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martedì 29 gennaio 2019

Troppo stanca per pensare a un titolo

Oggi è un martedì sera di quelli tosti: Carl fa il turno serale, io sono appena uscita (forse..?) da sei giorni di influenza con febbre alta, con la quale ovviamente sono andata a lavoro, tranne che nel week end, e ieri ho anche accompagnato Cesare ad una desideratissima (da lui) festa di compleanno ai gonfiabili...E' una di quelle sere in cui il mio unico scopo è arrivare all'ora di cena, riuscire a farli mangiare, impigiamarli e metterli a letto per poter crollare anch'io insieme a loro.
Però dato che l'obiettivo è stato raggiunto prima delle nove ho deciso con tutta me stessa di non rimanere a letto ma di alzarmi e venire ad aggiornare il blog, dopo più di un mese di latitanza.
Vacanze di Natale volate, tra virus intestinali per tutta la famiglia, Babbi Natali, milioni di regali, la notte di Capodanno a casa, (io e Carl crollati insieme ai bimbi alle nove e mezza e svegliati solo a mezzanotte dal rumore dei botti...no comment), la trasferta a Roma dai miei e altri milioni di regali, bimbi felicissimi e nonni anche.
Poi è arrivato Gennaio, ed è volato anche lui in un vortice di fatica, fatica, fatica.
Non so se è che non abbiamo più l'età (vedi il mio post precedente, forse troppo baldanzoso), o che i bimbi sono diventati un mix esplosivo e super impegnativo, fatto sta che siamo sempre in debito di energie, sia io che Carl.
La mattina spegniamo la sveglia cento volte, non riusciamo ad alzarci, facciamo tutto in ritardo e di corsa, senza riuscire a parlarci in modo umano, ma solo attraverso le porte aperte del bagno e della camera (per fortuna casa è minuscola) mentre laviamo, vestiamo, inseguiamo, colazioniamo, noi stessi o uno o entrambi i figli.
La sera poi crolliamo prestissimo (se ci siamo entrambi, altrimenti Carl torna molto tardi, quando noi già dormiamo) senza avere nessuna forza per tentare di avere un dialogo o raccontarci qualcosa.
Non so come fanno tutti, lavorando anche full time. Noi già così boccheggiamo. 
I bimbi non è che siano peggiorati, assolutamente..si sono solo "evoluti", come è giusto che sia! 
Anita tra meno di un mese compirà UN ANNO, e ultimamente ha avuto un grosso scatto di crescita: dorme pochissimo durante il giorno, e spesso la sera non vuole addormentarsi ma giocare, chiacchierare, gironzolare per il lettone. Prende ancora tanto latte, ma adesso ha sette denti e quando ciuccia a volte morde, un pò per sbaglio un pò per gioco.
E' implacabile quando vuole qualcosa, non molla facilmente, è determinatissima e si fa sentire con il suo solito tono di voce per niente delicato.
Esplora da sola in giro per casa, se non la senti dopo un pò devi correre perchè sicuramente sta combinando qualche disastro o mangiando qualcosa di terribile. Si sposta in piedi tenendosi appoggiata ai mobili o al muro, ma ancora non si è mossa senza appoggi.
Dice "Mamma", "Papà", "Tetè", "Tata", batte le mani, sale il primo gradino della scala, fa ciao e quando ti abbraccia ti stringe con tutte le sue forze di quasi unenne ben piazzata.
Anche Cesare cresce e cambia di continuo...adesso sta imparando a pronunciare la R, che ancora non sapeva dire. E' buffissimo perchè pronuncia tutte le parole con questa R arrotondata all'inglese, di cui è molto fiero.
All'asilo continua a dormire molto poco, solo quando c'è la sua maestra, praticamente una settimana al mese.
Però abbiamo deciso che pazienza. Gli abbiamo detto, sia noi che la maestra, che non è obbligato a dormire se non vuole, però deve stare lì nel lettino e riposarsi un pò. Quindi a volte legge un libretto, a volte canticchia, altre volte fa "ginnastica" per passare il tempo, ma l'importante è che non la vive più male come all'inizio, anzi su questa cosa ci scherziamo sopra. Ovviamente se non ha dormito la sera crolla prestissimo, ma ormai lo sappiamo e cerchiamo di anticipare cena e tutto il resto per non arrivare a farlo innervosire troppo.
Si trova anche meglio con i compagni, anche quelli più grandi. Mi racconta tutto contento che adesso lo fanno giocare con loro, e che sono diventati suoi amici, e mi ha detto pochi giorni fa :" Mamma, adesso la scuola mi piace un pò di più..." il che è un gran risultato.
Continua a fare piscina e questa si gli piace tantissimo; e devo dire che adesso che abbiamo preso il ritmo piace anche a me vederlo sguazzare tutto felice con la bocca aperta anche se beve, mentre grida :"Mamma guarda che faccio!!!". Lo porto sempre io lasciando Anita con Carl, ed è un bel momento tutto nostro, che condividiamo con un suo amichetto e la sua mamma. 
Anche perchè un bel cambiamento di questo periodo è il grandissimo attaccamento di Cesare per suo padre. Carl è sempre stato molto presente e molto affettuoso, ma fino a poco tempo fa Cesare per alcune cose voleva solo me e lui lo scacciava. Invece adesso lo cerca tantissimo, quando è a casa vuole essere addormentato dal padre, quando non c'è dice che gli manca, vuole fare tantissime più cose insieme a lui, ne parla con ammirazione e orgoglio. Sapevamo che sarebbe successo, che verso i tre anni i bambini maschi iniziano ad identificarsi con la figura paterna, però a vederlo succedere è una cosa molto commovente, soprattutto per Carl. 
Tra i fratelli tutto procede bene, devo dire. Ci sono momenti di nervosismo, in cui dialogano a suon di strilli, se si contendono qualcosa o se Anita va a disturbarlo nei suoi giochi, ma le cose si calmano abbastanza facilmente per ora, consolando l'uno o l'altro, e spesso poi si fanno le coccole, il solletico, gli scherzi, e Cesare a volte ha dei pensieri gentili verso di lei che mi lasciano stupita e contenta. Chissà come andrà quando Anita inizierà a parlare....allora si che io e Carl non riusciremo a dirci più nemmeno mezza parola!!!
Quanto a me, io sono un pò ridotta male...fisicamente soprattutto. Ho deciso che il 2019 sarà l'anno del dedicarmi anche un pò a me, vediamo se ci riesco.
Devo ingrassare, per prima cosa, perchè il virus prima e l'influenza poi mi hanno fatto dimagrire tantissimo e non riesco a prendere peso, non ho idea di come fare. C'è il discorso schiena, per ora ancora accantonato. C'è il discorso pavimento pelvico, che purtroppo ho dovuto affrontare perchè dal parto di Anita ho ancora tantissimi disturbi.
E poi vorrei riuscire a uscire, con un'amica, a fare un aperitivo, qualcosa, da essere umano. 
E poi vorrei un pomeriggio per me e Carl...non chiedo molto, mica una serata...giusto un pomeriggio di cinema e chiacchiere senza interruzioni...Ma come si fa a lasciare tutti e due i figli contemporaneamente? Ce la fanno i miei suoceri? Per ora sembra di no, e infatti ancora non ci siamo riusciti.
Ma non disperiamo, tutto cambia, i bimbi crescono e questi giorni di follia giornaliera, cacche, vomiti, capricci, domande a raffica passeranno in un attimo, e ci mancheranno pure, lo so. 

lunedì 24 dicembre 2018

Questo non è un post natalzio

L'8 dicembre ho compiuto 36 anni, e per la prima volta nella mia vita me li sento tutti.
Non è una cosa negativa però, anzi.
In questi 36 anni tondi e panciuti ci sto comoda e a mio agio come in un vestito su misura, e allo stesso tempo sento che mi donano e mi si addicono.
Per la prima volta nella mia vita dentro di me c'è un senso di completezza, di "aver chiuso il cerchio".
Soprattutto mi è passata quell'eterna sensazione di essere l'ultima arrivata, quella inesperta, o come dice la mia amica siciliana: "la scappata di casa".
E' buffo perchè probabilmente non lo sono mai stata, anzi, tutti mi hanno sempre considerata matura, saggia, senza grilli per la testa. Però ero io il mio giudice più severo, e non andavo mai bene, non avevo mai l'età, non ero mai abbastanza, ero sempre meno degli altri.
E come ci sentiamo dentro determina come ci comportiamo fuori. Dipende tutto da lì.
Bè, vi annuncio che quella Ellie antipatica e giudicante non c'è più, se n'è andata zitta zitta con la coda tra le gambe, perchè non c'è più storia, io adesso lo so che sono Grande, che sono la Mamma di due bambini, che sono una Donna e non più una ragazza, che ho costruito tanto e continuerò a farlo e a farlo bene. 
Forse è stata la seconda maternità, forse il nuovo lavoro, fatto sta che quella maestrina che non me ne faceva passare una si è finalmente tolta di mezzo, o per meglio dire si è rilassata un pò, si è resa conto di non avere più argomenti e ha finalmente taciuto.
E sono rimasta IO. Io con i miei 36 anni, che però mi stanno bene.
Io che sono la mamma di un bambino di tre anni e mezzo che si commuove vedendo Snoopy perchè è dispiaciuto per Charlie Brown. E di una bambina di dieci mesi che scopre il mondo a quattro zampe e lo affronta armata solo dei suoi immensi e fiduciosi sorrisi. E che sono la moglie  di un uomo stanco, a volte rabbuiato, spesso in debito di energie, che però riesce comunque a trovarne per fare la spesa, andare a lavorare, giocare con i figli, discutere (quasi sempre) con me..e quindi bè, forse è comprensibile che sia stanco. Un marito con il quale non riusciamo ancora a organizzare un'uscita pomeridiana al cinema, e..niente, speriamo di farcela prima o poi.
Io che ho un lavoro nuovo, che qualche anno fa non avrei mai avuto il coraggio di accettare. Un lavoro dove sono l'unica responsabile. Il lavoro desiderato, chiamato, ottenuto, quello che mi permette di andare a prendere mio figlio all'asilo e portarli tutti e due ai giardini mezz'ora prima che faccia buio, quando d'inverno fa buio alle cinque.
Io che in queste ultime settimane sto ricominciando a guardare le vetrine e desiderando di comprarmi dei vestiti. Segno che forse non sono più solo una mamma-mucca, ma che sto ritornando un essere umano.
Io che adesso adoro la nostra casa, che è piccolissima, ma ci stiamo troppo bene, è luminosa, accogliente, e abbiamo l'Alma come dirimpettaia che mette da parte i cioccolatini per i miei bambini. E l'aver cercato casa per mia madre negli ultimi due mesi (ricerca conclusa, perchè per il momento non se ne fa niente, pochi soldi e poco lavoro per lei qui...non è ancora il momento) me l'ha fatta rivalutare e apprezzare molto di più.
Io che non ho una vita perfetta, ma veramente è quello che più si avvicina alla felicità per come la intendo io. E comunque sono sempre in viaggio, e in evoluzione. Voglio di nuovo impegnarmi  nella società, dopo questa lunga parentesi di ripiegamento familiare, perchè voglio fare qualcosa per salvare il salvabile, almeno per poter dire ai miei figli, un giorno, che mamma ci ha provato.
Questo non è un post natalizio, però dato che è il 24 dicembre gli auguri ci vogliono! AUGURI!!!!

