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lunedì 24 dicembre 2018

Questo non è un post natalzio

L'8 dicembre ho compiuto 36 anni, e per la prima volta nella mia vita me li sento tutti.
Non è una cosa negativa però, anzi.
In questi 36 anni tondi e panciuti ci sto comoda e a mio agio come in un vestito su misura, e allo stesso tempo sento che mi donano e mi si addicono.
Per la prima volta nella mia vita dentro di me c'è un senso di completezza, di "aver chiuso il cerchio".
Soprattutto mi è passata quell'eterna sensazione di essere l'ultima arrivata, quella inesperta, o come dice la mia amica siciliana: "la scappata di casa".
E' buffo perchè probabilmente non lo sono mai stata, anzi, tutti mi hanno sempre considerata matura, saggia, senza grilli per la testa. Però ero io il mio giudice più severo, e non andavo mai bene, non avevo mai l'età, non ero mai abbastanza, ero sempre meno degli altri.
E come ci sentiamo dentro determina come ci comportiamo fuori. Dipende tutto da lì.
Bè, vi annuncio che quella Ellie antipatica e giudicante non c'è più, se n'è andata zitta zitta con la coda tra le gambe, perchè non c'è più storia, io adesso lo so che sono Grande, che sono la Mamma di due bambini, che sono una Donna e non più una ragazza, che ho costruito tanto e continuerò a farlo e a farlo bene. 
Forse è stata la seconda maternità, forse il nuovo lavoro, fatto sta che quella maestrina che non me ne faceva passare una si è finalmente tolta di mezzo, o per meglio dire si è rilassata un pò, si è resa conto di non avere più argomenti e ha finalmente taciuto.
E sono rimasta IO. Io con i miei 36 anni, che però mi stanno bene.
Io che sono la mamma di un bambino di tre anni e mezzo che si commuove vedendo Snoopy perchè è dispiaciuto per Charlie Brown. E di una bambina di dieci mesi che scopre il mondo a quattro zampe e lo affronta armata solo dei suoi immensi e fiduciosi sorrisi. E che sono la moglie  di un uomo stanco, a volte rabbuiato, spesso in debito di energie, che però riesce comunque a trovarne per fare la spesa, andare a lavorare, giocare con i figli, discutere (quasi sempre) con me..e quindi bè, forse è comprensibile che sia stanco. Un marito con il quale non riusciamo ancora a organizzare un'uscita pomeridiana al cinema, e..niente, speriamo di farcela prima o poi.
Io che ho un lavoro nuovo, che qualche anno fa non avrei mai avuto il coraggio di accettare. Un lavoro dove sono l'unica responsabile. Il lavoro desiderato, chiamato, ottenuto, quello che mi permette di andare a prendere mio figlio all'asilo e portarli tutti e due ai giardini mezz'ora prima che faccia buio, quando d'inverno fa buio alle cinque.
Io che in queste ultime settimane sto ricominciando a guardare le vetrine e desiderando di comprarmi dei vestiti. Segno che forse non sono più solo una mamma-mucca, ma che sto ritornando un essere umano.
Io che adesso adoro la nostra casa, che è piccolissima, ma ci stiamo troppo bene, è luminosa, accogliente, e abbiamo l'Alma come dirimpettaia che mette da parte i cioccolatini per i miei bambini. E l'aver cercato casa per mia madre negli ultimi due mesi (ricerca conclusa, perchè per il momento non se ne fa niente, pochi soldi e poco lavoro per lei qui...non è ancora il momento) me l'ha fatta rivalutare e apprezzare molto di più.
Io che non ho una vita perfetta, ma veramente è quello che più si avvicina alla felicità per come la intendo io. E comunque sono sempre in viaggio, e in evoluzione. Voglio di nuovo impegnarmi  nella società, dopo questa lunga parentesi di ripiegamento familiare, perchè voglio fare qualcosa per salvare il salvabile, almeno per poter dire ai miei figli, un giorno, che mamma ci ha provato.
Questo non è un post natalizio, però dato che è il 24 dicembre gli auguri ci vogliono! AUGURI!!!!

martedì 25 settembre 2018

Volere è potere!

Nel mio Buddismo c'è l'idea che per cambiare il mondo fuori di noi bisogna per prima cosa cambiare noi stessi, decidendo con convinzione di trasformare quello che ci provoca sofferenza in qualcosa di grande valore. E ancora una volta, la mia vita mi dimostra con i fatti quanto sia profondamente vera questa visione...
Nell'ultimo post vi avevo raccontato della proposta della mia vecchia azienda, ero piena di dubbi e non sapevo se accettare o meno. 
Ho passato una settimana a riflettere, cambiando idea mille volte nello stesso giorno, dormendo poco la notte, parlando con qualsiasi persona mi capitasse a tiro per farmi dare suggerimenti. Dicevo:" Possibile che non posso fare il mio lavoro, che amo, senza rinunciare alla mia famiglia? Non è giusto...perchè non posso trovare una soluzione che mi faccia conciliare tutto?"...insomma, mi ero proprio incastrata il cervello. 
Poi mi sono ritrovata un libro tra le mani, lo avevo letto tempo fa e l'ho riletto in due pomeriggi, mentre i bimbi dormivano, ritrovando la strada smarrita nei meandri della mia mente. Me lo aveva riportato una mia ex collega, incontrata per caso una sera in centro, glie lo avevo prestato anni fa e non ci eravamo più riviste. E' un libro che parla di Buddismo, appunto.
Lei me lo ha riportato, e in quell'occasione mi ha detto, andando via di corsa:" Ho il contatto di un'azienda che so che cerca una modellista, prova a chiamare, non si sa mai." 
Lì per lì non ho chiamato subito, mi sentivo troppo piena di dubbi per aggiungere un'altro filo a questa matassa da dipanare. Però ho riletto il libro, e mi sono rimessa a praticare il mio mantra con la mente più sgombra, il cuore aperto alle possibilità che la vita mi avrebbe offerto. Ho alzato il mio stato vitale, e martedì scorso ho invitato un'altra amica a praticare a casa mia, perchè insieme l'energia aumenta, e ci si aiuta a vicenda. 
E infine, quello stesso pomeriggio, mentre i bambini dormivano, ho chiamato quel numero, così tanto per togliermi il pensiero.
Al telefono il titolare mi ha detto che cercavano una modellista PART-TIME...."Le interessa?"......Certo che mi interessava!!!! Mi ha chiesto di mandargli il curriculum, e in pochi minuti ho acceso il computer e glie l'ho mandato per mail, mentre i bambini continuavano miracolosamente a dormire entrambi.
Dopo dieci minuti mi ha richiamato, e mi ha chiesto di andare lì per un colloquio, anche quel pomeriggio stesso. 
E così non appena Carl è tornato da lavoro mi sono messa il rossetto e una collana, ho tirato fuori dall'armadio l'unico pantalone e l'unica camicia decenti (senza macchie di latte o di pappa) e sono corsa lì in macchina.
Distanza da casa: meno di un quarto d'ora.
Gli sono piaciuta, e insomma, per farvela breve mi hanno offerto un lavoro part time 4 ORE LA MATTINA, dalle 9 alle 13. Contratto a TEMPO INDETERMINATO. 
Ovviamente ci sono anche lati negativi: è una ditta piccola, a conduzione familiare, in cui sarò l'unica dipendente. Quindi tanta responsabilità in più, perchè gestirò io tutto il lavoro da sola. Però la modellista di cui prenderò il posto è disponibile a farmi affiancamento fino a fine novembre, perchè non ha fretta di andare via, dato che andrà ad insegnare, non deve entrare in un'altra azienda. Questo mi fa sentire meglio, anche perchè il programma che usano è diverso da quello che usavano nella mia vecchia ditta, quindi dovrò impararlo.
Entrerò a metà ottobre, giusto il tempo per organizzarmi con Anita (tra nonni, baby-sitter e Carl).
Insomma, mi sono presa qualche giorno per decidere, ma ieri gli ho detto di si.
E' un'occasione unica, voglio essere coraggiosa e dare il meglio di me. Lo faccio per i bambini, soprattutto, perchè mi sembra un sogno essere a casa alle 13:30 ogni giorno, ma anche per me, perchè è una sfida dal punto di vista lavorativo. 
Ho paura ma ce la farò. E sarà una grande vittoria.

