Sono passati già dieci giorni dall'inizio dell'asilo nido, e direi che siamo pronti per fare un bilancio.
Molto molto positivo.
Siamo contentissimi, e non avrei mai pensato che andasse così bene.
La settimana scolastica di Cesare ha avuto inizio di mercoledì, ma il lunedì pomeriggio c'è stata una "merenda" di benvenuto per le famiglie e i bambini, organizzata dalle maestre nel giardino del nido. Cesare era eccitatissimo, glie ne avevamo parlato tanto nei giorni precedenti, mostrandogli la lettera di "invito" che avevamo ricevuto, e quando ci siamo avvicinati all'ingresso è voluto entrare da solo tutto spedito, per poi prendermi per mano subito dopo, alla vista di tutte quelle persone.
Avevano organizzato in modo molto carino e accogliente, c'era la torta e il latte per i bimbi, e ovviamente tutti i giochi del giardino a disposizione. Le educatrici sono tre, noi le avevamo già conosciute nei vari colloqui e come vi avevo scritto ci piacevano già tanto, ma per Cesare è stato il primo incontro con loro.
Sono piaciute anche a lui, sono molto affettuose e materne, e durante il pomeriggio si sono impegnate a interagire con i vari bambini nuovi per rompere il ghiaccio e prendere confidenza.
Il martedì sera abbiamo preparato con Cesare tutte le cose necessarie sistemandole vicino alla porta.
La lista delle cose da portare era bella lunga e io e Carl nelle serate precedenti avevamo fatto i "compiti a casa" per preparare la scatola da scarpe ricoperta di carta e il "quaderno del cuore" con tutte le foto dei membri della famiglia e delle cose preferite da Cesare.
Poi c'erano la cartellina per i disegni, il bicchierino, il sacchetto con i cambi, i calzini antiscivolo, i bavaglini, gli asciugamani.
La mattina di mercoledì Cesare ha voluto prendere tutto lui, un pò di cose nello zainetto e un pò nella cartellina, e gli abbiamo fatto le foto per ricordarci del suo Primo Giorno di Scuola.
Poi io sono dovuta andare a lavorare a malincuore, e l'ho lasciato con Carl: sono andati a fare colazione insieme al bar e poi in bici fino a scuola.
Da quel momento in poi Carl mi ha aggiornato con i messaggi facendomi la telecronaca dei momenti più importanti della mattinata.
Sapeva quanto ero dispiaciuta di non poter essere presente, ed è stato bravissimo a non farmi perdere niente, almeno a parole. Anche se credo che dentro di me rimarrà sempre in un angolino il rimpianto per non aver potuto vedere il mio Cicciolo in questa sua prima grandissima avventura da solo.
Il primo giorno è andato bene, Carl è rimasto con lui per tutta l'ora prevista e poi sono andati dai nonni.
Il secondo giorno invece era quello più delicato, dato che Carl sarebbe dovuto andare via per una mezz'ora.
Cesare lo sapeva, avevamo inventato anche un piccolo rituale prendendo spunto da uno dei suoi libri, nel quale lui doveva regalare una macchinina al suo papà prima di salutarlo, in modo che se avesse sentito la mancanza di Cesare avrebbe avuto con sè la macchinina.
Così poco prima del saluto Cesare ha voluto dargli la macchinina, e poi ha detto "Io non voglio, papà resta un altro pò!" e ha pianto un pò, non disperato, più che altro triste per il distacco.
Poi è andato in braccio alla maestra Alba, e si è calmato, così Carl è andato via. Al ritorno lo ha trovato che giocava tranquillo con gli altri, gli è corso incontro e lo ha abbracciato forte. Le educatrici hanno detto che aveva giocato sereno e fatto la pipì al bagno avvisandole prima.
Il terzo giorno è andata un pò meglio: Carl è andato via dopo dieci minuti, ma Cesare stavolta dopo avergli dato la macchinina e aver fatto la faccia triste e andato da Alba senza piangere.
Quando è andato a riprenderlo, le educatrici hanno detto a Carl che il lunedì Cesare avrebbe potuto provare a restare nell'ora del pranzo, dato che stava andando tutto bene.
Il pranzo è stato un successone: Cesare ha mangiato tutto chiedendo il bis, poi ha giocato e fatto anche la cacca! :)
Per tutta la settimana è andato aumentando gradualmente il tempo di permanenza: prima un'ora e mezza, poi due ore e mezza, infine tutta la mattina. Al momento di salutare il papà non piange più, va tranquillo dalla maestra e al ritorno è tutto contento.
A casa ho cercato di farmi raccontare più dettagli possibile, per capire come si sentiva al riguardo: mi ha detto che le maestre sono "belle", che i suoi amici sono Vincenzo (che ha fatto l'inserimento insieme a lui) e Matteo "che lo fa ridere"; che c'è un bambino più piccolo, Leonardo, che dà i morsi e prende i giocattoli; che quando sta lì "gioca con il castello, con i camion, con il coccodrillo". Quando gli chiedo:"Domani ci vuoi tornare all'asilo?" mi risponde convinto di si.
Da quando entra all'orario normale, la mattina abbiamo iniziato a uscire tutti e tre insieme e questo gli piace tantissimo: lui e il papà in bici e io in macchina, facciamo "la gara" per il primo pezzetto a chi arriva prima, e poi ci salutiamo.
Siamo veramente contenti e spero che continui così. Ora il prossimo passo sarà rimanere a dormire, ma con le educatrici abbiamo concordato di farlo in un secondo momento, una volta che si sarà ben abituato a stare tutta la mattina. Nel frattempo ci aiutano i Santi Nonni, che lo tengono da loro dall'una e mezza fino a verso le quattro che torna Carl, o verso le cinque che torno io, a seconda della settimana.
Credo che a questa buona riuscita abbiano contribuito tanti fattori: primo fra tutti la sua età. Sono proprio convinta che ora, a due anni compiuti, Cesare abbia gli strumenti per affrontare nel modo giusto questa grande avventura, e forse sei mesi o un anno fa non sarebbe andata così bene.
E' in grado di parlare e può dirci come si sente, noi possiamo spiegargli cosa succederà il giorno dopo, ha la cognizione del tempo.
E poi anche la bravura e l'attenzione delle educatrici. Facendo il confronto con la nostra prima, fallimentare esperienza di asilo nido, quando Cesare aveva solo sette mesi, ho capito che tra asilo e asilo c'è tanta differenza. Questa volta sono rimasta subito colpita dalle educatrici, dal fatto che si sentiva in loro la passione e la volontà di accogliere e comprendere ogni singolo bambino con le sue caratteristiche. Sono affettuose, coccolose, gentili, sorridenti. Trattano bambini e genitori con grande rispetto e attenzione.
Poi sicuramente anche il fatto che è stato Carl a gestire l'inserimento ha facilitato le cose.
Anche se mi dispiace infinitamente, so che è stato meglio anche per Cesare vivere questa esperienza con il papà invece che con me. Lui gli trasmette sicurezza e forza, gli fa sentire che può farcela in ogni situazione, che crede in lui e che lo sostiene e gli è vicino senza interferire troppo.
Io so di essere molto più ansiosa e insicura, senza contare che in questo periodo per gli ormoni della gravidanza piango per ogni piccola cosa.
Cercherò comunque di partecipare alle attività organizzate dall'asilo per le famiglie, che sono tante e si svolgono di pomeriggio, quindi uscendo un'oretta prima dal lavoro dovrei farcela.
Insomma, sono stati giorni di grandi emozioni, per tutti noi.
E la prossima settimana non sarà da meno, dato che finalmente rivedremo il Piccoletto/a nella pancia, e chissà che non scopriamo anche se è un bimbo o una bimba...
Scrutiamo il cielo..e intanto viviamo intensamente!!! ...Finchè non l'abbiamo avvistata e intercettata, quella pennuta!!!
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venerdì 15 settembre 2017
Inserimento!!!
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domenica 11 giugno 2017
Due Anni
E' passato più di un mese dall'ultimo post, e finalmente riesco a trovare il tempo per scrivere.
Il 29 Maggio Cesare ha compiuto due anni.
I due anni più pieni, intensi, incredibili e meravigliosi di tutta la mia vita!
Perciò le ultime settimane le ho trascorse immersa nei preparativi per celebrare degnamente questo grande evento: io ho sempre adorato le feste, soprattutto i compleanni, e quest'anno ero super emozionata all'idea che Cesare fosse finalmente "consapevole" e potesse gustarsi al 100% i festeggiamenti.
Il giorno del suo compleanno cadeva di lunedì, quindi la festicciola l'abbiamo spostata al sabato successivo. Il lunedì mattina però ho svegliato Cesare e gli ho fatto trovare una torta di carote che avevo fatto la sera prima con due candeline e una faccia sorridente fatta con l'uvetta (che è ancora la sua cosa preferita in assoluto!).
Accanto alla torta una scatola gigante di lego duplo, che adora.
E così lo abbiamo festeggiato io e Carl, e ha spento lì con noi, in pigiama, tutto insonnolito, le sue prime candeline.
Da quel momento in poi ha voluto spegnerle altre mille volte per tutta la settimana successiva!
Quando il pomeriggio siamo tornati dal lavoro gli abbiamo dato il nostro secondo regalo, una sabbiera a forma di tartaruga da tenere giù in cortile.
Era da tempo che volevamo regalargliela, perchè abbiamo visto in questa primavera che giocare con la sabbia è una cosa che lo rilassa tantissimo e ci passerebbe ore e ore.
Gli è piaciuta tanto, e ci siamo subito messi lì dentro a giocare a piedi nudi con i camion, i secchielli e le palette.
Poi la settimana è passata velocemente tra lavoro e giardini il pomeriggio, e per fortuna venerdì era festa, così io mi sono immersa nella preparazione delle cibarie per il giorno successivo.
Come l'anno corso ho fatto la torta di compleanno (il pan di spagna con dentro la crema e le fragole), e sopra l'ho decorato con la panna e una targhetta di zucchero di Masha e Orso.
Poi ho fatto le torte salate e i panini imbottiti, e abbiamo preso un pò di vassoi di pizzette e schiacciate. Anche mia suocera e una mia amica hanno fatto dei dolci, così alla fine c'era tanta roba ed è pure avanzata, "così come deve essere".
Il sabato mattina sono arrivati i miei e hanno pranzato tutti a casa nostra per la gioia di Cesare, che non ha mai l'opportunità di godersi i suoi nonni di Roma tutti insieme (i miei sono separati).
Verso le quattro siamo andati alla ludoteca dove avevamo preso in affitto la stanza e abbiamo gonfiato i palloncini e sistemato il cibo e le bevande, poi sono arrivati i miei suoceri e quindi hanno iniziato ad arrivare gli amichetti di Cesare con i genitori.
Dato che c'era il ponte del 2 giugno molti erano al mare, ma quelli più importanti per Cesare erano presenti, e in effetti è stato meglio non essere tantissimi.
Il bello di questa ludoteca è che lasciano tutti i giochi a disposizione, sia dentro che nel giardino, così i bambini si divertono tantissimo e anche i grandi si possono rilassare un pò.
Il momento più bello è stato ovviamente quello delle candeline: Cesare è rimasto a bocca aperta per la torta con sopra il suo amato Orso, e quando tutti intorno a lui hanno intonato "Tanti auguri" aveva gli occhi che brillavano, era emozionatissimo!!!
Prima che finisse la canzone già soffiava con tutte le sue forze per spegnere le candeline e assaggiava la torta col ditino!
La mattina dopo la festa, appena sveglio, mentre gli ricordavo tutti gli eventi del giorno prima, mi ha detto:"Tetè era contento."
E questa frase è tutto ciò di cui ho bisogno al mondo per essere felice!!!
Il passaggio dei due anni mi sembra che gli abbia fatto fare un ulteriore salto di crescita.
Ora chiacchiera in modo articolato, con parole anche difficili,e forse è questo suo linguaggio da ometto, con i verbi coniugati, che lo rende così grande ai miei occhi.
Nelle ultime settimane mi sembra anche più ubbidiente. Abbiamo archiviato ormai il discorso allattamento,della Puppa non si parla più, e lo vedo più sereno. Meno pianti senza motivo, meno dispetti. Insomma, è un momento d'oro.
Ogni giorno qualche nuova conquista, qualche nuovo passo nella strada che lo porterà piano piano ad essere autonomo.
Mi diverto tanto con lui, è veramente un piacere starci insieme, mi incanto a guardarlo mentre gioca da solo facendo i suoi discorsi, sono fiera di lui quando corre libero lontano da me e però si ferma quando gli dico "fermati", sono felice quando lo vedo interagire con i suoi amici in modo allegro e sereno.
E' un bambino pacifico, evita i conflitti, quando qualche bimbo entra in contrasto con lui per i giochi lui fa un passo indietro e non si mette mai a fare muro contro muro.
Io cerco di non intervenire, non mi piacciono quelle mamme che non fanno altro che intromettersi nelle relazioni tra bambini mettendoci dentro idee e sentimenti "adulti". Penso che sia molto più utile e divertente stare a guardare, e magari dopo consolare, se necessario.
Però vedo che Cesare è anche molto sensibile, e ci rimane male facilmente.
Chissà se resterà così o se l'anno prossimo con l'asilo nido cambierà.
A volte penso che vorrei proteggerlo dalle delusioni e dalle ferite che avrà nel suo percorso, lo vedo così delicato, come un piccolo fiore che ho il terrore che qualcuno calpesti.
Però con Carl ci diciamo che il nostro compito è dargli gli strumenti per trovare la sua strada nel mondo, dargli delle buone basi sicure, grazie alla quali potrà affrontare anche le cose brutte che incontrerà.
Certo è che fare il genitore è veramente il compito più gratificante, impegnativo e meravigliosamente importante della vita.
Essere i genitori del nostro piccolo grande Tetè è l'onore più bello che ci è stato concesso.
Non dimentico gli anni della Ricerca, e aver perso la nostra Stellina mi ha ricordato una volta in più quanto è prezioso tutto quello che abbiamo la fortuna di vivere ogni giorno.
Il 29 Maggio Cesare ha compiuto due anni.
I due anni più pieni, intensi, incredibili e meravigliosi di tutta la mia vita!
Perciò le ultime settimane le ho trascorse immersa nei preparativi per celebrare degnamente questo grande evento: io ho sempre adorato le feste, soprattutto i compleanni, e quest'anno ero super emozionata all'idea che Cesare fosse finalmente "consapevole" e potesse gustarsi al 100% i festeggiamenti.
Il giorno del suo compleanno cadeva di lunedì, quindi la festicciola l'abbiamo spostata al sabato successivo. Il lunedì mattina però ho svegliato Cesare e gli ho fatto trovare una torta di carote che avevo fatto la sera prima con due candeline e una faccia sorridente fatta con l'uvetta (che è ancora la sua cosa preferita in assoluto!).
Accanto alla torta una scatola gigante di lego duplo, che adora.
E così lo abbiamo festeggiato io e Carl, e ha spento lì con noi, in pigiama, tutto insonnolito, le sue prime candeline.
Da quel momento in poi ha voluto spegnerle altre mille volte per tutta la settimana successiva!
Quando il pomeriggio siamo tornati dal lavoro gli abbiamo dato il nostro secondo regalo, una sabbiera a forma di tartaruga da tenere giù in cortile.
Era da tempo che volevamo regalargliela, perchè abbiamo visto in questa primavera che giocare con la sabbia è una cosa che lo rilassa tantissimo e ci passerebbe ore e ore.
Gli è piaciuta tanto, e ci siamo subito messi lì dentro a giocare a piedi nudi con i camion, i secchielli e le palette.
Poi la settimana è passata velocemente tra lavoro e giardini il pomeriggio, e per fortuna venerdì era festa, così io mi sono immersa nella preparazione delle cibarie per il giorno successivo.
Come l'anno corso ho fatto la torta di compleanno (il pan di spagna con dentro la crema e le fragole), e sopra l'ho decorato con la panna e una targhetta di zucchero di Masha e Orso.
Poi ho fatto le torte salate e i panini imbottiti, e abbiamo preso un pò di vassoi di pizzette e schiacciate. Anche mia suocera e una mia amica hanno fatto dei dolci, così alla fine c'era tanta roba ed è pure avanzata, "così come deve essere".
Il sabato mattina sono arrivati i miei e hanno pranzato tutti a casa nostra per la gioia di Cesare, che non ha mai l'opportunità di godersi i suoi nonni di Roma tutti insieme (i miei sono separati).
