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venerdì 27 marzo 2020

Navigazione in un mare in tempesta

Da dove comincio? Partiamo dal lunedì 2 Marzo. Le scuole erano ancora aperte, l'emergenza ancora riguardava solo il Nord, non c'erano limitazioni di nessun genere. Nel fine settimana avevamo avuto la notizia di un bruttissimo incidente in cui era rimasta coinvolta la mia migliore amica: per miracolo non aveva avuto gravi danni, ma io e Carl abbiamo deciso di andare a trovarla quel lunedì sera al Pronto Soccorso della città in cui aveva avuto l'incidente, a circa un'ora di macchina da casa nostra. Abbiamo lasciato i bimbi a cena dai nonni e siamo partiti. 
Fuori dal Pronto Soccorso avevano montato già una di quelle tende per gestire i possibili contagiati dal virus, ci aveva fatto un pò impressione, ma ci abbiamo anche scherzato su.
Dopo aver passato il tempo a disposizione per le visite insieme alla mia amica ci siamo fermati a mangiare, era tardi ed eravamo stanchi, e c'era una pizzeria proprio lì fuori dall'ospedale. L'ambiente era piccolo e pienissimo e mi ricordo di essermi un pò preoccupata, ma abbiamo mangiato velocemente e siamo subito ripartiti.
Poi sono passati due giorni, il mercoledì è stato l'ultimo giorno di scuola per i bimbi, con grande gioia di Cesare e grande sgomento nostro; il pomeriggio sono andata dal dentista e il giorno dopo ho iniziato ad avere un pò di mal di gola. Nel giro di pochissimo tutto è cambiato velocemente, sono iniziate le restrizioni, abbiamo deciso di non far venire più la baby sitter per la sua e la nostra tranquillità e mia suocera si è offerta di venire lei a casa nostra per stare con i bimbi la mattina mentre io ero a lavoro. Nel fine settimana c'era un bel sole, mi sembrava di stare meglio e siamo andati a fare una gita sulle colline dietro la città, per portare i bimbi a respirare un pò d'aria buona e sana.
Qualche giorno dopo però non mi sentivo di nuovo bene, ero stanchissima, avevo un peso sul petto e il mercoledì ho iniziato ad avere un pò di tosse. 
Ho deciso di mettermi la mascherina per andare a lavoro, anche se i miei titolari minimizzavano tutto e si preoccupavano solo dell'eventuale calo degli ordini.
Il venerdì 13 la mattina mi sono misurata la febbre e avevo 37, e nel corso della mattinata sono arrivata a più di 38. E poi avevo la tosse secca e mi faceva male tutto.
Ho avvisato i miei titolari (che a quel punto hanno iniziato finalmente ad avere un pò di paura) e parlato con la mia dottoressa. 
Lei mi ha chiesto subito se ero stata a contatto con qualcuno del nord o con qualche persona positiva, ma io non ne avevo idea. Mi ha spiegato che la prassi prevedeva il tampone solo in questi casi, oppure se mi fossi sentita male e avessi dovuto chiamare l'ambulanza. Quindi l'unica cosa che dovevo fare era stare a casa con la mascherina, il più possibile isolata, misurarmi la febbre più volte al giorno e chiamare la dottoressa tutti i giorni. Se avessi avuto problemi a respirare ovviamente dovevo chiamare subito il 118.
E così è cominciata questa assurda avventura da cui solo oggi mi sento finalmente uscita.
Ho avuto la febbre alta per cinque giorni, scendeva un pò con la tachipirina e poi risaliva dopo poche ore. La dottoressa mi ha fatto chiamare il numero della Asl per l'emergenza Covid, ma anche lì mi hanno detto le stesse cose, niente tampone, aspettare a casa e sperare di non peggiorare. Nonostante la paura ho cercato di non sconvolgere la vita dei bambini, Cesare era già abbastanza spaventato da tutti gli stravolgimenti delle ultime settimane e dal vedermi stare male, Anita aveva paura della mascherina e voleva togliermela in continuazione. Casa nostra come sapete è piccolissima, c'è un solo bagno, dormiamo tutti nella stessa stanza, quindi sarebbe stato proprio impossibile isolarmi. E comunque volevo stare con loro con tutta me stessa, questo mi ha aiutato a non pensare troppo a come stavo. Ero terrorizzata e ogni giorno pensavo che forse il giorno dopo non avrei rivisto i bambini. La cosa che mi spaventava di più non era l'idea di morire in sè per sè, ma l'idea di dover andare in ospedale e stare in isolamento senza poterli più vedere per chissà quante settimane. Quando mi chiedevano di fare qualcosa insieme pensavo:" Devo dirgli di si adesso, perchè se domani peggioro non li vedo più". E così anche con la febbre alta abbiamo fatto pizze, dolci, biscotti, dipinto l'arcobaleno da appendere al balcone, letto milioni di libri, fatto mille giochi con i trenini, le macchinine, la nave dei pirati. Ovviamente Carl si è fatto dare dei giorni di malattia dal suo dottore per precauzione ed è stato a casa con noi. Le nostra giornate scorrevano tutte uguali: sveglia tutti insieme, colazione, lavaggio dei bambini e poi loro e Carl scendevano giù in cortile per sgranchirsi un pò le gambe. Per nostra grande fortuna mentre sono stata malata il tempo è stato sempre bello, e Cesare aveva imparato da poche settimane ad andare in bicicletta senza rotelle. Quindi mille e mille giri sotto casa con la bici, poi giochi in cortile con il papà ( a rincorrersi, a cercare le lucertole, a disegnare una pista per le macchinine sul pavimento ...), e nel frattempo io mi lavavo, davo un senso alla casa e preparavo un pò il pranzo. Il tempo di stendermi cinque minuti sul letto e tornavano su affamatissimi: lavaggio delle mani contando fino a 20, cambio totale di vestiti e poi tutti a pranzo. Poi mettevo a letto Anita mentre Carl sistemava la cucina e poi io e Cesare guardavamo un cartone insieme mentre Carl si riposava. Nel pomeriggio merenda e di nuovo giochi in cortile mentre io preparavo la cena e facevo la mia quotidiana telefonata con la dottoressa e con i miei per il "bollettino medico della giornata".
Per fortuna le maestre di Cesare hanno iniziato subito a mandare tanti video di canzoncine e racconti sul sito dell'asilo, quindi ogni sera prima di mangiare c'era il momento video, e poi il momento telefonate ai nonni di Roma. Poi cena tutti insieme, un cartone e a letto. Dopo cinque giorni la febbre è iniziata a scendere molto lentamente, e adesso che di giorni ne sono passati 14 mi è rimasta un pò di tosse e un pò di dolore al petto, ogni tanto.
La dottoressa ha detto che ormai sono fuori pericolo, lei pensa che sia stato il virus, anche se probabilmente il tampone ormai non lo farò più, forse più probabile quel nuovo esame del sangue per rilevare gli anticorpi, ma chissà, ancora siamo in piena emergenza e ovviamente la precedenza va a chi sta male e ai medici. Non so nemmeno come ho fatto a prenderlo. Se è stata quella visita all'ospedale, o la sera in pizzeria, o dal dentista, o al lavoro, o chissà quando. Non ne ho proprio idea e credo che non lo saprò mai.
Fino a domenica sono in malattia, poi se tutto va bene ( continuo a dire Se, perchè un pò di paura mi rimane..) dovrei entrare in cassa integrazione, perchè nel frattempo la mia ditta ha chiuso, non producendo beni necessari. Questa cosa non mi preoccupa proprio, nelle ultime settimane le mie priorità sono diventate altre.
Adesso quello che desidero è che nessuno della famiglia si ammali, essendo stati a contatto con me per tutto il tempo loro sono ancora a rischio. Per i bambini non ho paura, ma Carl ha un pò di tosse e io ogni volta che tossisce tremo, però ogni giorno che passa senza peggioramenti è un successo.
Carl è dovuto anche tornare a lavoro (non avendo io fatto il tampone non è mai partita la quarantena, quindi il suo medico non ha potuto dargli altri giorni), perchè il suo lavoro è di quelli necessari dato che distribuisce medicinali alle farmacie. 
Perciò questi ultimi tre giorni sono stati parecchio faticosi: io ancora non sono del tutto in forze, in più il tempo è stato brutto quindi siamo rimasti praticamente sempre chiusi in casa noi tre da soli. 
I bimbi sono anche troppo bravi. Litigano ovviamente, ma non come mi sarei aspettata. Spesso giocano insieme per qualche minuto, e la vicinanza costante 24 ore su 24 li sta unendo tantissimo.
Cesare è molto consapevole di quello che sta succedendo, e sicuramente anche spaventato. Disegna mostri, vulcani che esplodono, carri armati che sparano fiamme, insomma non ci vuole uno psicologo per capire quello che ha dentro. Sto cercando di farlo sfogare il più possibile, abbiamo scoperto la Ginnastica dei Supereroi e da quando il tempo è brutto la facciamo due volte al giorno, così si stancano e si sfogano.
Anita non si rende conto per fortuna, lei gode della nostra presenza costante, dei giochi, è sempre gioiosa e allegra e non sembra soffrire per la clausura forzata. 
Sto approfittando del fatto che sono a casa per diminuire l'allattamento: come vi avevo scritto già da gennaio avevo tolto la Puppa di giorno, e adesso da quando sto un pò meglio, siamo passati a quella della notte. Non è semplice, i primi giorni si svegliava due o tre volte e non voleva riaddormentarsi, ma ieri notte ha dormito senza svegliarsi fino alle sette di mattina, quindi mi sembra che forse ce l'ho fatta. Resta solo la puppata per addormentarsi, che sarà l'ultima ad andarsene.
Io solo oggi che è il 14esimo giorno mi sento di poter scrivere che sono guarita, ma lo scrivo piano piano perchè quel senso di precarietà di queste ultime due settimane ancora non me lo sono levato da dentro, e credo che ci resterà per un bel pò.
La pratica del mio Buddismo mi ha aiutato tanto, le sere in cui ero proprio sconfortata e terrorizzata mi mettevo lì a praticare con l'obiettivo di voler portare a termine la mia missione nella vita, quella di far crescere delle persone di valore, i miei bambini. "Se finisco in ospedale come faccio a portare avanti la mia missione? Non li posso mica abbandonare così". Questo è stato il mio pensiero-cura, insieme all'affidarmi alla mia Vita con fiducia, perchè secondo il Buddismo noi abbiamo scelto ogni cosa che ci succede perchè abbiamo la forza e la capacità di affrontarla. 
E così è andata.
Adesso piano piano, un giorno alla volta, affrontiamo tutto il resto.




