Oggi è un martedì sera di quelli tosti: Carl fa il turno serale, io sono appena uscita (forse..?) da sei giorni di influenza con febbre alta, con la quale ovviamente sono andata a lavoro, tranne che nel week end, e ieri ho anche accompagnato Cesare ad una desideratissima (da lui) festa di compleanno ai gonfiabili...E' una di quelle sere in cui il mio unico scopo è arrivare all'ora di cena, riuscire a farli mangiare, impigiamarli e metterli a letto per poter crollare anch'io insieme a loro.
Però dato che l'obiettivo è stato raggiunto prima delle nove ho deciso con tutta me stessa di non rimanere a letto ma di alzarmi e venire ad aggiornare il blog, dopo più di un mese di latitanza.
Vacanze di Natale volate, tra virus intestinali per tutta la famiglia, Babbi Natali, milioni di regali, la notte di Capodanno a casa, (io e Carl crollati insieme ai bimbi alle nove e mezza e svegliati solo a mezzanotte dal rumore dei botti...no comment), la trasferta a Roma dai miei e altri milioni di regali, bimbi felicissimi e nonni anche.
Poi è arrivato Gennaio, ed è volato anche lui in un vortice di fatica, fatica, fatica.
Non so se è che non abbiamo più l'età (vedi il mio post precedente, forse troppo baldanzoso), o che i bimbi sono diventati un mix esplosivo e super impegnativo, fatto sta che siamo sempre in debito di energie, sia io che Carl.
La mattina spegniamo la sveglia cento volte, non riusciamo ad alzarci, facciamo tutto in ritardo e di corsa, senza riuscire a parlarci in modo umano, ma solo attraverso le porte aperte del bagno e della camera (per fortuna casa è minuscola) mentre laviamo, vestiamo, inseguiamo, colazioniamo, noi stessi o uno o entrambi i figli.
La sera poi crolliamo prestissimo (se ci siamo entrambi, altrimenti Carl torna molto tardi, quando noi già dormiamo) senza avere nessuna forza per tentare di avere un dialogo o raccontarci qualcosa.
Non so come fanno tutti, lavorando anche full time. Noi già così boccheggiamo.
I bimbi non è che siano peggiorati, assolutamente..si sono solo "evoluti", come è giusto che sia!
Anita tra meno di un mese compirà UN ANNO, e ultimamente ha avuto un grosso scatto di crescita: dorme pochissimo durante il giorno, e spesso la sera non vuole addormentarsi ma giocare, chiacchierare, gironzolare per il lettone. Prende ancora tanto latte, ma adesso ha sette denti e quando ciuccia a volte morde, un pò per sbaglio un pò per gioco.
E' implacabile quando vuole qualcosa, non molla facilmente, è determinatissima e si fa sentire con il suo solito tono di voce per niente delicato.
Esplora da sola in giro per casa, se non la senti dopo un pò devi correre perchè sicuramente sta combinando qualche disastro o mangiando qualcosa di terribile. Si sposta in piedi tenendosi appoggiata ai mobili o al muro, ma ancora non si è mossa senza appoggi.
Dice "Mamma", "Papà", "Tetè", "Tata", batte le mani, sale il primo gradino della scala, fa ciao e quando ti abbraccia ti stringe con tutte le sue forze di quasi unenne ben piazzata.
Anche Cesare cresce e cambia di continuo...adesso sta imparando a pronunciare la R, che ancora non sapeva dire. E' buffissimo perchè pronuncia tutte le parole con questa R arrotondata all'inglese, di cui è molto fiero.
All'asilo continua a dormire molto poco, solo quando c'è la sua maestra, praticamente una settimana al mese.
Però abbiamo deciso che pazienza. Gli abbiamo detto, sia noi che la maestra, che non è obbligato a dormire se non vuole, però deve stare lì nel lettino e riposarsi un pò. Quindi a volte legge un libretto, a volte canticchia, altre volte fa "ginnastica" per passare il tempo, ma l'importante è che non la vive più male come all'inizio, anzi su questa cosa ci scherziamo sopra. Ovviamente se non ha dormito la sera crolla prestissimo, ma ormai lo sappiamo e cerchiamo di anticipare cena e tutto il resto per non arrivare a farlo innervosire troppo.
