giovedì 22 marzo 2018

Vita quotidiana

Sta per finire anche questo freddissimo Marzo, Anita ha poco più di un mese e già sto mettendo via le prime tutine e i primi body, quelli taglia zero, che non le vanno più. 
E' bella lunga e cicciotta, la pesiamo una volta a settimana e ogni volta è cresciuta di 300 o 400 grammi. 
Io comincio finalmente a rendermi conto di essere mamma di due figli..e ogni volta che queste prese di coscienza mi colpiscono come un'illuminazione mi sento la donna più fortunata della terra, e l'unica cosa che chiedo alla mia Vita è di mantenermi forte e sana per vederli crescere, perchè questa è veramente l'unica cosa che conta.
Per il resto c'è la vita quotidiana, che piano piano sta prendendo il suo ritmo.
Mi tornano spesso in mente le parole di un ragazzo conosciuto per caso ad un matrimonio, dove noi eravamo andati con Cesaretto di pochi mesi e lui e la moglie con le loro due figlie di pochi anni:
 "Con un figlio solo..sei un signore! Poi vedrete con due...!"
Santa verità.
Effettivamente adesso che siamo passati al Livello Due del nostro videogioco personale i momenti in cui ho a che fare con uno solo dei due piccoli mi sembrano riposantissimi...un gioco da ragazzi! 
Questo ad esempio accade le mattine in cui sono sola con Anita perchè Cesare è all'asilo (per fortuna quasi tutte, tranne quando c'è vacanza oppure lui è malato, e allora è un'altra storia...): il nostro ritmo è lento e rilassato, io so quello di cui ha bisogno Anita per essere felice e non faccio altro che adeguarmi a lei. Le dò il latte seduta sul divano con accanto a me  tutto il necessario (acqua, telefono, libro da leggere, cibo da smangiucchiare..), la tengo tra le braccia quando si è addormentata per un bel pò, e quando il suo sonno è abbastanza profondo la appoggio sulla sdraietta e ne approfitto per fare delle piccole cose, senza troppe pretese: mi lavo, faccio colazione, preparo un pò di pranzo per me, rifaccio il letto. Niente di più, perchè può darsi che dorma solo dieci minuti, o mezz'ora. Se proprio dorme tanto mi arrischio a preparare in anticipo la cena o a fare altre cose meno necessarie, come scrivere sul blog.
Poi si sveglia, la cambio, e il ciclo ricomincia. 
Se ha mal di pancia la tengo in braccio camminando e la dondolo, oppure la metto in fascia e lì si calma subito e si addormenta dopo poco. 
Effettivamente con il secondo figlio è tutto più semplice: non ho tutti quei dubbi che avevo con Cesare, non mi faccio confondere dai consigli inutili della gente, ho fiducia in me stessa, e sicuramente mi godo molto di più il tempo passato insieme a lei.
La guardo mentre ciuccia e mi guarda a sua volta con i suoi occhioni neri spalancati; affondo il naso nei suoi capelli morbidi; cerco di assaporare ogni istante del suo essere così piccola, consapevole che questa fase durerà pochissimo.
Poi arriva l'ora di pranzo (che non sempre riesco a consumare, vabbè..) e insieme andiamo a prendere Cesare all'asilo.
Se è bel tempo la metto in fascia e andiamo a piedi, e riporto indietro Cesare in passeggino; se è brutto (e di solito lo è, purtroppo) andiamo in macchina, dove Anita sta nell'ovetto, e poi la metto in fascia per la presa di Cesare. 
Per me è molto importante andare a prendere Cesare a scuola, e anche se all'inizio ero spaventata e impensierita di come gestire la cosa mi sono impegnata a sfidare le mie paure e sono felice di averlo fatto. Cesare è contentissimo quando ci vede, e non so perchè ma sento che questo momento è importante anche per lui. A volte non considera minimamente la sorella, altre volte invece la saluta e le dà un energico bacio, di solito svegliandola. 
