Scrivo dal lavoro, dove la situazione è statica e surreale. Quello che sappiamo per certo è che la decisione presa dall'azienda è irrevocabile, quindi aprirà la procedura di mobilità. Quello che non sappiamo è tutto il resto, cioè quando smetteremo effettivamente di lavorare, e se riusciremo a strappare anche un pò di soldi per il licenziamento. Dopo sei giorni di sciopero culminati con una manifestazione abbastanza importante (siamo andati su vari giornali e telegiornali regionali) adesso siamo rientrati in ufficio, ma con il proposito di rallentare il lavoro il più possibile. La sensazione è di essere dei fantasmi: il nostro lavoro è stato in parte già dirottato nella nuova sede, noi siamo qui ma è come se fossimo già fuori dai giochi. Ci siamo ma non ci siamo. Il clima è stato all'inizio molto pesante, ora ci stiamo quasi abituando alla situazione, perchè è vero che ci si abitua a tutto.
Il prossimo passo sarà mercoledì prossimo, quando ci sarà un altro incontro tra le parti e verrà aperta questa procedura di mobilità con l'inizio delle trattative. Tutti a questo punto speriamo di concludere il prima possibile, perchè lavorare così non ha nessun senso, a parte quello economico.
Nel frattempo ognuno vive la situazione a modo suo.
Io mi sento strana, con una sensazione che ho già provato altre volte: quella di essere a un passo da un cambiamento epocale della mia vita.
L'ho già provata a vent'anni, quando mi sono trasferita da sola in un'altra regione lasciando famiglia e fidanzato dell'epoca...poi quando ho terminato il Corso di Laurea Triennale, e mi sono ritrovata senza niente da fare, "sfidanzata" dal fidanzato in questione, con di fronte mille possibilità oppure anche nessuna...e poi altre volte, fino ad arrivare ad oggi.
Da qualche parte ho letto che la vita di ognuno può essere suddivisa in fasi di sette anni...che lavoro qui sono otto anni, anche se a dire il vero l'ultimo sono stata a casa in maternità...mi sa proprio che questa fase della mia vita, così importante e piena di eventi, si sta concludendo.
In questi anni io e Carl siamo andati a vivere insieme, ci siamo sposati, abbiamo comprato la nostra casa e ci siamo persi e ritrovati nella nostra Ricerca, che alla fine ci ha portato a diventare genitori.
E adesso? Cosa ci aspetta?
E' una sensazione di vertigine, quella che sento dentro in questi giorni.
La vertigine causata dal vuoto, dall'incertezza, dall'ignoto. Dalla potenzialità che ancora non si rivela, ma si intuisce.
Ho un quaderno in cui sto scrivendo le idee, le cose che germogliano nella mia testa in questi giorni così strani. Gli sto facendo spazio, e gli darò il tempo di crescere.
E vediamo quale sarà il raccolto che ci aspetta....
La vertigine non è
Paura di cadere
ma voglia di volare.....
Scrutiamo il cielo..e intanto viviamo intensamente!!! ...Finchè non l'abbiamo avvistata e intercettata, quella pennuta!!!
giovedì 7 aprile 2016
Vertigine
domenica 27 marzo 2016
Crisi o opportunità?
Prima di iniziare, Buona Pasqua a tutti!
E ora passo a raccontarvi le ultime novità, che sono parecchio importanti.
Dopo dieci giorni dal mio ritorno a lavoro ci hanno convocato i rappresentanti sindacali e ci hanno annunciato che l'azienda ha deciso di delocalizzare nella sua sede all'estero circa metà dei posti di lavoro. Che avrebbero proposto ai dipendenti (più o meno novanta persone) di trasferirsi, e quelli che avessero accettato sarebbero stati licenziati e assunti dalla nuova azienda (che ha lo stesso nome della nostra, ma come spesso accade sono due rami diversi, in modo da pagare meno tasse, ovviamente). Lo stipendio proposto è del tutto inaccettabile considerato il costo della vita nel paese di destinazione, per non parlare delle garanzie sulla durata del contratto, del tutto assenti.
Per farvi capire, secondo loro novanta persone, soprattutto donne e mamme, dovrebbero trasferirsi di punto in bianco in un'altro paese, con uno stipendio misero e con il rischio di poter essere licenziate da un momento all'altro, dato che le leggi a tutela dei lavoratori lì sono molto diverse.
Insomma, una bella fregatura.
Ovviamente non siamo stati con le mani in mano.
La strategia della nostra rappresentanza sindacale è stata di respingere questa situazione facendo ostruzionismo, perciò abbiamo fatto cinque giorni di sciopero e presidio fuori dei cancelli dell'azienda. Nessuno ha risposto alle telefonate con le quali l'ufficio del personale cercava di convocarci per farci la proposta, dato che chiediamo che le trattative si svolgano in sede sindacale e non in modo individuale e abbiamo bloccato il lavoro in un momento abbastanza importante.
Poi abbiamo fatto una manifestazione davanti al palazzo delle istituzioni dove si è svolto l'incontro con i vertici dell'azienda, incontro dal quale non è uscito fuori nessun risultato concreto.
Mercoledì faremo di nuovo una grande manifestazione al centro della città per cercare di attirare l'attenzione sulla nostra situazione, anche se le speranze di fargli cambiare idea sono molto poche.
E questi sono i fatti.
Io come mi sento?
Confusa direi. Non ho fatto in tempo ad abituarmi all'idea del rientro, ad abituarmi al distacco da Cesare, ai nuovi orari, al nuovo ritmo, che improvvisamente è tutto cambiato di nuovo e non si sa come si evolverà la situazione.
Una parte di me è molto preoccupata di ritrovarsi disoccupata, e considerata la nostra situazione, con Carl che lavora part-time e il mutuo, so che sarebbe un bel problema. So anche che non è semplice ritrovare lavoro, soprattutto nel mio settore, e che certamente l'epoca del contratto sicuro finirà per sempre per me, e se ne aprirà una nuova fatta di incertezza e precarietà.
Un'altra parte di me invece pensa che questa cosa sta accadendo al momento giusto, perchè in ogni caso stavo ripensando alla mia situazione lavorativa, volevo cambiare, e se riusciremo ad ottenere la mobilità avrò un anno in cui sarò un pò coperta economicamente e potrò cercare un lavoro più adatto alla mia nuova vita di mamma.
Confusa, confusa, confusa.
L'incertezza è la parte peggiore, perchè adesso aspettiamo una mossa da parte dell'azienda: un passo indietro, nella migliore delle ipotesi, oppure un passo avanti con i licenziamenti e l'apertura delle procedure di mobilità per chi non accetterà il trasferimento.
Nel frattempo Cesare tra qualche giorno compie dieci mesi, ed è un amore di bambino e un terremoto allo stesso tempo. Gattona velocissimo per casa e si attacca ovunque per tirarsi su, sbattendo da tutte le parti e rovesciando cassetti, comodini e sedie. Ha iniziato ad odiare il momento del cambio e anche quello del bagnetto, e ogni volta è una tragedia di urli e pianti e contorcimenti tipo anguilla per sfuggire alla tortura. Ma poi quando ride ci fa sciogliere il cuore e dimenticare tutto....
Mi pesa tanto stare tutte quelle ore senza di lui, dalla mattina presto fino alle 15.30, non vederlo al risveglio, non dargli da mangiare, non farlo addormentare io. Per fortuna c'è il pomeriggio e poi la sera e la nostra notte passata a dormire stretti stretti che mi ridanno la carica per affrontare il giorno dopo. Lui mi sembra sereno nonostante tutto, anche se poi spesso ha degli attacchi di "mammite" acuta quando stiamo insieme, e non vuole che lo metta giù per nessun motivo.
Questa è la situazione, vediamo cosa succederà nei prossimi giorni..spero solo che ci sia un pò di chiarezza, in modo da capire quello che ci aspetta...
E ora passo a raccontarvi le ultime novità, che sono parecchio importanti.
Dopo dieci giorni dal mio ritorno a lavoro ci hanno convocato i rappresentanti sindacali e ci hanno annunciato che l'azienda ha deciso di delocalizzare nella sua sede all'estero circa metà dei posti di lavoro. Che avrebbero proposto ai dipendenti (più o meno novanta persone) di trasferirsi, e quelli che avessero accettato sarebbero stati licenziati e assunti dalla nuova azienda (che ha lo stesso nome della nostra, ma come spesso accade sono due rami diversi, in modo da pagare meno tasse, ovviamente). Lo stipendio proposto è del tutto inaccettabile considerato il costo della vita nel paese di destinazione, per non parlare delle garanzie sulla durata del contratto, del tutto assenti.
Per farvi capire, secondo loro novanta persone, soprattutto donne e mamme, dovrebbero trasferirsi di punto in bianco in un'altro paese, con uno stipendio misero e con il rischio di poter essere licenziate da un momento all'altro, dato che le leggi a tutela dei lavoratori lì sono molto diverse.
Insomma, una bella fregatura.
Ovviamente non siamo stati con le mani in mano.