Verso le quattro siamo andati alla ludoteca dove avevamo preso in affitto la stanza e abbiamo gonfiato i palloncini e sistemato il cibo e le bevande, poi sono arrivati i miei suoceri e quindi hanno iniziato ad arrivare gli amichetti di Cesare con i genitori.
Dato che c'era il ponte del 2 giugno molti erano al mare, ma quelli più importanti per Cesare erano presenti, e in effetti è stato meglio non essere tantissimi.
Il bello di questa ludoteca è che lasciano tutti i giochi a disposizione, sia dentro che nel giardino, così i bambini si divertono tantissimo e anche i grandi si possono rilassare un pò.
Il momento più bello è stato ovviamente quello delle candeline: Cesare è rimasto a bocca aperta per la torta con sopra il suo amato Orso, e quando tutti intorno a lui hanno intonato "Tanti auguri" aveva gli occhi che brillavano, era emozionatissimo!!!
Prima che finisse la canzone già soffiava con tutte le sue forze per spegnere le candeline e assaggiava la torta col ditino!
La mattina dopo la festa, appena sveglio, mentre gli ricordavo tutti gli eventi del giorno prima, mi ha detto:"Tetè era contento."
E questa frase è tutto ciò di cui ho bisogno al mondo per essere felice!!!
Il passaggio dei due anni mi sembra che gli abbia fatto fare un ulteriore salto di crescita.
Ora chiacchiera in modo articolato, con parole anche difficili,e forse è questo suo linguaggio da ometto, con i verbi coniugati, che lo rende così grande ai miei occhi.
Nelle ultime settimane mi sembra anche più ubbidiente. Abbiamo archiviato ormai il discorso allattamento,della Puppa non si parla più, e lo vedo più sereno. Meno pianti senza motivo, meno dispetti. Insomma, è un momento d'oro.
Ogni giorno qualche nuova conquista, qualche nuovo passo nella strada che lo porterà piano piano ad essere autonomo.
Mi diverto tanto con lui, è veramente un piacere starci insieme, mi incanto a guardarlo mentre gioca da solo facendo i suoi discorsi, sono fiera di lui quando corre libero lontano da me e però si ferma quando gli dico "fermati", sono felice quando lo vedo interagire con i suoi amici in modo allegro e sereno.
E' un bambino pacifico, evita i conflitti, quando qualche bimbo entra in contrasto con lui per i giochi lui fa un passo indietro e non si mette mai a fare muro contro muro.
Io cerco di non intervenire, non mi piacciono quelle mamme che non fanno altro che intromettersi nelle relazioni tra bambini mettendoci dentro idee e sentimenti "adulti". Penso che sia molto più utile e divertente stare a guardare, e magari dopo consolare, se necessario.
Però vedo che Cesare è anche molto sensibile, e ci rimane male facilmente.
Chissà se resterà così o se l'anno prossimo con l'asilo nido cambierà.
A volte penso che vorrei proteggerlo dalle delusioni e dalle ferite che avrà nel suo percorso, lo vedo così delicato, come un piccolo fiore che ho il terrore che qualcuno calpesti.
Però con Carl ci diciamo che il nostro compito è dargli gli strumenti per trovare la sua strada nel mondo, dargli delle buone basi sicure, grazie alla quali potrà affrontare anche le cose brutte che incontrerà.
Certo è che fare il genitore è veramente il compito più gratificante, impegnativo e meravigliosamente importante della vita.
Essere i genitori del nostro piccolo grande Tetè è l'onore più bello che ci è stato concesso.
Non dimentico gli anni della Ricerca, e aver perso la nostra Stellina mi ha ricordato una volta in più quanto è prezioso tutto quello che abbiamo la fortuna di vivere ogni giorno.
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mercoledì 13 maggio 2015
Bentornata iperattività!
Qui abbiamo finito la 36esima ed è tutto sotto controllo, evviva!!!
Dalla scorsa settimana ho fatto un milione di cose, cercando sempre di alternare il movimento con il riposo, e per ora sembra che così vada bene!
Il fine settimana è stato super bello, ho recuperato questo mese e mezzo di inattività: venerdì sera io e Carl siamo stati al ristorante etiope ed è stata una serata carinissima...abbiamo parlato tanto di come sarà DOPO, delle nostre emozioni...e del fatto che i momenti in due saranno drasticamente ridotti...
Sabato mattina invece mi sono fatta coraggio e sono andata a un incontro del corso preparto, dato che Carl lavorava. Infatti ho parlato al telefono con le ostetriche della asl e mi hanno consigliato di seguire solo gli ultimi incontri teorici, perchè ormai quelli pratici stanno per finire ed è inutile seguirli se non ho fatto la parte iniziale. Mi è un pò dispiaciuto, ma pazienza....
Comunque l'incontro è stato interessantissimo!
Parlava un neonatologo dell'ospedale, molto simpatico e alla mano, che ci ha raccontato tante cose sui momenti immediatamente successivi alla nascita. Per prima cosa ci ha spiegato il "pelle a pelle", che nel nostro ospedale viene praticato con tutti i bambini nati dopo la trentacinquesima settimana che non abbiano bisogno di cure mediche. Consiste nel mettere subito il bimbo, senza fargli il bagnetto, ma solo pulendolo un pò e avvolgendolo in una copertina, sul petto della mamma, e lasciando che la mamma, il papà e il bimbo possano stare da soli in una stanza apposita per le due ore successive al parto. Questo perchè in queste prime due ore il bimbo, avendo appena affrontato il trauma della nascita, è ancora molto attivo, mentre dopo sicuramente si addormenterà per la stanchezza. Quindi in queste due ore c'è la speranza che cerchi subito il seno e possa iniziare l'allattamento, e in ogni caso essere messo sulla mamma serve a instaurare da subito un grande legame e a sviluppare le sue difese immunitarie. Il bagnetto poi gli verrà fatto il secondo giorno, quando anche la mamma potrà assistere e imparare come si fa. Nel caso di un cesareo, dove quindi la mamma non può fare subito il pelle a pelle, può chiederlo il papà se lo desidera. Secondo me questa è una cosa bellissima, e spero con tutto il cuore di poterlo provare, o io o Carl.
Poi ci ha spiegato quali sono gli esami medici che vengono fatti al bimbo nelle prime 48 ore dopo la nascita, e anche questa parte è stata molto utile. Infine ha parlato dell'allattamento al seno, che come sapevo qui viene promosso tantissimo.
Al corso ho cercato di fare amicizia con qualche ragazza, anche se ho avuto l'impressione che fossero già tutte riunite in gruppetti, e mi sono sentita un pò "fuori posto", come immaginavo...comunque sia prima che iniziasse ne ho "agganciata" una e le ho chiesto informazioni sulla lista per l'ospedale. Ovviamente l'avevano data durante il corso solo per le mamme, quello a cui io non ho partecipato. Mi ha dato qualche dritta in più, ma più o meno erano le cose che avevo già messo.
Il pomeriggio di sabato mi sono riposata, mentre la sera siamo riusciti a mangiare la pizza con degli amici, anche loro in attesa da pochissimo.
Domenica invece, dopo il pranzo da mia suocera, ce ne siamo andati con Trovatello al parco lungo il fiume e ho fatto addirittura due passi!
Trovatello era il più felice di tutti, non ci poteva credere che finalmente riuscivamo tutti e tre insieme!!! Ma anche io ero al settimo cielo, mi sono goduta il sole, l'aria primaverile e il verde, e poi per concludere ci siamo presi un bel gelato alla nostra gelateria preferita!
Questo fine settimana la dieta per il diabete l'ho un pò trascurata....ma ne avevo troppo bisogno!!!!!
Ieri invece avevo l'incontro per l'epidurale, sempre alla asl. Per fortuna il fratello di Carl mi sta facendo da tassista in questi giorni, e mi accompagna lui in macchina, così non devo guidare.
Anche questo incontro è stato veramente utile, mi ha tolto tantissimi dubbi che avevo. Adesso mi manca la visita singola, in cui l'anestesista valuterà le mie analisi e se ci sono condizioni che impediscono di poterla fare. Sinceramente non ho nessuna intenzione di fare l'eroe, e se sarà possibile la chiederò e spero che me la facciano! Non sono di quelle persone convinte che più si prova dolore e più si diventa una brava mamma!
L'anestesista ci ha spiegato che non c'è alcun rischio per il bimbo, e nemmeno per noi, a parte un 1% dei casi in cui si può soffrire di mal di testa nei giorni successivi. Inoltre non bisogna preoccuparsi assolutamente del midollo, perchè il buchino viene fatto tra la seconda e la terza vertebra lombare, mentre il midollo arriva fino alla prima vertebra. Infine non è vero che i tempi del travaglio si allungano: in fase dilatante spesso l'epidurale aiuta addirittura ad accorciare i tempi, dato che a volte la dilatazione si blocca per la troppa tensione e dolore della mamma, ed è la stessa ostetrica che chiede l'aiuto dell'anestesista per far proseguire le cose. In fase espulsiva la dose di antidolorifico viene abbassata, quindi la mamma sente tutte le spinte e può collaborare attivamente al parto.
L'anestesista ci ha anche consigliato di chiederla presto, di non aspettare che il dolore sia davvero insopportabile, perchè per prima cosa viene fatta solo se il travaglio è già in fase attiva, e poi da quando la chiedi a quando te la fanno effettivamente ci sono dei tempi "tecnici" (deve visitarti l'ostetrica per vedere se il collo dell'utero è appianato e morbido, poi devi fare il tracciato che dura almeno venti minuti e infine bisogna vedere se l'anestesista non sta facendo un cesareo nel frattempo, perchè in quel caso devi aspettare che si liberi). Insomma, questo è un pò il riassunto di quello che ho capito, e sinceramente mi ha rassicurato su tutti i fronti!
Oggi in programma ho una dimostrazione sul portare nella fascia, e poi vado a tagliarmi i capelli, che ne ho proprio bisogno!!!
Sabato poi c'è un altro incontro del corso preparto e questa volta potremo andarci insieme io e Carl!!!
La prossima settimana è tutta di visite invece: lunedì visita con l'anestesista, mercoledì tampone (e questo mi preoccupa un pò, ho paura che esca fuori qualcosa) e venerdì visita dal Super-gine, e credo che sarà l'ultima!
Ragazze, qui siamo proprio agli sgoccioli, e io sono tutta elettrizzata! Sinceramente spero che ormai Cesare nasca alle sue quaranta settimane, ma non voglio pensarci più di tanto, ormai quello che decide di fare va bene. Ora mi sto soltanto godendo questi momenti, le ultime settimane col pancione, le ultime settimane "di coppia", le ultime settimane di una primavera che non dimenticherò mai più.
Dalla scorsa settimana ho fatto un milione di cose, cercando sempre di alternare il movimento con il riposo, e per ora sembra che così vada bene!
Il fine settimana è stato super bello, ho recuperato questo mese e mezzo di inattività: venerdì sera io e Carl siamo stati al ristorante etiope ed è stata una serata carinissima...abbiamo parlato tanto di come sarà DOPO, delle nostre emozioni...e del fatto che i momenti in due saranno drasticamente ridotti...
Sabato mattina invece mi sono fatta coraggio e sono andata a un incontro del corso preparto, dato che Carl lavorava. Infatti ho parlato al telefono con le ostetriche della asl e mi hanno consigliato di seguire solo gli ultimi incontri teorici, perchè ormai quelli pratici stanno per finire ed è inutile seguirli se non ho fatto la parte iniziale. Mi è un pò dispiaciuto, ma pazienza....
Comunque l'incontro è stato interessantissimo!
Parlava un neonatologo dell'ospedale, molto simpatico e alla mano, che ci ha raccontato tante cose sui momenti immediatamente successivi alla nascita. Per prima cosa ci ha spiegato il "pelle a pelle", che nel nostro ospedale viene praticato con tutti i bambini nati dopo la trentacinquesima settimana che non abbiano bisogno di cure mediche. Consiste nel mettere subito il bimbo, senza fargli il bagnetto, ma solo pulendolo un pò e avvolgendolo in una copertina, sul petto della mamma, e lasciando che la mamma, il papà e il bimbo possano stare da soli in una stanza apposita per le due ore successive al parto. Questo perchè in queste prime due ore il bimbo, avendo appena affrontato il trauma della nascita, è ancora molto attivo, mentre dopo sicuramente si addormenterà per la stanchezza. Quindi in queste due ore c'è la speranza che cerchi subito il seno e possa iniziare l'allattamento, e in ogni caso essere messo sulla mamma serve a instaurare da subito un grande legame e a sviluppare le sue difese immunitarie. Il bagnetto poi gli verrà fatto il secondo giorno, quando anche la mamma potrà assistere e imparare come si fa. Nel caso di un cesareo, dove quindi la mamma non può fare subito il pelle a pelle, può chiederlo il papà se lo desidera. Secondo me questa è una cosa bellissima, e spero con tutto il cuore di poterlo provare, o io o Carl.
Poi ci ha spiegato quali sono gli esami medici che vengono fatti al bimbo nelle prime 48 ore dopo la nascita, e anche questa parte è stata molto utile. Infine ha parlato dell'allattamento al seno, che come sapevo qui viene promosso tantissimo.
Al corso ho cercato di fare amicizia con qualche ragazza, anche se ho avuto l'impressione che fossero già tutte riunite in gruppetti, e mi sono sentita un pò "fuori posto", come immaginavo...comunque sia prima che iniziasse ne ho "agganciata" una e le ho chiesto informazioni sulla lista per l'ospedale. Ovviamente l'avevano data durante il corso solo per le mamme, quello a cui io non ho partecipato. Mi ha dato qualche dritta in più, ma più o meno erano le cose che avevo già messo.
Il pomeriggio di sabato mi sono riposata, mentre la sera siamo riusciti a mangiare la pizza con degli amici, anche loro in attesa da pochissimo.
Domenica invece, dopo il pranzo da mia suocera, ce ne siamo andati con Trovatello al parco lungo il fiume e ho fatto addirittura due passi!
Trovatello era il più felice di tutti, non ci poteva credere che finalmente riuscivamo tutti e tre insieme!!! Ma anche io ero al settimo cielo, mi sono goduta il sole, l'aria primaverile e il verde, e poi per concludere ci siamo presi un bel gelato alla nostra gelateria preferita!
Questo fine settimana la dieta per il diabete l'ho un pò trascurata....ma ne avevo troppo bisogno!!!!!
Ieri invece avevo l'incontro per l'epidurale, sempre alla asl. Per fortuna il fratello di Carl mi sta facendo da tassista in questi giorni, e mi accompagna lui in macchina, così non devo guidare.
Anche questo incontro è stato veramente utile, mi ha tolto tantissimi dubbi che avevo. Adesso mi manca la visita singola, in cui l'anestesista valuterà le mie analisi e se ci sono condizioni che impediscono di poterla fare. Sinceramente non ho nessuna intenzione di fare l'eroe, e se sarà possibile la chiederò e spero che me la facciano! Non sono di quelle persone convinte che più si prova dolore e più si diventa una brava mamma!
L'anestesista ci ha spiegato che non c'è alcun rischio per il bimbo, e nemmeno per noi, a parte un 1% dei casi in cui si può soffrire di mal di testa nei giorni successivi. Inoltre non bisogna preoccuparsi assolutamente del midollo, perchè il buchino viene fatto tra la seconda e la terza vertebra lombare, mentre il midollo arriva fino alla prima vertebra. Infine non è vero che i tempi del travaglio si allungano: in fase dilatante spesso l'epidurale aiuta addirittura ad accorciare i tempi, dato che a volte la dilatazione si blocca per la troppa tensione e dolore della mamma, ed è la stessa ostetrica che chiede l'aiuto dell'anestesista per far proseguire le cose. In fase espulsiva la dose di antidolorifico viene abbassata, quindi la mamma sente tutte le spinte e può collaborare attivamente al parto.
L'anestesista ci ha anche consigliato di chiederla presto, di non aspettare che il dolore sia davvero insopportabile, perchè per prima cosa viene fatta solo se il travaglio è già in fase attiva, e poi da quando la chiedi a quando te la fanno effettivamente ci sono dei tempi "tecnici" (deve visitarti l'ostetrica per vedere se il collo dell'utero è appianato e morbido, poi devi fare il tracciato che dura almeno venti minuti e infine bisogna vedere se l'anestesista non sta facendo un cesareo nel frattempo, perchè in quel caso devi aspettare che si liberi). Insomma, questo è un pò il riassunto di quello che ho capito, e sinceramente mi ha rassicurato su tutti i fronti!