Poi torniamo a casa (pianti di Anita - che odia la macchina - e capricci di Cesare permettendo) e inizia la fase difficile: in un modo o nell'altro riusciamo a metterci a letto tutti e tre per il sonnellino pomeridiano, e se sono fortunata dopo aver addormentato entrambi dormo anch'io un pò, altrimenti se Anita si sveglia e rischia di svegliare Cesare mi ritrasferisco sul divano con lei.
Se il pomeriggio c'è Carl perchè fa il turno di mattina ce la caviamo bene, se invece fa la sera e siamo noi tre soli ce la caviamo comunque, anche perchè ho notato che in questi casi Cesare è più disponibile ad aiutarmi e a fare il "fratello grande". 
E poi in effetti i neonati hanno bisogno di una presenza costante, ma una presenza "fisica": mentre allatto Anita posso leggere un libro a Cesare o vedere un cartone con lui, e nei momenti in cui lei dorme possiamo fare insieme anche qualche gioco più impegnativo.
So che in futuro le cose si complicheranno ulteriormente, quando cioè anche Anita richiederà una presenza "mentale"...ma meglio non pensarci e vivere giorno per giorno.
Per facilitarci la vita in questi primi mesi io e Carl, su saggio consiglio di mia madre, abbiamo deciso di "allargare la squadra" e ci siamo fatti due piccoli regali che si stanno rivelando molto utili: sei serate al mese viene ad aiutarmi la Tata Fotografa per la cena e la messa a letto; e poi ogni quindici giorni viene una signora a dare una pulita alla casa, e in paio d'ore fa tutto "il grosso" liberandoci da un gran peso. 
La Tata Fotografa in particolare è un grandissimo aiuto: anche se non lavorava più con noi da settembre, cioè da quando Cesare aveva iniziato l'asilo, è rimasta comunque una presenza importantissima per lui e anche per noi, che ormai ci siamo affezionati. Infatti è sempre venuta a cena almeno una o due volte al mese, e ogni volta Cesare era felicissimo.
Nella nostra nuova organizzazione le due settimane che Carl lavora di sera la Tata viene il lunedì, il martedì e il mercoledì: arriva nel tardo pomeriggio, alle 18:30, gioca un pò con Cesare o mi tiene Anita mentre preparo la cena, poi ceniamo a turni (di solito prima io e Cesare e poi lei) e infine mi aiuta a preparare entrambi per la notte e a prepararmi io, in modo che quando lei va via, alle 21:30, siamo tutti pronti per la nanna.
Ci sono comunque giorni e momenti veramente faticosi, come quando Anita ha le coliche e non riesco a calmarla (ovviamente sempre nell'orario in cui Cesare deve andare a dormire); o come quando Cesare non vuole dormire e urla e strepita svegliando anche la sorella; o come ieri in cui Cesare è rimasto a casa con il virus intestinale e io pure non stavo benissimo, per cui gestire entrambi è stata dura; però in generale sono contenta di come stanno andando le cose, e ci sono sempre anche momenti di dolcezza infinita che ci ripagano di tutto: Cesare che la bacia o le accarezza i capelli e dice:"Che orecchie piccole, che testa piccola, che bocca piccola!"...Anita che osserva affascinata il fratello maggiore che gioca e chiacchiera davanti a lei...i miei due cuccioli che dormono vicini, una sopra di me e l'altro tutto raggomitolato al mio fianco...insomma, il nascere di qualcosa che assomiglia a un affetto fraterno tra loro, e che spero crescerà sempre di più.