La strategia della nostra rappresentanza sindacale è stata di respingere questa situazione facendo ostruzionismo, perciò abbiamo fatto cinque giorni di sciopero e presidio fuori dei cancelli dell'azienda. Nessuno ha risposto alle telefonate con le quali l'ufficio del personale cercava di convocarci per farci la proposta, dato che chiediamo che le trattative si svolgano in sede sindacale e non in modo individuale e abbiamo bloccato il lavoro in un momento abbastanza importante.
Poi abbiamo fatto una manifestazione davanti al palazzo delle istituzioni dove si è svolto l'incontro con i vertici dell'azienda, incontro dal quale non è uscito fuori nessun risultato concreto.
Mercoledì faremo di nuovo una grande manifestazione al centro della città per cercare di attirare l'attenzione sulla nostra situazione, anche se le speranze di fargli cambiare idea sono molto poche.
E questi sono i fatti.
Io come mi sento?
Confusa direi. Non ho fatto in tempo ad abituarmi all'idea del rientro, ad abituarmi al distacco da Cesare, ai nuovi orari, al nuovo ritmo, che improvvisamente è tutto cambiato di nuovo e non si sa come si evolverà la situazione.
Una parte di me è molto preoccupata di ritrovarsi disoccupata, e considerata la nostra situazione, con Carl che lavora part-time e il mutuo, so che sarebbe un bel problema. So anche che non è semplice ritrovare lavoro, soprattutto nel mio settore, e che certamente l'epoca del contratto sicuro finirà per sempre per me, e se ne aprirà una nuova fatta di incertezza e precarietà.
Un'altra parte di me invece pensa che questa cosa sta accadendo al momento giusto, perchè in ogni caso stavo ripensando alla mia situazione lavorativa, volevo cambiare, e se riusciremo ad ottenere la mobilità avrò un anno in cui sarò un pò coperta economicamente e potrò cercare un lavoro più adatto alla mia nuova vita di mamma.
Confusa, confusa, confusa.
L'incertezza è la parte peggiore, perchè adesso aspettiamo una mossa da parte dell'azienda: un passo indietro, nella migliore delle ipotesi, oppure un passo avanti con i licenziamenti e l'apertura delle procedure di mobilità per chi non accetterà il trasferimento.
Nel frattempo Cesare tra qualche giorno compie dieci mesi, ed è un amore di bambino e un terremoto allo stesso tempo. Gattona velocissimo per casa e si attacca ovunque per tirarsi su, sbattendo da tutte le parti e rovesciando cassetti, comodini e sedie. Ha iniziato ad odiare il momento del cambio e anche quello del bagnetto, e ogni volta è una tragedia di urli e pianti e contorcimenti tipo anguilla per sfuggire alla tortura. Ma poi quando ride ci fa sciogliere il cuore e dimenticare tutto....
Mi pesa tanto stare tutte quelle ore senza di lui, dalla mattina presto fino alle 15.30, non vederlo al risveglio, non dargli da mangiare, non farlo addormentare io. Per fortuna c'è il pomeriggio e poi la sera e la nostra notte passata a dormire stretti stretti che mi ridanno la carica per affrontare il giorno dopo. Lui mi sembra sereno nonostante tutto, anche se poi spesso ha degli attacchi di "mammite" acuta quando stiamo insieme, e non vuole che lo metta giù per nessun motivo.
Questa è la situazione, vediamo cosa succederà nei prossimi giorni..spero solo che ci sia un pò di chiarezza, in modo da capire quello che ci aspetta...
domenica 13 marzo 2016
A piccoli passi...si torna a lavoro!
E' una domenica pomeriggio fredda e ventosa, Cesare e Carl dormono sulla sedia a dondolo coperti dal plaid a quadri, Trovatello russa nella sua cuccia sotto la scala, e io dopo aver messo su l'ennesimo brodo vegetale (ultimamente è un pò un'ossessione...) mi dedico ad aggiornare il blog davanti a una tazza di tè bollente.
E così sono tornata a lavoro.
Nonostante tutti i miei buoni propositi martedì sera ero nervosissima e mi era venuto un terribile raffreddore (sicuramente psicologico..) a peggiorare il mio stato d'animo.
Poi mercoledì mattina la sveglia è suonata alle 06:15 e si è messo in moto tutto il meccanismo: prima mi sono lavata e ho fatto colazione lasciando Carl e Cesare a letto, poi ho svegliato Carl che ha portato fuori Trovatello mentre io prendevo il suo posto sotto le coperte per non far svegliare Cesare e dargli un pò di latte mentre sonnecchiava, poi lui è tornato e io ho finito di vestirmi e prepararmi e alle 7:40 sono uscita di casa. Alle 8 sarebbe arrivato il Nonno per dare modo a Carl di prepararsi e uscire, e poi sarebbe rimasto con Cesare fino alle 11, quando sarebbe arrivata la baby sitter. Io sarei tornata verso le 15:30 e poco dopo anche Carl.
Quando sono arrivata davanti all'azienda mi sembrava che non ce l'avrei mai fatta ad entrare..c'era una vocina che continuava a ripetermi:"Dai adesso fermati e torna indietro. E non metterci più piede!!!"
Ma non le ho dato ascolto e sono entrata.
Ho marcato, ho salito le scale, e quando ho varcato la soglia dell'open space mi è sembrato di non essere mai andata via. Tutto si era come congelato, quegli undici mesi lontano da lì erano trascorsi solo per me, mentre lì dentro era rimasto tutto immutato.
Una specie di castello della Bella Addormentata Nel Bosco.
La mia scrivania, il mio computer, le mie forbici cigolanti, le matite, le squadrette, il cartoncino, i miei post-it sparsi ovunque.
La ragazza che mi aveva sostituito aveva finito esattamente il giorno prima, e a parte un maglione sulla spalliera della sedia, non aveva lasciato altri segni della sua presenza.
E così la giornata lavorativa è iniziata. Ho salutato le colleghe e la mia capa, tutte sono state gentilissime e carine; abbiamo preso il caffè, poi ho cominciato a lavorare ed era come se avessi smesso solo il giorno prima. Mi ricordavo tutto. Come andare in bicicletta. :)
In realtà durante il giorno e nei giorni successivi ho capito che quella sensazione di immutabilità era vera solo per me, perchè lì dentro le cose erano cambiate, e anche un bel pò.
Le colleghe mi hanno aggiornato sulla situazione: l'azienda sta delocalizzando all'estero, tante persone le hanno mandate via, tante sono state spostate (o per meglio dire "spalmate" in altri uffici), tanti contratti a termine non rinnovati, alcune andate in pensione anticipata.
Il sindacato interno ha proclamato lo stato di agitazione, hanno già fatto una manifestazione e se ne prevedono altre, ma i piani dei vertici aziendali (c'è un nuovo Grande Capo, che a quanto pare dà importanza solo ai bilanci e ai numeri) sembrano ormai definitivi. L'atmosfera è tesa e nessuno sa chi sarà il prossimo a essere chiamato all'ufficio del personale.
Insomma, un bel casino.
Io ho ascoltato i racconti, commentato, esternato una preoccupazione che non ho, perchè in realtà mi sento ancora del tutto distaccata, come se non mi riguardasse, anche se razionalmente so che non è così.
Ho invece molto apprezzato di riprendere in mano il mio lavoro, di chiacchierare con le colleghe, di essere fermata in corridoio per sentirmi dire:"Bentornata!" "E il piccino come sta? Con chi l'hai lasciato?" e soprattutto ho apprezzato di spegnere il computer alle 15, salutare tutti e andarmene a casa.
Di aprire la porta chiedendomi come mi avrebbe accolta Cesare, se avrebbe pianto oppure no, e poi vedere la gioia nei suoi occhi e abbracciarlo forte, e accoccolarci sul divano io e lui per dargli un pò di latte, momento solo nostro, e poi avere ancora il pomeriggio davanti per stare insieme.
Il part-time è veramente una condizione privilegiata, ne sono sempre più convinta.
Insomma, è andata bene. Sono passati solo tre giorni, non voglio cantare vittoria troppo presto, ma il nostro ometto coraggioso non ha pianto, è stato buono sia con il Nonno che con la Tata, e la nostra organizzazione sembra funzionare.
Ora ci aspetta una settimana più impegnativa, perchè Carl fa la sera e saremo soli a gestire ogni cosa, ma sono fiduciosa. Se vedo che Cesare è sereno va tutto bene, la sua serenità è il nostro premio per le fatiche e gli equilibrismi.
E così andiamo avanti, a piccoli passi, e ogni giorno cresciamo un pò insieme.
PS: Ehi, aggiunta importante!!!!! Non vi ho raccontato com'è andata la visita dal Super-gine!!! Qui dentro tutto tace, ovaie e utero ancora addormentati, dell'Amica Endometriosi nessuna traccia!!! La stiamo fregando ben bene!!! Finchè il ciclo non mi torna è la condizione ideale, perchè è come se la stessi curando senza medicine!!! Potete immaginare la mia felicità! Quindi si continua con l'allattamento finchè posso, spero il più a lungo possibile!!!!!
E così sono tornata a lavoro.
Nonostante tutti i miei buoni propositi martedì sera ero nervosissima e mi era venuto un terribile raffreddore (sicuramente psicologico..) a peggiorare il mio stato d'animo.