domenica 7 maggio 2017

Nuova fase

E' un maggio un pò strano questo.
Piove e non fa caldo, eppure oggi la nostra magnolia ha fatto i primi fiori, in anticipo rispetto agli altri anni. 
Aprile è finito con l'addio all'allattamento.
Come sapete, il processo durava già da un pò, dal 6 gennaio per la precisione, quando ho provato per la prima volta a spiegare a Cesare che "la puppa era stanca e faceva la ninna", e avevo iniziato a toglierla di giorno.
Poi dopo un paio di mesi ho tolto quella della notte, ed era rimasta solo la ciucciata per addormentarsi.
Dopo essere andata da Morgana mi è scattato dentro qualcosa, e ho sentito che era arrivato il momento di chiudere il capitolo, almeno per me.
E così un sabato mattina, mentre eravamo ancora nel lettone a giocare e coccolarci, ho detto a Cesare che la puppa era proprio troppo stanca, non ce la faceva più e di latte ormai ce n'era rimasto proprio poco poco. Quindi che poteva dormire anche senza puppa. 
Lì per lì ha detto di si, ovviamente.
Carl gli aveva anche raccontato una favola in cui il protagonista, Pippo, faceva la ninna senza puppa; e così Cesare diceva che avrebbe fatto "come Pippo".
Naturalmente tra il dire e il fare c'è una bella differenza, e quella sera non l'ha presa altrettanto bene. Ha pianto un pò, ha voluto che gli raccontassi una storia, poi un'altra, poi la canzone..insomma, alla fine è crollato. Il giorno dopo alle nostre domande ha risposto tutto orgoglioso che aveva dormito senza puppa, e lo ha raccontato anche alla nonna e alla baby sitter non appena le ha viste. 
E così è finita la nostra esperienza di allattamento, durata quasi due anni (Cesare ha ventitrè mesi).
Non posso ignorare che per Cesare è stato un distacco grande, e in queste settimane lo sta cercando di elaborare a modo suo.
E' molto più attaccato a me, quando sono a casa non vuole lasciarmi un istante e manda via suo padre, la sera rimanda più che può il momento di dormire, anche se poi una volta messo a letto (nel suo lettino attaccato al nostro, dato che abbiamo ancora il "letto a tre piazze"), dopo una storia e la ninna nanna si addormenta sereno.
Credo che questa faticosa fase di "accettazione" durerà un pò, ma mi sembra di aver fatto del mio meglio affinchè tutto avvenisse gradualmente e senza traumi. 
E io come mi sento? Allattare non mi manca, per me era arrivato proprio il momento di smettere.
Però mi aspettavo di sentirmi molto più riposata ed energetica, dato che ero convinta che l'allattamento fosse una grande fatica per il mio fisico da tutti i punti di vista. 
Invece mi sa che mi sbagliavo, perchè mi sento molto più stanca di prima e con molte meno energie fisiche e mentali. Eppure ora dormo tutte le notti intere, senza più interruzioni, se non raramente....forse a livello ormonale si è scombussolato qualcosa, e magari anche il mio corpo deve adattarsi a questo cambiamento. 
In compenso il seno è gia' tornato alle mini dimensioni di prima della gravidanza, e se possibile anche più piccolo...questo me lo aspettavo, però ci devo ancora "fare pace"...
So che questa stanchezza è dovuta anche alle vicissitudini di questa seconda parte dell'anno, al fatto che Cesare è davvero più impegnativo, ai ritmi stressanti del lavoro e al fatto che ancora non abbiamo un piano ferie per cui non vedo all'orizzonte nemmeno un barlume di vacanza....
A volte vorrei addormentarmi la sera e stoppare tutto e tutti per un giorno: un solo giorno per "rimettermi in pari" con la mia vita. Ma poi penso che in un solo giorno non ce la farei comunque a fare tutte le cose che sono rimaste indietro da mesi: pulire a fondo la casa, fare il bagno a Trovatello, sistemare l'armadio, andare a comprarmi qualche vestito primaverile e un paio di scarpe, farmi un taglio di capelli decente, mettere a posto le foto stampate nell'album....
E così vado avanti per priorità, metto al primo posto Cesare, poi Carl, poi il lavoro, poi tutto il resto..e infine me stessa, ma così in fondo alla lista che per me stessa non rimane che qualche briciola.
Non mi sto lamentando. Grazie al mio Buddismo ho imparato che le lamentele indeboliscono e fanno sprecare energia. Ho imparato che ogni volta che mi viene in mente di lamentarmi posso trasformare questa lamentela in un'espressione di gratitudine, in un "grazie" alla mia vita. E' un pò faticoso all'inizio, ma con un pò d'esercizio poi diventa più naturale.
Questa fase è così, passerà.
E poi in effetti penso che se avessi due figli, mi sentirei mille milioni di volte più stanca. Probabilmente se mai ne avrò un altro ripenserò a questo periodo come ad un'epoca d'oro in cui avevo SOLO un piccoletto a cui badare e un mucchio di tempo per fare tutte le altre cose. 
Per non parlare della Ellie Cercatrice, quella che aveva tantissimo tempo libero per sè e per la coppia , ma anche tanto vuoto dentro. Quella Ellie mi prenderebbe a capocciate, se leggesse nei miei pensieri di ora. E avrebbe perfettamente ragione. 
Perciò.........GRAZIE vita mia, per questa grandissima stanchezza dovuta all'immensa quantità di AMORE che ho la fortuna di avere!!!! :)

giovedì 4 agosto 2016

Confessione

Un altro post dedicato a me, si vede che sono in fase riflessiva....vi volevo raccontare una cosa che mi è successa qualche giorno fa, e che volutamente avevo tenuta nascosta dentro di me, fingendo con me stessa che non fosse importante..ma dato che continuo a pensarci e a ripensarci vuol dire che forse un pò di importanza ce l'ha, e quindi non c'è luogo migliore che il blog per darle il giusto spazio.
Dopo il ritorno a casa dalle vacanze mi è successo di avere dei doloretti tipici di quando stanno per arrivare le Rosse.
Era un bel pò che non li sentivo, e ho subito cominciato a pensare che forse il ciclo aveva deciso di tornare.
Poi dopo qualche giorno sono comparse delle perdite rosate, e allora mi sono detta: eccolo qua, è proprio lui.
Queste perdite però sono durate solo un giorno, non sono mai diventate sangue, e sono scomparse così come erano venute. I doloretti invece sono continuati.
Ho aspettato altri giorni, ma il ciclo non è arrivato e la mia mente non ha perso questa occasione per rivestire improvvisamente i vecchi panni tanto familiari della Cercatrice.
Ho pensato a delle perdite da impianto, contato i giorni, ascoltato i sintomi..e cercato su google. Proprio come i vecchi tempi.
Che brutta sensazione!!!
Volevo fermarmi, ma niente, la mia mente andava da sola. 
Non ho mai avuto dipendenze, non fumo, non bevo nemmeno il caffè..ma credo che chi torna a fumare la prima sigaretta dopo aver smesso da tanto tempo forse deve sentirsi un pò come mi sono sentita io in questi giorni...non volevo ma allo stesso tempo non potevo farne a meno.
Un gusto dolce amaro, questa ricaduta nella Ricerca.
Una ricaduta breve, finita con un bel test negativo, un dispiacere mio e di Carl, che avevo informato della cosa (e anche lì mille pensieri...glie lo dico? Lo faccio di nascosto per non dargli false speranze?) e solo l'amaro che rimane in bocca e nel cuore.
E quindi niente, tutto come prima.
Sarà stato un anticipo di ciclo. Sarà stato niente.
Sarà che non ne ho più parlato qui, ma in questi mesi (ormai quasi due anni) di vita senza Rosse il pensiero alla Ricerca ci è andato spesso.
E stavolta ci sono ricascata come una pera cotta.
Perciò parliamone, che così mi sento meglio.
Non avendo il ciclo, dato che allatto ancora, è molto poco probabile che io possa restare incinta.
L'ultima volta che sono andata dal Super-gine lui aveva sentenziato che qui dentro è ancora tutto "addormentato", che le ovaie si sarebbero potute risvegliare da un momento all'altro, o anche che sarei potuta rimanere senza ciclo finchè non avrei smesso definitivamente di allattare.
Da quando sono di nuovo a casa sto allattando molto di più, ovviamente, quindi di ritorno del ciclo secondo me non se ne parla proprio, o almeno non se ne parlava fino a quelle perdite che ho avuto.
E ad ogni modo ciclo o non ciclo io sono sempre Ellie, ho l'endometriosi, non posso illudermi di essere come per magia diventata una dea della fertilità.
E adesso vi dico una cosa, mi siete testimoni: che io NON voglio ricascarci.
Lo desideriamo, ci piacerebbe tantissimo dare un fratellino o una sorellina a Cesare.
Ma non voglio tornare una Cercatrice.
Sono una Mamma adesso.
Non voglio ritornare a provare quelle sensazioni, io ho già il mio bambino, che è stato un vero miracolo. Non voglio dimenticarmi nemmeno per un minuto quanto siamo stati fortunati a poter diventare genitori, non voglio che la gratitudine che provo ogni giorno sia appannata da un altro desiderio non esaudito. 
Adesso c'è Cesare, le vacanze, e poi ci sarà il nuovo lavoro, la nostra nuova vita da organizzare.
Quando smetterò di allattare e mi tornerà il ciclo ci penserò, a quel punto sarà inevitabile.
Ma adesso non c'è spazio per la Ricerca nel mio cuore, e se c'è io non voglio lasciarglielo.