Si trova anche meglio con i compagni, anche quelli più grandi. Mi racconta tutto contento che adesso lo fanno giocare con loro, e che sono diventati suoi amici, e mi ha detto pochi giorni fa :" Mamma, adesso la scuola mi piace un pò di più..." il che è un gran risultato.
Continua a fare piscina e questa si gli piace tantissimo; e devo dire che adesso che abbiamo preso il ritmo piace anche a me vederlo sguazzare tutto felice con la bocca aperta anche se beve, mentre grida :"Mamma guarda che faccio!!!". Lo porto sempre io lasciando Anita con Carl, ed è un bel momento tutto nostro, che condividiamo con un suo amichetto e la sua mamma.
Anche perchè un bel cambiamento di questo periodo è il grandissimo attaccamento di Cesare per suo padre. Carl è sempre stato molto presente e molto affettuoso, ma fino a poco tempo fa Cesare per alcune cose voleva solo me e lui lo scacciava. Invece adesso lo cerca tantissimo, quando è a casa vuole essere addormentato dal padre, quando non c'è dice che gli manca, vuole fare tantissime più cose insieme a lui, ne parla con ammirazione e orgoglio. Sapevamo che sarebbe successo, che verso i tre anni i bambini maschi iniziano ad identificarsi con la figura paterna, però a vederlo succedere è una cosa molto commovente, soprattutto per Carl.
Tra i fratelli tutto procede bene, devo dire. Ci sono momenti di nervosismo, in cui dialogano a suon di strilli, se si contendono qualcosa o se Anita va a disturbarlo nei suoi giochi, ma le cose si calmano abbastanza facilmente per ora, consolando l'uno o l'altro, e spesso poi si fanno le coccole, il solletico, gli scherzi, e Cesare a volte ha dei pensieri gentili verso di lei che mi lasciano stupita e contenta. Chissà come andrà quando Anita inizierà a parlare....allora si che io e Carl non riusciremo a dirci più nemmeno mezza parola!!!
Quanto a me, io sono un pò ridotta male...fisicamente soprattutto. Ho deciso che il 2019 sarà l'anno del dedicarmi anche un pò a me, vediamo se ci riesco.
Devo ingrassare, per prima cosa, perchè il virus prima e l'influenza poi mi hanno fatto dimagrire tantissimo e non riesco a prendere peso, non ho idea di come fare. C'è il discorso schiena, per ora ancora accantonato. C'è il discorso pavimento pelvico, che purtroppo ho dovuto affrontare perchè dal parto di Anita ho ancora tantissimi disturbi.
E poi vorrei riuscire a uscire, con un'amica, a fare un aperitivo, qualcosa, da essere umano.
E poi vorrei un pomeriggio per me e Carl...non chiedo molto, mica una serata...giusto un pomeriggio di cinema e chiacchiere senza interruzioni...Ma come si fa a lasciare tutti e due i figli contemporaneamente? Ce la fanno i miei suoceri? Per ora sembra di no, e infatti ancora non ci siamo riusciti.
Ma non disperiamo, tutto cambia, i bimbi crescono e questi giorni di follia giornaliera, cacche, vomiti, capricci, domande a raffica passeranno in un attimo, e ci mancheranno pure, lo so.
Scrutiamo il cielo..e intanto viviamo intensamente!!! ...Finchè non l'abbiamo avvistata e intercettata, quella pennuta!!!
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martedì 29 gennaio 2019
giovedì 21 luglio 2016
Mare, ovvero come non riposarsi ed essere felici
Eccoci di ritorno!
Dopo quasi tre settimane fuori casa siamo tornati alla base, e con un pò di fatica stiamo cercando di riabituarci alla nostra quotidianità cittadina.
Le vacanze sono andate benissimo, ci siamo divertiti, un pò abbronzati...ma sicuramente NON riposati!!!! :)
Come mi aveva pronosticato Diarista il mare con un bambino unenne è quanto di più faticoso potessimo mai immaginare...ma siamo sopravvissuti e adesso posso dire che ne è valsa la pena!!
Ecco il racconto!
Il viaggio in treno è stato piacevole: Cesare ha voluto guardare fuori dal finestrino, camminare su e giù per il corridoio, controllare più e più volte che le valigie degli altri passeggeri fossero al loro posto, leggere tre volte il libro di "Pimpa e le due lune", prendere il latte e mangiare quattro biscotti.