Poi mercoledì mattina la sveglia è suonata alle 06:15 e si è messo in moto tutto il meccanismo: prima mi sono lavata e ho fatto colazione lasciando Carl e Cesare a letto, poi ho svegliato Carl che ha portato fuori Trovatello mentre io prendevo il suo posto sotto le coperte per non far svegliare Cesare e dargli un pò di latte mentre sonnecchiava, poi lui è tornato e io ho finito di vestirmi e prepararmi e alle 7:40 sono uscita di casa. Alle 8 sarebbe arrivato il Nonno per dare modo a Carl di prepararsi e uscire, e poi sarebbe rimasto con Cesare fino alle 11, quando sarebbe arrivata la baby sitter. Io sarei tornata verso le 15:30 e poco dopo anche Carl.
Quando sono arrivata davanti all'azienda mi sembrava che non ce l'avrei mai fatta ad entrare..c'era una vocina che continuava a ripetermi:"Dai adesso fermati e torna indietro. E non metterci più piede!!!"
Ma non le ho dato ascolto e sono entrata.
Ho marcato, ho salito le scale, e quando ho varcato la soglia dell'open space mi è sembrato di non essere mai andata via. Tutto si era come congelato, quegli undici mesi lontano da lì erano trascorsi solo per me, mentre lì dentro era rimasto tutto immutato.
Una specie di castello della Bella Addormentata Nel Bosco.
La mia scrivania, il mio computer, le mie forbici cigolanti, le matite, le squadrette, il cartoncino, i miei post-it sparsi ovunque.
La ragazza che mi aveva sostituito aveva finito esattamente il giorno prima, e a parte un maglione sulla spalliera della sedia, non aveva lasciato altri segni della sua presenza.
E così la giornata lavorativa è iniziata. Ho salutato le colleghe e la mia capa, tutte sono state gentilissime e carine; abbiamo preso il caffè, poi ho cominciato a lavorare ed era come se avessi smesso solo il giorno prima. Mi ricordavo tutto. Come andare in bicicletta. :)
In realtà durante il giorno e nei giorni successivi ho capito che quella sensazione di immutabilità era vera solo per me, perchè lì dentro le cose erano cambiate, e anche un bel pò.
Le colleghe mi hanno aggiornato sulla situazione: l'azienda sta delocalizzando all'estero, tante persone le hanno mandate via, tante sono state spostate (o per meglio dire "spalmate" in altri uffici), tanti contratti a termine non rinnovati, alcune andate in pensione anticipata.
Il sindacato interno ha proclamato lo stato di agitazione, hanno già fatto una manifestazione e se ne prevedono altre, ma i piani dei vertici aziendali (c'è un nuovo Grande Capo, che a quanto pare dà importanza solo ai bilanci e ai numeri) sembrano ormai definitivi. L'atmosfera è tesa e nessuno sa chi sarà il prossimo a essere chiamato all'ufficio del personale.
Insomma, un bel casino.
Io ho ascoltato i racconti, commentato, esternato una preoccupazione che non ho, perchè in realtà mi sento ancora del tutto distaccata, come se non mi riguardasse, anche se razionalmente so che non è così.
Ho invece molto apprezzato di riprendere in mano il mio lavoro, di chiacchierare con le colleghe, di essere fermata in corridoio per sentirmi dire:"Bentornata!" "E il piccino come sta? Con chi l'hai lasciato?" e soprattutto ho apprezzato di spegnere il computer alle 15, salutare tutti e andarmene a casa.
Di aprire la porta chiedendomi come mi avrebbe accolta Cesare, se avrebbe pianto oppure no, e poi vedere la gioia nei suoi occhi e abbracciarlo forte, e accoccolarci sul divano io e lui per dargli un pò di latte, momento solo nostro, e poi avere ancora il pomeriggio davanti per stare insieme.
Il part-time è veramente una condizione privilegiata, ne sono sempre più convinta.
Insomma, è andata bene. Sono passati solo tre giorni, non voglio cantare vittoria troppo presto, ma il nostro ometto coraggioso non ha pianto, è stato buono sia con il Nonno che con la Tata, e la nostra organizzazione sembra funzionare.
Ora ci aspetta una settimana più impegnativa, perchè Carl fa la sera e saremo soli a gestire ogni cosa, ma sono fiduciosa. Se vedo che Cesare è sereno va tutto bene, la sua serenità è il nostro premio per le fatiche e gli equilibrismi.
E così andiamo avanti, a piccoli passi, e ogni giorno cresciamo un pò insieme.
PS: Ehi, aggiunta importante!!!!! Non vi ho raccontato com'è andata la visita dal Super-gine!!! Qui dentro tutto tace, ovaie e utero ancora addormentati, dell'Amica Endometriosi nessuna traccia!!! La stiamo fregando ben bene!!! Finchè il ciclo non mi torna è la condizione ideale, perchè è come se la stessi curando senza medicine!!! Potete immaginare la mia felicità! Quindi si continua con l'allattamento finchè posso, spero il più a lungo possibile!!!!!
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mercoledì 24 febbraio 2016
Progetti, distacchi, pensieri...
Ho un'ora di tempo prima che Carl e Cesare tornino con le pizze, e ho deciso di usarla per scrivere qui, dato che poi chissà quando riuscirò a farlo di nuovo. Quindi i panni da ritirare, e tutto il resto delle faccende domestiche che ormai ci trasciniamo da settimane e che si accumulano sempre di più dovranno aspettare ancora! :)
Tra due settimane tornerò a lavoro. Era di questo che volevo raccontarvi...
Da quando è iniziato il Nuovo Anno il pensiero di questa scadenza è diventato improvvisamente pressante..ho cominciato a pensarci sempre, anche di notte. Ho passato qualche nottata in bianco e Carl si è preoccupato, e ha cercato di tranquillizzarmi nel modo più ragionevole possibile, ma come potrete immaginare il mio cuore di Ellie-Mamma non è affatto ragionevole, sa solo che non vuole separarsi dal suo cucciolo, punto e basta. E poi in realtà anche la Ellie-donna non fa esattamente i salti di gioia all'idea di ricominciare con le corse, le scadenze, la pressione continua, uscire la mattina prestissimo, traffico in autostrada, colleghe antipatiche, e così via. Insomma, la mia ambizione lavorativa, che è sempre stata ai minimi termini, adesso è proprio scomparsa. Per quanto il mio lavoro mi piaccia, non c'è niente che possa competere con lo stile di vita che ho fatto in quest'ultimo anno: svegliarsi tra le coccole del mio Scimmiotto, cambiarlo e giocare con lui, fare colazione con calma, passare la giornata insieme in modo rilassato, seguendo i nostri ritmi e i nostri bisogni.
Per i primi tre mesi avrò ancora un orario ridotto, grazie ai permessi di allattamento, e potrò uscire alle 15, ma dal 29 maggio, quando Cesare compirà un anno, dovrò tornare a fare le otto ore, il che vuol dire stare undici ore fuori casa ogni giorno.
La verità è che a lavorare devo tornarci, perchè abbiamo bisogno del mio stipendio. Carl come sapete lavora part-time, da quando gli hanno ridotto l'orario due anni fa, e abbiamo il mutuo, per quanto basso. Quindi con il suo solo stipendio è impensabile farcela.
Ma io non mi rassegno....perciò dopo un pò di notti insonni e un bel pò di pratica buddista, sono arrivata a elaborare un piano.
Il 9 marzo tornerò a lavoro come previsto, e ci tornerò più battagliera e grintosa che mai. Niente lamentele nè umore negativo. Ho tre mesi di tempo per dimostrare a tutti, soprattutto alla mia capa e al mio responsabile, che io posso fare in sei ore il lavoro che prima facevo in otto. Che lo posso fare perfettamente e anche meglio. Talmente saranno soddisfatti di me che quando alla fine di maggio gli chiederò di prolungarmi il part time per un altro pò di tempo, utilizzando le ferie residue che ho (ben 250 ore a oggi, che aumenteranno da qui a maggio, e che potrei utilizzare per uscire due ore prima ogni giorno), non potranno che accettare.
Ecco il mio piano.
:)
E se mi diranno di no, perchè la nostra azienda non concede il part-time se non in casi particolari..........bè, allora bisognerà fare una valutazione seria sulla mia situazione lavorativa...perchè io non ci sto a vedere Cesare solo due ore al giorno, e l'orario pieno non lo voglio più fare. Forse cercherò un altro lavoro. Part-time.
Non mi importa se tante donne lo fanno e riescono a gestirsi bene la loro vita, io NON LO VOGLIO FARE.
Cesare è piccolo ADESSO. Ogni giorno fa dei cambiamenti, e io non voglio perdermi tutto.
L'ho aspettato e cercato tanto, e ora voglio dedicare a lui più tempo che posso. Stare senza lavorare non è possibile, ma con un part-time avrei comunque un pò di stipendio e potrei almeno vederlo il pomeriggio oltre che la sera.
E' un piano ambizioso, nel senso che so che è quasi impossibile, però è il mio unico obiettivo, e ci proverò con tutta me stessa.
Nel frattempo che ci avviciniamo alla data X stiamo procedendo con l'inserimento della baby-sitter, aumentando a poco a poco le ore in cui resta sola con lui fino a lunedì scorso quando è rimasta per tutte le cinque ore previste.