sabato 30 luglio 2016

Su di me, sul lavoro, sui progetti di vita!!

La settimana scorsa è stata faticosa, un pò perchè il rientro dalle vacanze è sempre difficile, e un pò perchè come vi avevo scritto il tema "lavoro" è tornato a riaffacciarsi in modo abbastanza pressante.
Mi sono ritrovata ad avere due colloqui: uno mercoledì con una piccola ditta della mia città, e giovedì un altro, il secondo con la ditta di cui vi avevo già parlato e che mi interessava molto: ci ero già stata a giugno insieme alla mia ex-capa, ma eravamo rimasti molto sul generico, non avevamo parlato nè di stipendio nè di orario.
Ho deciso di andare determinata a entrambi i colloqui, e di fare di questa esperienza l'occasione per ottenere un miglioramento reale nella nostra vita: volevo chiedere l'orario part-time, il mio obiettivo irrinunciabile.
Del resto, come mi ha detto Carl, in questo momento posso permettermi di cercare il lavoro giusto con le condizioni giuste, perchè grazie alla mobilità ho un piccolo "stipendio" di sicurezza.
E così è stato un doppio successo!!!
Al colloquio di mercoledì , dopo un iniziale rifiuto, ho ottenuto un ok alle sei ore, e la proposta di fare qualche giorno di prova; a quello di giovedì idem: all'inizio il titolare ha storto il naso, ma di fronte alle mie spiegazioni (" Ho un bambino di un anno, ti dò la mia parola che lavorerò e renderò come se facessi otto ore, in fondo si tratta di una prova, se poi vedi che non ti vado bene puoi sempre ripensarci!") ha accettato e si è anche offerto di pagarmi un corso del programma cad che usano loro, che io non conosco. 
Entrambe le ditte non hanno fatto problemi sullo stipendio (ho presentato la mia ultima busta paga e non ho chiesto niente di più) e mi hanno chiesto disponibilità da settembre.
Insomma, mi sono ritrovata a poter scegliere tra due possibilità, entrambe part-time. 
Un vero successo!!!!!! :)
A malincuore (perchè è sempre difficile scegliere, e anche perchè nella prima ditta c'era una bella atmosfera e mi sarebbe piaciuto provare) ho scelto la seconda azienda, che si trova più lontano, ma che è una realtà più grande e più sicura, e in più ci verrà a lavorare anche la mia vecchia capa, grazie alla quale ho avuto il contatto con questo lavoro.
Dovrei iniziare il 7 settembre, e anche se ancora non c'è niente di scritto dovrebbe essere tutto confermato.
Questi sono i fatti....ma le emozioni?
Bè, mettiamola così.
L'ideale sarebbe starmene a casa col mio cucciolo, ma nel mondo reale questo per me non è possibile. Ne ho riparlato con Carl, e proprio non ce la facciamo. Quindi ho intenzione di far sì che questo lavoro sia bello, gratificante, che mi renda felice e che mi permetta di vivere serenamente anche la dimensione di mamma, che resta comunque quella fondamentale della mia vita.
L'aver ottenuto il part-time è un primo obiettivo raggiunto, il punto di partenza per costruire questo progetto.
A settembre voglio essere carica e positiva, e piena di curiosità ed entusiasmo per questa nuova avventura.
Nel frattempo c'è agosto, e anche se Carl lavorerà quasi sempre noi avremo tante cose da fare: prima di tutto l'inserimento della nuova baby sitter per Cesare (la nostra Tata purtroppo ha trovato un lavoro fisso; sono contenta per lei, anche se ci eravamo molto affezionati...adesso proviamo con la Tata Fotografa, la ragazza che avevamo contattato a gennaio e che era la nostra "seconda scelta"), poi passeremo qualche giorno con mia mamma in montagna sotto ferragosto, e l'ultima settimana del mese...un bel viaggetto tutti e tre! Abbiamo prenotato il primo biglietto aereo di Cesare, andremo in Albania a trovare mio padre e sua moglie.
Insomma, non ci annoieremo!


giovedì 30 giugno 2016

Si parte

Quasi in vacanza! Siamo arrivati ieri mattina a Roma, a casa di mia madre, e ci fermeremo qui per qualche giorno. Dopo di che ci raggiungerà Carl, e partiremo alla volta della Campania per portare Cesare a conoscere i parenti del paesino di suo padre. Una breve sosta anche lì prima delle vacanze vere e proprie che saranno al mare, nella casetta di mio papà dove siamo stati già l'anno scorso a settembre.
Non vediamo l'ora di vedere che effetto farà il mare su Cesare, l'anno scorso era così piccolo che per lui questa sarà la vera "Prima Volta"!
In realtà molte cose di quest'estate sono le sue "prime"....adesso che è veramente consapevole è una gioia guardarlo mentre scopre il mondo e tutto quello che lo circonda.
Ad esempio da poche settimane abbiamo scoperto la sua passione per i treni: noi abitiamo vicino a una piccola stazione secondaria, quindi lo porto spesso col passeggino o col triciclo a vedere i treni passare...immaginatevi la sua emozione ieri quando siamo andati in una stazione "grande" con tantissimi treni e soprattutto quando siamo saliti, io e lui, su uno di questi!
Nonostante sia almeno il suo quinto viaggio in treno, per la prima volta l'ho visto rendersi conto e godersi l'avventura!
Il saluto al papà dal finestrino, la partenza, il dondolio che gli rendeva difficile (difficile ma non impossibile!) tenersi in piedi e camminare per il corridoio. Le valigie, gli altri passeggeri, il paesaggio che scorreva veloce.....
...avere un figlio è come avere l'opportunità di rivivere tutta la vita una seconda volta attraverso i suoi occhi....ed è un'opportunità impagabile!!!!!!!!
Per quanto mi riguarda io sto benissimo...scomparso lo stress dei mesi di lavoro e dei vari casini, svaniti i pensieri e il dormire male, non guardo più l'orologio, ho rallentato il ritmo come solo un bambino piccolo ti insegna a fare. 
Non mi illudo che questa possa essere una condizione "eterna": non mi posso permettere di fare la casalinga, ora c'è la mobilità, ma dura solo un anno. E io so che non posso restare fuori del mondo del lavoro per troppo tempo.
Questi sono dati di fatto di cui sono consapevole, ma comunque non mi rovinano il gusto di questa estate "regalata".
Ho fatto il colloquio in quell'azienda che mi interessava.
E' andato bene credo, aspetto i prossimi sviluppi.
Un pò ci penso e un pò non ci penso, con il giusto grado di distacco che ho imparato grazie al mio Buddismo, e che mi permette di vivere la vita nel presente, giorno per giorno, fiduciosa che le cose andranno in una direzione e che sarà quella giusta.
E così volevo augurarvi Buona Estate...mi sono accorta che le persone che passano di qui e commentano sono diminuite, ma credo sia fisiologico, questo non è più un blog sulla "Ricerca", e so benissimo che per le Cercatrici non è così interessante e divertente leggere i miei smielosi post su Cesare che cammina o dice "mamma" o impara a dormire da solo! :)
Quindi anche questa cosa va bene così, io continuo a scrivere perchè gli voglio bene al blog, e ormai non potrei più farne a meno.
Grazie al blog continuo ad avere uno spazio che è solo mio, cosa che nella nuova vita di Ellie Mamma non è per niente scontata....
Quindi a presto, se passerete di qui, tra due settimane sono di ritorno con il resoconto delle nostre vacanze!!!!