venerdì 20 dicembre 2019

Luuungo post di fine anno

Dove eravamo rimasti? Dunque...proviamo a ricapitolare...
E' passato questo autunno velocissimo, faticoso e intenso. La grande novità della nostra famiglia riguarda Carl, che da ottobre ha iniziato un corso di massaggio ayurvedico che gli dà tantissima soddisfazione. Quasi per caso  ha scoperto di essere bravo, ma proprio tanto, come se lo avesse sempre fatto, e anche che gli piace tantissimo e gli fa bene. Dal punto di vista organizzativo è tutto un pò più complicato dato che un fine settimana al mese è via per seguire le lezioni intensive e poi ovviamente deve fare pratica, cioè i massaggi, durante la settimana. Però ne siamo tutti felici, è bello vederlo dedicarsi dopo anni e anni a qualcosa che gli piace veramente, e poi è un beneficio gigantesco anche per la nostra salute, la mia soprattutto, dato che si è preso a carico la situazione della mia schiena e mi sta rimettendo al mondo. Ogni volta che può la sera mi fa i massaggi e i risultati già si vedono. Io sono super felice, cosa voglio di più dalla vita!!!??? E questa cosa ci ha regalato anche l'occasione di concederci dei momenti solo nostri, ci ha unito tanto, più dei nostri maldestri e infruttuosi tentativi di fare conversazione continuamente interrotti dai figli.
A proposito di figli, i nostri crescono e sono più impegnativi che mai. Non ci sono toccati in sorte bambini tranquilli, su questo non c'è dubbio. Sono al contrario vispissimi, intelligenti, vivaci, curiosi, pieni di energie da sfogare , non stanno mai fermi, non stanno mai zitti. Sono dei bambini sani, insomma, e di questo non mi dimentico mai di ringraziare la nostra Vita.
Cesare ha quattro anni e mezzo, ha scoperto la passione per il disegno e per la scrittura. Disegna omini, case piene di finestre, dischi volanti e navicelle spaziali, campi di calcio, vulcani, mostri, maiali, renne, ragnatele. Ogni giorno torna da scuola con le tasche del grembiule piene di foglietti disegnati, e la sera appena mi metto a cucinare tira fuori i fogli e i colori e si stende sul pavimento della cucina. Disegna e scrive il suo nome e i nostri, all'infinito. Poi ovviamente sbaglia qualcosa e si innervosisce, si mette a urlare, piange, diventa furioso. Io cerco di fargli cambiare attività ma niente, è determinato, si mette lì e prova e riprova mille volte finchè non ci riesce. 
Ha scoperto anche la competizione, e nei giochi vuole vincere, sempre. 
Continua piscina con grandissimo entusiasmo, adesso nuota da solo a cagnolino, e il maestro gli fa fare esercizi pericolosissimi sott'acqua da cui riemerge con un sorriso smagliante e lo sguardo verso l'alto, dove ci siamo noi che lo applaudiamo dalla vetrata.
A scuola impara tanto, e senza accorgersene, le classi miste sono veramente utili da questo punto di vista. Si diverte e ci va volentieri, è il suo mondo e ci si sente a proprio agio. 
Al colloquio con la maestra abbiamo capito che a scuola sta anche meglio che a casa dato che lì non c'è la sorella, croce e delizia della sua piccola vita di quattrenne.
Anita parlucchia, ancora in modo abbastanza incomprensibile per gli estranei (noi ormai sappiamo interpretarla), ma in ogni caso quello che vuole se lo va a prendere, così com'è sempre stata fin da neonata. Adesso ha 22 mesi, capisce tutto, è molto avanti in tante cose anche rispetto a Cesare alla sua stessa età, dato che ha costantemente il suo esempio sotto gli occhi. E' decisa e determinata, sorride tanto, è sempre in movimento e soprattutto sempre attentissima a imitare ogni mossa di Cesare. 
Non vanno molto d'accordo. Cioè, ci sono rari momenti in cui iniziano a giocare insieme, ma di solito l'idillio  finisce dopo qualche minuto con Cesare che urla e si arrabbia perchè Anita non fa le cose come vuole lui e lei ci resta male, e allora si picchiano, pizzicano, spintonano. Anita morde ancora purtroppo, e non solo il fratello ma anche noi adulti, soprattutto quando è felice e si fa prendere dall'entusiasmo. L'abbiamo iscritta al nido per il prossimo settembre, lì dove va Cesare, e lei non vede l'ora, conosce già l'ambiente da quando è piccolissima e ci si sente a casa. Per noi sarà un piccolo sollievo economico (sempre meglio che la baby sitter), e credo che a lei piacerà. Però ancora per quest'anno sono felice di godermi il suo essere piccola...quando torno a casa dal lavoro, lei dorme ancora, dopo poco si sveglia e giochiamo un pò sul letto e ci facciamo le coccole prima di andare a prendere Cesare all'asilo, unico momento solo per lei di tutta la giornata.
In realtà nella nostra famiglia non ci sono mai momenti solitari, per nessuno. Mi rendo conto che Cesare avrebbe bisogno di spazi solo suoi, giochi solo suoi, genitori anche se per poco solo suoi...ma è molto difficile, spesso impossibile. La casa è piccolissima, tutto è in comune, ci laviamo tutti insieme, dormiamo tutti insieme...non so se sarà positivo o negativo per i bimbi, ma in ogni caso per ora è così e basta.
L'argomento cambio casa è stato preso in considerazione quest'autunno in modo molto serio. L'idea era di vendere casa nostra e aggiungendo un prestito al ricavato delle nostra casa, comprare una casa più grande. Abbiamo ragionato, sognato, fatto calcoli e progetti. Alla fine però abbiamo capito che non ce lo possiamo permettere, non adesso per lo meno. Abbiamo stipendi troppo bassi e spese troppo alte per pensare di aumentare il nostro mutuo, quindi niente, finito tutto, si resta qui. Abbiamo messo i condizionatori però, almeno forse quest'estate non impazziremo per il caldo come tutti gli anni.
Pensavo che ci sarei rimasta più male, ma in realtà mi sono sentita quasi sollevata. La verità è che amo questa casa e lasciarla mi dispiace, se potessi prenderla e allargarla o allungarla come un elastico sarebbe la soluzione ideale..ma anche il mio sogno di alzare il tetto è morto sul nascere, troppo costoso e complicato. 
Così adesso, quando Anita non prenderà più il latte (e qui si apre un altro capitolo...quando??? Per ora sembra decisissima a non mollare la Puppa..e io sono poco decisa nel farle cambiare idea...), penseremo a un modo per far dormire i bimbi insieme e potrò sbizzarrire la mia creatività per trovare qualche soluzione miracolosa.
Io nel frattempo ho compiuto 37 anni, e ho festeggiato nel migliore dei modi con i miei amori, mia mamma e e le mie zie che sono venute a farmi una sorpresa bellissima. E pochi giorni prima del mio compleanno avevo avuto una bella notizia...sono andata a fare il controllo dal mio adorato Super-gine e il suo responso è stato che non c'è ombra di Endometriosi, non si è ancora riformata e per questo non devo fare nessuna cura, nè pesante nè leggera, non devo prendere la pillola, niente di niente!!! Se tutto continua così devo semplicemente tornare tra un anno per il controllo! Il mio ciclo per ora è perfetto, non ho nessun dolore, e secondo lui può darsi anche che la malattia non si rimanifesti per molti anni!!!
Quando sono uscita dallo studio per la prima volta dopo tanti anni dentro di me ho fatto un pensiero: "Io HO AVUTO l'Endometriosi, ma adesso non ce l'ho più. Sono guarita."
Buon Natale e Buon Anno e Buona Vita a tutti voi!!!