Direi che sta andando bene: riesce ad addormentarlo, lo fa giocare e gli dà da mangiare.
Anche con il nonno, che dovrà stare con lui un paio d'ore la mattina, abbiamo fatto diverse prove.
Con loro sta abbastanza tranquillo, però ho notato che quando torno a casa è molto più appiccicoso, vuole stare tanto in braccio e a volte ha dei momenti di pianto inconsolabile senza motivo, che passano dopo un pò se lo coccolo e lo rassicuro.
Sicuramente il cambiamento lo ha registrato, e sa che lo sto lasciando sempre più spesso...immagino che quando questo accadrà tutti i giorni ne risentirà ancora di più, però ho la consapevolezza che stiamo facendo il possibile perchè sia un cambiamento graduale e dolce, e più di così davvero non possiamo fare.
Il nostro Scimmiotto è cresciuto tanto, sia fisicamente che nel comportamento, ed è incredibile come sia già così diverso rispetto a quando abbiamo tentato l'inserimento all'asilo nido a gennaio.
Ora lo addormentiamo con il ciuccio tenendolo in braccio sulla sedia a dondolo, cosa che è molto più riposante per noi e anche più facile per la baby sitter e i nonni. Dopo una mezz'oretta che dorme lo poggiamo sul lettone e lì dorme un altro pò, senza svegliarsi immediatamente come faceva fino a pochi mesi fa. Va volentieri a spasso nel passeggino, anche se ancora è tutto contento quando ci vede prendere la fascia, e gattona velocissimo verso di noi per farsi mettere dentro. Anche essere portato nel marsupio gli piace molto, perchè sulla schiena può guardare il mondo da un'altezza notevole!
Ha iniziato a esprimere la sua volontà sempre più chiaramente, quando gli impediamo di andare dove vuole lui, (ad esempio a immergere le sue manine cicciotte nella ciotola dell'acqua di Trovatello!) si arrabbia e protesta! E' un coccolone, adora il solletico e gli scherzi, e da buon Gemelli è curioso e vuole fare cento cose contemporaneamente.
Mangia di tutto, ho introdotto quasi tutti gli alimenti, e a parte la carne e il formaggio è un buongustaio e non dà problemi da questo punto di vista.
Continuo ad allattarlo la notte, dato che dorme sempre con noi, e durante il giorno quando me lo chiede. Finchè posso cercherò di continuare, lavoro permettendo. Lo faccio per lui ma anche per me, dato che ancora il ciclo non è tornato, e la mia speranza è che torni il più tardi possibile. A questo proposito venerdì andrò a fare un controllo dal Super-gine...dobbiamo fare il punto sul da farsi con l'Amica Endometriosi, ve la ricordate? Poi vi racconterò...
Tra due settimane tornerò a lavoro. Era di questo che volevo raccontarvi...
Da quando è iniziato il Nuovo Anno il pensiero di questa scadenza è diventato improvvisamente pressante..ho cominciato a pensarci sempre, anche di notte. Ho passato qualche nottata in bianco e Carl si è preoccupato, e ha cercato di tranquillizzarmi nel modo più ragionevole possibile, ma come potrete immaginare il mio cuore di Ellie-Mamma non è affatto ragionevole, sa solo che non vuole separarsi dal suo cucciolo, punto e basta. E poi in realtà anche la Ellie-donna non fa esattamente i salti di gioia all'idea di ricominciare con le corse, le scadenze, la pressione continua, uscire la mattina prestissimo, traffico in autostrada, colleghe antipatiche, e così via. Insomma, la mia ambizione lavorativa, che è sempre stata ai minimi termini, adesso è proprio scomparsa. Per quanto il mio lavoro mi piaccia, non c'è niente che possa competere con lo stile di vita che ho fatto in quest'ultimo anno: svegliarsi tra le coccole del mio Scimmiotto, cambiarlo e giocare con lui, fare colazione con calma, passare la giornata insieme in modo rilassato, seguendo i nostri ritmi e i nostri bisogni.
Per i primi tre mesi avrò ancora un orario ridotto, grazie ai permessi di allattamento, e potrò uscire alle 15, ma dal 29 maggio, quando Cesare compirà un anno, dovrò tornare a fare le otto ore, il che vuol dire stare undici ore fuori casa ogni giorno.
La verità è che a lavorare devo tornarci, perchè abbiamo bisogno del mio stipendio. Carl come sapete lavora part-time, da quando gli hanno ridotto l'orario due anni fa, e abbiamo il mutuo, per quanto basso. Quindi con il suo solo stipendio è impensabile farcela.
Ma io non mi rassegno....perciò dopo un pò di notti insonni e un bel pò di pratica buddista, sono arrivata a elaborare un piano.
Il 9 marzo tornerò a lavoro come previsto, e ci tornerò più battagliera e grintosa che mai. Niente lamentele nè umore negativo. Ho tre mesi di tempo per dimostrare a tutti, soprattutto alla mia capa e al mio responsabile, che io posso fare in sei ore il lavoro che prima facevo in otto. Che lo posso fare perfettamente e anche meglio. Talmente saranno soddisfatti di me che quando alla fine di maggio gli chiederò di prolungarmi il part time per un altro pò di tempo, utilizzando le ferie residue che ho (ben 250 ore a oggi, che aumenteranno da qui a maggio, e che potrei utilizzare per uscire due ore prima ogni giorno), non potranno che accettare.
Ecco il mio piano.
:)
E se mi diranno di no, perchè la nostra azienda non concede il part-time se non in casi particolari..........bè, allora bisognerà fare una valutazione seria sulla mia situazione lavorativa...perchè io non ci sto a vedere Cesare solo due ore al giorno, e l'orario pieno non lo voglio più fare. Forse cercherò un altro lavoro. Part-time.
Non mi importa se tante donne lo fanno e riescono a gestirsi bene la loro vita, io NON LO VOGLIO FARE.
Cesare è piccolo ADESSO. Ogni giorno fa dei cambiamenti, e io non voglio perdermi tutto.
L'ho aspettato e cercato tanto, e ora voglio dedicare a lui più tempo che posso. Stare senza lavorare non è possibile, ma con un part-time avrei comunque un pò di stipendio e potrei almeno vederlo il pomeriggio oltre che la sera.
E' un piano ambizioso, nel senso che so che è quasi impossibile, però è il mio unico obiettivo, e ci proverò con tutta me stessa.
Nel frattempo che ci avviciniamo alla data X stiamo procedendo con l'inserimento della baby-sitter, aumentando a poco a poco le ore in cui resta sola con lui fino a lunedì scorso quando è rimasta per tutte le cinque ore previste.
Direi che sta andando bene: riesce ad addormentarlo, lo fa giocare e gli dà da mangiare.
Anche con il nonno, che dovrà stare con lui un paio d'ore la mattina, abbiamo fatto diverse prove.
Con loro sta abbastanza tranquillo, però ho notato che quando torno a casa è molto più appiccicoso, vuole stare tanto in braccio e a volte ha dei momenti di pianto inconsolabile senza motivo, che passano dopo un pò se lo coccolo e lo rassicuro.
Sicuramente il cambiamento lo ha registrato, e sa che lo sto lasciando sempre più spesso...immagino che quando questo accadrà tutti i giorni ne risentirà ancora di più, però ho la consapevolezza che stiamo facendo il possibile perchè sia un cambiamento graduale e dolce, e più di così davvero non possiamo fare.
Il nostro Scimmiotto è cresciuto tanto, sia fisicamente che nel comportamento, ed è incredibile come sia già così diverso rispetto a quando abbiamo tentato l'inserimento all'asilo nido a gennaio.
Ora lo addormentiamo con il ciuccio tenendolo in braccio sulla sedia a dondolo, cosa che è molto più riposante per noi e anche più facile per la baby sitter e i nonni. Dopo una mezz'oretta che dorme lo poggiamo sul lettone e lì dorme un altro pò, senza svegliarsi immediatamente come faceva fino a pochi mesi fa. Va volentieri a spasso nel passeggino, anche se ancora è tutto contento quando ci vede prendere la fascia, e gattona velocissimo verso di noi per farsi mettere dentro. Anche essere portato nel marsupio gli piace molto, perchè sulla schiena può guardare il mondo da un'altezza notevole!
Ha iniziato a esprimere la sua volontà sempre più chiaramente, quando gli impediamo di andare dove vuole lui, (ad esempio a immergere le sue manine cicciotte nella ciotola dell'acqua di Trovatello!) si arrabbia e protesta! E' un coccolone, adora il solletico e gli scherzi, e da buon Gemelli è curioso e vuole fare cento cose contemporaneamente.
Mangia di tutto, ho introdotto quasi tutti gli alimenti, e a parte la carne e il formaggio è un buongustaio e non dà problemi da questo punto di vista.
Continuo ad allattarlo la notte, dato che dorme sempre con noi, e durante il giorno quando me lo chiede. Finchè posso cercherò di continuare, lavoro permettendo. Lo faccio per lui ma anche per me, dato che ancora il ciclo non è tornato, e la mia speranza è che torni il più tardi possibile. A questo proposito venerdì andrò a fare un controllo dal Super-gine...dobbiamo fare il punto sul da farsi con l'Amica Endometriosi, ve la ricordate? Poi vi racconterò...