giovedì 7 aprile 2016

Vertigine

Scrivo dal lavoro, dove la situazione è statica e surreale. Quello che sappiamo per certo è che la decisione presa dall'azienda è irrevocabile, quindi aprirà la procedura di mobilità. Quello che non sappiamo è tutto il resto, cioè quando smetteremo effettivamente di lavorare, e se riusciremo a strappare anche un pò di soldi per il licenziamento. Dopo sei giorni di sciopero culminati con una manifestazione abbastanza importante (siamo andati su vari giornali e telegiornali regionali) adesso siamo rientrati in ufficio, ma con il proposito di rallentare il lavoro il più possibile. La sensazione è di essere dei fantasmi: il nostro lavoro è stato in parte già dirottato nella nuova sede, noi siamo qui ma è come se fossimo già fuori dai giochi. Ci siamo ma non ci siamo. Il clima è stato all'inizio molto pesante, ora ci stiamo quasi abituando alla situazione, perchè è vero che ci si abitua a tutto.
Il prossimo passo sarà mercoledì prossimo, quando ci sarà un altro incontro tra le parti e verrà aperta questa procedura di mobilità con l'inizio delle trattative. Tutti a questo punto speriamo di concludere il prima possibile, perchè lavorare così non ha nessun senso, a parte quello economico.
Nel frattempo ognuno vive la situazione a modo suo.
Io mi sento strana, con una sensazione che ho già provato altre volte: quella di essere a un passo da un cambiamento epocale della mia vita.
L'ho già provata a vent'anni, quando mi sono trasferita da sola in un'altra regione lasciando famiglia e fidanzato dell'epoca...poi quando ho terminato il Corso di Laurea Triennale, e mi sono ritrovata senza niente da fare, "sfidanzata" dal fidanzato in questione, con di fronte mille possibilità oppure anche nessuna...e poi altre volte, fino ad arrivare ad oggi.
Da qualche parte ho letto che la vita di ognuno può essere suddivisa in fasi di sette anni...che lavoro qui sono otto anni, anche se a dire il vero l'ultimo sono stata a casa in maternità...mi sa proprio che questa fase della mia vita, così importante e piena di eventi, si sta concludendo.
In questi anni io e Carl siamo andati a vivere insieme, ci siamo sposati, abbiamo comprato la nostra casa e ci siamo persi e ritrovati nella nostra Ricerca, che alla fine ci ha portato a diventare genitori.
E adesso? Cosa ci aspetta?
E' una sensazione di vertigine, quella che sento dentro in questi giorni.
La vertigine causata dal vuoto, dall'incertezza, dall'ignoto. Dalla potenzialità che ancora non si rivela, ma si intuisce. 
Ho un quaderno in cui sto scrivendo le idee, le cose che germogliano nella mia testa in questi giorni così strani. Gli sto facendo spazio, e gli darò il tempo di crescere. 
E vediamo quale sarà il raccolto che ci aspetta....


La vertigine non è
Paura di cadere
ma voglia di volare.....

domenica 27 marzo 2016

Crisi o opportunità?

Prima di iniziare, Buona Pasqua a tutti!
E ora passo a raccontarvi le ultime novità, che sono parecchio importanti. 
Dopo dieci giorni dal mio ritorno a lavoro ci hanno convocato i rappresentanti sindacali e ci hanno annunciato che l'azienda ha deciso di delocalizzare nella sua sede all'estero circa metà dei posti di lavoro. Che avrebbero proposto ai dipendenti (più o meno novanta persone) di trasferirsi, e quelli che avessero accettato sarebbero stati licenziati e assunti dalla nuova azienda (che ha lo stesso nome della nostra, ma come spesso accade sono due rami diversi, in modo da pagare meno tasse, ovviamente). Lo stipendio proposto è del tutto inaccettabile considerato il costo della vita nel paese di destinazione, per non parlare delle garanzie sulla durata del contratto, del tutto assenti.
Per farvi capire, secondo loro novanta persone, soprattutto donne e mamme, dovrebbero trasferirsi di punto in bianco in un'altro paese, con uno stipendio misero e con il rischio di poter essere licenziate da un momento all'altro, dato che le leggi a tutela dei lavoratori lì sono molto diverse.
Insomma, una bella fregatura.
Ovviamente non siamo stati con le mani in mano.
La strategia della nostra rappresentanza sindacale è stata di respingere questa situazione facendo ostruzionismo, perciò abbiamo fatto cinque giorni di sciopero e presidio fuori dei cancelli dell'azienda. Nessuno ha risposto alle telefonate con le quali l'ufficio del personale cercava di convocarci per farci la proposta, dato che chiediamo che le trattative si svolgano in sede sindacale e non in modo individuale e abbiamo bloccato il lavoro in un momento abbastanza importante.
Poi abbiamo fatto una manifestazione davanti al palazzo delle istituzioni dove si è svolto l'incontro con i vertici dell'azienda, incontro dal quale non è uscito fuori nessun risultato concreto.
Mercoledì faremo di nuovo una grande manifestazione al centro della città per cercare di attirare l'attenzione sulla nostra situazione, anche se le speranze di fargli cambiare idea sono molto poche.
E questi sono i fatti.
Io come mi sento?
Confusa direi. Non ho fatto in tempo ad abituarmi all'idea del rientro, ad abituarmi al distacco da Cesare, ai nuovi orari, al nuovo ritmo, che improvvisamente è tutto cambiato di nuovo e non si sa come si evolverà la situazione.
Una parte di me è molto preoccupata di ritrovarsi disoccupata, e considerata la nostra situazione, con Carl che lavora part-time e il mutuo, so che sarebbe un bel problema. So anche che non è semplice ritrovare lavoro, soprattutto nel mio settore, e che certamente l'epoca del contratto sicuro finirà per sempre per me, e se ne aprirà una nuova fatta di incertezza e precarietà.
Un'altra parte di me invece pensa che questa cosa sta accadendo al momento giusto, perchè in ogni caso stavo ripensando alla mia situazione lavorativa, volevo cambiare, e se riusciremo ad ottenere la mobilità avrò un anno in cui sarò un pò coperta economicamente e potrò cercare un lavoro più adatto alla mia nuova vita di mamma.
Confusa, confusa, confusa.
L'incertezza è la parte peggiore, perchè adesso aspettiamo una mossa da parte dell'azienda: un passo indietro, nella migliore delle ipotesi, oppure un passo avanti con i licenziamenti e l'apertura delle procedure di mobilità per chi non accetterà il trasferimento.
Nel frattempo Cesare tra qualche giorno compie dieci mesi, ed è un amore di bambino e un terremoto allo stesso tempo. Gattona velocissimo per casa e si attacca ovunque per tirarsi su, sbattendo da tutte le parti e rovesciando cassetti, comodini e sedie. Ha iniziato ad odiare il momento del cambio e anche quello del bagnetto, e ogni volta è una tragedia di urli e pianti e contorcimenti tipo anguilla per sfuggire alla tortura. Ma poi quando ride ci fa sciogliere il cuore e dimenticare tutto....
Mi pesa tanto stare tutte quelle ore senza di lui, dalla mattina presto fino alle 15.30, non vederlo al risveglio, non dargli da mangiare, non farlo addormentare io. Per fortuna c'è il pomeriggio e poi la sera e la nostra notte passata a dormire stretti stretti che mi ridanno la carica per affrontare il giorno dopo. Lui mi sembra sereno nonostante tutto, anche se poi spesso ha degli attacchi di "mammite" acuta quando stiamo insieme, e non vuole che lo metta giù per nessun motivo.
Questa è la situazione, vediamo cosa succederà nei prossimi giorni..spero solo che ci sia un pò di chiarezza, in modo da capire quello che ci aspetta...

domenica 13 marzo 2016

A piccoli passi...si torna a lavoro!

E' una domenica pomeriggio fredda e ventosa, Cesare e Carl dormono sulla sedia a dondolo coperti dal plaid a quadri, Trovatello russa nella sua cuccia sotto la scala, e io dopo aver messo su l'ennesimo brodo vegetale (ultimamente è un pò un'ossessione...) mi dedico ad aggiornare il blog davanti a una tazza di tè bollente. 
E così sono tornata a lavoro.
Nonostante tutti i miei buoni propositi martedì sera ero nervosissima e mi era venuto un terribile raffreddore (sicuramente psicologico..) a peggiorare il mio stato d'animo.
Poi mercoledì mattina la sveglia è suonata alle 06:15 e si è messo in moto tutto il meccanismo: prima mi sono lavata e ho fatto colazione lasciando Carl e Cesare a letto, poi ho svegliato Carl che ha portato fuori Trovatello mentre io prendevo il suo posto sotto le coperte per non far svegliare Cesare e dargli un pò di latte mentre sonnecchiava, poi lui è tornato e io ho finito di vestirmi e prepararmi e alle 7:40 sono uscita di casa. Alle 8 sarebbe arrivato il Nonno per dare modo a Carl di prepararsi e uscire, e poi sarebbe rimasto con Cesare fino alle 11, quando sarebbe arrivata la baby sitter. Io sarei tornata verso le 15:30 e poco dopo anche Carl.
Quando sono arrivata davanti all'azienda mi sembrava che non ce l'avrei mai fatta ad entrare..c'era una vocina che continuava a ripetermi:"Dai adesso fermati e torna indietro. E non metterci più piede!!!"
Ma non le ho dato ascolto e sono entrata.
Ho marcato, ho salito le scale, e quando ho varcato la soglia dell'open space mi è sembrato di non essere mai andata via. Tutto si era come congelato, quegli undici mesi lontano da lì erano trascorsi solo per me, mentre lì dentro era rimasto tutto immutato.
Una specie di castello della Bella Addormentata Nel Bosco.
La mia scrivania, il mio computer, le mie forbici cigolanti, le matite, le squadrette, il cartoncino, i miei post-it sparsi ovunque.
La ragazza che mi aveva sostituito aveva finito esattamente il giorno prima, e a parte un maglione sulla spalliera della sedia, non aveva lasciato altri segni della sua presenza. 
E così la giornata lavorativa è iniziata. Ho salutato le colleghe e  la mia capa, tutte sono state gentilissime e carine; abbiamo preso il caffè, poi ho cominciato a lavorare ed era come se avessi smesso solo il giorno prima. Mi ricordavo tutto. Come andare in bicicletta. :)
In realtà durante il giorno e nei giorni successivi ho capito che quella sensazione di immutabilità era vera solo per me, perchè lì dentro le cose erano cambiate, e anche un bel pò.
Le colleghe mi hanno aggiornato sulla situazione: l'azienda sta delocalizzando all'estero, tante persone le hanno mandate via, tante sono state spostate (o per meglio dire "spalmate" in altri uffici), tanti contratti a termine non rinnovati, alcune andate in pensione anticipata.
Il sindacato interno ha proclamato lo stato di agitazione, hanno già fatto una manifestazione e se ne prevedono altre, ma i piani dei vertici aziendali (c'è un nuovo Grande Capo, che a quanto pare dà importanza solo ai bilanci e ai numeri) sembrano ormai definitivi. L'atmosfera è tesa e nessuno sa chi sarà il prossimo a essere chiamato all'ufficio del personale. 
Insomma, un bel casino.
Io ho ascoltato i racconti, commentato, esternato una preoccupazione che non ho, perchè in realtà mi sento ancora del tutto distaccata, come se non mi riguardasse, anche se razionalmente so che non è così.
Ho invece molto apprezzato di riprendere in mano il mio lavoro, di chiacchierare con le colleghe, di essere fermata in corridoio per sentirmi dire:"Bentornata!" "E il piccino come sta? Con chi l'hai lasciato?" e soprattutto ho apprezzato di spegnere il computer alle 15, salutare tutti e andarmene a casa.
Di aprire la porta chiedendomi come mi avrebbe accolta Cesare, se avrebbe pianto oppure no, e poi vedere la gioia nei suoi occhi e abbracciarlo forte, e accoccolarci sul divano io e lui per dargli un pò di latte, momento solo nostro, e poi avere ancora il pomeriggio davanti per stare insieme.
Il part-time è veramente una condizione privilegiata, ne sono sempre più convinta.
Insomma, è andata bene. Sono passati solo tre giorni, non voglio cantare vittoria troppo presto, ma il nostro ometto coraggioso non ha pianto, è stato buono sia con il Nonno che con la Tata, e la nostra organizzazione sembra funzionare.
Ora ci aspetta una settimana più impegnativa, perchè Carl fa la sera e saremo soli a gestire ogni cosa, ma sono fiduciosa. Se vedo che Cesare è sereno va tutto bene, la sua serenità è il nostro premio per le fatiche e gli equilibrismi. 
E così andiamo avanti, a piccoli passi, e ogni giorno cresciamo un pò insieme.