Per fortuna il viaggio dura solo un'ora e mezza!!!
Poi siamo stati un paio di giorni a casa da mia mamma, durante i quali abbiamo acquistato i nostri primi veri sandaletti e li abbiamo sfruttati con impegno per tutti i parchi e i giardinetti polverosi di Roma Sud.
Il venerdì ci hanno raggiunti Carl e Trovatello e siamo partiti alla volta del paesino in Campania dei genitori di mio marito, dove non eravamo mai stati con Cesare.
Lì siamo riusciti a resistere solo due giorni: stare ospiti in una casa di parenti con figlio e cane non è il massimo, soprattutto d'estate.
Ripartiti, questa volta per fermarci definitivamente alla nostra meta: casetta al mare con giardino grande e selvaggio.
I primi giorni è stato un pò un massacro, come vi dicevo: nonostante sia Trovatello che Cesare fossero felicissimi e a loro agio in mezzo alla natura noi non riuscivamo a fermarci un istante. Ci abbiamo messo un pò a prendere le misure e a trovare un nuovo equilibrio.
Le giornate si svolgevano grosso modo così.
Pronti...? Via!!!
Sveglia (data da Cesare e Trovatello ormai complici in tutto...), colazione, lavaggio, passeggiata con Trovatello, partenza in macchina verso o giardinetti oppure parco naturale dove passare tutta la mattina inseguendo Cesare o facendolo giocare, ritorno durante il quale spesso Cesare si addormentava, preparazione del pranzo, mangiare noi, a quel punto Cesare si svegliava, lavaggio, mangiare lui, giochi in giardino (ovviamente nell'ora più calda, tra l'una e le due...), poi tentativi di far dormire Cesare mentre Carl crollava distrutto dopo cinque minuti, se Cesare si addormentava bene, altrimenti partenza per il mare (quindi carica la macchina per il mare, scendi sulla spiaggia, tempo di permanenza massimo due ore di pochissimo bagno e molta sabbia mangiata, risalita, ritorno). Poi doccia a Cesare, passeggiata con Trovatello, preparazione della cena, mangiare tutti, doccia noi (quando?come?), crollo di Cesare per il sonno notturno (FINALMENTE!!!) e due ore di relax tutte per noi sulle sdraio sotto il cielo stellato ascoltando i rumori della campagna e del mare in lontananza.
Non so se ho reso l'idea.......
Per sopportare questo ritmo abbiamo mangiato una montagna di gelati, cornetti, ciambelle fritte, pizzette...ma vi assicuro che non siamo ingrassati!
A volte presi dall'entusiasmo uscivamo anche la sera, per fare due passi in paese e far scorrazzare Cesare nelle piazzette illuminate finchè non si addormentava distrutto sul passeggino (ebbene si, ho scritto passeggino.....la fascia è definitivamente andata in pensione!).
Il rapporto di Cesare col mare non è stato così entusiasmante: gli piaceva si, ma solo se l'acqua era caldina (per questo andavamo sempre di pomeriggio), e comunque il bagnetto non era mai troppo lungo. Aveva un pò paura, soprattutto delle onde sul bagnasciuga, e preferiva stare a distanza di sicurezza, dove la sabbia era calda e lui poteva mangiarsela in pace, rotolarcisi dentro come un porcellino impanato e soprattutto giocare a pallone.
Il pallone è diventato l'ossessione della nostra vita. Non solo ne abbiamo dovuti collezionare innumerevoli di tutti i colori e di tutte le dimensioni, ma se nei dintorni c'era qualcuno che giocava dovevamo passare la giornata a correre dietro a Cesare, togliergli di mano il pallone altrui "Questo non è tuo, Cesare, è di questi ragazzi grandi, noi ne abbiamo uno verde, più bello..." e cercare di distoglierlo dal furto. Perchè se lo voleva proprio prendere e portare via.
