamo diventare genitori con tutto il cuore. E il pensiero che questo non possa succedere mi riempie di paura e tristezza. Non mi sembra tanto strano...