Oggi in programma ho una dimostrazione sul portare nella fascia, e poi vado a tagliarmi i capelli, che ne ho proprio bisogno!!!
Sabato poi c'è un altro incontro del corso preparto e questa volta potremo andarci insieme io e Carl!!!
La prossima settimana è tutta di visite invece: lunedì visita con l'anestesista, mercoledì tampone (e questo mi preoccupa un pò, ho paura che esca fuori qualcosa) e venerdì visita dal Super-gine, e credo che sarà l'ultima!
Ragazze, qui siamo proprio agli sgoccioli, e io sono tutta elettrizzata! Sinceramente spero che ormai Cesare nasca alle sue quaranta settimane, ma non voglio pensarci più di tanto, ormai quello che decide di fare va bene. Ora mi sto soltanto godendo questi momenti, le ultime settimane col pancione, le ultime settimane "di coppia", le ultime settimane di una primavera che non dimenticherò mai più.
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lunedì 9 marzo 2015
Terzo Trimestre: curva glicemica e Nido per Cesare!
Bè, l'avevamo detto che Marzo sarebbe stato il mese del Nido per Cesare!
Ma dato che noi Sagittari siamo famosi per il "o tutto o niente", ci siamo scatenati in un solo fine settimana!!!!
Andiamo per ordine...
Venerdì intanto ho fatto la famosa curva glicemica, della quale però non ho ancora il risultato. Pensavo che sarebbe stata più impegnativa, in realtà è filato tutto liscio: mi sono presentata all'ambulatorio dell'ospedale alle 7:20, e già c'erano una decina di ragazze dotate di pancione che erano in fila prima di me. Ho avuto il mio numero e mi sono accomodata in attesa.
La sala dove si effettuavano i prelievi, chiamata "sala celeste", era in effetti molto accogliente, grande e luminosa, con dei murales alle pareti, e con tante poltroncine di pelle comodissime dove noi panciute potevamo riposarci tra un prelievo e l'altro. L'infermiera poi era gentilissima e super efficiente: si iniziava con un buchino sul dito per prendere la glicemia, poi primo prelievo a digiuno, poi bevuta della boccetta di glucosio (erano un paio di bicchieri di liquido arancione e dolce, tipo aranciata..non mi è affatto dispiaciuto!) e attesa di un'ora sulla poltroncina. Dopo di che altro prelievo e altra attesa, e dopo un'altra ora l'ultimo prelievo e a casa.
Mi ero presa la giornata libera dal lavoro e in effetti ho fatto bene, perchè non appena arrivata a casa ho mangiato un bel pezzo di schiacciata e mi sono fatta una dormita fino all'ora di pranzo. Mentre ero lì in attesa sulla mia poltroncina ho anche chiacchierato con un'altra panciuta, approfittando della sua esperienza (era al secondo figlio) per raccogliere informazioni sul corso preparto (che inizierà i primi di aprile), sull'ospedale, sull'epidurale, e sull'allattamento. Le parole delle altre mamme sono sempre più utili e efficaci di qualsiasi libro!!!
Sabato invece Carl non lavorava, quindi abbiamo dato inizio al nostro "weekend per Cesare" andando a visitare ben due asili nido, entrambi privati ma convenzionati (il comune dà un contributo legato al reddito).
Il primo, che ci era stato consigliato da vari amici, ci ha fatto una bellissima impressione: stanze colorate e accoglienti, cucina interna molto pulita, attenzione ai dettagli e gentilezza, un numero giusto di educatori, tra i quali abbiamo scoperto esserci anche un conoscente di Carl, un bel giardino per giocare all'aperto dove i bambini fanno anche l'orto..insomma, un posto dove forse mi sentirei tranquilla di lasciare il piccolo Cesaretto appena svezzato.
Il secondo invece non ci è altrettanto piaciuto: le educatrici sono solo tre, l'edificio è vecchiotto e dall'aria un pò "fredda", e in più ci hanno detto chiaro e tondo che se vogliamo farlo entrare a metà anno (non possiamo farlo entrare a settembre, perchè sarebbe troppo piccolo, quindi pensavamo verso febbraio o marzo, quando io avrò finito la maternità facoltativa) dobbiamo pagare comunque da settembre per garantirgli il posto!
Ci sembrava assurdo, ma poi la stessa cosa ci hanno detto altri due asili a cui abbiamo telefonato.
Invece per il primo asilo, quello che ci è piaciuto tanto, basterebbe pagare l'iscrizione per fermare il posto, anche se dobbiamo ancora parlare bene della questione con la direttrice che sabato non c'era.
Io e Carl ci siamo un pò impensieriti con questa storia dell'asilo, ma è meglio affrontarla il prima possibile, piuttosto che ritrovarci all'ultimo momento senza sapere dove sbattere la testa!
Se potessi ovviamente ne farei a meno, ma per mantenermi il lavoro DEVO per forza tornare una volta finita la maternità..e so di essere fortunata, c'è chi non ha neanche questa possibilità!
Dopo il tour degli asili ci siamo diretti verso l'Ikea, perchè il nostro secondo obbiettivo era: la CASSETTIERA per fare il fasciatoio di Cesare!
Dopo pranzo, con la pancia piena di polpette svedesi e la mente più lucida, ci siamo messi a cercare la nostra cassettiera, sulla quale appoggiare il materassino per cambiarlo. Missione compiuta, e fatto il primo acquisto "importante" per il nostro bimbo!!!
Ma non è finita qui: la sera eravamo invitati a cena dal collega di Carl che ha avuto un bambino l'anno scorso. Siamo usciti da casa loro con la macchina piena di cose e con la testa piena di consigli!
Ci hanno prestato la carrozzina e l'ovetto, e non appena compreranno un nuovo passeggino più leggero ci daranno anche il passeggino del trio, in modo che sarà completo! Poi ci hanno prestato anche la bilancia, la sdraietta (secondo loro utilissima!), un termos per le pappe, un lettino da campeggio (che ci servirà quando andremo a trovare i miei) e un bellissimo sacco nanna di cotone che è perfetto per la stagione in cui nascerà Cesare! Evviva!!!
Considerando poi tutte le cose che abbiamo ricevuto domenica dalla nostra nuova amica, direi che Cesare può dormire sonni tranquilli e nascere quando lo riterrà opportuno (non troppo presto però..), perchè noi siamo pronti ad accoglierlo!!!!!
Per ora le Sue Cose le abbiamo messe in garage, in attesa che arrivi il momento di montare tutto e preparare veramente il Suo Nido!
Chissà che effetto ci farà vedere la nostra camera occupata dal suo lettino e da tutto il resto...comunque non credo che resisteremo a lungo, non appena avremo un altro fine settimana libero passeremo alla fase due!!!
Per il resto stiamo entrando nel Terzo Trimestre, e improvvisamente mi sento una specie di ippopotamo goffo e pesante, che non sa in che posizione dormire e fa fatica a mettersi le scarpe....tra l'altro alla fine ho preso la decisione di pesarmi e mi è venuto un colpo!!! 10 kg!!!! Carl per consolarmi mi ha detto che forse è perchè la prima volta mi ero pesata alla bilancia del consultorio (il giorno del duo-test), mentre stavolta a quella di casa dei miei suoceri...ma le bilance potranno sbagliare di qualche etto, al massimo di un kg....la verità è che sono aumentata un sacco, e spero tanto che quando lo dirò al Super-gine non mi metta a dieta.
Che poi c'è anche da vedere il risultato della curva, anche quello potrà influire sull'alimentazione....
L'ultima novità infine è che ho vinto le CALZE ELASTICHE! L'angiologa da cui sono stata ieri ha trovato una vena non tanto bella (sul referto dell'ecodoppler c'è scritto "reflusso") e così mi ha prescritto queste simpaticissime calze a compressione graduata che secondo lei dovrei portare tutto il giorno, tutti i giorni, fino al parto. Mi ha anche segnato dei gambaletti speciali "da parto" che dovrei indossare quando mi vengono le prime contrazioni (questa cosa mi ha fatto tanto ridere perchè mi sono immaginata io all'ospedale che partorisco con questi orribili gambaletti!)...
Per ora ho comprato le calze, sono nere e non sono brutte a vedersi, peccato che per indossarle ci ho messo dieci minuti con l'aiuto di Carl e sono stata tutto il giorno con il pensiero di quando sarei tornata a casa per togliermele...non sono un tipo molto costante, non so se resisterò a portarle....cercherò almeno di sforzarmi ora che ancora non fa caldo...
Ecco gli aggiornamenti a 26+6! Mancano quattro settimane al mio arrivederci al lavoro, non vedo l'oraaaaaaaaaa!!!!!!!!!!
Ma dato che noi Sagittari siamo famosi per il "o tutto o niente", ci siamo scatenati in un solo fine settimana!!!!
Andiamo per ordine...
Venerdì intanto ho fatto la famosa curva glicemica, della quale però non ho ancora il risultato. Pensavo che sarebbe stata più impegnativa, in realtà è filato tutto liscio: mi sono presentata all'ambulatorio dell'ospedale alle 7:20, e già c'erano una decina di ragazze dotate di pancione che erano in fila prima di me. Ho avuto il mio numero e mi sono accomodata in attesa.
La sala dove si effettuavano i prelievi, chiamata "sala celeste", era in effetti molto accogliente, grande e luminosa, con dei murales alle pareti, e con tante poltroncine di pelle comodissime dove noi panciute potevamo riposarci tra un prelievo e l'altro. L'infermiera poi era gentilissima e super efficiente: si iniziava con un buchino sul dito per prendere la glicemia, poi primo prelievo a digiuno, poi bevuta della boccetta di glucosio (erano un paio di bicchieri di liquido arancione e dolce, tipo aranciata..non mi è affatto dispiaciuto!) e attesa di un'ora sulla poltroncina. Dopo di che altro prelievo e altra attesa, e dopo un'altra ora l'ultimo prelievo e a casa.
Mi ero presa la giornata libera dal lavoro e in effetti ho fatto bene, perchè non appena arrivata a casa ho mangiato un bel pezzo di schiacciata e mi sono fatta una dormita fino all'ora di pranzo. Mentre ero lì in attesa sulla mia poltroncina ho anche chiacchierato con un'altra panciuta, approfittando della sua esperienza (era al secondo figlio) per raccogliere informazioni sul corso preparto (che inizierà i primi di aprile), sull'ospedale, sull'epidurale, e sull'allattamento. Le parole delle altre mamme sono sempre più utili e efficaci di qualsiasi libro!!!
Sabato invece Carl non lavorava, quindi abbiamo dato inizio al nostro "weekend per Cesare" andando a visitare ben due asili nido, entrambi privati ma convenzionati (il comune dà un contributo legato al reddito).
Il primo, che ci era stato consigliato da vari amici, ci ha fatto una bellissima impressione: stanze colorate e accoglienti, cucina interna molto pulita, attenzione ai dettagli e gentilezza, un numero giusto di educatori, tra i quali abbiamo scoperto esserci anche un conoscente di Carl, un bel giardino per giocare all'aperto dove i bambini fanno anche l'orto..insomma, un posto dove forse mi sentirei tranquilla di lasciare il piccolo Cesaretto appena svezzato.
Il secondo invece non ci è altrettanto piaciuto: le educatrici sono solo tre, l'edificio è vecchiotto e dall'aria un pò "fredda", e in più ci hanno detto chiaro e tondo che se vogliamo farlo entrare a metà anno (non possiamo farlo entrare a settembre, perchè sarebbe troppo piccolo, quindi pensavamo verso febbraio o marzo, quando io avrò finito la maternità facoltativa) dobbiamo pagare comunque da settembre per garantirgli il posto!
Ci sembrava assurdo, ma poi la stessa cosa ci hanno detto altri due asili a cui abbiamo telefonato.
Invece per il primo asilo, quello che ci è piaciuto tanto, basterebbe pagare l'iscrizione per fermare il posto, anche se dobbiamo ancora parlare bene della questione con la direttrice che sabato non c'era.
Io e Carl ci siamo un pò impensieriti con questa storia dell'asilo, ma è meglio affrontarla il prima possibile, piuttosto che ritrovarci all'ultimo momento senza sapere dove sbattere la testa!
Se potessi ovviamente ne farei a meno, ma per mantenermi il lavoro DEVO per forza tornare una volta finita la maternità..e so di essere fortunata, c'è chi non ha neanche questa possibilità!
Dopo il tour degli asili ci siamo diretti verso l'Ikea, perchè il nostro secondo obbiettivo era: la CASSETTIERA per fare il fasciatoio di Cesare!
Dopo pranzo, con la pancia piena di polpette svedesi e la mente più lucida, ci siamo messi a cercare la nostra cassettiera, sulla quale appoggiare il materassino per cambiarlo. Missione compiuta, e fatto il primo acquisto "importante" per il nostro bimbo!!!
Ma non è finita qui: la sera eravamo invitati a cena dal collega di Carl che ha avuto un bambino l'anno scorso. Siamo usciti da casa loro con la macchina piena di cose e con la testa piena di consigli!
Ci hanno prestato la carrozzina e l'ovetto, e non appena compreranno un nuovo passeggino più leggero ci daranno anche il passeggino del trio, in modo che sarà completo! Poi ci hanno prestato anche la bilancia, la sdraietta (secondo loro utilissima!), un termos per le pappe, un lettino da campeggio (che ci servirà quando andremo a trovare i miei) e un bellissimo sacco nanna di cotone che è perfetto per la stagione in cui nascerà Cesare! Evviva!!!
Considerando poi tutte le cose che abbiamo ricevuto domenica dalla nostra nuova amica, direi che Cesare può dormire sonni tranquilli e nascere quando lo riterrà opportuno (non troppo presto però..), perchè noi siamo pronti ad accoglierlo!!!!!
Per ora le Sue Cose le abbiamo messe in garage, in attesa che arrivi il momento di montare tutto e preparare veramente il Suo Nido!
Chissà che effetto ci farà vedere la nostra camera occupata dal suo lettino e da tutto il resto...comunque non credo che resisteremo a lungo, non appena avremo un altro fine settimana libero passeremo alla fase due!!!
Per il resto stiamo entrando nel Terzo Trimestre, e improvvisamente mi sento una specie di ippopotamo goffo e pesante, che non sa in che posizione dormire e fa fatica a mettersi le scarpe....tra l'altro alla fine ho preso la decisione di pesarmi e mi è venuto un colpo!!! 10 kg!!!! Carl per consolarmi mi ha detto che forse è perchè la prima volta mi ero pesata alla bilancia del consultorio (il giorno del duo-test), mentre stavolta a quella di casa dei miei suoceri...ma le bilance potranno sbagliare di qualche etto, al massimo di un kg....la verità è che sono aumentata un sacco, e spero tanto che quando lo dirò al Super-gine non mi metta a dieta.
Che poi c'è anche da vedere il risultato della curva, anche quello potrà influire sull'alimentazione....
L'ultima novità infine è che ho vinto le CALZE ELASTICHE! L'angiologa da cui sono stata ieri ha trovato una vena non tanto bella (sul referto dell'ecodoppler c'è scritto "reflusso") e così mi ha prescritto queste simpaticissime calze a compressione graduata che secondo lei dovrei portare tutto il giorno, tutti i giorni, fino al parto. Mi ha anche segnato dei gambaletti speciali "da parto" che dovrei indossare quando mi vengono le prime contrazioni (questa cosa mi ha fatto tanto ridere perchè mi sono immaginata io all'ospedale che partorisco con questi orribili gambaletti!)...
Per ora ho comprato le calze, sono nere e non sono brutte a vedersi, peccato che per indossarle ci ho messo dieci minuti con l'aiuto di Carl e sono stata tutto il giorno con il pensiero di quando sarei tornata a casa per togliermele...non sono un tipo molto costante, non so se resisterò a portarle....cercherò almeno di sforzarmi ora che ancora non fa caldo...
Ecco gli aggiornamenti a 26+6! Mancano quattro settimane al mio arrivederci al lavoro, non vedo l'oraaaaaaaaaa!!!!!!!!!!
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martedì 18 novembre 2014
Sliding doors
La vita ultimamente riesce a farmi restare a bocca aperta molto spesso...
sabato sera siamo usciti con i miei amici di Roma, quelli più cari, quelli che sono stati presenti durante l'adolescenza, quelli a cui ho raccontato il mio primo bacio e il mio primo "tutto il resto", che hanno condiviso con me le interrogazioni di greco e il divorzio dei miei.