martedì 29 gennaio 2019

Troppo stanca per pensare a un titolo

Oggi è un martedì sera di quelli tosti: Carl fa il turno serale, io sono appena uscita (forse..?) da sei giorni di influenza con febbre alta, con la quale ovviamente sono andata a lavoro, tranne che nel week end, e ieri ho anche accompagnato Cesare ad una desideratissima (da lui) festa di compleanno ai gonfiabili...E' una di quelle sere in cui il mio unico scopo è arrivare all'ora di cena, riuscire a farli mangiare, impigiamarli e metterli a letto per poter crollare anch'io insieme a loro.
Però dato che l'obiettivo è stato raggiunto prima delle nove ho deciso con tutta me stessa di non rimanere a letto ma di alzarmi e venire ad aggiornare il blog, dopo più di un mese di latitanza.
Vacanze di Natale volate, tra virus intestinali per tutta la famiglia, Babbi Natali, milioni di regali, la notte di Capodanno a casa, (io e Carl crollati insieme ai bimbi alle nove e mezza e svegliati solo a mezzanotte dal rumore dei botti...no comment), la trasferta a Roma dai miei e altri milioni di regali, bimbi felicissimi e nonni anche.
Poi è arrivato Gennaio, ed è volato anche lui in un vortice di fatica, fatica, fatica.
Non so se è che non abbiamo più l'età (vedi il mio post precedente, forse troppo baldanzoso), o che i bimbi sono diventati un mix esplosivo e super impegnativo, fatto sta che siamo sempre in debito di energie, sia io che Carl.
La mattina spegniamo la sveglia cento volte, non riusciamo ad alzarci, facciamo tutto in ritardo e di corsa, senza riuscire a parlarci in modo umano, ma solo attraverso le porte aperte del bagno e della camera (per fortuna casa è minuscola) mentre laviamo, vestiamo, inseguiamo, colazioniamo, noi stessi o uno o entrambi i figli.
La sera poi crolliamo prestissimo (se ci siamo entrambi, altrimenti Carl torna molto tardi, quando noi già dormiamo) senza avere nessuna forza per tentare di avere un dialogo o raccontarci qualcosa.
Non so come fanno tutti, lavorando anche full time. Noi già così boccheggiamo. 
I bimbi non è che siano peggiorati, assolutamente..si sono solo "evoluti", come è giusto che sia! 
Anita tra meno di un mese compirà UN ANNO, e ultimamente ha avuto un grosso scatto di crescita: dorme pochissimo durante il giorno, e spesso la sera non vuole addormentarsi ma giocare, chiacchierare, gironzolare per il lettone. Prende ancora tanto latte, ma adesso ha sette denti e quando ciuccia a volte morde, un pò per sbaglio un pò per gioco.
E' implacabile quando vuole qualcosa, non molla facilmente, è determinatissima e si fa sentire con il suo solito tono di voce per niente delicato.
Esplora da sola in giro per casa, se non la senti dopo un pò devi correre perchè sicuramente sta combinando qualche disastro o mangiando qualcosa di terribile. Si sposta in piedi tenendosi appoggiata ai mobili o al muro, ma ancora non si è mossa senza appoggi.
Dice "Mamma", "Papà", "Tetè", "Tata", batte le mani, sale il primo gradino della scala, fa ciao e quando ti abbraccia ti stringe con tutte le sue forze di quasi unenne ben piazzata.
Anche Cesare cresce e cambia di continuo...adesso sta imparando a pronunciare la R, che ancora non sapeva dire. E' buffissimo perchè pronuncia tutte le parole con questa R arrotondata all'inglese, di cui è molto fiero.
All'asilo continua a dormire molto poco, solo quando c'è la sua maestra, praticamente una settimana al mese.
Però abbiamo deciso che pazienza. Gli abbiamo detto, sia noi che la maestra, che non è obbligato a dormire se non vuole, però deve stare lì nel lettino e riposarsi un pò. Quindi a volte legge un libretto, a volte canticchia, altre volte fa "ginnastica" per passare il tempo, ma l'importante è che non la vive più male come all'inizio, anzi su questa cosa ci scherziamo sopra. Ovviamente se non ha dormito la sera crolla prestissimo, ma ormai lo sappiamo e cerchiamo di anticipare cena e tutto il resto per non arrivare a farlo innervosire troppo.
Si trova anche meglio con i compagni, anche quelli più grandi. Mi racconta tutto contento che adesso lo fanno giocare con loro, e che sono diventati suoi amici, e mi ha detto pochi giorni fa :" Mamma, adesso la scuola mi piace un pò di più..." il che è un gran risultato.
Continua a fare piscina e questa si gli piace tantissimo; e devo dire che adesso che abbiamo preso il ritmo piace anche a me vederlo sguazzare tutto felice con la bocca aperta anche se beve, mentre grida :"Mamma guarda che faccio!!!". Lo porto sempre io lasciando Anita con Carl, ed è un bel momento tutto nostro, che condividiamo con un suo amichetto e la sua mamma. 
Anche perchè un bel cambiamento di questo periodo è il grandissimo attaccamento di Cesare per suo padre. Carl è sempre stato molto presente e molto affettuoso, ma fino a poco tempo fa Cesare per alcune cose voleva solo me e lui lo scacciava. Invece adesso lo cerca tantissimo, quando è a casa vuole essere addormentato dal padre, quando non c'è dice che gli manca, vuole fare tantissime più cose insieme a lui, ne parla con ammirazione e orgoglio. Sapevamo che sarebbe successo, che verso i tre anni i bambini maschi iniziano ad identificarsi con la figura paterna, però a vederlo succedere è una cosa molto commovente, soprattutto per Carl. 
Tra i fratelli tutto procede bene, devo dire. Ci sono momenti di nervosismo, in cui dialogano a suon di strilli, se si contendono qualcosa o se Anita va a disturbarlo nei suoi giochi, ma le cose si calmano abbastanza facilmente per ora, consolando l'uno o l'altro, e spesso poi si fanno le coccole, il solletico, gli scherzi, e Cesare a volte ha dei pensieri gentili verso di lei che mi lasciano stupita e contenta. Chissà come andrà quando Anita inizierà a parlare....allora si che io e Carl non riusciremo a dirci più nemmeno mezza parola!!!
Quanto a me, io sono un pò ridotta male...fisicamente soprattutto. Ho deciso che il 2019 sarà l'anno del dedicarmi anche un pò a me, vediamo se ci riesco.
Devo ingrassare, per prima cosa, perchè il virus prima e l'influenza poi mi hanno fatto dimagrire tantissimo e non riesco a prendere peso, non ho idea di come fare. C'è il discorso schiena, per ora ancora accantonato. C'è il discorso pavimento pelvico, che purtroppo ho dovuto affrontare perchè dal parto di Anita ho ancora tantissimi disturbi.
E poi vorrei riuscire a uscire, con un'amica, a fare un aperitivo, qualcosa, da essere umano. 
E poi vorrei un pomeriggio per me e Carl...non chiedo molto, mica una serata...giusto un pomeriggio di cinema e chiacchiere senza interruzioni...Ma come si fa a lasciare tutti e due i figli contemporaneamente? Ce la fanno i miei suoceri? Per ora sembra di no, e infatti ancora non ci siamo riusciti.
Ma non disperiamo, tutto cambia, i bimbi crescono e questi giorni di follia giornaliera, cacche, vomiti, capricci, domande a raffica passeranno in un attimo, e ci mancheranno pure, lo so. 

martedì 30 ottobre 2018

Frullatore

Questo mese di Ottobre è fuggito via senza che me ne rendessi conto, presa come sono dal frullatore della mia vita di questo periodo.
L'8 Ottobre ho firmato il contratto a lavoro, anche se avevo iniziato già dai primi del mese ad andare lì qualche ora a settimana. Nel frattempo c'era da organizzare la nuova routine domestica, e trovare come sistemare Anita.
Dopo qualche settimana di rodaggio l'incastro è riuscito piuttosto bene: le settimane in cui Carl fa il turno di sera, la mattina c'è lui fino alle 11, poi arriva la Tata (una nuova, la Tata Fotografa non è più disponibile) che ci sta fino alle 13:30 quando torno io; le settimane in cui Carl fa il turno di mattina invece viene mio suocero (proprio come facevamo con Cesare) e ci sta anche lui fino alle 11, e poi arriva la Tata. Cesare la mattina lo porto io all'asilo alle 8:30 in macchina e poi vado direttamente a lavoro, mentre a riprenderlo alle 16 va Carl in motorino quando fa il turno di mattina, oppure io con Anita se Carl fa la sera. 
La nuova Tata è una ragazza giovane che si sta laureando in Scienze dell'educazione, figlia di un'amica di Carl, che era già venuta quest'estate qualche sera ad aiutarmi con la cena e la messa a letto. E' molto allegra e vitale, mi piace molto e piace molto anche ai bambini. In ogni caso il tempo che passa con Anita è proprio poco, giusto due ore e mezza ogni giorno, durante le quali la porta un pò fuori e poi le dà il pranzo, così quando torno io la allatto e la faccio dormire insieme a me.
Quanto ad Anita, che ora ha otto mesi e mezzo, non ci ha messo tanto ad abituarsi. Con i nonni ci sta volentieri, e con la Tata, dopo un paio di giorni in cui è stata triste e ha un pò pianto, gradualmente è andata sempre meglio e ora è serena e anche io lo sono. La Tata ha anche imparato ad usare la fascia e a volte per tranquillizzarla ce la mette dentro e ballano insieme come faccio io...insomma, da questo punto di vista sono molto soddisfatta.
A lavoro invece è stata abbastanza dura: la modellista che ho sostituito ha improvvisamente deciso che non aveva più voglia di restare fino a fine novembre, come erano i patti, e il 19 ottobre ci ha salutato. Quindi mi sono ritrovata da sola in pieno campionario, con tantissimo lavoro da fare, in tempi strettissimi, e senza ancora padroneggiare bene il programma di cad.
E... niente, ce la sto facendo, i titolari sembrano soddisfatti per ora, ma io sono sempre in agitazione, e conoscendomi passerà qualche mese prima che mi possa sentire tranquilla riguardo al lavoro.
In realtà la cosa più faticosa è stato proprio questo cambio di ritmo improvviso e non preventivato: sono passata nel giro di pochi giorni dalle giornate lente e rilassate a casa con i bimbi agli incastri, agli orari, alle corse in macchina, al traffico, all'organizzazione dei pranzi e delle cene, a non vedere più Carl quasi per niente nelle settimane in cui fa la sera, a dover pianificare le settimane, a non avere più la stessa energia mentale e fisica da dedicare ai bimbi, al tempo per me stessa praticamente annullato.
Era successo anche con il rientro a lavoro quando avevo solo Cesare, ma adesso i bambini sono due, entrambi piccoli, ognuno con le sue esigenze. 
Mi ripeto che è solo questione di tempo, che piano piano mi abituerò e tutto inizierà a scorrere liscio con un ritmo nuovo, più veloce, ma sicuramente un ritmo più umano di quello che avrei avuto se fossi tornata a lavorare al mio vecchio lavoro con l'orario full time. 
In più in questo mese mi sono messa alla ricerca di una casa per mia madre, che piano piano sta decidendo di trasferirsi qui. Ovviamente riuscire a trovare il tempo per cercare gli annunci su internet, contattarli e andare a vedere le case è un'impresa titanica, per adesso ne abbiamo viste solo tre, portandoci dietro i bimbi lamentosi e annoiati. 
Ah, e poi c'è da sistemare la stanzetta giochi di Cesare, che abbiamo deciso di organizzare nella mansarda, visto che tutti i nostri progetti di ampliamento spazi sono stati accantonati (o abbandonati?) per mancanza di energie e soldi. :) Quindi intanto sistemiamo lo spazio per lui, per dargli modo di poterci giocare anche un pò da solo (ci mettiamo pure un lettino, nel caso gli venisse un giorno voglia di dormirci...).
Poi ci sarebbero le mie questioni di salute..nell'ordine: dentista, oculista, e migliorare la situazione della mia schiena...roba noiosa ma bisogna occuparsene, visto che le ho rimandate per anni e come dice Carl non posso ritrovarmi cieca, gobba e senza denti a meno di quarant'anni!!!
Insomma, qui non ci si annoia!
Spero di riuscire ad aggiornare presto con un post meno frettoloso!!