giovedì 8 marzo 2018

Famiglia numerosa

Oggi Anita ha diciotto giorni, e lunedì Carl è tornato a lavoro dopo due utilissime e necessarie settimane di ferie. Senza di lui non so come avrei fatto, soprattutto la prima settimana.
Una volta a casa dall'ospedale, circa 48 ore dopo il parto, è cominciata la parte difficile.
Il problema maggiore è stato l'allattamento.
Anita si era attaccata subito al seno fin dalle sue prime ore di vita, e ha continuato a ciucciare con costanza e caparbietà...il problema era il dolore, che è iniziato a poco a poco per diventare insopportabile già dopo due giorni.
Ho chiesto consiglio alle ostetriche mentre ero ancora in ospedale, avevo l'impressione che lei non si attaccasse correttamente, ma ben tre di loro mi hanno rassicurato che Anita si attaccava benissimo e che dovevo tenere duro perchè era normale avere dolore all'inizio, e che sarebbe passato presto.
Però una volta a casa non è passato per niente, anzi. Ogni poppata era una tortura, mi mordevo le mani per non urlare (e per non spaventare Cesare), ma spesso non riuscivo a trattenere le lacrime e il dolore durava per tutto il tempo, senza diminuire mai. Ovviamente mi sono venute le ragadi, peggiorando la situazione.
Con Cesare non mi era successo niente del genere: lui aveva avuto difficoltà ad attaccarsi al seno quando eravamo ancora in ospedale, quindi le ostetriche mi avevano consigliato i paracapezzoli e con quelli tutto era andato liscio. Poi li avevo tolti dopo circa un mese, ma non avevo avuto nè dolore nè ragadi.
Invece ora stava andando tutto storto.
A questo si aggiungeva il fastidio dei punti e ovviamente il fattore Cesare: la tanto temuta reazione alla nascita della sorellina non si è fatta attendere. Alternava momenti di grandissimo amore, con baci e carezze, a momenti di follia con capricci spropositati e lagne interminabili. Ogni volta che lei piangeva di notte si svegliava e piangeva anche lui. Ha iniziato a svegliarsi due o tre volte a notte, a chiedere il biberon oppure di essere cambiato. Era elettrico, agitatissimo ed esplosivo. Lanciava gli oggetti, si buttava per terra, saltava e correva come un matto per tutti i nostri pochissimi metri quadri di casa.
Io avevo gli ormoni sballati, mi veniva da piangere per ogni cosa, mi sentivo in colpa verso Cesare e anche verso Anita, ero disperata per l'allattamento, sfinita per il dolore e per la stanchezza.
Per fortuna oltre a Carl c'è stata anche mia madre per tutta la settimana: ci ha aiutato con Cesare e anche con i pasti, dato che io non ero in grado di stare tanto in piedi a cucinare.
Poi piano piano le cose sono migliorate sotto tutti i punti di vista.
Decisivo è stato l'intervento di una consulente per l'allattamento che ho chiamato il sesto giorno, quando mi sono resa conto che da sola non ne sarei uscita. L'avevo conosciuta all'associazione dei genitori di cui facciamo parte da quando era piccolo Cesare, e dove spesso vengono invitati degli esperti a parlare su varie  tematiche legate alla genitorialità.
Lei è venuta il giorno dopo, ha osservato il modo di Anita di attaccarsi al seno e ha confermato la mia idea che ci fosse qualcosa che non andava: forse per il flusso troppo forte di latte Anita tendeva a chiudere le labbra, che invece dovrebbero essere ben aperte "a ventosa" intorno al seno.
Mi ha dato dei consigli su come correggere questo problema: dovevo staccarla ogni volta che mi faceva male, passarle il capezzolo vicino al naso per farle aprire bene la bocca e solo a quel punto farla riattaccare.
Ero molto scettica, mi sembrava impossibile che una neonata di nemmeno una settimana potesse "imparare" una cosa del genere, invece incredibilmente, dopo un paio di giorni di faticosi tentativi il dolore ha iniziato a diminuire e Anita ora si attacca nel modo giusto.
L'allattamento è tornato un piacere e un grande motivo di orgoglio, come lo era stato con Cesare.
Non sarò mai abbastanza grata a questa donna per il suo aiuto, perchè se avessi continuato così probabilmente avrei rinunciato.
Anita sta crescendo tanto, mangia con soddisfazione e dorme parecchio (addosso a me o in fascia, ovviamente...da sola arriva giusto a dieci minuti!): mi sembra una bambina pacifica, per adesso, anche se ancora non ci conosciamo così bene..:)
Anche il Fratello Maggiore ha iniziato ad abituarsi alla presenza della sorellina.
Adesso quando lei piange mi dice sempre di darle il latte, ma è molto più tranquillo. Spesso chiede di prenderla in braccio, la accarezza e ripete tutto felice:"E' la mia sorellina vero? Tutta mia?" .
Quando è sulla sdraietta la vuole dondolare lui (per circa mezzo minuto, poi si stufa). Altre volte commenta che piange troppo, la chiama Trombetta e ride. Ovviamente siamo ancora in alto mare: si sveglia spesso di notte chiedendo il latte (ci siamo attrezzati con un thermos per non doverci alzare mille volte), fa ancora mille capricci, soprattutto la sera parte con un pianto inconsolabile finchè non ci mettiamo tutti e quattro a letto. Però lo vedo più sereno e più "lui", e credo che piano piano stiamo trovando una nuova normalità.
In effetti ho notato che questo è un periodo di grande crescita per Cesare, improvvisamente mi rendo conto che ha assunto comportamenti nuovi, che ha raggiunto nuove autonomie. Sul gioco, sul vestirsi o sul mangiare, ma anche nel rapportarsi a noi genitori: ci sfida a volte, vuole saggiare i limiti che gli poniamo, cerca di negoziare e controbattere a tutto, ha sempre la risposta pronta. E' molto faticoso, ma dobbiamo riuscire ad essere fermi in alcune cose, e comprensivi in altre. Non sempre ci riusciamo, a volte ci porta all'esasperazione e perdiamo la pazienza, la stanchezza per la nuova situazione certo non aiuta. 
Però ce la faremo, tutti insieme.
Siamo una famiglia numerosa, adesso! :)