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giovedì 11 febbraio 2016
Vita che scorre
Il tempo cammina sempre più veloce e io non riesco a stargli dietro. Mi dispiace di non riuscire più a soffermarmi e a registrare qui i miei pensieri e le mie emozioni come facevo Prima, mi succede spesso di pensare " Questa cosa devo scriverla nel blog!" ma poi passa il momento, la giornata, la settimana, e ci sono già tantissime altre cose che mi assorbono e che vorrei scrivere, ma non lo faccio, e così via...Insomma, so che questo spazio è un pò abbandonato e mi dispiace, ma per il momento la Vita assorbe tutte le mie energie, e la notte preferisco dormire piuttosto che stare alzata a scrivere al computer! Comunque se mi volete ora ci sono, sono qua a tentare di farvi un riassunto delle ultime settimane.
Siamo già a metà febbraio, tra meno di un mese rientrerò a lavoro. Cesare ha otto mesi e mezzo, ed è cambiato tantissimo. Gli è spuntato il secondo dentino, ha iniziato a gattonare e a tirarsi su in piedi, dice "Mamma" e ogni tanto "Papà", mangia di tutto, è andato per la prima volta sull'altalena, ha partecipato alla sua prima festa in maschera con il costume da Draghetto, sta da solo a casa dei nonni e si addormenta con la baby sitter.
Questo è soltanto un elenco di cose, che non riesce a esprimere la meraviglia e lo stupore di fronte a questo Piccolo Essere che scopre il mondo, fa enormi conquiste, percorre da solo le tappe necessarie a diventare grande davanti ai nostri occhi.
E noi non facciamo altro che stargli vicino e accompagnarlo in questo viaggio, ringraziando ogni giorno per questo immenso privilegio, spettatori più che attori, perchè ora è il suo momento, noi ci siamo semplicemente fatti da parte per lasciare spazio a lui.
Il privilegio è proprio questo: di poter restituire alla vita qualcosa, visto che fino ad ora abbiamo preso per noi..adesso per noi basta così, adesso tocca a lui. E' una pienezza strana, una completezza che non so spiegare a parole, la sensazione che ci portiamo dentro da quando è arrivato.
La certezza che ogni nostro gesto, dall'aprire gli occhi la mattina all'ultimo pensiero prima di addormentarci, è dedicato a lui. E lui si lascia accompagnare mentre fa la sua strada, si appoggia a noi, legge la vita attraverso il nostro sguardo, ha ancora bisogno che gli facciamo da filtro, e per un bel pò sarà ancora così. Però ha iniziato le sue esplorazioni nel mondo, e ogni angolo è una nuova scoperta, nella quale si immerge con tutto se stesso.
Volevo raccontarvi del mio ritorno prossimo a lavoro, dell'inserimento della tata che sta procedendo bene, delle nuove cose che ha iniziato a mangiare Cesare, ma ormai sono andata sul poetico, e in più lui si è svegliato, quindi facciamo che per ora mi fermo qui, e mi impegnerò a tornare presto!!!
Siamo già a metà febbraio, tra meno di un mese rientrerò a lavoro. Cesare ha otto mesi e mezzo, ed è cambiato tantissimo. Gli è spuntato il secondo dentino, ha iniziato a gattonare e a tirarsi su in piedi, dice "Mamma" e ogni tanto "Papà", mangia di tutto, è andato per la prima volta sull'altalena, ha partecipato alla sua prima festa in maschera con il costume da Draghetto, sta da solo a casa dei nonni e si addormenta con la baby sitter.
Questo è soltanto un elenco di cose, che non riesce a esprimere la meraviglia e lo stupore di fronte a questo Piccolo Essere che scopre il mondo, fa enormi conquiste, percorre da solo le tappe necessarie a diventare grande davanti ai nostri occhi.
E noi non facciamo altro che stargli vicino e accompagnarlo in questo viaggio, ringraziando ogni giorno per questo immenso privilegio, spettatori più che attori, perchè ora è il suo momento, noi ci siamo semplicemente fatti da parte per lasciare spazio a lui.
Il privilegio è proprio questo: di poter restituire alla vita qualcosa, visto che fino ad ora abbiamo preso per noi..adesso per noi basta così, adesso tocca a lui. E' una pienezza strana, una completezza che non so spiegare a parole, la sensazione che ci portiamo dentro da quando è arrivato.
La certezza che ogni nostro gesto, dall'aprire gli occhi la mattina all'ultimo pensiero prima di addormentarci, è dedicato a lui. E lui si lascia accompagnare mentre fa la sua strada, si appoggia a noi, legge la vita attraverso il nostro sguardo, ha ancora bisogno che gli facciamo da filtro, e per un bel pò sarà ancora così. Però ha iniziato le sue esplorazioni nel mondo, e ogni angolo è una nuova scoperta, nella quale si immerge con tutto se stesso.
Volevo raccontarvi del mio ritorno prossimo a lavoro, dell'inserimento della tata che sta procedendo bene, delle nuove cose che ha iniziato a mangiare Cesare, ma ormai sono andata sul poetico, e in più lui si è svegliato, quindi facciamo che per ora mi fermo qui, e mi impegnerò a tornare presto!!!
venerdì 22 gennaio 2016
Missione Tata
Eccomi qui per raccontarvi come è andata la "Missione Tata"!
Subito dopo aver preso la nostra decisione sull'asilo ci siamo messi in moto e la settimana successiva avevamo già tre possibili candidate, più altri contatti avuti tramite amici e conoscenti.
Devo dire che mi sono quasi divertita a fare le "selezioni", era la prima volta che mi trovavo in veste di datrice di lavoro!!!
Il mio modello ideale di Tata è un incrocio tra Mary Poppis e Mrs Doubtfire, decisamente più tendente verso la seconda...Mary Poppins è un pò troppo perfettina per i miei gusti.
Mrs Doubtfire la adoravo: a parte il fatto che in realtà era un uomo (il mai dimenticato Robin Williams), aveva tutte le caratteristiche per farsi adorare da ogni bambino. Era energica, bella grossa, un pò severa ma anche affettuosa, giocava a pallone e sapeva cucinare, era buffa e conosceva perfettamente la manovre salvavita di disostruzione! E poi il film di Mrs Doubtfire ha segnato in qualche modo l'infanzia anni '90 mia e di mio fratello, profetizzandoci quella che sarebbe stata la nostra situazione familiare di lì a poco...
Al contrario non mi piacciono per niente le Tate della tv di ora, quelle tecnologiche e severissime di SOS TATA, inflessibili e gelide, con le loro divise all'inglese e i loro metodi parecchio discutibili...
Tornando a noi, con Carl abbiamo buttato giù un pò di idee e al primo colloquio mi sono fatta trovare munita di un bell'elenco: in cima c'era scritto "La Tata di Cesare dovrebbe" e sotto tutte le nostre esigenze e le caratteristiche che per noi erano importanti.
Si andava da "essere forte fisicamente", a "togliersi le scarpe prima di entrare in casa", da "andare d'accordo con i cani", a "essere affettuosa e calma".
La prima persona con cui abbiamo parlato è stata una signora che faceva danza con me, prossima alla pensione ma rimasta disoccupata da circa un anno. Percepisce il sussidio di disoccupazione ma ha bisogno di altri lavoretti per arrotondare, e quando l'ho contattata era sembrata subito entusiasta.
E' una donna molto dolce e gentile, energica, che ha cresciuto due figli da sola e che nel passato aveva avuto altre esperienze come baby sitter.
Gli abbiamo spiegato tutto, e sembrava molto convinta, ma quando siamo arrivati agli aspetti economici ha fatto un pò marcia indietro, dicendoci che non sapeva se riusciva a incastrare questo lavoro con i suoi altri impegni (fa anche le pulizie) e che certo Cesare è molto piccolo, insomma, abbiamo capito che voleva guadagnare di più di quello che le avevamo proposto.
Due giorni dopo abbiamo parlato con la candidata n. 2, una psicologa di qualche anno più grande di noi, che conosciamo da qualche anno tramite altri amici. Avevo contattato questa ragazza senza troppe speranze, nel senso che sapevo che lavorava (fa parte di un'associazione che si occupa di sostegno scolastico a bambini e ragazzi, e organizza centri estivi e doposcuola), più che altro volevo sapere se aveva altri contatti da passarmi.
In realtà lei si è detta subito interessata in prima persona, perchè con la sua associazione stanno lavorando poco e prevalentemente nel tardo pomeriggio, quindi aveva tutte le mattine libere. E' arrivata con il suo maggiolino bianco (proprio quello di Erbie il Maggiolino matto...altro pilastro cinematografico della mia infanzia!!!) e mi ha dato subito un senso di sicurezza: grassottella, sorridente, vestita "da battaglia", senza troppi fronzoli.
Le ho offerto un tè bollente e abbiamo chiacchierato un bel pò, intanto che Cesare dormiva: io sempre impugnando la mia lista dei "dovrebbe", lei calma e pacifica. Quando le ho detto dei soldi non ha battuto ciglio, e quando ha conosciuto Cesare c'è stato subito feeling tra di loro: lei ha teso le mani e lui si è sporto per andarle in braccio, cosa che fa con pochissime persone! Insomma, impressione positivissima!!!