giovedì 23 agosto 2018

Agosto in città: quattro sotto un tetto

Questo mese di agosto umidissimo sta passando, in un modo o nell'altro. 
Qui abbiamo preso una certa routine e ce la caviamo, anche se soffriamo tanto il caldo e gli spazi ristretti di casa nostra.
Di solito la mattina andiamo ai giardinetti, quasi deserti in questo periodo.
Parto armata di borsa del cambio, acqua, merenda per entrambi, fascia, tutto messo nel passeggino con Anita dentro e Cesare sull'amaca.
L'amaca è la geniale invenzione di una nostra amica anche lei bis-mamma, e consiste in una sciarpa legata sul manubrio del passeggino a formare una specie di altalena, su cui il bimbo più grande si siede comodamente. Ha il vantaggio che così i due fratelli si guardano e Cesare è tutto felice perchè è come se anche lui andasse sul passeggino, cioè fosse ancora un pò piccolo.
La usiamo solo per il brevissimo tragitto casa-giardinetti (dieci minuti a piedi sotto il sole cocente), perchè poi di solito Anita si mette a piangere e non sempre riusciamo ad arrivare a destinazione con questo assetto.
A volte arriviamo con lei in braccio e Cesare per mano a me, che con la terza mano spingo il passeggino. Al ritorno invece al 99% Anita è in fascia e Cesare a volte cammina, altre prende possesso del passeggino della sorella e io lo spingo.
Ai giardinetti ci passiamo un paio d'ore allegre: Anita ha imparato ad apprezzare l'altalena sia in braccio a suo fratello che da sola (ovviamente va pianissimo e la tengo ), Cesare gioca ormai super autonomo mentre io allatto Anita, facciamo merenda e poi la addormento in fascia, e verso le 11:30 ci imbarchiamo nel ritorno.
A casa metto un cartone a Cesare al piano di sopra (il computer che usiamo per fargli vedere i cartoni sta in mansarda), Anita sul tappeto accanto a me, preparo il pranzo e mangiamo tutti e tre.
E qui si apre il capitolo SVEZZAMENTO DI ANITA che meriterebbe un post a parte! Come vi avevo già raccontato lei ha iniziato di sua spontanea volontà a mangiare cibi solidi già da un mesetto, ma da quando siamo tornati a casa abbiamo iniziato ufficialmente con brodini vegetali, pappine, creme di verdure...e poi pastina, fette di melone, di pesca, pere da ciucciare, mele grattuggiate e assaggi vari.
Dato che il seggiolone di Cesare non c'entra più in cucina (cioè se entra lui usciamo noi) ci siamo fatti prestare uno di quei seggioloni che si attaccano al tavolo, così io e Anita occupiamo il lato stretto del tavolo, Cesare e Carl (quando c'è) il lato lungo. Gli altri due lati sono occupati dalla scala e dal muro, e il tavolo non può essere spostato da quella posizione altrimenti Cesare va addosso al frigorifero.
All'inizio lasciavo il piatto con la pappa alla portata di Anita, per farla giocare un pò come facevo a suo tempo con Cesare, ma poi ho capito che era una pessima idea, perchè dopo pranzo sembrava che fosse esplosa una bomba in cucina, quindi adesso le lascio solo afferrare il cucchiaio con la pappa e la aiuto a metterselo in bocca. Lei vuole assolutamente fare da sola, non esiste che se ne stia lì a farsi imboccare. Nel frattempo cerco di mangiare io e controllare che mangi qualcosa anche Cesare, perchè adesso lui cerca di attirare l'attenzione su di sè durante i pasti facendone di tutti i colori: sparge il cibo "come Anita", lo mangia con le mani, mette le mani nel bicchiere pieno d'acqua, ci mette le posate, o il tovagliolo, insomma, ne inventa una nuova ad ogni pasto. Se faccio pause troppo lunghe tra una cucchiaiata e l'altra Anita protesta, quindi le metto lì davanti tre o quattro cucchiaini da afferrare per ingannarla un pò.
Quando abbiamo finito ho dieci minuti di relativa calma in cui giocano entrambi sul tappeto per sistemare la cucina.
Il problema è che tra il tavolo e il tappeto gioco c'è poco più di una mattonella, quindi mi devo precipitare  a pulire se non voglio che giochino in mezzo alla pastina sparsa ovunque.
Dopo pranzo c'è il momento dell'addormentamento di entrambi, sul quale adesso siamo molto migliorati: prima faccio il biberon a Cesare, mentre lui lo beve sul letto io addormento Anita in fascia (per fortuna abbiamo superato la fase del rock&roll, ora è sufficiente cullarla un pò facendo Sh-sh-sh-sh e dandole piccole pacche sul sedere). Quando lei dorme profondamente salgo sul nostro megaletto, sciolgo la fascia e la metto giù e mi metto accanto a lei per farla ciucciare (altrimenti si risveglia subito). Cesare sa che i primi cinque minuti dobbiamo stare zitti zitti, poi mi metto a raccontargli le storie sussurrando piano, finchè non si addormenta anche lui. E se tutto va bene e io resto lì sul letto, dormono entrambi un paio d'ore.
Il pomeriggio se Carl è libero posso respirare un pò, almeno la cena la facciamo tutti insieme , a volte usciamo per un gelato o una passeggiata serale..e soprattutto addormenta lui Anita in fascia. Se invece fa la sera la giornata è lunga, ci siamo attrezzati con la piscinetta in terrazzo, oppure torniamo ai giardini. Per fortuna sono tornati i miei suoceri, così qualche sera vado a cena da loro e mi rilasso un pò. E per fortuna stanno piano piano tornando tutti gli amichetti di Cesare, così riesco a farmi anche qualche chiacchierata con altre mamme.
Devo dire che a rendere tutto più faticoso e difficile c'è l'aspetto "casa piccola e su due piani".
Trovatello ha definitivamente traslocato dai nonni in pianta stabile: lì ha giardino e tranquillità. Lo vediamo comunque quasi tutti i giorni e Carl lo porta fuori dividendosi l'impegno con il fratello, come già facevano prima.
Ma da quando Anita ha iniziato ad occupare anche lei uno spazio, seduta o a pancia in giù, o a quattro zampe (ancora non gattona ma mi sa che è questione di poco perchè già striscia all'indietro) ci siamo improvvisamente resi conto che non c'entriamo più. Vivere tutti nei pochi metri quadri della cucina, che fa anche da salotto e stanza dei giochi, è diventato impossibile, ci calpestiamo e scontriamo, per non parlare dei potenziali pericoli. Anche Carl dopo un paio di cene tutti e quattro insieme, ha capito che bisogna trovare una soluzione. 
Cambiare casa non si può.
Ci sarebbero le stanze della mansarda, una più grande e una più piccola, entrambe con il tetto spiovente, dove già adesso abbiamo trasferito parte dei giochi di Cesare. Dobbiamo capire se sia realmente fattibile spostare la zona notte tutta al piano di sopra per trasformare la nostra stanza in un soggiorno. Il mio cervello si è già messo in moto e ragiona tutto il tempo su metri quadri e combinazioni di mobili. Poi c'è la questione condizionatori, che forse potrebbero aiutarci, ma costano uno sproposito...Vedremo...

sabato 7 gennaio 2017

Il cerchio della vita

Eccomi, e Buon Anno!!!! 
Per la prima volta in vita mia non ho ancora consultato un oroscopo per sapere cosa aspettarmi dall'anno appena iniziato, e questo è uno dei tanti segnali di come sia cambiata la mia vita con l'arrivo di Cesare...
Perciò, non scriverò il mio solito post di propositi per l'Anno Nuovo e bilanci di quello vecchio....semplicemente, siamo scivolati in un nuovo anno senza quasi accorgercene, abbiamo festeggiato con amici cari (ex Cercatori anche loro, il loro bimbo è nato sei mesi dopo Cesare) in modo tranquillo, con il cuore sereno di chi non deve riempire nessun vuoto, perchè è già pieno di tutto quello che gli serve per essere felice.
Abbiamo preparato la cena, fatto mangiare i bimbi, poi li abbiamo addormentati e abbiamo cenato noi, e a mezzanotte ci siamo fatti gli auguri senza alzare troppo al voce, per non svegliarli.
Ci siamo abbracciati e abbiamo brindato, e non c'è stato bisogno di altro.
Ed ora voglio raccontarvi delle feste di Cesare, che sono state intense e piene di emozioni, come mi aspettavo. 
L'incontro tanto atteso (da me!) con Babbo Natale è stato un successo: nonostante il costume poco credibile lo zio ha fatto un ottimo lavoro e Cesare è rimasto colpitissimo!
Non appena ha sentito le campanelle (suonate dalla nonna sotto mie istruzioni) che annunciavano l'arrivo delle renne si è accucciato vicino al papà con gli occhi spalancati e quando Babbo Natale ha fatto il suo ingresso nel salotto dei miei suoceri è rimasto colpitissimo!
Era emozionato e spaventato allo stesso tempo, è rimasto stretto stretto a Carl e a me e non ha voluto avvicinarsi troppo a "Babbu", che gli chiedeva se era stato buono e gli depositava davanti un sacco di pacchetti.
Poi una volta scomparso Babbo Natale e riaccese le luci tutto è tornato tranquillo, e si è sentito abbastanza sicuro per poter andare a scartare tutti quei regali.
Ha ricevuto tanti, troppi giocattoli, ovviamente...ma il gusto con cui ha scartato ogni pacchetto è stata la ricompensa per tutti noi! 
Questo suo Primo vero Natale purtroppo non se lo ricorderà, però spero che gli rimangano impressi nel cuore il senso di meraviglia e di magia che ho visto nei suoi occhi!!!
Anche con la Befana mi sono data da fare a prepararlo prima, raccontandogli di questa vecchietta che anche lei portava i regali e i dolci ai bambini, ma che al contrario di Babbu non voleva essere vista da nessuno!
La sera del 5 gennaio io e Cesare abbiamo lasciato la "cena" per la Befana sul tavolo, e un suo calzino appeso allo sportello del forno con una molletta, proprio come ho sempre fatto io da piccola. 
Avevo deciso di non lasciargli dolci nella calza, perchè penso che sia ancora piccolo per mangiare "schifezze", quindi quando si è addormentato ho preparato i biscotti di pasta frolla e gli ho messo un pò di quelli, più un sacchettino di uvetta, che in questo periodo adora. 
Poi mi sono divertita a "smangiucchiare" la cena della Befana, a spargere biscotti, uvetta e bucce di mandarino un pò ovunque in cucina (si sa che la Befana è pasticciona!) e finalmente me ne sono andata a letto! 
Carl ha partecipato solo come osservatore, dato che per lui tutti questi preparativi erano del tutto nuovi: la sua infanzia non è stata proprio idilliaca, e purtroppo di magia e spensieratezza ce n'è stata ben poca...
Proprio per questo forse mi sono data tanto da fare: volevo far sognare un pò anche lui, e restituirgli tramite nostro figlio quello che non ha potuto vivere quando sarebbe stato il suo momento...
La mattina dopo è stato divertentissimo alzarsi  presto tutti e tre, e vedere la faccia di Cesare nello scoprire i "segnali" lasciati qua e là dal passaggio della Befana, e infine la sua felicità nello svuotare la calza piena di "...Uva!!!"
I miei racconti sicuramente non possono rendere l'emozione che mi fa sorridere mentre scrivo, e la bellezza di questi momenti da incorniciare per sempre...dopo tanti anni vissuti da Figlia, nei quali ho potuto godere la gioia e la magia di queste sorprese create dai miei genitori..adesso che per la prima volta vivo le stesse sorprese da Mamma, e sono io l'artefice di quelle magie...è come se si chiudesse un cerchio, il cerchio della vita.
E' così che deve andare, è così che dovrebbe andare per tutti e tutte....

venerdì 23 dicembre 2016

Aspettando "BabbU"!