A parte l'amore per il pallone il nostro ometto ha fatto tante nuove scoperte ed esperienze: ha imparato a dare da mangiare a Trovatello dalla sua manina (e ovviamente a regalargli più o meno la metà del suo pasto ogni volta che ci siedevamo a tavola...), a salire sul castello dei giardinetti e fare il percorso sospeso (questo con suo padre, io stavo sotto e guardavo terrorizzata aspettandomi sempre di vederlo cadere), a bere dalla bottiglia, a mangiare i cornetti seduto al bar, ad andare sulla giostrina che gira, a raccogliere le pigne, a mangiare i sassi e la terra, a inseguire gli irrigatori dei giardini per non farsi bagnare (o per farsi bagnare), ad annaffiare le piante con il suo annaffiatoio del mare, a cercare i pesciolini nella fontana, a mimare quello che gli è successo per spiegarci come ha sbattuto allo spigolo, a prendere le chiavi della macchina e la sua borsetta per farci capire di voler uscire.
Suo padre è diventato il suo eroe, e quando è ripartito prima di noi (che lo abbiamo raggiunto due giorni dopo in treno) non ha fatto altro che ripetere tutto il giorno "Papà papà " ogni volta che vedeva una macchina nera o un motorino.
La cosa più bella è stato proprio poter passare tutto quel tempo insieme, noi quattro, facendo cose semplici ma allo stesso tempo speciali.
Adesso che siamo tornati ci hanno accolto gli spazi stretti di casa nostra, gli Altri Nonni che non ne potevano più dalla mancanza del nipote e soprattutto i miei colloqui di lavoro, dei quali vi racconterò in un altro post.
Dopo quasi tre settimane fuori casa siamo tornati alla base, e con un pò di fatica stiamo cercando di riabituarci alla nostra quotidianità cittadina.
Le vacanze sono andate benissimo, ci siamo divertiti, un pò abbronzati...ma sicuramente NON riposati!!!! :)
Come mi aveva pronosticato Diarista il mare con un bambino unenne è quanto di più faticoso potessimo mai immaginare...ma siamo sopravvissuti e adesso posso dire che ne è valsa la pena!!
Ecco il racconto!
Il viaggio in treno è stato piacevole: Cesare ha voluto guardare fuori dal finestrino, camminare su e giù per il corridoio, controllare più e più volte che le valigie degli altri passeggeri fossero al loro posto, leggere tre volte il libro di "Pimpa e le due lune", prendere il latte e mangiare quattro biscotti.
Per fortuna il viaggio dura solo un'ora e mezza!!!
Poi siamo stati un paio di giorni a casa da mia mamma, durante i quali abbiamo acquistato i nostri primi veri sandaletti e li abbiamo sfruttati con impegno per tutti i parchi e i giardinetti polverosi di Roma Sud.
Il venerdì ci hanno raggiunti Carl e Trovatello e siamo partiti alla volta del paesino in Campania dei genitori di mio marito, dove non eravamo mai stati con Cesare.
Lì siamo riusciti a resistere solo due giorni: stare ospiti in una casa di parenti con figlio e cane non è il massimo, soprattutto d'estate.
Ripartiti, questa volta per fermarci definitivamente alla nostra meta: casetta al mare con giardino grande e selvaggio.
I primi giorni è stato un pò un massacro, come vi dicevo: nonostante sia Trovatello che Cesare fossero felicissimi e a loro agio in mezzo alla natura noi non riuscivamo a fermarci un istante. Ci abbiamo messo un pò a prendere le misure e a trovare un nuovo equilibrio.
Le giornate si svolgevano grosso modo così.
Pronti...? Via!!!
Sveglia (data da Cesare e Trovatello ormai complici in tutto...), colazione, lavaggio, passeggiata con Trovatello, partenza in macchina verso o giardinetti oppure parco naturale dove passare tutta la mattina inseguendo Cesare o facendolo giocare, ritorno durante il quale spesso Cesare si addormentava, preparazione del pranzo, mangiare noi, a quel punto Cesare si svegliava, lavaggio, mangiare lui, giochi in giardino (ovviamente nell'ora più calda, tra l'una e le due...), poi tentativi di far dormire Cesare mentre Carl crollava distrutto dopo cinque minuti, se Cesare si addormentava bene, altrimenti partenza per il mare (quindi carica la macchina per il mare, scendi sulla spiaggia, tempo di permanenza massimo due ore di pochissimo bagno e molta sabbia mangiata, risalita, ritorno). Poi doccia a Cesare, passeggiata con Trovatello, preparazione della cena, mangiare tutti, doccia noi (quando?come?), crollo di Cesare per il sonno notturno (FINALMENTE!!!) e due ore di relax tutte per noi sulle sdraio sotto il cielo stellato ascoltando i rumori della campagna e del mare in lontananza.