martedì 27 febbraio 2018

La nascita di Anita: il racconto

Durante la 38esima settimana sono riuscita a portare a termine tutte le cose che mi ero ripromessa di fare prima che nascesse Anita: le ultime visite (tampone, visita per l'epidurale, colloquio per la donazione del cordone), la ceretta, il colore ai capelli, e una seduta di riflessologia per la preparazione al parto molto impegnativa e in alcuni punti anche dolorosa.
Nel fine settimana sono venuti a trovarci mio padre e sua moglie e siamo riusciti ad andare a mangiare una buona pizza tutti insieme e la domenica ad andare a vedere la sfilata per il capodanno cinese, con grande divertimento di Cesare. Abbiamo inseguito il dragone per le strade del centro e poi ci siamo presi una buonissima cioccolata calda in un bar. Insomma, ce la siamo proprio spassata!
La domenica sera parlando con Carl gli ho detto che non avevo proprio più niente da fare: dalla mia lista avevo spuntato tutto, non mi restava che mettermi a pulire casa! Mi era presa una certa irrequietezza, ero preoccupata che Anita non volesse più nascere, avevo pensieri sull'induzione e sul parto. Sempre la domenica sera avevo controllato su internet il segno zodiacale: proprio quel  pomeriggio il sole era entrato nel segno dei Pesci, quindi da quel momento in poi la nostra Anita sarebbe stata una pesciolina.
Ero felice, "Nata sotto il segno dei pesci" di Venditti è una delle canzoni preferite mie e di Carl...
Il lunedì mattina la sveglia ha suonato alle 6:30 come sempre e mi sono alzata per fare il biberon a Cesare. Poi lui ha preso il latte e l'ho portato in cucina a fare colazione. A quel punto sono cominciati dei doloretti mestruali abbastanza continui. Tempo dieci minuti e sono diventate delle vere e proprie contrazioni, più forti e lunghe. Ho pensato:"Ecco come sono le vere contrazioni, non quelle dell'induzione!" Le sentivo arrivare, poi salire di intensità ( e mi mettevo a dondolare e a respirare) e poi il dolore diminuiva e finiva. Pensavo che questa fase sarebbe durata tanto, e avevo detto a Carl di portare intanto Cesare all'asilo. Ma un attimo dopo mi si sono rotte le acque: liquido caldo tra le gambe, e ho esclamato:"Ragazzi, ci siamo, Anita vuole nascere!
Ho detto a Carl di avvisare mio suocero che venisse subito, e intanto sono andata a lavarmi i denti e mi sono messa un pantalone della tuta sopra la camicia da notte, tanto ho pensato che era inutile vestirsi per andare a partorire! Intanto le contrazioni erano sempre più vicine, il nonno è arrivato dopo una decina di minuti e sono riuscita a salutare Cesare che era sul vasino in bagno. Gli ho detto:"Cesare, la mamma va a far nascere Anita! Ci vediamo quando è nata!" e lui era tutto contento ed emozionato. Aveva deciso di non andare all'asilo, ma di andare a casa dei nonni, dato che era una giornata speciale.
Il tempo di scendere le scale e salire in macchina e le contrazioni sono diventate molto dolorose: mi sono messa in ginocchio sul sedile posteriore e quando arrivava la contrazione urlavo e ne dicevo di tutti i colori. Carl è partito a tutta velocità, ma dopo cento metri mi sono ricordata della cartellina con le analisi della gravidanza, ed è dovuto tornare di corsa a casa a prenderla, dove ha trovato Cesare che saltava sul letto tutto contento.
Tra casa nostra e l'ospedale ci sono tre minuti di strada, ma durante il tragitto ho iniziato a sentire il bisogno di spingere.
Non potevo crederci, era troppo presto!
Ho cominciato a gridare a Carl :"Nasce, nasce nasce!!!" e ad ogni contrazione dicevo ad Anita:" Aspetta, aspetta, non nascere!"