Hanno festeggiato me e Carl e La Pancia, che quella sera aveva deciso di essere la protagonista e sporgeva tutta orgogliosa sotto il mio vestito di maglia.
Poi, a cena, la mia amica Terry (compagna di banco inseparabile per tutti i cinque anni di liceo) e il suo ragazzo hanno dato l'annuncio: "Anche noi dobbiamo darvi una notizia...sono incinta! L'abbiamo scoperto pochi giorni dopo che tu mi hai dato la tua notizia..mentre mi raccontavi che avevi sonno e la nausea io pensavo che mi sentivo nello stesso modo..e così abbiamo fatto il test ed era positivo!!"
Sono stata felicissima, e glie l'ho detto. E dentro il mio cuore ho ringraziato il nostro bambino o bambina perchè ha deciso di arrivare proprio adesso, e mi ha permesso di gioire veramente di questa bella notizia, e di poter condividere questa esperienza con una delle mie più care amiche. Ovviamente ci sono riusciti al primo tentativo dopo aver smesso la pillola, e infatti non ci credevano proprio quando hanno visto il test positivo.
In macchina Carl ha dato voce ai miei pensieri: "Certo se non ci fosse stato Lenticchiotto/a sarebbe stata dura stasera eh?" "Eh già...." e siamo rimasti zitti, sentendo con ogni fibra di noi stessi cosa avremmo provato "nella vita passata" per una serata come quella: sconforto, sofferenza, invidia, vergogna per non essere sinceri, voglia di scappare lontano per poter piangere in pace.
Poi ieri sera arriva la telefonata della più cara amica di Carl, Gilda, anche lei sua compagna di banco delle superiori. Anche lei ci annuncia che è incinta, al primo tentativo post pillola, quasi per caso. Sono seguite le felicitazioni, la gioia sincera e le frasi che mai avrei pensato di pronunciare:"Quest'estate li porteremo insieme al parco! Giocheranno insieme e diventeranno amici per la pelle!"
Dopo cena eravamo nella mansarda stesi sul divano al buio (tutti incastrati perchè è piccolo e in due sdraiati non c'entriamo, e tra qualche mese non c'entreremo ancora di più), con Trovatello che dormiva sul tappeto e la pioggia che batteva sul tetto e sulla finestra sopra la nostra testa. Pensavamo entrambi a quanto è strano a volte il destino.
Io ho parlato per prima:
"A volte mi sembra di vivere in una dimensione parallela, come in Sliding Doors.....siamo passati dall'altra parte, dalla parte di quelli che ce l'hanno fatta...ma nel frattempo i veri me e te stanno ancora vivendo l'altra vita, quella di sempre, in cui siamo alla Ricerca...e di qua è come se fossimo ospiti, o ci fossimo presentati a una festa senza invito..come se qualcuno da un momento all'altro potesse venire a chiederci cosa ci facciamo qui..."
"Invece mi sembra che Terry e Gilda..loro ci stanno di diritto da questa parte...per loro è stato tutto così facile.." ha continuato Carl "..Forse noi non saremo mai come gli altri."
Forse no. Forse se sei stata Cercatrice rimarrai sempre Cercatrice. Forse ti sembrerà sempre di essere diversa, di non essere una mamma "di diritto", ma una mamma privilegiata, premiata, miracolata. Una mamma che deve ringraziare ogni giorno di esserlo.
Per ora noi ci sentiamo così. Continuiamo a camminare in punta di piedi in questa nuova dimensione, sperando che nessuno venga mai a obbligarci a tornare dall'altra parte. Col fiato sospeso, ammirando ogni momento come una piccola opera d'arte che la nostra vita ci sta regalando, e pensando dentro di noi che ogni istante, ogni attimo di questi mesi meriti di essere incorniciato e ricordato per sempre.
sabato sera siamo usciti con i miei amici di Roma, quelli più cari, quelli che sono stati presenti durante l'adolescenza, quelli a cui ho raccontato il mio primo bacio e il mio primo "tutto il resto", che hanno condiviso con me le interrogazioni di greco e il divorzio dei miei.
Hanno festeggiato me e Carl e La Pancia, che quella sera aveva deciso di essere la protagonista e sporgeva tutta orgogliosa sotto il mio vestito di maglia.
Poi, a cena, la mia amica Terry (compagna di banco inseparabile per tutti i cinque anni di liceo) e il suo ragazzo hanno dato l'annuncio: "Anche noi dobbiamo darvi una notizia...sono incinta! L'abbiamo scoperto pochi giorni dopo che tu mi hai dato la tua notizia..mentre mi raccontavi che avevi sonno e la nausea io pensavo che mi sentivo nello stesso modo..e così abbiamo fatto il test ed era positivo!!"
Sono stata felicissima, e glie l'ho detto. E dentro il mio cuore ho ringraziato il nostro bambino o bambina perchè ha deciso di arrivare proprio adesso, e mi ha permesso di gioire veramente di questa bella notizia, e di poter condividere questa esperienza con una delle mie più care amiche. Ovviamente ci sono riusciti al primo tentativo dopo aver smesso la pillola, e infatti non ci credevano proprio quando hanno visto il test positivo.
In macchina Carl ha dato voce ai miei pensieri: "Certo se non ci fosse stato Lenticchiotto/a sarebbe stata dura stasera eh?" "Eh già...." e siamo rimasti zitti, sentendo con ogni fibra di noi stessi cosa avremmo provato "nella vita passata" per una serata come quella: sconforto, sofferenza, invidia, vergogna per non essere sinceri, voglia di scappare lontano per poter piangere in pace.
Poi ieri sera arriva la telefonata della più cara amica di Carl, Gilda, anche lei sua compagna di banco delle superiori. Anche lei ci annuncia che è incinta, al primo tentativo post pillola, quasi per caso. Sono seguite le felicitazioni, la gioia sincera e le frasi che mai avrei pensato di pronunciare:"Quest'estate li porteremo insieme al parco! Giocheranno insieme e diventeranno amici per la pelle!"
Dopo cena eravamo nella mansarda stesi sul divano al buio (tutti incastrati perchè è piccolo e in due sdraiati non c'entriamo, e tra qualche mese non c'entreremo ancora di più), con Trovatello che dormiva sul tappeto e la pioggia che batteva sul tetto e sulla finestra sopra la nostra testa. Pensavamo entrambi a quanto è strano a volte il destino.
Io ho parlato per prima:
"A volte mi sembra di vivere in una dimensione parallela, come in Sliding Doors.....siamo passati dall'altra parte, dalla parte di quelli che ce l'hanno fatta...ma nel frattempo i veri me e te stanno ancora vivendo l'altra vita, quella di sempre, in cui siamo alla Ricerca...e di qua è come se fossimo ospiti, o ci fossimo presentati a una festa senza invito..come se qualcuno da un momento all'altro potesse venire a chiederci cosa ci facciamo qui..."
"Invece mi sembra che Terry e Gilda..loro ci stanno di diritto da questa parte...per loro è stato tutto così facile.." ha continuato Carl "..Forse noi non saremo mai come gli altri."
Forse no. Forse se sei stata Cercatrice rimarrai sempre Cercatrice. Forse ti sembrerà sempre di essere diversa, di non essere una mamma "di diritto", ma una mamma privilegiata, premiata, miracolata. Una mamma che deve ringraziare ogni giorno di esserlo.
Per ora noi ci sentiamo così. Continuiamo a camminare in punta di piedi in questa nuova dimensione, sperando che nessuno venga mai a obbligarci a tornare dall'altra parte. Col fiato sospeso, ammirando ogni momento come una piccola opera d'arte che la nostra vita ci sta regalando, e pensando dentro di noi che ogni istante, ogni attimo di questi mesi meriti di essere incorniciato e ricordato per sempre.

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giovedì 31 luglio 2014
Piccoli Principi
Fine settimana pieno di emozioni contrastanti e lunedì c'è stata la visita dal Super-gine.
Sabato mattina sono andata da Morgana, ero scombussolata, preoccupata al pensiero di cosa mi avrebbe detto il Super-gine, stanca e confusa per le ultime discussioni con Carl..insomma, appena mi ha chiesto come andava le ho riversato fuori una serie di pensieri negativissimi con tono lamentoso, che a ripensarci adesso non mi appartiene proprio..ma era così che mi sentivo, e sono stata sincera.
Lei mi ha dato una bella strigliata (a parole) e mi ha fatto un super massaggio di un'ora che ha avuto lo stesso effetto sul mio corpo.
Carl alla fine ha deciso di non venire a farsi trattare anche lui, abbiamo avuto troppe spese in questo periodo e Morgana è brava, ma anche parecchio cara. Con lei ora se ne riparla a settembre.
E ora vi racconto del Super-gine!
Due buone notizie annunciate: lo spermiogramma di Carl è meraviglioso e fantastico ("Abile e arruolato, parole del Super-gine) e l'endometriosi è sotto controllo, non c'è da preoccuparsi per il momento. Certo, era meglio se il dolore non tornava così presto (....) ma guardando il risultato del Ca125 più o meno nella norma e l'ecografia interna che mi ha fatto con le sue solite maniere Super-delicate quanto accurate, non sembra che si stia riformando.
Il Super-gine si aspettava però un risultato diverso dopo questi sei mesi. Inutile dire che anche noi..........
E così ora bisogna "alzare il tiro".
Ecco la sua strategia:
1. metterci in lista in un Centro. (come voi sapete, appuntamento già preso, eheheh..)
Appoggia la scelta dell'Humanitas, lo ritiene un ottimo centro.
2. fare un'altra serie di esami del sangue su: coagulazione, mutazioni genetiche, anticorpi. Perchè quello che non gli torna (a lui e anche a noi), è che in questi tre anni non sia mai successo un microbo di niente. Nemmeno un positivino..nemmeno una biochimica. Niente di niente di niente. E quindi bisogna indagare ancora, per vedere se non ci fosse qualcosa che non va nel mio sangue o nel sistema immunitario.
3. (E qui il Super-gine ha tirato fuori l'asso nella manica lasciandoci di stucco): a settembre/ottobre si faranno due o tre mesi di LIEVE STIMOLAZIONE con monitoraggi. Lieve per non svegliare l'amica Endometriosi. Ma quel tanto che basta per capire se veramente non succede NIENTE DI NIENTE, oppure se invece qualcosina succede ma si blocca subito. E comunque, secondo lui, almeno se e quando ci chiameranno a Milano per la fivet avremo già chiaro come io rispondo alle stimolazioni e faremo le cose "più consapevolmente".
Siamo stati dentro più di un'ora, Carl come al solito l'ha riempito di domande, alle quali lui ha risposto sempre col sorriso, con calma, spiegandoci tutto come se fossimo dei bambini piccoli.
Quanto abbiamo bisogno di una persona così!!
Una persona che si prende cura di noi ed è dalla nostra parte al 100%, che ci rassicura e ci tranquillizza, che però non sta con le mani in mano. Una persona che non ha mai, mai, mai pronunciato la frase:"Non ci dovete pensare." Io lo adoro soprattutto per questo. Questa frase me la dicono già tutti, e me la dico anche da sola...dal mio medico voglio qualcosa di più "scientifico", che a farmi le paranoie già basto io.
Quindi il risultato è che siamo usciti felici, senza più quella nebbia in testa che ci angosciava tanto. Abbiamo di nuovo chiara la strada davanti a noi, il sentiero è segnato, almeno nel prossimo futuro. E questa è veramente l'unica cosa che ci può far sentire meglio e "affrontare le cose serenamente", come tutti sostengono che dobbiamo fare. Certo, la strada è in salita..ma meglio un sentiero in salita che nessun sentiero. Tanto, che le cose per noi non sono facili l'abbiamo capito già un bel pò di tempo fa. E poi questa cosa dei monitoraggi non me l'aspettavo, pensavo che a causa dell'Endo per me ogni stimolazione fosse troppo rischiosa..invece il Super-gine ha detto che si può fare, anche se molto lieve, solo un pò di Clomid, e a me sembra già un passo avanti. E poi via via mi terrà sotto controllo, e so che non mi farebbe mai fare qualcosa che potrebbe peggiorare la situazione. Così quando arriveremo al momento della fivet, avremo già molte informazioni in più su come reagiscono le mie ovaie. Io sono convinta che reagiranno bene, ho molta fiducia in loro. Però vale la pena verificare.
Insomma, è andata molto al di sopra delle mie aspettative.
Dicevo che è stato un fine settimana intenso anche perchè è stato pieno di emozioni forti.
Subito dopo il trattamento di Morgana siamo partiti per raggiungere il paesino in montagna dove vive la mia migliore amica, che due settimane prima aveva dato alla luce il terzo pargoletto.
Abbiamo fatto la conoscenza di questo nuovo Piccolo Essere, gioia vera e profonda, amore puro per lui, per le sorelline, per la mia migliore amica.
Quanto è buffo il destino, a volte. Noi due, nate lo stesso giorno, ci sentivamo "gemelle del destino"..e ora una ha tre figli arrivati quasi per caso, l'altra sta faticando per averne uno.
Tornando verso casa ci siamo fermati a mangiare con un'altra coppia di amici, i genitori del bimbo nato il primo gennaio. E' cresciuto, è bellissimo, è simpatico, comincia a comunicare a modo suo, l'ho tenuto in braccio assaporando ogni istante di quella sensazione di calma e di completezza che mi dava il suo appoggiare le testina sulla mia spalla, sicuro e fiducioso.
Io non sono il tipo che desidera il "bebè" da cullare e coccolare. Non mi sciolgo di tenerezza al pensiero di pannolini da cambiare, bagnetti, poppate. Non mi esalta l'idea di quella interdipendenza totale che c'è tra la mamma e il suo neonato: al contrario mi interessano molto di più i bambini nell'età in cui interagiscono con gli adulti, mi interessa parlarci, giocarci, avere uno scambio con loro. Quando immagino mio figlio o mia figlia vedo un bambino che vuole comunicare con me, che mi chiede di giocare con lui/lei e di spiegargli come funzionano le cose del mondo.
Non immagino una somiglianza nell'aspetto con me o con Carl, una piccola "me" o un piccolo "lui", ma un essere con la sua individualità e il suo carattere, con il suo bagaglio di esperienze venute da chissà quale mondo lontano nel tempo o nello spazio, una specie di "visitatore di un altro pianeta" che però abbia deciso di fermarsi con noi e di imparare i nostri "usi e costumi", di imparare cosa significa avere una famiglia, una mamma e un papà.
Che abbia scelto proprio noi tra tanti perchè vuole imparare da noi a essere felice e a diventare grande. O forse vuole insegnarcelo lui, come si fa.
Vi ricordate il Piccolo Principe? Così saggio anche se bambino? E' così che immagino nostra figlia o nostro figlio. Qualcuno che ci insegni a vedere il mondo con occhi nuovi attraverso i suoi occhi.
Sabato mattina sono andata da Morgana, ero scombussolata, preoccupata al pensiero di cosa mi avrebbe detto il Super-gine, stanca e confusa per le ultime discussioni con Carl..insomma, appena mi ha chiesto come andava le ho riversato fuori una serie di pensieri negativissimi con tono lamentoso, che a ripensarci adesso non mi appartiene proprio..ma era così che mi sentivo, e sono stata sincera.
Lei mi ha dato una bella strigliata (a parole) e mi ha fatto un super massaggio di un'ora che ha avuto lo stesso effetto sul mio corpo.
Carl alla fine ha deciso di non venire a farsi trattare anche lui, abbiamo avuto troppe spese in questo periodo e Morgana è brava, ma anche parecchio cara. Con lei ora se ne riparla a settembre.
E ora vi racconto del Super-gine!
Due buone notizie annunciate: lo spermiogramma di Carl è meraviglioso e fantastico ("Abile e arruolato, parole del Super-gine) e l'endometriosi è sotto controllo, non c'è da preoccuparsi per il momento. Certo, era meglio se il dolore non tornava così presto (....) ma guardando il risultato del Ca125 più o meno nella norma e l'ecografia interna che mi ha fatto con le sue solite maniere Super-delicate quanto accurate, non sembra che si stia riformando.
Il Super-gine si aspettava però un risultato diverso dopo questi sei mesi. Inutile dire che anche noi..........
E così ora bisogna "alzare il tiro".