Ci ha salutato con l'impegno di farci sapere, dato che doveva verificare di poter spostare alcuni impegni presi in precedenza.
Il giorno successivo è stato il turno della candidata n.3, una ragazza più giovane che conosco tramite il buddismo. Anche lei molto calma e responsabile, con esperienza con i bambini piccoli, alla ricerca di un lavoretto per guadagnare qualcosa nel frattempo che fa pratica con la sua passione, la fotografia. Disponibilità assoluta a cominciare subito e nessun problema sul salario. Unici punti a suo sfavore: la mancanza della macchina e il fatto che fuma, anche se poco.
Siamo stati un pò dubbiosi qualche giorno, perchè anche la candidata n.3 ci piaceva molto e comunque non sapevamo ancora se la n.2 ci avrebbe detto si o no. La numero 1 nel frattempo si era già autoeliminata, perchè mi aveva telefonato il giorno dopo l'incontro per chiedermi se le avremmo pagato anche il mese di agosto completo e se le avremmo dato anche il pranzo...ho risposto si a entrambe le richieste, ma mi è sembrato che per lei fosse soprattutto una questione di soldi, e questo non mi è piaciuto tanto.
Insomma, come avrete già immaginato abbiamo scelto la n.2! Quando mi ha telefonato per darmi la sua risposta sono stata così felice che mi è passato ogni dubbio e le ho subito detto che anche per noi andava bene e che potevamo iniziare subito con la "conoscenza"!
Infatti abbiamo pensato di sfruttare queste sette settimane che abbiamo prima del mio rientro a lavoro per fare una sorta di "inserimento" anche con lei.
E' già venuta lunedì e mercoledì mattina, è stata circa due ore durante le quali ha giocato un pò con Cesare e ha assistito al momento del cambio e della pappa. Andiamo per gradi, a febbraio proverò a lasciarli un pò da soli. L'impressione positiva dell'inizio è confermata, Cesare lo vedo a suo agio con lei e mi sento veramente sollevata di aver risolto la questione in questo modo.
Nel frattempo stiamo anche facendo un pò di "inserimento" dai nonni, lasciando Cesare con loro per qualche ora nel fine settimana e qualche pomeriggio. Per ora è andata sempre bene, si è addirittura addormentato in braccio alla nonna, continuando a dormire una volta messo giù,cosa che per noi è un grandissimo risultato! Sono sicura che da qui al mio rientro a lavoro saremo pronti per il distacco..e sono convintissima che il nostro ometto darà prova di grande autonomia.
"L'indipendenza si costruisce dalla dipendenza", questo è il nostro motto!
Subito dopo aver preso la nostra decisione sull'asilo ci siamo messi in moto e la settimana successiva avevamo già tre possibili candidate, più altri contatti avuti tramite amici e conoscenti.
Devo dire che mi sono quasi divertita a fare le "selezioni", era la prima volta che mi trovavo in veste di datrice di lavoro!!!
Il mio modello ideale di Tata è un incrocio tra Mary Poppis e Mrs Doubtfire, decisamente più tendente verso la seconda...Mary Poppins è un pò troppo perfettina per i miei gusti.
Mrs Doubtfire la adoravo: a parte il fatto che in realtà era un uomo (il mai dimenticato Robin Williams), aveva tutte le caratteristiche per farsi adorare da ogni bambino. Era energica, bella grossa, un pò severa ma anche affettuosa, giocava a pallone e sapeva cucinare, era buffa e conosceva perfettamente la manovre salvavita di disostruzione! E poi il film di Mrs Doubtfire ha segnato in qualche modo l'infanzia anni '90 mia e di mio fratello, profetizzandoci quella che sarebbe stata la nostra situazione familiare di lì a poco...
Al contrario non mi piacciono per niente le Tate della tv di ora, quelle tecnologiche e severissime di SOS TATA, inflessibili e gelide, con le loro divise all'inglese e i loro metodi parecchio discutibili...
Tornando a noi, con Carl abbiamo buttato giù un pò di idee e al primo colloquio mi sono fatta trovare munita di un bell'elenco: in cima c'era scritto "La Tata di Cesare dovrebbe" e sotto tutte le nostre esigenze e le caratteristiche che per noi erano importanti.
Si andava da "essere forte fisicamente", a "togliersi le scarpe prima di entrare in casa", da "andare d'accordo con i cani", a "essere affettuosa e calma".
La prima persona con cui abbiamo parlato è stata una signora che faceva danza con me, prossima alla pensione ma rimasta disoccupata da circa un anno. Percepisce il sussidio di disoccupazione ma ha bisogno di altri lavoretti per arrotondare, e quando l'ho contattata era sembrata subito entusiasta.
E' una donna molto dolce e gentile, energica, che ha cresciuto due figli da sola e che nel passato aveva avuto altre esperienze come baby sitter.
Gli abbiamo spiegato tutto, e sembrava molto convinta, ma quando siamo arrivati agli aspetti economici ha fatto un pò marcia indietro, dicendoci che non sapeva se riusciva a incastrare questo lavoro con i suoi altri impegni (fa anche le pulizie) e che certo Cesare è molto piccolo, insomma, abbiamo capito che voleva guadagnare di più di quello che le avevamo proposto.
Due giorni dopo abbiamo parlato con la candidata n. 2, una psicologa di qualche anno più grande di noi, che conosciamo da qualche anno tramite altri amici. Avevo contattato questa ragazza senza troppe speranze, nel senso che sapevo che lavorava (fa parte di un'associazione che si occupa di sostegno scolastico a bambini e ragazzi, e organizza centri estivi e doposcuola), più che altro volevo sapere se aveva altri contatti da passarmi.
In realtà lei si è detta subito interessata in prima persona, perchè con la sua associazione stanno lavorando poco e prevalentemente nel tardo pomeriggio, quindi aveva tutte le mattine libere. E' arrivata con il suo maggiolino bianco (proprio quello di Erbie il Maggiolino matto...altro pilastro cinematografico della mia infanzia!!!) e mi ha dato subito un senso di sicurezza: grassottella, sorridente, vestita "da battaglia", senza troppi fronzoli.
Le ho offerto un tè bollente e abbiamo chiacchierato un bel pò, intanto che Cesare dormiva: io sempre impugnando la mia lista dei "dovrebbe", lei calma e pacifica. Quando le ho detto dei soldi non ha battuto ciglio, e quando ha conosciuto Cesare c'è stato subito feeling tra di loro: lei ha teso le mani e lui si è sporto per andarle in braccio, cosa che fa con pochissime persone! Insomma, impressione positivissima!!!
Ci ha salutato con l'impegno di farci sapere, dato che doveva verificare di poter spostare alcuni impegni presi in precedenza.
Il giorno successivo è stato il turno della candidata n.3, una ragazza più giovane che conosco tramite il buddismo. Anche lei molto calma e responsabile, con esperienza con i bambini piccoli, alla ricerca di un lavoretto per guadagnare qualcosa nel frattempo che fa pratica con la sua passione, la fotografia. Disponibilità assoluta a cominciare subito e nessun problema sul salario. Unici punti a suo sfavore: la mancanza della macchina e il fatto che fuma, anche se poco.
Siamo stati un pò dubbiosi qualche giorno, perchè anche la candidata n.3 ci piaceva molto e comunque non sapevamo ancora se la n.2 ci avrebbe detto si o no. La numero 1 nel frattempo si era già autoeliminata, perchè mi aveva telefonato il giorno dopo l'incontro per chiedermi se le avremmo pagato anche il mese di agosto completo e se le avremmo dato anche il pranzo...ho risposto si a entrambe le richieste, ma mi è sembrato che per lei fosse soprattutto una questione di soldi, e questo non mi è piaciuto tanto.
Insomma, come avrete già immaginato abbiamo scelto la n.2! Quando mi ha telefonato per darmi la sua risposta sono stata così felice che mi è passato ogni dubbio e le ho subito detto che anche per noi andava bene e che potevamo iniziare subito con la "conoscenza"!
Infatti abbiamo pensato di sfruttare queste sette settimane che abbiamo prima del mio rientro a lavoro per fare una sorta di "inserimento" anche con lei.
E' già venuta lunedì e mercoledì mattina, è stata circa due ore durante le quali ha giocato un pò con Cesare e ha assistito al momento del cambio e della pappa. Andiamo per gradi, a febbraio proverò a lasciarli un pò da soli. L'impressione positiva dell'inizio è confermata, Cesare lo vedo a suo agio con lei e mi sento veramente sollevata di aver risolto la questione in questo modo.
Nel frattempo stiamo anche facendo un pò di "inserimento" dai nonni, lasciando Cesare con loro per qualche ora nel fine settimana e qualche pomeriggio. Per ora è andata sempre bene, si è addirittura addormentato in braccio alla nonna, continuando a dormire una volta messo giù,cosa che per noi è un grandissimo risultato! Sono sicura che da qui al mio rientro a lavoro saremo pronti per il distacco..e sono convintissima che il nostro ometto darà prova di grande autonomia.
"L'indipendenza si costruisce dalla dipendenza", questo è il nostro motto!