Finalmente siamo entrati nel parcheggio dell'ospedale, e sono scesa dalla macchina.
A quel punto ho avuto un'altra contrazione fortissima e ho sentito chiaramente che la testa stava uscendo! Siamo rimasti fermi così, io aggrappata a Carl che mi sorreggeva, incapaci di muoverci. Per fortuna sono passati dei vigilanti, Carl ha richiamato la loro attenzione e sono corsi a cercare una barella.
Da quel momento in poi per me è stato tutto molto confuso, e mi baso sul racconto di Carl.
Non riuscivo a salire sulla barella e qualcuno ha detto:"Signora, se non sale lo fa qui nel parcheggio!" Poi non so come ce l'ho fatta e mi hanno portato di corsa dentro il pronto soccorso. Io urlavo che stava nascendo, che volevo un'ostetrica, che dovevano prenderla perchè avevo paura che cadesse..e poi dentro l'ascensore ho gridato di togliermi i pantaloni..Carl me li ha tirati via..e ha visto la testa di Anita! A quel punto si è veramente spaventato, ma una volta aperte le porte dell'ascensore eravamo al sicuro: sono accorse tantissime persone, mi hanno detto di spingere e io ho dato la mia unica spinta. Hanno preso Anita e l'hanno tirata fuori. 
Alle 8:09 del 19 febbraio, a 39 settimane precise, è nata la nostra bambina.
L'ho sentita piangere, me l'hanno appoggiata sul giubotto che avevo ancora addosso e ho baciato la sua testolina piccola e calda.
Carl a quel punto piangeva e lo hanno visto sbiancare, tanto che una dottoressa gli ha chiesto se voleva sedersi.
Ma tutto era andato bene.
Lui si è ricordato della donazione del cordone, e tutti sono scoppiati a ridere dato che in quelle condizioni era impossibile. Hanno tagliato il cordone e poi mi hanno detto di spingere per la placenta, e come per magia è uscita tutta e l'ho anche vista!
Io continuavo a ripetere:"Non ci posso credere, non ci posso credere.." perchè davvero mi sembrava incredibile che Anita fosse già nata.
A questo punto ci hanno portato in sala parto, dove un medico mi ha messo i punti mentre Anita veniva visitata. Mi hanno fatto togliere il giubotto e la camicia insanguinata e le ostetriche hanno trovato nella valigia la camicia che avevo scelto per il parto (la stessa usata con Cesare) e me l'hanno fatta indossare.
Poi ci hanno portato nella stanza del post parto, dove abbiamo passato le nostre due ore di pelle a pelle: Anita tutta nuda, avvolta solo in un lenzuolino, ha preso il suo primo latte tra le mie braccia, con Carl che stava lì accanto a noi.
E ora non mi resta che raccontarvi l'incontro con il fratello maggiore, che è avvenuto all'ora di pranzo. Lo hanno portato i nonni, ma sono rimasti fuori ad aspettare un pò perchè volevamo che l'incontro avvenisse quando eravamo solo noi quattro.
Non dimenticherò mai la sua espressione emozionata e spaventata quando ha fatto capolino nella stanza, reggendo il pacchetto con il regalo per la sorellina. Non abbiamo detto molte cose, ma le emozioni forti non si dicono a parole.
L'ha presa anche in braccio, ma quando lei si è messa a piangere ci è rimasto male e mi ha detto subito di darle il latte. E' stato felice di ricevere il robot che gli ha regalato lei, non se l'aspettava che gli portasse un regalo "dallo spazio". Man mano che sono arrivati i nonni e gli zii li ha portati tutti a vedere la sua sorellina, orgoglioso.
E così è iniziata la nostra vita in quattro.
I primi giorni sono stati molto difficili, vi racconterò nel prossimo post. Problemi con l'allattamento, sbalzi ormonali, e ovviamente la reazione inevitabile di Cesare al grande cambiamento.
Ora sono passati otto giorni e posso dire che va molto meglio.
E che sono immensamente felice e grata alla mia vita.