giovedì 5 luglio 2018

Emozioni estive: gite, mare...e pensieri sul lavoro

Siamo a luglio, è arrivato il caldo, quello vero, e stiamo facendo il conto alla rovescia per le nostre vacanze!
Il 14 luglio partiremo per una settimana in Abruzzo, nel paesino in montagna dove siamo stati l'anno scorso con Cesare e mia mamma, ma questa volta saremo tutti e quattro!
Da lì ci sposteremo al mare, alla solita casetta dove ormai andiamo tutti gli anni, e dove resteremo altre due settimane, la prima da soli, la seconda con i miei suoceri, che ci porteranno anche Trovatello.
Sarà la prima volta che faremo una vacanza con loro, non so cosa aspettarmi, poi vi dirò...ma in ogni caso sono felicissima perchè Carl quest'anno ha tre settimane di fila, dato che ha preso una settimana di "congedo parentale" più due di ferie..per noi è proprio un lusso!!! Devo ancora organizzare tutto per la partenza, per ora ho fatto solo la lista delle cose da mettere in valigia, non so quando riuscirò a passare all'atto pratico...ma oggi volevo aggiornare assolutamente il blog, Anita è uscita in fascia con Carl e ho un'oretta libera.
Questo mese di giugno è stato proprio pieno di cose!
Oltre al compleanno e alla recita, di cui vi ho già parlato, il 15 giugno Cesare aveva la sua prima Gita Scolastica, organizzata dall'asilo ad un parco divertimenti sulla costa toscana, a circa due ore dalla nostra città, da raggiungere in pullman tutti insieme, bambini, maestre e genitori. Avevamo deciso di andarci tutti e quattro, ma come vi avevo scritto nell'ultimo post io mi ero ammalata e il giorno prima della gita avevo ancora la febbre..perciò a malincuore ho deciso di restare a casa con Anita e lasciar andare Cesare e Carl da soli.
In realtà è stato molto meglio così: loro si sono divertiti come matti, è stata la prima volta che passavano un'intera "giornata padre-figlio" solo loro due, e ovviamente si sono scatenati a fare le giostre più spericolate (anche se comunque adatte all'età di Cesare) senza mamme ansiose e sorelline urlanti a rovinargli la festa!
Il sabato successivo, ormai tutti guariti, siamo invece andati al mare per una giornata, insieme ad una coppia di amici con un bimbo poco più piccolo di Cesare. 
Il nostro primogenito si è divertito molto, ma per noi è stato parecchio faticoso, dato che Anita si è molto innervosita per il caldo e forse per i troppi stimoli: il rumore del mare, il vento, la sabbia, tutte quelle cose nuove..perciò non appena piangeva io la mettevo in fascia e me ne andavo a fare una camminata sul bagnasciuga per farla addormentare. Dormiva una mezz'oretta e poi si risvegliava, voleva di nuovo toccare la sabbia e giocare a modo suo..e poi si ricominciava. In pratica ho passato così quasi tutta la giornata, di fare il bagno non se ne è parlato...Abbiamo capito che quando andremo al mare a fine luglio ci limiteremo al pomeriggio, in modo da prendere le ore più fresche, la mattina non è proprio fattibile.
Anita ora ha fatto quattro mesi e mezzo, ha imparato a girarsi da sola e resta a pancia in giù come una tartaruga cercando di raggiungere gli oggetti che attirano la sua attenzione, e si mette a fare "l'orologio" girando qua e là con la testa e il busto, mentre le gambe le tiene sollevate! Buffissima! Ci sta un bel pò, poi quando si stufa comincia a protestare con la sua vocetta acuta da acquilotta! Afferra gli oggetti e li porta alla bocca, e credo che abbia già un pò di fastidio alle gengive, perchè morde tutto con grande impegno. 
Si addormenta prevalentemente in fascia, ballando con il suo cd di rock&roll in sottofondo. 
La mia schiena è già a pezzi, ma non riesco a trovare un altro sistema purtroppo...come suo fratello non vuole accorgersi che si sta addormentando, e così quando ha sonno si innervosisce, piange, ma non molla. Cesare almeno prendeva il ciuccio, e poi anche la Tetta lo calmava molto...invece Anita quando è così stanca non riesce nemmeno a ciucciare, si arrabbia ancora di più se provo a offrirgliela. Così di solito la metto in fascia, balliamo un pò, e poi quando è nel sonno profondo la metto sul letto, le dò un pò di Puppa per "rinforzo" e la lascio lì che dorme. Se siamo sole e c'è silenzio dorme anche un'oretta a volte...ovviamente se c'è Cesare tutto questo è impossibile. Perciò il pomeriggio dorme molto meno, o solo una mezz'oretta in fascia. Di positivo c'è che la notte dormiamo tutti felicemente nel nostro mega-letto- isola, e quindi non ci possiamo proprio lamentare.
Cesare si sta comportando molto bene con lei, è anche troppo paziente per essere un bambino di tre anni. E' molto affettuoso, la riempie di baci e carezze (non molto delicate, ma vabbè..) e le parla chiamandola Anituzza o Anituccina.
Gli piace molto se io parlo con la vocina facendo finta di essere Anita, così può dialogare con lei raccontandole cosa fa a scuola, i giochi che gli piacciono, eccetera. Mi sembra un modo molto dolce di farli comunicare, visto che ancora Anita non può rispondergli a parole! In ogni caso gli manifesta il suo amore già in molti modi, cerca di afferrarlo, gli tocca la faccia e i capelli e quando lui si avvicina con il viso apre la bocca come per dargli dei baci (o dei morsi?) gorgogliando tutta contenta.
Sono una meraviglia in quei momenti, veramente.
Poi ovviamente ci sono anche i momenti in cui Cesare fa il "piccolo", parla con la vocina lamentosa o storpiando le parole come se avesse disimparato a parlare, o anche quando dice."Mamma, vedi che era meglio se Anita non c'era, così non piangeva?"....ma mi sembra tutto legittimo e normalissimo.
E infine parliamo del mio lavoro...ho sentito al telefono la mia capa, che mi ha chiesto cosa penso di fare. Sono stata in agitazione per un pò, poi con Carl abbiamo deciso che a settembre andrò a parlare con i titolari (la mia capa non decide niente, anche se ovviamente può metterci una buona parola) e chiederò prima di tutto se mi rivogliono lì e soprattutto se mi vogliono sempre a sei ore, com'ero prima.
Questa è la condizione necessaria per me per tornare a lavorare e non si discute. 
Poi nel caso bisognerà capire il quando: il mio desiderio sarebbe tornare direttamente ad un anno di Anita, o al massimo un mese prima, in modo da rientrare a sei ore. Altrimenti se loro mi volessero da prima ho diritto a due ore di allattamento ogni giorno, e non voglio rinunciarci.
Queste sono solo ipotesi mie, ovviamente, magari non hanno nessuna intenzione di riprendermi e allora arrivederci e grazie....ma mi sento serena perchè ho chiaro in mente quello che voglio. Se a loro va bene, meglio così, altrimenti vuol dire che dovrò cercare altro, e nel frattempo ho ancora la disoccupazione. 
Adesso però non ci voglio più pensare, tra poco si parteeeeeeee!!!!!!!