Nonostante la stanchezza di questo faticosissimo venerdì pre natalizio ho deciso che dovevo assolutamente aggiornare il blog! 
Troppe cose da raccontarvi!
Dicembre per noi è il mese dei Compleanni, il mio e quello di Carl a pochi giorni di distanza, e quest'anno c'era un bellissimo ponte di quattro giorni, quindi abbiamo festeggiato veramente in grande!
Il giorno del mio compleanno (l'otto dicembre) c'era il sole, quindi nonostante il freddo abbiamo fatto una bella passeggiata nel bosco noi tre soli di prima mattina. Poi nel pomeriggio siamo andati a Firenze a prendere mia mamma alla stazione e con l'occasione abbiamo fatto un bel giro per le vie illuminate, gironzolato per un mercatino e soprattutto corso dietro a Cesare super eccitato per tutte quelle cose nuove. Il giorno dopo abbiamo lasciato Cesare con la nonna e per la prima volta dopo secoli siamo andati da soli NOI DUE in un centro benessere che ha aperto da poco qui vicino e abbiamo passato due ore tra saune, bagni turchi e piscine con le bolle!
Poi pranzetto in un caffè carino e siamo tornati alla base. 
Sabato passato con mia mamma tra giardinetti e mercato, mentre domenica, che era il compleanno di Carl,  abbiamo concluso in bellezza il nostro week end lungo festeggiando dai suoceri a pranzo e poi mollando di nuovo Cesaretto per andare a teatro a vedere "Evita" con Malika Ayane. 
Insomma, ci siamo scatenati!!!
Di solito non mi piace lasciare Cesare con i nonni nel fine settimana, perchè mi sembra già di vederlo così poco durante la settimana che nei week end voglio godermelo io e cercare di passare del tempo tutti e tre insieme... ma in questo caso avendo quattro giorni a disposizione ci siamo potuti concedere anche un pò di tempo per noi due soli, come non facevamo da tanto. 
In questo ultimo mese Cesare ha iniziato a cercare di parlare, ed è proprio uno spasso. Imita tutti i suoni che sente da noi e tenta di fare dei veri e propri discorsi con soggetto e complemento oggetto (i verbi ovviamente non li conosce), e anche se a volte il risultato è incomprensibile io cerco di sforzarmi più che posso a decodificare il suo linguaggio, perchè mi dispiace dirgli che non capisco! 
Le sue parole preferite al momento sono: brumbrum (macchina), miaaa (gatto), dindon (campane), tardi, tapiii (peppa pig), talpa, gòòòl (pallone), tappo, uovo e uva. Alcune non sono di grande utilità (come Talpa, che ha imparato dal suo libro preferito con gli animali), ma a lui piacciono i suoni più che i significati!
Stare in sua compagnia è sempre più divertente, mi riempie di meraviglia e lo vedo crescere e trasformarsi sotto i miei occhi di giorno in giorno: il fatto di poter avere una comunicazione con lui è l'ultimo degli incredibili cambiamenti che ha fatto, e il bello è che non si sa mai cosa aspettarsi dopo!
Anche con i suoi amichetti interagisce molto di più: con le mamme del gruppo dell'associazione (con tre o quattro siamo rimaste molto in contatto) cerchiamo di farli incontrare spesso, adesso che è inverno a casa dell'una o dell'altra, e loro sono felicissimi di ritrovarsi ogni volta, si corrono incontro, gridano tutti contenti, e si vede proprio che sono affezionati. 
Con una decina di famiglie abbiamo anche organizzato una festicciola di Natale prendendo in affitto la stanza di una ludoteca e portando noi da mangiare, ed è stato un successo. I bimbi si sono divertiti come matti e noi anche in realtà...
A proposito di questo ogni tanto si riaffaccia l'argomento Asilo Nido...ormai per l'anno prossimo a settembre. Sono molto combattuta, a volte penso che a lui piacerebbe stare tutti i giorni con gli altri bambini, altre però mi ritornano i vecchi dubbi: sul fatto che le educatrici sono troppo poche per troppi bambini, sul fatto che gli asili nido che vado a visitare mi sembrano un pò dei "parcheggi", sul fatto delle regole e della routine, che mi dà l'idea di tanti piccoli "soldatini", e poi tutte le considerazioni organizzative della nostra famiglia, cioè che non avremmo nessuno per andarlo a prendere e così via. Insomma, la verità è che ci troviamo veramente bene con questo sistema Nonno/Papà + Tata Fotografa che l'idea di dover trovare una nuova organizzazione e un nuovo equilibrio mi mette abbastanza ansia. Vedremo...a gennaio ci sono un pò di giornate open day degli asili nido, magari andrò a dare un'occhiata...
Altro argomento da affrontare nel 2017..la fine dell'allattamento. O meglio la domanda è: ci sarà mai una fine? Io al momento non so proprio come fare. La verità è che non sono decisa a smettere perchè allattare è comodissimo: la notte dormiamo e anche di giorno è la soluzione ideale per nervosismo/mal di denti/febbre/pianti inconsolabili eccetera.
A volte mi sento stanca e mi dà fastidio quando Cesare lo chiede in pubblico, più che altro perchè so che qualcuno sicuramente mi guarderà strano pensando o chiedendomi :"Così grande prende ancora il latte???"...ma a parte questo non sono così motivata.
Anche perchè so anche che il mio latte gli fa benissimo, che gli dà tanti anticorpi e lo rinforza, che anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l'ideale sarebbe allattare almeno fino ai due anni del bambino ( quello che dicevano ai tempi delle nostre mamme, che "il latte dopo i sei mesi è solo acqua", è assolutamente falso).... 
Insomma, bò????
Non so quando smetterò, non so come fare, non ho le energie nè la voglia di pensarci. Per il momento continuo così, finchè o io o lui non ci stuferemo.
E adesso siamo arrivati a Natale!!!!
Questo è il primo vero Natale di Cesare, che l'anno scorso aveva sei mesi e non si rendeva conto di gran che...e io sono emozionatissima!!!
Dato che è l'anno dei suoceri (abbiamo stabilito di fare a turno per evitare conflitti familiari), passeremo il 24 e il 25 qui, poi il 25 sera io e Cesare partiremo per Roma dove staremo qualche giorno con i miei mentre Carl lavora (nella mia azienda chiudono una settimana, che grandissima botta di fortuna!!!!) e ci riuniremo per l'ultimo dell'anno.
Abbiamo organizzato anche l'arrivo di Babbo Natale (mio cognato) per domani sera, e sono troppo curiosa di vedere la reazione di Cesare!!! Intanto ha imparato a dire "babbu"e gli ho raccontato un milione di volte che è vestito di rosso e porta i regali...speriamo che non gli faccia paura!!!
Buon Natale a tutte voi, e prometto di scrivere presto per raccontarvi!!!

giovedì 11 febbraio 2016

Vita che scorre

Il tempo cammina sempre più veloce e io non riesco a stargli dietro. Mi dispiace di non riuscire più a soffermarmi e a registrare qui i miei pensieri e le mie emozioni come facevo Prima, mi succede spesso di pensare " Questa cosa devo scriverla nel blog!" ma poi passa il momento, la giornata, la settimana, e ci sono già tantissime altre cose che mi assorbono e che vorrei scrivere, ma non lo faccio, e così via...Insomma, so che questo spazio è un pò abbandonato e mi dispiace, ma per il momento la Vita assorbe tutte le mie energie, e la notte preferisco dormire piuttosto che stare alzata a scrivere al computer! Comunque se mi volete ora ci sono, sono qua a tentare di farvi un riassunto delle ultime settimane. 
Siamo già a metà febbraio, tra meno di un mese rientrerò a lavoro. Cesare ha otto mesi e mezzo, ed è cambiato tantissimo. Gli è spuntato il secondo dentino, ha iniziato a gattonare e a tirarsi su in piedi, dice "Mamma" e ogni tanto "Papà", mangia di tutto, è andato per la prima volta sull'altalena, ha partecipato alla sua prima festa in maschera con il costume da Draghetto, sta da solo a casa dei nonni e si addormenta con la baby sitter.
Questo è soltanto un elenco di cose, che non riesce a esprimere la meraviglia e lo stupore di fronte a questo Piccolo Essere che scopre il mondo, fa enormi conquiste, percorre da solo le tappe necessarie a diventare grande davanti ai nostri occhi.
E noi non facciamo altro che stargli vicino e accompagnarlo in questo viaggio, ringraziando ogni giorno per questo immenso privilegio, spettatori più che attori, perchè ora è il suo momento, noi ci siamo semplicemente fatti da parte per lasciare spazio a lui.
Il privilegio è proprio questo: di poter restituire alla vita qualcosa, visto che fino ad ora abbiamo preso per noi..adesso per noi basta così, adesso tocca a lui. E' una pienezza strana, una completezza che non so spiegare a parole, la sensazione che ci portiamo dentro da quando è arrivato.
La certezza che ogni nostro gesto, dall'aprire gli occhi la mattina all'ultimo pensiero prima di addormentarci, è dedicato a lui. E lui si lascia accompagnare mentre fa la sua strada, si appoggia a noi, legge la vita attraverso il nostro sguardo, ha ancora bisogno che gli facciamo da filtro, e per un bel pò sarà ancora così. Però ha iniziato le sue esplorazioni nel mondo, e ogni angolo è una nuova scoperta, nella quale si immerge con tutto se stesso. 
Volevo raccontarvi del mio ritorno prossimo a lavoro, dell'inserimento della tata che sta procedendo bene, delle nuove cose che ha iniziato a mangiare Cesare, ma ormai sono andata sul poetico, e in più lui si è svegliato, quindi facciamo che per ora mi fermo qui, e mi impegnerò a tornare presto!!!

lunedì 11 gennaio 2016

Anno Nuovo e...il coraggio di cambiare idea.