PS: Ehi, aggiunta importante!!!!! Non vi ho raccontato com'è andata la visita dal Super-gine!!! Qui dentro tutto tace, ovaie e utero ancora addormentati, dell'Amica Endometriosi nessuna traccia!!! La stiamo fregando ben bene!!! Finchè il ciclo non mi torna è la condizione ideale, perchè è come se la stessi curando senza medicine!!! Potete immaginare la mia felicità! Quindi si continua con l'allattamento finchè posso, spero il più a lungo possibile!!!!!

giovedì 24 settembre 2015

Tra mamme

Una sera, era luglio, sono venuti a trovarci una coppia di amici di Carl con la loro bambina di un anno. Cesare aveva poco più di un mese e in quell'occasione doveva avere una serata storta perchè piangeva tanto. 
Lei dopo un pò, di fronte ai miei tentativi infruttuosi di calmarlo, mi ha chiesto in tono accusatorio:
"Ma non è che forse non hai abbastanza latte? No perchè anche la mia piangeva così, e infatti io avevo poco latte, e solo quando ho iniziato a dargli l'aggiunta finalmente ha smesso di piangere e da allora ha dormito tutta la notte nella sua culla! Devi fargli la doppia pesata, solo così capirai se mangia abbastanza!!!"  E per tutta la sera non ha fatto altro che elencare le prodigiose abilità della figlia, che ovviamente non aveva mai visto il lettone dei genitori, adorava dormire da sola nella sua cameretta e non stava mai in braccio.
Se c'è una cosa che non si deve dire a una neo mamma insicura e stanca è che forse non ha abbastanza latte! Quella notte non ho dormito pensando che forse aveva ragione e che stavo facendo soffrire la fame a Cesare, e che comunque sicuramente non ero in grado di educarlo e che ero una mamma incapace...poi per fortuna la mattina dopo ho resettato il cervello e ho continuato per la mia strada.
Però ho pensato:"Alla faccia della solidarietà tra mamme!!!" e da allora sono sempre stata diffidente.
Quando capivo che la mammina di turno era di quelle "attenta a non fargli prendere il vizio" o "mio figlio ha sempre dormito tutta la notte" e così via, mi tappavo le orecchie e non registravo neanche mezza parola.
Però questa cosa aveva rappresentato un pò una delusione.
Ero molto curiosa di come sarei stata "tra le mie pari" una volta diventata mamma, forse perchè Prima avevo sempre evitato quelle situazioni per ovvi motivi, e non avendo nemmeno partecipato al corso Pre-parto non ho potuto condividere il periodo della maternità con altre ragazze appanzate. 
Invece i primi tempi dopo la nascita di Cesare avevo scoperto un mondo ostile: mi sentivo "al sicuro" solo tra le mura di casa nostra, con Carl, ma per il resto mi sembrava che tutti, o meglio tuttE, non avessero altro da fare che giudicare le mie scelte e il mio modo di essere mamma.
Per fortuna sulla mia strada è capitata Minnie, più giovane di me di qualche anno, piccola e determinata, consulente "del portare", mamma "ad alto contatto" di due bellissimi bambini.
Lei mi ha insegnato a usare la fascia, mi ha dato consigli sull'allattamento via whatsup anche di domenica e a tarda notte, mi ha consigliato libri e iniziative, e mi ha coinvolto nei suoi gruppi di Mamme Portatrici.
I gruppi si ritrovano al parco (finora è stato sempre bel tempo), ogni mamma con la sua fascia e il suo bambino, lei porta una coperta colorata e il suo bambolotto per le dimostrazioni delle legature.
Prima ce le fa vedere, poi ognuna di noi prova col bambolotto, e poi con i bambini veri.
Quindi si passeggia e si chiacchiera e di solito i bimbi si addormentano nelle fasce e io torno a casa tutta rilassata e piena di fiducia in me stessa.
Finalmente mi trovo in ambiente amico: nessuna giudica nessuna, non ci sono saputelle o super-mamme, e con loro mi sembra di poter essere finalmente me stessa.
E così ora, sulla scia di questa ritrovata fiducia nel genere "mammesco", sto incredibilmente apprezzando le occasioni di incontro, anzi me le vado proprio a cercare.
Ieri pomeriggio sono andata al consultorio con Cesare, dove le ostetriche avevano organizzato uno spazio per le mamme per parlare del tema "Ritrovare il proprio corpo dopo il parto".
Oltre a me c'erano altre tre mamme con bimbi nei passeggini che andavano dai due ai sei mesi, tre mamme senza bimbi, e un'altra mamma con il bimbo in fascia, che già conoscevo perchè abbiamo fatto insieme il corso per le legature.
Ci siamo sedute nella saletta per il sostegno all'allattamento (io e l'altra mamma portatrice in piedi dondolando per far addormentare i marmocchi) e l'ostetrica, una simpaticona cicciotta, ha subito introdotto l'argomento e ci ha chiesto di parlare delle nostre esperienze con il sesso dopo il parto.
Tutte erano intimidite, io ho iniziato il giro raccontando che abbiamo ripreso i rapporti ma senza un grande "divertimento" da parte mia, e a poco a poco ognuna stava raccontando la sua storia: chi sentiva dolore, chi non era per niente interessata al sesso, chi era troppo stanca e preferiva farsi una doccia o una dormita piuttosto che le coccole con il marito. Abbiamo chiacchierato per più di due ore; chi allattava, chi cullava il bambino, chi lo cambiava, mentre l'ostetrica spiegava, rassicurava e dava consigli. E' stato un incontro bellissimo, e spero che ne faranno altri. L'argomento iniziale è stato solo lo spunto, perchè poi alla fine si è parlato di tantissimi aspetti dell'essere mamme, e anche qui il dialogo è stato portato avanti sempre con un atteggiamento di aiuto reciproco e conforto.
Sono tornata a casa tutta contenta, e sabato mattina sarò di nuovo lì perchè l'ostetrica mi ha promesso un incontro sullo svezzamento, tema sul quale ho molti dubbi.
Ma non mi fermo qui, perchè mercoledì prossimo vicino casa mia apre un altro spazio di incontro dove insieme a una psicologa tutte le settimane si svolgeranno le "colazioni tra mamme", e ovviamente non me ne perderò una! Voglio approfittare di questa incredibile quantità di tempo libero che non ho mai avuto, e che avrò fino a marzo dell'anno prossimo (ho deciso di prendere tutta la facoltativa, e tornerò a lavoro quando Cesare avrà nove mesi), e piano piano sta tornando fuori la Ellie iperattiva che conoscete!!!