lunedì 14 maggio 2018

Bob Marley ci salverà

Provo a scrivere con Anita in fascia, è troppo tempo che non aggiorno il blog e mi manca! 
Forse è l'unico spazio che è rimasto "tutto per me", perchè per il resto la vita di una mamma di due bambini piccoli lascia ben pochi spazi di individualità...a volte mi sembra un'utopia anche poter stare due minuti in bagno da sola!
Siamo a Maggio, che per noi è sempre un mese impegnativo e bello, dato che il 29 c'è il compleanno di Cesare.
Quest'anno avrà due feste: una all'asilo dove porteremo una torta per spegnere le candeline con i compagni, e l'altra, che faremo il venerdì pomeriggio, sarà in ludoteca con noi, i nonni e gli altri amichetti.
Carl non era molto contento, secondo lui potevamo evitare la spesa per la ludoteca e fare la festa al parco, ma casa nostra è piccolissima e in caso di pioggia saremmo costretti ad annullare la festa...mi dispiacerebbe troppo! E poi Cesare ci teneva a farla nello stesso posto dell'anno scorso che gli era piaciuto tanto...quindi si farà.
Tre anni sono importanti! :)
Come vi scrivevo nell'ultimo post Cesare è veramente cresciuto, e ogni giorno lo vedo diverso. Improvvisamente è avvenuta questa trasformazione in "bambino che va alla materna", anche se ancora non ci va. Ma è stato un vero e proprio scatto di crescita. Ogni giorno mi stupisce con i suoi discorsi e le sue riflessioni, profonde e ingenue allo stesso tempo. E' meraviglioso.
La piccoletta cresce anche lei, fra pochi giorni avrà tre mesi. Siamo state dall'osteopata, che le ha fatto un trattamento delicatissimo dopo aver preso nota delle vicende legate alla gravidanza e al parto. 
Non so se sia stato quello, o se è la crescita, ma in ogni caso le coliche sono quasi sparite e anche i rigurgiti  e i vari fastidi che aveva vanno molto meglio.
Con la macchina va così così: a volte riusciamo a fare dei tragitti di circa un quarto d'ora in cui sta sveglia e non piange, altre volte dopo un minuto non ne può più e piange disperata. Ho provato anche a darle il ciuccio ma per ora lo sputa e non lo considera proprio.
Comincia ad emergere il suo carattere: mi sembra una tipa pacifica, paziente, curiosa, anche se molto sensibile. Piano piano ci accorgiamo di alcune differenze rispetto a com'era Cesare da neonato, e mi rendo conto che lui è stato un bambino più impegnativo e irrequieto.
Forse dipende anche da come ci siamo comportati noi genitori: con il primo figlio sicuramente più ansiosi, preoccupati per ogni cosa; con la seconda più rilassati e tranquilli.
Ricordo che Cesare non lo lasciavo volentieri in braccio ai nonni o ai conoscenti: avevo sempre l'impressione che fosse al sicuro solo con me o con Carl. Invece Anita fin da subito è andata in braccio a tutti, e so che le fa solo bene.
Un'altra grande differenza che ho notato è che con Cesare parlavo incessantemente fin da quando era piccolissimo: lui se non ciucciava si innervosiva subito, e per distrarlo chiacchieravo, cantavo e cercavo di intrattenerlo in tutti i modi.
Con Anita invece sto molto più in silenzio, anche quando siamo sole io e lei. Forse perchè quando c'è Cesare devo parlare con lui (che ovviamente adesso chiacchiera senza sosta con le sue mille domande, i suoi perchè, i suoi "Mamma racconta!") e quindi quando lui non c'è mi riposo la testa e mi godo un pò di pace e di silenzio.
A volte quando ci penso mi dispiace per lei, mi sembra di non darle abbastanza, ma poi mi dico che sono proprio queste piccole cose che faranno si che Anita sarà diversa da Cesare, nonostante abbiano gli stessi genitori!
E poi mi consolo perchè so che lei ha una cosa che Cesare da neonato non ha avuto....un fratello!!! Un fratello che le fa da intrattenitore instancabile per tutto il tempo che passano insieme, e che le rende la vita stimolante e movimentata!
A volte mi chiedo come sarà il rapporto tra me e mia figlia, se scorrerà limpido e facile come quello che ho con Cesare oppure se sarà più complicato...è una cosa che un pò mi spaventa, e allo stesso tempo non vedo l'ora di scoprirlo. Pensarla più grande, immaginare i momenti che condivideremo io e lei come madre e figlia mi emoziona tantissimo, e quando ci penso la vita mi appare come la famosa "scatola di cioccolatini" di Forrest Gump: ce li ho davanti, tutti avvolti nella loro carta stagnola colorata, e già pregusto quanto saranno buoni, ognuno diverso dall'altro e ognuno delizioso a modo suo! 
E ora parliamo anche delle ombre, dato che delle luci ho parlato un bel pò...ci sono anche le ombre ovviamente. Soprattutto con Carl è un periodo veramente faticoso. Non riusciamo mai a parlare, non abbiamo mai momenti nostri, e il nostro rapporto spesso è solo uno scambio di comunicazioni "di servizio": chi fa la spesa, chi deve ricordarsi una certa cosa, le bollette, la macchina....A volte sembra di essere colleghi di lavoro...La sera io mi addormento con i bimbi (anche perchè Anita ancora non ha il sonno tanto profondo, e se mi sposto dopo un pò si sveglia..) e di giorno lui o è a lavoro oppure a fare una delle mille cose che ci sono da fare. Spesso siamo stanchi e nervosi e ce la prendiamo l'uno con l'altro...Il tempo per farci le coccole non esiste più e anche di notte non ci sfioriamo nemmeno, dato che in mezzo a noi ci sono i due cuccioli che ronfano. 
Insomma, detta così sembra un disastro...:)
Però so, sappiamo, che è una fase e che passerà. 
Dobbiamo tenere duro e cercare di non darci addosso, ma essere alleati e compagni di squadra.
Ricordarci di darci almeno il bacio del buongiorno, e magari un abbraccio ogni tanto. 
Non so come si fa, è la prima volta che ho due figli! :)
Credo che ci voglia solo tanta pazienza e ironia e la consapevolezza che i nostri figli un giorno saranno cresciuti, e che questo giorno non è così lontano!
Un nostro segreto è la musica: quando siamo a casa tutti e quattro mettiamo sempre un bel cd in sottofondo, qualcosa di vivace (ultimamente Cesare apprezza Bob Marley e Rino Gaetano) e così tutto si alleggerisce e diventa più allegro.
Insomma i Giorni No ci sono, però sappiamo che dopo uno o due Giorni No arriverà un Giorno Si..e per ora è sempre arrivato!


sabato 13 gennaio 2018

A piccoli passi

Cesare si è addormentato tardissimo stasera, ma ho voluto venire lo stesso al computer per aggiornare il blog, tanto se vado a letto troppo presto mi sveglio mille volte per fare pipì e perchè sto scomoda in qualsiasi posizione e perchè penso a un milione di cose...
Oggi siamo a 33+5, stamattina ho lasciato Cesare con la nonna perchè Carl lavorava e sono andata al controllo dal Super-gine.
Tutte belle notizie! 
Il collo dell'utero ha retto, è sempre corto, più o meno sui 2 cm, ma se siamo arrivati fino qui è un buonissimo segno! Ormai è quasi fatta!
Tra due giorni finisco le fatidiche 34: il Super-gine ha detto di fare altre due settimane di riposo e poi dalla 36 possiamo rilassarci del tutto. Anche con le medicine devo continuare un'altra settimana e poi smetto tutto, finalmente.
In ogni caso (e questa è la cattiva notizia, anche se me lo aspettavo) secondo lui è molto probabile che le contrazioni non mi verranno nemmeno questa volta a causa di tutte le cose che ho preso dall'inizio della gravidanza per evitare il parto pretermine, perciò è meglio se mi abituo all'idea di un'altra induzione, nel caso Anita decida di rompere le acque.
Per il resto lei sta benissimo: è cresciuta ancora, pesa circa 2kg e 400 grammi, è vivace e si muove sempre tanto.
Tornerò dal gine verso la 37esima per un ultimo controllo veloce a lei e al liquido, e poi basta.
Il Super-gine era molto soddisfatto di essere riusciti a raggiungere questo traguardo, e anch'io giorno dopo giorno dovrei essere più serena...
Scrivo dovrei perchè in realtà ho mille pensieri e la mia testa non si ferma mai...per prima cosa sono preoccupata per il parto, molto di più di quanto non lo fossi per Cesare: prima della sua nascita vivevo in una spensierata ignoranza e non sapevo cosa aspettarmi...ora ho la consapevolezza di tutto quello che è andato storto con lui, e mi fa paura. 
A partire dall'induzione, che vorrei tanto evitare...poi il discorso della placenta, che con Cesare non si era staccata del tutto e ho dovuto subire il distacco manuale dolorosissimo con successiva emorragia..insomma, non faccio altro che pensarci ultimamente, anche se so che non serve.
Mi piacerebbe un parto veramente naturale stavolta, ma forse è meglio che mi metto l'anima in pace senza farmi troppe aspettative.
Poi sono preoccupata per tutte le cose che riguardano Anita e che non abbiamo ancora fatto: non abbiamo comprato nè il lettino nè la culletta, non abbiamo messo il materassino-fasciatoio, mi sembra ancora tutto molto approssimativo e vago.
Mi sarebbe piaciuto comprare la culla Next-to-me, ma costa uno sproposito sia nuova che usata e non ho trovato nessuno che me la presta, così compreremo un lettino normale all'Ikea e lo posizioneremo senza spondina attaccato al nostro letto, dall'altra parte rispetto a quello di Cesare, in modo da creare un gigantesco letto a quattro piazze.
Abbiamo anche vagliato l'ipotesi di non comprare niente e metterla in mezzo a noi nel lettone, ma ho troppa paura che Cesare nel sonno possa schiacciarla, dato che spesso durante la notte "migra" dal suo lettino al nostro scavalcandomi e venendo a dormire in mezzo.
Quanto ai vestitini, per fortuna ho ricevuto tantissimi scatoloni di cose usate, a cui si sommano i vestiti di Cesare che avevo conservato, per la maggior parte utilizzabili anche per una bimba: adesso si tratta di lavarli e sistemarli tutti, operazione in cui mi sta aiutando tanto mia suocera, dato che in teoria io dovrei evitare di muovermi troppo.
Carrozzina questa volta niente (con Cesare ce l'avevano prestata), tanto abbiamo la fascia e useremo quella, mentre in macchina metteremo il primo seggiolino di Cesare, dato che con lui siamo passati già alla tipologia successiva. Va montato, ma di questo si occuperà Carl.
La valigia per l'ospedale l'ho fatta, mi mancano poche cose per me di cui in caso di emergenza posso fare a meno.
Per Anita manca solo la Camicina della Fortuna, alla quale tengo tanto, ma credo che appena possibile andremo tutti e tre a comprarla, in modo che sarà Cesare a regalarla alla sorellina.
In realtà non siamo messi così male, ma non so perchè mi sento inquieta, come se non avessimo fatto abbastanza per prepararci al suo arrivo.
Cerco di incoraggiarmi dicendomi che tra due settimane potrò muovermi di nuovo e darmi da fare di persona per sistemare quello che manca, e che tutto sarà a posto per quando nascerà.
Intanto cerchiamo di preparare anche Cesare, che piano piano sta familiarizzando a modo suo con questa novità: passa da momenti molto positivi in cui mi dice :"Parliamo della sorellina?" e si mette ad elencarmi tutte le cose che farà insieme a lei, quello che le insegnerà, e mi chiede tra quanto nasce, e si offre di regalarle le sue cose che non gli stanno più...a momenti più negativi in cui non vuole sentirne parlare, fa finta di niente oppure dice proprio che non la vuole o che non è contento che arrivi. Ad esempio non ha mai voluto sentire i suoi movimenti mettendo la mano sulla pancia quando glie lo dico, anche se la accarezza volentieri quando lo decide lui.
Cerco di assecondarlo come posso, anche nel suo essere molto più appiccicoso e coccoloso del solito ( mi riempie di baci, vuole tenermi sempre la mano, spesso manda via il papà e vuole che sia io a fargli tutto, ci mette molto di più ad addormentarsi la sera e spesso si sveglia di notte chiamandomi...). So che è preoccupato e che sente l'aria carica di attesa, quindi le sue mi sembrano tutte reazioni più che comprensibili.
Poi c'è Carl che dal canto suo è impensierito per la nostra situazione economica, visto che nonostante abbiamo fatto subito tutte le domande e i documenti ancora non ci è arrivata nessuna risposta dall'Inps (e di conseguenza nessun rimborso) nè per quanto riguarda la disoccupazione nè per la maternità...quindi per il momento io sono a stipendio zero e c'è solo il suo...Immagino che il fatto di aver avuto le feste di Natale nel mezzo abbia rallentato tutte le pratiche..quindi spero che si sblocchino presto, almeno possiamo rilassarci un pò anche da questo punto di vista.
Insomma, questo è quanto.
Mi ci vorrebbe proprio un bel massaggio dalla riflessologa, ma tornando al punto precedente, meglio evitare le spese superflue....
In ogni caso ce la faremo, manteniamo la calma e le cose andranno.
Anita nascerà al momento giusto, in un modo o nell'altro, Cesare starà bene, noi sopravviveremo a tutto e ne usciremo "più forti e più belli di prima"!!!
:)