Intanto auguri....è finito il nostro amato 2015, l'anno che ci ha fatto diventare genitori e ci ha regalato infinite gioie..ed è arrivato il 2016, che non so perchè ma lo vedo con molto meno affetto.
Forse perchè è l'anno del mio rientro al lavoro, forse perchè non è cominciato proprio benissimo, o forse perchè nell'oroscopo dice che arriverà Saturno che ai Sagittari porta sempre rogne.
Non è cominciato bene perchè Carl ha avuto uno dei suoi periodi neri...erano anni che non capitava, e NON doveva più capitare..ma chi conosce la depressione sa che non si smette mai di farci i conti, e infatti è tornata a trovarci, un pò per colpa del suo medico che gli ha abbassato la cura forse con troppa leggerezza, un pò per una situazione generale di stress a lavoro e a casa. 
Ora va lentamente un pò meglio, anche se ogni volta è un'enorme fatica per lui e per me, e questa volta lo è stata molto di più, perchè ovviamente non siamo più due adulti soli, ma c'è un Piccolo che ha bisogno di tutte le nostre energie e risorse.
E poi arriviamo a parlare della Questione. 
Il NIDO.
Abbiamo iniziato l'inserimento il 4 gennaio, come previsto:
Primo giorno insieme a me
Secondo giorno sono stata un pò lì con lui e poi l'ho lasciato mezz'ora
Terzo giorno l'ho lasciato subito ed è stato per quaranta minuti
Quarto giorno l'ho lasciato per due ore.
I primi tre giorni è andata bene, l'ho trovato tranquillo che giocava, e non ha pianto al momento del saluto, anche se in macchina, al ritorno, ha dato sfogo a tutta la sua frustrazione piangendo per tutto il tragitto fino a casa.
La procedura prevede che il primo giorno la mamma parli con le educatrici per raccontare le abitudini del bimbo, il suo carattere, cosa mangia e come dorme, e tutto viene scritto sulla scheda del bambino.
Mentre parlavo con loro e Cesare giocava sul tappetino ho osservato gli altri bambini che già erano inseriti da settembre, il comportamento loro e delle educatrici: insomma, ho annusato un pò l'aria che si respirava.
E non è che ne fossi entusiasta. 
Se devo essere sincera, non mi sembrava che nessun bambino fosse particolarmente felice di essere lì. Erano silenziosi e qualcuno ogni tanto piagnucolava o si lamentava. Chiedevano spesso di essere coccolati, e loro li facevano sedere sulle ginocchia, gli davano un giochino da fare, gentili, ma non li prendevano mai in braccio. Al momento di fare la nanna l'educatrice diceva:" Camilla, hai sonno! Vuoi fare la nanna? Vieni!" Ovviamente Camilla non sa parlare quindi non dice nè si nè no...si avvicina, l'educatrice le dà il suo ciuccio, le toglie il bavaglino e la porta nella stanza della nanna, la mette nel lettino e dopo cinque minuti riappare di là. I bambini dormivano tutti in questa stanza al buio, ognuno nel suo lettino. Ho tenuto per me le mie perplessità, la mia sensazione che quei bambini, che andavano dai sei mesi a un anno e mezzo d'età, sembrassero tutti dei piccoli "soldatini", i miei dubbi sul fatto che non ce lo vedevo proprio Cesare che si adeguava docilmente a quest'ordine silenzioso.
Mi sono detta che dovevo fidarmi di loro, che se dicevano che anche lui avrebbe trovato piacevole la "routine" dell'asilo doveva essere vero. Ovviamente avevo spiegato loro che nostro figlio è abituato a dormire in braccio, o al seno, oppure in fascia, che non prende il ciuccio più di tanto, che è un bambino cresciuto ad alto contatto con noi, che non lo facciamo piangere e così via. Ma le educatrici sembravano  sembravano tranquille rispetto a questo.
Il quarto giorno quando sono andata a prenderlo l'ho trovato tutto sudato e singhiozzante. Mi hanno detto che aveva pianto parecchio (ma si vedeva benissimo) e che non si era addormentato. Io l'ho preso in braccio per consolarlo, dicendo qualcosa del tipo:
"Povero cucciolo, vieni..
Insomma, una frase che avrebbe detto qualsiasi mamma al mio posto.
Ma a quel punto l'educatrice esclama:
" Tu sei troppo ansiosa! Guarda che glie la trasmetti quest'ansia! " Mi ha dato fastidio ma non ho protestato più di tanto... è vero, sono ansiosa, ma credo sia normale quando si lascia il proprio bimbo di sette mesi con degli estranei, per quanto gentili e competenti!
Cesare intanto aveva ricominciato a piangere, e mentre lo vestivo l'educatrice continuava a dirmi frasi tipo:
" Eh, ma sai, lui dorme solo a contatto con voi...e poi, non vuole il ciuccio...è normale che pianga..." come per giustificarsi, anche se non ce n'era bisogno, perchè era ovvio che il cambiamento non gli sarebbe piaciuto.
Sono tornata a casa (non prima di avergli dato un pò di latte in macchina, per calmarlo un pò) e ho raccontato tutto a Carl. E ci siamo messi a parlare di questa cosa. Ci siamo chiesti cosa non ci faceva stare tranquilli.
Abbiamo ripensato a tutte le nostre motivazioni. Abbiamo parlato un bel pò, ed è venuto fuori che nessuno di noi era convinto fino in fondo di portarlo lì.
Tanti i motivi: organizzativi, economici, educativi, psicologici.
Di testa, di portafoglio, di cuore e di pancia.
Abbiamo una sola macchina, che uso io per andare a lavoro, Carl va in motorino. Entrambi lavoriamo in un'altra città, distante circa mezz'ora dalla nostra. La mattina avremmo dovuto svegliare Cesare prestissimo e fare tutti le corse per portarlo al nido, anche se lui ama molto dormire la mattina. All'uscita bisognava trovare una baby sitter che lo andasse a prendere, perchè alle 14 sia io che Carl siamo a lavorare e i suoceri idem.
Questa baby sitter, automunita, avrebbe dovuto portarlo a casa, e stare con lui per un pò di ore fino al mio arrivo. Perciò si aggiungeva oltre alla retta del nido, anche la spesa per la baby sitter, pagata a ore.
In caso di malattia, dall'asilo ti chiamano e devi andare a prendere subito il bimbo, ovviamente. Quindi io sarei dovuta scappare via dal lavoro ogni volta per portarlo a casa e poi per i giorni successivi avrei dovuto chiamare la baby sitter. Quindi ansia, problemi a lavoro, e doppia spesa.
Questo castello di carte ci è sembrato troppo fragile per non crollare miseramente al primo imprevisto, alla prima coda in autostrada, alla prima influenza. 
Un disegno basato su un equilibrio perfetto che ci stava mettendo agitazione ancora prima di iniziare.
Inoltre le due settimane al mese che Carl fa il turno di sera entra tardi la mattina e torna dopo le 22, quando Cesare è già a letto, quindi il risultato sarebbe stato che per quelle due settimane al mese loro due non si sarebbero praticamente mai visti.
Infine, c'è un'ultima motivazione.
Crediamo in una genitorialità ad alto contatto, e non abbiamo mai fatto piangere Cesare "volontariamente" per "educarlo" o insegnargli qualcosa. Secondo noi il pianto è un segnale di disagio e abbiamo sempre cercato di rispondere per alleviare questo disagio, quando era possibile. E adesso, dopo sette mesi, devo lasciare mio figlio con persone per lui totalmente estranee, che applicano proprio questi metodi che noi non approviamo per insegnargli ad adeguarsi a una certa routine. E noi li paghiamo per farlo.
Non ha senso! Se Cesare potesse parlare mi direbbe: "Mamma, ma non ti sembra un pò incoerente? Potevate farmi piangere voi allora, e insegnarmi a dormire da solo e ad essere un Bravo Bambino!
Sicuramente PRIMA O POI si sarebbe abituato. Come si abituano tutti i bambini. Ma ne valeva veramente la pena?
Abbiamo cambiato idea. 
Dopo un consulto con i miei suoceri abbiamo stabilito che Cesare starà con una baby sitter per cinque ore al giorno, dalle 11 alle 16, mentre nel resto del tempo si alterneranno Carl e suo padre, che hanno i turni sfalsati (quando uno è di mattina, l'altro lavora la sera e così via). La baby-sitter la pagheremo con un for fait, e alla fine forse risparmieremo pure.
Cesare starà a casa sua, con i suoi giochi, i suoi orari, le persone che gli vogliono bene.
Ci sarà tutto il tempo per "inserirlo nel sistema".
Ha tutta la vita per diventare un perfetto scolaro, un perfetto cittadino, un perfetto lavoratore eccetera eccetera.
Voglio lasciarlo nel suo mondo senza orologi e regole per un altro pò, finchè è possibile.
Non ci importa dei soldi persi, una volta presa la nostra decisione eravamo tutti e due più tranquilli, finalmente ci siamo tolti questo peso che stazionava dentro le nostre teste già da qualche mese, rendendoci nervosi e preoccupati.
Perchè non l'abbiamo capito prima non lo so, che quella dell'asilo non era un'idea che faceva per noi. Forse siamo stati ingenui, sicuramente inesperti.
Comunque sbagliando si impara, l'importante è avere il coraggio di cambiare strada. E quando ritorni sulla Tua Strada, lo senti.
Così adesso ecco la missione 2016: trovare la nostra Mary Poppins, la Persona Giusta.