lunedì 19 febbraio 2018

Il 19 febbraio, alle 8.09 di mattina è nata Anita! È stato un parto velocissimo, è nata nel corridoio dell'ospedale, io avevo ancora il giubbotto addosso!  :) come in un film!  È stata bravissima, ha fatto tutto lei! !! Stiamo bene e siamo felici! !!! A presto per il racconto! 

domenica 4 febbraio 2018

Giorni preziosi

Ed eccoci a Febbraio!!!
Essere arrivati fin qui con Anita ancora dentro la pancia al calduccio per me è un successo, sono felice e me la godo!!!
All'ultimo controllo il Super-gine non ha nemmeno voluto controllare il collo dell'utero: ora non ci importa più, siamo fuori pericolo e da adesso in poi Anita può nascere quando vuole!
Ha riscontrato che ancora è posizionata abbastanza alta, quindi secondo lui c'è ancora tempo.
Oggi sono a 36+6, e io davvero non ho fretta, questi giorni sono proprio preziosi per me!
Ho ricominciato ad andare a prendere Cesare all'asilo, con sua grandissima gioia; e a portarlo in giro, tempo permettendo, con la macchina.
Ho fatto tantissime cose in casa e finito la sua maschera da Pingu, che indosserà sabato prossimo alla festa a scuola. 
E sono riuscita anche ad andare a parlare con un'ostetrica e a farmi infilare in un corso Pre-parto già iniziato!
Quando mi metto in moto io smuovo le montagne: avevo deciso che volevo parlare assolutamente con questa ostetrica che aveva tenuto il corso Pre-parto di una mia amica, anche lei mamma bis, che mi aveva raccontato di aver trovato utilissimi i suoi consigli durante il secondo parto.
Al consultorio non sapevano darmi informazioni utili per rintracciarla, ma il destino ha voluto che un'altra mia amica mamma la conoscesse per altre vie, e grazie a lei sono riuscita ad avere il suo numero e a contattarla!
E' stata gentilissima e mi ha ricevuto tra un impegno e l'altro, gratuitamente: mi ha tranquillizzato molto e dato qualche consiglio. E poi si è occupata personalmente di farmi inserire in un corso di mamme che partoriscono a marzo, che si tiene il martedì mattina al consultorio.
Poter partecipare ad un corso di accompagnamento alla nascita era una cosa a cui tenevo, perchè sia per la gravidanza di Cesare sia per questa non era stato possibile, a causa del rischio di parto prematuro. Avevo la sensazione che mi mancassero dei consigli essenziali, quelli sulla respirazione, sulle tecniche per affrontare il dolore, sulle posizioni migliori da assumere durante il travaglio.
Il fatto di aver già partorito una volta non mi faceva sentire più esperta, anzi...avere la consapevolezza di come erano andate le cose mi faceva venire voglia di informarmi e di tentare, almeno in modo teorico, di affrontare la nascita di Anita in modo diverso.
Così martedì scorso sono andata: le altre mamme si conoscevano già tutte, avendo seguito già tre incontri, e la maggior parte di loro era alla prima gravidanza.
Ma l'ostetrica è molto brava e preparata, ci ha parlato del parto e delle sue fasi, delle varie eventualità che possono accadere e di come reagire.
In realtà quello che mi ha fatto più piacere, e di cui avevo più bisogno è stato potermi finalmente concentrare sulla pancia, su Anita e sul momento della sua nascita che si avvicina sempre di più.
Durante il giorno non mi dò mai il tempo nè lo spazio per soffermarmi su di lei e su me e lei, come invece facevo durante la gravidanza di Cesare..forse con i secondi figli è così..però un pò mi dispiace.
Invece quelle due ore le ho dedicate solo a noi due e ne sono stata proprio felice.
E poi, grazie a una generosa "donazione" di mia mamma, sono anche tornata dalla riflessologa!
Anche con lei abbiamo parlato del parto, e ha lavorato sul mio fegato per rinforzarlo, dato che è un aspetto molto importante per l'efficacia delle spinte. 
Insomma, in questi giorni ho fatto grandi cose e mi sento molto soddisfatta!
Mi sono fatta l'idea che Anita nascerà dopo la luna piena del 15 febbraio, ma per ora non ci sono segnali in quel senso. Spesso ho qualche doloretto e indurimento della pancia, ma niente di serio credo. Per quanto mi riguarda può nascere anche in ritardo, anche se non troppo, perchè vorrei evitare un'altra induzione! 
Per ora mi godo la mia famiglia, questo momento di vita a tre che non tornerà perchè dopo saremo quattro (cinque contando Trovatello!) e tutto sarà meravigliosamente diverso.