lunedì 18 dicembre 2017

Ci risiamo: allarme rosso!

Finisco oggi le 30 settimane, e il mio collo dell'utero ha deciso di iniziare a dare problemi.
Stamattina al controllo dal Super-gine misurava tra 2.3 e 2.7 cm. Troppo corto.
Ci risiamo. Sono di nuovo a rischio.
Come sapete negli ultimi due mesi sono andata a fare il controllo ogni quindici giorni, proprio per scongiurare il peggioramento improvviso della situazione; in effetti era già da un pò che la misura era intorno ai 3 cm, sempre corto, ma almeno non pericoloso. Però sotto i 2.5 cm non doveva andare.
Credo che da quando Anita si è girata, con la testa in posizione "di lancio", prema di più e forse la pressione sul collo dell'utero è aumentata.
O forse semplicemente il mio corpo reagisce così. 
Con Cesare era successo a 29 settimane, e in modo più drammatico (era 1.8 cm), ma anche stavolta ci siamo vicini.
E così questa settimana devo cercare di fare il meno possibile, e venerdì mattina ritorno dal Super-gine a vedere com'è la situazione.
Anita sta bene, pesa circa 1.7 kg, è nella norma e bella vitale (si muove sempre tantissimo), ma ancora troppo piccola per nascere. Deve restare dentro ancora un altro mese, per arrivare almeno alle 34 settimane.
Non mi sento tanto impaurita come l'altra volta, però so che la situazione è seria e non va sottovalutata. 
Dentro di me sentivo che sarebbe successo, era tra le opzioni diciamo, anche se ovviamente speravo di evitarlo.
Carl è già andato nel pallone: è un periodo in cui è stanco e nervoso di suo, discutiamo spesso, e adesso con questa notizia si è preoccupato ancora di più. 
Per fortuna se tutto va bene (cioè se le mie condizioni non peggiorano) venerdì sera andremo a Roma per una settimana, almeno mi aiuterà mia mamma e ci rilasseremo un pò tutti. Se invece il collo dell'utero si accorcia ancora è un bel casino, ma non voglio pensarci.
Le mie due settimane da casalinga spensierata sono volate: tra i giri per la burocrazia e quelli per vedere le scuole materne non mi sono riposata un gran che, e il fine settimana dei nostri compleanni è stato funestato da un terribile virus intestinale che ha colpito prima Cesare (in forma leggera per fortuna), e poi me e Carl (in modo molto più devastante!). 
Ci eravamo appena ripresi, e questa settimana avevo in mente di fare TUTTI i regali di Natale, iniziare a dividere e sistemare i vestitini di Cesare da piccolo per metterli da parte per Anita oppure regalarli, e preparare la partenza per Roma.
Ovviamente non farò niente di tutto ciò. Mia suocera andrà a prendere Cesare all'asilo e lo porterà qui, e la mattina cercherò di stare il più ferma possibile.
Pazienza. 
Ripeto, forse un pò ero preparata, me lo sentivo che era meglio non farsi troppe aspettative.
Sono contenta che almeno alcune cose sono riuscita a farle: sono andata a prendere Cesare all'asilo tutti i giorni; ho partecipato ad un pranzo alla sua scuola organizzato per i genitori; ho visitato alcune scuole materne di cui poi vi racconterò; ho comprato dei body e delle tutine per Anita e due camicie da notte per me, almeno il necessario per fare la valigia dell'ospedale ce l'ho; siamo riusciti a comprare il regalo di Natale per Cesare e ieri pomeriggio siamo perfino andati al cinema io e Carl, cosa che non facevamo da non so quanto tempo.
Cesare è rimasto con i miei suoceri, sono andati a vedere Babbo Natale alla festa del quartiere e si è divertito tantissimo. 
E poi proprio ieri sera nostro figlio ci ha sconvolto con una cosa incredibile e del tutto inaspettata: ha voluto dormire a tutti i costi a casa dei nonni, e ci ha dormito veramente!!!
Non glie l'avevamo mai proposto, ma io stavo cominciando a pensare alla possibilità per essere pronti per la nascita di Anita, se ci fosse stato bisogno di occuparsi di Cesare la sera o la notte...era una cosa che un pò mi preoccupava, e non sapevo come avrebbe reagito, dato che non ha mai dormito lontano da me da quando è nato.
E invece ieri sera ha talmente insistito (si è anche messo a piangere quando Carl è tornato indietro per verificare che non avesse cambiato idea) che ce lo abbiamo lasciato.
E' andato tutto bene e stamattina quando Carl è andato a prenderlo per portarlo all'asilo era tutto felice e orgoglioso di sè! 
Per me e Carl è stato abbastanza sconvolgente, ci aggiravamo per la casa silenziosa e vuota e ci sembrava che il nostro cucciolo fosse partito per chissà dove!
Però è una cosa che ci ha resi anche tanto felici, perchè è la conferma che è vero quello in cui crediamo: che solo dalla dipendenza può nascere l'indipendenza! Il nostro Cesare sta dimostrando di avere basi sicure e che grazie ad esse può spiccare il volo verso il suo futuro!


venerdì 22 settembre 2017

Piccoletta!!!!