mercoledì 8 luglio 2015

Conquiste

Ho chiamato poco fa l'ospedale per avere notizie degli esami di Cesare rifatti lunedì, l'infermiera mi ha detto che i valori non sono più così alti ma ancora "mossi", quindi i dottori devono decidere quando farci tornare per un altro controllo..uffa, non si riesce ancora a stare tranquilli.....a me sembra che Cesare stia benissimo!!!!! Cresce, ora pesa 4kg e 200 grammi solo con il mio latte, fa un sacco di cacca e pipì e dorme sereno e tranquillo....se stesse male si vedrebbe, cavolo!!!!
Vabbè, aspettiamo di riparlare con i dottori...
Intanto i giorni passano velocissimi, e abbiamo già superato le cinque settimane. Cesare sta cambiando tantissimo a vista d'occhio, ogni giorno fa qualcosa di nuovo rispetto al giorno prima! 
Da circa una settimana abbiamo notato che riesce a seguire le nostre voci con lo sguardo, che si concentra sui nostri visi oppure su altre cose vicino a lui: ad esempio adora un pupazzo a forma di pulcino giallo e rosso che gli ho messo sul fasciatoio, e riesce a stare ben cinque minuti a guardare la giostrina sdraiato nel suo lettino. Per il resto nel suo lettino non ci sta mai...ma in compenso siamo riusciti a fargli accettare un pò la carrozzina! Queste ultime settimane il caldo è stato terribile, noi non abbiamo l'aria condizionata, e stare sempre in braccio o nella fascia stava diventando una tortura per me e per lui. Invece adesso riusciamo a farlo addormentare in braccio e poi a posarlo nella carrozzina (rigorosamente di lato, compromesso tra la sua posizione preferita a pancia in giù e quella consigliata per la sicurezza a pancia in su), dove dopo un pò di dondolio resta sereno a dormire. E' un grandissimo risultato! Le sue dormite durano da dieci minuti a un'ora e mezza, se siamo proprio fortunati.
La conquista della carrozzina è importante anche per un altro motivo: bisogna che si abitui ai viaggi in macchina. Mentre quando era piccolo piccolo sembrava apprezzare di più l'ovetto adesso lo odia e dopo cinque minuti di strada piange come un disperato...quindi abbiamo ripiegato sulla carrozzina (senza ruote) messa sul sedile dietro con io accanto a lui che quando si sveglia lo dondolo un pò e all'occorrenza lo prendo un pò in braccio. Sembra vada un pò meglio...Dobbiamo per forza abituarlo alla macchina perchè tra una decina di giorni abbiamo in programma di portarlo giù a Roma per farlo conoscere a tutto il parentado, e Carl ha dichiarato che tre ore di viaggio con Cesare che strilla in quel modo spaccacuore non può tollerarle. Speriamo bene...
Se la carrozzina è stata approvata per i sonnellini durante il giorno, la notte è sempre rigorosamente nel lettone: ci piace troppo averlo lì in mezzo a noi, e oltre alla comodità per allattarlo mi sento anche molto più tranquilla. Cercando su internet ho trovato perfino uno studio antropologico che sostiene che il neonato che dorme accanto alla mamma che lo allatta per tutta la notte è molto più al sicuro che non quello che dorme da solo, dato che la temibile Sids si verifica quando il bimbo smette di respirare, e pare che avere accanto il respiro della sua mamma che gli "dà il ritmo" scongiuri questo pericolo! Sembrava uno studio serio, e in ogni caso a me dà l'idea che lui sia più sicuro, quindi questo è quello che conta! :)
Le nostre giornate sono sempre scandite dalle poppate, ma ora Cesaretto passa più tempo sveglio senza mangiare, magari guardando me che gli parlo o la giostrina, o guardandosi intorno mentre lo porto in giro per casa. 
Per le uscite a piedi continua a preferire la fascia, nonostante il caldo, e anche a me piace portarmelo in giro così, stretto stretto a me. Anzi, le volte che lo porta Carl (che è diventato bravissimo e velocissimo a legarsi la fascia!) mi sento un pò sperduta, come se mi "mancasse un pezzo"!
Mentre da sola con lui mi avventuro più che altro nei dintorni di casa nostra, insieme a Carl abbiamo fatto tantissime passeggiate: al parco, nel bosco, lungo il fiume che attraversa la città, a prendere il gelato. Quasi sempre abbiamo portato con noi Trovatello, anche se gestire entrambi è ancora un pò faticoso. 
Nell'ultimo fine settimana poi, ci siamo proprio lanciati: sabato sera siamo stati ad una cena etnica organizzata dall'associazione di una nostra amica (per fortuna all'aperto, così avevamo libertà di movimento), e domenica mattina perfino al mare! Alla cena Cesare è stato bravo, prima ha voluto dare un'occhiata in giro in braccio al papà, poi lo abbiamo messo nella fascia e ha dormito per un bel pò, finchè non gli ho dato il latte e poi siamo tornati. Il bello della tetta è che posso allattare dovunque e in qualsiasi momento, è una grandissima libertà! 
Per andare al mare invece ci siamo svegliati prestissimo: alle 5.30 eravamo già in macchina, così lui era ancora mezzo addormentato e il viaggio è andato bene. Trovatello non l'abbiamo portato perchè lui ODIA il mare e lo teme tantissimo, e l'anno scorso avevamo giurato che non l'avremmo portato mai più!!!In spiaggia si stava benissimo, non c'era nessuno (ovviamente!!!!!), l'aria era finalmente fresca e l'acqua calmissima. Mentre io allattavo, Carl ha fatto il bagno e poi lui ha tenuto  Cesare in braccio ed è toccato a me fare il primo bagno dell'estate...quanto me lo sono goduto!!!!! Appena ha iniziato a fare caldo e ad arrivare gente abbiamo levato le tende, fatto sosta al bar per altro latte (lui) e succo di frutta e cornetti (noi) e poi siamo ripartiti. Il viaggio di ritorno così così, ha un pò pianto..ma pensavamo peggio! Sono molto fiera di queste nostre prime avventure con Cesare, avevo paura che una volta nato lui non saremmo più riusciti a fare niente! Non so se il mare gli sia piaciuto, ma di sicuro l'aria fresca gli ha fatto un gran bene, visto che una volta a casa ha dormito quasi tre ore nella carrozzina!!!
Non so se i miei racconti sembrano banali o noiosi, ma a me le sue piccole conquiste emozionano tanto, perchè mi sembra uno spettacolo magico osservare questo esserino sperduto che viene da un altro pianeta che piano piano sta imparando a trovare il suo posticino nel nostro mondo!
Dal canto mio anch'io sto imparando ogni giorno cose nuove su di lui e su di me...riflettevo su come partorire e allattare, che prima di diventare mamma mi spaventavano molto, in realtà si sono rivelate cose naturali. Come se dentro di me avessi sempre avuto questa Ellie capace di dare la vita, di nutrire, di cullare e coccolare, che se ne stava lì nascosta in un angolo di me, pronta a venire fuori solo al momento opportuno per svolgere il suo compito. Ora che è uscita fuori questa Ellie saggia e potente, non tornerà più nel suo angolino nascosto. Adesso mi accompagnerà sempre, ed è per questo che mi sento diventata Un'altra. 
Ps: Ho scritto questo mega post in tre puntate, ma alla fine ci sono riuscita!!!


venerdì 19 giugno 2015

Tre settimane!

Riesco ad aggiornare il blog perchè è venuta mia mamma a trovarmi e se Cesare si sveglia è ben contenta di spupazzarselo un pò di tempo lei!!
Sono tre settimane che siamo genitori, il tempo vola!
Da quando ho scritto l'ultima volta ho imparato cose nuove, e mi sento un pò più "mamma":
- ho imparato che stare da sola con lui e Trovatello a casa per un'intera giornata non è così terribile e che me la cavo abbastanza.
- ho imparato che con un neonato bisogna dare delle priorità: quando dorme la prima cosa è correre a fare la pipì, e poi mettersi a cucinare per il pranzo o la cena, oppure mangiare uno spuntino, perchè i bisogni primari vengono al primo posto! Subito dopo vengono le coccole a Trovatello, che non può sentirsi trascurato, e lavarsi (che è diventato un lusso ultimamente). Solo se avanza tempo si può guardare il cellulare, rispondere ai messaggi, provare a fare qualche telefonata, o anche a dare una sistemata a casa.
- ho imparato che se lo sto tenendo in braccio cullandolo e cantando "Siam tre piccoli porcellin" e vedo nello specchio che ha chiuso gli occhi non devo crederci. Se mi fermo li riapre all'istante, era un trucco!!!!
- ho imparato che, sempre quando lo sto tenendo in braccio cullandolo e cantando "Siam tre piccoli porcellin" se mi prude il naso o mi entrano i capelli negli occhi NON devo assolutamente cambiare posizione o ritmo del dondolio o della canzone per grattarmi o levarmi i capelli dagli occhi...perchè TUTTO deve rimanere uguale e COSTANTE finchè non si è VERAMENTE addormentato.
- ho imparato che in presenza di ostetriche e pediatri ci sono delle frasi che non devi MAI pronunciare se non vuoi correre il rischio di scatenare la loro ira funesta. Ad esempio "ciuccio", "dormire a pancia in giù", e "distanziare le poppate".
- ho imparato che non c'è cosa più dolce che guardare il mio bambino mentre sorride nel sonno, anche se so che ancora non sa sorridere veramente, ma non mi importa.
- ho imparato che con una mano sola si possono fare veramente un milione di cose, TRANNE mettere i calzini a un neonato che scalcia
- ho imparato che non invidio più chi rimane incinta PER CASO e senza volerlo. Perchè ho capito che essere genitori è la cosa che richiede più energia, più consapevolezza e più convinzione al mondo. 
- ho imparato che tutto quello che pensavo che avrei fatto prima di diventare mamma è stato spazzato via dalla REALTA' di ESSERE MAMMA. Quindi Tracy Hogg e compagnia bella..avrei potuto fare a meno di leggerli!!! A questo proposito ricordate questo post? Ecco, sappiate che Cesare dorme con noi nel lettone tutte le notti, che per ora lo allatto più o meno a richiesta (anche se mi illudo di seguire degli orari, ma chi voglio prendere in giro???) e solo ed esclusivamente con la tetta, e che nella fascia ho provato a mettercelo ma lui non fa altro che fare il "picchio pazzo" e darmi testate perchè vorrebbe mangiare SEMPRE. 
L'ultima settimana è stata parecchio movimentata. Domenica ho sperimentato un ingorgo mammario, per fortuna preso giusto in tempo prima che diventasse mastite, e poi ci siamo divertiti ad fare su e giù con il reparto pediatrico dell'ospedale dato che sono usciti un pò di problemini per Cesare: al controllo dalla pediatra lei ha visto che era un pò giallino, quindi ci ha consigliato di portarlo a far controllare l'ittero all'ospedale. Dopo tre controlli consecutivi in cui l'ittero non scendeva all'ospedale hanno deciso di fargli delle analisi del sangue, quindi ha subito un vero prelievo al braccio come i grandi (povero cucciolino...) e ci hanno detto che i risultati li avremmo avuti il giorno dopo. Il realtà dopo poche ore mi hanno richiamato dall'ospedale per dirmi che Cesare aveva i valori delle transaminasi troppo alti, e che dovevamo tornare per fare altri accertamenti. Immaginate la nostra preoccupazione!!!
Ieri il nostro eroe ha subito un altro prelievo di ben sei provette di sangue e un'ecografia all'addome. L'ecografista ha detto che il fegato sta bene e questa era la cosa più importante, ma adesso dobbiamo aspettare la prossima settimana per avere i risultati di tutti quegli esami che servono per cercare eventuali virus o infezioni. 
Nel frattempo il nostro piccoletto sembra stare benissimo, mangia in continuazione, la notte dorme abbastanza (perchè lo teniamo nel lettone, e quindi ha la tetta a portata di bocca e non deve neanche svegliarsi!) e fa un sacco di cacca e pipì. Quindi speriamo che non sia niente di grave!!!
Mentre allattavo Cesare guardavo la mia foto appoggiata sul comodino di Carl, e oggi pensavo che mi sembra proprio che quella Ellie non esista più. Questa Ellie di adesso è proprio diversa..da tre settimane è una Mamma, e lo sarà per sempre.