lunedì 22 gennaio 2018

Serenità

35 settimane!!!! Evviva, grande traguardo!!!
Anita è sempre qua dentro, e adesso veramente manca poco, solo un mese alla data presunta. Possiamo tranquillizzarci direi.
La prossima settimana andrò dal Super-gine, ma sarà l'ultimo controllo.
Finalmente mi sembra che le cose si stiano piano piano incastrando nel modo giusto, come speravo.
Per prima cosa ho smesso già da una settimana tutte le medicine.
Mi ero resa conto che il progesterone mi stava dando proprio fastidio all'umore: sbalzi molto forti, nervosismo, insonnia, tristezza e negatività.
Non mi sentivo più io ultimamente.
Ho riflettuto sul fatto che in pratica erano otto mesi che prendevo ormoni, e ho deciso che era decisamente ora di smettere, in accordo con il Super-gine. 
Tra l'altro ho scoperto che il progesterone non andrebbe preso oltre il secondo trimestre di gravidanza, perchè può essere associato a problemi di ittero e bilirubina alta nel bambino...che è esattamente quello che ha avuto Cesare i primi mesi di vita!
Vi ricordate tutta quella paura per le sue analisi sballate, le visite, i controlli, e alla fine tutto passato grazie alla cura omeopatica...L'omeopata mi aveva detto che secondo lei i problemi di Cesare erano stati causati da un eccessivo accumulo di integratori e medicine che avevo preso io in gravidanza, e infatti mi aveva dato una cura per disintossicare il fegato, che sarebbe passata a lui tramite il latte.
Una volta seguita la cura, i valori di Cesare sono tornati alla normalità e i medici (che ovviamente non hanno accettato la tesi dell'omeopata) non sono comunque riusciti a darci una causa per la sua epatite neonatale.
Ovviamente so che le medicine che ho preso sia in quella che in questa gravidanza erano necessarie per scongiurare il rischio di parto prematuro...in questi casi si deve scegliere il male minore..ma sono felice di aver smesso tutto.
Anche dal punto di vista organizzativo mi sembra di aver fatto dei passi avanti: per Anita è tutto pronto!
Camicina della fortuna trovata, mia madre mi ha portato la mia di quando sono nata, e questo mi ha reso felicissima! A Cesare faremo comprare un altro regalino per la sorella, se lo vorrà.
Valigia prontissima e finita.
Cassetti di Anita pieni di body e tutine lavati e stirati, che emozione vedere tutta questa robina morbida rosa e bianca, non c'eravamo proprio abituati, soprattutto Carl!
Discorso lettino risolto! Mia suocera ci ha dato una bellissima idea: invece di comprare un altro lettino abbiamo passato Cesare in un letto singolo, posizionato nello stesso posto del suo lettino (cioè attaccato alla parete e al nostro lettone, quindi non può cadere), e il suo lettino lo abbiamo trasferito dall'altro lato del lettone, così ci dormirà Anita. Praticamente abbiamo un immenso, gigantesco, letto-isola che occupa tutta una parete, lasciando giusto lo spazio per aprire i cassetti e le ante dell'armadio. 
Siamo proprio contenti, Cesare ha incredibilmente accettato subito l'idea (non era scontato, quando glie l'ho proposto ero molto scettica...), ed è tutto orgoglioso del suo letto "da grande".
In effetti nel lettino ci stava già un pò preciso, non aveva proprio senso comprarne un'altro. Invece il letto singolo ce l'avevamo in garage e anche il materasso, perciò abbiamo anche risparmiato!
Quanto al nostro Cucciolo Grande, continua il suo periodo di "assestamento" (ed è solo l'inizio..chissà quanto durerà...).
Oggi una delle maestre del nido ha fermato Carl all'entrata e gli ha raccontato che Cesare ultimamente piange più spesso e si rattrista nei momenti in cui magari non è distratto a giocare..alle domande della maestra ha risposto che "è triste perchè gli manca la mamma"...più chiaro di così!
La maestra ha detto a Carl che è comunque un segno molto positivo che lui sia in grado di esprimere così bene ciò che prova, perchè non succede spesso con bambini della sua età. E d'altro canto anche noi ci siamo accorti del suo cambiamento anche a casa, come vi raccontavo nell'ultimo post.
Perciò niente, dobbiamo solo stargli vicino e rassicurarlo più che possiamo, lasciando che viva questo momento di cambiamento con i suoi alti e bassi.
La ricerca della scuola materna è proseguita, da oggi fino al 6 febbraio sono aperte le iscrizioni, e noi abbiamo preso le nostre decisioni.
Sono andata a vedere altre due scuole statali nelle vicinanze: una terribile, e una invece bellissima.
Faremo la domanda mettendo come preferenze quest'ultima e quella comunale che avevo visto all'inizio, entrambe non di stradario, quindi siamo consapevoli di avere pochissime probabilità di essere accettati. Per questo abbiamo già pagato anche l'iscrizione alla materna privata dove va ora Cesare al nido, così almeno la certezza di poterlo mandare lì ce l'abbiamo.
E infine, è arrivato il bonifico dell'Inps con il primo mese di disoccupazione, evviva!!!! Ci voleva proprio!!!
Dalla prossima settimana via libera, mi rimetto in movimento e non mi ferma più nessuno!
La priorità assoluta è...cucire la maschera di Carnevale per Cesare! Vuole vestirsi da pinguino, e ho pochissimo tempo, ma ce la voglio fare!