Ebbene si...è una bambina!!!!!!
Sono così felice che non ci sono parole!!!!
SIAMO così felici che non ci sono parole!!!!
Ora vi racconto!!!
Martedì avevamo il controllo dal Super-gine, ero a 17+1.
Ci ha accolto con il suo solito affetto, come ogni volta mi sento a casa lì, ha il dono di farmi sentire tranquilla non appena metto piede nel suo studio!
Abbiamo chiacchierato un pò, gli ho detto del mal di testa forte che mi tormentava da qualche settimana e mi ha tolto l'integratore sostituendolo con della semplice folina+ferro, poi mi ha chiesto se avevo altri disturbi, ha guardato i risultati delle analisi del sangue del primo trimestre (tutto bene, non sono immune alla toxo, ma già si sapeva) e soprattutto quelli del duo test.
Ci ha ribadito anche lui che erano molto buoni e che non riteneva necessario fare altri accertamenti, e noi siamo d'accordo, anche perchè tra meno di un mese abbiamo l'ecografia morfologica alla asl, e quella dice tutto.
E poi finalmente siamo passati alla visita.
"Collo chiuso, tutto tranquillo." E' la prima cosa che mi dice ogni volta, perchè per tutti noi la paura più grande, una volta passata quella della perdita, è che si ripeta ciò che è successo con Cesare rischiando di farlo nascere prematuro (collo dell'utero accorciato improvvisamente e contrazioni a 29 settimane...).
Poi eccola lì, la nostra Piccola, con la sua testona tonda, che si girava e muoveva tutta.
Il Super-gine ha cominciato l'esplorazione dalla testa: il cervello, gli occhi, il naso, poi il cuore, i polmoni, via via tutti i vari organi e infine tutto gongolante ci fa:" Ma quindi è un ragazzo o una ragazza?"
Ovviamente abbiamo capito che lui l'aveva già visto, ma siamo stati al gioco e gli ho detto:
"Eh, ancora non si sa dottore, lei che dice?" e lui:"Certo, adesso ci vorrebbe una bambina..."
Io non ci potevo credere!!!! Una gioia immensa!!! Carl è quasi svenuto, non se l'aspettava proprio!
E poi ci ha mostrato nel dettaglio tutti i particolari, e in effetti non c'era proprio dubbio!
Poi ha continuato a misurare ed esaminare le gambe, le braccia, le manine e i piedini, e infine mi sono potuta rivestire.
A questo punto abbiamo messo a punto la strategia per i prossimi mesi: tre magnesio al giorno contro le contrazioni dell'utero più Difesan contro la rottura delle membrane.
Poi un tampone tra due settimane, perchè l'accorciamento del collo dell'utero avvenuto con Cesare non si è mai saputo da cosa sia stato causato. Secondo il Gine potrebbe essere stato o un batterio (per questo mi fa fare il tampone) oppure nella peggiore delle ipotesi è proprio una predisposizione che ho, e allora rischiamo che il fattaccio si ripeta. 
Posso fare una vita normale, senza troppe fatiche (ma ovviamente si sa che con un bimbo di due anni è quasi impossibile) ma nessuna attività fisica tipo piscina o pilates o ginnastica per gestanti. Meglio non rischiare.
Io voglio con tutta me stessa che questa volta le cose vadano per il verso giusto, che la nostra Piccola nasca al suo momento senza rischi e quindi farò tutto quello che posso. 
Poi c'è il discorso del diabete gestazionale, il Super-gine mi farà fare la curva glicemica circa un mese prima del previsto, quindi ho deciso di provare a mettermi un pò a dieta già da ora, per vedere se riesco a evitare anche quello.
Ecco finito il bollettino dalla Pancia!
Quando siamo tornati a casa abbiamo dato la notizia ai parenti, e sono tutti impazziti di gioia!
Nella famiglia di Carl poi non ci sono femmine, quindi i miei suoceri sono proprio in fibrillazione.
Carl dal canto suo è tutto scombussolato, si chiede se sarà capace di fare bene il papà anche di una bimba, se sarà più difficile accudirla e proteggerla...io non ho dubbi, so che sarà fantastico!
Però devo ammettere che sono emozionata anch'io, è come iniziare proprio da zero con un'avventura del tutto nuova, e non so cosa aspettarmi!
Per ora ho una bella panciona, e ogni tanto la sera o la notte sento qualche ondina di movimento, o come dicevo con Cesare, sento che fa la navicella!
E Cesare? Ovviamente lo abbiamo detto anche a lui, confondendogli le idee, perchè ci ha chiesto:"Ma allora dov'è andato il fratellino?"
Ora piano piano cerchiamo di ricordargliela ogni tanto, e ci si abituerà.
Intanto continua l'avventura dell'asilo, questa settimana è stata più dura, le maestre ci hanno detto che se lo aspettavano (l'inizio era stato troppo liscio!): al momento del distacco piange un pò, anche se poi va da solo in braccio alla maestra, si accuccia su di lei e si calma.
Ogni volta che ci penso mi si riempie il cuore di tenerezza, so che il nostro Cicciolo sta affrontando una grande prova, e spero di riuscire a stargli vicino nel modo giusto.

venerdì 15 settembre 2017

Inserimento!!!

Sono passati già dieci giorni dall'inizio dell'asilo nido, e direi che siamo pronti per fare un bilancio.
Molto molto positivo.
Siamo contentissimi, e non avrei mai pensato che andasse così bene.
La settimana scolastica di Cesare ha avuto inizio di mercoledì, ma il lunedì pomeriggio c'è stata una "merenda" di benvenuto per le famiglie e i bambini, organizzata dalle maestre nel giardino del nido. Cesare era eccitatissimo, glie ne avevamo parlato tanto nei giorni precedenti, mostrandogli la lettera di "invito" che avevamo ricevuto, e quando ci siamo avvicinati all'ingresso è voluto entrare da solo tutto spedito, per poi prendermi per mano subito dopo, alla vista di tutte quelle persone.
Avevano organizzato in modo molto carino e accogliente, c'era la torta e il latte per i bimbi, e ovviamente tutti i giochi del giardino a disposizione. Le educatrici sono tre, noi le avevamo già conosciute nei vari colloqui e come vi avevo scritto ci piacevano già tanto, ma per Cesare è stato il primo incontro con loro.
Sono piaciute anche a lui, sono molto affettuose e materne, e durante il pomeriggio si sono impegnate a interagire con i vari bambini nuovi per rompere il ghiaccio e prendere confidenza.
Il martedì sera abbiamo preparato con Cesare tutte le cose necessarie sistemandole vicino alla porta.
La lista delle cose da portare era bella lunga e io e Carl nelle serate precedenti avevamo fatto i "compiti a casa" per preparare la scatola da scarpe ricoperta di carta e il "quaderno del cuore" con tutte le foto dei membri della famiglia e delle cose preferite da Cesare.
Poi c'erano la cartellina per i disegni, il bicchierino, il sacchetto con i cambi, i calzini antiscivolo, i bavaglini, gli asciugamani.
La mattina di mercoledì Cesare ha voluto prendere tutto lui, un pò di cose nello zainetto e un pò nella cartellina, e gli abbiamo fatto le foto per ricordarci del suo Primo Giorno di Scuola.
Poi io sono dovuta andare a lavorare a malincuore, e l'ho lasciato con Carl: sono andati a fare colazione insieme al bar e poi in bici fino a scuola.
Da quel momento in poi Carl mi ha aggiornato con i messaggi facendomi la telecronaca dei momenti più importanti della mattinata.
Sapeva quanto ero dispiaciuta di non poter essere presente, ed è stato bravissimo a non farmi perdere niente, almeno a parole. Anche se credo che dentro di me rimarrà sempre in un angolino il rimpianto per non aver potuto vedere il mio Cicciolo in questa sua prima grandissima avventura da solo.
Il primo giorno è andato bene, Carl è rimasto con lui per tutta l'ora prevista e poi sono andati dai nonni.
Il secondo giorno invece era quello più delicato, dato che Carl sarebbe dovuto andare via per una mezz'ora.
Cesare lo sapeva, avevamo inventato anche un piccolo rituale prendendo spunto da uno dei suoi libri, nel quale lui doveva regalare una macchinina al suo papà prima di salutarlo, in modo che se avesse sentito la mancanza di Cesare avrebbe avuto con sè la macchinina.
Così poco prima del saluto Cesare ha voluto dargli la macchinina, e poi ha detto "Io non voglio, papà resta un altro pò!" e ha pianto un pò, non disperato, più che altro triste per il distacco.
Poi è andato in braccio alla maestra Alba, e si è calmato, così Carl è andato via. Al ritorno lo ha trovato che giocava tranquillo con gli altri, gli è corso incontro e lo ha abbracciato forte. Le educatrici hanno detto che aveva giocato sereno e fatto la pipì al bagno avvisandole prima. 
Il terzo giorno è andata un pò meglio: Carl è andato via dopo dieci minuti, ma Cesare stavolta dopo avergli dato la macchinina e aver fatto la faccia triste e andato da Alba senza piangere.
Quando è andato a riprenderlo, le educatrici hanno detto a Carl che il lunedì Cesare avrebbe potuto provare a restare nell'ora del pranzo, dato che stava andando tutto bene.
Il pranzo è stato un successone: Cesare ha mangiato tutto chiedendo il bis, poi ha giocato e fatto anche la cacca! :)
Per tutta la settimana è andato aumentando gradualmente il tempo di permanenza: prima un'ora e mezza, poi due ore e mezza, infine tutta la mattina. Al momento di salutare il papà non piange più, va tranquillo dalla maestra e al ritorno è tutto contento.
A casa ho cercato di farmi raccontare più dettagli possibile, per capire come si sentiva al riguardo: mi ha detto che le maestre sono "belle", che i suoi amici sono Vincenzo (che ha fatto l'inserimento insieme a lui) e Matteo "che lo fa ridere"; che c'è un bambino più piccolo, Leonardo, che dà i morsi e prende i giocattoli; che quando sta lì "gioca con il castello, con i camion, con il coccodrillo". Quando gli chiedo:"Domani ci vuoi tornare all'asilo?" mi risponde convinto di si. 
Da quando entra all'orario normale, la mattina abbiamo iniziato a uscire tutti e tre insieme e questo gli piace tantissimo: lui e il papà in bici e io in macchina, facciamo "la gara" per il primo pezzetto a chi arriva prima, e poi ci salutiamo.
Siamo veramente contenti e spero che continui così. Ora il prossimo passo sarà rimanere a dormire, ma con le educatrici abbiamo concordato di farlo in un secondo momento, una volta che si sarà ben abituato a stare tutta la mattina. Nel frattempo ci aiutano i Santi Nonni, che lo tengono da loro dall'una e mezza fino a verso le quattro che torna Carl, o verso le cinque che torno io, a seconda della settimana.
Credo che a questa buona riuscita abbiano contribuito tanti fattori: primo fra tutti la sua età. Sono proprio convinta che ora, a due anni compiuti, Cesare abbia gli strumenti per affrontare nel modo giusto questa grande avventura, e forse sei mesi o un anno fa non sarebbe andata così bene.
E' in grado di parlare e può dirci come si sente, noi possiamo spiegargli cosa succederà il giorno dopo, ha la cognizione del tempo. 
E poi anche la bravura e l'attenzione delle educatrici. Facendo il confronto con la nostra prima, fallimentare esperienza di asilo nido, quando Cesare aveva solo sette mesi, ho capito che tra asilo e asilo c'è tanta differenza. Questa volta sono rimasta subito colpita dalle educatrici, dal fatto che si sentiva in loro la passione e la volontà di accogliere e comprendere ogni singolo bambino con le sue caratteristiche. Sono affettuose, coccolose, gentili, sorridenti. Trattano bambini e genitori con grande rispetto e attenzione.
Poi sicuramente anche il fatto che è stato Carl a gestire l'inserimento ha facilitato le cose.
Anche se mi dispiace infinitamente, so che è stato meglio anche per Cesare vivere questa esperienza con il papà invece che con me. Lui gli trasmette sicurezza e forza, gli fa sentire che può farcela in ogni situazione, che crede in lui e che lo sostiene e gli è vicino senza interferire troppo.
Io so di essere molto più ansiosa e insicura, senza contare che in questo periodo per gli ormoni della gravidanza piango per ogni piccola cosa.
Cercherò comunque di partecipare alle attività organizzate dall'asilo per le famiglie, che sono tante e si svolgono di pomeriggio, quindi uscendo un'oretta prima dal lavoro dovrei farcela.
Insomma, sono stati giorni di grandi emozioni, per tutti noi. 
E la prossima settimana non sarà da meno, dato che finalmente rivedremo il Piccoletto/a nella pancia, e chissà che non scopriamo anche se è un bimbo o una bimba...