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lunedì 11 gennaio 2016
Anno Nuovo e...il coraggio di cambiare idea.
Intanto auguri....è finito il nostro amato 2015, l'anno che ci ha fatto diventare genitori e ci ha regalato infinite gioie..ed è arrivato il 2016, che non so perchè ma lo vedo con molto meno affetto.
Forse perchè è l'anno del mio rientro al lavoro, forse perchè non è cominciato proprio benissimo, o forse perchè nell'oroscopo dice che arriverà Saturno che ai Sagittari porta sempre rogne.
Forse perchè è l'anno del mio rientro al lavoro, forse perchè non è cominciato proprio benissimo, o forse perchè nell'oroscopo dice che arriverà Saturno che ai Sagittari porta sempre rogne.
Non è cominciato bene perchè Carl ha avuto uno dei suoi periodi neri...erano anni che non capitava, e NON doveva più capitare..ma chi conosce la depressione sa che non si smette mai di farci i conti, e infatti è tornata a trovarci, un pò per colpa del suo medico che gli ha abbassato la cura forse con troppa leggerezza, un pò per una situazione generale di stress a lavoro e a casa.
Ora va lentamente un pò meglio, anche se ogni volta è un'enorme fatica per lui e per me, e questa volta lo è stata molto di più, perchè ovviamente non siamo più due adulti soli, ma c'è un Piccolo che ha bisogno di tutte le nostre energie e risorse.
E poi arriviamo a parlare della Questione.
Il NIDO.
Abbiamo iniziato l'inserimento il 4 gennaio, come previsto:
Primo giorno insieme a me
Secondo giorno sono stata un pò lì con lui e poi l'ho lasciato mezz'ora
Terzo giorno l'ho lasciato subito ed è stato per quaranta minuti
Quarto giorno l'ho lasciato per due ore.
I primi tre giorni è andata bene, l'ho trovato tranquillo che giocava, e non ha pianto al momento del saluto, anche se in macchina, al ritorno, ha dato sfogo a tutta la sua frustrazione piangendo per tutto il tragitto fino a casa.
La procedura prevede che il primo giorno la mamma parli con le educatrici per raccontare le abitudini del bimbo, il suo carattere, cosa mangia e come dorme, e tutto viene scritto sulla scheda del bambino.
Mentre parlavo con loro e Cesare giocava sul tappetino ho osservato gli altri bambini che già erano inseriti da settembre, il comportamento loro e delle educatrici: insomma, ho annusato un pò l'aria che si respirava.
E non è che ne fossi entusiasta.
Se devo essere sincera, non mi sembrava che nessun bambino fosse particolarmente felice di essere lì. Erano silenziosi e qualcuno ogni tanto piagnucolava o si lamentava. Chiedevano spesso di essere coccolati, e loro li facevano sedere sulle ginocchia, gli davano un giochino da fare, gentili, ma non li prendevano mai in braccio. Al momento di fare la nanna l'educatrice diceva:" Camilla, hai sonno! Vuoi fare la nanna? Vieni!" Ovviamente Camilla non sa parlare quindi non dice nè si nè no...si avvicina, l'educatrice le dà il suo ciuccio, le toglie il bavaglino e la porta nella stanza della nanna, la mette nel lettino e dopo cinque minuti riappare di là. I bambini dormivano tutti in questa stanza al buio, ognuno nel suo lettino. Ho tenuto per me le mie perplessità, la mia sensazione che quei bambini, che andavano dai sei mesi a un anno e mezzo d'età, sembrassero tutti dei piccoli "soldatini", i miei dubbi sul fatto che non ce lo vedevo proprio Cesare che si adeguava docilmente a quest'ordine silenzioso.
Mi sono detta che dovevo fidarmi di loro, che se dicevano che anche lui avrebbe trovato piacevole la "routine" dell'asilo doveva essere vero. Ovviamente avevo spiegato loro che nostro figlio è abituato a dormire in braccio, o al seno, oppure in fascia, che non prende il ciuccio più di tanto, che è un bambino cresciuto ad alto contatto con noi, che non lo facciamo piangere e così via. Ma le educatrici sembravano sembravano tranquille rispetto a questo.
Il quarto giorno quando sono andata a prenderlo l'ho trovato tutto sudato e singhiozzante. Mi hanno detto che aveva pianto parecchio (ma si vedeva benissimo) e che non si era addormentato. Io l'ho preso in braccio per consolarlo, dicendo qualcosa del tipo:
"Povero cucciolo, vieni.."
Insomma, una frase che avrebbe detto qualsiasi mamma al mio posto.
Ma a quel punto l'educatrice esclama:
" Tu sei troppo ansiosa! Guarda che glie la trasmetti quest'ansia! " Mi ha dato fastidio ma non ho protestato più di tanto... è vero, sono ansiosa, ma credo sia normale quando si lascia il proprio bimbo di sette mesi con degli estranei, per quanto gentili e competenti!
Cesare intanto aveva ricominciato a piangere, e mentre lo vestivo l'educatrice continuava a dirmi frasi tipo:
" Eh, ma sai, lui dorme solo a contatto con voi...e poi, non vuole il ciuccio...è normale che pianga..." come per giustificarsi, anche se non ce n'era bisogno, perchè era ovvio che il cambiamento non gli sarebbe piaciuto.
Sono tornata a casa (non prima di avergli dato un pò di latte in macchina, per calmarlo un pò) e ho raccontato tutto a Carl. E ci siamo messi a parlare di questa cosa. Ci siamo chiesti cosa non ci faceva stare tranquilli.
Abbiamo ripensato a tutte le nostre motivazioni. Abbiamo parlato un bel pò, ed è venuto fuori che nessuno di noi era convinto fino in fondo di portarlo lì.
Tanti i motivi: organizzativi, economici, educativi, psicologici.
Di testa, di portafoglio, di cuore e di pancia.
Abbiamo una sola macchina, che uso io per andare a lavoro, Carl va in motorino. Entrambi lavoriamo in un'altra città, distante circa mezz'ora dalla nostra. La mattina avremmo dovuto svegliare Cesare prestissimo e fare tutti le corse per portarlo al nido, anche se lui ama molto dormire la mattina. All'uscita bisognava trovare una baby sitter che lo andasse a prendere, perchè alle 14 sia io che Carl siamo a lavorare e i suoceri idem.
Questa baby sitter, automunita, avrebbe dovuto portarlo a casa, e stare con lui per un pò di ore fino al mio arrivo. Perciò si aggiungeva oltre alla retta del nido, anche la spesa per la baby sitter, pagata a ore.
In caso di malattia, dall'asilo ti chiamano e devi andare a prendere subito il bimbo, ovviamente. Quindi io sarei dovuta scappare via dal lavoro ogni volta per portarlo a casa e poi per i giorni successivi avrei dovuto chiamare la baby sitter. Quindi ansia, problemi a lavoro, e doppia spesa.
Questo castello di carte ci è sembrato troppo fragile per non crollare miseramente al primo imprevisto, alla prima coda in autostrada, alla prima influenza.
Un disegno basato su un equilibrio perfetto che ci stava mettendo agitazione ancora prima di iniziare.
Inoltre le due settimane al mese che Carl fa il turno di sera entra tardi la mattina e torna dopo le 22, quando Cesare è già a letto, quindi il risultato sarebbe stato che per quelle due settimane al mese loro due non si sarebbero praticamente mai visti.
Infine, c'è un'ultima motivazione.
Crediamo in una genitorialità ad alto contatto, e non abbiamo mai fatto piangere Cesare "volontariamente" per "educarlo" o insegnargli qualcosa. Secondo noi il pianto è un segnale di disagio e abbiamo sempre cercato di rispondere per alleviare questo disagio, quando era possibile. E adesso, dopo sette mesi, devo lasciare mio figlio con persone per lui totalmente estranee, che applicano proprio questi metodi che noi non approviamo per insegnargli ad adeguarsi a una certa routine. E noi li paghiamo per farlo.
Non ha senso! Se Cesare potesse parlare mi direbbe: "Mamma, ma non ti sembra un pò incoerente? Potevate farmi piangere voi allora, e insegnarmi a dormire da solo e ad essere un Bravo Bambino!"
Sicuramente PRIMA O POI si sarebbe abituato. Come si abituano tutti i bambini. Ma ne valeva veramente la pena?
Abbiamo cambiato idea.
Dopo un consulto con i miei suoceri abbiamo stabilito che Cesare starà con una baby sitter per cinque ore al giorno, dalle 11 alle 16, mentre nel resto del tempo si alterneranno Carl e suo padre, che hanno i turni sfalsati (quando uno è di mattina, l'altro lavora la sera e così via). La baby-sitter la pagheremo con un for fait, e alla fine forse risparmieremo pure.
Cesare starà a casa sua, con i suoi giochi, i suoi orari, le persone che gli vogliono bene.
Ci sarà tutto il tempo per "inserirlo nel sistema".
Ha tutta la vita per diventare un perfetto scolaro, un perfetto cittadino, un perfetto lavoratore eccetera eccetera.
Voglio lasciarlo nel suo mondo senza orologi e regole per un altro pò, finchè è possibile.