sabato 13 gennaio 2018

A piccoli passi

Cesare si è addormentato tardissimo stasera, ma ho voluto venire lo stesso al computer per aggiornare il blog, tanto se vado a letto troppo presto mi sveglio mille volte per fare pipì e perchè sto scomoda in qualsiasi posizione e perchè penso a un milione di cose...
Oggi siamo a 33+5, stamattina ho lasciato Cesare con la nonna perchè Carl lavorava e sono andata al controllo dal Super-gine.
Tutte belle notizie! 
Il collo dell'utero ha retto, è sempre corto, più o meno sui 2 cm, ma se siamo arrivati fino qui è un buonissimo segno! Ormai è quasi fatta!
Tra due giorni finisco le fatidiche 34: il Super-gine ha detto di fare altre due settimane di riposo e poi dalla 36 possiamo rilassarci del tutto. Anche con le medicine devo continuare un'altra settimana e poi smetto tutto, finalmente.
In ogni caso (e questa è la cattiva notizia, anche se me lo aspettavo) secondo lui è molto probabile che le contrazioni non mi verranno nemmeno questa volta a causa di tutte le cose che ho preso dall'inizio della gravidanza per evitare il parto pretermine, perciò è meglio se mi abituo all'idea di un'altra induzione, nel caso Anita decida di rompere le acque.
Per il resto lei sta benissimo: è cresciuta ancora, pesa circa 2kg e 400 grammi, è vivace e si muove sempre tanto.
Tornerò dal gine verso la 37esima per un ultimo controllo veloce a lei e al liquido, e poi basta.
Il Super-gine era molto soddisfatto di essere riusciti a raggiungere questo traguardo, e anch'io giorno dopo giorno dovrei essere più serena...
Scrivo dovrei perchè in realtà ho mille pensieri e la mia testa non si ferma mai...per prima cosa sono preoccupata per il parto, molto di più di quanto non lo fossi per Cesare: prima della sua nascita vivevo in una spensierata ignoranza e non sapevo cosa aspettarmi...ora ho la consapevolezza di tutto quello che è andato storto con lui, e mi fa paura. 
A partire dall'induzione, che vorrei tanto evitare...poi il discorso della placenta, che con Cesare non si era staccata del tutto e ho dovuto subire il distacco manuale dolorosissimo con successiva emorragia..insomma, non faccio altro che pensarci ultimamente, anche se so che non serve.
Mi piacerebbe un parto veramente naturale stavolta, ma forse è meglio che mi metto l'anima in pace senza farmi troppe aspettative.
Poi sono preoccupata per tutte le cose che riguardano Anita e che non abbiamo ancora fatto: non abbiamo comprato nè il lettino nè la culletta, non abbiamo messo il materassino-fasciatoio, mi sembra ancora tutto molto approssimativo e vago.
Mi sarebbe piaciuto comprare la culla Next-to-me, ma costa uno sproposito sia nuova che usata e non ho trovato nessuno che me la presta, così compreremo un lettino normale all'Ikea e lo posizioneremo senza spondina attaccato al nostro letto, dall'altra parte rispetto a quello di Cesare, in modo da creare un gigantesco letto a quattro piazze.
Abbiamo anche vagliato l'ipotesi di non comprare niente e metterla in mezzo a noi nel lettone, ma ho troppa paura che Cesare nel sonno possa schiacciarla, dato che spesso durante la notte "migra" dal suo lettino al nostro scavalcandomi e venendo a dormire in mezzo.
Quanto ai vestitini, per fortuna ho ricevuto tantissimi scatoloni di cose usate, a cui si sommano i vestiti di Cesare che avevo conservato, per la maggior parte utilizzabili anche per una bimba: adesso si tratta di lavarli e sistemarli tutti, operazione in cui mi sta aiutando tanto mia suocera, dato che in teoria io dovrei evitare di muovermi troppo.
Carrozzina questa volta niente (con Cesare ce l'avevano prestata), tanto abbiamo la fascia e useremo quella, mentre in macchina metteremo il primo seggiolino di Cesare, dato che con lui siamo passati già alla tipologia successiva. Va montato, ma di questo si occuperà Carl.
La valigia per l'ospedale l'ho fatta, mi mancano poche cose per me di cui in caso di emergenza posso fare a meno.
Per Anita manca solo la Camicina della Fortuna, alla quale tengo tanto, ma credo che appena possibile andremo tutti e tre a comprarla, in modo che sarà Cesare a regalarla alla sorellina.
In realtà non siamo messi così male, ma non so perchè mi sento inquieta, come se non avessimo fatto abbastanza per prepararci al suo arrivo.
Cerco di incoraggiarmi dicendomi che tra due settimane potrò muovermi di nuovo e darmi da fare di persona per sistemare quello che manca, e che tutto sarà a posto per quando nascerà.
Intanto cerchiamo di preparare anche Cesare, che piano piano sta familiarizzando a modo suo con questa novità: passa da momenti molto positivi in cui mi dice :"Parliamo della sorellina?" e si mette ad elencarmi tutte le cose che farà insieme a lei, quello che le insegnerà, e mi chiede tra quanto nasce, e si offre di regalarle le sue cose che non gli stanno più...a momenti più negativi in cui non vuole sentirne parlare, fa finta di niente oppure dice proprio che non la vuole o che non è contento che arrivi. Ad esempio non ha mai voluto sentire i suoi movimenti mettendo la mano sulla pancia quando glie lo dico, anche se la accarezza volentieri quando lo decide lui.
Cerco di assecondarlo come posso, anche nel suo essere molto più appiccicoso e coccoloso del solito ( mi riempie di baci, vuole tenermi sempre la mano, spesso manda via il papà e vuole che sia io a fargli tutto, ci mette molto di più ad addormentarsi la sera e spesso si sveglia di notte chiamandomi...). So che è preoccupato e che sente l'aria carica di attesa, quindi le sue mi sembrano tutte reazioni più che comprensibili.
Poi c'è Carl che dal canto suo è impensierito per la nostra situazione economica, visto che nonostante abbiamo fatto subito tutte le domande e i documenti ancora non ci è arrivata nessuna risposta dall'Inps (e di conseguenza nessun rimborso) nè per quanto riguarda la disoccupazione nè per la maternità...quindi per il momento io sono a stipendio zero e c'è solo il suo...Immagino che il fatto di aver avuto le feste di Natale nel mezzo abbia rallentato tutte le pratiche..quindi spero che si sblocchino presto, almeno possiamo rilassarci un pò anche da questo punto di vista.
Insomma, questo è quanto.
Mi ci vorrebbe proprio un bel massaggio dalla riflessologa, ma tornando al punto precedente, meglio evitare le spese superflue....
In ogni caso ce la faremo, manteniamo la calma e le cose andranno.
Anita nascerà al momento giusto, in un modo o nell'altro, Cesare starà bene, noi sopravviveremo a tutto e ne usciremo "più forti e più belli di prima"!!!
:)