Non so se ho reso l'idea.......
Per sopportare questo ritmo abbiamo mangiato una montagna di gelati, cornetti, ciambelle fritte, pizzette...ma vi assicuro che non siamo ingrassati!
A volte presi dall'entusiasmo uscivamo anche la sera, per fare due passi in paese e far scorrazzare Cesare nelle piazzette illuminate finchè non si addormentava distrutto sul passeggino (ebbene si, ho scritto passeggino.....la fascia è definitivamente andata in pensione!).
Il rapporto di Cesare col mare non è stato così entusiasmante: gli piaceva si, ma solo se l'acqua era caldina (per questo andavamo sempre di pomeriggio), e comunque il bagnetto non era mai troppo lungo. Aveva un pò paura, soprattutto delle onde sul bagnasciuga, e preferiva stare a distanza di sicurezza, dove la sabbia era calda e lui poteva mangiarsela in pace, rotolarcisi dentro come un porcellino impanato e soprattutto giocare a pallone.
Il pallone è diventato l'ossessione della nostra vita. Non solo ne abbiamo dovuti collezionare innumerevoli di tutti i colori e di tutte le dimensioni, ma se nei dintorni c'era qualcuno che giocava dovevamo passare la giornata a correre dietro a Cesare, togliergli di mano il pallone altrui "Questo non è tuo, Cesare, è di questi ragazzi grandi, noi ne abbiamo uno verde, più bello..." e cercare di distoglierlo dal furto. Perchè se lo voleva proprio prendere e portare via.
A parte l'amore per il pallone il nostro ometto ha fatto tante nuove scoperte ed esperienze: ha imparato a dare da mangiare a Trovatello dalla sua manina (e ovviamente a regalargli più o meno la metà del suo pasto ogni volta che ci siedevamo a tavola...), a salire sul castello dei giardinetti e fare il percorso sospeso (questo con suo padre, io stavo sotto e guardavo terrorizzata aspettandomi sempre di vederlo cadere), a bere dalla bottiglia, a mangiare i cornetti seduto al bar, ad andare sulla giostrina che gira, a raccogliere le pigne, a mangiare i sassi e la terra, a inseguire gli irrigatori dei giardini per non farsi bagnare (o per farsi bagnare), ad annaffiare le piante con il suo annaffiatoio del mare, a cercare i pesciolini nella fontana, a mimare quello che gli è successo per spiegarci come ha sbattuto allo spigolo, a prendere le chiavi della macchina e la sua borsetta per farci capire di voler uscire.
Suo padre è diventato il suo eroe, e quando è ripartito prima di noi (che lo abbiamo raggiunto due giorni dopo in treno) non ha fatto altro che ripetere tutto il giorno "Papà papà " ogni volta che vedeva una macchina nera o un motorino.
La cosa più bella è stato proprio poter passare tutto quel tempo insieme, noi quattro, facendo cose semplici ma allo stesso tempo speciali.
Adesso che siamo tornati ci hanno accolto gli spazi stretti di casa nostra, gli Altri Nonni che non ne potevano più dalla mancanza del nipote e soprattutto i miei colloqui di lavoro, dei quali vi racconterò in un altro post.
venerdì 14 agosto 2015
Agosto
Siamo arrivati a Ferragosto in questa "lunga estate calda" per noi così diversa dalle altre.
Carl lavora tutto il mese, ma andrà in ferie la prima settimana di settembre, quando faremo la nostra prima vacanza al mare in quattro!
Nel frattempo, per far prendere un pò d'aria a Cesaretto, io andrò una settimana con lui da mia mamma, e lo porteremo un pò in montagna, nella casetta di Nonna in provincia di Frosinone.
Sarà la prima volta che ci stacchiamo da Carl, e sono un pò preoccupata...anche se ci sarà mia mamma io Cesare e Carl non ci siamo mai separati da quando è nato il nostro piccoletto, e confesso che mi sento un pò persa senza di lui. Però, come ha detto saggiamente Carl:" E' così che fanno i papà", quindi lui resterà a lavorare e noi andremo.