Non ci importa dei soldi persi, una volta presa la nostra decisione eravamo tutti e due più tranquilli, finalmente ci siamo tolti questo peso che stazionava dentro le nostre teste già da qualche mese, rendendoci nervosi e preoccupati.
Perchè non l'abbiamo capito prima non lo so, che quella dell'asilo non era un'idea che faceva per noi. Forse siamo stati ingenui, sicuramente inesperti.
Comunque sbagliando si impara, l'importante è avere il coraggio di cambiare strada. E quando ritorni sulla Tua Strada, lo senti.
Così adesso ecco la missione 2016: trovare la nostra Mary Poppins, la Persona Giusta.
Ora va lentamente un pò meglio, anche se ogni volta è un'enorme fatica per lui e per me, e questa volta lo è stata molto di più, perchè ovviamente non siamo più due adulti soli, ma c'è un Piccolo che ha bisogno di tutte le nostre energie e risorse.
E poi arriviamo a parlare della Questione.
Il NIDO.
Abbiamo iniziato l'inserimento il 4 gennaio, come previsto:
Primo giorno insieme a me
Secondo giorno sono stata un pò lì con lui e poi l'ho lasciato mezz'ora
Terzo giorno l'ho lasciato subito ed è stato per quaranta minuti
Quarto giorno l'ho lasciato per due ore.
I primi tre giorni è andata bene, l'ho trovato tranquillo che giocava, e non ha pianto al momento del saluto, anche se in macchina, al ritorno, ha dato sfogo a tutta la sua frustrazione piangendo per tutto il tragitto fino a casa.
La procedura prevede che il primo giorno la mamma parli con le educatrici per raccontare le abitudini del bimbo, il suo carattere, cosa mangia e come dorme, e tutto viene scritto sulla scheda del bambino.
Mentre parlavo con loro e Cesare giocava sul tappetino ho osservato gli altri bambini che già erano inseriti da settembre, il comportamento loro e delle educatrici: insomma, ho annusato un pò l'aria che si respirava.
E non è che ne fossi entusiasta.
Se devo essere sincera, non mi sembrava che nessun bambino fosse particolarmente felice di essere lì. Erano silenziosi e qualcuno ogni tanto piagnucolava o si lamentava. Chiedevano spesso di essere coccolati, e loro li facevano sedere sulle ginocchia, gli davano un giochino da fare, gentili, ma non li prendevano mai in braccio. Al momento di fare la nanna l'educatrice diceva:" Camilla, hai sonno! Vuoi fare la nanna? Vieni!" Ovviamente Camilla non sa parlare quindi non dice nè si nè no...si avvicina, l'educatrice le dà il suo ciuccio, le toglie il bavaglino e la porta nella stanza della nanna, la mette nel lettino e dopo cinque minuti riappare di là. I bambini dormivano tutti in questa stanza al buio, ognuno nel suo lettino. Ho tenuto per me le mie perplessità, la mia sensazione che quei bambini, che andavano dai sei mesi a un anno e mezzo d'età, sembrassero tutti dei piccoli "soldatini", i miei dubbi sul fatto che non ce lo vedevo proprio Cesare che si adeguava docilmente a quest'ordine silenzioso.
Mi sono detta che dovevo fidarmi di loro, che se dicevano che anche lui avrebbe trovato piacevole la "routine" dell'asilo doveva essere vero. Ovviamente avevo spiegato loro che nostro figlio è abituato a dormire in braccio, o al seno, oppure in fascia, che non prende il ciuccio più di tanto, che è un bambino cresciuto ad alto contatto con noi, che non lo facciamo piangere e così via. Ma le educatrici sembravano sembravano tranquille rispetto a questo.
Il quarto giorno quando sono andata a prenderlo l'ho trovato tutto sudato e singhiozzante. Mi hanno detto che aveva pianto parecchio (ma si vedeva benissimo) e che non si era addormentato. Io l'ho preso in braccio per consolarlo, dicendo qualcosa del tipo:
"Povero cucciolo, vieni.."
Insomma, una frase che avrebbe detto qualsiasi mamma al mio posto.
Ma a quel punto l'educatrice esclama:
" Tu sei troppo ansiosa! Guarda che glie la trasmetti quest'ansia! " Mi ha dato fastidio ma non ho protestato più di tanto... è vero, sono ansiosa, ma credo sia normale quando si lascia il proprio bimbo di sette mesi con degli estranei, per quanto gentili e competenti!
Cesare intanto aveva ricominciato a piangere, e mentre lo vestivo l'educatrice continuava a dirmi frasi tipo:
" Eh, ma sai, lui dorme solo a contatto con voi...e poi, non vuole il ciuccio...è normale che pianga..." come per giustificarsi, anche se non ce n'era bisogno, perchè era ovvio che il cambiamento non gli sarebbe piaciuto.
Sono tornata a casa (non prima di avergli dato un pò di latte in macchina, per calmarlo un pò) e ho raccontato tutto a Carl. E ci siamo messi a parlare di questa cosa. Ci siamo chiesti cosa non ci faceva stare tranquilli.
Abbiamo ripensato a tutte le nostre motivazioni. Abbiamo parlato un bel pò, ed è venuto fuori che nessuno di noi era convinto fino in fondo di portarlo lì.
Tanti i motivi: organizzativi, economici, educativi, psicologici.
Di testa, di portafoglio, di cuore e di pancia.
Abbiamo una sola macchina, che uso io per andare a lavoro, Carl va in motorino. Entrambi lavoriamo in un'altra città, distante circa mezz'ora dalla nostra. La mattina avremmo dovuto svegliare Cesare prestissimo e fare tutti le corse per portarlo al nido, anche se lui ama molto dormire la mattina. All'uscita bisognava trovare una baby sitter che lo andasse a prendere, perchè alle 14 sia io che Carl siamo a lavorare e i suoceri idem.
Questa baby sitter, automunita, avrebbe dovuto portarlo a casa, e stare con lui per un pò di ore fino al mio arrivo. Perciò si aggiungeva oltre alla retta del nido, anche la spesa per la baby sitter, pagata a ore.
In caso di malattia, dall'asilo ti chiamano e devi andare a prendere subito il bimbo, ovviamente. Quindi io sarei dovuta scappare via dal lavoro ogni volta per portarlo a casa e poi per i giorni successivi avrei dovuto chiamare la baby sitter. Quindi ansia, problemi a lavoro, e doppia spesa.
Questo castello di carte ci è sembrato troppo fragile per non crollare miseramente al primo imprevisto, alla prima coda in autostrada, alla prima influenza.
Un disegno basato su un equilibrio perfetto che ci stava mettendo agitazione ancora prima di iniziare.
Inoltre le due settimane al mese che Carl fa il turno di sera entra tardi la mattina e torna dopo le 22, quando Cesare è già a letto, quindi il risultato sarebbe stato che per quelle due settimane al mese loro due non si sarebbero praticamente mai visti.
Infine, c'è un'ultima motivazione.
Crediamo in una genitorialità ad alto contatto, e non abbiamo mai fatto piangere Cesare "volontariamente" per "educarlo" o insegnargli qualcosa. Secondo noi il pianto è un segnale di disagio e abbiamo sempre cercato di rispondere per alleviare questo disagio, quando era possibile. E adesso, dopo sette mesi, devo lasciare mio figlio con persone per lui totalmente estranee, che applicano proprio questi metodi che noi non approviamo per insegnargli ad adeguarsi a una certa routine. E noi li paghiamo per farlo.
Non ha senso! Se Cesare potesse parlare mi direbbe: "Mamma, ma non ti sembra un pò incoerente? Potevate farmi piangere voi allora, e insegnarmi a dormire da solo e ad essere un Bravo Bambino!"
Sicuramente PRIMA O POI si sarebbe abituato. Come si abituano tutti i bambini. Ma ne valeva veramente la pena?
Abbiamo cambiato idea.
Dopo un consulto con i miei suoceri abbiamo stabilito che Cesare starà con una baby sitter per cinque ore al giorno, dalle 11 alle 16, mentre nel resto del tempo si alterneranno Carl e suo padre, che hanno i turni sfalsati (quando uno è di mattina, l'altro lavora la sera e così via). La baby-sitter la pagheremo con un for fait, e alla fine forse risparmieremo pure.
Cesare starà a casa sua, con i suoi giochi, i suoi orari, le persone che gli vogliono bene.
Ci sarà tutto il tempo per "inserirlo nel sistema".
Ha tutta la vita per diventare un perfetto scolaro, un perfetto cittadino, un perfetto lavoratore eccetera eccetera.
Voglio lasciarlo nel suo mondo senza orologi e regole per un altro pò, finchè è possibile.
Non ci importa dei soldi persi, una volta presa la nostra decisione eravamo tutti e due più tranquilli, finalmente ci siamo tolti questo peso che stazionava dentro le nostre teste già da qualche mese, rendendoci nervosi e preoccupati.
Perchè non l'abbiamo capito prima non lo so, che quella dell'asilo non era un'idea che faceva per noi. Forse siamo stati ingenui, sicuramente inesperti.
Comunque sbagliando si impara, l'importante è avere il coraggio di cambiare strada. E quando ritorni sulla Tua Strada, lo senti.
Così adesso ecco la missione 2016: trovare la nostra Mary Poppins, la Persona Giusta.
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