martedì 22 dicembre 2015

Denti, pappe, e atmosfera natalizia!!!!

Eccomi per un aggiornamento pre natalizio!
Qui si fanno grandi passi avanti!
Il nostro eroe sta mettendo il suo primo dentino (si sente quando il cucchiaino di metallo ci sbatte sopra, e deve dargli parecchio fastidio, perchè diverse notti si è svegliato piangendo...), striscia all'indietro tipo Marine e fa le sue prime prove di gattonamento in avanti (per ora si dondola e si sposta di poco, ma è questione di giorni mi sa..) e mangia che è un piacere!!
Con le pappe infatti procediamo bene e con soddisfazione! Mangia mela, pera e banana per merenda, mentre per pranzo la crema di riso oppure di mais con il brodo vegetale e le verdure schiacciate. Per ora ha assaggiato (o meglio divorato) la carota, la zucca e il cavolfiore. E' divertente dargli da mangiare e vederlo insistere per mettersi in bocca il cucchiaino da solo, e per bere dal bicchierino senza beccuccio! Poi ovviamente prende ancora tanto latte, come è giusto che sia, finchè ce n'è.
E infine, udite udite, il 4 gennaio iniziamo l'asilo!!!! Sono andata a parlare con la direttrice e abbiamo stabilito le modalità dell'inserimento: il primo giorno staremo lì un'oretta io e lui insieme, il secondo giorno lo lascerò dieci minuti, poi un pò di più e così via.
Sono preoccupata ma ci sto lavorando sopra, diciamo. Perchè questo fatto dell'asilo sia un arricchimento per lui e per me, un'opportunità di crescita e una bella esperienza. Andrà bene. Andrà bene. Andrà bene.....
Intanto domenica scorsa abbiamo fatto una prova con i nonni: è stato a casa loro per quasi tre ore, durante le quali ha mangiato la frutta, giocato, e perfino dormito!!! Sono stata felicissima che questo esperimento sia riuscito, perchè penso che sia un segnale che Cesare è un bambino sereno e sicuro, almeno per ora. So che con l'asilo sarà diverso, perchè si tratta di persone estranee, ma abbiamo tutto il tempo e procederemo con calma.
Si avvicina Natale, il nostro primo Natale da genitori, il primo Natale di Cesare. 
Anche quest'anno scenderemo a Roma dai miei, ma abbiamo stabilito, per evitare recriminazioni e polemiche, che faremo un anno si e uno no, in modo che anche i miei suoceri possano passare il Natale col nipote.
Però intanto quest'anno si fa dai miei, e non vedo l'ora. 
Dopo tanti anni torno a sentirmi elettrizzata per questa festa, cosa che non mi succedeva da quando ero bambina.
Credo sia perchè per la prima volta non vivrò il Natale da Figlia (e in particolare da Figlia di Genitori Separati, il che equivale a provare ansia, nervosismo, tensione, rimpianto, rabbia, a seconda delle età e dei momenti), ma da Mamma.
Dai miei quindici anni in poi quando si avvicinava il periodo natalizio iniziava il tormentone sul tema: "Con chi facciamo il 24? Con chi il 25?", e ogni volta l'unico pensiero che mi martellava in testa era:"Speriamo che arrivi presto il 27 dicembre". Nessuno era mai abbastanza contento, le feste erano solo un dovere fastidioso che ci ricordavano che non eravamo una famiglia unita ma una famiglia rattoppata, aggiustata con la colla, dalla quale continuavano a staccarsi pezzetti senza aggiungersene mai di nuovi.
Ma da quest'anno sarà tutto diverso.
Anche se Cesare non si ricorderà di questo suo primo Natale noi ce ne ricorderemo, perchè tutto sarà organizzato e costruito Per Lui e Intorno a Lui.
E così dentro di me è tornato timidamente ad affacciarsi lo spirito natalizio, la voglia che tutto sia scintillante e luminoso e accogliente e felice, proprio come erano i Natali magici della mia infanzia di Prima.
Domani partiamo, carichi di regali, e...comunque vada, quest'anno sarà un Successo!!!!
Auguriiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



giovedì 10 settembre 2015

Settembre

Tornati alla base! 
Per prima cosa la bella notizia: niente malattie metaboliche, anzi sembrerebbe proprio niente di niente!!! La dottoressa che si occupa del nostro caso ci ha telefonato e ci ha detto che dal Meyer non avevano segnalato niente di rilevante, quindi quei valori alterati non dovevano farci preoccupare. Dobbiamo tornare lì il 21 settembre per un controllo a Cesare, ma senza prelievi, e poi forse ad ottobre per ricontrollare le transaminasi. 
Sorvoliamo sullo spavento che ci siamo presi a causa del comportamento dell'infermiera, l'importante è che vada tutto bene.
La cosa strana è che ancora nessuno ha capito da cosa sono causate queste alterazioni, e a questo punto mi viene da pensare che la risposta sia: da niente. Ma sentiremo il 21 se la dottoressa ha fatto qualche ipotesi.
E ora finalmente vi racconto delle nostre vacanze!!!
La settimana dopo ferragosto è stata la prima volta in cui la nostra famiglia si è separata per un pò, e come vi ricorderete ero molto preoccupata. Non solo io, anche Carl, quando ci ha lasciati sul treno aveva una faccia tesa come se non dovessimo vederci più per sei mesi!
Per fortuna il viaggio in treno è andato benissimo: Cesare ha pensato bene di addormentarsi nella fascia cinque minuti prima di salire e ha dormito miracolosamente per tutto il viaggio, svegliandosi solo quando ormai eravamo in macchina con mio fratello!
Con mia mamma siamo state qualche giorno a Roma e poi siamo andate alla casetta di Nonna in montagna, vicino Frosinone. Si trova a mille metri d'altezza, quindi abbiamo fatto delle tappe lungo la strada per far abituare Cesare alla differenza di altitudine, come ci aveva consigliato la pediatra.
I giorni passati lì sono stati molto sereni, anche se faticosi: la notte Cesare si svegliava spesso, forse perchè sentiva di essere in un altro letto e senza il suo papà, e durante il giorno per calmarlo di solito lo mettevo nella fascia, perchè mia mamma poteva tenerlo in braccio solo per poco tempo, a causa dei problemi alla schiena.
Però l'aria buona ci ha fatto tanto bene, dopo il caldo terribile di luglio e agosto, e anche la possibilità di stare all'aperto tutto il tempo è stata un bel sollievo. Mia mamma si è goduta il nipotino e per me è stata una soddisfazione infinita vederli finalmente insieme. Poi nel fine settimana ci hanno raggiunti anche Carl e mio fratello, e sono stati tre giorni bellissimi di vera gioia e spensieratezza.
Poi siamo ritornati alla base per una settimana, dato che Carl doveva lavorare, e la domenica dopo siamo ripartititi per il mare noi quattro, questa volta anche con Trovatello.
La casa era quella della mia infanzia, che di solito è affittata ma la prima settimana di settembre era libera. E' vecchiotta e un pò trascurata, mancano tutte le comodità e ti divorano le zanzare, ma ha un bel giardino grande e ci sono affezionata per averci passato quasi tutte le estati della mia infanzia. E comunque andava benissimo per la nostra prima vacanza con cane+neonato, per la quale non nutrivamo grosse aspettative.
Trovatello ovviamente si è subito dileguato nel giardino e ha passato tutti e cinque i giorni a rotolarsi sull'erba e a saltare qua e là tentando di acchiappare insetti, lucertole e bisce.
Noi dal canto nostro cercavamo di andare al mare presto, alle otto eravamo già lì, e di solito riuscivamo a fare un bagno per ciascuno prima che Cesare si innervosisse per il troppo caldo, e verso le dieci tornavamo a casa.
Stavamo in giardino tutta la mattina, mangiavamo a turno (come sempre) e dopo il riposo pomeridiano tornavamo al mare intorno alle cinque.
Verso l'ora di cena Carl addormentava Cesare nella fascia e ce ne andavamo a mangiare fuori in pizzeria o dove capitava, poi passeggiatina per il paese e verso le dieci a nanna.
Il bilancio è stato molto positivo: non ci avrei mai sperato ma grazie alla fascia siamo riusciti a vivere dei momenti ancora "da fidanzatini" e ci siamo potuti rilassare anche un pò. 
Le emozioni più belle ce le ha regalato Cesare al mare, dove gli abbiamo fatto scoprire la sabbia (è impazzito a toccarla con le manine e a immergerci i piedini muovendo tutte le dita!) e le onde, che lo hanno affascinato. Rimanevamo sempre fino al tramonto, e l'immagine del nostro Gnometto che affonda i piedini sul bagnasciuga sorretto dal papà e guarda senza spaventarsi le onde che arrivano e se ne vanno rimarrà il ricordo più bello di questa vacanza. 
In compenso il ritorno è stato un pò traumatico per tutti. Per Carl perchè torna a lavoro, per noi perchè dobbiamo ricostruire la nostra routine delle giornate da soli, e non è tanto semplice.
Cesare si è praticamente "resettato", vuole dormire solo nella fascia o attaccato alla tetta, in carrozzina si sveglia subito e piange disperato. E' come se fosse tornato indietro di un mese!
Credo che ci vorrà un pò per farlo riabituare a tutto, in fondo a soli tre mesi lo abbiamo sballottato su e giù per l'Italia varie volte, e si è comportato anche troppo bene!
E oggi....bè, oggi è il nostro quarto anniversario di matrimonio....il primo con lui...stamattina mentre Carl stava andando via e io tentavo di addormentare Cesare sulla sedia a dondolo gli ho sussurato:"Ah...Buon Anniversario!" e lui:"Ah già..auguri!"...ho sorriso e ho pensato che questi auguri sono i più belli che ci siamo mai fatti. 