Ecco la sua strategia:
1. metterci in lista in un Centro. (come voi sapete, appuntamento già preso, eheheh..)
Appoggia la scelta dell'Humanitas, lo ritiene un ottimo centro.
2. fare un'altra serie di esami del sangue su: coagulazione, mutazioni genetiche, anticorpi. Perchè quello che non gli torna (a lui e anche a noi), è che in questi tre anni non sia mai successo un microbo di niente. Nemmeno un positivino..nemmeno una biochimica. Niente di niente di niente. E quindi bisogna indagare ancora, per vedere se non ci fosse qualcosa che non va nel mio sangue o nel sistema immunitario.
3. (E qui il Super-gine ha tirato fuori l'asso nella manica lasciandoci di stucco): a settembre/ottobre si faranno due o tre mesi di LIEVE STIMOLAZIONE con monitoraggi. Lieve per non svegliare l'amica Endometriosi. Ma quel tanto che basta per capire se veramente non succede NIENTE DI NIENTE, oppure se invece qualcosina succede ma si blocca subito. E comunque, secondo lui, almeno se e quando ci chiameranno a Milano per la fivet avremo già chiaro come io rispondo alle stimolazioni e faremo le cose "più consapevolmente".
Siamo stati dentro più di un'ora, Carl come al solito l'ha riempito di domande, alle quali lui ha risposto sempre col sorriso, con calma, spiegandoci tutto come se fossimo dei bambini piccoli.
Quanto abbiamo bisogno di una persona così!!
Una persona che si prende cura di noi ed è dalla nostra parte al 100%, che ci rassicura e ci tranquillizza, che però non sta con le mani in mano. Una persona che non ha mai, mai, mai pronunciato la frase:"Non ci dovete pensare." Io lo adoro soprattutto per questo. Questa frase me la dicono già tutti, e me la dico anche da sola...dal mio medico voglio qualcosa di più "scientifico", che a farmi le paranoie già basto io.
Quindi il risultato è che siamo usciti felici, senza più quella nebbia in testa che ci angosciava tanto. Abbiamo di nuovo chiara la strada davanti a noi, il sentiero è segnato, almeno nel prossimo futuro. E questa è veramente l'unica cosa che ci può far sentire meglio e "affrontare le cose serenamente", come tutti sostengono che dobbiamo fare. Certo, la strada è in salita..ma meglio un sentiero in salita che nessun sentiero. Tanto, che le cose per noi non sono facili l'abbiamo capito già un bel pò di tempo fa. E poi questa cosa dei monitoraggi non me l'aspettavo, pensavo che a causa dell'Endo per me ogni stimolazione fosse troppo rischiosa..invece il Super-gine ha detto che si può fare, anche se molto lieve, solo un pò di Clomid, e a me sembra già un passo avanti. E poi via via mi terrà sotto controllo, e so che non mi farebbe mai fare qualcosa che potrebbe peggiorare la situazione. Così quando arriveremo al momento della fivet, avremo già molte informazioni in più su come reagiscono le mie ovaie. Io sono convinta che reagiranno bene, ho molta fiducia in loro. Però vale la pena verificare.
Insomma, è andata molto al di sopra delle mie aspettative.
Dicevo che è stato un fine settimana intenso anche perchè è stato pieno di emozioni forti.
Subito dopo il trattamento di Morgana siamo partiti per raggiungere il paesino in montagna dove vive la mia migliore amica, che due settimane prima aveva dato alla luce il terzo pargoletto.
Abbiamo fatto la conoscenza di questo nuovo Piccolo Essere, gioia vera e profonda, amore puro per lui, per le sorelline, per la mia migliore amica.
Quanto è buffo il destino, a volte. Noi due, nate lo stesso giorno, ci sentivamo "gemelle del destino"..e ora una ha tre figli arrivati quasi per caso, l'altra sta faticando per averne uno.
Tornando verso casa ci siamo fermati a mangiare con un'altra coppia di amici, i genitori del bimbo nato il primo gennaio. E' cresciuto, è bellissimo, è simpatico, comincia a comunicare a modo suo, l'ho tenuto in braccio assaporando ogni istante di quella sensazione di calma e di completezza che mi dava il suo appoggiare le testina sulla mia spalla, sicuro e fiducioso.
Io non sono il tipo che desidera il "bebè" da cullare e coccolare. Non mi sciolgo di tenerezza al pensiero di pannolini da cambiare, bagnetti, poppate. Non mi esalta l'idea di quella interdipendenza totale che c'è tra la mamma e il suo neonato: al contrario mi interessano molto di più i bambini nell'età in cui interagiscono con gli adulti, mi interessa parlarci, giocarci, avere uno scambio con loro. Quando immagino mio figlio o mia figlia vedo un bambino che vuole comunicare con me, che mi chiede di giocare con lui/lei e di spiegargli come funzionano le cose del mondo.
Non immagino una somiglianza nell'aspetto con me o con Carl, una piccola "me" o un piccolo "lui", ma un essere con la sua individualità e il suo carattere, con il suo bagaglio di esperienze venute da chissà quale mondo lontano nel tempo o nello spazio, una specie di "visitatore di un altro pianeta" che però abbia deciso di fermarsi con noi e di imparare i nostri "usi e costumi", di imparare cosa significa avere una famiglia, una mamma e un papà.
Che abbia scelto proprio noi tra tanti perchè vuole imparare da noi a essere felice e a diventare grande. O forse vuole insegnarcelo lui, come si fa.
Vi ricordate il Piccolo Principe? Così saggio anche se bambino? E' così che immagino nostra figlia o nostro figlio. Qualcuno che ci insegni a vedere il mondo con occhi nuovi attraverso i suoi occhi.

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venerdì 10 gennaio 2014
Felicità imperfetta
Il Nuovo Anno è iniziato con un bambino Nuovo, nato il Primo Gennaio, il figlio del collega di Carl che è stato mandato a casa insieme a lui.
Scherzavamo sul fatto che se fosse nato un giorno prima almeno non avrebbe avuto il padre disoccupato.
Siamo andati a vederlo in ospedale, poi a casa.
Gli ho comprato regalini che ho scelto con amore, come sempre..ovviamente scelgo pensando ad un altro bambino, un ipotetico bambino NOSTRO, e a quello che comprerei per lui...
Abbiamo ammirato lui, la cameretta tutta dipinta di giallo e verde, il carillon a forma di scimmietta...abbiamo ascoltato i racconti della mamma sul parto e fatto gli auguri agli orgogliosissimi nonni.
Tornando a casa dalla visita a questa nuova famiglia siamo rimasti in silenzio per un bel pò.
Non ce la facevo ad essere chiacchierona, ero solo stanca.
Quando Carl mi vede così reagisce arrabbiandosi con il mondo e sparando a zero su tutto. Comincia a dire cose senza pensarci, e di solito peggiora la situazione. Dice: "ma chi lo vuole un figlio, stiamo proprio bene così con Trovatello..e poi ti pare che la donna deve soffrire così, e il parto, e il dolore, e ora le ragadi per l'allattamento, e non dormire la notte...e poi, se dopo l'intervento non arriva da solo io basta, non voglio più impazzire, e poi chi ce lo fa fare di finire nelle mani di quelle sanguisughe dei centri per la fertilità, quelli vogliono solo prenderti i soldi, non glie ne frega niente di noi e dei nostri sogni..e poi questi medici del cazzo, nessuno che avesse capito quello che avevi, abbiamo passato mesi a girare senza che nessuno ci capisse niente..." e così via, finchè io non lo faccio ragionare e piano piano si calma e ci abbracciamo, e siamo di nuovo fiduciosi. Lui dice: "E' che noi non ci dobbiamo andare a vedere i neonati, non ci fa bene......e poi quando vedo che stai male vorrei poter soffrire io al posto tuo..."
La Ricerca è anche questo. Ognuno si tiene il suo pezzetto di sofferenza, e mettendoli insieme esce fuori stranamente qualcosa di buono, che siamo NOI e la nostra Famiglia.
Gennaio di solito io lo odio, è il mese in cui faccio più fatica ad essere positiva. Di solito mi sembra interminabile e ogni anno penso che la primavera non arriverà mai.
Quest'anno è un pò diverso. Gennaio ha un gusto nuovo, il gusto dell'attesa. Me lo rigiro in bocca come una caramella, so che durerà poco, perchè a giorni arriverà la telefonata dalla clinica per comunicarmi la data dell'intervento. Nel frattempo raccolgo informazioni, parlo con chi l'ha fatto prima di me, colleziono storie di donne che "dopo la laparoscopia ZAC..incinte". Mi carico di aspettative, così almeno la paura se ne sta lì in un angolino e non si fa sentire più di tanto.
Oggi quando sono tornata a casa dal lavoro Carl aveva fatto degli spostamenti. Aveva svuotato un ripiano dove prima teneva un sacco di cose sue, regali fatti da me, biglietti, ricordi. Gli ho chiesto il perchè.
Ha detto:" così, dovevo farlo. Sento che dobbiamo fare spazio, perchè tra un pò..lo riempiremo."
La Ricerca è anche questo. Attimi minuscoli di luce, frammenti di Felicità Imperfetta.
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lunedì 9 dicembre 2013
Lunedì
Fatti i 31, è andata. Alla fine compleanno pieno di affetto e colpi di scena.
Sabato pomeriggio puntata veloce a salutare mio padre. Il decalogo dei figli di genitori separati prevede che ad ogni compleanno o festa comandata ci sia uno dei due genitori offeso e defraudato dal suo diritto di festeggiare degnamente con la figlia, e questa volta è toccata a lui.
Sera cena all'Indiano con le amiche di sempre, quelle che sanno tutti dettagli dello spermiogramma di Carl e che mi guardano solidali quando incrociamo una conoscente appanzata all'ottavo mese. Ho fatto il pieno di coccole e sostegno, che non fanno mai male.
Domenica visita a Nonna (che continua ostinatamente a credere che io sia incinta, ormai è diventato il suo personale film in cui si è totalmente immersa, ha perfino fatto gli auguri a mio padre-suo figlio-perchè diventerà nonno) e poi pranzo con mamma, fratello e l'altra Nonna. Mangiato fino a scoppiare le pietanze condite con tanto amore materno, spento le candeline, ricevuto regali amorosissimi. Risposto ai tanti tanti messaggi di auguri. Verso sera colpo di scena numero uno: quando siamo pronti per ripartire ci accorgiamo che abbiamo la gomma a terra. Carl e mio fratello si mettono all'opera per cambiarla, nel frattempo colpo di scena numero due: assolutamente in anticipo (ventitreesimo giorno, veramente troppo presto) arriva il Mal di Pancia che annuncia l'arrivo delle Malefiche, e nel giro di dieci minuti si trasforma nel solito dolore terribile che mi trasporta in un mondo parallelo incapace di parlare e di muovermi. Così, mentre "i maschi" combattono con la ruota, mia madre corre a cercare una farmacia aperta per procurarsi l'Oki, (non esco mai senza, ma stavolta ne ero sprovvista dato che non mi aspettavo che mi facessero visita proprio per il mio compleanno).
Preso l'Oki, tornata nel mondo dell'aldiqua, colpo di scena numero tre: non riuscendo a risolvere la questione meccanica (c'era qualcosa che non andava con i bulloni da svitare e la chiave non era giusta, o almeno credo) mio fratello ha chiamato in aiuto mio padre. In tre sono riusciti a cambiarla, e una volta finito sono risaliti tutti e tre a casa, compreso MIO PADRE. Si è seduto in salotto con noi e ha CHIACCHIERATO AMABILMENTE CON MIA MADRE PER ALMENO UN QUARTO D'ORA.
Quindi per il mio compleanno ho avuto un ultimo regalo: la mia famiglia riunita dentro casa nostra come non accadeva da non so quanti anni.
Dopo di che siamo ripartiti, e il povero Carl si è fatto tutto il viaggio di ritorno lottando con la nebbia che era calata fittissima sull'autostrada.
Oggi me ne sono rimasta a casa: inutile fare l'eroe, ormai quello che ho ha un nome, e non mi sforzo più di combatterlo. Borsa dell'acqua calda, oki e piumone, questo è il massimo che posso fare per oggi.
Mentre gironzolo per casa rifletto amaramente che non appena ho smesso di prendere il progesterone tutto è tornato come prima: ciclo cortissimo, tanto dolore, sangue scuro. Niente di nuovo sotto il sole. Ma hai le ore contate, cara endometriosi. Nel 2014 dovrai sloggiare, qui dentro non c'è più posto per te. Bisogna fare spazio per qualcun altro.
Sabato pomeriggio puntata veloce a salutare mio padre. Il decalogo dei figli di genitori separati prevede che ad ogni compleanno o festa comandata ci sia uno dei due genitori offeso e defraudato dal suo diritto di festeggiare degnamente con la figlia, e questa volta è toccata a lui.
Sera cena all'Indiano con le amiche di sempre, quelle che sanno tutti dettagli dello spermiogramma di Carl e che mi guardano solidali quando incrociamo una conoscente appanzata all'ottavo mese. Ho fatto il pieno di coccole e sostegno, che non fanno mai male.
Domenica visita a Nonna (che continua ostinatamente a credere che io sia incinta, ormai è diventato il suo personale film in cui si è totalmente immersa, ha perfino fatto gli auguri a mio padre-suo figlio-perchè diventerà nonno) e poi pranzo con mamma, fratello e l'altra Nonna. Mangiato fino a scoppiare le pietanze condite con tanto amore materno, spento le candeline, ricevuto regali amorosissimi. Risposto ai tanti tanti messaggi di auguri. Verso sera colpo di scena numero uno: quando siamo pronti per ripartire ci accorgiamo che abbiamo la gomma a terra. Carl e mio fratello si mettono all'opera per cambiarla, nel frattempo colpo di scena numero due: assolutamente in anticipo (ventitreesimo giorno, veramente troppo presto) arriva il Mal di Pancia che annuncia l'arrivo delle Malefiche, e nel giro di dieci minuti si trasforma nel solito dolore terribile che mi trasporta in un mondo parallelo incapace di parlare e di muovermi. Così, mentre "i maschi" combattono con la ruota, mia madre corre a cercare una farmacia aperta per procurarsi l'Oki, (non esco mai senza, ma stavolta ne ero sprovvista dato che non mi aspettavo che mi facessero visita proprio per il mio compleanno).
Preso l'Oki, tornata nel mondo dell'aldiqua, colpo di scena numero tre: non riuscendo a risolvere la questione meccanica (c'era qualcosa che non andava con i bulloni da svitare e la chiave non era giusta, o almeno credo) mio fratello ha chiamato in aiuto mio padre. In tre sono riusciti a cambiarla, e una volta finito sono risaliti tutti e tre a casa, compreso MIO PADRE. Si è seduto in salotto con noi e ha CHIACCHIERATO AMABILMENTE CON MIA MADRE PER ALMENO UN QUARTO D'ORA.
Quindi per il mio compleanno ho avuto un ultimo regalo: la mia famiglia riunita dentro casa nostra come non accadeva da non so quanti anni.
Dopo di che siamo ripartiti, e il povero Carl si è fatto tutto il viaggio di ritorno lottando con la nebbia che era calata fittissima sull'autostrada.
Oggi me ne sono rimasta a casa: inutile fare l'eroe, ormai quello che ho ha un nome, e non mi sforzo più di combatterlo. Borsa dell'acqua calda, oki e piumone, questo è il massimo che posso fare per oggi.
Mentre gironzolo per casa rifletto amaramente che non appena ho smesso di prendere il progesterone tutto è tornato come prima: ciclo cortissimo, tanto dolore, sangue scuro. Niente di nuovo sotto il sole. Ma hai le ore contate, cara endometriosi. Nel 2014 dovrai sloggiare, qui dentro non c'è più posto per te. Bisogna fare spazio per qualcun altro.
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giovedì 5 dicembre 2013
31 anni
Tra tre giorni compio 31 anni.
Impossibile non fare nessun bilancio...fin troppo facile farsi prendere da un attimo di scoraggiamento pensando che è il terzo compleanno che festeggio desiderando con tutta me stessa diventare mamma.
In più i miei programmi per questo compleanno hanno subìto una simpatica deviazione: volevo fare una cena con i miei amici sabato sera e poi la domenica avremmo passato la giornata con la mia migliore amica, che è nata il mio stesso giorno, un anno dopo di me. Vi ho parlato di lei, vive in montagna, con il marito e due bimbe meravigliose.