mercoledì 13 maggio 2015

Bentornata iperattività!

Qui abbiamo finito la 36esima ed è tutto sotto controllo, evviva!!!    
Dalla scorsa settimana ho fatto un milione di cose, cercando sempre di alternare il movimento con il riposo, e per ora sembra che così vada bene!
Il fine settimana è stato super bello, ho recuperato questo mese e mezzo di inattività: venerdì sera io e Carl siamo stati al ristorante etiope ed è stata una serata carinissima...abbiamo parlato tanto di come sarà DOPO, delle nostre emozioni...e del fatto che i momenti in due saranno drasticamente ridotti...
Sabato mattina invece mi sono fatta coraggio e sono andata a un incontro del corso preparto, dato che Carl lavorava. Infatti ho parlato al telefono con le ostetriche della asl e mi hanno consigliato di seguire solo gli ultimi incontri teorici, perchè ormai quelli pratici stanno per finire ed è inutile seguirli se non ho fatto la parte iniziale. Mi è un pò dispiaciuto, ma pazienza....
Comunque l'incontro è stato interessantissimo!
Parlava un neonatologo dell'ospedale, molto simpatico e alla mano, che ci ha raccontato tante cose sui momenti immediatamente successivi alla nascita. Per prima cosa ci ha spiegato il "pelle a pelle", che nel nostro ospedale viene praticato con tutti i bambini nati dopo la trentacinquesima settimana che non abbiano bisogno di cure mediche. Consiste nel mettere subito il bimbo, senza fargli il bagnetto, ma solo pulendolo un pò e avvolgendolo in una copertina, sul petto della mamma, e lasciando che la mamma, il papà e il bimbo possano stare da soli in una stanza apposita per le due ore successive al parto. Questo perchè in queste prime due ore il bimbo, avendo appena affrontato il trauma della nascita, è ancora molto attivo, mentre dopo sicuramente si addormenterà per la stanchezza. Quindi in queste due ore c'è la speranza che cerchi subito il seno e possa iniziare l'allattamento, e in ogni caso essere messo sulla mamma serve a instaurare da subito un grande legame e a sviluppare le sue difese immunitarie. Il bagnetto poi gli verrà fatto il secondo giorno, quando anche la mamma potrà assistere e imparare come si fa. Nel caso di un cesareo, dove quindi la mamma non può fare subito il pelle a pelle, può chiederlo il papà se lo desidera. Secondo me questa è una cosa bellissima, e spero con tutto il cuore di poterlo provare, o io o Carl. 
Poi ci ha spiegato quali sono gli esami medici che vengono fatti al bimbo nelle prime 48 ore dopo la nascita, e anche questa parte è stata molto utile. Infine ha parlato dell'allattamento al seno, che come sapevo qui viene promosso tantissimo. 
Al corso ho cercato di fare amicizia con qualche ragazza, anche se ho avuto l'impressione che fossero già tutte riunite in gruppetti, e mi sono sentita un pò "fuori posto", come immaginavo...comunque sia prima che iniziasse ne ho "agganciata" una e le ho chiesto informazioni sulla lista per l'ospedale. Ovviamente l'avevano data durante il corso solo per le mamme, quello a cui io non ho partecipato. Mi ha dato qualche dritta in più, ma più o meno erano le cose che avevo già messo. 
Il pomeriggio di sabato mi sono riposata, mentre la sera siamo riusciti a mangiare la pizza con degli amici, anche loro in attesa da pochissimo.
Domenica invece, dopo il pranzo da mia suocera, ce ne siamo andati con Trovatello al parco lungo il fiume e ho fatto addirittura due passi!
 Trovatello era il più felice di tutti, non ci poteva credere che finalmente riuscivamo tutti e tre insieme!!! Ma anche io ero al settimo cielo, mi sono goduta il sole, l'aria primaverile e il verde, e poi per concludere ci siamo presi un bel gelato alla nostra gelateria preferita! 
Questo fine settimana la dieta per il diabete l'ho un pò trascurata....ma ne avevo troppo bisogno!!!!!
Ieri invece avevo l'incontro per l'epidurale, sempre alla asl. Per fortuna il fratello di Carl mi sta facendo da tassista in questi giorni, e mi accompagna lui in macchina, così non devo guidare. 
Anche questo incontro è stato veramente utile, mi ha tolto tantissimi dubbi che avevo. Adesso mi manca la visita singola, in cui l'anestesista valuterà le mie analisi e se ci sono condizioni che impediscono di poterla fare. Sinceramente non ho nessuna intenzione di fare l'eroe, e se sarà possibile la chiederò e spero che me la facciano! Non sono di quelle persone convinte che più si prova dolore e più si diventa una brava mamma! 
L'anestesista ci ha spiegato che non c'è alcun rischio per il bimbo, e nemmeno per noi, a parte un 1% dei casi in cui si può soffrire di mal di testa nei giorni successivi. Inoltre non bisogna preoccuparsi assolutamente del midollo, perchè il buchino viene fatto tra la seconda e la terza vertebra lombare, mentre il midollo arriva fino alla prima vertebra. Infine non è vero che i tempi del travaglio si allungano: in fase dilatante spesso l'epidurale aiuta addirittura ad accorciare i tempi, dato che a volte la dilatazione si blocca per la troppa tensione e dolore della mamma, ed è la stessa ostetrica che chiede l'aiuto dell'anestesista per far proseguire le cose. In fase espulsiva la dose di antidolorifico viene abbassata, quindi la mamma sente tutte le spinte e può collaborare attivamente al parto.
L'anestesista ci ha anche consigliato di chiederla presto, di non aspettare che il dolore sia davvero insopportabile, perchè per prima cosa viene fatta solo se il travaglio è già in fase attiva, e poi da quando la chiedi a quando te la fanno effettivamente ci sono dei tempi "tecnici" (deve visitarti l'ostetrica per vedere se il collo dell'utero è appianato e morbido, poi devi fare il tracciato che dura almeno venti minuti e infine bisogna vedere se l'anestesista non sta facendo un cesareo nel frattempo, perchè in quel caso devi aspettare che si liberi). Insomma, questo è un pò il riassunto di quello che ho capito, e sinceramente mi ha rassicurato su tutti i fronti!
Oggi in programma ho una dimostrazione sul portare nella fascia, e poi vado a tagliarmi i capelli, che ne ho proprio bisogno!!! 
Sabato poi c'è un altro incontro del corso preparto e questa volta potremo andarci insieme io e Carl!!!
La prossima settimana è tutta di visite invece: lunedì visita con l'anestesista, mercoledì tampone (e questo mi preoccupa un pò, ho paura che esca fuori qualcosa) e venerdì visita dal Super-gine, e credo che sarà l'ultima!
Ragazze, qui siamo proprio agli sgoccioli, e io sono tutta elettrizzata! Sinceramente spero che ormai Cesare nasca alle sue quaranta settimane, ma non voglio pensarci più di tanto, ormai quello che decide di fare va bene. Ora mi sto soltanto godendo questi momenti, le ultime settimane col pancione, le ultime settimane "di coppia", le ultime settimane di una primavera che non dimenticherò mai più.