Si tratta solo di una settimana, poi il fine settimana dopo verrà a riprenderci. Partiremo domani in treno, e anche questa è una bella avventura. Chissà come andrà! Quando ho chiesto alla pediatra se c'erano problemi a portare un bimbo così piccolo sull'eurostar mi ha detto di stare attenta all'affollamento e all'aria condizionata (nonostante nel suo studio ci saranno stati 15 gradi e ho dovuto mettere subito i calzini a Cesare per non fargli congelare i piedi! La gente è proprio strana...).
A proposito di pediatra, le questioni mediche qui non sono ancora risolte. Le ultime analisi di Cesare, quelle che abbiamo rifatto il 30 luglio, non sono andate bene: i valori sono scesi di pochissimo, in pratica sono rimasti quasi uguali all'ultima volta. Quindi ennesima telefonata dall'ospedale, ennesima preoccupazione nostra, ennesimo prelievo a Cesaretto il giorno seguente, questa volta però le provette sono state mandate al Meyer, l'ospedale pediatrico di Firenze, per farle esaminare da loro.
Ci hanno detto che cercheranno le "malattie metaboliche", anche se ci hanno rassicurato che quelle più gravi sono state già escluse con lo screening fatto alla nascita, quello con il prelievo al tallone. Quindi ancora non si capisce niente e la preoccupazione ce la teniamo.
La pediatra ha cercato di tranquillizzarci, lo ha visitato ben bene e ci ha detto che la crescita è molto buona (ora pesa più di 5 kg!), e che se mangia, fa la cacca e la pipì ed è così vitale non può avere nulla di grave. In più ci ha detto che a metà settembre possiamo iniziare a dargli la pera e la mela col cucchiaino, per fargli prendere confidenza con i suoi primi alimenti "solidi". Mi sono così emozionata all'idea di dargli da mangiare come un bimbo grande che non vedo l'ora di provare!!!
Lui comunque sembra stare benissimo, è allegro, ride e sorride tanto, adesso passa tanto tempo sveglio a guardarsi intorno: in particolare ama molto guardare fuori dalla finestra, Trovatello, e la tenda della doccia a disegnini dell'ikea (con quella ci intrattiene proprio dei dialoghi, chissà cosa le dice...).
E' stato buono anche con questo caldo terribile, nonostante io e lui non facessimo altro che sudare tutto il giorno chiusi in casa. Nel fine settimana approfittando che Carl non lavorava, per riprenderci un pò siamo scappati: sabato siamo stati tutto il giorno all'Ikea e domenica sulle montagne qui vicino. All'ikea abbiamo passato una bellissima giornata al fresco, abbiamo girato mooolto lentamente per tutto l'allestimento (facendo tante soste sui divani e sui letti fingendo di provarli), mangiato al ristorante le polpettine svedesi (hanno messo anche quelle vegetariane, evviva!), e alla fine comprato un bel pò di cose utili per casa. Cesare ha dormito tutto il tempo nella fascia con una sola sosta latte! Ho quasi pensato di chiedere ospitalità all'Ikea per tutta l'estate!!! Quanto alla gita in montagna, siamo saliti fino ad un paesino al confine con l'Emilia-Romagna, con un bel laghetto e bellissimi boschi freschi dove riposare. Al ritorno ci ha presi in pieno un bell'acquazzone estivo; per fortuna Cesare dormiva nella fascia e siamo riusciti a tenerlo all'asciutto. Con la carrozzina sarebbe stato tutto tremendamente più complicato!!!
Sono felice che riusciamo a fare così tante cose con lui, prima che nascesse mi immaginavo che la vita da genitori sarebbe stata molto più "statica", in realtà basta non farsi troppe paranoie (e in questo devo dire che Carl è molto più bravo di me, che mi preoccupo di tutto...), prendere e andare. Con la borsa del cambio completa di tutto l'occorrente, la fascia, e soprattutto la Tetta, possiamo andare dappertutto!!!
Carl lavora tutto il mese, ma andrà in ferie la prima settimana di settembre, quando faremo la nostra prima vacanza al mare in quattro!