lunedì 3 agosto 2015

Montagne russe

Giovedì scorso Cesare ha compiuto due mesi! 
Non sono riuscita ad aggiornare prima il blog perchè siamo stati una settimana a Roma da mia mamma, e poi una volta tornati non ho mai avuto tempo (ma questo era scontato, potevo fare anche a meno di scriverlo tanto ve lo immaginate!).
Per il nostro scimmiotto sono stati giorni intensi: il primo viaggio lungo in macchina, la prima volta che dormiva in un posto diverso da casa nostra, tantissime persone nuove conosciute, sballottamenti qua e là e abitudini sconvolte. Per fortuna non è che nostro figlio sia un tipo molto abitudinario, a dispetto di quello che insegna Tracy Hogg.
Anzi, non lo è per niente.
Quello che vale il giorno prima non vale più il giorno dopo, quello che mi sembra di aver capito su di lui dopo qualche giorno viene subito smentito da un suo comportamento completamente opposto. 
Mi sa che essere genitori è come andare sulle montagne russe bendati: non sai se quello che ti aspetta tra poco sarà una discesa o una salita, se ti ritroverai a testa in giù o se ci sarà un tratto rettilineo e tranquillo.
Per tre giorni fa il matto, non dorme, è nervoso, piange sempre...e il quarto giorno diventa un angioletto! Pensi di aver trovato un sistema valido per farlo addormentare, funziona per un pò..e poi improvvisamente non va più bene, e devi ricominciare daccapo.
Il manovratore delle montagne russe è lui, e da lui dipendono anche i nostri stati d'animo: giorni di disperazione e scoraggiamento (per fortuna, devo dire, pochi...) e giorni di gioia pura e incontenibile (tanti tanti tanti).
I momenti difficili ovviamente ci sono...qui non li racconto mai, semplicemente perchè quando avvengono sono troppo occupata a "sopravvivere" e a cercare di gestirli meglio che posso, e poi per fortuna non durano a lungo, e una volta passati c'è solo la voglia di godersi il presente senza pensieri.
Però se devo fare un bilancio di questi primi due mesi, direi che è assolutamente positivo!!!
In altre parole: PENSAVO PEGGIO!!!
La verità è che sono immensamente fortunata, perchè Cesare non è un bambino "difficile", è calmo e allegro la maggior parte del tempo, e poi perchè non sono sola, ad avere a che fare con lui: Carl è molto presente, grazie anche al suo lavoro part-time, e il suo aiuto è fondamentale.
Da quando sono stata messa ferma a letto per il pericolo di parto prematuro non ho più pulito la casa, perchè ci ha sempre pensato lui, come anche alla spesa e a Trovatello. Ha imparato un pò a cucinare, e in più va a lavoro, e si occupa di tutte quelle cose che io sono completamente incapace di gestire (pagamenti vari, la macchina, la burocrazia).
Da quando è diventato papà, fin dal primo momento ha imparato a cambiare i pannolini, a tagliargli le unghie, a portarlo in fascia...lo culla quando piange, gli parla, lo porta fuori anche senza di me per farmi riposare un pò...insomma, io e lui siamo perfettamente intercambiabili (a parte la tetta, ma sono sicura che se potesse gli darebbe anche il latte!) e io non mi sento mai sola nel gestire Cesare e nel prendere le decisioni.
Questo secondo me ha contribuito tantissimo a farmi vivere questi primi due mesi serenamente, e anche al fatto che non sono caduta nel famigerato "baby blues" di cui avevo tanta paura. Gli sbalzi d'umore e i pianti facili li ho avuti, ma sono durati poco e ho sempre trovato consolazione e sostegno in lui. 
Ammiro incondizionatamente le donne che si ritrovano a fare tutto da sole, perchè i loro compagni non possono essere d'aiuto. Le ammiro e mi chiedo se io ce l'avrei fatta, al loro posto.
Piuttosto, per quanto mi riguarda, i momenti di crisi di questi due mesi sono stati causati quasi sempre da persone esterne che con i loro commenti o con le loro interferenze hanno finito per metterci in difficoltà invece che aiutarci...ma questa è una storia lunga, prima o poi ve la racconterò... 



mercoledì 6 agosto 2014

Si chiude per ferie!

Ieri sono andata alla Asl a fare il prelievo per gli esami che mi ha prescritto il Super-gine.
Immaginavo di spendere tanto, ma non COSI' TANTO.
190 euro.
E siamo in prima fascia!!!!!
Oltretutto sono svenuta perchè mi hanno tolto litri di sangue, erano almeno una decina di provette.
La mia dottoressa aveva scritto sulle tre ricette rosse, sotto l'elenco degli esami, la dicitura "per sterilità"......forse pensava che servisse a farmi avere qualche sconto, oppure un trattamento più gentile da parte dell'infermiera?
Comunque sia ha contribuito a farmi sentire una sfigata totale, soprattutto mentre mi tiravano su le gambe per farmi riprendere e tutti i vecchietti presenti nell'ambulatorio della Asl si affacciavano per vedere cosa era successo.
Almeno sono riuscita a farli quasi tutti, ne manca solo uno che devo fare al centro di genetica dell'ospedale, e ormai mi sa che andrò a finire a settembre.
Sono un pò nervosa in questi giorni, sto aspettando le Rosse, e se le conosco bene arriveranno precise per il matrimonio per rompere le scatole come al solito.
Per fortuna domani è l'ultimo giorno di lavoro, e poi si parte per le agognatissime ferie!
Stasera estetista, domani sera parrucchiera e valigia, e venerdì mattina ci aspetta l'interminabile viaggio in macchina verso Il SUD, dove parteciperemo al "matrimonio dell'anno".
Se sopravviviamo a questo, ALLORA saremo veramente in vacanza.
Sono così stanca che non ho aspettative per queste ferie, va bene tutto, basta che ci riposiamo e stiamo un pò insieme, veramente non chiedo altro.
Adesso vi saluto, vi abbraccio forte, vi auguro una bella dose di sole, riposo, divertimento e tanto tanto Amore!!!
BUONE VACANZE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