Però l'altra sera quando ci siamo sentite per telefono per definire i dettagli della giornata di domenica mi ha annunciato che aspettano il terzo figlio.
E' incinta di due mesi, questo è il primo veramente cercato, dato che le bimbe sono arrivate entrambe "per caso". Sono stata brava, le ho espresso la mia felicità come meglio ho potuto, perchè è vero che sono felice per loro, e poi già lo adoro questo bimbo, come ho adorato le sue sorelline....Quando ho attaccato il telefono non ho ceduto alla malinconia e ho deciso di reagire subito, organizzando la cena di sabato sera "così mi distraggo e non ci penso"..ma l'amica che ho chiamato mi ha detto dispiaciuta che lei e il marito non erano disponibili, avevano un impegno fissato da tempo.
A quel punto tutto ha assunto dei contorni grotteschi: cena di compleanno saltata, domenica mattina 2 ore e mezza di macchina per passare la giornata con la mia amica incinta, il marito, le bimbe, i genitori e la sorella, e un'altra amica con un bimbo. Il quadro non era dei migliori.
Ho pianto un pò abbracciata a Trovatello, abbandonandomi a pensieri negativi e melodrammatici senza ritegno: "Lei ne ha già due, arrivate senza volerlo, e ora fa anche il terzo, così, come se niente fosse, con tutta la facilità del mondo, basta pensarlo ed ecco che arriva, sono perfettamente programmati per avere figli. E quest'anno festeggerà i 30 anni con questa bellissima sopresa, con la gioia di avere un'altra vita dentro di sè..E io non avrò nessuna cena di compleanno, perchè nessun amico vuole festeggiare con me, e il giorno dopo dovremo passare tutto il giorno a sorridere e a condividere la loro gioia cercando di dimenticarci della nostra sofferenza, faremo una fatica tremenda, le bimbe parleranno tutto il tempo del fratellino in arrivo, tutti saranno felici e noi saremo tristi ma non potremo farlo vedere per non rovinare la festa a tutti..... "
PURA E SEMPLICE INVIDIA. E per la mia migliore amica. Non c'è cosa peggiore.
Dopo un bel pianto però ho ripreso il controllo della situazione, e ho deciso che voglio bene alla mia migliore amica, ma non così tanto da farmi del male. Ci sarà il momento giusto per festeggiare questa nuova vita che arriva. Ma non per il mio compleanno. Almeno quel giorno ho diritto a viverlo serena e rilassata. Perciò ho chiamato mia mamma e le ho detto che scendiamo a casa sabato pomeriggio. Domenica pranzetto in famiglia, candeline sulla torta, coccole materne. E' quello che mi ci vuole...strategie di sopravvivenza...
E se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, ora che è passata più di una settimana dalla visita dal Super-gine, credo di aver fatto un pò pace con questa cosa dell'endometriosi e dell'intervento.
Quello che ho scritto nell'ultimo post, cioè che vorrei addormentarmi e svegliarmi direttamente a febbraio dopo la laparoscopia è vero, ma lo penso solo a volte. In realtà per il resto del tempo il mio stato d'animo principale è la FIDUCIA.
Sento dentro di me una specie di certezza, più che una speranza. La Ellie di pochi mesi fa, quella che ripeteva come un mantra "non ce la farai, non diventerai mai mamma, hai qualcosa che non va" si è finalmente calmata.
Quella Ellie si dibatteva tra la sensazione di essere a conoscenza di un segreto incoffessabile (L'INFERTILITA'), al quale nessuno avrebbe creduto, e il disperato tentativo di non guardare quel segreto, sperando che non guardandolo scomparisse da solo. La continua oscillazione tra la paura e la speranza, tra il pessimismo più nero e l'ottimismo forzato, che molte di voi conoscono bene.
Poi come vi ho già scritto le cose sono cambiate. Qualcosa è scattato, sono riuscita a liberare quella Ellie dalla cosa che le pesava di più, e cioè l'idea che fosse colpa sua se era infertile. Sono riuscita a dirle:
"E' vero, sei infertile. Per il momento. Ma è un fatto oggettivo, non è colpa tua, e la tua mente non ha alcun potere su questo."
Nello stesso periodo è capitato sulla mia strada, chiamato dal destino, il Super-gine, e finalmente la nebbia ha cominciato a diradarsi e i tasselli sono andati a loro posto, facendoci scoprire il senso del disegno.
Un pò come Doroty, mi sono affidata, e ho iniziato a seguire il "sentiero di mattoni gialli" convinta che, sicuramente in un modo o nell'altro, mi avrebbe portata dal Mago di Oz.
Ciò che impara Doroty, e che insegnano tanti maestri, è che quello che conta è il viaggio che facciamo per arrivare a destinazione.
I trent'anni sono stati faticosi, ma anche importanti. Il viaggio continua e non so dove ci porterà, ma voglio entrare nei trentuno soddisfatta di me stessa così come sono, con i miei alti e bassi e le mie mille cadute, soddisfatta e fiduciosa che tutto questo abbia un senso e che comunque, IO CE LA FACCIO.
Impossibile non fare nessun bilancio...fin troppo facile farsi prendere da un attimo di scoraggiamento pensando che è il terzo compleanno che festeggio desiderando con tutta me stessa diventare mamma.
In più i miei programmi per questo compleanno hanno subìto una simpatica deviazione: volevo fare una cena con i miei amici sabato sera e poi la domenica avremmo passato la giornata con la mia migliore amica, che è nata il mio stesso giorno, un anno dopo di me. Vi ho parlato di lei, vive in montagna, con il marito e due bimbe meravigliose.
Però l'altra sera quando ci siamo sentite per telefono per definire i dettagli della giornata di domenica mi ha annunciato che aspettano il terzo figlio.
E' incinta di due mesi, questo è il primo veramente cercato, dato che le bimbe sono arrivate entrambe "per caso". Sono stata brava, le ho espresso la mia felicità come meglio ho potuto, perchè è vero che sono felice per loro, e poi già lo adoro questo bimbo, come ho adorato le sue sorelline....Quando ho attaccato il telefono non ho ceduto alla malinconia e ho deciso di reagire subito, organizzando la cena di sabato sera "così mi distraggo e non ci penso"..ma l'amica che ho chiamato mi ha detto dispiaciuta che lei e il marito non erano disponibili, avevano un impegno fissato da tempo.
A quel punto tutto ha assunto dei contorni grotteschi: cena di compleanno saltata, domenica mattina 2 ore e mezza di macchina per passare la giornata con la mia amica incinta, il marito, le bimbe, i genitori e la sorella, e un'altra amica con un bimbo. Il quadro non era dei migliori.
Ho pianto un pò abbracciata a Trovatello, abbandonandomi a pensieri negativi e melodrammatici senza ritegno: "Lei ne ha già due, arrivate senza volerlo, e ora fa anche il terzo, così, come se niente fosse, con tutta la facilità del mondo, basta pensarlo ed ecco che arriva, sono perfettamente programmati per avere figli. E quest'anno festeggerà i 30 anni con questa bellissima sopresa, con la gioia di avere un'altra vita dentro di sè..E io non avrò nessuna cena di compleanno, perchè nessun amico vuole festeggiare con me, e il giorno dopo dovremo passare tutto il giorno a sorridere e a condividere la loro gioia cercando di dimenticarci della nostra sofferenza, faremo una fatica tremenda, le bimbe parleranno tutto il tempo del fratellino in arrivo, tutti saranno felici e noi saremo tristi ma non potremo farlo vedere per non rovinare la festa a tutti..... "
PURA E SEMPLICE INVIDIA. E per la mia migliore amica. Non c'è cosa peggiore.
Dopo un bel pianto però ho ripreso il controllo della situazione, e ho deciso che voglio bene alla mia migliore amica, ma non così tanto da farmi del male. Ci sarà il momento giusto per festeggiare questa nuova vita che arriva. Ma non per il mio compleanno. Almeno quel giorno ho diritto a viverlo serena e rilassata. Perciò ho chiamato mia mamma e le ho detto che scendiamo a casa sabato pomeriggio. Domenica pranzetto in famiglia, candeline sulla torta, coccole materne. E' quello che mi ci vuole...strategie di sopravvivenza...
E se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, ora che è passata più di una settimana dalla visita dal Super-gine, credo di aver fatto un pò pace con questa cosa dell'endometriosi e dell'intervento.
Quello che ho scritto nell'ultimo post, cioè che vorrei addormentarmi e svegliarmi direttamente a febbraio dopo la laparoscopia è vero, ma lo penso solo a volte. In realtà per il resto del tempo il mio stato d'animo principale è la FIDUCIA.
Sento dentro di me una specie di certezza, più che una speranza. La Ellie di pochi mesi fa, quella che ripeteva come un mantra "non ce la farai, non diventerai mai mamma, hai qualcosa che non va" si è finalmente calmata.
Quella Ellie si dibatteva tra la sensazione di essere a conoscenza di un segreto incoffessabile (L'INFERTILITA'), al quale nessuno avrebbe creduto, e il disperato tentativo di non guardare quel segreto, sperando che non guardandolo scomparisse da solo. La continua oscillazione tra la paura e la speranza, tra il pessimismo più nero e l'ottimismo forzato, che molte di voi conoscono bene.
Poi come vi ho già scritto le cose sono cambiate. Qualcosa è scattato, sono riuscita a liberare quella Ellie dalla cosa che le pesava di più, e cioè l'idea che fosse colpa sua se era infertile. Sono riuscita a dirle:
"E' vero, sei infertile. Per il momento. Ma è un fatto oggettivo, non è colpa tua, e la tua mente non ha alcun potere su questo."
Nello stesso periodo è capitato sulla mia strada, chiamato dal destino, il Super-gine, e finalmente la nebbia ha cominciato a diradarsi e i tasselli sono andati a loro posto, facendoci scoprire il senso del disegno.
Un pò come Doroty, mi sono affidata, e ho iniziato a seguire il "sentiero di mattoni gialli" convinta che, sicuramente in un modo o nell'altro, mi avrebbe portata dal Mago di Oz.
Ciò che impara Doroty, e che insegnano tanti maestri, è che quello che conta è il viaggio che facciamo per arrivare a destinazione.
I trent'anni sono stati faticosi, ma anche importanti. Il viaggio continua e non so dove ci porterà, ma voglio entrare nei trentuno soddisfatta di me stessa così come sono, con i miei alti e bassi e le mie mille cadute, soddisfatta e fiduciosa che tutto questo abbia un senso e che comunque, IO CE LA FACCIO.
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giovedì 21 novembre 2013
Una nuova Cercatrice
Sono una di quelle coppie che stanno insieme da una vita, dai tempi dell'oratorio, per essere precisi.
La coppia sulla quale metteresti la mano sul fuoco, perchè sono una cosa sola e separati non riesci nemmeno a immaginarteli. Dopo un lunghissimo fidanzamento si sono sposati con mille sacrifici tre anni fa, e l'anno scorso sono riusciti ad acquistare la casa dei loro sogni.
A questo punto non c'era più niente che impediva loro di allargare la famiglia, e si sono messi all'opera convinti che la cicogna sarebbe arrivata presto. Quante di voi si sono riconosciute in questa storia? E' la storia di una nuova Cercatrice, la mia amica Cindy. Quando mi ha raccontato che avevano inziato la Ricerca ero sicura che il mese successivo mi avrebbe annunciato che era incinta.
Non so perchè, ma da una coppia come loro mi aspettavo che avrebbero sfornato un pargolo dietro l'altro senza nemmeno accorgersene.. noi Cercatrici ci sentiamo sempre le uniche infertili, mentre tutte le altre ci appaiono perfettamente in grado di procreare...e per prepararmi mi ero già fatta un bel discorsetto:
"Allora cara Ellie, tra poco anche Cindy ti annuncerà che aspetta un bambino. Preparati fin da ora a trattenere le lacrime, a sorridere e ad abbracciarla, poi potrai sfogarti quando sarai sola, ma non devi farla sentire in colpa per la sua gioia, davanti a lei devi solo dimostrarle quanto sei felice per loro, perchè veramente lo sei, sono due bravissimi ragazzi e meritano più di ogni altro di diventare genitori, Cindy sarà una mamma perfetta e tu le starai vicino e giocherai con suo figlio e farai un pò la zia..." eccetera eccetera.
Le ho detto scherzando di non farsi spaventare dal mio caso, perchè io porto sfortuna a me stessa e fortuna alle mie amiche, è matematico che TUTTE le mie amiche rimangono subito incinte!!!
Ma poi sono passati i mesi..ogni tanto le chiedevo come andava e lei, sorridendo ma con gli occhi sempre un pò più tristi mi rispondeva:
" Ancora niente, ma cerchiamo di non pensarci..non vogliamo stressarci, arriverà quando vuole!" E io da parte mia la incoraggiavo, le dicevo che le donne in media ci mettono da sei mesi a un anno per rimanere incinte, e che quindi lei era perfettamente nella norma e doveva solo aspettare con un pò di pazienza...
Non credevo che mi sarebbe dispiaciuto così tanto scoprire la mia stessa sofferenza in un'altra donna, e invece è così.
Anche se quando ricevo l'annuncio di qualche nuova gravidanza è sempre un pugno nello stomaco e la gola si stringe automaticamente per trattenere le lacrime, non posso sopportare che una mia amica viva le stesse cose che ho vissuto io in questi due anni, vorrei fare qualunque cosa per risparmiarle tutto questo.
Pochi giorni fa ci siamo viste in palestra, lei aveva il viso scuro, le ho chiesto come andava e lei ha risposto a denti stretti:
"Male. Mi è venuto il ciclo, anche questo mese niente." e ha girato la testa dall'altra parte per non farmi vedere le lacrime.
Anche se fino a quel momento non avevo voluto darle consigli non richiesti ho deciso che era il momento di offrire il mio aiuto, perchè almeno la mia esperienza potesse servire a qualcun altro.
Ho svuotato l'armadietto del bagno, dove stazionavano ancora un test di gravidanza, una confezione di stick usa e getta per l'ovulazione, il computerino e un' intera scatola di stick persona ancora da aprire. Senza il minimo rimpianto ho fatto piazza pulita e messo tutto in un sacchetto..ho lasciato solo il test di gravidanza....perchè ancora spero di usarlo, quello.
Sono andata a casa sua, mi aspettavano lei e il marito al tavolo della cucina, e in tono grintoso ho iniziato la lezione:
"Allora di quanti giorni è il tuo ciclo?"
"Bò, di solito corto, cinque o sei giorni..." fa lei.
"Ok, non ci siamo, dobbiamo partire dall'inizio. Non intendo quanto ti durano le mestruazioni....la durata del ciclo è dal primo giorno delle mestruazioni a quando ti ritornano....è diviso in due fasi, quella pre ovulazione e quella post ovulazione..." e così le ho spiegato tutto.
Come contare i giorni, come usare gli stick, come impostare il computerino, come decifrare le lineette, come "interpretare" i segnali.....non credevo di avere così tante cose da insegnare!!!
Loro ascoltavano attenti, seri e concentrati e alla fine non finivano più di ringraziarmi. Ho ripetuto fino allo sfinimento a Cindy che questi malefici stick sono uno strumento per capire come funziona il suo corpo, che non devono diventare i direttori dell'intimità di coppia, e che al massimo può farli per qualche mese, ma che non deve diventarne schiava. Le ho detto chiaro e tondo di non fare i miei errori, di non farsi prendere dalla follia dei rapporti mirati, di non dimenticare che quello che conta sono loro due e il loro amore.
Quando sono tornata a casa mi sono sentita felice. L'esperienza della Ricerca, che avrei tanto voluto non provare mai, è finalmente utile a qualcosa. Posso aiutare chi ci sta passando dopo di me e rendergli il percorso meno accidentato. Indicargli dove sono gli ostacoli e spiegargli come aggirarli.
Spero con tutto il cuore che la loro esperienza con la Ricerca sia il più breve possibile. Che dopo qualche mese di stick e "faccine sorridenti" arrivi la cicogna almeno a casa loro. Così poi magari, visto che si trova a passare da queste parti, può fare una puntatina anche poco più in là.....
Ragazze, lunedì appuntamento col Super-gine.
Pensatemi.
La coppia sulla quale metteresti la mano sul fuoco, perchè sono una cosa sola e separati non riesci nemmeno a immaginarteli. Dopo un lunghissimo fidanzamento si sono sposati con mille sacrifici tre anni fa, e l'anno scorso sono riusciti ad acquistare la casa dei loro sogni.