Nel frattempo, per far prendere un pò d'aria a Cesaretto, io andrò una settimana con lui da mia mamma, e lo porteremo un pò in montagna, nella casetta di Nonna in provincia di Frosinone.
Sarà la prima volta che ci stacchiamo da Carl, e sono un pò preoccupata...anche se ci sarà mia mamma io Cesare e Carl non ci siamo mai separati da quando è nato il nostro piccoletto, e confesso che mi sento un pò persa senza di lui. Però, come ha detto saggiamente Carl:" E' così che fanno i papà", quindi lui resterà a lavorare e noi andremo.
Si tratta solo di una settimana, poi il fine settimana dopo verrà a riprenderci. Partiremo domani in treno, e anche questa è una bella avventura. Chissà come andrà! Quando ho chiesto alla pediatra se c'erano problemi a portare un bimbo così piccolo sull'eurostar mi ha detto di stare attenta all'affollamento e all'aria condizionata (nonostante nel suo studio ci saranno stati 15 gradi e ho dovuto mettere subito i calzini a Cesare per non fargli congelare i piedi! La gente è proprio strana...).
A proposito di pediatra, le questioni mediche qui non sono ancora risolte. Le ultime analisi di Cesare, quelle che abbiamo rifatto il 30 luglio, non sono andate bene: i valori sono scesi di pochissimo, in pratica sono rimasti quasi uguali all'ultima volta. Quindi ennesima telefonata dall'ospedale, ennesima preoccupazione nostra, ennesimo prelievo a Cesaretto il giorno seguente, questa volta però le provette sono state mandate al Meyer, l'ospedale pediatrico di Firenze, per farle esaminare da loro.
Ci hanno detto che cercheranno le "malattie metaboliche", anche se ci hanno rassicurato che quelle più gravi sono state già escluse con lo screening fatto alla nascita, quello con il prelievo al tallone. Quindi ancora non si capisce niente e la preoccupazione ce la teniamo.
La pediatra ha cercato di tranquillizzarci, lo ha visitato ben bene e ci ha detto che la crescita è molto buona (ora pesa più di 5 kg!), e che se mangia, fa la cacca e la pipì ed è così vitale non può avere nulla di grave. In più ci ha detto che a metà settembre possiamo iniziare a dargli la pera e la mela col cucchiaino, per fargli prendere confidenza con i suoi primi alimenti "solidi". Mi sono così emozionata all'idea di dargli da mangiare come un bimbo grande che non vedo l'ora di provare!!!
Lui comunque sembra stare benissimo, è allegro, ride e sorride tanto, adesso passa tanto tempo sveglio a guardarsi intorno: in particolare ama molto guardare fuori dalla finestra, Trovatello, e la tenda della doccia a disegnini dell'ikea (con quella ci intrattiene proprio dei dialoghi, chissà cosa le dice...).
E' stato buono anche con questo caldo terribile, nonostante io e lui non facessimo altro che sudare tutto il giorno chiusi in casa. Nel fine settimana approfittando che Carl non lavorava, per riprenderci un pò siamo scappati: sabato siamo stati tutto il giorno all'Ikea e domenica sulle montagne qui vicino. All'ikea abbiamo passato una bellissima giornata al fresco, abbiamo girato mooolto lentamente per tutto l'allestimento (facendo tante soste sui divani e sui letti fingendo di provarli), mangiato al ristorante le polpettine svedesi (hanno messo anche quelle vegetariane, evviva!), e alla fine comprato un bel pò di cose utili per casa. Cesare ha dormito tutto il tempo nella fascia con una sola sosta latte! Ho quasi pensato di chiedere ospitalità all'Ikea per tutta l'estate!!! Quanto alla gita in montagna, siamo saliti fino ad un paesino al confine con l'Emilia-Romagna, con un bel laghetto e bellissimi boschi freschi dove riposare. Al ritorno ci ha presi in pieno un bell'acquazzone estivo; per fortuna Cesare dormiva nella fascia e siamo riusciti a tenerlo all'asciutto. Con la carrozzina sarebbe stato tutto tremendamente più complicato!!!