martedì 11 novembre 2014

Ormoni impazziti

Oggi è proprio un Giorno No.
Scombussolata, spaventata, un pò impaurita.
Ecco che gli ormoni stanno facendo quello che gli pare con me, e ho perso un pò della mia tranquillità delle prime settimane. Sono totalmente instabile, piango per niente, faccio brutti sogni, vorrei nascondermi in una caverna buia e silenziosa dove passare al sicuro i prossimi 8 mesi. Il mondo esterno mi sembra una minaccia e qualsiasi commento o frase poco meno che gentile sulla gravidanza mi fa l'effetto di una pistola puntata, vorrei scappare lontano da tutti per proteggere l'Esserino che sta qui dentro da qualsiasi cosa. La nausea da un paio di giorni è meno forte, e questo a volte mi terrorizza. Passo dalla felicità alla paura nel giro di pochi minuti.
L'idea di dover aspettare ancora fino al 27 novembre per rivederlo/a mi rende nervosa e mi sembra che in questi giorni potrebbe accadere di tutto.
Nel frattempo sono un vero disastro: ho avuto il raffreddore e il mal di gola, poi l'herpes sulle labbra e nel naso che mi è già venuto tre volte e stamattina me n'è uscito un altro. Non posso metterci la solita crema antibiotica perchè il Super-gine ha detto di no, quindi ci metto un pò di Calendula ma non fa un gran che. Per non parlare dei miei capelli: da quando ho scoperto che c'è Lenticchiotto/a non ho più fatto il colore (è la mia condanna: già qualche anno sono piena di capelli bianchi che mi obbligano a farlo ogni mese).
Ho trovato una tinta naturale in erboristeria e l'ho provata, ma dopo qualche settimana sono piena un'altra volta e devo assolutamente rifarmela. Mi sento proprio orribile e anche per questo vorrei nascondermi e isolarmi dal mondo. Forse avrei bisogno di stare un pò a casa, di coccolarmi un pò, di fermarmi..ma non so se sarebbe una buona idea, magari stando da sola tutto il giorno le paranoie prenderebbero il sopravvento...nonostante la stanchezza continuo a pensare che andare a lavoro sia una salvezza contro l'ansia e i cattivi pensieri.
Ieri sera ho discusso con Carl perchè lui dice che mi strapazzo troppo e devo stare più a casa, e dicendomi così mi fa sentire in colpa, come se fossi una ragazzina irresponsabile che non si preoccupa di essere incinta. Però capisco che gli scombussolamenti che vivo io li stia vivendo anche lui in modo diverso, e questo essere iperprotettivo fa parte della sua reazione.  
Stanotte ho fatto un sogno orribile: ero al mare con una mia collega e lei si comportava normalmente, finchè non mi attirava in una capanna e mi colpiva sulla pancia con qualcosa, forse un bastone. Volevo urlare e scappare ma non ci riuscivo, ero paralizzata! Mi sono svegliata piangendo, e ci ho messo un pò a calmarmi.
In questi giorni non mi piace nemmeno parlare del mio Essere Incinta, ho sempre l'impressione che gli altri possano dirmi:"Non è vero, imbrogliona, stai fingendo!!" E' una bruttissima sensazione....Forse dovrei chiamare Morgana, magari ho bisogno di essere un pò rassicurata da lei....
Questa è Ellie con Lenticchiotto/a a 9+6.
Figlietto mio o Figlietta mia, abbi pazienza e fammi sentire che ci sei sempre e stai bene, perchè mamma tua sta un pò perdendo la testa... 

martedì 1 luglio 2014

In mare aperto

Sono qui per raccontare l'incontro di sabato, ma non so cosa verrà fuori. Sono ancora avvolta da una confusione indefinita, sono scombussolata e la mente vaga da un pensiero all'altro senza sosta e senza un apparente filo logico. Però ci provo.
Sabato mattina siamo andati all'appuntamento con la riflessologa-maga, che d'ora in poi chiamerò Morgana: io super eccitata, Carl scettico, convinto di accompagnarmi all'ennesima fregatura. 
Lo studio era molto carino, un vero studio, niente di losco nè di poco professionale, c'era una bella musica rilassante. Ci siamo seduti ad aspettare, io su un divanetto, Carl nell'anticamera, dove è riuscito a fare amicizia con un ragazzo e a scoprire che lui e la sua compagna erano lì per il nostro stesso motivo. Poi è uscita Morgana, capelli nerissimi, sguardo intenso, è venuta da me e mi ha stretto forte la mano, presentandosi e dicendomi che dopo dieci minuti sarei potuta entrare. 
Quando è stato il mio momento ho subito visto quello che cercavo: l'alberello con appese tutte le fotografie dei bambini nati grazie a lei, di cui mi aveva parlato mia suocera.
Morgana mi ha detto di sdraiarmi sul lettino, lei si è messa ai miei piedi e mi ha chiesto perchè ero lì.
Ho cominciato:" Vorremmo avere un bambino ma non viene. Vuoi che ti spiego tutta la nostra storia?" Ha scosso decisamente la testa e ha iniziato a maneggiarmi i piedi: "So già tutto."
E mentre ero lì, sdraiata, mi ha riversato addosso in pochi minuti una serie di verità cristalline, che facevano più male dei punti sulla pianta dei piedi che mi premeva con le dita...riguardavano me e Carl, il nostro rapporto, i nostri ruoli, il maschile e il femminile. 
Non sono in grado di raccontarvi tutto, sia perchè ho ancora la testa confusa, sia perchè sono cose molto personali di NOI2...però penso anche che le cose che mi ha detto possono essere utili a tutte le Cercatrici, quindi proverò a spiegarle. 
Secondo Morgana c'è un problema di inversione di ruoli. La donna è Terra, l'uomo è Seme. Ma se la Terra è dura come il cemento (per colpa della società, delle circostanze, del carattere..) il Seme non potrà mai penetrare. La procreazione è qualcosa che non riguarda assolutamente la mente e la razionalità, al contrario riguarda il corpo e i sentimenti, mentre invece io (e molte donne) affronto tutta la questione con la mente, volendo controllarla, volendo padroneggiarla. Ma così facendo dimentico una cosa fondamentale, e cioè il ruolo maschile. Questo ruolo noi Cercatrici l'abbiamo completamente scavalcato, preferendo affidarci ai calcoli, al conto dei giorni, agli stick, alle temperature...e in questo modo sminuiamo il ruolo dell'uomo, che perde ogni energia. Gli uomini li consideriamo poco più che spettatori, devono stare alle nostre regole, devono essere disponibili quando lo diciamo noi, come se servissero solo i loro spermatozoi, senza nessun coinvolgimento della loro parte emotiva. Finchè c'è questa inversione di ruoli e volontà di controllo non ci sarà mai nessuna procreazione. I nostri compagni cercano in tutti i modi di accontentarci, ma non siamo mai contente. Siamo sempre insoddisfatte e alla ricerca, loro non ci bastano, perchè tramite loro vogliamo raggiungere il nostro scopo. 
Riconosci il valore del tuo compagno, riconoscigli il suo ruolo, sostituisci questo "devo" con il "voglio", lasciati andare, abbandona il controllo su tutto e la razionalità. 

Nel frattempo io ero lì inerme, rispondevo alle sue domande ma ero sempre più confusa, come se mi avesse tirato una secchiata d'acqua gelida. Intanto sentiva e premeva i vari punti del piede, e poi anche della pancia e delle gambe. In molti casi facevano male. Le ho detto dell'endometriosi, e lei ricollega anche questa ad un eccesso di ruolo maschile, che trattiene il sangue e non lo fa fluire (questo lo diceva anche l'agopunturista). Le ho spiegato che i primi mesi dopo l'intervento sono andati bene, ma che poi è tornato il dolore: 
"Perchè tu non hai cambiato attegiamento. Così è ritornato tutto come prima."
Poi mi ha detto che lei si definisce una "spazzina del corpo": "Voi mi date le chiavi di casa vostra (il vostro corpo), e io con il vostro permesso entro insieme a voi e vi aiuto a fare pulizia, a buttare quello che non serve e che vi fa male". 
Quello che preferisce fare è occuparsi delle coppie con problemi di fertilità. "Certo, se viene qualcuno con la sciatica lo tratto, ma quello che mi piace fare è questo."
Mentre mi sentiva le gambe mi ha chiesto cosa provo quando vedo una donna incinta, e quando le ho detto che mi sento male mi ha dato un compito:"Prova a toccare la pancia di una donna incinta e a sentire la sua felicità." 
Queste parole mi hanno colpito peggio di una pugnalata, mi sono immaginata la scena e ho detto a me stessa:non ce la posso fare. 
Io quando vedo una donna incinta mi tengo lontana più che posso, non penserei mai di toccarle la pancia, mi sembrerebbe quasi di contagiarla con la mia infertilità o con i miei pensieri tristi. 
E così sono scoppiata a piangere.
Morgana mi ha abbracciato, mi ha tenuta stretta mentre piangevo dicendomi che ero stata brava a lasciarmi andare,che era proprio quello che dovevo fare e che ero sulla strada giusta. 
Ci sono altre mille cose, ma riesco a tirare fuori solo queste. Fuori mi aspettava Carl, Morgana ha detto che la prossima volta vuole fare un trattamento anche a lui. 
Quando siamo usciti non mi sono trattenuta e ho iniziato subito a raccontargli tutto, ed è stato come aprire una diga di un fiume in piena: Carl ha detto che lui si sente esattamente così, proprio come diceva Morgana, che era come se gli avesse letto nella mente. Che lui non ne può più, che ha paura per noi, che questa Ricerca ci sta logorando, che lui non si sente per niente considerato, e mille altre cose che ci hanno tenuto a parlare per più di un'ora e mezza fuori dallo studio, appoggiati ad una ringhiera. Abbiamo pianto, ci siamo abbracciati. Ci siamo detti cose su di noi che non ci eravamo mai detti. 
Abbiamo passato il fine settimana storditi, pieni di pensieri, poi ieri pomeriggio abbiamo di nuovo parlato, io ho di nuovo pianto, e poi abbiamo capito quello che vogliamo fare e quello che faremo. 
Prima di andare da Morgana pensavo tra me e me che desideravo una svolta, un'inversione di rotta, e l'ho avuta. 
Ho capito di aver fatto tanti errori, per fortuna non irreparabili. Ho visto tutto sotto una luce nuova,che mi ha restituito una visione della realtà completamente diversa da quella che ho costruito nella mia mente negli ultimi tre anni.
Adesso vediamo che succede.
Siamo sempre noi, Carl e Ellie, ma un pò più forti e un pò più uniti. La barchetta ha superato un'altra tempesta, il timone lo teniamo stretto e andiamo avanti.