A questo punto non c'era più niente che impediva loro di allargare la famiglia, e si sono messi all'opera convinti che la cicogna sarebbe arrivata presto. Quante di voi si sono riconosciute in questa storia? E' la storia di una nuova Cercatrice, la mia amica Cindy. Quando mi ha raccontato che avevano inziato la Ricerca ero sicura che il mese successivo mi avrebbe annunciato che era incinta.
Non so perchè, ma da una coppia come loro mi aspettavo che avrebbero sfornato un pargolo dietro l'altro senza nemmeno accorgersene.. noi Cercatrici ci sentiamo sempre le uniche infertili, mentre tutte le altre ci appaiono perfettamente in grado di procreare...e per prepararmi mi ero già fatta un bel discorsetto:
"Allora cara Ellie, tra poco anche Cindy ti annuncerà che aspetta un bambino. Preparati fin da ora a trattenere le lacrime, a sorridere e ad abbracciarla, poi potrai sfogarti quando sarai sola, ma non devi farla sentire in colpa per la sua gioia, davanti a lei devi solo dimostrarle quanto sei felice per loro, perchè veramente lo sei, sono due bravissimi ragazzi e meritano più di ogni altro di diventare genitori, Cindy sarà una mamma perfetta e tu le starai vicino e giocherai con suo figlio e farai un pò la zia..." eccetera eccetera.
Le ho detto scherzando di non farsi spaventare dal mio caso, perchè io porto sfortuna a me stessa e fortuna alle mie amiche, è matematico che TUTTE le mie amiche rimangono subito incinte!!!
Ma poi sono passati i mesi..ogni tanto le chiedevo come andava e lei, sorridendo ma con gli occhi sempre un pò più tristi mi rispondeva:
" Ancora niente, ma cerchiamo di non pensarci..non vogliamo stressarci, arriverà quando vuole!" E io da parte mia la incoraggiavo, le dicevo che le donne in media ci mettono da sei mesi a un anno per rimanere incinte, e che quindi lei era perfettamente nella norma e doveva solo aspettare con un pò di pazienza...
Non credevo che mi sarebbe dispiaciuto così tanto scoprire la mia stessa sofferenza in un'altra donna, e invece è così.
Anche se quando ricevo l'annuncio di qualche nuova gravidanza è sempre un pugno nello stomaco e la gola si stringe automaticamente per trattenere le lacrime, non posso sopportare che una mia amica viva le stesse cose che ho vissuto io in questi due anni, vorrei fare qualunque cosa per risparmiarle tutto questo.
Pochi giorni fa ci siamo viste in palestra, lei aveva il viso scuro, le ho chiesto come andava e lei ha risposto a denti stretti:
"Male. Mi è venuto il ciclo, anche questo mese niente." e ha girato la testa dall'altra parte per non farmi vedere le lacrime.
Anche se fino a quel momento non avevo voluto darle consigli non richiesti ho deciso che era il momento di offrire il mio aiuto, perchè almeno la mia esperienza potesse servire a qualcun altro.
Ho svuotato l'armadietto del bagno, dove stazionavano ancora un test di gravidanza, una confezione di stick usa e getta per l'ovulazione, il computerino e un' intera scatola di stick persona ancora da aprire. Senza il minimo rimpianto ho fatto piazza pulita e messo tutto in un sacchetto..ho lasciato solo il test di gravidanza....perchè ancora spero di usarlo, quello.
Sono andata a casa sua, mi aspettavano lei e il marito al tavolo della cucina, e in tono grintoso ho iniziato la lezione:
"Allora di quanti giorni è il tuo ciclo?"
"Bò, di solito corto, cinque o sei giorni..." fa lei.
"Ok, non ci siamo, dobbiamo partire dall'inizio. Non intendo quanto ti durano le mestruazioni....la durata del ciclo è dal primo giorno delle mestruazioni a quando ti ritornano....è diviso in due fasi, quella pre ovulazione e quella post ovulazione..." e così le ho spiegato tutto.
Come contare i giorni, come usare gli stick, come impostare il computerino, come decifrare le lineette, come "interpretare" i segnali.....non credevo di avere così tante cose da insegnare!!!
Loro ascoltavano attenti, seri e concentrati e alla fine non finivano più di ringraziarmi. Ho ripetuto fino allo sfinimento a Cindy che questi malefici stick sono uno strumento per capire come funziona il suo corpo, che non devono diventare i direttori dell'intimità di coppia, e che al massimo può farli per qualche mese, ma che non deve diventarne schiava. Le ho detto chiaro e tondo di non fare i miei errori, di non farsi prendere dalla follia dei rapporti mirati, di non dimenticare che quello che conta sono loro due e il loro amore.
Quando sono tornata a casa mi sono sentita felice. L'esperienza della Ricerca, che avrei tanto voluto non provare mai, è finalmente utile a qualcosa. Posso aiutare chi ci sta passando dopo di me e rendergli il percorso meno accidentato. Indicargli dove sono gli ostacoli e spiegargli come aggirarli.
Spero con tutto il cuore che la loro esperienza con la Ricerca sia il più breve possibile. Che dopo qualche mese di stick e "faccine sorridenti" arrivi la cicogna almeno a casa loro. Così poi magari, visto che si trova a passare da queste parti, può fare una puntatina anche poco più in là.....
Ragazze, lunedì appuntamento col Super-gine.
Pensatemi.
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venerdì 15 novembre 2013
Sull'adozione
Lo scorso fine settimana siamo stati a trovare la coppia di nostri amici che sono appena tornati a casa con il loro "nuovo" bimbo adottato.
Eravamo emozionatissimi, perchè anche se li avevamo già visti più volte tramite skype mentre erano in Equador, questa era la prima volta che li incontravamo da quando sono tornati in Italia.
In TRE.
Il piccolo ha appena compiuto cinque anni, è bellissimo e vivacissimo, un vero terremoto sudamericano, e ha passato la sera a cantare e ballare dando mostra di tutte le sue doti da protagonista. Capisce già perfettamente l'italiano, e parla un incrocio buffissimo di italiano e spagnolo.
E' stato commovente vedere questa nuova famiglia appena nata. Dopo tutti questi anni in cui le nostre conversazioni sono state incentrate sugli ostacoli del percorso adottivo, sulle false speranze, sulle innumerevoli delusioni e arrabbiature, ora finalmente il sogno si è avverato, il tanto desiderato bambino è lì, vero, reale, una piccola persona che li chiama Mamma e Papà, che resterà per sempre con loro, che crescerà e che dovranno sostenere e accudire per tutta la vita.
E' stata una serata che ci ha fatto riflettere, a me e a Carl, che abbiamo il privilegio di poter assistere a questa avventura coraggiosa, da vicino ma senza esserne coinvolti in prima persona.
I nostri amici ci sono apparsi molto scombussolati. Lei è entrata perfettamente nel ruolo di mamma, come se non avesse fatto altro in tutti questi anni. Con il piccolo sa essere calma, affettuosa ma anche severa. Mi è sembrata felice, sicura, e l'ho ammirata tantissimo. E' molto preoccupata però all'idea di dover tornare a lavoro, perchè dopo tutta questa fatica fatta per averlo non può sopportare l'idea di doverlo affidare ad una baby sitter e di non poterlo seguire come vorrebbe.
Lui è un pò in difficoltà. Questo terremoto d'amore lo ha travolto, non sa bene come rapportarsi con il nuovo "terzo" membro della famiglia che improvvisamente ha calamitato tutte le attenzioni di sua moglie e che ha sconvolto completamente le loro abitudini e il loro modo di vivere. Lo adora, ma vorrebbe essere allo stesso tempo severo e affettuoso e non si sente ancora in grado di gestire la situazione.
Sicuramente le cose piano piano si normalizzeranno, ma forse avranno anche bisogno dell'aiuto di uno psicologo.
Ci siamo resi conto di quanto è enorme l'impatto dell'arrivo di un figlio adottivo per una coppia.
Dopo anni e anni di vita in due da un giorno all'altro ecco che un piccolo individuo (piccolo, ma non neonato) diventa da un giorno all'altro IL FIGLIO. Prima non c'era e ora c'è, e tutto viene sconvolto.
Chi ha avuto figli naturalmente potrà obiettare che l'arrivo di un bimbo è comunque un terremoto che sconvolge la vita, ma se questo bimbo arriva che ha già cinque anni, ha già un vissuto di esperienze più o meno difficili (di cui la prima è quella di essere stato abbandonato), e i genitori in questione hanno a loro volta più di quarant'anni ( e dopo anni e anni di tentativi falliti si sono giustamente costruiti la loro vita SENZA FIGLI che gli dà comunque gioie e soddisfazioni) secondo me le difficoltà raddoppiano.
Sono ancora più convinta che l'adozione sia un atto di immenso coraggio e generosità. Coraggio e generosità che vengono prima testati, valutati e messi a dura prova durante tutto il lungo percorso per arrivare all'adozione (dai colloqui con gli psicologi per avere l'idoneità, alle mille pratiche burocratiche, dagli innumerevoli intoppi, alle litigate con l'ente che fa da tramite con il paese del bambino) e infine, se il sogno si realizza, ecco che arriva la parte VERAMENTE difficile in cui si ha la responsabilità di crescere un essere umano che ha già iniziato da solo il suo percorso nel mondo, e allora quello che si può fare è fare del proprio meglio e condividere il resto del percorso con lui, sperando che i propri sforzi portino a far sbocciare un individuo sano, felice, in grado di vivere nel modo migliore la sua vita.
Nonostante queste riflessioni però, non ci siamo spaventati. Non ci siamo detti: "Non fa per noi, è troppo difficile". Anzi. Siamo entrambi convinti, che se i nostri tentativi di avere un figlio naturalmente non avessero successo, allora proveremo anche la strada dell'adozione. E nemmeno vogliamo aspettare tanto, visti i tempi lunghissimi che ci sono.
Sappiamo di avere molti svantaggi dalla nostra parte (pochi soldi, casa piccolissima, depressioni avute da Carl che potrebbero essere valutate negativamente nei colloqui per l'idoneità) ma siamo giovani, quindi almeno questo cercheremo di sfruttarlo.
Sapere che davanti a noi c'è un percorso a gradini mi fa sentire meglio.
Procediamo piano, un gradino alla volta: dietro di noi ci sono i rapporti mirati, il controllo dell'ovulazione, le analisi e le cure già fatte..davanti a noi forse c'è un'operazione (se dovrò fare la laparoscopia), o forse direttamente la pma..e poi ancora più in alto c'è l'adozione.
L'avventura continua...
Eravamo emozionatissimi, perchè anche se li avevamo già visti più volte tramite skype mentre erano in Equador, questa era la prima volta che li incontravamo da quando sono tornati in Italia.
In TRE.
Il piccolo ha appena compiuto cinque anni, è bellissimo e vivacissimo, un vero terremoto sudamericano, e ha passato la sera a cantare e ballare dando mostra di tutte le sue doti da protagonista. Capisce già perfettamente l'italiano, e parla un incrocio buffissimo di italiano e spagnolo.
E' stato commovente vedere questa nuova famiglia appena nata. Dopo tutti questi anni in cui le nostre conversazioni sono state incentrate sugli ostacoli del percorso adottivo, sulle false speranze, sulle innumerevoli delusioni e arrabbiature, ora finalmente il sogno si è avverato, il tanto desiderato bambino è lì, vero, reale, una piccola persona che li chiama Mamma e Papà, che resterà per sempre con loro, che crescerà e che dovranno sostenere e accudire per tutta la vita.
E' stata una serata che ci ha fatto riflettere, a me e a Carl, che abbiamo il privilegio di poter assistere a questa avventura coraggiosa, da vicino ma senza esserne coinvolti in prima persona.
I nostri amici ci sono apparsi molto scombussolati. Lei è entrata perfettamente nel ruolo di mamma, come se non avesse fatto altro in tutti questi anni. Con il piccolo sa essere calma, affettuosa ma anche severa. Mi è sembrata felice, sicura, e l'ho ammirata tantissimo. E' molto preoccupata però all'idea di dover tornare a lavoro, perchè dopo tutta questa fatica fatta per averlo non può sopportare l'idea di doverlo affidare ad una baby sitter e di non poterlo seguire come vorrebbe.
Lui è un pò in difficoltà. Questo terremoto d'amore lo ha travolto, non sa bene come rapportarsi con il nuovo "terzo" membro della famiglia che improvvisamente ha calamitato tutte le attenzioni di sua moglie e che ha sconvolto completamente le loro abitudini e il loro modo di vivere. Lo adora, ma vorrebbe essere allo stesso tempo severo e affettuoso e non si sente ancora in grado di gestire la situazione.
Sicuramente le cose piano piano si normalizzeranno, ma forse avranno anche bisogno dell'aiuto di uno psicologo.
Ci siamo resi conto di quanto è enorme l'impatto dell'arrivo di un figlio adottivo per una coppia.
Dopo anni e anni di vita in due da un giorno all'altro ecco che un piccolo individuo (piccolo, ma non neonato) diventa da un giorno all'altro IL FIGLIO. Prima non c'era e ora c'è, e tutto viene sconvolto.
Chi ha avuto figli naturalmente potrà obiettare che l'arrivo di un bimbo è comunque un terremoto che sconvolge la vita, ma se questo bimbo arriva che ha già cinque anni, ha già un vissuto di esperienze più o meno difficili (di cui la prima è quella di essere stato abbandonato), e i genitori in questione hanno a loro volta più di quarant'anni ( e dopo anni e anni di tentativi falliti si sono giustamente costruiti la loro vita SENZA FIGLI che gli dà comunque gioie e soddisfazioni) secondo me le difficoltà raddoppiano.
Sono ancora più convinta che l'adozione sia un atto di immenso coraggio e generosità. Coraggio e generosità che vengono prima testati, valutati e messi a dura prova durante tutto il lungo percorso per arrivare all'adozione (dai colloqui con gli psicologi per avere l'idoneità, alle mille pratiche burocratiche, dagli innumerevoli intoppi, alle litigate con l'ente che fa da tramite con il paese del bambino) e infine, se il sogno si realizza, ecco che arriva la parte VERAMENTE difficile in cui si ha la responsabilità di crescere un essere umano che ha già iniziato da solo il suo percorso nel mondo, e allora quello che si può fare è fare del proprio meglio e condividere il resto del percorso con lui, sperando che i propri sforzi portino a far sbocciare un individuo sano, felice, in grado di vivere nel modo migliore la sua vita.
Nonostante queste riflessioni però, non ci siamo spaventati. Non ci siamo detti: "Non fa per noi, è troppo difficile". Anzi. Siamo entrambi convinti, che se i nostri tentativi di avere un figlio naturalmente non avessero successo, allora proveremo anche la strada dell'adozione. E nemmeno vogliamo aspettare tanto, visti i tempi lunghissimi che ci sono.
Sappiamo di avere molti svantaggi dalla nostra parte (pochi soldi, casa piccolissima, depressioni avute da Carl che potrebbero essere valutate negativamente nei colloqui per l'idoneità) ma siamo giovani, quindi almeno questo cercheremo di sfruttarlo.
Sapere che davanti a noi c'è un percorso a gradini mi fa sentire meglio.
Procediamo piano, un gradino alla volta: dietro di noi ci sono i rapporti mirati, il controllo dell'ovulazione, le analisi e le cure già fatte..davanti a noi forse c'è un'operazione (se dovrò fare la laparoscopia), o forse direttamente la pma..e poi ancora più in alto c'è l'adozione.
L'avventura continua...
lunedì 21 ottobre 2013
Mollare tutto e andarsene da qui
Vi è mai venuta voglia di farlo? Sono sicura di si, mille volte. Io non so quante volte l'ho detto, pensato, sognato: solo io e lui, ricominciare da capo da qualche altra parte, cambiare vita.
Poi si sa che nessuno lo fa mai veramente. E' una specie di sfogo, un sogno che ogni tanto fa capolino nella routine quotidiana.
Ma io, da quando la Ricerca ha dato risultati così fallimentari, ci penso sempre più spesso. E non mi ritrovo solo a pensarlo, ma anche a progettarlo nei dettagli, in modo pericolosamente realistico.