giovedì 19 giugno 2014

Agenda

Il primo appuntamento è quello di oggi, al quale le Rosse non sono mancate. Puntuali e dolorose, sono stata a casa dal lavoro. 
Ma su questo non voglio dilungarmi troppo, non è minimamente interessante.
Ma ecco gli altri.
- 28 giugno, tra dieci giorni: appuntamento con riflessologa/maga, consigliata dalla parrucchiera di mia suocera. Come sapete io sono pronta a tutto, ne ho provate di cotte e di crude. Quindi, quando mia suocera, imbarazzatissima, mi ha raccontato che la sua parrucchiera le aveva parlato di questa riflessologa, nel cui studio troneggiano decine e decine di fotografie di bambini (" tutti quelli che sono nati grazie a lei!!!"), l'ho interrotta subito:"Dammi il numero che domani la chiamo e fisso." 
La parrucchiera assicura che ci ha già mandato due sue clienti che ovviamente sono rimaste subito incinte. Quindi se non c'è due senza tre io sarò la terza.
- 9 luglio: terzo spermiogramma di Carl. Da fare nel miglior laboratorio della città, richiesto dall'andrologo per verificare una volta per tutte se quello che fa fede è il primo spermiogramma (perfetto) o il secondo (non un gran che), o anche nessuno dei due. Passati i periodi delle influenze (che ammazzano gli spermini) e la cura con l'integratore Fertiplus ora non ci sono più alibi,dovremmo arrivare a dei dati definitivi.
- 7 agosto: appuntamento con il Super-gine.
Saranno passati i 6 mesi di tentativi naturali e bisognerà fare il punto della situazione.
Deciderò se andarci anche in base al risultato dello spermiogramma di Carl. Se è buono possiamo aspettare anche un altro mese e andare a settembre, tanto poi ci dirà di iniziare il percorso della fecondazione assistita. Se però è cattivo voglio andarci  parlare subito, non posso aspettare dopo le vacanze.
- 9 agosto: matrimonio della cugina poco più che ventenne di Carl, nel paesino in provincia di Caserta di dove è originaria la sua famiglia.
Si prevede giornata lunghissima, caldissima, e soprattutto, piena di parenti semisconosciuti che non aspettano altro che farci le loro insidiosissime domande. 
La prima: dove sono i NOSTRI FIGLI...la seconda, una volta appurato con orrore che non ne abbiamo: Perchè non li abbiamo ancora fatti. 
Tra l'altro questo matrimonio si prepara da ben due anni, e ovviamente io ero straconvinta che ci sarei andata con in braccio il nostro pargoletto, o per lo meno con una bella pancia di cinque mesi. 
Niente di tutto questo gente. Qui non è Hollywood e le cose non vanno come ci immaginiamo. 
Se sopravvivo a questo appuntamento c'è però una ricompensa:
- 10-24 agosto: due agognatissime settimane di ferie, di cui una insieme a Carl e ovviamente a Trovatello. Dopo il delirio matrimoniale ce ne scapperemo al mare vicino Roma, e forse ci raggiungerà anche una coppia di amici (anche loro "cercatori").
Poi tornerò a lavoro MA solo per una settimana, perchè, udite udite, sono riuscita a prendere un'altra settimana di ferie a settembre, e anche Carl, quindi per la prima volta lasceremo Trovatello dai nonni e voleremo via per una Vera Vacanza con la V maiuscola:
- 30 agosto-6 settembre: CRETA!!!! Non c'è bisogno di aggiungere altro su quanto io possa essere felice, eccitata, euforica al pensiero di quest'appuntamento. Ovviamente sto già spulciando siti e racconti di viaggio per organizzare questi 7 giorni di Puro Paradiso, che ci serviranno per arrivare belli carichi al....
- 23 settembre: "se tutto va male", come dice Carl, appuntamento con la dottoressa L. del CENTRO HUMANITAS di Milano. Stesso giorno prenotato anche l'ennesimo spermiogramma, visto che in ogni caso loro vogliono che lo spermiogramma sia fatto SOLO nel loro laboratorio. 
Abbiamo già acquistato anche i biglietti del treno, per prenderli in super-sconto, e studiato il tragitto per raggiungere il Centro. Siamo preparatissimi e determinatissimi. Se poi dovremo cancellarlo, questo appuntamento, allora sarà un'altra storia.
Ma per ora nostra la strada è questa, ce l'abbiamo di fronte, dobbiamo solo fare un passo dopo l'altro.






lunedì 28 aprile 2014

Un gioco

Come avete passato le feste? Io maluccio...qual'è il colmo per una Cercatrice che fa due mesi di dieta purificante grazie alla quale si sente "in formissima, sanissima, depuratissima"? Beccarsi un batterio intestinale di quelli tenaci e antipatici che mi ha fatto passare le feste non vi dico dove tanto lo immaginate!!!E che dopo una settimana di antibiotico non è ancora del tutto passato, sigh!
A questo proposito la dottoressa mi ha segnato le analisi del sangue per la celiachia, visto che spesso celiachia e endometriosi sono collegate...ci mancherebbe solo la celiachia, già non mangio praticamente niente!!!!! Vedremo...
Ah già, e tanto per gradire, anche il secondo tentativo ce lo siamo giocato.
Nel senso che le Rosse sono arrivate puntuali come sempre, avevo anche stickato, quindi le aspettavo per giovedì, e giovedì sono arrivate.
Stavolta non mi ero minimamente illusa, ci credete? Credeteci perchè è vero: ho deciso che dopo 2 anni e mezzo di fantasintomi (li ho avuti tutti e il contrario di tutti) ora l'UNICO sintomo che mi farà sperare di averla beccata sarà il "seno gonfio e dolente" ( o almeno gonfio o almeno dolente) dal secondo giorno P.O. FINO alla data presunta delle Rosse.
Non scomoderò la mia immaginazione per niente di meno.
C'è una sola cosa positiva: posso festeggiare il primo ciclo mestruale della mia vita SENZA ANTIDOLORIFICI!!!! Forse il secondo, se contiamo il primo primo, a undici anni e mezzo. 
Direi che è un grande risultato: solo un pò di mal di pancia il primo giorno, molto sopportabile, sangue rosso vivo e abbondante. Anche solo per questo, devo ringraziare il Super-gine e la laparoscopia.
Nel frattempo sto assistitendo impotente a un fenomeno difficile da gestire: Carl sta accusando il colpo.
Vi avevo raccontato che dopo la laparoscopia era partito in quarta con i progetti di ristrutturazione della casa, che girava con il metro intorno al collo prendendo misure in ogni angolo e ogni pomeriggio aveva appuntamenti per i preventivi..insomma che si era lanciato nella sistemazione del "nido" in attesa di vederlo presto riempito da un pargoletto... adesso ha smesso.
Ha smesso di parlarne in continuazione, e comunque sono sorti problemi tecnici, e comunque questi preventivi sono troppo alti, e in fondo non è che stiamo poi così stretti, in effetti la casa va bene anche così, per ora siamo solo noi due con Trovatello e "quando sarà" ci penseremo...
La verità è che ci è rimasto male, perchè stavolta ci sperava sul serio anche lui. Sperava che la laparoscopia fosse il nostro scoglio da affrontare, e che una volta superato tutto sarebbe stato facile e sarei rimasta incinta come per magia. Sono bastati due mesi per far capire anche a lui che per noi niente è così scontato. E si sente stanco e sfiduciato.
Qualche giorno fa mi ha confessato di aver capito per la prima volta come mi sento io da due anni a questa parte: ha ricevuto la telefonata di un suo ex- collega che non sentiva da tempo. Entrambi più che quarantenni, lui e la compagna stavano cercando una gravidanza da qualche mese...e gli ha telefonato per dargli la bella notizia che avranno una bella bambina e la chiameranno...guarda che caso..proprio come me! 
Carl mi ha raccontato di essersi complimentato con lui..e poi una volta chiusa la comunicazione di essere scoppiato a piangere. 
All'inizio non voleva dirmi niente..ma poi è capitato uno di quei viaggi lunghi in macchina durante i quali di solito parliamo tantissimo a ruota libera e me l'ha detto. 
Io ho sdrammatizzato, ma vedere la sua delusione mi fa più male di quanto pensassi..sono abituata a combattere i miei pensieri negativi, a spronare me stessa, perchè lui è sempre stato quello che viveva la Ricerca con maggiore distacco e leggerezza, che mi ha sempre  incoraggiata e rassicurata dicendomi che lui essendo un uomo la sentiva diversamente...che in ogni caso a lui importava di stare bene con me e tutto il resto non contava....
Invece ora vedo che anche lui comincia a sentire la fatica di questa Ricerca e mi sento mancare la terra sotto i piedi.  
C'è da dire però che la sofferenza di Carl è anche più "intelligente e pratica" della mia.
Quando la vede nera, lui si ributta a capofitto nel progetto adozione. E' una sua ancora di salvezza: pensa che se una volta provata la fivet (perchè gli ho spiegato che dovremo passarci, da lì, anche se non ci piace, anche se come ho già scritto non ci ispira fiducia) anche quella non dovesse andare, avremo una possibilità che non dipende dalle nostre caratteristiche fisiche (essere fertili o no) ma da altri parametri. E si dà coraggio pensando che forse il nostro destino sarà di dare una famiglia ad un bambino che viene da lontano. Se fosse per lui a settembre inizierebbe già le pratiche per chiedere l'idoneità.
In questo è più bravo di me, è più realista e più concreto. 
Sempre quel pomeriggio in macchina abbiamo fatto un gioco, che mi era stato suggerito da mia zia: descrivere la nostra vita tra cinque anni, raccontando la nostra giornata così come la vorremmo. E' un gioco che serve a focalizzare i propri obbiettivi, e a capire cosa fare per raggiungerli.
Io mi sono lanciata in una descrizione della nostra futura famiglia, formata da noi due, Trovatello, una bimba di 4 anni e il suo fratellino in arrivo (ovviamente entrambi naturalmente, senza la fivet, anzi il secondo arrivato "per caso"), che viviamo in un'agriturismo che abbiamo comprato grazie a una vincita o a un'eredità inattesa (diciamo che su questo punto sono stata un pò vaga, non sapendo a quale ricco parente sconosciuto attribuire la donazione...) nel quale io mi occupo dei bambini, dell'orto e di cucinare torte per gli ospiti e lui li intrattiene ogni sera a cena con le sue chiacchiere e i suoi racconti oltre a lavorare nel frutteto e con gli animali. Una specie di famiglia del Mulino Bianco, diciamo.
Ecco invece come Carl ha raccontato la sua Giornata Ideale fra Cinque anni: "Viviamo nella stessa casa di adesso e facciamo gli stessi lavori. Mi sveglio alla solita ora, porto fuori Trovatello, poi faccio fare colazione al nostro bimbo sudamericano adottato, lo preparo e lo porto all'asilo. Poi vado a lavorare, torno e lo vado a riprendere da mia madre che lo ha preso dall'asilo (perchè gli facciamo fare mezza giornata e basta dato che non possiamo permetterci la giornata intera che costa troppo). Poi se è bel tempo andiamo al giardino a giocare a pallone io e lui con Trovatello, nel frattempo tu torni dal lavoro, prepari la cena, ceniamo tutti insieme, giochiamo un pò con lui e lo mettiamo a letto, poi stiamo un pò insieme noi due e andiamo a dormire."
Questa è la sua Giornata Ideale della sua Vita Ideale tra Cinque anni.
E' di una semplicità disarmante, di una bellezza disarmante, e mi ha fatto sentire nell'ordine: illusa, confusa, stupida.
Perchè cerco una Felicità perfetta che non esiste, perchè in realtà non sono nemmeno sicura di quello che voglio veramente, perchè non riesco a vedere la fortuna e la meraviglia di quello che ho.
Riflettiamo, gente, riflettiamo.