giovedì 24 agosto 2017

Noi Quattro

Vacanze finite e finiti anche i famigerati Tre mesi!!!
E devo aggiornarvi su tutti gli avvenimenti di queste ultime settimane! 
Iniziamo con il lavoro: prima ancora di aver rivisto Piccoletto/a nella pancia nella seconda ecografia, fissata per il 9 agosto, e molto prima della scadenza del mio contratto (il 31 agosto) ecco che si presenta il ragioniere dell'azienda alla mia scrivania mettendomi davanti il foglio del rinnovo del contratto. Fino a giugno prossimo.
Sono sbiancata, e ho farfugliato:"No, aspetta, prima devo parlarti, non posso firmare!!! Andiamo giù in ufficio!"
E così glie l'ho detto, e gli ho fatto il discorsetto che mi ero ripetuta nella testa tante volte nelle settimane precedenti. Che capivo che per l'azienda non sarebbe stato conveniente farmi un rinnovo così lungo, ma che mi avrebbe fatto piacere lavorare ancora qualche mese, in modo da aver diritto alla maternità pagata dall'Inps e per dare tempo anche a loro di trovare un'altra persona. Poi ho ripetuto le stesse frasi ai titolari, con i quali sono riuscita a parlare il giorno dopo.
Le reazioni sono state molto positive: mi hanno ringraziato tutti per la correttezza, mi hanno detto che quando vorrò tornare le porte per me saranno aperte (su questo però non voglio farmi troppe illusioni, chissà da qui a un anno quante cose saranno cambiate!) e mi hanno proposto un contratto di tre mesi, fino al 30 novembre.
Dopo di che sarò disoccupata, ma almeno avrò la maternità dell'Inps e finiti i cinque mesi anche la disoccupazione. 
Sono soddisfatta e soprattutto sono stata felice di togliermi questo peso, non mi piace fingere e non mi sembrava corretto.
E poi già mi pregusto il mio prossimo Dicembre di "vacanza"!!! :)
A quel punto l'ho potuto dire anche alle colleghe, tutte molto affettuose e carine, alcune mi hanno detto che se ne erano già accorte, e in effetti la mia pancia si vede, sarebbe stato impossibile nasconderla oltre.
La mattina del 9 agosto ho firmato il contratto a lavoro, e nel pomeriggio siamo andati dal Super-gine. Io ero piena di paura, ovviamente.
Paura di sentirmi dire che il cuoricino non batteva, che qualcosa non andava, che c'erano problemi.
Insomma, paura di perdere di nuovo il nostro bimbo.
Invece si è visto subito, il suo profilo bellissimo, la panciona e il cuoricino che batteva veloce, le gambe e le braccia. 
ll Super-gine lo ha misurato, ci ha mostrato i vari organi visibili e ci ha dato molta soddisfazione, come al solito.
Era felice anche lui, ovviamente: il nostro Piccoletto misurava 5 cm e stava benone, in linea con le dimensioni previste a 12 settimane.
Abbiamo fissato tutti gli appuntamenti con il dottore, uno al mese fino a dicembre, e poi gli abbiamo augurato buone vacanze.
Dopo questa ecografia mi sono sentita finalmente incinta, e ho indossato il ciondolo ChiamaAngeli, che avevo messo via il giorno della perdita di Stellina. 
Abbiamo anche deciso di dirlo al nostro Cesare, e il giorno dopo appena svegli, mentre eravamo ancora a letto tutti e tre, gli ho detto che nella pancia della mamma c'era un bimbo, un fratellino o sorellina, e che lui sarebbe diventato un "Fratello Grande".
Questa cosa gli è piaciuta tanto, ha cominciato a saltare sul letto ridendo, e ripeteva che lui era un Fratello Grande e mi toccava la pancia.
E' stato un momento proprio commovente. Mi sono sentita la donna più fortunata della terra.
Da quel giorno ne parliamo spesso con Cesare, la mia pancia cresce e lui quando stiamo vicini la accarezza o ci appoggia la testa per "fare compagnia al fratellino", e oggi mi ha detto che lui non prende più la Puppa (era tanto che non la nominava), "ma il fratellino la prenderà". 
Il fine settimana prima di Ferragosto siamo partiti io, Cesare e la mia pancia col treno per Roma, mentre Carl è rimasto a riposarsi lavorare. 
Abbiamo passato una settimana con la nonna in Abruzzo, in un paesino nel Parco Nazionale dove avevamo preso una casetta.
E' stata una vacanza bellissima. 
Cesare si è dato alla pazza gioia: ha visto i lupi, i cervi, le mucche e i cavalli; ha messo i piedi nel torrente e nel laghetto, ha cavalcato un pony e un asinello, ha scalato montagne appoggiandosi al suo  bastone da cammino e visto una cascata...non aveva paura di niente, si cacciava sempre nei guai e l'aria di montagna gli dava un surplus di energie!!!
Insomma, per lui è stata una settimana di esperienze bellissime e coinvolgenti, e sono felice di avergliene dato la possibilità. 
Ovviamente il rovescio della medaglia è stato l'enorme fatica mia e di mia mamma per stare dietro al nostro Bisontino, senza l'aiuto delle forti braccia di Carl. 
Sono giunta alla conclusione che: La montagna è bellissima ma ci vuole un Papà, o almeno uno Zio.
Io ero preoccupata di esagerare, il pensiero di Piccoletto/a nella pancia non mi faceva stare tranquilla al 100%, e mia mamma ha problemi di schiena e non può fare troppe fatiche (per quanto si sia sforzata anche troppo per risparmiarle a me).
In un modo o nell'altro ce l'abbiamo fatta, e io e Cesare siamo tornati alla base sani e salvi (io con quattro herpes sulle labbra, piccolo dettaglio).
Prima di partire avevo fatto il prelievo del Duo Test, e l'altro ieri abbiamo avuto i risultati e l'ecografia alla asl.
Con nostra grande gioia abbiamo trovato la stessa dottoressa del Duo Test di Cesare, che una volta messomi il gel sulla pancia ci ha fatto sentire subito il battito del cuore di Piccoletto/a e poi ha preso scrupolosamente tutte le misure.
Per il fortuna il nostro cucciolo era in una buona posizione, a pancia in su, e si vedeva molto bene.
Era cresciuto/a, (ora misura 7.4 cm, l'aria di montagna ha fatto bene anche a lui/lei) e muoveva le braccine da tutte le parti, forse infastidito dai movimenti dell'ecografo.
Poi la dottoressa ha inserito i dati nel computer e noi abbiamo atteso.
Sono stati minuti lunghissimi, quello che desideravo di più era sentirmi dire che andava tutto bene e che non c'era bisogno di nessun altro esame invasivo, e infatti è andata proprio così.
La dottoressa ha detto che il test era andato "benone", ci ha mostrato e spiegato i valori e dato appuntamento per la morfologica ad ottobre.
Che grandissimo sollievo!
Ed ora eccoci qua, a 13+3, entrati trionfalmente nel quarto mese, felici e sereni!
Ci aspettano giorni intensi, dato che tra dieci giorni Cesare inizierà l'asilo nido, e dobbiamo ancora preparare tutte le cosine da portare a scuola.
Lui è molto emozionato e ogni volta che passiamo di fronte all'asilo dice che vuole andarci, però non so cosa aspettarmi. L'inserimento per motivi di orario lo seguirà tutto Carl, e da una parte mi dispiace dall'altra so che è meglio così, perchè suo padre gli trasmette sicurezza e coraggio.
Ed ora vi saluto, grazie se siete riuscite a leggermi fino alla fine di questo lunghissimo post!!! :)