Sarà perchè tutto quello che abbiamo costruito io e Carl fino a adesso, frutto di grandi sacrifici e fonte di altrettanta soddisfazione, lo abbiamo fatto perchè faceva parte del Nostro Progetto. L'idea di costruire qualcosa che avesse basi solide, di mettere radici, di "diventare grandi", tutto questo per creare una FAMIGLIA. La voglia di scommettere su noi due, sulla nostra forza e il nostro Amore, la capacità di superare tutti gli ostacoli che abbiamo incontrato, le scelte lavorative e di vita, tutto questo è stato la conseguenza di un sogno, che prevedeva l'immagine di noi due più un numero variabile di marmocchi da uno a tre, nella nostra casetta piccola piccola, poveri (perchè poveri siamo) ma molto molto felici.
Poi però succede che le cose vanno diversamente: alcuni sogni non si realizzano proprio come tu avevi pensato, altri non si realizzano affatto. Succedono delle cose impreviste bellissime (tipo l'arrivo di Trovatello) e altre impreviste orribili, che ne avresti fatto molto volentieri a meno (le depressioni di Carl, i problemi col lavoro, la scoperta dell'infertilità...).
E a me succede che metto tutto in discussione, e la mia mente comincia a viaggiare:"Ma che ci facciamo qui, incatenati al mutuo, a fare una vita di lavoro, lavoro, lavoro, non ci vediamo mai, un sacco di sacrifici..sarà così per sempre? Ma ne vale veramente la pena??? Perchè non ce ne siamo andati in Inghilterra, in Brasile, in Australia, a vivere in campagna, al mare, ad aprire il famoso agriturismo in Maremma, o perchè non possiamo fare i girovaghi in giro per il mondo? Tanto, a chi dobbiamo rendere conto, se non a noi stessi? Non dobbiamo occuparci di nessuno, e Trovatello può seguirci ovunque! Forse la nostra vita NON è questa..."
Lo so che non sono pensieri ragionevoli. Ma l'infertilità ha scombussolato tutto il castello che mi ero costruita come un terremoto..non l'ha fatto crollare (ci è mancato poco) ma ha creato un sacco di crepe nei muri...e da queste crepe entrano pensieri davvero poco ragionevoli.
Se poi ci aggiungiamo che venerdì Carl è venuto a sapere da un collega che il responsabile gli ha detto che a lui e al suo amico non gli rinnoveranno il contratto a gennaio, capite perchè questi pensieri di fuga si sono riaffacciati negli ultimi giorni. Dopo quattro anni di lavoro a contratto, in cui ha detto sempre di si a tutto, ha fatto gli orari più improbabili (part time a tre ore, a cinque ore, part-time spezzato, full- time serale e chi più ne ha più ne metta), non ha MAI preso un solo giorno di malattia, è andato a lavorare pure con la neve, per quei benedetti/maledetti MILLE EURO.......e ora lo buttano via come un straccio inutile, perchè non possono più fargli altri rinnovi, e dovrebbero per forza assumerlo. Carl e il suo amico proveranno a fare vertenza, e ad essere reintegrati..ma se non dovessero riuscirci ci ritroveremo di nuovo con un solo stipendio, a contare ogni centesimo, a dover di nuovo cercare lavoro, di nuovo le agenzie interinali, i colloqui, la paura e la preoccupazione.
E io penso....
La mia migliore amica vive in Casentino, sulle montagne, in un paesino di venticinque abitanti. Ha due bimbe, suo marito lavora in una falegnameria, lei sta a casa con le bimbe e arrotonda facendo l'estetista in casa. Pagano pochissimo di affitto, fanno una vita sana, mangiano bene, bevono l'acqua della fonte, sono sereni. Ogni volta che li andiamo a trovare ci diciamo che quel tipo di vita non farebbe per noi, che è troppo radicale.....ma forse ci sto ripensando, perchè mi sembra che a trent'anni siamo già incastrati in un sistema che ci sta stritolando, che ci masticherà e ci sputerà via e che ci rende stressati e infertili. Quante volte avrò letto che le cause dell'aumento dell'infertilità nei paesi del nord del mondo sono lo stress, l'inquinamento, lo stile di vita?
FUGA, RIBELLIONE, RIVOLUZIONE!!!!
Poi si sa che nessuno lo fa mai veramente. E' una specie di sfogo, un sogno che ogni tanto fa capolino nella routine quotidiana.
Ma io, da quando la Ricerca ha dato risultati così fallimentari, ci penso sempre più spesso. E non mi ritrovo solo a pensarlo, ma anche a progettarlo nei dettagli, in modo pericolosamente realistico.
Sarà perchè tutto quello che abbiamo costruito io e Carl fino a adesso, frutto di grandi sacrifici e fonte di altrettanta soddisfazione, lo abbiamo fatto perchè faceva parte del Nostro Progetto. L'idea di costruire qualcosa che avesse basi solide, di mettere radici, di "diventare grandi", tutto questo per creare una FAMIGLIA. La voglia di scommettere su noi due, sulla nostra forza e il nostro Amore, la capacità di superare tutti gli ostacoli che abbiamo incontrato, le scelte lavorative e di vita, tutto questo è stato la conseguenza di un sogno, che prevedeva l'immagine di noi due più un numero variabile di marmocchi da uno a tre, nella nostra casetta piccola piccola, poveri (perchè poveri siamo) ma molto molto felici.
Poi però succede che le cose vanno diversamente: alcuni sogni non si realizzano proprio come tu avevi pensato, altri non si realizzano affatto. Succedono delle cose impreviste bellissime (tipo l'arrivo di Trovatello) e altre impreviste orribili, che ne avresti fatto molto volentieri a meno (le depressioni di Carl, i problemi col lavoro, la scoperta dell'infertilità...).
E a me succede che metto tutto in discussione, e la mia mente comincia a viaggiare:"Ma che ci facciamo qui, incatenati al mutuo, a fare una vita di lavoro, lavoro, lavoro, non ci vediamo mai, un sacco di sacrifici..sarà così per sempre? Ma ne vale veramente la pena??? Perchè non ce ne siamo andati in Inghilterra, in Brasile, in Australia, a vivere in campagna, al mare, ad aprire il famoso agriturismo in Maremma, o perchè non possiamo fare i girovaghi in giro per il mondo? Tanto, a chi dobbiamo rendere conto, se non a noi stessi? Non dobbiamo occuparci di nessuno, e Trovatello può seguirci ovunque! Forse la nostra vita NON è questa..."
Lo so che non sono pensieri ragionevoli. Ma l'infertilità ha scombussolato tutto il castello che mi ero costruita come un terremoto..non l'ha fatto crollare (ci è mancato poco) ma ha creato un sacco di crepe nei muri...e da queste crepe entrano pensieri davvero poco ragionevoli.
Se poi ci aggiungiamo che venerdì Carl è venuto a sapere da un collega che il responsabile gli ha detto che a lui e al suo amico non gli rinnoveranno il contratto a gennaio, capite perchè questi pensieri di fuga si sono riaffacciati negli ultimi giorni. Dopo quattro anni di lavoro a contratto, in cui ha detto sempre di si a tutto, ha fatto gli orari più improbabili (part time a tre ore, a cinque ore, part-time spezzato, full- time serale e chi più ne ha più ne metta), non ha MAI preso un solo giorno di malattia, è andato a lavorare pure con la neve, per quei benedetti/maledetti MILLE EURO.......e ora lo buttano via come un straccio inutile, perchè non possono più fargli altri rinnovi, e dovrebbero per forza assumerlo. Carl e il suo amico proveranno a fare vertenza, e ad essere reintegrati..ma se non dovessero riuscirci ci ritroveremo di nuovo con un solo stipendio, a contare ogni centesimo, a dover di nuovo cercare lavoro, di nuovo le agenzie interinali, i colloqui, la paura e la preoccupazione.
E io penso....
La mia migliore amica vive in Casentino, sulle montagne, in un paesino di venticinque abitanti. Ha due bimbe, suo marito lavora in una falegnameria, lei sta a casa con le bimbe e arrotonda facendo l'estetista in casa. Pagano pochissimo di affitto, fanno una vita sana, mangiano bene, bevono l'acqua della fonte, sono sereni. Ogni volta che li andiamo a trovare ci diciamo che quel tipo di vita non farebbe per noi, che è troppo radicale.....ma forse ci sto ripensando, perchè mi sembra che a trent'anni siamo già incastrati in un sistema che ci sta stritolando, che ci masticherà e ci sputerà via e che ci rende stressati e infertili. Quante volte avrò letto che le cause dell'aumento dell'infertilità nei paesi del nord del mondo sono lo stress, l'inquinamento, lo stile di vita?
FUGA, RIBELLIONE, RIVOLUZIONE!!!!
mercoledì 11 settembre 2013
Sopravvivenza..gita con amici incinti
Ieri, 10 settembre, era il nostro anniversario di matrimonio. Due anni. Non ci fa tanto effetto perchè avendo convissuto prima abbiamo tante altre ricorrenze da ricordare...il nostro Primo Incontro, il Primo Bacio, la Convivenza, la firma del mutuo per la Nostra Casa, e infine, per ultimo, il matrimonio, che per quanto mi riguarda non ha segnato nessun cambiamento "radicale", dato che il giorno dopo ci sentivamo esattamente gli stessi, solo contenti di poterci chiamare l'un l'altra Marito e Moglie. Non ci sono altre ricorrenze, per ora, lo sappiamo.
Comunque abbiamo festeggiato, ci siamo presi la giornata libera e abbiamo fatto un giro in motorino sugli Appennini, "scollinando" in Emilia Romagna, dove abbiamo pranzato con dei buonissimi tortelli! Il fatto che questi due anni segnino anche i due anni di Ricerca non lo abbiamo sottolineato. Non ci siamo rattristati, non ne abbiamo parlato, non ce n'era bisogno. Ci siamo semplicemente goduti la giornata insieme, noi due soli, ed è andata bene così. Siamo stati bravi, e sono contenta.
Per il resto non è che le cose siano sempre così semplici, la sopravvivenza della Cercatrice è un percorso a ostacoli che ogni giorno riserva nuovi trabocchetti da aggirare.
Ad esempio domenica siamo stati invitati da una coppia di amici "incinti" ad andare con loro a Genova, per una gita all'acquario. Non ero certa di riuscire a passare tutta giornata con loro, ma poi mi sono detta che dovrò cominciare ad abituarmi, perchè lui è una grande amico e collega di Carl (sposati da un anno, gravidanza arrivata PER SBAGLIO, ovvio) e non posso continuare ad evitarli per sempre. E così siamo andati.
Un'intera giornata accanto ad amica appanzata è una grande prova, lo sapevo. La pancia ora si vede tanto, non si può fare finta che non esista. E neanche potevo non chiederle niente. Perciò mi sono sforzata, le ho detto "Quanto è cresciuto!" le ho accarezzato la pancia, le ho chiesto come stava, ho chiacchierato con lei di ospedali, congedo di maternità, ginecologhe. Io e Carl ci siamo anche offerti di fargli da baby -sitter, quando nascerà e non avranno nessuno a cui affidare il bimbo (dato che i loro genitori vivono in un'altra regione). Non ho aggiunto a voce alta quello che ho pensato: "Tanto saremo ancora noi due da soli e l'unico bambino che potremo cullare sarà il vostro". Non ho dato segni di malinconia nè mi è venuto da piangere. Ce l'ho fatta, e a fine giornata ero fiera di me. Ma CHE FATICA. Ogni frase, ogni sguardo, ogni sorriso mi è costato uno sforzo che mi è parso sovrumano. La cosa peggiore non è stata vedere la mano di lui sulla pancia di lei, come pensavo..la cosa peggiore è stata rendermi conto di quanto è tutto così FACILE per chi la maternità non l'ha cercata. E' una maternità talmente non voluta che da ogni parola e da ogni gesto traspare spensieratezza e noncuranza. Va a fare i controlli, certo, segue i consigli della ginecologa, ma niente di più. Va in motorino, mangia qualsiasi cosa, è andata in vacanza in Sicilia, domenica è stata tutto il giorno in giro e in piedi, come se niente fosse. Ed è così che dev'essere!!!! Questa spensieratezza mi ha colpito più di ogni altra cosa, perchè io non l'ho avuta e so che se anche un giorno riusciremo ad avere un bambino, non l'avrò comunque, perchè sarò preoccupatissima dal primo giorno all'ultimo.
Ma questa è la nostra storia, è inutile rimuginarci sopra. E farò bene ad abituarmi a situazioni come questa, perchè faranno parte della normalità in futuro. Il pensiero di pance, nascite, battesimi di solito lo tengo il più lontano possibile da me, e per fortuna abbiamo anche tanti amici che non stanno procreando e non lo faranno nei prossimi mesi. Circondarsi di persone che hanno tanti interessi e che parlano di tutt'altre cose rispetto alla maternità è una delle strategie di sopravvivenza che ho, è una tutela per me e per il mio equilibrio mentale e emotivo. Mi proteggo, perchè so che su questo punto non ho molte difese. Ma a poco a poco devo imparare a diventare più forte e a tenermi salda anche in queste situazioni.
Comunque abbiamo festeggiato, ci siamo presi la giornata libera e abbiamo fatto un giro in motorino sugli Appennini, "scollinando" in Emilia Romagna, dove abbiamo pranzato con dei buonissimi tortelli! Il fatto che questi due anni segnino anche i due anni di Ricerca non lo abbiamo sottolineato. Non ci siamo rattristati, non ne abbiamo parlato, non ce n'era bisogno. Ci siamo semplicemente goduti la giornata insieme, noi due soli, ed è andata bene così. Siamo stati bravi, e sono contenta.
Ad esempio domenica siamo stati invitati da una coppia di amici "incinti" ad andare con loro a Genova, per una gita all'acquario. Non ero certa di riuscire a passare tutta giornata con loro, ma poi mi sono detta che dovrò cominciare ad abituarmi, perchè lui è una grande amico e collega di Carl (sposati da un anno, gravidanza arrivata PER SBAGLIO, ovvio) e non posso continuare ad evitarli per sempre. E così siamo andati.
Un'intera giornata accanto ad amica appanzata è una grande prova, lo sapevo. La pancia ora si vede tanto, non si può fare finta che non esista. E neanche potevo non chiederle niente. Perciò mi sono sforzata, le ho detto "Quanto è cresciuto!" le ho accarezzato la pancia, le ho chiesto come stava, ho chiacchierato con lei di ospedali, congedo di maternità, ginecologhe. Io e Carl ci siamo anche offerti di fargli da baby -sitter, quando nascerà e non avranno nessuno a cui affidare il bimbo (dato che i loro genitori vivono in un'altra regione). Non ho aggiunto a voce alta quello che ho pensato: "Tanto saremo ancora noi due da soli e l'unico bambino che potremo cullare sarà il vostro". Non ho dato segni di malinconia nè mi è venuto da piangere. Ce l'ho fatta, e a fine giornata ero fiera di me. Ma CHE FATICA. Ogni frase, ogni sguardo, ogni sorriso mi è costato uno sforzo che mi è parso sovrumano. La cosa peggiore non è stata vedere la mano di lui sulla pancia di lei, come pensavo..la cosa peggiore è stata rendermi conto di quanto è tutto così FACILE per chi la maternità non l'ha cercata. E' una maternità talmente non voluta che da ogni parola e da ogni gesto traspare spensieratezza e noncuranza. Va a fare i controlli, certo, segue i consigli della ginecologa, ma niente di più. Va in motorino, mangia qualsiasi cosa, è andata in vacanza in Sicilia, domenica è stata tutto il giorno in giro e in piedi, come se niente fosse. Ed è così che dev'essere!!!! Questa spensieratezza mi ha colpito più di ogni altra cosa, perchè io non l'ho avuta e so che se anche un giorno riusciremo ad avere un bambino, non l'avrò comunque, perchè sarò preoccupatissima dal primo giorno all'ultimo.
Ma questa è la nostra storia, è inutile rimuginarci sopra. E farò bene ad abituarmi a situazioni come questa, perchè faranno parte della normalità in futuro. Il pensiero di pance, nascite, battesimi di solito lo tengo il più lontano possibile da me, e per fortuna abbiamo anche tanti amici che non stanno procreando e non lo faranno nei prossimi mesi. Circondarsi di persone che hanno tanti interessi e che parlano di tutt'altre cose rispetto alla maternità è una delle strategie di sopravvivenza che ho, è una tutela per me e per il mio equilibrio mentale e emotivo. Mi proteggo, perchè so che su questo punto non ho molte difese. Ma a poco a poco devo imparare a diventare più forte e a tenermi salda anche in queste situazioni.

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