lunedì 9 dicembre 2013

Lunedì

Fatti i 31, è andata. Alla fine compleanno pieno di affetto e colpi di scena. 
Sabato pomeriggio puntata veloce a salutare mio padre. Il decalogo dei figli di genitori separati prevede che ad ogni compleanno o festa comandata ci sia uno dei due genitori offeso e defraudato dal suo diritto di festeggiare degnamente con la figlia, e questa volta è toccata a lui.
Sera cena all'Indiano con le amiche di sempre, quelle che sanno tutti dettagli dello spermiogramma di Carl e che mi guardano solidali quando incrociamo una conoscente appanzata all'ottavo mese. Ho fatto il pieno di coccole e sostegno, che non fanno mai male. 
Domenica visita a Nonna (che continua ostinatamente a credere che io sia incinta, ormai è diventato il suo personale film in cui si è totalmente immersa, ha perfino fatto gli auguri a mio padre-suo figlio-perchè diventerà nonno) e poi pranzo con mamma, fratello e l'altra Nonna. Mangiato fino a scoppiare le pietanze condite con tanto amore materno, spento le candeline, ricevuto regali amorosissimi. Risposto ai tanti tanti messaggi di auguri. Verso sera colpo di scena numero uno: quando siamo pronti per ripartire ci accorgiamo che abbiamo la gomma a terra. Carl e mio fratello si mettono all'opera per cambiarla, nel frattempo colpo di scena numero due: assolutamente in anticipo (ventitreesimo giorno, veramente troppo presto) arriva il Mal di Pancia che annuncia l'arrivo delle Malefiche, e nel giro di dieci minuti si trasforma nel solito dolore terribile che mi trasporta in un mondo parallelo incapace di parlare e di muovermi. Così, mentre "i maschi" combattono con la ruota, mia madre corre  a cercare una farmacia aperta per procurarsi l'Oki, (non esco mai senza, ma stavolta ne ero sprovvista dato che non mi aspettavo che mi facessero visita proprio per il mio compleanno). 
Preso l'Oki, tornata nel mondo dell'aldiqua, colpo di scena numero tre: non riuscendo a risolvere la questione meccanica (c'era qualcosa che non andava con i bulloni da svitare e la chiave non era giusta, o almeno credo) mio fratello ha chiamato in aiuto mio padre. In tre sono riusciti a cambiarla, e una volta finito sono risaliti tutti e tre a casa, compreso MIO PADRE. Si è seduto in salotto con noi e ha CHIACCHIERATO AMABILMENTE CON MIA MADRE PER ALMENO UN QUARTO D'ORA. 
Quindi per il mio compleanno ho avuto un ultimo regalo: la mia famiglia riunita dentro casa nostra come non accadeva da non so quanti anni.
Dopo di che siamo ripartiti, e il povero Carl si è fatto tutto il viaggio di ritorno lottando con la nebbia che era calata fittissima sull'autostrada.
Oggi me ne sono rimasta a casa: inutile fare l'eroe, ormai quello che ho ha un nome, e non mi sforzo più di combatterlo. Borsa dell'acqua calda, oki e piumone, questo è il massimo che posso fare per oggi. 
Mentre gironzolo per casa rifletto amaramente che non appena ho smesso di prendere il progesterone tutto è tornato come prima: ciclo cortissimo, tanto dolore, sangue scuro. Niente di nuovo sotto il sole. Ma hai le ore contate, cara endometriosi. Nel 2014 dovrai sloggiare, qui dentro non c'è più posto per te. Bisogna fare spazio per qualcun altro.



giovedì 5 dicembre 2013

31 anni

Tra tre giorni compio 31 anni.
Impossibile non fare nessun bilancio...fin troppo facile farsi prendere da un attimo di scoraggiamento pensando che è il terzo compleanno che festeggio desiderando con tutta me stessa diventare mamma. 
In più i miei programmi per questo compleanno hanno subìto una simpatica deviazione: volevo fare una cena con i miei amici sabato sera e poi la domenica avremmo passato la giornata con la mia migliore amica, che è nata il mio stesso giorno, un anno dopo di me. Vi ho parlato di lei, vive in montagna, con il marito e due bimbe meravigliose.
Però l'altra sera quando ci siamo sentite per telefono per definire i dettagli della giornata di domenica mi ha annunciato che aspettano il terzo figlio.
E' incinta di due mesi, questo è il primo veramente cercato, dato che le bimbe sono arrivate entrambe "per caso". Sono stata brava, le ho espresso la mia felicità come meglio ho potuto, perchè è vero che sono felice per loro, e poi già lo adoro questo bimbo, come ho adorato le sue sorelline....Quando ho attaccato il telefono non ho ceduto alla malinconia e ho deciso di reagire subito, organizzando la cena di sabato sera "così mi distraggo e non ci penso"..ma l'amica che ho chiamato mi ha detto dispiaciuta che lei e il marito non erano disponibili, avevano un impegno fissato da tempo.
A quel punto tutto ha assunto dei contorni grotteschi: cena di compleanno saltata, domenica mattina 2 ore e mezza di macchina per passare la giornata con la mia amica incinta, il marito, le bimbe, i genitori e la sorella, e un'altra amica con un bimbo. Il quadro non era dei migliori.
Ho pianto un pò abbracciata a Trovatello, abbandonandomi a pensieri negativi e melodrammatici senza ritegno: "Lei ne ha già due, arrivate senza volerlo, e ora fa anche il terzo, così, come se niente fosse, con tutta la facilità del mondo, basta pensarlo ed ecco che arriva, sono perfettamente programmati per avere figli. E quest'anno festeggerà i 30 anni con questa bellissima sopresa, con la gioia di avere un'altra vita dentro di sè..E io non avrò nessuna cena di compleanno, perchè nessun amico vuole festeggiare con me, e il giorno dopo dovremo passare tutto il giorno a sorridere e a condividere la loro gioia cercando di dimenticarci della nostra sofferenza, faremo una fatica tremenda, le bimbe parleranno tutto il tempo del fratellino in arrivo, tutti saranno felici e noi saremo tristi ma non potremo farlo vedere per non rovinare la festa a tutti..... "
PURA E SEMPLICE INVIDIA. E per la mia migliore amica. Non c'è cosa peggiore. 
Dopo un bel pianto però ho ripreso il controllo della situazione, e ho deciso che voglio bene alla mia migliore amica, ma non così tanto da farmi del male. Ci sarà il momento giusto per festeggiare questa nuova vita che arriva. Ma non per il mio compleanno. Almeno quel giorno ho diritto a viverlo serena e rilassata. Perciò ho chiamato mia mamma e le ho detto che scendiamo a casa sabato pomeriggio. Domenica pranzetto in famiglia, candeline sulla torta, coccole materne. E' quello che mi ci vuole...strategie di sopravvivenza...
E se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, ora che  è passata più di una settimana dalla visita dal Super-gine, credo di aver fatto un pò pace con questa cosa dell'endometriosi e dell'intervento.
Quello che ho scritto nell'ultimo post, cioè che vorrei addormentarmi e svegliarmi direttamente a febbraio dopo la laparoscopia è vero, ma lo penso solo a volte. In realtà per il resto del tempo il mio stato d'animo principale è la FIDUCIA.
Sento dentro di me una specie di certezza, più che una speranza. La Ellie di pochi mesi fa, quella che ripeteva come un mantra "non ce la farai, non diventerai mai mamma, hai qualcosa che non va" si è finalmente calmata. 
Quella Ellie si dibatteva tra la sensazione di essere a conoscenza di un segreto incoffessabile (L'INFERTILITA'), al quale nessuno avrebbe creduto, e il disperato tentativo di non guardare quel segreto, sperando che non guardandolo scomparisse da solo. La continua oscillazione tra la paura e la speranza, tra il pessimismo più nero e l'ottimismo forzato, che molte di voi conoscono bene.
Poi come vi ho già scritto le cose sono cambiate. Qualcosa è scattato, sono riuscita a liberare quella Ellie dalla cosa che le pesava di più, e cioè l'idea che fosse colpa sua se era infertile. Sono riuscita a dirle:
"E' vero, sei infertile. Per il momento. Ma è un fatto oggettivo, non è colpa tua, e la tua mente non ha alcun potere su questo." 
Nello stesso periodo è capitato sulla mia strada, chiamato dal destino, il Super-gine, e finalmente la nebbia ha cominciato a diradarsi e i tasselli sono andati a loro posto, facendoci scoprire il senso del disegno.
Un pò come Doroty, mi sono affidata, e ho iniziato a seguire il "sentiero di mattoni gialli" convinta che, sicuramente in un modo o nell'altro, mi avrebbe portata dal Mago di Oz.
Ciò che impara Doroty, e che insegnano tanti maestri, è che quello che conta è il viaggio che facciamo per arrivare a destinazione. 
I trent'anni sono stati faticosi, ma anche importanti. Il viaggio continua e non so dove ci porterà, ma voglio entrare nei trentuno soddisfatta di me stessa così come sono, con i miei alti e bassi e le mie mille cadute, soddisfatta e fiduciosa che tutto questo abbia un senso e che comunque, IO CE LA FACCIO.