Sono felice che riusciamo a fare così tante cose con lui, prima che nascesse mi immaginavo che la vita da genitori sarebbe stata molto più "statica", in realtà basta non farsi troppe paranoie (e in questo devo dire che Carl è molto più bravo di me, che mi preoccupo di tutto...), prendere e andare. Con la borsa del cambio completa di tutto l'occorrente, la fascia, e soprattutto la Tetta, possiamo andare dappertutto!!!
giovedì 7 novembre 2013
Non guardate quel video
Non ho mai molto tempo da passare su facebook, e avendo un cellulare antidiluviano che non sa nemmeno cosa sia internet non sono una di quelle che può "restare connessa" 24 ore su 24. Perciò molte cavolate, per fortuna, me le perdo.
Ma stavolta la sfortuna ha voluto che ci perdessi tre minuti in più. E che mi soffermassi su un video pubblicato da una conoscente, che lo dichiarava "sconvolgente".
Ok, lo ammetto, il fatto che nella prima schermata si vedesse una donna incinta con un enorme pancione avrebbe dovuto mettermi in guardia e farmi spegnere all'istante il computer per evitare di avere la tentazione di aprirlo.
E invece l'ho fatto. L'ho aperto e ho messo anche il sonoro. E' in spagnolo, ma si capisce benissimo.
C'è una musichetta commovente (chitarra), una donna incinta seduta sul divano che sente muovere il suo bambino nella pancia. E' tutta emozionata e prende la mano del suo compagno, seduto accanto a lei, per farglielo sentire, ma lui non sente niente, ed è molto dispiaciuto. E qui entra in gioco la Huggies (che io sapevo che faceva solo i pannolini, ma invece no): si vedono degli scienziati in camice bianco che lavorano su qualcosa che assomiglia a una pancia "bionica". E poi si vede che mettono questa specie di pancera alla mamma, e una più piccola al papà. Poi la mamma mangia del cioccolato o qualcosa del genere, e il bambino inizia a muoversi. E la mamma lo sente. E la pancera del papà si illumina e lo sente anche lui. E si commuove. E piange. Seguono scene di varie mamme e papà che provano l'invenzione e si commuovono e ridono e piangono.
Hanno inventato un affare che permetterà ai padri di sentire i movimenti del bambino nella pancia delle loro compagne come se fosse nella loro pancia.
E' un video sconvolgente, in effetti. E terribilmente bello. E terribilmente doloroso.
Non metterò qui il video, perchè vi voglio bene. Questo post è di avvertimento, se lo trovate su facebook, amiche Cercatrici, NON APRITELO.
Fa troppo male.
Ma stavolta la sfortuna ha voluto che ci perdessi tre minuti in più. E che mi soffermassi su un video pubblicato da una conoscente, che lo dichiarava "sconvolgente".
Ok, lo ammetto, il fatto che nella prima schermata si vedesse una donna incinta con un enorme pancione avrebbe dovuto mettermi in guardia e farmi spegnere all'istante il computer per evitare di avere la tentazione di aprirlo.
E invece l'ho fatto. L'ho aperto e ho messo anche il sonoro. E' in spagnolo, ma si capisce benissimo.
C'è una musichetta commovente (chitarra), una donna incinta seduta sul divano che sente muovere il suo bambino nella pancia. E' tutta emozionata e prende la mano del suo compagno, seduto accanto a lei, per farglielo sentire, ma lui non sente niente, ed è molto dispiaciuto. E qui entra in gioco la Huggies (che io sapevo che faceva solo i pannolini, ma invece no): si vedono degli scienziati in camice bianco che lavorano su qualcosa che assomiglia a una pancia "bionica". E poi si vede che mettono questa specie di pancera alla mamma, e una più piccola al papà. Poi la mamma mangia del cioccolato o qualcosa del genere, e il bambino inizia a muoversi. E la mamma lo sente. E la pancera del papà si illumina e lo sente anche lui. E si commuove. E piange. Seguono scene di varie mamme e papà che provano l'invenzione e si commuovono e ridono e piangono.
Hanno inventato un affare che permetterà ai padri di sentire i movimenti del bambino nella pancia delle loro compagne come se fosse nella loro pancia.
E' un video sconvolgente, in effetti. E terribilmente bello. E terribilmente doloroso.
Non metterò qui il video, perchè vi voglio bene. Questo post è di avvertimento, se lo trovate su facebook, amiche Cercatrici, NON APRITELO.
Fa troppo male.
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